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10 dicembre 2013

Pessimo giornalismo.
Sul lessico e il registro linguistico pregiudizievoli di un articolo del Messaggero che riporta la notizia dell'avvenuta identificazione dell'autrice di un incidente automobilistico.


Sabato scorso a Roma verso le 18.00 una Audi TT dente viale Palmiro Togliatti: auto investe tre pedoni alla fermata dell'autobus
ha urtato dei veicoli ferendo due persone a bordo di una Smart e poi ha travolto tre pedoni fuggendo poi dal luogo dell'incidente.

Oggi sul Messaggero in un articolo a firma Marco De Risi e Luca Lippera si legge che alla guida dell'Audi c'era una donna, senza patente, di nazionalità romena. Dell'Audi, intestata a un professionista di Sacrofano era stato denunciato il furto dal figlio dell'uomo che ha una relazione con la ragazza, la quale, rintracciata delle forze dell'ordine ha ammesso di essere alla guida, ma che l'automobile le era stata data dal fidanzato e di essere fuggita dopo l'incidente per paura. A bordo dell'Audi c'erano due passeggeri, un uomo e una donna, non ancora identificati. Alcuni testimoni, clienti di una pizzeria al taglio, che avrebbero sentito una donna preoccuparsi di quanto avevano fatto collegherebbero le sue parole all'incidente avvenuto.

Questi, i fatti, per quanto si può desumere da un articolo scritto con un italiano stentato, con una sintassi inesistente e farciti di aggettivi e sostantivi razzisti, giudicativi, tutt'altro che imparziali che cercano di tingere di mistero un comportamento criminoso ma fin troppo chiaro nella sua dinamica.
Il “pirata” ha un nome e un cognome, ma il mistero resta senza capo né coda
quale sia il mistero non si sa.

La conducente è una ragazza di 25 anni, di nazionalità romena, ma per messaggero è

Il conducente
che
è stato individuato e ha confessato.
Si tratta di una romena di venticinque anni.
Si passa da conducente, maschile, direttamente a romena, senza nemmeno specificare che sia una donna ma subito da pirata a romena che per i due autori dell'articolo non è una straniera ma una
immigrata, che non avrebbe la patente.
La patente non ce l'ha tanto che è accusata di guida senza patente.

Ecco come i due analfab... giornalisti ci spiegano che il figlio del proprietario dell'auto ha sporto una falsa denuncia per furto (tanto da essere accusato di simulazione di reato) e che il ragazzo ha una relazione con la donna straniera.
è la stessa donna da cui era andato, a Bagni di Tivoli, il giovane italiano che ha denunciato il furto della spider (intestata al padre) un’ora e mezzo dopo l’incidente di sabato.
Da cui, cioè dalla quale, era andato ? Che vuol dire? Ah saperlo! Probabilmente che avevano una relazione nel qual caso però la frase sarebbe dovuta essere è la stessa donna con cui era andato, non da cui. Ce lo spiegano subito dopo con una doppia argomentazione, una da pettegolezzo, da sentito dire, l'altra che giudica la differenza d'età.
I due, pare, avevano una storia da qualche settimana: lei più grande, lui appena ventenne. 
Certo perchè la ragazza 25enne che non è una cittadina della comunità europea ma un conducente, cioè una romena di 25 anni, immigrata, irretisce il ragazzo italiano e appena ventenne.
C'è di che vomitare  possibilmente in faccia ai due autori dell'art... di questa robaccia pubblicata.

