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1 novembre 2013

Quest'anno potrete leggere le mie recensioni sul Festival Internazionale del Film di Roma su Gaiaitalia.com

E mentre il Festival, giunto alla sua ottava edizione, è ormai alle

porte, annuncio con grande gioia e soddisfazione che quest'anno

seguirò il festival per conto del sito di informazione gaiaitalia.com

che ha già dato la notizia di questa nuova collaborazione.


Come potete leggere sul sito
Cronache dalle pellicole, e non dalle mutande dei protagonisti, cinema e non gossip, cultura e non bla bla bla.
Non perdete le cronache dal Festival Internazionale del Cinema di Roma dall’8 al 17 novembre. Due aggiornamenti quotidiani in rigoroso “stile Paesani”.
Qui su Pesaniniland troverete i link di ogni mio pezzo che (ri)mandano al nuovo sito.

Un sito che non parla solo di cinema ma che offre una informazione completa con un punto di vista in più che vi consiglio di leggere, consultare, spulciare sfogliare e lurkare (MIka docet) come avete fatto (ma lo avete fatto?) qui su questo piccolo (nonostante la stazza del suo autore) blog.
Ringrazio Ennio che mi ha dato questa opportunità!
 


3 novembre 2012

La nostra intera vita è online? Su una (presunta) pubblicità progresso belga sulle ingenuità di noi utenti della rete.

Una cara amica mi segnala questo video.


Ooooooh facciamo tutti dopo averlo visto la prima volta.

L'impatto emotivo è fortissimo.

Un video di controinformazione che denuncia il pericolo che la rete costituisce quando condividiamo online i dettagli della nostra vita.

Dave si finge capace di leggere la mente ma in realtà ha un team di persone che gli forniscono le informazioni prese online per dargli credito come lettore della mente.

Funziona tutto nella storia raccontata in questo video?

La cornice narrativa è la solita: le nostre credenze più irrazionali, come la veggenza o, comunque, la capacità di leggere nella mente, sono spiegabili in maniera razionale.

In realtà, la spiegazione che viene suggerita nel video è che le conoscenze di Dave sono date dalla tecnologia, raffigurata da un gruppo di persone che traffica con degli aggeggi elettronici che conosciamo ma che non ci vengono mostrati.

Non già una spiegazione concreta e precisa ma una metafora:



persone incappucciate, come chi vuole fare una rapina, con degli schermi (spenti, non c'è luce emessa, l'unico monitor a favore di pubblico è di colore vere come il fondo dei vecchissimo schermi monocromatici a cristalli liquidi.

Sono hacker, criminalizzati, nel senso che sono mostrati con dei passamontagna in testa, anonimi, o, meglio, inidentificabili.
Una bardatura che non ha senso in quella situazione (sono nascosti e da soli, che seno ha coprirsi il volto per non essere identificati?) e che serve per passare un messaggio implicito per noi spettatori: quelli sono dei delinquenti e i delinquenti si sa portano il passamontagna.

Nello schermo si vedono delle fotografie e molti pochi dati alfanumerici (ben diversamente dai telefilm che ci hanno abituato da tempo che le schermate di hackeraggio sono quasi esclusivamente in codice macchina...).


C'è una ambiguità di fondo in questo messaggio.

Il video ci esorta a stare attenti al tipo di informazioni che mettiamo in rete, tramite i social network e i blog, per esempio.
Questo non viene detto, lo desumo io che uso la rete mediamente.

Io per esempio ho un blog che parla di froceria e dunque chiunque mi googola sa che sono gay. Se non volessi farlo sapere non dovrei dirlo o scriverlo.

Invece quando Dave dice a una delle ragazze che nella sua vita amorosa ci sono 3 o 4 persone la ragazza risponde:
non sono molte le persone a conoscenza di queste cose.

Capisco che lo scopo del video è quello di "aprirci gli occhi" sulle informazioni che lasciamo sulla rete. Ma se io non voglio far sapere ai diretti (o dirette) interessati (interessate) che li (le) cornifico sto attento a non parlarne su internet.

E no! direte.
Il punto è proprio questo. Uno non ci pensa
 e viene sgamato grazie a questa superficialità.

Sarà.

Ma un conto sono i dati deducibili dalle nostro foto sherate su faccialibo un conto sono i dati del nostro conto corrente. Se Dave sa quanto abbiamo speso è entrato illegalmente nel nostro account, lui o chi per lui, Altro ordine di problema.

Un conto sono quel che gli altri possono desumere da quel che noi pubblichiamo cioè che rendiamo pubblico.

Un conto sono le informazioni che un hacker può carpire non perchè noi le abbiamo rese pubbliche ma perchè le ha desunte illegalmente entrando in un nostro account privato.

Nel primo caso devo solo condannare la mia ingenuità, nel secondo caso chiamo la polizia...

Non dico che le due cose non viaggiano insieme ma le distinguerei un tantinello.

Tra l'altro delle informazioni che noi mettiamo su internet e che magari ingenuamente non crediamo vengano conosciute da tutti, nel video ce ne sono alcune che sono state messe proprio per essere rese note, come il ragazzo nero che vende la casa...

Quindi che male c'è nel sapere che vende la casa per una certa cifra?

Prima di internet avrebbe usato un giornale di annunci.

Allora avremmo potuto fare la stessa cosa col quotidiano e dire fate attenzione di quello che pubblicate sui quotidiani la vostra vita è tutta sui giornali?

Insomma non mi sembra un messaggio onesto (intellettualmente parlando)  e limpido nei suoi scopi, quello di questo video.

Un video al quale manca un dato fondamentale che lo fa diventare un messaggio pericoloso, reazionario, luddista, arcaico, irrazionale.


L'identità di chi ci dà questo avvertimento.
La firma.
Un nome.
Un logo.
Un sito.
Un indirizzo.
Un numero di telefono.
Un'organizzazione.
Una associazione.
Qualcun*.
Invece niente.

Nel claim finale non c'è traccia di chi ha fatto questo video che diventa dunque inquietante, irricevibile, e contraddittorio.

Il video mi informa sui pericoli della rete  e lo fa usando una forma di comunicazione in maniera altrettanto ambigua  perniciosa.

Per La Stampa si tratta di una pubblicità progresso, che però non ha alcun logo!!!

Insomma, strano no?

Dopo una ricerchina su internet trovo il video originale.

Eccolo



In effetti un logo c'è...

E c'è anche un indirizzo internet!!!


http://safeinternetbanking.be/

La FEBELFIN è la federazione belga del settore finanziario, la cui missione, si legge sul loro sito, è  to reconcile their interests with those of the policy makers, supervisors, trade associations and pressure groups at the national and European level.

Cioè un gruppo di banchieri e company che cerca di ricrearsi una immagine vivibile nei confronti della politica e dell'opinione pubblica.

Ora si capiscono alcune incongruenze del video.

Messaggio sociale sì ma che per metterci allerta sulle frodi internet durante le transazioni bancarie messe sullo stesso piano dei fatti privati che ingenuamente mettiamo noi su internet.


Non una pubblicità progresso.

Una pubblicità delle banche per far fare ai loro clienti transazioni bancarie in maniera accorta  e sicura.

Quindi non un video sull'ingenuità della gente riguardo i propri dati in pasto ai social network come dice PhonemaPelousche ne ha fatto la traduzione italiana espungendone logo e sito internet, ma un viral video dei banchieri.

Ed ecco come l'ingenuità è quella di chi ha creduto a questo ragazzo (a giudicare dalla foto) che ha fregato tutti, anche  Luana Giacovelli che, non insospettita dalla mancanza totale di loghi e firme alla fine dello spot (da professionista avrebbe dovuto...) si beve la trasformazione di intenti dello spot fatta da PhonemaPelousche e arriva a scrivere:
A mettere in guardia dai problemi collegati all’esporsi troppo sui social network è una nuova pubblicità progresso che arriva dal Belgio.

