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25 aprile 2014

25 Aprile 1945





La Resistenza e la sua luce
 
Così giunsi ai giorni della Resistenza
senza saperne nulla se non lo stile:
fu stile tutta luce, memorabile coscienza
di sole. Non poté mai sfiorire,
neanche per un istante, neanche quando
l' Europa tremò nella più morta vigilia.
Fuggimmo con le masserizie su un carro
da Casarsa a un villaggio perduto
tra rogge e viti: ed era pura luce.
Mio fratello partì, in un mattino muto
di marzo, su un treno, clandestino,
la pistola in un libro: ed era pura luce.
Visse a lungo sui monti, che albeggiavano
quasi paradisiaci nel tetro azzurrino
del piano friulano: ed era pura luce.
Nella soffitta del casolare mia madre
guardava sempre perdutamente quei monti,
già conscia del destino: ed era pura luce.
Coi pochi contadini intorno
vivevo una gloriosa vita di perseguitato
dagli atroci editti: ed era pura luce.
Venne il giorno della morte
e della libertà, il mondo martoriato
si riconobbe nuovo nella luce......

Quella luce era speranza di giustizia:
non sapevo quale: la Giustizia.
La luce è sempre uguale ad altra luce.
Poi variò: da luce diventò incerta alba,
un'alba che cresceva, si allargava
sopra i campi friulani, sulle rogge.
Illuminava i braccianti che lottavano.
Così l'alba nascente fu una luce
fuori dall'eternità dello stile....
Nella storia la giustizia fu coscienza
d'una umana divisione di ricchezza,
e la speranza ebbe nuova luce
 
Pier Paolo Pasolini
Tutte le poesie vol. I, Garzanti, Milano 1993. 







 

31 marzo 2014

L'appello fondamentale di Libertà e giustizia contro la cancellazione del bicameralismo perfetto.

Stiamo assistendo impotenti al progetto di stravolgere la nostra Costituzione da parte di un Parlamento esplicitamente delegittimato dalla sentenza della Corte costituzionale n.1 del 2014, per creare un sistema autoritario che dà al Presidente del Consiglio poteri padronali.

Con la prospettiva di un monocameralismo e la semplificazione accentratrice dell’ordine amministrativo, l’Italia di Matteo Renzi e di Silvio Berlusconi cambia faccia mentre la stampa, i partiti e i cittadini stanno attoniti (o accondiscendenti)  a guardare. La responsabilità del Pd è enorme poiché sta consentendo l’attuazione del piano che era di Berlusconi, un piano persistentemente osteggiato in passato a parole e ora in sordina accolto.

Il fatto che non sia Berlusconi ma il leader del Pd a prendere in mano il testimone della svolta autoritaria è ancora più grave perché neutralizza l’opinione di opposizione. Bisogna fermare subito questo progetto, e farlo con la stessa determinazione con la quale si riuscì a fermarlo quando Berlusconi lo ispirava. Non è l’appartenenza a un partito che vale a rendere giusto ciò che è sbagliato.

Una democrazia plebiscitaria non è scritta nella nostra Costituzione e non è cosa che nessun cittadino che ha rispetto per la sua libertà politica e civile può desiderare. Quale che sia il leader che la propone.

Primi firmatari:
Nadia Urbinati
Gustavo Zagrebelsky
Sandra Bonsanti
Stefano Rodotà
Lorenza Carlassare
Alessandro Pace
Roberta De Monticelli
Salvatore Settis
Rosetta Loy
Corrado Stajano
Giovanna Borgese
Alberto Vannucci
Elisabetta Rubini
Gaetano Azzariti
Costanza Firrao
Alessandro Bruni
Simona Peverelli
Sergio Materia
Nando dalla Chiesa
Adriano Prosperi
Fabio Evangelisti
Barbara Spinelli
Paul Ginsborg
Maurizio Landini
Marco Revelli

per leggere l'appello sul sito di Libertà e giustizia cliccate qui

17 ottobre 2013

Ammazzati da Priebke

E mentre preparo un post su Priebke riprendo l'iniziativa di Articolo 21 e pubblico i nomi di tutte e 335 le vittime della strage delle Fosse Ardeatine:

Agnini Ferdinando – Studente di medicina
Ajroldi Antonio – Maggiore dell’Esercito.
Albanese Teodato – Avvocato.
Albertelli Pilo – Professore di filosofia.
Amoretti Ivanoe – Sottotenente in servizio permanente effettivo.
Angelai Aldo – Macellaio.
Angeli Virgilio – Pittore.
Angelini Paolo – Autista.
Angelucci Giovanni – Macellaio.
Annarumi Bruno – Stagnino.
Anticoli Lazzaro – Venditore ambulante.
Artale Vito – Tenente Generale d’artiglieria.
Astrologo Cesare – Lucidatore.
Aversa Raffaele – Capitano dei Carabinieri.
Avolio Carlo – Impiegato (S.A.L.B.)
Azzarita Manfredi – Capitano di cavalleria.
Baglivo Ugo – Avvocato.
Ballina Giovanni – Contadino.
Banzi Aldo – Impiegato.
Barbieri Silvio – Architetto.
Benati Nino – Banchista.
Bendicenti – Avvocato.
Berardi Lallo – Manovale.
Bernabei Elio – Ingegnere delle Ferrovie dello Stato.
Bernardini – Commerciante.
Bernardini Tito – Magazziniere.
Berolsheimer Aldo – Commesso.
Blumstein Giorgio Leone – Banchiere.
Bolgia Michele – Ferroviere.
Bonanni Luigi – Autista.
Bordoni Manlio – Impiegato.
Bruno Dl Belmonte Luigi – Proprietario.
Bucchi Marcello – Geometra.
Bucci Bruno – Disegnatore.
Bucci Umberto – Impiegato.
Bucciano Francesco – Impiegato.
Bussi Armando – Impiegato delle Ferrovie dello Stato.
Butera Gaetano – Pittore.
Buttaroni Vittorio – Autista.
Butticé Leonardo – Meccanico.
Calderari Giuseppe – Contadino.
Camisotti Carlo – Asfaltista.
Campanile Silvio – Commerciante.
Canacci Ilario – Cameriere.
Canalis Salvatore – Professore di lettere.
Cantalamessa Renato – Falegname.
Capecci Alfredo – Meccanico.
Capozio Ottavio – Impiegato postale.
Caputo Ferruccio – Studente.
Caracciolo Emanuele – Regista e tecnico cinematografico.
Carioli Francesco – Fruttivendolo.
Carola Federico – Capitano d’aviazione.
Carola Mario – Capitano di fanteria.
Casadei Andrea – Falegname.
Caviglia Adolfo – Impiegato.
Celani Giuseppe – Ispettore capo dei servizi annonari.
Cerroni Oreste – Tipografo.
Checchi Egidio – Meccanico.
Chiesa Romualdo – Studente.
Chiricozzi Aldo Francesco – Impiegato.
Ciavarella Francesco – Marinaio.
Cibei Duilio – Falegname.
Cibei Gino – Meccanico.
Cinelli Francesco – Impiegato.
Cinelli Giuseppe – Portatore ai mercati generali.
Cocco Pasquale – Studente.
Coen Saverio – Commerciante.
Conti Giorgio – Ingegnere.
Corsi Orazio – Falegname
Costanzi Guido – Impiegato.
Cozzi Alberto – Meccanico.
D’Amico Cosimo – Amministratore teatrale.
D’Amico Giuseppe – Impiegato.
D’Andrea Mario – Ferrovie.
D’Aspro Arturo – Ragioniere.
De Angelis Gerardo – Regista cinematografico.
De Carolis Ugo – Maggiore dei Carabinieri.
De Giorgio Carlo – Impiegato.
De Grenet Filippo – Tenente e agente del SIM.
Della Torre Odoardo – Avvocato.
Del Monte Giuseppe – Impiegato.
