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26 febbraio 2019

Perché la serie tv "Che Dio ci aiuti" ignora le leggi italiane?

Mi è capitato di guardare Che Dio ci aiuti, il maiuscolo è nel titolo, la serie tv di Raiuno, per caso, grazie a una pubblicità durante la settimana di Sanremo.

Non voglio fare una lettura critica della serie, che, dopo una prima stagione improntata sul giallo e una seconda su situazioni vicine a uno studio di avvocati, è scivolata presto nell'intrico sentimental-popolare nella migliore tradizione delle soap americane,  svolta che il pubblico pare avere apprezzato, a guardare gli indici di ascolto.

Non voglio nemmeno fare una critica sull'ambientazione in un convento di suore. Anzi alcune semplificazioni sul personaggio di suor Angela  infastidiscono me, uomo laico, per mancanza di rispetto nei sui confronti come il fatto che suor Angela non indossi alcuna cuffia quando si toglie il velo, mostrando i capelli quando se lo toglie, anche davanti alle ragazze del convitto e, peggio, agli uomini, una forma di intimità enorme che m'offende.  Il fatto che non tre leggerezza non venga percepita come una mancanza di rispetto del personaggio suora dimostra la superficialità con cui in questo paese si professa la religione cattolica...

Pur non volendo fare una lettura critica a una serie che non sarebbe dispiaciuta alla Democrazia Cristiana, non posso tacere di alcune semplificazioni ideologiche al limite del reato che compaiono qua e là nei vari episodi, accidentalmente per motivi di trama ma, a guardare in tralice, per una visione del mondo italiota e omertosa.

Così nel primo episodio della quarta stagione scopriamo che Azzurra, uno dei personaggi, quando  aveva 15 anni ha abbandonato la sua bambina appena nata, sentendosi per quello un mostro, come confessa in lacrime a Suor Angela (Elena Sofia Ricci, motivo principale per cui guardo la serie), quindici anni dopo.

Adesso che Suor Angela debba essere accogliente e non giudicante va da sé (magari fossero così tutte le suore del mondo reale...), ma che lei, proprio perché donna di chiesa, non ricordi in qualche modo che  non c'è bisogno di abbandonare le neonate (e i neonati)  perché la legge italiana consente a qualunque donna, anche straniera non regolare, di non riconoscere il figlio o la figlia appena nate e di darle in adozione, ha dell'incredibile.

Capiamo che chi ha scritto l'episodio ha pensato che le lacrime di Azzurra per considerarsi una donna mostro siano più interessanti di qualunque veridicità legale ma ogni serie tv contribuisce a rielaborare l'immaginario collettivo informando ...o disinformando.

L'immaginario collettivo  di Che Dio ci aiuti è fermo agli anni 50, quando la donna era sotto il capo famiglia, non poteva divorziare non poteva nemmeno abortire.

Non è una nostra malizia ma un modus operandi della serie.

In un altro episodio Davide, la voce narrante della terza stagione, nel telefilm un bambino di 9 anni, si riferisce al matrimonio come a una cosa che dura tutta la vita, come se in Italia non esistesse il divorzio.

In un altro episodio, sempre della terza stagione, una donna compra un farmaco non per uccidere il marito in coma, come sembra, ma per procurarsi un aborto perché si è appena scoperta incinta.

Come se in italia non esistesse la 184...

Il fatto che si è scelto l'aborto solo per un  colpo di scena sul vero uso del farmaco non giustifica l'omissione di una legge dello Stato. Cioè di un diritto delle persone.

Che sia stato fatto scientemente o per leggerezza l'universo descritto da Che Dio ci aiuti è pericolosamente mendace, contribuendo a rivitalizzare quell'immaginario collettivo che piaceva tanto nel 1956 all'allora sottosegretario alla cultura Oscar Luigi Scalfaro secondo il quale i film dovevano  dare al pubblico un senso di riposo dopo le fatiche della giornata, che lo interessi e diverta in modo semplice, senza creare il tormento di complicati stati d’animo*.

Il pubblico italiano, almeno quello di Raiuno, deve rimanere ignorante, monco nei suoi diritti, e, ça va sans dire, disgustosamente eteronormato.

Ma questo è un altro discorso...


*in Fernaldo Di Giammatteo, Lo sguardo inquieto Storia del cinema italiano 1945-1990, La nuova Italia, Scandicci (Firenze) 1994

19 febbraio 2014

Prime note sparse su Sanremo 2014

Guardo Sanremo da sempre.
Per tradizione familiare.
Lo seguivo quando la mia famiglia, felicemente e alternativamente ginecentrica, si riuniva la sera davanti la tv, rigorosamente in bianco e nero, per commentare le canzoni, i cantanti, gli ospiti, i conduttori (gli accordi di genere sessisti sono voluti: all'epoca in casa paravamo così...).
Mia nonna, mia mamma mia sorella e me. Io costruivo delle tabelle  per votare canzoni cantanti musiche e testi e li distribuivo a tutte e tutte esprimevamo un voto, più voti.

Nell'epoca provinciale dell'Europoa disunita, dove l'orgoglio nazionale non era percepito ancora come sciovinismo, Sanremo ci restituiva dignità. La dignità di un paese che sapevamo, allora come ora, allora meglio di ora, essere molto indietro rispetto il resto d'Europa, per i diritti, non solo quelli riconosciuti per legge (che anche da noi il divorzio e l'aborto finalmente c'erano) ma i diritti percepiti, quelli che riconoscevano dignità ai gay (perchè già da piccolo sapevo, perchè l'informazione circolava libera, non solo che i froci esistevano ma che nel nord d'europa erano trattati come persone normali e addirittura si potevano sposare...) e alla donna (mentre da noi c'era ancora il delitto d'onore) tanto che lo stupro era percepito come un delitto contro la persona e non contro la morale, mentre da noi c'era una legge a stabilire il contrario (per tacere del matrimonio riparatore col quale solo stupratore si metteva la coscienza, e la fedina penale, a posto...).
Sanremo era uno dei pochi eventi che ci faceva sentire orgogliosi di essere italiane (no, non è la mia retorica antisessista, mi riferisco a mia nonna, mia mamma a mia sorella ...e a me), prima delle canzonette c'era stato Puccini (e Verdi).
Nel blu dipinto di blu
che tutti chiamavamo Volare era un biglietto da visita che ci precedeva ovunque e, nonostante il paese goffo provinciale ignorante e analfabeta che eravamo (e siamo), la musica in qualche modo ci risarciva.
La canzone italiana di cui Sanremo è il festival era un bene comune e condiviso con delle specificità italiane che contribuiva a costruire l'identità nazionale, laddove le canzoni recepivano, a modo loro, il cambiamenti culturali che avvenivano nel paese.

