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7 luglio 2012

Rowenta Filtermatic anni 70

Capita che la macchina del caffè americano che mi avete regalato appena l'anno scorso si è già rotta. Colpa dell'acqua dura di Roma, del mio ritardo nel cominciare a farei cicli anticalcare con una soluzione di acqua e aceto. Fatto sta che all'incirca un mese fa ha smesso di scaldare e di fare uscire l'acqua.
Poco male, mosso dallo spirito dei padri pionieri (ehm) ho continuato a usare la macchina come semplice filtro\imbuto, scaldando l'acqua con il bollitore e mettendo poi il caffè in un thermos visto che non funziona nemmeno la piastra che tiene in caldo il caffè nella brocca di vetro.

Mio cugino Andrea, la persona che, oltre  a Laura e Piero, i miei ospiti, è quella che mi sta più vicino, appreso della rottura, mi promette una macchina per il caffè che ha in casa e che nessuno usa.

Non so perchè ma mi immagino una macchina bianca, anonima, mediamente usata. Penso, beh meglio di niente, finché non me ne compro una nuova. Così una sera che lo raggiungo a casa mi tira fuori questa.


Una Rowenta originale degli anni 7o, brand new!
Io sgrano gli occhi.
La macchina è stupenda, priva di tutti gli automatismi che rende quelle più recenti automatiche.
Niente dispositivo salvagoccia. Se sfili la caraffa prima che tutta l'acqua sia uscita quella continua a colare dal beccuccio indisturbata.

Anzi, a ben vedere, non puoi sfilare la caraffa, perchè il vano con il filtro ci poggia sopra. Quando tutta l'acqua è finita, sposti il beccuccio (!!!) dal quale esce l'acqua, togli il vano col filtro, metti sulla caraffa  il coperchio nero, e poi versi il caffè nella tazza. Il vano col filtro resta a fianco della macchina, poggiato magari sul coperchio che ti protegge dai vapori del beccuccio.

In pp a sinistra il coperchio che copre il beccuccio nero proteggendoti dal vapore. Subito a destra il coperchio (nero, poco visibile) da porre sulla caraffa dopo la fuoriuscita dell'acqua. Ancora a destra  il coperchio del vano portafiltro, Subito dietro il coperchio il vano medesimo. Notare la caraffa dal bordo allungato per alloggiare il vano portafiltro e il beccuccio leggermente ruotato.

Insomma una macchina con tutti i crismi ma senza quelle facilitazioni moderne, un po' come, mutatis mutandis, le prime lavatrici degli anni 40/50 quando la centrifuga non c'era e i panni li strizzavi col classico doppio rullo...



Ho provato  a fare così anche il caffè  ma i risultati non mi hanno convinto...

Grazie Andrea per il tuo magnifico dono vintage!

30 marzo 2012

Come ti manipolo il dato: sulle percentuali di italiani che hanno accesso al web

Leggo su TMNews agenzia giornalistica multicanale una notizia dal titolo

Scienza/ Metà italiani è online, crescita del 9,2% in un anno
il cui sottotitolo recita Dati Audiweb, a febbraio 2012 audience media in crescita del 7,3% 

A parte quel Scienza premesso come categoria alla notizia del tutto improprio (società o, tecnologia sarebbero stati più appropriati) e la sgrammaticatura del titolo (Metà italiani è pessimo italiano per la metà degli italiani o metà popolazione o mezza Italia) quel che si evince dal titolo è che metà degli italiani sono online e che rispetto l'anno scorso c'è stata a una crescita del 9.2%.
I dati sono forniti da Audiweb un
Joint Industry Committee partecipato dalle associazioni di categoria di tutti gli operatori del mercato: Fedoweb (50%), associazione degli editori online, UPA Utenti Pubblicità Associati (25%), che rappresenta le aziende nazionali e multinazionali che investono in pubblicità e Assap Servizi s.r.l., l'azienda servizi di AssoComunicazione (25%), associazione delle agenzie e centri media operanti in Italia.
come si legge sul suo sito. Insomma una affidabilità non così istituzionale come l'Istat, perchè questi dati servono per convincere investitori a usare il web come canale commerciale di vendita, pubblicitario, etc. Certo, direte i dati sono dati. Eppure basta leggere nello specifico il comunicato stampa emesso (che riporta una sintesi dei dati, la cui versione completa è disponibile solo per chi si abbona al sito (come per le agenzie stampa...) come si legge in calce al comunicato stampa
La sintesi mensile del report Audiweb Database è disponibile sul sito www.audiweb.it per gli utenti registrati e in forma completa per tutti gli abbonati attraverso le principali aziende di elaborazione dati per la pianificazione pubblicitaria.
Se leggiamo la sintesi online  scopriamo che i dati si riferiscono all’
utilizzo effettivo di internet da parte degli Italiani dai 2 anni in su che si collegano attraverso un computer da casa, ufficio o altri luoghi.
Quindi anche il collegamento dal mio smart phone per scaricare la posta o twitterare sulla pischella appena rimorchiata o vedere che fanno i miei amici su faccialibro entrano a far parte di questi dati.