Ed ecco che una notizia che meriterebbe due righe nella pagina di cronaca viene trasformata (cioè i due giornalisti tentano disperatamente di) in MISTERO.
La ragazza ha dichiarato di essere alla guida dell'automobile datale dal fidanzato e di essere scappata dopo l'incidente per paura? Ecco come i due cosi, lì, come si dice... giornalisti infiorettano la notizia!
Ma la versione, ovviamente, è lontanissima dal chiarire le molte zone d’ombra della vicenda.
Quali sarebbero le zone d'ombra?
risolto l’enigma del conducente, [le forze dell'ordine] vogliono capire quale sia stato il ruolo del figlio del proprietario dell’Audi.
Cioè del fidanzato (pare) della romena di 25 anni. Quella da cui il ragazzo è andato.
L’unica cosa di cui sembrano certi è che il giovane non fosse a bordo. Tutti gli altri interrogativi però sono in piedi.
Quali altri interrogativi? Quelli dei vigili!|

I vigili, guidati dal comandante Maurizio Maggi, si fanno una domanda: perché mai il ragazzo, figlio di un professionista di Sacrofano, avrebbe prestato un’auto così costosa a una persona conosciuta da poco e si sarebbe deciso in quattro e quattr’otto a coprirla denunciando un furto mai avvenuto? Un’infatuazione può spiegare la follia - la falsa denuncia - ma le incongruenze restano.
Dunque la follia non è dare la macchina a una persona priva di patente, ma la falsa denuncia. Naturalmente i giornalisti (che attribuiscono il giudizio ai vigili)  hanno già deciso che i sentimenti della romena di 25 da cui il giovane è andato sono quelli di una infatuazione, eh !, si conoscevano solo da poche settimane! Se invece convivevano da due anni la falsa denuncia era più comprensibile, no?

La questione qui è che il giovane con la falsa denuncia non ha voluto proteggere la romena da cui è andato ma se stesso e il padre (proprietario dell'auto). Lo spiegano, con l'italiano di cui sono capaci, i due giornalis... insomma quei due così: 
È credibile - si chiede ad esempio la Municipale - che una persona se ne resti buona buona a Bagni di Tivoli, una dozzina di chilometri dal Prenestino, mentre la ragazza se ne va a spasso chissà dove con il bolide del padre di lui? Non c’è qualche spiegazione più logica?
Ed ecco il mistero, cioè i dubbi. 
I dubbi I vigili si stanno chiedendo se il giovane, magari da un’auto che seguiva la «TT», non abbia assistito allo schianto, da cui il panico e l’idea di rientrare a Bagni di Tivoli inscenando un furto.
denunciando...
Ma ovviamente è tutto da vedere. L’unica cosa certa e che il ragazzo è stato denunciato per simulazione di reato. La romena
non la cittadina comunitaria, non la ragazza straniera, non la conducente dell'Audi
invece è accusata di lesioni, omissione di soccorso e guida senza patente. Il magistrato, dopo averla fatta sentire dalla Municipale, ha deciso di metterla ai domiciliari.
Ma i misteri mica sono finiti qui !!!
C’è poi il giallo dei passeggeri sull’Audi, un uomo e una donna, e non sono ancora stati rintracciati.
e, non che
Lei, italiana,
dato fondamentale!
subito dopo l’incidente è entrata in una pizzeria a taglio di via delle Palme, a Centocelle, dove è stata notata: «Diceva: «Oddio che abbiamo fatto! - dice un testimone - e si guardava in uno specchio per vedere se era ferita al viso».
In base a cosa si collega questa testimonianza con l'Audi?

Come si fa a dire che subito dopo l’incidente è entrata in una pizzeria? Quando è scesa dalla macchina? L'hanno vista scendere? MISTERO Ah ecco direbbe la mia amica Tamara, vedi che il mistero c'era!

Evidentemente qualcuno appreso dell'incidente si è ricordato che più o meno alla stessa ora ha notato una ragazza sconvolta che si guardava allo specchio per vedere se era ferita e diceva a se stessa che abbiamo fatto e ha ricollegato quella donna all'incidente.

Gli autori dell'articolo non sono capaci di scrivere in un italiano decente, con un registro descrittivo e non giudicatovi, e si permettono di esprimere giudizi negativi, che esprimo razzismo e discriminazione e non danno informazioni in più sull'accaduto rendendo le indagini di un incidente dove chi lo ha causato non si è fermato e dunque se ne ignora l'identità un MISTERO che invece è tutt'altra cosa.