Certe canzoni hanno fatto la storia non tanto da un punto di vista musicale ma sociale e politico.
Come dimenticare l'impatto che Chi non lavora non fa l'amore di Celentano ebbe a Sanremo nel 1970 (vincendolo) una canzone che Perfino Il Tempo, quotidiano romano di destra, ha definito (...) una barzelletta reazionario-populista (galleriadellacanzone.it)?

Oggi ci si lamenta che le canzoni di Sanremo sono più brutte tanto che la gente non se le ricorda più. Il luogo comune che siano più brutte lo si è sempre usato già dalla seconda edizione del Festival.
Se le canzoni oggi uno non ce le ricordiamo più, secondo me, non c'entra con le canzoni stesse che, secondo quella disperata di Dario Salvatori, maschio che ieri, come tanti altri uomini, con l'unica eccezione di Sgarbi, sparava a zero contro Laetitia Casta rea di non essersi fermata davanti le telecamere di quel programma immondo che è La vita in Diretta, non vengono più scelte in base alla linea melodica. Per me la colpa non è delle canzoni ma della memoria (inesistente) delle italiane (adesso sì uso la mia retorica antisessista)... Io no. Io mi ricordo le canoni di ogni Sanremo che ho visto. Perchè io ancora oggi lo guardo con quella stessa attenzione che gli tributavamo in famiglia quando ero un bambino.

Se vi parlo di Sanremo però non è per celebrare la mia tradizione familiare.
Sin da quando ho studiato antropologia culturale con Ida Magli, ho imparato a leggere il festival come un laboratorio antropologico di prim'ordine.

Quelle che seguono sono le prime impressioni di cosa capiamo (del polso) del paese da questo Sanremo 2014.

L'inizio
Sarà che piacendomi Mina ho sempre coltivato un certo gusto nazional popolare.

Ma il modo di reagire e di gestire la crisi con cui si è aperta ieri la sessantaquattresima edizione del Festival proprio non l'ho gradito.



Non è la prima volta che qualcuno cerca di approfittare del tamburo mediatico del festival.
Era già successo quando a condurre il festival era Pippo Baudo.
 Ma guardate la differenza di stile.


Fazio è un pretino senza nerbo, non si comporta come padrone di casa ma come legittimo abitante di una casa altrui che si sente scalzato dall'occupante illegittimo e non ha autorità alcuna per farsi sentire, per farsi rispettare. Arriva addirittura a chiedere ai due se pare loro il caso di impedire il lavoro di migliaia (sic!) di persone.

Pippo Baudo invece va dal tipo che voleva suicidarsi, si sporca le mani, si mette al suo livello, è davvero preoccupato. Fazio è solo scocciato che non gli lascino iniziare il festival.


Non mi scrivete commentando che Baudo recitava.
Anche Fazio recita tra le due performance recitative quella di Baudo mi sembra più umana, quella di Fazio più menefreghista e untuosa come è il personaggio pubblico, tant'è che dopo aver letto la lettera Fazio può dichiarare che la faccenda è chiusa.
Certamente chiusa per lui non per i due tipi e gli altri 800 lavoratori che, a fidarsi delle loro parole non percepiscono stipendio da 16 mesi.
D'altronde uno che lo scorso anno ha preso 600 mila euro per condurre il festival cosa significhi non percepire lo stipendio pur continuando a lavorare proprio non può nemmeno immaginarselo.


Il modo in cui Fazio ha gestito l'incidente la dice lunga sul cinismo del paese che ormai non si vergogna più di mostrarsi per quel che è.

Poi c'è l'ingresso di Littizzetto, il più grande bluff della storia della tv italiana.
Quella che siccome qualche volta (ma solo qualche volta ) dice cose sensate viene percepita come un genio che non è.

Basta guardare il suo ingresso  a Sanremo accompagnata da ragazze stile Blu belles con mezza chiappa di fuori che Fazio da maschilista qual è chiama signorine (termine sessista che indica lo stato civile delle ragazze, cioè se sposate o nubili, e che non fa più parte del vocabolario italiano da più di 30 anni, perchè le donne, a prescindere dal loro stato civile, sono tutte sempre e solo signore proprio come gli uomini sono sempre e solo signori) termine ribadito da Littizzetto che in quanto a sessismo non è seconda a chicchessia tanto meno a Fazio e che invece di scandalizzarsi della mezza chiappa al vento delle signorine dice che hanno dei culi fantastici.


E se anche una donna etero invece di commentare, casomai, il culo fantastico dei signorini, commenta quello delle donne, vuol dire che il maschilismo ce lo abbiamo proprio nel dna...


Troppo facile sbavare dopo, quando vengono gli ospiti a leggere il risultato di gara tra le due canzoni presentate da ogni artista. Qui avrebbe fatto una bella differenza lamentarsi, per esempio, che avrebbe preferito che anche i culi dei ragazzi fossero visibili a metà...

Ma l'intelligenza del personaggio pubblico Littizzetto (che, per classica sperequazione sessista, percepisce un compenso che è poco meno della metà di quello di Fazio)  sta tutta nell'occhio di guarda.

Insomma i culi al vento sono ancora solamente quelli delle donne.

Il maschio come oggetto sexy (sdoganato da più di 30 anni di pubblicità) non è di casa a Sanremo.

Anzi quando più avanti nella serata Laetitia Casta canta Ma 'ndo vai se la banana non ce l'hai da Polvere di Stelle (Italia, 1973) di Alberto Sordi, accompagnata dai ballerini à la Zizi Jeanmaire,
Fazio richiama uno dei ballerini dicendogli scusi signore ha dimenticato una piuma ribadendo una presunta superiorità virile lui che sbava dietro Laetitia come un quindicenne per tutta l'esibizione dell'attrice francese...

Insomma un'Italia sessista maschilista eterocentrica dove la fica deve piacere a tutti gli uomini e anche le donne notato i bei culi femminili non come rivendicazione del proprio corpo o per l'omoerotismo lesbico ma sempre per strizzare l'occhio ai gusti del maschio quello incarnato da Fazio che si dice invidioso di un coriandolo insinuatosi nei seni di Laetita o quello incarnato da Marco Bocci quando Luciana Littizzetto lo zittisce per mandare in onda la pubblicità: “Zitto Marco Bocci, guarda le mie bocce!“, e Bocci risponde: Ammazza che belle!

Il resto del festival è inesistente.
Inesistenti le canzoni, sette big, con due canzoni a testa e un meccanismo di voto ridicolo diluiti in oltre 4 ore di spettacolo (ma come si fa!?).