Quello che a me interessa invece è l'accesso alla rete d parte degli italiani da casa, per un tempo sufficientemente lungo e ripetuto nel tempo che permette cioè di usare la rete come strumento di informazione comunicazione.
Invece scopriamo che tra Metà italiani sono annoverati anche quelli che
Nel mese di febbraio 2012 sono stati 27,7 milioni gli utenti che si sono collegati a internet almeno una volta da computer, il 50,7% della popolazione dai due anni in su.
I neretti sono miei. Almeno una volta in un mese (Almeno? meno di una volta è zero quindi che significa almeno?) è un po' poco anche per il piazzista più entusiasta della rete. Insomma questi sono dati di potenziali utenti venduti agli inserzionisti. Non sono dati che misurano l'effettivo accesso degli italiani sulla rete.
Un bambino di due anni, su internet, ma davvero?!

Navigo sula rete e trovo un articolo di Panorama (come dire non proprio il massimo della deontologia professionale) che eppure, per onestà intellettuale, riporta, dati più seri, Istat, che dipingono tutt'altra situazione titolando:

Cresce l’uso di Internet in Italia, ma siamo fanalino di coda in Europa
Sull'articolo di Panorama molto meglio argomentato leggiamo che che:

Secondo gli ultimi dati Istat, l’Italia è solo al 22mo posto in Europa tra le famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 74 anni che accede a internet da casa: la media europea è del 73%, quella italiana soltanto del 62% , lo stesso dato della Lituania.
Mentre, meglio ancora,  risalendo alla fonte dell'articolo, come si dovrebbe sempre fare, cioè al report dell'Istat  scopriamo che:

Rispetto al 2010 cresce la quota di famiglie che nell'anno in corso possiede un personal computer (dal 57,6% al 58,8%), l'accesso a Internet (dal 52,4% al 54,5%) e una connessione a banda larga (dal 43,4% al 45,8%).

Le famiglie con almeno un minorenne sono le più tecnologiche: l'84,4% possiede un personal computer, il 78,9% ha accesso a Internet e il 68% utilizza per questo una connessione a banda larga.

All'estremo opposto si collocano le famiglie di soli anziani di 65 anni e più, che presentano livelli modesti di dotazioni tecnologiche.

Tra il 2010 e il 2011 il divario tecnologico relativo al territorio e alle differenze sociali rimane stabile per quasi tutti i beni e servizi considerati.
Le famiglie del Centro-nord che dispongono di un accesso a Internet sono oltre il 56%, mentre circa il 49% dispone di una connessione a banda larga, a fronte di valori pari, rispettivamente, al 48,6% e al 37,5% nel Sud.

Se si confronta la disponibilità di personal computer, di un accesso a Internet e di una connessione a banda larga, il divario tra i nuclei in cui il capofamiglia è un operaio e quelli in cui è un dirigente, un imprenditore o un libero professionista è di circa 24 punti percentuali a favore di questi ultimi.

Il 41,7% delle famiglie dichiara di non possedere l'accesso a Internet perché non ha le competenze per utilizzarlo; il 26,7% considera Internet inutile e non interessante, il 12,7% non ha accesso a Internet da casa perché accede da un altro luogo, l'8,5% perché considera costosi gli strumenti necessari per connettersi e il 9,2% perché ritiene eccessivo il costo del collegamento.
I neretti sono miei.
Insomma una situazione ben diversa anche rispetto il resto d'Europa.