Meditate gente, meditate!!!!


28 maggio 2012

www.ioleggoletichetta.it e risparmi sulla spesa!


www.ioleggoletichetta.it è un sito diretto ai consumatori e fatto dai consumatori.

Tra le informazioni di un prodotto  scritte nell'etichetta sono riportate oltre alle percentuali delle materie di cui è composto anche lo stabilimento da cui proviene (indicato per legge su ogni confezione).
Si può così scoprire che prodotti confezionati e distribuiti sotto marchi differenti per esclusive ragioni di marketing sono preparati nel medesimo stabilimento.
Per esempio la SCA Hygiene Products Spa, produce i fazzoletti Tempo, e anche i fazzoletti Conad.
Stesso prodotto con costi diversi...
Chiunque può segnalare prodotti  “uguali”, sulla bacheca Facebook del sito www.facebook.com/ioleggoletichetta che provvederà poi a inserirli nelle pagine del sito, dando così ad altri la possibilità di scegliere il più economico.

www.ioleggoletichetta.it
Pagina facebook www.facebook.com/ioleggoletichetta
Twitter https://twitter.com/#!/etichettiamoci

Ogni post del sito dedicato a un prodotto è ricco di dettagli inequivocabili.

Eco il post dedicato ai fazzoletti Tempo-Conad

Oggi non parliamo di food, ma di un articolo che tutti quanti noi usiamo nella quotidianità. I fazzoletti. Uno dei marchi in assoluto più famosi è Tempo la prima marca tedesca per i fazzoletti di carta fondata a Berlino nel 1929 prodotta da Procter & Gamble con sede a Cincinnati, Ohio negli USA.
Fazzoletti tempo e fazzoletti Conad
Leggiamo dal sito ufficiale che “il nome del brand Tempo si ispira allo spirito degli anni 20. Un periodo di prosperità e ottimismo durante il quale la vita sociale era vivace e animata e tutto sembrava possibile. In poche parole, erano anni di “Tempo”, ovvero di velocità e ritmo.” 
Il primo annuncio pubblicitario fu pubblicato sul quotidiano tedesco “Berliner Illustrierte” nel 1929. Oggi il marchio Tempo è di proprietà di SCA Hygiene Products Spa e in Italia è distribuito da Fater Spa. Nel 2007 la vendita da P&G a SCA avvenne per un valore di 512 milioni di euro.
Molti non sanno che anche i fazzoletti Conad sono prodotti da SCA Hygiene Products.
Per capirlo basta leggere l’etichetta della confezione. Andiamo a leggere cosa troviamo scritto su due confezioni di fazzoletti, una da 12 pacchetti di fazzoletti Tempo e una di 10 pacchetti di fazzoletti Conad.

Visualizza dettaglio

FAZZOLETTI TEMPO –  SCA HYGIENE PRODUCTS (SCA HP): SCA HP S.p.A. – Distribuito da: Fater S.p.A 
FAZZOLETTI CONAD – Prodotto per Conad S.C. Via Michelino 59, Bologna da SCA HYGIENE PRODUCTS S.P.A. nello stabilimento di Altopascio (Lucca) Via Provinciale Romana – Badia Pozzeri.
Visualizza lo scontrino

Ora guardiamo il costo. La confezione di 12 pacchetti di fazzoletti Tempo nel momento dell’acquisto costava 1,99 € circa 0,17 € a pacchetto. La confezione di 10 pacchetti Conad 1,10 ovvero 0,11 € a pacchetto. Un risparmio del 35%
Vi proponiamo anche una foto per farvi vedere come si presentano i fazzoletti. Ora non vi resta che provare voi stessi entrambi i prodotti. Iniziamo a risparmiare in maniera intelligente. Leggiamo l’etichetta. Etichettiamoci!

FANTASTICO NO?

 

5 settembre 2011

Sciopero generale del 6 settembre: un paese due diversi cortei


Il governo dopo aver messo il paese in ginocchio prende tutti a schiaffi in faccia e i sindacati organizzano uno sciopero generale ma non sanno fare di meglio che proporre due cortei.
Uno, della cgil che parte da Piazza dei Cinquecento (ang.via Cavour).) e l'altro delle Unioni sindacali di base usb (come le porte dei nostri pc...) che parte da Largo Corrado Ricci (Fori Imperiali, ang.via Cavour).

Adesso va bene che ho la ciccia per dividermi in due ma non avendo ancora il dono dell'ubiquità perchè i sindacati devono dividersi e invece di marciare uniti e compatti si dividono in due cortei?

Quand'è che la responsabilità prevarrà sul senso di appartenenza e sui distinguo politici?

Certo la firma con confindustria del 28 giugno della CGIL è stato un errore madornale e ingiustificabile ma che USB decida di marciare separatamente perchè non condivide le motivazioni di CGIL allo sciopero dimostrano un personalismo politico discutibile e fuori dal mondo. Secondo gli stessi standard da partito comunista di una volta una posizione che pecca di individualismo borghese.

Alcune delle rivendicazioni di USB non hanno alcuna spendibilità politica concreta nel senso che quel che chiedono (ammesso e non concesso che siano giuste e questo è tutto da dimostrare)  è irraggiungibile e controproducente per il paese:

sganciare l’Italia dalla morsa della speculazione finanziaria, e dai diktat dell’Europa Unita.

CONTRO
•  la manovra del governo imposta dall’Unione Europea, dalle banche e dai mercati finanziari
•  l’evasione/elusione fiscale, la costituzionalizzazione del pareggio di bilancio, le privatizzazioni e le liberalizzazioni, la soppressioni delle festività laiche del 25 Aprile e 1 Maggio
PER
•  la cancellazione del debito, il blocco delle spese militari, la nazionalizzazione delle banche e delle imprese strategiche per il paese
•  la difesa dei diritti di tutti i lavoratori e per la regolarizzazione generalizzata dei migranti la difesa del contratto nazionale, lo sblocco del rinnovo dei contratti
•  l’istituzione del reddito sociale, la fine della precarietà, il diritto al lavoro stabile e alla casa
•  una legge democratica e pluralista sulla rappresentanza sindacale, per la democrazia sui posti di lavoro.
Le richieste in neretto (neretto mio) o sono inapplicabili (non credo che fuori dall'Europa l'Italia starebbe meglio, la usb dimentica le leggi europee che tengono l'italia nel consesso democratico molto più di quanto non farebbero i cittadini italiani da soli, sindacati compresi) o sono controproducenti.
La nazionalizzazione delle banche è inapplicabile visto il trattato di Schengen...
In ogni caso anche se l'Italia unilateralmente nazionalizzasse uscendo dalla comunità europea le banche multinazionali rimarrebbero in piedi nel resto d'Europa.
Cui prodest allora?
Il socialismo in un solo paese è fallito. Possibile che questi nostalgici comunardi (basta vedere il manifesto...) dalla storia non imparino mai nulla?
Fine della precarietà, diritto al lavoro stabile e alla casa SONO SLOGAN vuoti di qualunque progettualità politica. 
Non basta dichiararsi contro bisogna anche proporre come superare il problema.

Per contro ecco le richieste della CGIL:
• Un piano strutturale di lotta all’evasione fiscale e contributiva
• Un’imposta straordinaria sui grandi immobili  e  una  ordinaria  sulle  grandi  ricchezze.
Perché i sacrifici non possono colpire sempre i lavoratori  e  i  pensionati:  devono  pagare  coloro che hanno di più e che non pagano mai.
•  il  dimezzamento  del  numero  dei  Parlamentari e la riorganizzazione davvero federale di tutte le istituzioni
• la qualificazione dei servizi pubblici e la valorizzazione del Patrimonio Pubblico.
Perché l’efficienza della PA non deve ridurre gli spazi di democrazia e cancellare welfare e previdenza per motivi di cassa.
• la difesa dell’iniziativa contrattuale del sindacato e la soppressione degli articoli che violano il ccnl, lo statuto dei lavoratori  e  convalidano  retroattivamente  gli accordi separati alla fiat
• la tutela dei diritti dei disabili Perché la cancellazione dei diritti sindacali e delle persone non produce né stabilità né crescita.
• il ripristino delle festività civili del 25 aprile, del primo maggio e della festa della repubblica
Perché la coesione nazionale e l’identità del lavoro sono un valore che non può essere disperso.
Ora chiedo a USB con quale faccia venite a scioperare separatamente perchè non condividete le motivazioni di CGIL allo sciopero?
Siete fuori dal mondo, con degli strumenti politici vecchi di 40 anni e lo spessore culturale di un foglio di carta copiativa.