Tra gli ospiti quel fascista dedito all'Islam di Cat Stevens che conciona di religione dicendo che se la religione non inneggia alla pace e alla amorosa convivenza non è una religione (infatti l'Islam, come la religione cattolica, è un tripudio di amorosa convivenza... lo sa bene lui che nel 1989 spiegava agli e alle studenti del Kingston Polytechnic di Londra il perché [sic!] della fatwa lanciata contro  Salman Rushdie per i suoi Versi satanici) ma la memoria storica italiana è inesistente per i fatti del Paese figuriamoci per quelli esteri...

Un festival ingessato  e moscio dove l'unica iniezione di vitalità arriva dalla settantenne Raffaella Carrà che, a differenza del pretino e della ...bocciofila, sa come si sta sul palcoscenico.

2 gennaio 2013

Gaber & Mina

Nella loro carriera si sono incontrati. Anzi quell'incontro ha suggerito a Gaber la prima idea del suo teatro canzone.



Una delle apparizioni dopo il teatro canzone fu questa a teatro 10, con Mina e Alberto Lupo, dove Mina e Gaber prima di cantare insieme l'uno i successi dell'altra si esibirono in un piccolo monologo.


Gaber e Mina non erano nuovi agli sketch.

Come strachicca grazie alla rete che ormai costituisce l'unico sostegno alla nostra memoria storica vi propongo l'emissione integrale in 3 parti d una storica trasmissione, condotta da Mike Bongiorno, con Mina e Gaber.

Si tratta di Avanti il prossimo del 31 dicembre 1969, dove Mina canta anche un inedito mai inserito nella sua discografia (Avanti avanti).

Un'altra tv. Un'altra Italia.



17 dicembre 2012

Antropologia del Berlusconismo: Barbara d'Urso a Silvio Berlsuconi: presidente mi si è fidanzato?




 A Domenica Live, su Canale 5, la conduttrice Barbara d'Urso, istruita durante la pausa per la pubblicità, chiede a Silvio Berlsuconi, ospite in studio, se si sia fidanzato. 

Ma presidente ma mi si è fidanzato? 
Si è fidanzato? E' ufficiale?


Sì risponde Silvio,  è ufficiale.

con una napoletana chiosa Barbara d'Urso
con una napoletana come lei conferma Silvio.

Molto più piccola di me risponde Barbara d'Urso

Così piccola, aggiunge Berlusconi,  che c'è un divario di 49 anni fra me e lei quindi un po' eccessivo.
Si può dire l'età ? chiede innocente Barbara d'Urso
Ha 28 anni. Si chiama Francesca

E' una ragazza bella di fuori ma ancora più bella di dentro. Una ragazza dai principi morali solidissimi con un'allegria continuativa. Mi vuole molto bene e io la ricambio


E' conosciuta dai suoi figli chiede Barbara curiosa, e rincalza

Anche da Marina
E' molto amica di Marina risponde Silvio

ah sì? commenta Barbara soddisfatta nella sua curiosità

E Berlusconi chiosa Finalmente mi sento meno solo

Che a Berlusconi piacciano molo ma molto molto più giovani di lui non solo è assodato ma non è più nemmeno oggetto di ludibrio. Anzi, dall'alto della sua magnanimità è Berlusconi stesso ad ammettere che un divario di 49 anni è un po' eccessivo.

Barbara d'Urso è dipendente di Berlusconi. La fidanzata di Berlusconi era la presidente di un club Silvio ci manchi. Siamo al velinismo d'azienda, invece i toni sono quelli confidenziali e familiari dei vecchi amici.
Ma Barbara d'Urso la notte riesce a dormire?


 

12 ottobre 2012

Quando i politici e i giornalisti parlano come la gente comune sull'autobus: sulla puntata del TG3 Linea notte del 12 ottobre 2012 a proposito del bambino di Cittadella trascinato dalle forze dell'ordine.
Tabacci ne fa occasione per dire no alle adozioni per le coppie gay.
Nessuno commenta l'inesistenza del collegamento coi fatti del caso.

L'antefatto è conosciuto da tutt* perchè le immagini hanno fatto il giro della rete e non solo. Leonardo, un bambino di 10 anni di Cittadella, in provincia di Padova, viene prelevato dalla scuola di peso e portato in un istituto per ordine del tribunale dei minori.

Il video, andato in onda mercoledì sera durante la trasmissione Chi l'ha visto? su Raitre, ha suscitato l'indignazione generale.
Tra interrogazioni parlamentari, attacchi alle forze dell'ordine, ai giudici del tribunale minorile, tutt*, pur ammettendo di non conoscere il caso, hanno concionato senza avere competenza alcuna, legale, giuridica, psicologica, dei fatti.


Si è parlato di video violento, ma a ben guardarlo l'unica violenza è la voce della donna che si presenta come zia, che invece di cercare di antere la situazione per quanto possibile calma urlato parolacce dicendo ai poliziotti che andranno in galera.
Un video calcolato e furbo che viene girato senza mai inquadrare il viso delle forze dell'ordine evidentemente già pensando all'uso mediatico del video che sarebbe stato fatto.

Sentite come cambia il tono della zia quando parla con l'ispettrice che le dice che c'è una sentenza e che il ricorso è stato rifiutato. Non si preoccupa più del nipote trascinato via, vuole sapere cosa hanno deciso i giudici.

Trovo questo video troppo manipolato da chi lo ha girato per considerarlo una prova di una presunta violenza da parte degli agenti.

Agenti ai quali va tutto il mio rispetto perchè fanno un lavoro ingrato, separare un bambino dai propri genitori per un'ordinanza del tribunale dei minori non è mai cosa piacevole,  sottopagato e perchè per quanto tutti diciamo di diffidare e odiare le forze dell'ordine se ci entra un ladro in casa chiamiamo il 113 tutti e tutte.

Allora un po' di rispetto.

Un po' di intelligenza.

Un po' di umiltà.


Al Tg3 di ierinotte Mannoni non so con quale competenza, e senza conoscere i fatti, arriva a commentare in trasmissione che la legge andrebbe cambiata.

Perchè, come ragiona Guido Crosetto, area PDL, anche lui non si sa in base a quali competenze, affidare il bambino a un istituto e non a uno dei due genitori è sbagliato.

Eppure, nella stessa trasmissione si era appena spiegato che visto che la madre del bambino stava coltivando nel figlio un sentimento di disamore per il padre, il passaggio a un istituto, prima dell'affidamento unilaterale al padre deciso dal tribunale, era un passaggio necessario per far trovare al bambino un equilibrio affettivo e ritrovare quell'affetto per il padre distrutto dalla ingerenze materne.