A differenza di Audiweb l'Istat mette a disposizione di tutti i datri completi. Per chi è interessato può scaricarli cliccando qui. Insomma mentre ci fanno tutti credere, sin dai tempi della scuola, che i numeri sono numeri e dunque non mentono in realtà basta presentarli in maniere diverse per far dire loro quasi tutto quello che volgiamo. Come diceva Trilussa in un suo famoso sonetto sulle statistiche...
LA STATISTICA
di Trilussa
Sai ched'è la statistica? È na' cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.

Ma pè me la statistica curiosa
è dove c'entra la percentuale,
pè via che, lì,la media è sempre eguale
puro co' la persona bisognosa.

Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d'adesso
risurta che te tocca un pollo all'anno:

e, se nun entra nelle spese tue,
t'entra ne la statistica lo stesso
perch'è c'è un antro che ne magna due.
Meditate gente, meditate...

15 gennaio 2012

A proposito del naufragio della Costa Concordia: io di nautica non so nulla ma... com'è possibile andare contro uno scoglio senza che gli strumenti di bordo lo rilevino?

 Sono le 21,40 di venerdì [13 gennaio 2012] quando la Costa Concordia si schianta contro uno scoglio a 300 metri dall'isola del Giglio per poi piegarsi paurosamente su un fianco. (l'Unione sarda)

Magari avrò visto troppi episodi di Star Trek ma possibile che sulle navi da crociera non esista un allarme di prossimità? Possibile che non ci sia un sonar che scandaglia l'acqua fino a qualche centinaia di metri di distanza  rilevando scogli e ogni altro ostacolo?

A quanto pare no, altrimenti la frase del capitano della nave Francesco Schettino, arrestato per omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave (fonte Adn Kronos) non avrebbe senso:
 «Mentre navigavamo ad andatura turistica abbiamo impattato uno sperone di roccia che non era segnalato. Secondo la carta nautica, doveva esserci acqua a sufficienza sotto di noi». (Il post.it)
Le carte nautiche???
Non dico di mettere un essere umano a controllare il sonar 24h al giorno ma un computer, un sistrma automatico che rileva ostacoli no? Ci si basa sulle carte nautiche???? E non stiamo parlando dell'Oceano Indiano, stiamo parlando di quella vasca di acqua putrida che è il Mediterraneo!!!



Ripeto io di nautica non ne capisco nulla qualcuno che ne capisce mi evince? Mi spiega? Perchè, al di là dell'errore umano, anche se la nave si trovava incautamente troppo vicina alla costa, anche se di notte non si naviga sottocosta, anche se la nave era destinata al naufragio perchè durante il varo la bottiglia di champagne non si è rotta ma ha rimbalzato, io non mi capacito che nel 2012 le navi (non una barchetta ma un colosso di 114.147 tonnellate, lungo 292 m, largo 35,50 e alto 52 m, con 1100 membri di equipaggio e la capacità di ospitare fino a 3780 passeggeri (fonte wikipedia) praticamente una città, possa affondare perchè va a ...inciampare contro uno scoglio di cui nessuno sa niente perchè, a detta del comandante, sulle carte nautiche non c'era!!!


Il bilancio di questo incidente assurdo (perchè evitabile)  è di tre morti (due turisti francesi e un membro dell’equipaggio di nazionalità peruviana) 60 feriti e 36 dispersi (ma le cifre sono destinate a cambiare...).


Qualcuno mi spieghi per favore!!!


12 gennaio 2012

La tecnologia unisce e separa...



nikelodeon

Edison

Lumière
Mentre i Lumière infatti avevano un proiettore che permetteva di far vedere lo stesso film a molte persone allo stesso tempo, Edison disponeva solo di un dispositvio individuale, il nikelodeon.
Per decenni se volevi vedere un film dovevi andare in sala, assieme agli altri (effetto secondario della sala il fatto che era per molti ritrovo a sfondo sessuale, agli inizi i cartelli in cui si invitavano i militari a non disturbare le signorine si sprecavano, in tempi più recenti il cinema era un refugium peccatorum per molti adolescenti che non avevano un posto dove avere un minimo di intimità).
Nonostante la cinepresa sia stata inventata da Edison (cioè da uno dei suoi dipendenti ai quali rubava il brevetto...) il cinema è passato alla storia come invenzione dei fratelli Lumière per via del proiettore.