1 agosto 2013

Le parole per dirlo. Quando una trans senza tetto viene uccisa a Roma, Italia diventa un povero ragazzo ucciso dalle cattive compagnie.


Una trans colombiana, senza fissa dimora, è stata trovata morta la mattina di lunedì 29 luglio.

Sei giorni prima era stata intervistata in video da Maria Gabriella Lanza del sito redattore sociale un sito dal nome sessista, ma tant'è.

Nella videointervista, terribile, la transessualità di Andrea non è nemmeno nominata e per l'intervistatrice è invisibile dovremmo capirlo solo dal filo di rossetto che porta un po' poco per farne una trans. 


L'intervistatrice non le fa nessuna domanda sulla sua storia, sul cambio di sesso (se c'è stato), sulle sue condizioni mediche in seguito al cambio di sesso. Se il cambio di sesso è stato motivo per farle lasciare la Colombia. Solo  domande di una superficialità spaventosa come quella sul come si vive in strada.

Intervistatrice dei mie stivali ma come cazzo vuoi che si viva in strada?
Perchè non vai a vivere te in strada così lo scopri da sola?

Perchè invece di fare delle domande così pietiste e ovvie  non chiedi se Andrea si sente discriminata più come donna che come trans?  Perchè non le chiedi della sua storia?


Insomma Andrea è trans senza dirlo. Il massimo della discriminazione il minimo del riconoscimento.
Due giorni dopo il ritrovamento de suo cadavere Maria Gabriella Lanza autrice della videointervista scrive un articolo (che compare con qualche piccola variante - anonimo e nel quale non ci si pesneta come autrice dell'intervista - anche nella cronaca romana di Repubblica pieno di domande retoriche Chissà a cosa pensava Andrea ogni notte prima di addormentarsi sopra il suo cartone davanti alla stazione Termini di Roma  di ipotesi non dimostrabili (Forse pensava alla famiglia in Colombia, a sua madre e a suo padre lasciati quattro anni fa per trovare fortuna in Italia) e irrilevanti nelle quali non si sottolinea il fatto che una donna, trans e barbona sia stata uccisa ma che una creatura fragile (forse avrebbe voluto chiamarli, dirgli che la vita non era esattamente come aveva sognato da bambino, quando era ancora un maschio) e storpia (raccontargli delle botte prese, del braccio rimasto paralizzato, della gamba che si muove a fatica) sia stata uccisa perchè Forse ha chiesto aiuto alle persone sbagliate e che Forse è stata proprio la disperazione a spingerla in qualche giro poco raccomandabile di droga o di prostituzione. Non uno stigma multiplo straneira, trans, barbona storpia ma la frequentazione di compagnie sbagliate. Insomma Andrea è stata sprovveduta. Avesse frequentato le giuste compagnie sarebbe ancora viva.
Per Gabriella Maria Lanza Andrea era Un’altra disperata senza nome e senza storia che andava a riempire le file (sic!)  del popolo dei senzatetto della stazione.

Una disperata che non trova lavoro non perché immigrata o trans ma perchè senza documenti, con un braccio paralizzato e una gamba fuori uso, nessuno l’avrebbe mai assunta.


Il fatto che fosse una donna trans migrante e barbona invece non era minimamente d'intralcio. Capite la censura compiuta?
Un articolo pietistico che non ci dice quasi nulla dei fatti successi.
Se andiamo a cercare notizie sulla rete troviamo un lessico agghiacciante, un frasario da analfabeti per cui l'articolo di Maria Gabriella in confronto diventa scritto bene.


Termini, trovato cadavere di trans  in stazione: aveva il volto tumefatto.
(il messaggero)


Non cadavere di uomo o di donna ma di trans, razza a parte.
Cadavere di trans. Una cosa.
Non una trans cadavere, il cadavaere di una trans, ma un cadavere di trans.    


L'ansa si distingue parlando di trans al maschile.

Trans morto in cantiere stazione Termini.
Secondo L'ansa il trans è brasiliano e non colombiano...