Bruttissima pagina non per le forze dell'ordine ma per il giornalismo italiano (Mannoni dovrebbe cambiare mestiere) ed ennesima  pessima pagina per la politica che parla di argomenti senza conoscerli con la stessa superficialità del pour parler da mercato rionale.

A nessuno comunque sembrano davvero interessare le sorti del bambino, ognuno ne prende spunto per dire al mondo le sue ovvietà su come si crescono i figli, su come dovrebbero funzionare le leggi, che se portano a questi risultati vanno cambiate (eglio cambiare conduttore di TG:  MANNONI DIMETTITI) fino alla furbata davvero viscida  e da vomito (d'altronde basta vederne la faccia per essere tentati di dare ragione a Lombroso...) di Bruno Tabacci che, mentre Mannoni gli chiede se non ci siano ritardi (?!)

sugli affidamenti e su come vengono eseguite le sentenze dei tribunali dei minori risponde che a lui lo preoccupano gli affidi alle coppie gay perchè, lui lo sa visto che è orfano di pare, ognuno ha diritto ad avere un padre e una madre, magari non come quelli di Leonardo.

Tabacci è laureato in economia e commercio e ha sempre ricoperto incarichi in quel campo. 

Quindi nella delicata questione non ha competenza alcuna.

 Infatti la risposta che dà è solo un'occasione per parlar male delle adozioni per le coppie omosessuali.
Cosa c'entrano con il bambino conteso dal padre e dalla madre?
Nulla.
Eppure.

Mannoni non fa il conduttore e non chiede o, magari, interrompe, il faccia da p... ehm Tabacci, chiedendogli scusi ma che c'entrano le adozioni tout-court???

Ecco il suo intervento.

Un'occasione persa per rimanere in silenzio.

Un altro esempio della deriva antidemocratica di un paese che perverte i fatti e li contamina con considerazioni approssimative e che non c'entra nulla con il fatto in sé.

Senza che nessuno si lamenti.

E pensare che 40 anni fa si gambizzava per molto meno...

10 ottobre 2012

Il fanatismo religioso di One Million Moms e il giornalismo d'accatto di Libero

La notizia fa schifo prima ancora che per il suo contenuto per come la riporta Libero che titola
Mamme anti-gay contro J. Lo: nel suo show due lesbiche La cantante portoricana produce The Foster, serie Tv su coppia omo che vuole avere un figlio
J-Lo è una cittadina americana (è nata a New York) e  casomai è di origini portoricane, ma il razzismo di Libero lo si conosce bene.

Lo show in questione è una serie tv The Foster  cui si sta ancora lavorando alla pre produzione (cioè non si è ancora girata nemmeno una scena).

L'associazione che ha preso di mira The Foster è One Million Moms 
un gruppo di repubblicane fanatiche religiose  che per boicottare le fiction tv cui sono contrarie manda mail agli inserzionisti (alle industrie che comprano spazi pubblicitari in quel programma), chiedendo di non farlo più.

Tra i principi di questa associazione si legge:
Mom, are you fed up with the filth many segments of our society, especially the entertainment media, are throwing at our children? Are you tired of all the negative influences our children are forced to contend with? If so, we urge you to become a member of OneMillionMoms.com.
OneMillionMoms.com was begun to give moms an impact with the decision-makers and let them know we are upset with the messages they are sending our children and the values (or lack of them) they are pushing.
Our goal is to stop the exploitation of our children, especially by the entertainment media (TV, music, movies, etc.). Mom, OneMillionMoms.com is the most powerful tool you have to stand against the immorality, violence, vulgarity and profanity the entertainment media is throwing at your children. It is time to fight back1!
Immorality, violence, vulgarity and profanity. Come non essere d'accordo?

Vediamo  le motivazioni che hanno spinto l'associazione a boicottare The Foster

ABC's Family Channel has several anti-family programs, and they are planning on adding to that growing list2.
Qual è questo telefilm anti famiglie?
a series pilot from Jennifer Lopez's production company, Nuyorican, about a lesbian couple and their diverse family. (...)  A premiere date has not been set, but One Million Moms wanted to sound the alarm about this new series. It will be airing on the network soon unless we do something about it. They are in the beginning stages.
ABC Family reported the comedy-drama pilot, working with the title "The Fosters," is about two women raising a "21st century," multi-ethnic mix of foster and biological kids. While foster care and adoption is a wonderful thing and the Bible does teach us to help orphans2,
 and the Bible does teach us to help orphans!!!
this program is attempting to redefine marriage and family by having two moms raise these children together. One Million Moms is not sure how the explanation will be given on how the biological children were conceived. None of this material is acceptable content for a family show2.
Libero omette di riferire i motivi più importanti per i quali One Million Mom vuole boicottare un telefilm del quale non ha nemmeno visto un minuto... (alla faccia della censura preventiva!).
Hollywood is continuing to push an agenda that homosexuality is acceptable when scripture states clearly it is a sin. As Christians, the Bible also says that we must speak up against sin. If we remain silent then we are guilty of sin also3.
Insomma Libero non presenta l'associazione come un gruppo di cristiani fanatici che pensa che l'omosessualità sia un peccato ma un'associazione che è contro le lesbiche.

One Millions Moms si propone come riferimento per le madri intimorite dalle possibili influenze che il mondo dello spettacolo e dell'intrattenimento possono avere nella formazione dei figli. Per questo motivo monitora la televisione, raccogliendo segnalazioni e lanciando campagne. Già in passato ha protestato contro The New Normal, serie della Nbc che ha per protagonisti una coppia di gay.
Di The New Normal  ho avuto modo di parlare durante l'ultimo il fiction fest. A proposito della preoccupazione che questi programmi posso avere una cattiva influenza sui bambini e le  bambine ecco cosa si legge nella campagna di boicottaggio contro quest'altro telefilm.

"The New Normal" is about a homosexual couple who hire a surrogate to have their baby. Through the character of the grandmother, the show mocks anyone who disagrees with their sinful lifestyle choice. The show refers to those who oppose their decision as intolerant and a bigot.
The third episode was mostly a political debate largely pro-Obama and anti-Romney. Planned Parenthood, women's right (it never came out and said pro-abortion but it was obvious what the program was referring to), same-sex marriage, and healthcare for all were the controversial topics discussed during the 30 minute episode. The show was a platform for the liberal agenda. The program was also extremely racist and made anyone who has traditional values appear to be racist. This is a false representation. The twist at the end was when an African-American man revealed he was a Republican. The show is demeaning to conservatives and degrading to the black community.
(...)
NBC is using public airwaves to continue subjecting families to the decay of morals and values, belittling the sanctity of marriage and attempting to redefine marriage. This program is harmful to our society and damaging to our culture.
Millions of Americans strongly believe that marriage should be between one man and one woman. In fact, thirty-two states have voted in defense of traditional marriage between one woman and one man. Out of the states who voted, it is 100% in favor of traditional marriage.NBC's "The New Normal" is attempting to desensitize America and our children4.
Il corsivo è mio. 25 righe di discorsi altamente politici e religiosi e una brevissima menzione alla fine ai children... E Libero non ne fa menzione.