Poi la televisione è entrata nelle nostre case e ci ha distolti dalla visione collettiva in sala.
Agli inizi un solo televisore serviva tutta la famiglia e gerarchicamente padre madre e figli sceglievano il programma da vedere. Poi, con l'abbassarsi dei costi, le donne prima, in cucina, e, più recentemente, i figli in camera, ognuno ha avuto il suo televisore così non si litigava più per quale programma vedere, ognuno vedeva il proprio.

Lo stesso racconto per immagini che una volta riuniva la gente adesso le divide persino in casa.
Con la digitalizzazione questo fenomeno di atomizzazione sociale e familiare si è andato sempre di più sviluppandosi: il monitor del pc prima e poi tutti i dispositivi mobili poi ci hanno condannati a una sorta di autismo mediatico.
I dispositivi mobili sono diventati una nuova interfaccia comunicativa che permettendoci di comunicare sempre ci separa definitivamente.

Oggi nell'intimità delle nostre case , magari coi capelli arruffati e senza esserci ancora lavati (come il sottoscritto mentre scrive queste righe) possiamo interagire con gli altri. Non solo comunicare (comunicazione unidirezionale io voi come nel caso anche del mio blog) ma interagire nei due sensi con le chat e faccialibro.
Se la tecnologia una volta ci univa fisicamente in uno stesso posto oggi collega tante monadi sparse per il pianeta.


Uno dei buoni propositi del 2012: spegni il pc ed esci per strada!

1 gennaio 2012

Quando la storia è solo erudita conoscenza e non quotidianità. Sull'articolo sciocco di Giulio Giorello sul Corsera a proposito dell'Astrologia.




Giulio Giorello ricopre la cattedra di Filosofia della scienza presso l'Università degli Studi di Milano che fu del suo mentore Ludovico Geymonat, insomma non è proprio uno sprovveduto.
Eppure nel suo articolo apparso il 30 dicembre u.s. sul Corriere della Sera nel quale vuole affrontate con leggerezza la questione dell'Astrologia esordisce con una considerazione parziale e incompleta.
Giorello dice infatti che
Il rigoroso Galileo, il razionale Cartesio e il visionario Newton hanno tutti bazzicato con quella che era definita «l' antica scienza dei Caldei».

Quello che Giorello si dimentica di dire, perchè data la cattedra che ricopre non può ignorarlo, è che questi scienziati che sono i padri del moderno metodo scientifico usavano l'Astrologia per campare. facevano cioè gli astrologi perchè fare l'oroscopo pagava più che studiare stelle e piante.

In tutto l'articolo nel quale Giorello dà così tanto credito all'astrologia (nel senso di dignità di pratica da essere presa in considerazione) da farmi dubitare se non che lui sappia cosa sia scientifico (sempre per via della cattedra che ricopre) sicuramente che cosa sia la Storia.

Quando infatti, come si legge nell'articolo, Roberto Donzelli (firma di spicco di Astra*) afferma che
(...)l' astrologia deve smettere di credersi scientifica (...) altrimenti fa il gioco di coloro che la denigrano. Oggi l' impresa scientifica ha le sue norme e i suoi vincoli, e io non sono affatto d' accordo con i "colleghi" che presentano l' astrologia come una disciplina paragonabile alla fisica o alla biologia. Tuttavia, non mi pare giusto che quello che non rientra nell'attuale mentalità scientifica sia considerato falsità
Giorelli incassa il colpo come non gli fregasse nulla dell'autorità della scienza (Infatti deve solo fare pubblicità ad Astra.
Dunque chi critica la presunta scientificità dell'Astrologia la denigra cioè ne parla male, la diffamare, la infanga come riporta il dizionario online Coletti (sempre del gruppo rcs...).
E che quella scientifica non è un metodo (cioè un sistema e un criterio oggettivo) ma una mentalità (cioè un modo di vedere le cose di un gruppo di persone). Giorello si limita a ribattere dicendo «Perché allora dovremmo crederle, e comunque darle così tanto spazio?». e quando l'astrologo (dei miei stivali) incalza dicendo «Per esempio, le posizioni dei cosiddetti pianeti lenti (Saturno, Urano, Plutone) sono oggi analoghe a quelle del 1929 all'epoca del crollo di Wall Street(...)» Giorello perde l'occasione (da storico) di confutare l'Astrologia una volta per tutte. «l' antica scienza dei Caldei» come la definisce egli stesso in realtà è campata sul niente.
I pianeti lenti infatti sono scoperte recenti dell'Astronomia** (proprio quella praticata da Galilei) che erano ignoti agli antichi Caldei (che non avevano strumenti d'osservazione ottica e quindi non potevano sapere della loro esistenza) e a Galilei, Newton e anche Copernico. Per cui non si capisce come l'antica astrologia abbia potuto ignorare fino alla loro scoperta gli ultimi 3 pianeti del sistema solare, o perchè oggi li si debba considerare visto che per secoli «l' antica scienza dei Caldei» ha fatto senza.
Insomma un articolo che tutt'altro che davvero pensato per criticare radicalmente la superstizione che l'Astrologia (come la religione...) alimenta serve solo per intrattenere i lettori borghesi del corsera con una conversazione da salotto dove il professore può sciorinare le sue conoscenze, l'astrologo le proprie e i lettori riconoscendo più o meno quei nomi sentirsi accomunati da un sapere condiviso mentre in realtà stanno tutti ragionando sul nulla e col nulla.