Anche per Emilio Orlando su Repubblica Andrea è brasiliana ma almeno lui parla al femminile...

Una transessuale, non ancora identificata, è stata trovata morta questa mattina poco dopo le 8 lungo il binario 10 alla stazione Termini.

Sempre al maschile invece titola il Corriere:

Storia di Andrea, trans ucciso al binario 10 della stazione a Termini. Frignani autore (sci!) dell'articolo scrive:
Andrea e' stato ucciso, massacrato di botte e poi lasciato lì. La polizia sta indagando per identificare chi ha assassinato il sudamericano, conosciuto in stazione come molti altri senza tetto. Andrea era arrivata a Roma quattro anni fa.
Ma insomma è un uomo o una donna? Eh coi trans vai a sapere!!!

Frignani è in buona compagnia. La redazione romana del corriere scrive:

Il corpo di un uomo privo di vita è stato trovato lunedì mattina vicino al cantiere a fianco del binario 10 della Stazione Termini di Roma. Dai primi accertamenti sembrerebbe essere un cittadino brasiliano, apparentemente un transessuale, con numerosi ecchimosi
Apparentemente quelli della redazione romana del corriere sono giornalisti. In realtà sono dei transfobici (transfobiche) infami.

Rinaldo Frignani non usa solo un linguaggio transfobico anche lui come Maria Gabriella parla di amicizie sbagliate.
Secondo il suo racconto passava gran parte della giornata sotto le pensiline, poi andava al capolinea del 714 per prendere l'autobus che la portata alla mensa della Caritas a Colle Oppio. (...) Di amicizie sbagliate Andrea ne aveva trovate molte, e forse una di queste lo ha ucciso.
Certo. La colpa sono le amicizia dello sprovveduto Andrea mica il ludibrio della società perchè Andrea è barbona e donna trans...
Ma il colombiani (sic!) aveva anche sogni da coltivare per uscire dal tunnel.
Ma non passava gran parte della giornata sotto le pensiline ?!? Sapevo del tunnel della droga. Quello delle barbone e delle donne trans mi mancava...


Insomma alla stampa italiana di questa trans non frega nulla.

Serve solo per fare esercizio di retorica discriminando e parlando e di trans al maschile e, soprattutto, a mettere tra parentesi la violenza subita in quanto trans barbona e migrante adducendone la responsabilità solamente a lei e alle sue cattive amicizie.

Oltre ai colpi fisici di chi l'ha uccisa ci sono anche le ferite morali di chi come questi giornalisti e giornaliste infami la discriminano mettendo a tacere le vere cause i veri mandanti del suo omicidio.

L'odio transfobico.

A queste persone che tutto sono tranne che giornalisti e giornaliste io dico:

Datevi all'ippica. Non valete niente, né umanamente né professionalmente.







10 aprile 2013

Il razzismo c'è. Sulle dimissioni di Cristiana Alicata in seguito a un tweet irricevibile perchè razzista.


I fatti sono questi.


Durante le primarie del Pd per scegliere il candidato sindaco di Roma (questa nuova finta forma di partecipazione politica, loro scelgono chi votare e noi li votiamo, una vera partecipazione democratica sarebbe quella di scegliere noi i candidati non di votare una rosa di persone scelte dall'alto... Il Pd come tutta la sinistra non è meno demagogica del Pdl, o di Grillo e della sua organizzazione di cavernicole e cavernicoli delle istituzioni) in uno dei seggi del XV Municipio Cristiana Alicata nota che molti rom stanno votando e pensa subito che quei voti siano comprati da qualcuno.

Pensa subito di esprimersi con un tweet:

 

Un tweet che viene giustamente riconosciuto per quello che è: un tweet razzista.
Non già Alicata nella sua intima essenza.
Ma questo tweet da lei scritto.

I motivi per cui il tweet è razzista sono chiari.
Se debbo spiegarveli vuol dire che siete razzisti e razziste pure voi.