Democratici e tolleranti non c'è che dire! Ma almeno One Million Mom ha il coraggio delle proprie opinioni.
Quelli di Libero invece ingannano e forniscono informazioni parziali.
Come al solito.





per voi che non leggete l'inglese

1 Mamma, sei stufa dell'immondizia che segmenti della nostra società, in particolare i media di intrattenimento, stanno gettando ai nostri figli? Sei stanca di tutte le influenze negative cui i nostri figli sono costretti a fare i conti ? Se è così, Ti invitiamo a diventare un membro di OneMillionMoms.com.

     OneMillionMoms.com è stata fondata per dare una capacità di impatto alle mamme con chi prende le decisioni e far loro sapere che sono arrabbiate con i messaggi che stanno inviando ai nostri figli ed il tipo di  valori (o la mancanza di essi) che stanno promuovendo.

     Il nostro obiettivo è quello di fermare lo sfruttamento dei nostri figli, soprattutto da parte dei media di intrattenimento (TV, musica, film, ecc.) Mamme, OneMillionMoms.com è lo strumento più potente che avete per andare contro l'immoralità, la violenza, la volgarità e le parolacce che l'intrattenimento multimediale sta gettando ai vostri figli. E' tempo di reagire!
2 Il Canale ABC Family ha diversi programmi anti-famiglia, e stanno pensando di aggiungerne altri alla lista.
[The Foster è] Il pilota di una nuova serie prodotto dalla società  di Jennifer Lopez, Nuyorican, su una coppia lesbica e la sua famiglia diversa. (...) Ancora non è stata indicata la data della messa in onda ma One million Mom ha voluto suonare l'allarme in merito a questa nuova serie. Anche se sono nelle fasi iniziali Sarà in onda sulla rete presto se non facciamo qualcosa al riguardo. 

     ABC Family ha riferito che il pilota edlla nuova seriet tv in lavorazione con il titolo "The Foster" parla di due donne che allevano un mix del 21° secolo, una familgia multi-etnica di bambini in affido e di bambini biologici. Mentre laffido e l'adozione sono una cosa meravigliosa e la Bibbia ci insegna ad aiutare gli orfani,
questo programma sta tentando di ridefinire il matrimonio e la famiglia tramite la srtoia di due mamme che crescono questi figli insieme. One million Mom non è sicuro di come la spiegazione sarà data su come i figli biologici sono stati concepiti. Niente di tutto questo materiale ha un  contenuto accettabile per uno show familiare.


3 Hollywood continua a promuovere un ordine del giorno che affermi che l'omosessualità è accettabile quando le Sacre Scritture affermano che è un peccato. Come cristiani, la Bibbia dice anche che dobbiamo parlare contro il peccato. Se rimaniamo in silenzio, allora siamo colpevoli di peccato anche noi.

4 "The New Normal" parla di una coppia omosessuale che cerca una donna che faccia loro da madre surrogata per il loro bambino. Attraverso il personaggio della nonna, il teelfilm prende in giro chi non è d'accordo con la loro scelta di vita peccaminosa e si riferisce a coloro che si oppongono alla loro decisione come a persone intolleranti e bigotte.

Il terzo episodio è stato per lo più un dibattito politico in gran parte pro-Obama e anti-Romney. dalla citazione della associazione Planned Parenthood, ai diritti delle donne (sebbene la parola non sia mai venuta fuori era chiaro ciò che il programma è pro-aborto), il matrimonio tra persone dello stesso sesso e l'assistenza sanitaria per tutti sono stati i temi controversi discussi durante l'episodio di 30 minuti.
Lo spettacolo è stato una piattaforma per l'agenda liberale. Il programma è stato anche estremamente razzista e ha reso chiunque abbia valori tradizionali come se fosse razzista. Si tratta di una falsa rappresentazione. Come quando alla fine un uomo afro-americano ha rivelato che era un repubblicano. Un telefilm avvilente per i conservatori e degradante per la comunità nera.

(...)

NBC sta utilizzando onde radio pubbliche per continuare a sottoporre le famiglie al decadimento della morale e dei valori, sminuire la santità del matrimonio e il tentativo di ridefinire il matrimonio. Questo programma è dannoso per la nostra società e dannoso per la nostra cultura.

Milioni di americani sono infatti convinti che il matrimonio deve essere tra un uomo e una donna. In realtà, 32 stati hanno votato in difesa del matrimonio tradizionale tra una donna e un uomo. Fuori degli Stati che hanno votato, il 100% è a favore del matrimonio tradizionale.  "The New Normal" sta tentando di desensibilizzare l'America e i nostri figli.

  

28 luglio 2012

Joanna Cassidy, sempre in splendida forma

...e mentre cazzeggio facendo quel che mi piace di più (beh, dopo il sesso...) cioè guardare serie tv, mentre mi sparo il terzo episodio (di fila) di Body of Proof, scopro che la madre della protagonista è interpretata da Janna Cassidy, che per me rimarrà per smepre Zhora, la splendida replicante con serpente di Blade Runner.

30 anni dopo (il film di Ridley Scott è del 1982) Joanna è ancora splendida, con quell'aura da donna superiore alle umane cose che non è sfiorita nemmeno un pochino. Una piacevole sorpresa.
Un piacevole ricordo, di quando andai vedere il film, per la prima volta, con Fabrizio, il mio amico perso.
La sequenza della morte di Zhora nel film di Scott rimane indelebile nella mia memoria di cinéphile.
Ve la ripropongo.



Dopo il caos della città, la musica, il battito del cuore, e il rumore dei vetri infranti costituiscono il migliore silenzio per una morte, un omicidio, ingiusto e crudele, una soggettiva sonora che mette per un attimo noi spettatori al posto suo, al posto di Zhora, al posto della preda, della diversa da ritirare.

18 marzo 2012

La vocazione censoria di Libero è degna del peggiore fascismo: sulle critiche, proditorie, di Borgonovo a Fisica o Chimica.