Oggi il paese ha bisogno della stessa unione nazionale dei tempi della resistenza.

I fascisti e i nazisti da cacciare via sono storicamente culturalmente  ideologicamente gli stessi.
Perché lo capisco io e non lo capiscono i nostri sindacati?


Non condivido le motivazioni di USB per marciare separatamente dalla CGIL (o qualunque altra sigla sindacale che marcia in protesta per la manovra finanziaria).
Basta poi vedere i manifesti nazionali per lo sciopero pensati da USB per capire che le loro motivazioni non hanno nulla a che fare con la contingenza ma con un culto per le la storia esclusivamente declinato al passato, dimenticando che la storia è anche il presente anzi è soprattutto il presente perchè la storia la facciamo qui e ora modificando il futuro in base alle decisioni di adesso.

Intanto domani marceremo separati, facendo così un favore al peggiore governo che il paese abbia mai avuto...



Il corteo della CGIL l'unico che vale davvero la pena di seguire  passerà per via Cavour, sfiorerà la Basilica di Santa Maria Maggiore, per proseguire su via Merulana, via Labicana, via Celio e concludersi verso le ore 11 nei pressi del Colosseo, vicino all'Arco di Costantino, con il comizio del Segretario Generale CGIL, Susanna Camusso.



16 luglio 2011

Coloriamo l'Italia di arancione

Leggo sul sito dell'Ansa questa scarna notizia (che non fornisce nemmeno uno straccio di url...) :
E' firmato da intellettuali, persone comuni e artisti l'appello che da alcuni giorni invita chi vorrebbe che il governo si dimettesse a indossare qualcosa di arancione, lo stesso colore della campagna di Giuliano Pisapia a sindaco di Milano. Dacia Maraini, Giuliana De Sio, Massimo Ghini, Silvio Muccino, Antonio Pennacchi, don Gino Rigoldi, Roberto Vecchioni, Dario Fo, Antonello Venditti, Carlo Lucarelli e Margherita Hack sono alcuni dei nomi in calce all'appello a cui si puo' aderire via web.
Googolo un po' e trovo una articolo su Il fatto quotidiano che almeno dà l'url del blog:
giungo così a questo post:

Appello: Coloriamo l'Italia di arancione

Noi, come semplici cittadini italiani consapevoli e responsabili, siamo convinti, a prescindere dai nostri orientamenti politici, che l'attuale governo non corrisponda più alla maggioranza degli elettori del nostro Paese.

Per questo riteniamo che esso debba rimettere quanto prima il suo mandato nelle mani del Presidente della Repubblica.

Per questo, unendoci alle voci ufficiali delle opposizioni, chiediamo a tutti i nostri concittadini che la pensano come noi di esprimersi attraverso un gesto simbolico ma eloquente.

Basterà indossare un nastrino arancione per significare:

" Io desidero che il governo si dimetta" o anche solo

Non condivido la politica del governo Berlusconi

un piccolo segnale allegro e democratico per continuare a colorare l'italia di arancione e di speranza.

Hanno già sottoscritto:  
Wahid Abdu  (gelataio)
Barbara Alberti   (scrittrice)
Rosellina Archinto  (editrice)
Giampaolo Azzoni  (docente universitario)
Elena Bacinelli  (albergatrice)
Marco Baldi  (imprenditore)
Silvana Belli  (stilista a riposo)
Maria Grazia Bevilacqua  (insegnante elementare)
Franco Bomprezzi  (consulente per la disabilita)
Lidia Bramani  (musicologa)
Sandra Bonsanti (giornalista)
Alessandro Breccia  (ricercatore precario)
Giovanna Bucco  (artigiana commerciante)
Piero Campi  (operaio)
Edda Canali (casalinga)
Nevio Canali (primario ospedaliero)
Eva Cantarella (grecista)
Massimo Carlotto (scrittore)
Francesca Castelbarco (restauratrice)
Nicola Catarazzuolo (dirigente cooperativa)
Ezio Cavagnini (artigiano)
Roberto Cavestri (medico)
Brunella Celli  (editore)
Dorina Chiomma  (ristoratrice)
Daria Colombo  (scrittrice)
Alfio Consoli  (pensionato)
Stefano Corradino (giornalista)
Giuliana De Sio  (attrice)
Teresa De Sio  (cantante folk)
Lucio Fabbri (musicista)
Alessandra Ferrari  (ufficio stampa onlus)
Eugenio Finardi (cantautore)
Angela Finocchiaro (attrice)
Dario Fo  (attore e drammaturgo)
Virgilio Gallo  (conducente autobus)
Giorgio Gaslini  (pianista compositore)
Massimo Ghini  (attore)
Giulio Giorello  (filosofo)
Umberto Guidoni  (astronauta)
Alessandro Haber  (attore)
Margherita Hack  (astrofisica)
Angela La rosa  (pittrice)
Olga Lecavillo  (salumiera)
Gad Lerner  (giornalista)
Carla Loda  (avvocato)
Marida Lombardo Pijola (scrittrice)
Carlo Lucarelli  (scrittore)
Daniela Lucchetta  (insegnante scuola media)
Claudio Magris (scrittore)
Aurelio Mancuso  (pubblicista)
Franz Mannino  (architetto)
Fiorella Mannoia  (cantante)
Velia Mantegazza
(regista)
Tinin Mantegazza  (pittore)
Evaristo Marai  (pensionato)
Dacia Maraini  (scrittrice)
Neri Marcorè (attore)
Edda Martino  (archeologa)
Gianfranco Mascia  (blogger viola)
Giuliano Montaldo   (regista)
Alessandra Mosca   (liceale)
Silvio Muccino  (attore)
Salvatore Natoli (filosofo)
Gabriele Neri (architetto)
Flavio Nosè (psichiatra)
Dalia Oggero (editor)
Mauro Orlando (insegnante pensionato)
Cinzia Pagliara (insegnante scuola media)
Antonio Pennacchi (scrittore)
Vera Pescarolo (produttrice cinematografica)
Daria Picardi (servizio civile)
Daniela  Pistillo (biologa)
Massimo Pontini (imprenditore)
Gaia Rajneri (scrittrice)
Franca Rame (attrice)
Don Gino Rigoldi (prete)  
David Riondino (attore)
Alfredo Rizzo (consulente finanziario)
Paolo
Rossi  (attore)
Pino Roveredo  (scrittore)
Mauro Rutigliano  (digital P.R.)
Giusi Sacco (infermiera)
Mino Salvadori (insegnante liceo)
Amanda Sandrelli   (attrice)
Evelina Santangelo (scrittrice)
Giulio  Scarpati  (attore)
Daniele Silvestri (cantautore)
Ruggero Sintoni (operatore teatrale)
Chiara Soddu (pensionata)
Fiorenzo Sortani (gestore di bar)
Stipi Martina (mediatrice culturale)  
Franco Tripodi  (presidente coop. Edilizie)
Fabio Vacchi (musicista compositore)
Carla Vangelista (sceneggiatrice)
Lucia Vasini (attrice)
Salvatore Veca (filosofo)
Roberto Vecchioni (cantautore)
Antonello Venditti (cantautore)
Hamid Ziarati (scrittore)
Silvia Zingone (laureata disoccupata)

Per sottoscrivere: appelloarancione@gmail.com
Sottoscriviamo in tanti!!!