Lo spiega bene uno dei commentatori del tweet


Cristiana sa, ma non ha le prove, che qualcuno nel suo partito ha comprato i voti di alcune persone Rom per manipolare gli esiti delle primarie.

Un problema enorme di democrazia all'interno del suo partito che dimostra i limiti e l'inutilità delle primarie che sono uno specchietto per le allodole, un voto che è comprato a priori visto che per votare bisogna dare un contributo volontario di due euro.


Che qualcuno paghi chicchessia per esprimere un voto di preferenza è grave. Ma non si può chiamare la polizia perchè queste primarie non hanno dimensione legale.

La dirigenza del partito potrebbe decidere di candidare altri anche se il voto dei suoi elettori ed elettrici - o meglio il voto di chiunque voglia andare a votare... non è detto che poi alle elezioni del sindaco io voto Pd anche se ho votato alle primarie... - si è espresso in un certo modo. 

Il Pd ci perderebbe la faccia ma sarebbe ancora nella legalità.

Insomma il problema primarie è spinoso e capisco che Cristiana se ne senta amareggiata.

Però se il problema è il voto comprato non si capisce perchè Alicata vede i (e le) Rom e pensa al voto comprato guardando loro.

Solo i (e le) Rom sono comprabili?

Certo che no. Ed ecco il cortocircuito razzista.

Se ci sono Rom in fila è perchè qualcuno li manipola. Non è previsto che ci siano Rom che sono in fila per usare quello strumento di pseudo partecipazione democratica ammannito dal PD come santo Graal della democrazia. Se ci sono sono tutti venduti.

E' come quando, vedendo una persona Rom, pensiamo che quella ruba.
Solo le persone Rom rubano?
NO.

Eppure tutti e tutte dinanzi due persone una Rom e una no siamo psicologicamente propensi\e a pensare che la prima sicuramente ruba la seconda non è detto.

Sarebbe una questione di statistica.
Lo dice anche Cristiana in un suo post anche se parla di altro (dei voti comprati) e non si rende conto del razzismo del suo tweet.

Invece si tratta di pregiudizio e generalizzazione.

Quel che è razzista nel tweet di Cristiana è il fatto di collegare una etnia (poteva essere una nazionalità, una provenienza geografica, di genere, di orientamento sessuale)  a un comportamento (presunto) che non è precipuo di quella categoria.
Non tutte le persone Rom sono state comprate per votare alle primarie non tutte le persone che sono state comprate sono Rom.
E' come pensare che se sei effeminato sei gay, se sei donna guidi male, se sei del sud sei mafioso.

Sono generalizzazioni che discriminano una intera categoria in base a un pregiudizio.

Un errore facile da fare nessuno ne è esente, nemmeno il sottoscritto.

Però quando mi viene in mente un pensiero razzista me ne rendo conto e lo riconosco senza timore.

Perchè un pensiero razzista non fa di me un razzista fa di me una persona umana (donnana?) che può sbagliare e sbaglia.

Non ho problemi a riconoscere il mio errore.

Non ho problemi a riconoscere che a volte mi vengono dei pensieri che non superano poi il mio vaglio critico, etico, politico.

Quando mi accade non difendo il mio errore. Sorrido e mi dico no Alessà hai detto una fesseria
Non cerco di giustificare una frase infelice perchè  io non sono razzista. Riconosco con onestà intellettuale che ho toppato. Ho scritto una cavolata. Quel pensiero espresso è razzista, maschilista, omofobico.

Quel che rende allora Cristiana razzista, proprio lei e non solo il tweet infelice da lei scritto è la presunzione di non voler ammettere di avere sbagliato


Ecco. E questa mancanza di umiltà che mi insospettisce.

Tutti abbiamo pensieri razzisti.
Senza volerlo, per un automatismo del pensiero, perchè siamo (dis)educati dai media.
Non esistono puri di cuore.
Esiste solo il vaglio critico col quale lottare per pensare meglio.

Certo nessuno sta dicendo che Cristiana vuole fare strage di Rom.