Comincia davvero male l'articolo di Francesco Borgonovo pubblicato su Libero   contro la serie tv iberica Fisica o Chimica, trasmessa in Italia da Rai 4.
Comincia con la solita retorica e menzognera constatazione che
la televisione di Stato trasmette, gentilmente finanziata dai soldi del canone.
Borgonovo ci crede tutti fessi e fa finta di ignorare che la televisione privata, anche se non percepisce il canone come la Rai, è finanziata dalla pubblicità il cui costo  è pagato dal consumatore visto che una percentuale di tutti i prodotti pubblicizzati ricade sul prezzo finale d'acquisto.


Un articolo proditorio scritto in un italiano a tratti stentato.

Per Borgonovo Fisica o chimica appare (viene trasmessa? va in onda? La lingua italiana è così precisa nel suo lessico anche per il mondo televisivo ma Borgonovo pare ignorarlo) in una fascia più protetta del panda (nome proprio di animale, non va forse maiuscolo?).

Fisica o chimica va in onda, lo dice Borgonovo stesso, tra le 9.15 e le 10.40 e di nuovo tra le  13.45 e le 15.10. 

Dunque FUORI dalla fascia protetta che nel Codice di autoregolamentazione Tv e minori (punto 3.1) è indicata tra le ore 16.00 e le ore 19.00.

 Borgonovo mente sapendo di mentire. Non solo, ma quando spiega che
L’orario [in cui Fisica o Chimica va in onda], d’altronde, è perfetto per il target di spettatori a cui si rivolge: i ragazzini e gli adolescenti (in gergo questi programmi sono indicati come teen drama)
ignora, e non sappiamo come faccia, che tra le 9.15 e le 10.40 i ragazzini e gli adolescenti normalmente sono a scuola (e il sabato e la domenica il telefilm NON va in onda).
La replica avviene in un orario in cui i liceali sono ritornati sicuramente a casa (le lezioni finiscono mediamente tra le 13 e 30  le 14.30) mentre i più giovani possono restare ancora a scuola (là dove i tagli dell'ex ministro Gelmini non hanno cancellato la scuola prolungata). 

In ogni caso nonostante dalle  13.45 e le 15.10 i ragazzini e gli adolescenti siano (o stiano per arrivare) a casa se l'Agcom non ha reputato quell'orario fascia protetta un motivo ci sarà...

Al di là di queste bugie, cioè di FALSA INFORMAZIONE, per la quale, pure, c'è un codice deontologico..., cos'è che dà tanto fastidio a Borgonovo in Fisica e Chimica?

Gli argomenti trattati dal telefilm cioè il sesso.

Ora non si può certo affermare che il modo in cui Fisica o chimica parla di sesso sia il migliore o l'unico possibile ma è uno dei pochi programmi che, senza tradire una vocazione edificante, fa riflettere (mentre attizza e racconta con malizia naïf,) la vita sessual sentimentale di un gruppo di adolescenti. Già sentimentale, perchè questi adolescenti non si limitano a scopare ma guarda un po' AMANO.

Invece Borgonovo si accorge solo del sesso e già in questo traspare tutta l'ideologia patriarcale e maschilista che si guarda ben dall'esplicitare nascondendola dietro una critica al telefilm in difesa della moralità dei minori (ma che modalità ipocrita e fascista!).
Argomento principale: il sesso. Ce n’è per tutti i gusti: triangoli, scambi di coppia, festini, rapporti etero, omo e bisessuali, ammucchiate, stupri... 

Stupri?  Lo stupro è una violenza grave contro la persona, contro la donna, non un atto sessuale tra due persone consenzienti come in tutti gli altri esempi riportati. Annoverare lo stupro tra le pratiche sessuali è degno del peggior accolito di Forza Nuova.

Il primo lo subisce Yoli, la razza facile della scuola quella che ha avuto più fidanzati delle altre e che, per questo, uno dei compagni di classe pensa bene di continuare a farci l'amore anche dopo che lei gli dice di smettere (perchè lui non vuole usare il profilattico e lei sì).


Il messaggio che passa (oltre a quello che se fai sesso semepre meglio col profilattico) è che lo stupro è stupro appena la donna dice di no e l'uomo continua anche se il rapporto all'inizio era consenziente.

Non mi sembra un messaggio negativo. Anzi! 

Yoli si scopre poi scrupolosa al punto da non voler denunciare il ragazzo per non farlo finire in galera. (Ci penserà suo fratello Berto a massacrarlo di botte e  finire lui in galera al posto dello stupratore, che verrà isolato da tutta la scuola).


Della dinamica dello stupro (che è stato raccontato nella seconda stagione) Borgonovo non fa menzione.


Il secondo stupro è avvenuto all'inizio della stagione quinta, tutt'ora in onda, ai danni di una giovane alunna appena giunta al liceo che viene drogata a sua insaputa e stuprata (tra l'altro perde in quel rapporto, del quale non ricorda nulla, la verginità).


Che lo stupro sia avvenuto a causa dell'alcool con aggiunta di droghe rende evidente i pericoli che si incorrono quando si fa uso dell'uno e delle altre, a saper vedere tra le righe di un discorso che invece di ignorare il consumo di alcool dei giovani (visto che l'alcolismo giovanile e minorile è una piaga europea)  ne riconosce l'esistenza e ne mostra alcuni effetti collaterali terribili (alla fine della quarta stagione uno dei protagonisti finirà in coma etilico, ed è la prima volta che beve...).


Ma anche di questo secondo stupro Borgonovo non spiega i dettagli.


Se Borgonovo menziona gli stupri (al plurale, lo scrive lui) tra le pratiche sessuali che descrive nel telefilm lo fa per esprimere un giudizio negativo sulle pratiche sessuali che menziona:

triangoli, scambi di coppia, festini, rapporti etero, omo e bisessuali, ammucchiate
tutti elementi considerati negativi dalla morale borghese e cattolica. Beh quasi tutti. Infatti nella stessa frase infila anche i rapporti etero, omo e bisessuali.

Peccato che nel riferire di questi rapporti sessuali  Borgonovo eviti di menzionare l'aspetto affettivo che è sempre presnete nei protagonisti della serie.

D'altronde il lessico usato da Borgonovo per criticare quello che per lui forzosamente è solo sesso ne tradisce l'ideologia fascista e maschilista.


Signorina: sostantivo che Borgonovo usa riferendosi a Veronica, giovane professoressa che intesse un Ménage à Trois con Berto ex barista della scuola diventato allenatore della squadra di calcio e Vaquero, professore di ginnastica. 
Signorina, che significa donna non sposata, è termine sessista non più contemplato  nel vocabolario della lingua italiana che considera tutte le donne signore.