27 aprile 2011

Razzismi ritornati.

Tempo fa, sulle pagine di FB, un mio amico, compagno di lotte frociarole, se ne uscì con dei commenti infelici su alcuni cinesi che, al piano di sopra il suo, gli avevano causato danni all'appartamento per una perdita del  bagno. I cinesi erano in subaffitto, l'affittuario era un altro  cinese, il padrone di casa un italiano. Il mio amico, da poco proprietario di casa, si lamentava che i cinesi gli avessero fatto il danno. In realtà era il padrone di casa Italiano che doveva rimborsare il mio amico dei danni subiti. Il mio amico non è stupido, questo lo sa, ma, per cazziare, su FB, inizia a scrivere dei commenti stupidi (io mi mangio la faraona sopra di me gli involtini primavera Italia uno Cina zero) e fuori luogo (ne ho visti salire sette al piano di sopra, che poi so cinesi manco fossero Svedesi o di San Francisco).
Queste sue battute poco felici attirano dei commenti razzisti da parte di varia gente che inizia a sciorinare tutto l'armamentario razzista: sono clandestini, stanno invadendo Roma, ce l'hanno piccolo (sic!).
Il mio amico non interviene a commentare questi commenti.
Intervengo io (e alcuni amici in comune). Poi visto che il mio amico continua a non dare risposta, mi tolgo dai suoi amici per non essere associato a quei commenti razzisti. Allora il mio amico insulta e me e chi lo ha criticato, dicendo che non sappiamo distinguere tra battuta  e razzismo vero, come osiamo a dargli del razzista, etc. Ne nasce un putiferio. Mi accusa di averlo estromesso tra i miei amici così non può più scrivere commenti (in realtà, date le impostazioni diverse che abbiamo scelto per i nostri profili, sono io che non posso più scrivere commenti sulla sua bacheca, non essendo più amici,  lui sulla mia, sì). Io scrivo una nota proprio perchè non posso più scrivere commenti sulla sua bacheca e lui mi accusa di sparlare di lui alle sue spalle (perchè non lo avvertito della nota. Errore mio).
Insomma note e note di commenti (sulla mia nota) finché questa viene cancellata perchè considerata offensiva (?!?!).

Ora il mio amico ha la faccia tosta di pubblicare due link di due articoli nei quali si scopre che i subaffittuari lavoravano in un ristorante cinese chiuso  per mancato rispetto delle norme igieniche e lui commenta così.
Questa è la risposta a quanti mi hanno accusato di razzismo arrivando a cancellarmi dal loro profilo FaceBook. Le mie segnalazioni, e le successive denunce alle autorità, non erano dettate da pregiudizi.
Proditorio? Bugiardo? Parziale?
Io accusavo di razzismo il mio amico per le considerazioni che lui faceva sui cinesi, sul loro cibo considerato meno appetibile di quello italiano, sulla loro scarsa avvenenza fisica... All'epoca né io né lui sapevamo dei risvolti riportati dai due articoli...

Già, i due articoli.
Leggiamoli:

Testaccio: polpette e ravioli sequestrati a ristorante cinese

A far partire gli accertamenti sono state le segnalazioni di schiamazzi notturni provenienti da un appartamento di via Marmorata. Al suo interno la Polizia Municipale ha identificato nove cinesi privi di permesso di soggiorno che effettivamente disturbavano la quiete condominiale. Dalle dichiarazioni spontanee dei clandestini,
dunque prima sono privi di permesso di soggiorno, poi direttamente clandestini
il Gruppo Sicurezza Sociale e Urbana, diretto dal comandante Carlo Buttarelli, con l'ausilio di alcuni agenti del centro storico, ha constatato che l'intero nucleo lavorava per il ristorante cinese della stessa via. La verifica si è quindi estesa, con il contributo degli ispettori della Asl Rm A, al ristorante. Gran parte degli alimenti erano congelati e mal conservati. Oltre a mancare qualsiasi indicazione sulla provenienza e la conservazione dei cibi, la carne e il pesce erano più volte sottoposti a congelamenti e scongelamenti.
Mi domando come possono averlo accertato da una sola ispezione...
Venivano inoltre macinati, insaporiti con spezie, cotti, e di nuovo congelati sotto forma di polpette o usati per il ripieno dei famosi ravioli al vapore.
Peccato che i cibi scongelati, una volta cotti, si possono ricongelare...
La titolare del ristorante, una sessantenne cinese madre dell'affittuario dell'appartamento utilizzato dai nove, è stata denunciata e sanzionata per oltre 3.000 euro.
Ammazza 3000 euro! Proprio una multona!!! Una multa. Cioè sanzione amministrativa... La rea è una sessantenne cinese madre dell'affittuario dell'appartamento utilizzato dai nove
Nessuno ha pensato di multare l'affittuario che ha subaffittato?
Vista la plateale violazione della normativa italiana
e certo, loro sono cinesi  e violano le norme italiane (forse saranno europee?)
sulla tutela degli alimenti e le possibili gravi conseguenze per la salute dei consumatori
menomale che nessuno si è sentito male. Possibili gravi conseguenze. Ora è reato anche una eventualità che non si è verificata...
tutto il cibo è stato sequestrato ed è stata chiesta la chiusura immediata del ristorante.
E' stata chiesta? A chi?
Va beh. L'articolo pubblicato sul sito romauno non è stato scritto dal mio amico.
Ma certo se questa è la prova del suo non razzismo io al posto suo arrossirei. L'articolo non è certo un articolo di sinistra, il mio amico lo è,  o almeno così dice lui. A leggere gli articoli che cita, anche qui senza fare un distinguo, un cenno di critica, un po' meno.

Secondo articolo linkato (con stesso commento) dal sito Roma Today datato 14 aprile.

Testaccio: cibo sequestrato in un ristorante cinese

Il cibo veniva preparato in un appartamento della stessa via in pessime condizioni igieniche. Cibo mal conservato. Carne e pesce sottoposti a congelamenti e scongelamenti.
 Qui si dice, nell'occhiello, che i cibi venivano preparati nell'appartamento.
Un frequentato ristorante cinese di Testaccio era il destinatario di cibi preparati con scarse condizioni igieniche in un appartamento della stessa via.
Lo si ribadisce anche nell'incipit dell'articolo
Si è venuti alla scoperta di questa vicenda a causa degli schiamazzi notturni provenienti da un appartamento lì nei pressi.
Sembra un altro appartamento quello degli schiamazzi. MA forse è solo chi scrive che, anche se italiano, non conosce bene la nostra lingua...
Quindi sono partiti gli accertamenti della polizia municipale che, all'interno della casa,  ha identificato nove cinesi privi di permesso di soggiorno. Tutti quanti lavoravano per il ristorante cinese della stessa via.
Quindi non sono stati sorpresi a preparare in scarse condizioni igieniche i cibi per il ristornate....
La verifica si è quindi estesa, con il contributo degli ispettori della ASL RM A, all’attività di ristorazione.
Da qui in poi il resto dell'articolo è identico a quello precedente,
Gran parte degli alimenti erano congelati e mal conservati. Oltre a mancare qualsiasi indicazione sulla provenienza e la conservazione dei cibi, la carne e il pesce, erano più volte sottoposti a congelamenti e scongelamenti. Venivano inoltre macinati, insaporiti con spezie, cotti, e di nuovo congelati sotto forma di polpette o usati per il ripieno dei famosi ravioli al vapore.
La titolare del ristorante, una sessantenne cinese madre dell’affittuario dell’appartamento utilizzato dai nove, è stata denunciata e sanzionata per oltre 3.000 euro. Vista la plateale violazione della normativa italiana sulla tutela degli alimenti e le possibili gravi conseguenze per la salute dei consumatori tutto il cibo è stato sequestrato ed è stata chiesta la chiusura immediata del ristorante.
Vi quoto, per precisione, i commenti di alcuni lettori di questo sito.