Ma i veri razzisti non sono solamente quelli che picchiano i Rom.
Come omofobi non sono solamente quelli che picchiano gay  lesbiche.

Quelli e quelle sono delinquenti.

Omofobi sono anche quelli e quelle che pensano che due uomini insieme  fanno schifo anche se poi dicono che ognuno può scopare con chi vuole, basta che non lo si ostenti.

Mi sono spiegato, vero?

Invece non solo Cristiana scrive sul suo blog un post dal titolo ancora più infelice Non è razzismo, è statistica (un titolo intellettualmente onesto sarebbe stato ho scritto una grossa sciocchezza ma volevo intendere un'altra cosa) ma nello spiegare il perchè di quel tweet ne dimostra ancora meglio il razzismo.
Una frase velocissima e di getto che raccontava cosa stava succedendo in un seggio. Se ero arrabbiata? Sì? Con i Rom? Certo che no. Il mio sarcasmo era ed è rivolto a chi sfrutta la loro non integrazione, il loro essere ancora comunità non ospitata nel tessuto cittadino a meno che non sia utile ai voti.
E no Cristiana!

Se eri arrabbiata con chi sfrutta la non integrazione dei Rom non avresti detto le sole incredibili file di Rom
Avresti detto i soliti delinquenti che sfruttano i Rom.

I Rom (e le Rom) non sarebbero stati soggetto ma complemento oggetto della tua frase.

Secondo una pratica italianissima tanto a destra quanto a sinistra noi siamo propensi sempre a criticare in un rapporto di sfruttamento più chi viene sfruttato di chi sfrutta.

Ci lamentiamo dei rom in fila per le primarie (è quello hai scritto nel tweet Cristiana...) come ci lamentiamo delle prostitute, mai di chi va con loro, secondo una tradizione italiana che ci fa essere forti coi deboli e deboli coi forti.

Cristiana ha continuato a minimizzare sul portato razzista del suo tweet mentre le accuse di razzismo si andavano ingigantendo facendo di una questione di per sé minore una questione politica grave al punto tale da indurla a presentare le dimissioni.

Mi sembra una scelta inevitabile, che si sarebbe potuta evitare se Cristiana subito dopo il tweet razzista ne avesse preso le distanze invece di ergersi a persona immune dal razzismo (nessuno lo è Cristiana, nessuno).

Invece, testarda, in un altro suo post minaccia di denunciare chi ha detto che il suo tweet è razzista.

Alla faccia della democrazia!


Molti sono intervenuti\e a difenderla.

Io sto dalla parte di Cristiana.

Io, casomai, se permettete, sto dalla parte dei Rom.

Comunque....

Nel suo post in difesa del suo tweet Cristiana insiste sul fatto che i voti di quei rom siano stai comprati.

Per difendere la sua tesi cita la dichiarazione di un volontario di un altro seggio che conferma la presenza di Rom dai voti comprati.

“Primarie Bersani/Franceschini/Marino. Seggio di Via Oratorio Damasiano (Roma). Ero tra i volontari che spesero una bella domenica di democrazia in un gazebo. Arrivò una fila di rom (circa 40) a votare. Proprio perchè credo nella assoluta uguaglianza, chiesi loro – come a chiunque altro – il “contributo volontario” di 2 euro. Ingenuamente, il capofila mi rispose “io ne do due a te e a me ne danno 20, a me va bene comunque”. La frase è stata messa a verbale alla chiusura del seggio, ma nessuno – NESSUNO – ha preso alcun provvedimento. Il problema non sono assolutamente i rom, che da cittadini italiani godono esattamente dei miei stessi diritti e ne vado orgoglioso, ma del fatto che qualun altro – dentro un partito – abbia sfruttato una situazione di indigenza per comprare un voto. E’ tutto verbalizzato.”
(fonte  Non è razzismo, è statistica post di Alicata sul suo blog)

I neretti sono miei.
Dunque per M. i diritti dei (e delle) Rom sono tali non perchè godono degli inviolabili diritti umani ma perchè cittadini/e italiani/e.