Maschioni. I due giovani uomini coinvolti nel Ménage à Trois sono invece maschioni anche se a vedere come Berto e Vaquero sono esitanti e impacciati nel gestire  il rapporto a tre, condotto da Veronica, non verrebbe proprio di chiamarli così.

Evidentemente nella mente maschilista di  Borgonovo se due uomini fanno sesso con una donna lei è la signorina male in arnese e loro sono maschioni.
Peccato che nel telefilm accada il contrario...

Variante di maschioni è ragazzoni 

Allo spettatore risulta chiaro che il contatto ai ragazzoni è piaciuto, e il messaggio è che l’importante è divertirsi, dunque che ci diano sotto.
E non vedo che male ci sia visto che si tratta di un rapporto tra tre adulti consenzienti non perseguibile per legge...

Gli aggettivi che Borgonovo usa non servono mai a descrivere personaggi e situazioni ma a criticare moralmente i medesimi. Così

al giovane gay David  interessa molto il barbuto consulente per l’orientamento...
David è maggiorenne e il consulente non avrà di 5 anni più di lui.

Ecco una foto che li vede insieme.


Il consulente vi sembra forse barbuto? 
A me pare più capelluto...

Ma vuoi mettere, barbuto fa più maschio adulto che se la fa con un ragazzino, che però è maggiorenne...



Vi risparmio gli altri commenti che Borgonovo fa riportando, male, alcuni elementi delle storie raccontate nel telefilm.

Tute le distorsioni con cui Borognovo irretisce il suo lettore (la sua lettrice) servono solo per potergli permettere l'affondo finale nel quale giudica, discrimina, mente, distorce:

Non sono tanto i nudi o i gemiti o gli atti sessuali che scandalizzano. Piuttosto il messaggio. La serie nasce nella Spagna di Zapatero e ne incarna gli ideali: libertà uguale assenza di regole.
Assumere droghe è normale e concesso.
Non è vero. Anzi ogni volta che i ragazzi assumono droghe che non siano le canne (che fumano solo due ragazzi considerati bulli della scuola, come dire che le canne rimangono connotate non proprio positivamente)  c'è semepre qualcuno che si sente male, va in coma, o rischia l'espulsione dalla scuola.
Bisogna obbedire ai diktat del politicamente corretto gay: il personaggio migliore, quello più onesto, buono e sensibile è l’omosessuale Fer.
Considerazione omofobica. Se Fer  è più onesto, buono e sensibile non è perchè è gay MA PERCHE' E' FER.
Nessun politicamente corretto impone che un gay sia di per sé positivo. Gli stronzi e i delinquenti ci sono dappertutto anche tra i gay proprio come capita agli etero.
E' quello che dice, per esempio, il ... barbuto consulente per l'orientamento al lavoro a David che si basisce che anche a lui che è gay piaccia il calcio.

Quel che dà fastidio a Borgonovo e non ha nemmeno il coraggio di dirlo, è che quando Fer viene preso in giro a scuola i compagni e le compagne lo difendono. E' la solidarietà con i ragazzi gay contro il bullismo omofobico che dà tanto fastidio a Borgonovo e per criticarla arriva a scrivere che
Mentre gli altri rimestano nel torbido, i gay sono puri e vanno trattati come orsi bianchi.
Non è vero. Il primo fidanzato di Fer, è dedito alle droghe, al sesso promiscuo, e Fer  si scontra coi compagni di classe perchè non vuole ammettere che il suo ragazzo non sia adatto a lui. Solo dopo che scova un filmino privato che i due ragazzi avevano registrato in intimità in rete Fer si decide a lasciarlo.

La sfera sessuale è resa pubblica fino alla nausea.
E questa è la più fascista e omofobica delle semplificazioni di Borgonovo. Non è la sfera sessuale ad essere resa pubblica ma quella affettiva, come fanno tutti gli etero. Perchè se ami qualcuno vuoi dirlo al mondo intero, no?

E sentire la madre di David - che quando scopre che suo figlio è gay vuole costringerlo a una terapia riparativa, -   riconsocere a Fer, che sta col figlio, si vede che ci tieni davvero a lui mi ha commosso.
Chiunque esprima idee anche vagamente «conservatrici» è dipinto come un imbecille.
L'imbecille è Borgonovo che non capisce che un conto è esprimere un'idea conservatrice  un conto è quando questa idea conservatrice discrimina qualcuno...
Tutti vanno con tutti, senza posa e senza problemi, le famiglie non esistono,
Non è vero. Anzi.
Oltre alla famiglia di David, c'è la famiglia di Fer che quando il ragazzo (con l'aiuto dell'amico etero Julio) fa coming out tirano un sospiro di sollievo temendo chissà quale confessione Fer dovesse fare loro (temevano ti drogassi) e dicono di saperlo già anche perchè Fer è evidentemente effeminato e questo non è presentato come un problema, mentre David assolutamente no.
C'è la famiglia di Isaac e Paula, quella di Julio che si spezza quando il fratello minore di Julio si sucida (nel finale del pilota), quella di Koba, la cui madre senza lavoro viene assunta come bidella nella scuola.
E non è vero che le famiglie hanno qualcosa di torbido.
L'unica situazione torbida è l'adulterio del padre di David che tradisce la moglie con una delle professoresse della scuola (lei è sua paziente, l'uomo è pediatra e la professoressa, Olimpia, ha un bambino piccolo) e Fer minaccia di dire tutto alla moglie se non si schiera a difesa del figlio contro la madre che vuole rinchiuderlo in un centro di cura per omosessuali.

Eccole le idee conservatrici e tradizionali che piacciono tanto a Borgonovo.


Solo il padre di Julio che ritorna dopo 10 anni di assenza è attratto dalle compagne di classe del figlio. Ma di maschi porci ne esistono, uno è stato anche presidente del consiglio vero Borgonovo?

Che ha la faccia come il culo di chiudere così
Noi certo non chiediamo chiusure o censure, per carità. Ci domandiamo solo se la minuscola strisciolina rossa del «vietato ai minori» basti a sconsigliare la visione ai ragazzini. E ci permettiamo di chiedere, anche a Lorenza Lei,  se questo è il servizio pubblico che la Rai deve fornire ogni giorno in fascia protetta. A noi sembra pornografia intellettuale, e pazienza per i culi.

Insomma capisco che a Borgonovo questo telefilm non piaccia perchè tra le altre cose EDUCA AL RISPETTO DELLE PERSONE OMOSESSUALI ma che per distruggere il telefilm a lui inviso arrivi a scrivere tante menzogne mi fa venire voglia di essere Mao e condannare questo fascista omofobo a zappare la terra.