Paola lunedì, 18 aprile 
ma quale chiusura immediata
ieri era aperto cioè solo 3 giorni dopo gli hanno ridato il permesso per riaprire? mazzette? favori?? mafia cinese???? mah...... qui non ci si capisce nulla!!!!
più controlli dalle ASL (e che siano controlli veri e reali) dapperttutto!!!!!!
davide giovedì, 14 aprile
viva la cucina italiana
ma vogliamo mettere i cibi italiani con quelle zozzerie cinesi,una volta ho accompagnato un amico per lavoro ad un ristorante cinese una puzza.chissà che c'è mettono forse i bacarozzi nei piatti

Praticamente lo stesso concetto che aveva scritto il mio amico su FB e mi aveva fatto inorridire

tulllio giovedì, 14 aprile
R: viva la cucina italiana

perché le pizzerie scherzano???tutti mohamed che nn si lavano da una vita a fare la pizza....altro che ciro!!!
Dunque. La gestrice di un ristorante è stata multata per le scarse condizioni del suo ristorante. E una delinquente? Certamente. Ma non una delinquente CINESE. Non tutti i cinesi conducono male i loro ristoranti non tutti quelli che ottengono multe per lo stesso motivo sono cinesi.

Ecco il concetto che il mio amico non vuole capire... Motivo per il quale è PROFONDAMENTE RAZZISTA e anche sprovveduto se, PUR DI AVER RAGIONE, cita un articolo così mal commentato (e scritto).

Tutto questo non solo non prova che il mio amico non è razzista (casomai continua a provare il contrario) ma soprattutto non c'entra nulla con quanto discutevamo allora (una perdita dal bagno dell'appartamento per il quale lui stigmatizzava i subaffittuari cinesi e non il padrone di casa italiano).

Un comunista, un compagno, ma anche un semplice cittadino democratico  e non razzista, in questa storia ci vedrebbe degli sfruttatori (la gestrice del ristorante e complici) e degli sfruttati (i sette cinesi che abitavano tutti nello stesso appartamento).
Il razzista, il fascista, il cittadino non democratico e di destra ci vede la delinquenza dei cinesi, di tutti i cinesi  senza fare distinguo.

Mi dispiace constatare che il mio amico persevera nello stesso errore...

31 marzo 2011

Comunicazioni di servizio

In seguito a una osservazione di mio cognato ho modificato la home page del mio blog snellendola per permettere un accesso più veloce e meno impegnativo per i vostri pc. Tutto quello che prima era sulla home page ora lo trovate in diverse pagine nel menu giusto sotto l'intestazione del blog.
Aspetto commenti e suggerimenti.
Buona lettura!

23 settembre 2010

25 settembre 2010: corteo nazionale contro la vivisezione



L’8 settembre il Parlamento Europeo ha votato a favore della nuova direttiva comunitaria sulla sperimentazione animale, una direttiva che nel corso dei mesi aveva avuto vistose manipolazioni a favore della lobby farmaceutica e della vivisezione. La nuova Direttiva è sicuramente peggiorativa per gli animali sotto molti punti di vista e tutto il mondo dell’animalismo, dell’associazionismo e non solo ha cercato di bloccarne l’approvazione. Dopo tanti anni di impegno i politici continuano a fare passi indietro e avvallare un massacro ingiustificato e spietato, consumato freddamente nel nome della ricerca scientifica.

Questo giocoforza deve spingerci a riflessioni sull’agire in nome degli animali torturati, che potremo e dovremo fare nei mesi e gli anni a venire. Ma deve anche spingerci nell’immediato ad una reazione. Non possiamo ogni volta accettare in silenzio, ogni volta farci trarre in inganno dal gioco della politica, ogni volta lasciare che dall’alto di un parlamento europeo alcuni umani possano decidere le sorti di milioni di animali che dovranno patire pene infernali. Non possiamo più aspettare, delegare, soffrire, perdere e lasciar morire tutti quegli esseri viventi senza nome e senza voce.
E’ ora di dire basta e di reagire!

Abbiamo dalla nostra la forza dell’empatia e la forza della determinazione. Abbiamo la forza dei numeri, se decidiamo di muoverci davvero tutti. Abbiamo la forza di un movimento che sa di lottare per qualcosa di giusto, contro un sistema di sfruttamento generalizzato, degli animali e non solo. Avremo la capacità di dimostrarla questa forza?

Il 25 settembre è un momento che acquista a questo punto un valore ancora maggiore. Di fronte a questa ennesimo abuso di potere da parte delle multinazionali farmaceutiche e dei politici a loro asserviti, potremo dire
un forte NO alla vivisezione, NO alla Direttiva Europea, NO al business senza scrupoli dei vivisettori e degli allevamenti lager come Green Hill.

Quale momento migliore per portare attenzione sulla tematica della vivisezione a Roma? Siamo venuti a conoscenza della volontà da parte di alcune persone, vista l’impossibilità di essere presenti a Roma, di voler organizzare cortei o manifestazioni in altre città il 25 settembre. Noi, come organizzatori del corteo nazionale, non ostacoleremo ne ci opporremo mai all’organizzazione di tali proteste ma vorremmo far riflettere gli eventuali promotori sul reale aiuto che potrebbero dare iniziative del genere. Pensiamo che cortei in altre città lo stesso giorno non aiuteranno la riuscita della protesta, anzi, pensiamo che limiteranno la presenza a Roma, ciò che di fatto rimane la cosa più importante da fare. Suggeriamo pertanto a tutti coloro che non potranno essere presenti e vorranno organizzare iniziative di supporto, che il miglior aiuto che possono fornire è organizzare sicuramente proteste o cortei minori nelle altre città, ma nei giorni o fine settimana seguenti al corteo, dimostrando con forza che la protesta che stiamo attuando in nome di tutti gli animali torturati dentro i laboratori può essere più continua ed efficace. Il nostro aiuto, supporto e vicinanza a queste iniziative non mancherà sicuramente.

Non possiamo attendere oltre, è ora di cambiare qualcosa!
E solo noi, dal basso e dal profondo del nostro cuore, possiamo farlo.

Per la liberazione animale,
Coordinamento Fermare Green Hill

ALCUNE PRECISAZIONI IN VISTA DEL CORTEO DEL 25 SETTEMBRE:
———————————————————
Come per le precedenti iniziative organizzate dal Coordinamento Fermare Green Hill, anche il 25 settembre vorremmo che dal corteo trasparisse in modo chiaro il motivo per cui scenderemo in strada: la chiusura di Green
Hill e di tutti gli allevamenti di animali destinati ai laboratori.
Vorremmo fare in modo che il corteo rappresenti la protesta decisa ed inequivocabile di migliaia di individui che si oppongono all’industria della vivisezione. Per questo motivo chiediamo a tutte le associazioni, gruppi o campagne, ma anche partiti, di non portare bandiere, striscioni o altro raffiguranti solamente i propri loghi o sigle. Questo perché non vi sia una semplice partecipazione di “appartenenza” ma una voglia di sentirsi individualmente partecipi nella lotta alla vivisezione.
Preferiamo che siano gli animali e il loro triste destino a far parlare di sé, non i nomi delle varie associazioni che partecipano al corteo.
Naturalmente sono benvenuti cartelli e striscioni contro Green Hill, la vivisezione, lo sfruttamento animale e lo specismo in generale.
Inoltre consigliamo vivamente, nel limite del possibile, di non portare cani al corteo. Questo per il loro bene. Il corteo sarà tranquillo ma rumoroso (megafoni, tamburi, musica…) e molti cani possono spaventarsi
in situazioni del genere.
Avendo il Coordinamento una impostazione chiaramente antispecista vorremmo che l’intera condotta del corteo rispecchiasse questa idea: se volete mangiare, portate cibo vegan (senza prodotti di origine animale). Le
persone che lottano per la liberazione animale si oppongono allo sfruttamento di qualsiasi specie: cani, maiali, esseri umani o galline non fa nessuna differenza. Tutti soffrono allo stesso modo.