De Marchi Raoul – Impiegato.
De Nicolo Gastone – Studente.
De Simoni Fidardo – Operaio.
Di Capua Zaccaria – Autista.
Di Castro Angelo – Commesso.
Di Consiglio Cesare – Venditore ambulante.
Di Consiglio Franco – Macellaio.
Dl Consiglio Marco – Macellaio.
Di Consiglio Mosè – Commerciante.
Di Consiglio Salomone – Venditore ambulante.
Di Consiglio Santoro – Macellaio.
Di Nepi Alberto – Commerciante.
Di Nepi Giorgio – Viaggiatore.
Di Nepi Samuele – Commerciante.
Di Nola Ugo – Rappresentante di commercio.
Diociajuti Pier Domenico – Commerciante.
Di Peppe Otello – Falegname ebanista.
Di Porto Angelo – Commesso.
Di Porto Giacomo – Venditore ambulante.
Di Porto Giacomo – Venditore ambulante.
Di Salvo Gioacchino – Impiegato.
Di Segni Armando – Commerciante.
Di Segni Pacifico – Venditore ambulante.
Di Veroli Attilio – Commerciante.
Di Veroli Michele – Collaboratore del padre commerciante.
Drucker Salomone – Pellicciaio.
Duranti Lido – Operaio.
Efrati Marco – Commerciante.
Elena Fernando – Artista.
Eluisi Aldo – Pittore.
Ercolani Giorgio – Tenente Colonnello dell’Esercito e agente del SIM.
Ercoli Aldo – Pittore.
Fabri Renato – Commerciante.
Fabrini Antonio – Stagnino.
Fano Giorgio – Dottore in scienze commerciali.
Fantacone Alberto – Dottore in legge.
Fantini Vittorio – Farmacista.
Fatucci Sabato Amadio – Venditore ambulante.
Felicioli Mario – Elettrotecnico.
Fenulli Dardano – Maggior Generale
Ferola Enrico – Fabbro.
Finamonti Loreto – Commerciante.
Finocchiaro Arnaldo – Elettricista.
Finzi Aldo – Agricoltore.
Fiorentini Valerio – Autista meccanico.
Fiorini Fiorino – Maestro musica.
Fochetti Angelo – Impiegato.
Fondi Edmondo – Impiegato commerciante.
Fontana Genserico –Tenente dei Carabinieri, dottore in giurisprudenza.
Fornari Raffaele – Commerciante.
Fornaro Leone – Venditore ambulante.
Forte Gaetano – Commerciante.
Foschi Carlo – Commerciante.
Frasca Celestino – Muratore.
Frascà Paolo – Impiegato.
Frascati Angelo – Commerciante.
Frignani Giovanni – Tenente Colonnello dei Carabinieri
Funaro Alberto – Commerciante.
Funaro Mosè – Commerciante.
Funaro Pacifico – Autista.
Funaro Settimio – Venditore ambulante.
Galafati Angelo – Pontarolo.
Gallarello Antonio – Falegname ebanista.
Gavioli Luigi – Impiegato.
Gelsomini Manlio – Medico.
Gesmundo Gioacchino – Professore di lettere.
Giacchini Alberto – Assicuratore.
Giglio Maurizio – Dottore in legge.
Gigliozzi Romolo – Autista.
Giordano Calcedonio – Corazziere.
Giorgi Giorgio – Ragioniere.
Giorgini Renzo – Industriale.
Giustiniani Antonio – Cameriere.
Gorgolini Giorgio – Ragioniere.
Gori Gastone – Muratore.
Govoni Aladino – Capitano dei granatieri.
Grani Umberto – Tenente Colonnello dell’Aeronautica.
Grieco Ennio – Elettromeccanico.
Guidoni Unico – Studente.
