Gli Italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre.
Devo ammettere che non so resistere alla tentazione di rallegrarmi per la vittoria spagnola. Nei confronti della Spagna l'Italia appare ancora di più come un paese di merda, la cui merda è quella religione cattolica che fa da base e da collante per ogni forma di misoneismo, omofobia, maschilismo, sessuofobia, patriarcato e paternalismo.
Il calcio offre una precisa e puntuale istantanea di un paese sempre più retrogrado e ancienne regime: un covo di arricchiti e arricchite, sfruttatori e sfruttatrici, ignoranti e fascistoidi, anzi fascisti e fasciste, omofobi e omofobe, maschilisti e maschiliste.
Il percorso democratico intrapreso dalla Spagna, uscito dal franchismo nel 1975, è esemplare e di tutto rispetto mentre noi siamo infognati nel peggiore fascismo ieri come oggi.
Certo come riportava ieri dal manifesto la Spagna di Rojoy è ben diversa da quella di Zapatero e le cose stanno cambiando in peggio anche lì.
Così la materia scolastica Educazione alla cittadinanza sostituita dalla più formale Educazione civica e costituzionale ha visto derubricare dal suo programma di insegnamento i riferimenti alle diversità nei modelli familiari e nell'orientamento sessuale perché la questione è stata considerata controversa dal ministro dell'educazione.
Come se non bastasse il paese è in attesa della sentenza del Tribunal Constitucional a proposito dell'illegittimità del matrimonio tra persone dello stesso sesso (e non Omosex come brutalmente semplificato dalla giornalista del manifesto).
Quindi a ben vedere c'è poco da gioire di questa vitoria spagnola. Ma vedere l'Italia sminuita nell'unica cosa per cui ancora vale la pena ricordarla, il calcio, pensa te come siamo scesi nella merda, vuoi mettere la soddisfazione?