Coordinamento Fermare Green Hill

Sapete che non ho in simpatia i vegan (e in questo comunicato se ne fa riferimento...) fanno scelte discutibili per ragioni sbagliate, antiscientifiche e spesso oscurantiste.
Ma la vivisezione non salva vite umane, non contribuisce alla ricerca scientifica, SERVE SOLO A RISPARMIARE SOLDI.
E quindi stavolta sarò in prima fila anche per smerdare questa comunità europea che sarà anche omofila ma rimane retrograda e fascista perchè collusa con le lobby farmaceutiche.


QUINDI

SABATO 25 SETTEMBRE 2010
CORTEO NAZIONALE CONTRO LA VIVISEZIONE
ROMA, Piazza della Repubblica, Ore 15.00

Se non volete rischiare l'ira di paesanini 
CI VEDIAMO TUTTI LI!

9 luglio 2010

Sciopero nazionale di tutta l'infromazione

I giornalisti italiani sono chiamati ad una forma di protesta straordinaria che si esprimerà in un “rumoroso” silenzio dell’informazione nella giornata di venerdì 9 luglio, contro le norme del “ddl intercettazioni” che limitano pesantemente il diritto dei cittadini a sapere come procedono le inchieste giudiziarie, infliggendo gravi interruzioni al libero circuito delle notizie. Quanti lavorano nel settore della carta stampata si asterranno dalle prestazioni nella giornata di giovedì 8 luglio, per impedire l’uscita dei giornali nella giornata di venerdì.

Tutti gli altri, giornalisti dell’emittenza nazionale e locale, pubblica e privata, delle agenzie di stampa, del web, dei new media e degli uffici stampa non lavoreranno nella giornata di venerdì. Free lance, collaboratori e corrispondenti si asterranno dal lavoro secondo le modalità previste per la testata presso la quale prestano la loro opera. I giornalisti dei periodici, infine, si asterranno dal lavoro venerdì 9, ma assicurando, già da ora, la pubblicazione sui numeri in lavorazione delle proprie testate di comunicati sulle motivazioni della giornata del silenzio.

Lo sciopero è una protesta straordinaria e insieme la testimonianza di una professione, quella giornalistica, che vuole essere libera per offrire ai cittadini informazione leale e la più completa possibile. Una protesta che si trasforma in un “silenzio” di un giorno per evidenziare i tanti silenzi quotidiani che il “ddl intercettazioni” imporrebbe se passasse con le norme all’esame della Camera, imposte sin qui dal Governo e dalla maggioranza parlamentare. Molte notizie e informazioni di interesse pubblico sarebbero negate giorno dopo giorno fino a cambiare la percezione della realtà, poiché oscurata, “cancellata” per le norme di una legge sbagliata e illiberale che ne vieterebbe qualsiasi conoscenza.

Giornalisti, ma anche gli editori e migliaia di cittadini, da mesi denunciano le mostruosità giuridiche del “ddl intercettazioni”. Sono state anche avanzate proposte serie per rendere ancora più severa e responsabile l’informazione nel rispetto della verità dei fatti e dei diritti delle persone: udienza filtro per stralciare dagli atti conoscibili le parti relative a persone estranee e soprattutto alla dignità dei loro beni più cari protetti dalla privacy; giurì per la lealtà dell’informazione che si pronunci in tempi brevi su eventuali errori o abusi in materia di riservatezza delle persone; tempi limitati del segreto giudiziario; accessibilità alle fonti dell’informazione contro ogni dossieraggio pilotato.

Nessuna risposta di merito. Lo sciopero, con la giornata del silenzio, è espressione di indignazione, di partecipazione, di richiamo responsabile a principi e valori che debbono valere in ogni stagione. Lo sciopero è un momento della protesta e dell’azione incessante che proseguirà, fino al ricorso della Corte europea di Strasburgo per i diritti dell’uomo, qualora la legge fosse approvata così com’è. Lo sciopero è anche segnalazione di un allarme per una ferita che si aggiungerebbe ad un sistema informativo che patisce già situazioni di oggettiva difficoltà e precarietà non solo per la crisi economica, ma anche per una politica di soli tagli che rischiano di allargare bavagli oggi altrimenti invisibili.

L’informazione è un bene pubblico, non è un privilegio dei giornalisti, né una proprietà dei padroni dei giornali e delle televisioni, né una disponibilità dei Governi. E per i giornalisti non è uno sciopero tradizionale contro le aziende, ma un atto di partecipazione e di sacrifico della risorsa professionale per la difesa di un bene prezioso, dei cittadini, proclamato con un silenzio che vuol parlare a tutti.
(comunicato FNSI)

lo sciopero va dalle 6.00 di oggi 9 Luglio alle 6.00 di domani 10 Luglio

12 gennaio 2010

Sosteniamo Manuel e Francesco



Era tanto che volevo fare un post su Manuel e Francesco.
I giorni passano, lo sciopero della fame continua e io non ho ancora scritto nulla.
Mi limito a quotare due post del sito We Have a Dream

Manuel e Francesco stanno facendo lo sciopero della fame da ormai una settimana.
I media, la politica e molte associazioni per i diritti GLBT li stanno lasciando soli relegando al silenzio il loro gesto, per questo hanno deciso di convocare un un sit-in circolare in “stile americano” davanti alla sede del Parlamento per la sera del 12 gennaio 2010 alle ore 21:00 (Piazza Montecitorio).

Sarà una manifestazione pacifica con bandiere e ombrelli rainbow e cartelli a sostegno dei due ragazzi e del loro atto di protesta non violento.

Siete tutti invitati a partecipare e sostenere l’iniziativa e, se non siete a Roma, a replicare nelle vostre città la manifestazione alla stessa ora nello stesso giorno davanti alle sedi dei vostri comuni di appartenenza.

Manuel Incorvaia e Francesco Zanardi stanno seguendo uno sciopero della fame da una settimana ormai. Protestano contro l’ignavia della politica e rimarranno senza cibo finché non verrà calendarizzata almeno una delle decine di proposte legislative che riguardano le convivenze tra persone dello stesso sesso.
Manuel e Francesco stanno percorrendo questa strada drastica nel più totale silenzio dei media e della politica, aiutiamoli a superare quella che sembra una operazione di censura e diffondiamo il più possibile quello che stanno facendo attraverso i nostri contatti, i profili facebook e i blog.

Per chi volesse contattarli ci si può connettere anche a il loro sito

il loro gruppo su Facebook

il gruppo di sostegno su Facebook







CI VEDIAMO





MARTEDÌ 12 GENNAIO



A PIAZZA MONTECITORIO


DALLE ORE 21

1 gennaio 2010

Aridatece la fermataaaa

E così mentre la fermata Atac di via del Plebiscito a Roma non è più da quel del 28 dicembre dello scorso anno (cioè da lunedì scorso...) cittadini commercianti e utenti atac stanno raccogliendo le firme per il ripristino della fermata come ci informa un gruppo facebook:

Gruppo che promuove la raccolta firme per far ripristinare la fermata degli autobus in via del Plebiscito a Roma (davanti Palazzo Grazioli, residenza romana di Berlusconi). In questa pagina troverete le informazioni utili su dove/quando/come firmare; firme che successivamente verranno inoltrate al Sindaco, alla Prefettura e all'ATAC (azienda dei trasporti pubblici di Roma).

DOVE/COME FIRMARE?