Haipel Mario – Maresciallo dell’Esercito.
Iaforte Domenico – Calzolaio.
Ialuna Sebastiano – Agricoltore.
Imperiali Costantino – Rappresentante di vini.
Intreccialagli Mario – Calzolaio.
Kereszti Sandor – Ufficiale.
Landesman Boris – Commerciante.
La Vecchia Gaetano – Ebanista.
Leonardi Ornello – Commesso.
Leonelli Cesare – Avvocato.
Liberi Epidemio – Industriale.
Lioonnici Amedeo – Industriale.
Limentani Davide – Commerciante.
Limentani Giovanni – Commerciante.
Limentani Settimio – Commerciante.
Lombardi Ezio – Impiegato.
Lopresti Giuseppe – Dottore in legge.
Lordi Roberto – Generale dell’Aeronautica.
Lotti Giuseppe – Stuccatore.
Lucarelli Armando – Tipografo.
Luchetti Carlo – Stagnaro.
Luna Gavino – Impiegato delle Poste.
Lungaro Pietro Ermelindo – Sottufficiale di Pubblica Sicurezza.
Lunghi Ambrogio – Asfaltista.
Lusena Umberto – Maggiore dell’Esercito.
Luzzi Everardo – Metallurgico.
Magri Mario – Capitano d’artiglieria.
Manca Candido – Brigadiere dei Carabinieri.
Mancini Enrico – Commerciante.
Marchesi Alberto – Commerciante.
Marchetti Duilio – Autista.
Margioni Antonio – Falegname.
Marimpietri Vittorio – Impiegato.
Marino Angelo – Piazzista.
Martella Angelo
Martelli Castaldi Sabato – Generale dell’Aeronautica.
Martini Placido – Avvocato.
Mastrangeli Fulvio – Impiegato.
Mastrogiacomo Luigi – Custode del ministero delle Finanza.
Medas Giuseppe – Avvocato.
Menasci Umberto – Commerciante.
Micheli Ernesto – Imbianchino.
Micozzi Emidio – Commerciante.
Mieli Cesare – Venditore ambulante.
Mieli Mario – Negoziante.
Mieli Renato – Negoziante.
Milano Raffaele – Viaggiatore.
Milano Tullio – Impiegato.
Milano Ugo – Impiegato.
Mocci Sisinnio
Montezemolo Giuseppe – Colonnello dei Carabinieri e agente del SIM.
Moretti Augusto
Moretti Pio – Contadino.
Morgano Santo – Elettromeccanico.
Mosca Alfredo – Elettrotecnico.
Moscati Emanuele – Piazzista.
Moscati Pace – Venditore ambulante.
Moscati Vito – Elettricista.
Mosciatti Carlo – Impiegato.
Napoleone Agostino – Sottotenente di vascello della Marina.
Natali Celestino – Commerciante.
Natili Mariano – Commerciante.
Navarra Giuseppe – Contadino.
Ninci Sestilio – Tramviere.
Nobili Edoardo – Meccanico.
Norma Fernando – Ebanista.
Orlandi Posti Orlando – Studente.
Ottaviano Armando – Dottore in lettere.
Paliani Attilio – Commerciante.
Pappagallo Pietro – Sacerdote.
Pasqualucci Alfredo – Calzolaio.
Passarella Mario – Falegname.
Pelliccia Ulderico – Carpentiere.
Pensuti Renzo – Studente.
Pepicelli Francesco – Maresciallo dei Carabinieri.
Perpetua Remo – Rigattiere.
Perugia Angelo – Venditore ambulante.
Petocchi Amedeo
Petrucci Paolo – Professore di lettere.
Pettorini Ambrogio – Agricoltore.
Piasco Renzo – Ferroviere.
Piattelli Cesare – Venditore ambulante.