Fossi io rettore dell'università di Milano forse la cattedra a Giorello quasi quasi gliela toglierei...


* Astra è una delle riviste di astrologia - pubblicata dalla RCS cioè dal Corriere della Sera, il quotidiano fa pubblicità a una sua rivista...) - che pullula di inserzioni di sedicenti maghe che spillano quattrino alla gente che magari ha una figlia malata di cancro...

** in ordine di scoperta
Urano venne scoperto il 13 marzo 1781 da William Herschel, diventando così il primo pianeta ad essere stato scoperto tramite un telescopio (fonte Wikipedia)


Nettuno fu scoperto la sera del 23 settembre 1846 da Johann Gottfried Galle con il telescopio dell'Osservatorio astronomico di Berlino, e Heinrich Louis d'Arrest, uno studente di astronomia che lo assisteva,(fonte wikipedia)


Plutone non solo è stato scoperto solamente nel 1930 (da Clyde Tombaugh) ma è stato declassato a pianeta nano il 24 agosto 2006 Plutone dall'Unione Astronomica Internazionale, che non lo considera più un Pianeta del sistema solare ma un oggetto extra uraniano. (fonte wikipedia)

3 ottobre 2011

Scusate se parlo male degli internauti... (Sull'ordinanza di Vasco Rossi contro nonciclopedia)



... ma il fatto che in queste ore tutti si siano accaniti, anche con commenti volgari e pesanti fuori misura (c'è chi gli ha augurato la morte...) contro Vasco Rossi perchè si è mosso legalmente contro un sito ottenendo come risultato la sua chiusura mi sembra dia la misura più che della libertà della rete dei suoi poteri da grande fratello.
E' la sindrome di Facebook. Basta cliccare un "mi piace" per sentirsi partecipativi e democratici, restandosene in casa, senza informarsi, senza approfondire, dando una autorevolezza alla rete (dove tutti possono scrivere tutto) che ci sogneremmo di dare anche al più affidabile dei quotidiani (come se ne fossero rimasti).

I fatti sono lì davanti a tutti. O no?

Tutti titolano che Vasco Rossi ha fatto chiudere il sito nonciclopedia:

In realtà il sito è ancora online, infatti all'indirizzo http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Nonciclopedia:Sospensione_del_servizio si può leggere che:

  • 3 febbraio 2010: l'avvocato manda una mail a Nonciclopedia ed una raccomandata A/R a Wikia, chiedendo di cancellare la pagina poiché gravemente diffamatoria e di fornire i dati degli utenti per procedere alla loro identificazione.
  • 4 febbraio 2010: Nonciclopedia risponde all'avvocato, spiegandogli brevemente cos'è Nonciclopedia, che non è in grado di fornire i dati degli utenti, mostrandosi infine disponibile a eliminare dalla pagina le parti diffamatorie che saranno indicate dallo stesso avvocato, come già successo in passato con altri personaggi che hanno segnalato la loro pagina.
Per tutta risposta, l'avvocato non risponde, nonostante Nonciclopedia conservi la notifica di lettura. Nessuna traccia nemmeno della fantomatica raccomandata spedita in California, al nostro host Wikia, come indicato nella mail dell'avvocato. Così, pensando che si tratti di una finta mail come spesso capita, Nonciclopedia lascia correre, non avendo avuto nessun riscontro della veridicità della comunicazione.
  • 18 agosto 2011: un admin di Nonciclopedia viene convocato dalla polizia postale per spiegare il funzionamento del sito. I poliziotti gli chiedono un autografo. Sul verbale.
    La comunità decide di cancellare la pagina di Vasco Rossi in attesa di ulteriori sviluppi, comunicando la nostra decisione all'avvocato e spiegandogli che attendevamo una sua risposta. L'avvocato continua ad ignorarci nonostante la notifica di lettura.
  • settembre 2011: altri tre admin sono stati convocati dalla polizia postale per spiegare il funzionamento del sito.
A seguito di questi fatti, gli amministratori hanno deciso di chiudere il sito a tempo indeterminato.
Ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito a questo meraviglioso e speciale sito, ma ancora di più ringraziamo tutti i nostri lettori per averci dedicato anche un solo minuto.
Nonciclopedia chiude.
Dunque la decisione non è stata presa da un giudice, né dalla polizia postale né tantomeno da Vasco Rossi che non si è rivolto alla magistratura, né alla polzia postale, ma a un avvocato.
Non sappiamo nemmeno esattamente cosa ha dato fastidio a Blasco tanto da farlo rivolgere a un avvocato. Dobbiamo accontentarci di quanto riportato sul sito (che non è stato oscurato...), ma che ha deciso di auto-sospendersi in segno di protesta.

Care lettrici, cari lettori, cari creditori
Nonciclopedia chiude a causa di una denuncia
Denuncia?  Se si viene denunciati non ci scrive un avvocato...
che Vasco Rossi ha sporto contro il sito.
Vasco Rossi si è sentito diffamato dalla pagina che lo riguardava.
Probabilmente si terrà un processo, al termine del quale quel brufoloso ragazzino quindicenne che ha scritto la pagina dopo essere stato picchiato dai suoi compagni di classe, adesso dovrà anche pagare gli alimenti al nullatenente Vasco Rossi.
Un uomo che ha vissuto l'esperienza della droga, l'esperienza del carcere, l'esperienza di stadi e folle che lo acclamavano, non poteva proprio sopportare l'idea di essere oggetto di satira su Nonciclopedia.

Ma ripercorriamo tutta la storia per spiegare meglio la vicenda:
  • 6000 a.C.: l'uomo forgia i metalli.
  • 3200 a.C.: l'uomo inventa la scrittura.
  • 7 febbraio 1952: nasce Vasco Rossi.
  • 20 aprile 1984: Vasco Rossi viene arrestato al Variety, una discoteca di Bologna. Vasco Rossi consegna spontaneamente 26 grammi di cocaina alle forze dell'ordine e trascorre 22 giorni di prigione[1].
  • Dopo: Vasco fa altre cagate che ci scocciamo di elencare, sono troppe[2]!
  • Gennaio 2010: l'avvocato di Vasco Rossi, o chi per lui, legge la relativa pagina su Nonciclopedia e si rende conto che quel cumulo di stronzate potrebbe segnare la fine della carriera della rock star.
ATTENZIONE: quanto scritto in questo box è una plausibile ricostruzione degli avvenimenti... ma ricordate che la realtà potrebbe superare la fantasia.
  • 1 febbraio 2010, ore 12:00: l'avvocato avvisa Vasco dell'esistenza della pagina su Nonciclopedia.
  • 1 febbraio 2010, ore 12:03: l'avvocato spiega a Vasco cos'è Nonciclopedia.
  • 1 febbraio 2010, ore 12:07: l'avvocato spiega a Vasco cos'è internet.
  • 1 febbraio 2010, ore 12:12: l'avvocato risponde a Vasco che "no, non ho da accendere".
  • 1 febbraio 2010, ore 12:13: l'avvocato spiega a Vasco cos'è un computer.
  • 1 febbraio 2010, ore 12:15: l'avvocato la prende alla lontana e comincia da:
    • 4 000 a.C.: l'uomo inventa la scrittura.
  • 1 febbraio 2010, ore 19:00: Vasco e l'avvocato sono ancora al telefono.
  • 1 febbraio 2010, ore 19:02: l'avvocato, stanco della situazione, chiude la conversazione dicendo che sa le vede lui.
Una faccenda poco trasparente tra privati cittadini senza coinvolgimento della magistratura, né della polizia che, stando a noncicplopedia, hanno chiesto agli admnin lumi sul funzionamento del sito non informazioni sulla pagina diffamante