-Presso tutti i negozi di via del Plebiscito che hanno i nostri moduli o che comunque hanno un 'registro' per chi vuole aderire

-Presso i negozi di via della Gatta

-Presso il Circolo PD di via dei Giubbonari, 38

-via mail mandando la propria adesione (nome, cognome, professione, età, città) a fermataplebiscito@live.it

Nei primi giorni di Gennaio organizzeremo un tavolo di raccolta a Largo Argentina e, riaperte le scuole dopo le vacanze di Natale, un banchetto all'uscita del Liceo E.Q. Visconti

VUOI RACCOGLIERE TE DELLE FIRME NEL TUO CONDOMINIO, NEL TUO QUARTIERE, NELLA TUA ASSOCIAZIONE?
Chiedici il modulo di raccolta firme a fermataplebiscito@live.it e rispediscilo completo di tutte le firme al numero di fax 0662204282

VUOI DARCI UNA MANO PER IL TAVOLO DI RACCOLTA FIRME A LARGO ARGENTINA?
Segnalaci la tua disponibilità all'indirizzo fermataplebiscito@live.it con oggetto: Disponibilità


Riprendiamoci la fermata! Firmiamo e aiutiamo a raccogliere firme!

28 dicembre 2009

Luca Tornatore è ancora in carcere

L'astrofisico e attivista di Trieste è ancora in carcere, in Danimarca, e vi resterà con tutta probabilità fino al processo che potrebbe svolgersi non prima del 12 gennaio.
Di lui vi avevo già parlato in un post precedente quotando un articolo (senza metterne le credenziali!). Ho scritto a Giusepe Caccia promotore di uno dei due appelli che ci sono sulla rete per liberare subito Luca per avere informazioni su Luca che mi ha risposto subito, girandomi una mail, in inglese, indirizzata agli amici e ai colleghi di Luca, nella quale si dice che
(...) Luca resterà in carcere, apparentemente fino la metà di gennaio, in attesa del processo. La "buona" notizia è che la solidarietà nei suoi confronti continua a crescere. 1580 firne per la petizione online mentre le ambasciate hanno ricevuto almeno 200 email. Oltre all'università d Trieste, il Centro Universitario di studi e ricerca per la pace, Il dipartimento di design urbano e architettonico, l'osservatorio astronomico, la SISSA, la ISDE (laureati per l'ambiente) e la Provincia di Trieste anche il comune di Venezia ha approvato un documento all'unanimità. Anche il parlamento italiano si sta interessando al caso oltre a un'interpellanza al governo nella persona del Ministro per glie steri Frattini presentata dai deputati Delia Muner e Alessandro Maran.
Amnesty International benché informata dell'accaduto non ha ancora preso una posizione ufficiale anche se hanno reso noto che la polizia danese si è già distinta per altre azioni criticabili.

Infine segnaliamo un articolo molto interessante pubblicato dalla versione online della rivista Micromega.
(libera traduzione e rielaborazione dall'inglese, con tagli. Chi vuole leggere il testo integrale lo può trovare in calce a questo post).
Insomma niente di nuovo e niente di buono.
CHE FARE?

La mail prosegue suggerendo diverse azioni da seguire.

Nonostante le vacanze, è importante mantenere alta la pressione con le ambasciate. Chiediamo ai colleghi di Luca, e in generale a ogni persona nel mondo della ricerca scientifica in qualunque campo si applichi) di mandare una email alle ambasciate (se ancora non lo hanno fatto) seguendo lo schema di seguito riportato di modo che le lettere ricevute non siano un bombardamento irritante ma una petizione collettiva dalla comunità scientifica.

Vengono poi ridati gli indirizzi per la petizione online (già fornito supra e l'indirizzo del carcere per scrivere direttamente a Luca


Luca Tornatore 211275 - Vestre Fængsel - Vigerslev Allè 1D - 2450 Kbh Ø - Copenhagen - Danmark
Altri dettagli vengono infine forniti nella mail
L'accusa fatta contro di Luca consiste nell'avere gettato alcune bottiglie (non molotov) contro i poliziotti. La richiesta di rilascio non è stata potuta presentare perché scaduti i termini entro cui presentare la richiesta. Una data per il processo non è stata ufficializzata ma potrebbe essere il 12 Gennaio a meno che non venga prorogata di un altro mese.

e ultime voci indicano l'inizio del processo già ai primi del mese prossimo.
FAmiglia, amici e colleghi stanno seguendo Luca da vicino mentre gli amici danesi provvedono alle sue necessita materiali (vestiti e soldi, se necessari).
Intanto Luca ha passato il suo compleanno (il 21 di dicembre) in cella...
e anche Natale cosa che la lettera preconizzava, essendo stata scritta prima del 25...



-----------------------------------------------------
Ecco il testo da mandare in inglese SOLO SE SI E' RICERCATORI SCIENTIFICI firmandola con tutti i prpri titoli professionali e inviare il testo sotto riportato ai seguenti indirizzi email

romamb@um.dk (Ambasciata danese a Roma )
um@um.dk ( Ministro degli Esteri)
consolato.copenaghen@esteri.it,
info.copenaghen@esteri.it (Ambasciata italiana a Copenhagen) freelucatornatore@gmail.com (per far sapere agli organizzatori della petizione dell'avvenuto invio)

ecco il testo da mandare in inglese

To the Danish Embassy in Rome
To the Italian Embassy in Copenhagen
To the Danish Minster for Foreign Affairs

We are surprised by the allegation that has been raised against our colleague Dr Luca Tornatore of being involved in riots in Copenhagen on the night of December the 14th. We know Luca as a talented scientist, expert in computer science and in cosmology. He is author of more than 20 scientific articles in peer-reviewed journals, and joins his research with activism in the fields of climate change and sustainability. We express our hope that his position will be clarified as soon as possible, so as to allow him to get back to science.


Insomma non ci resta che aspettare e sperare per il meglio.
Di certo la democrazia non manca solo in Italia, ma in tutta Europa.


Intanto

Mercoledì 23 dicembre verso le ore 17:00, una cinquantina di attivisti delle Comunità Resistenti Marche hanno occupato il consolato danese in Ancona. Unazione comunicativa per chiedere l'immediata liberazione di Luca Tornatore, arrestato durante le contestazioni al Cop15 in Danimarca.

Luca è stato una delle figure pubbliche fondamentali della rete See you in Copenhagen mettendo a disposizione del movimento il suo sapere di ricercatore di astrofisica presso l'università di Trieste, la sua faccia e le sue idee. Proprio per le sue idee e per averle espresse pubblicamente Luca è stato arrestato in una notte assurda di rastrellamenti.

Durante l'occupazione si è svolta una conferenza stampa e poi è stato faxato al Governo danese e all'ambasciata di Roma l'appello che chiede a gran voce la liberazione di Luca.

Subito dopo un piccolo e spontaneo corteo si è mosso per le strade del centro di Ancona, bloccando il traffico e comunicando alle persone presenti le ragioni dell'occupazione e i fatti successi a Copenhagen. (notizia pubblicata con il video, che vi posto di seguito, su youtube)




Quindi qualcosa d'altro la si sta facendo dopotutto...






Dear friends and colleagues of Luca Tornatore,


we are writing to you because you subscribed the petition for signatures in his favour. May this email result unpleasant to you, let us know and we will remove your contact from the list. Also, you might be receiving some duplicates of this email, and we apologize for this: the handling of so many addresses is not easy, and we also would like to translate every message into English since many foreign colleagues of Luca signed the petition.