Una cosa è certa che le parole che Freccero gli ha detto sono state fin troppo gentili.



16 marzo 2012

Mara Carfagna è una donna migliore

Non ho masi sopportato le illazioni su Mara Carfagna, sulla sua velocissima carriera politica, che, siccome Carfagna è bella, non può essere per merito ma per altri evidenti motivi. Un modo di pensare maschilista perchè iscrive certi pensieri, certi comportamenti alle donne e non agli uomini che quei comportamenti impongono e dei quali dettano le regole.
Così pur non avendo mai fato sconti alla politica di Carfagna e alle sue dichiarazioni non ho mai confuso i piani e cercato di delegittimare le azioni della ministra   cercando di delegittimare la donna.



Per cui non posso che esprimere la mia stima e la mia simpatia per come Carfagna si è difesa dagli attacchi moralisti e non politici di Luisella Costamagna (he per me era finora una sconosciuta) quando la intervista a un programma (Robinson) che conduce su raitre, che non conosco e non ho visto al di la degli estratti del video che vi propongo.

Se come dice giustamente Costamagna, in Italia non c'è una informazione libera la colpa è anche di Costamagna stessa che non sa fare giornalismo politico e lo corrompe con domande da pettegolezzo (ci dica uno dei difetti di Berlusconi) come le ricorda l'ex Ministra: Una domanda del genere dovrebbe far parte di una trasmissione di gossip. Sono venuta qui pensando si parlasse di approfondimento politico. Fa torto al suo spessore, alla sua intelligenza, alla sua autorevolezza.

Questi moralismi non servono a nessuno perchè confermano quell'ideologia che, come ricorda giustamente Carfagna, hanno toccato anche Costamagna stessa.

Insomma pur non condividendo la donna politica in questa intervista Carfagna mi sta molto più simpatica di Costamagna, carnefice e maschilista voce dell'opposizione che non cerca giustizia politica o verità ma solo una vile rivalsa.

9 marzo 2012

Ricordando il Quartetto Cetra: la tv pedagogica di una volta.

No non vi propongo questo video perchè mi piace Mina (però godetevi la ricetta della torte coi fragoloni che dà, la verve con cui spiega perchè non si usa il lievito, o per come si congeda da Tata Giacobetti che fa il provolone, addio).
Non ve lo propongo nemmeno per Lucio Dalla (che si vede, ma, purtroppo, nello spezzone non parla né canta).
Non ve lo propongo nemmeno per ricordare il Quartetto Cetra (non solo almeno) visto che proprio mercoledì 7 è morta Lucia Mannucci, ultimo componente dei Cetra ancora in vita, per cui il quartetto cetra 'n c'è più
. No anche se questi sono tutti ottimi motivi non vi propongo il video per la loro presenza. Durante il finale della trasmissione, ("Jolly" 1970) com'era loro solito fare, il Quartetto Cetra saluta gli ospiti cantando. E dopo aver presentato tutti, ricordano se stessi al pubblico a casa cantando: E dopo ci siamo pure noi i Cetra che cercano soltanto di crearvi finalmente un'ora di evasione e di serenità perchè domani come accade sempre questa vita difficile sarà perchè domani come accade sempre questa vita difficile sarà La prima volta che ho visto il video sono rimasto sbalordito. Ma come ?! Invece di augurarci ogni bene ci gufano? ho pensato con mente gretta. E ho capito quanto sia corrotto anche io dall'edonismo consumistico della tv contemporanea. Mentre la tv di Bernabei, quella della dc, moraleggiante ed educativa, si proponeva come una pausa spensierata alla vita che, si sa, è difficile, la tv di oggi si sostituisce alla vita sovrapponendosi e fagocitandola e illudendo tutti (ma sopratutto i giovani e le giovani) con le sue promesse di facile successo, basta vendere il proprio corpo (non solo le ragazze ma anche i ragazzi), in barba a chi si guadagna una posizione solida grazie all'impegno, al lavoro, alla serietà, alla preparazione. La tv di oggi è una iniezione di eroina che mi fa perdere la percezione della realtà, la tv ai tempi dei Cetra un bicchierino, una cannetta, che mi rilassano prima di tornare nella vita che come sempre difficile sarà. Viva la faccia! Aridatece la DC!!!

12 gennaio 2012

La tecnologia unisce e separa...



nikelodeon

Edison

Lumière
Mentre i Lumière infatti avevano un proiettore che permetteva di far vedere lo stesso film a molte persone allo stesso tempo, Edison disponeva solo di un dispositvio individuale, il nikelodeon.
Per decenni se volevi vedere un film dovevi andare in sala, assieme agli altri (effetto secondario della sala il fatto che era per molti ritrovo a sfondo sessuale, agli inizi i cartelli in cui si invitavano i militari a non disturbare le signorine si sprecavano, in tempi più recenti il cinema era un refugium peccatorum per molti adolescenti che non avevano un posto dove avere un minimo di intimità).
Nonostante la cinepresa sia stata inventata da Edison (cioè da uno dei suoi dipendenti ai quali rubava il brevetto...) il cinema è passato alla storia come invenzione dei fratelli Lumière per via del proiettore.





Poi la televisione è entrata nelle nostre case e ci ha distolti dalla visione collettiva in sala.
Agli inizi un solo televisore serviva tutta la famiglia e gerarchicamente padre madre e figli sceglievano il programma da vedere. Poi, con l'abbassarsi dei costi, le donne prima, in cucina, e, più recentemente, i figli in camera, ognuno ha avuto il suo televisore così non si litigava più per quale programma vedere, ognuno vedeva il proprio.

Lo stesso racconto per immagini che una volta riuniva la gente adesso le divide persino in casa.
Con la digitalizzazione questo fenomeno di atomizzazione sociale e familiare si è andato sempre di più sviluppandosi: il monitor del pc prima e poi tutti i dispositivi mobili poi ci hanno condannati a una sorta di autismo mediatico.
I dispositivi mobili sono diventati una nuova interfaccia comunicativa che permettendoci di comunicare sempre ci separa definitivamente.

Oggi nell'intimità delle nostre case , magari coi capelli arruffati e senza esserci ancora lavati (come il sottoscritto mentre scrive queste righe) possiamo interagire con gli altri. Non solo comunicare (comunicazione unidirezionale io voi come nel caso anche del mio blog) ma interagire nei due sensi con le chat e faccialibro.
Se la tecnologia una volta ci univa fisicamente in uno stesso posto oggi collega tante monadi sparse per il pianeta.


Uno dei buoni propositi del 2012: spegni il pc ed esci per strada!
bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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