Se sono stranieri evidentemente per M. hanno meno diritti.

Mi chiedo cosa avrebbe fatto M. se in fila ci fossero stati cittadini senegalesi...

Razzismo? Certo.
Fascismo? Sicuramente.
Consapevole?
Non lo so.
Ma il punto è proprio questo. 

Cosa è più pericoloso il pensiero di uno che non vuole essere razzista ma, suo malgrado, lo è o il pensiero di chi è razzista sapendo di esserlo e volendolo essere?

Molti e molte hanno difeso Cristiana accusando chi le faceva notare il razzismo del suo tweet di strumentalizzazione politica.
Dario Accolla nel suo blog elfobruno interviene così:

L’autrice del tweet ha poi spiegato meglio il suo pensiero: il problema non sono certo i rom alle primarie, ma chi li paga per orientare l’esito del voto.
Un pensiero ad alta voce come molti se ne fanno nella quotidianità, forse peccando di generalizzazione, ma – e lo ripeto – non un pensiero razzista. Cercherò di spiegarlo con un esempio.
Vivevo al Pigneto, un quartiere multietnico di Roma la cui bellezza sta appunto nella moltitudine che lo popola. Ci sono, insieme alla componente italiana, cittadini/e di varie etnie: indiani, pakistani, egiziani, senegalesi, ecc. Tra questi, la stragrande maggioranza persone oneste che vivono del loro lavoro, una pattuglia di delinquenti che soprattutto la notte scatena(va) risse anche sanguinose per il controllo del mercato della droga nella zona. Da chiunque, italiani e non, quel gruppo di spacciatori era identificato con uno specifico appellativo etnico. E non per razzismo, ma proprio perché in quella zona – cioè, in quel contesto – era un gruppo ben riconoscibile e proveniente dal luogo x a delinquere.
Paradossalmente, poi, indicare l’etnia degli spacciatori era un modo per salvaguardare le altre etnie che vivono lì in modo pacifico. Ciò non significava, nelle intenzioni e nel linguaggio adoperato che tutti gli elementi dell’etnia in questione fossero delinquenti, ovviamente, ma solo quelli di quel gruppo e, appunto, in quel contesto.
Anche qui i neretti sono miei.

Per Dario Accolla autore di questo post sul suo blog Elfobruno dunque si discrimina una etnia per salvaguardare le altre etnie...

perchè generalizzare è una forma di discriminazione. Si sostituisce il reato (o la cosa negativa) ascrivendola a quella categoria.

Gli spacciatori non sono spacciatori (poco importa se italiani o stranieri se Buntu o Caucasici). Invece per gli abitanti del Pigneto gli spacciatori sono dell'etnica vattellapesca. Come  a dire che non esistono spacciatori in nessun altra categoria...

Il pensiero razzista come vedete è un pensiero irrazionale...
Chi pensa in maniera razzista pensa sempre male e prende cantonate come fa Accolla quando scrive che quelle indiane, pakistane, senegalesi ed egiziane sono etnie (sic!) e non nazionalità.

La nazionalità diventa razza. E queste sono le stesse persone che se uno o una distinguono in base all'orientamento sessuale dicono che siamo tutti uomini e donne.
Già ma non apparteniamo però tutti alla stessa e unica razza quella del genere umano e donnano.

Siamo divisi in nazioni e la nazione fa razza.

Un po' come il gene dell'omosessualità.

Chi parla male pensa male e può avere delle uscite razziste.

E anche questo è indice della scarsissima salute della nostra democrazia.

Consiglio a tutti e tutte la lettura di un ottimo libro: L'invenzione dell'etnia  di J.L.Amselle e E.M'Bokolo (Meltemi, Roma 2008).

Perchè sul razzismo abbiamo tanto da imparare tutti e tutte.

A cominciare dal sottoscritto man mano e via via verso le persone più importanti di me come Cristiana Alicata che fa politica dentro il partito democratico.



bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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