The bad update is that Luca is staying in jail, likely until the half of January, waiting for the trial.
The "good" news is that the solidarity to him keeps on growing.
The online petition has currently reached 1580 signatures, the embassies have been reached by at least 200 emails (it is also possible that many people contacted the embassies without letting us know they did).
Beside the University of Trieste, the University Center of Study and Research for Peace (CUSPR), the Department for Urban and Architectural Design, the Astronomical Observatory, the SISSA, the ISDE Association (doctors for the environment) and the Province of Trieste, in the last days also the Municipality of Venice has unanimously approved a declaration for Luca:
http://consiglio.comune.venezia.it/?pag=srchatti_4_2398&m=16_capo


There is also a point of order in the Italian Parliament, and an appeal to the Foreign Minister Frattini, presented by the Italian Deputies Delia Muner and Alessandro Maran.
A very interesting article (in italian) has appeared in the on-line newspaper Micromega:


http://temi.repubblica.it/micromega-online/liberta-per-luca-tornatore/


Amnesty International was informed, but it did not take official position yet; however they informed us that the Danish Police is not new to criticisms:


http://www.amnesty.org/en/library/info/EUR18/001/2008/en


Now, WE ASK YOU AND ADDITIONAL EFFORT:


Despite the holidays, it is important to keep the pressure on embassies high.
We ask Luca's colleagues (and in general, everybody is in the world of research, broadly
speaking) to send an email to embassies (if they did not do it yet), following the schema at the end of this email. We would like to make this not a random and irritating mail-bombing to embassies, but a collective petition from the Science Community.


Many of you already wrote to freelucatornatore@gmail.com ; however, this is not the right address to sign the petition (however, this address helps us in keeping track of the many new contacts, so put us in cc), so we pray everybody who did not do that, to use the ONLINE PETITION FORM:


http://www.petizionionline.it/petizione/per-la-liberazione-di-luca-tornatore/437


(you will be asked of a temporary username and password, and of your email, in order to verify the signature)


If you want, to can also write directly to Luca:


Luca Tornatore 211275 - Vestre Fængsel - Vigerslev Allè 1D - 2450 Kbh Ø - Copenhagen - Danmark


A few more details:
the charge made on Luca is of having thrown bottles (not molotov bottles) on policemen.
The release request could not be presented by Luca's trusted counsel, because it was out of the deadline, and Luca's court-appointed counsel did not presented it.
The date for the trial has not been presented yet; however, it must be set by January 12, unless this term will be push forward of an other month.
The latest rumors speaks about a possible date at the beginning of January.
His family, friends and colleagues are trying to follow him as closest as possible, and also Dansih friends have offered themselves to provide Luca of clothes and money if needed.


In the meanwhile, Luca had his birthday in jail on December 21th, and he will have Christmas there as well...


Good holidays to everybody, and particularly to whoever will not be able to spend them with their beloved, and thanks for all your support.


-----------------------------------------------------




You should sign the following message with your full titles and send it to these email addresses:
romamb@um.dk (Danish Embassy in Rome)
um@um.dk (Ministry of Foreign Affairs)
consolato.copenaghen@esteri.it, info.copenaghen@esteri.it (Italian Embassy in Copenhagen) freelucatornatore@gmail.com (to allow us to know)




To the Danish Embassy in Rome
To the Italian Embassy in Copenhagen
To the Danish Minster for Foreign Affairs


We are surprised by the allegation that has been raised against our colleague Dr Luca Tornatore of being involved in riots in Copenhagen on the night of December the 14th. We know Luca as a talented scientist, expert in computer science and in cosmology. He is author of more than 20 scientific articles in peer-reviewed journals, and joins his research with activism in the fields of climate change and sustainability. We express our hope that his position will be clarified as soon as possible, so as to allow him to get back to science.

13 ottobre 2009

Ripartiamo da qui...

...da questo editoriale, pubblicato sul manifesto di domenica, che ho trovato fortuitamente sull'8, mentre tornavo dall'Alcazar dove ho visto Ricky di François Ozon (il cinema mi piace sempre meno...):

TACI, ANZI PARLA di Gabriella Bonacchi
Erano state prudenti le organizzatrici dell'incontro di ieri a Roma su Sesso e politica nel post-patriarcato. Molto prima dell'inizio la Casa internazionale delle donne era così gremita da scatenare una corsa all'accaparramento di tutte le sedie. Non si viveva da tempo un'atmosfera così tesa e nello stesso tempo festosa: un accumulo di energie umane e politiche insieme memore del passato e in attesa di un non so quale futuro.
È un'alchimia che ricorda le tappe più significative del movimento delle donne. Dico «alchimia» per descrivere una pratica che, rispetto alle consolidate prassi della comunicazione politica e culturale, si è sempre collocata di traverso, cercando di cogliere ciò che a quelle prassi sfuggiva e sfugge.
Non che manchino insidie e trappole comunicative anche nel discorso pubblico tra donne. Come si è visto nel dibattito dei mesi scorsi su giornali e siti web. Il principale dispositivo da disinnescare è lo slogan, usato e abusato, del «silenzio delle donne», un silenzio da rompere, aggirare e cancellare, magari gettandosi - mani e cuore - nella piazza più grande della capitale d'Italia. Ma in tutta questa storia del sesso e del potere le donne non hanno affatto taciuto, anzi: dalle protagoniste in interiore hominis, fino a chi ha saputo ascoltare, interpretare e accogliere la loro sconvolgente denuncia. È un punto da ribadire con forza: dopo il femminismo non esistono più donne umiliate, condannate ad un umiliante silenzio. Abbiamo imparato da tempo a interpretare l'«obiezione della donna muta»: colei, ad esempio, che negli anni di piombo non parlava perché non trovava un linguaggio con cui esprimere la sua protesta.
E abbiamo imparato, da Carla Lonzi, che è «bello essere/ quello che si è/ anche se si è/ poco pochissimo/niente». Questo niente è molto più di quella «metà di niente» a cui Veronica Lario si è sentita ridotta dal marito/padrone/capo del governo. Non dimentichiamo che è da questa presa di parola che tutto è cominciato: prima della girandola di denunce e controdenunce, domande senza risposta e risposte sbagliate, atti mancati e lodi respinti al mittente.
È la singolarità delle protagoniste di questa intricata vicenda a mostrarci la vitalità del metodo inaugurato da Lonzi: ci sono ed esisto non «attraverso la ribellione e la partecipazione negativa», e neppure nei «gesti discostati dalla norma», bensì nel dialogo autentico con un'altra singolarità che mi assomigli. Ed è grazie alla pratica di relazioni tra donne singole che è stata spezzata la contrapposizione tra un io senza porte e un noi senza finestre. La stessa che ha paralizzato la nostra migliore tradizione politica.
Ci si è lasciati così, uomini e donne presenti all'incontro. Con la sensazione di trovarci di fronte a un «passaggio di esperienza» che manda definitivamente in soffitta le contrapposizioni - passività/attività, io/noi, silenzio/parola - del secolo scorso.

Leggiamolo e poi parliamone insieme....

8 ottobre 2009

Sono stanco

Sarà che ancora mi devo riprendere di Berlino (viaggio intenso ma troppo breve ho visto un millesimo di quel che andava visto, ma vedere la Gemäldegalerie vale da sola tutto il viaggio), sarà che la mattina sto rimettendo a posto 20 anni di disordine in ufficio (con due operai...), sarà che i/le compagni/e di Facciamo Breccia hanno diffuso un comunicato che ci riporta dritti dritti negli anni 70, sarà che i/le compagni/e (più che altro di viaggio) di whad sono omocentrici (solo maschietti poche femminucce, sagra del finocchio ma non della patata, io lamento che a Berlino il monumento in memoria alle morti degli/lle omosessuali parla solo di ragazzi e non di ragazze ma le ragazze di whad non si sentono discriminate in quanto lesbiche mentre io mi sento discriminato, per la scarsa rappresentatività femminile, in quanto uomo) ma la stanchezza mi fa pesare le mani, salire i miei dubbi, relativizzare opinioni e peso critico che posso avere qui nella rete e là (qua) nella mia vita. Sarà.
Ma datemi tempo, fatemi riprendere, e ritornerò a riempire queste pagine di parole e immagini. Voi intanto un conforto datemelo. ditemi se devo continuare o appendere la tastiera al muro...



Ma ritornerò?
bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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