Piattelli Franco – Commesso.
Piattelli Giacomo – Piazzista.
Pierantoni Luigi – Medico.
Pierleoni Romolo – Fabbro.
Pignotti Angelo – Negoziante.
Pignotti Umberto – Impiegato.
Piperno Claudio – Commerciante.
Piras Ignazio – Contadino.
Pirozzi Vincenzo – Ragioniere.
Pisino Antonio – Ufficiale di marina.
Pistonesi Antonio – Cameriere.
Pitrelli Rosario – Meccanico.
Polli Domenico – Costruttore edile.
Portieri Alessandro – Meccanico.
Portinari Erminio – Geometra.
Primavera Pietro – Impiegato.
Prosperi Antonio – Impiegato.
Pula Italo – Fabbro.
Pula Spartaco – Verniciatore.
Raffaeli Beniamino – Carpentiere.
Rampulla Giovanni – Tenente Colonnello.
Rendina Roberto – Tenente Colonnello d’artiglieria.
Renzi Egidio – Operaio.
Renzini Augusto – Carabiniere.
Ricci Domenico – Impiegato.
Rindone Nunzio – Pastore.
Rizzo Ottorino – Maggiore dell’Esercito.
Roazzi Antonio – Autista.
Rocchi Filippo – Commerciante.
Rodella Bruno – Studente.
Rodriguez Pereira Romeo – Tenente dei Carabinieri.
Romagnoli Goffredo – Ferroviere.
Roncacci Giulio – Commerciante.
Ronconi Ettore – Contadino.
Saccotelli Vincenzo – Falegname.
Salemme Felice – Impiegato.
Salvatori Giovanni – Impiegato.
Sansolini Adolfo – Commerciante.
Sansolini Alfredo – Commerciante.
Savelli Francesco – Ingegnere.
Scarioli Ivano – Bracciante.
Scattoni Umberto – Pittore.
Sciunnach Dattilo – Commerciante.
Semini Fiorenzo – Sottotenente di vascello della Regia Marina.
Senesi Giovanni – Esattore istituto di assicurazioni.
Sepe Gaetano – Sarto.
Sergi Gerardo – Sottotenente dei Carabinieri Reali.
Sermoneta Benedetto – Venditore ambulante.
Silvestri Sebastiano – Agricoltore.
Simoni Simone – Generale.
rimosso su cortese richiesta di familiare della Vittima
Sonnino Gabriele – Commesso.
Sonnino Mosè – Venditore ambulante.
rimosso su cortese richiesta di familiare della Vittima
Spunticchia Antonino – Meccanico.
Stame Nicola Ugo – Artista lirico.
Talamo Manfredi – Tenente Colonnello dei Carabinieri Reali.
Tapparelli Mario – Commerciante.
Tedesco Cesare – Commesso.
Terracina Sergio – Commesso.
Testa Settimio – Contadino.
Trentini Giulio – Arrotino.
Troiani Eusebio – Mediatore.
Troiani Pietro – Venditore ambulante.
Ugolini Nino – Elettromeccanico.
Unghetti Antonio – Manovale.
Valesani Otello – Calzolaio.
Vercillo Giovanni – Impiegato.
Villoresi Renato – Capitano dell’Esercito.
Viotti Pietro – Commerciante
Vivanti Angelo – Commerciante.
Vivanti Giacomo – Commerciante.
Vivenzio Gennaro
Volponi Guido – Impiegato.
Wald Pesach Paul
Wald Schra
Zaccagnini Carlo – Avvocato.
Zambelli Ilario – Telegrafista
Zarfati Alessandro – Commerciante.
Zicconi Raffaele – Impiegato.
Zironi Augusto – Sottotenente di vascello della Marina.
12 Salme non identificate