Eppure sulla rete si può leggere:

Nonciclopedia ha chiuso, su ordinanza, pare, di Vasco Rossi. (il sussidiario)
Certo perchè ora Vasco è un magistrato...
Vasco Rossi fa chiudere il sito parodistico Nonciclopedia (GQ.COM)
dove addirittura si dice che Vasco abbia sporto denuncia, cosa che non trova riscontro nei fatti raccontati da nonciclopedia, che parla di avvocato, non di magistratura... 


C'è addirittura chi usa questo fatto come bau bau per l'ennesimo tentativo del governo di mettere un bavaglio alla rete per decreto legge:
La piccola case history di Nonciclopedia è una perfetta anticipazione di quello che accadrà molto più diffusamente e facilmente se il nuovo regolamento Agcom e il comma 29 del primo articolo del disegno di legge sulle intercettazioni (il cosiddetto Ammazzablog) diventeranno realtà (Alessandro Gilioli sul suo blog ospitato dall'Espresso Repubblica  online.
Quello che mi spaventa in tutta questa faccenda è l'adesione acritica di TUTTI  che non si son fatti scrupolo di decidere, senza giudice, senza processo, senza sapere come si sono svolti davvero i fatti, che Blasco (che è notoriamente un uomo di potere come scrive Elfobruno sul suo blog) sia colpevole e nonciclopedia la vittima.

Che sia un questione di principio e che in ballo ci sia la libertà della rete che non si deve fermare dinanzi nulla.
Senza rendersi conto che questo manicheismo, questa crociata contro le regole  che Blasco non abbia diritto di denunciare (cosa che non ha fatto se a scrivere al sito è stato un avvocato) è figlia del berlusconismo.


Io non so come si sono svolti i fatti, ma mi chiedo, quanti hanno recepito la notizia riportata da terzi in maniera critica? Quanto si sono documentati?
Quanti hanno cercato di vederci più in profondità?

Io vedo solo gente che crede che la libertà sia dire se è a favore o contro questo o quell'argomento, in maniera acritica, dogmatica, niente affatto laica.

Come la fede, quella calcistica.

Perchè si sa, Blasco è un drogato, è stato in galera è un sessantenne che si comporta ancora come un ragazzino e dunque è un poco di buono.

Il ludibrio è tale anche se si spaccia per novità telematica.

Io ho paura di questo flusso di adesioni acritiche dove tutto vale il contrario di tutto e dove ognuno si sente libero perchè parla di quello che qualcun altro ha deciso per lui sia l'argomento del giorno.

Senza approfondimenti, senza competenze (Vasco che emette  ordinanze, gli avvocati che si sostituiscono alla magistratura), senza VAGLIO CRITICO.

E' questa la rete che garantisce liberà, infromazione, trasparenza etica?

Siamo nelle mani di qualche ignorante, naïf, cripticamente reazionario che non parla inglese ma usa odiosi termini da casta (Trend Topic, hushtag MA PARLATE COME MAGNATE PERDIO che poi tanto l'inglese in Italia non lo sa parlare nessuno)  che fanno figo e giovane.




Il berlusconismo è come cristo: dopo tre gionri risorge.

Nella rete.

 




26 agosto 2011

Bienvenido alla experiencia Book


Come in uno dei tanti elenchi che giravano su interne "Sei nato negli anni 80 se..." l'idea geniale di questo video è spiegare una tecnologia pregressa con l'immaginario collettivo delle nuove tecnologie.
Così mentre i sistemi produttivi del libro dai tempi di Gutenberg sono cambiati spaventosamente (e anche il mondo dell'editoria oggi si è digitalizzato) l'hardware book è lo stesso da almeno sette secoli mentre gli ebook funzionato solo su pc e non hanno gli stessi vantaggi del volume cartaceo su strumenti dedicati...


bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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