2 ottobre 2013

Ancora sulla pubblicità e Guido Barilla. Uno splendido articolo di Antonella Valoroso


UN bellissimo articolo su la 27ora del corsera che riporto integralmente per la gioia di leggere un commento intelligente e colto.

E aveva provato a immaginare e raccontare una società in via di modernizzazione in cui le donne non erano identificate soltanto come massaie ma stavano diventando sempre più protagoniste

Quando la pubblicità Barilla, con Mina, raccontava altre storie



Anche Dario Fo ha provato a ricordarlo nell’appello lanciato qualche giorno fa su change.org.
C’è stato un tempo in cui l’azienda emiliana –sotto la guida illuminata di Pietro Barilla (1913-1993)- non solo ha incarnato un’idea di Italia in cui tutti potevano riconoscersi ma ha anche scelto consapevolmente di guardare in avanti, provando a immaginare e raccontare una società in via di modernizzazione in cui le donne non erano identificate soltanto come massaie ma stavano diventando sempre più protagoniste.
Da allora sono passati quaranta o al massimo cinquant’anni. Ma sembrano secoli se proviamo a confrontare scelte di campo e modalità di narrazione.
Basta guardare questa breve clip per rendersene conto:

Che effetto vi fa (ri)guardare questa pubblicità?
Si tratta di uno spot del 1967 e nel messaggio promozionale è presente un’autentica rivoluzione linguistica e culturale: non solo Mina si rivolge alla spettatrice con il tu, ma la invita a preparare la pasta per il suo uomo e per i suoi ragazzi, non per suo marito e i suoi figli. E allora come oggi la mente corre da una parte al titolo di uno dei più grandi successi della cantante – È l’uomo per me (1964)- e dall’altra alle vicende personali che fecero dell’artista un simbolo di emancipazione femminile.

Mina, la più trasgressiva, moderna e sexy delle celebrità degli anni Sessanta, era stata ingaggiata come testimonial dall’azienda emiliana nel 1965: un anno di svolta per la sua carriera. La cantante venticinquenne era infatti appena rientrata in televisione dopo esserne stata bandita per più di un anno a causa della sua relazione irregolare con l’attore Corrado Pani, all’epoca già sposato.
In un’Italia in cui il divorzio non esisteva e i modelli familiari tradizionali non sembravano ammettere eccezioni, Mina aveva deciso di rendere pubblica sia la relazione con Pani che la sua gravidanza -il 18 aprile 1963 era nato il figlio Massimiliano- e aveva pagato a caro prezzo la propria scelta con l’ostracismo da parte della televisione di stato (l’unica, peraltro, esistente in quegli anni). La maggioranza del pubblico, però, rimase dalla sua parte e questo diede al suo rientro il sapore di un trionfo.
Nel 1965 la popolarità di Mina era alle dunque alle stelle, eppure ingaggiarla come testimonial fu una scelta di marketing abbastanza azzardata.
Cosa c’entrava Mina con la pasta, la casalinga e la famiglia tradizionale italiana? Poco o nulla.
Mina rappresentava però un modello di donna moderna e indipendente. E sceglierla come testimonial dimostrò che la Barilla intendeva farsi interprete del cambiamento in atto nella società proprio in un momento storico in cui il paese reale era lontano anni luce dal paese legale. Fu una scelta fatta con stile e ironia –gli spot girati con Mina dal ’65 al ’70 sono lì a ricordarcelo- ma fu un contributo non trascurabile a quella trasformazione della mentalità italiana che avrebbe portato il paese verso la grande stagione delle riforme degli anni 70:
approvazione delle legge sul divorzio e sull’aborto, riforma del diritto di famiglia, legge sulle pari opportunità.
La collaborazione di Mina con l’azienda emiliana sarebbe andata avanti fino al 1970. Nei primi anni ‘70, però, con l’avvento della crisi economica, il prezzo della pasta viene calmierato e l’azienda è costretta a ridimensionare drasticamente il proprio budget promozionale.
L’investimento nella comunicazione fatto negli anni ’60 lascerà tuttavia un’impronta durevole nel costume e nei consumi degli italiani.
E così gli anni ’80 segneranno non solo l’uscita dalla crisi ma anche, complice la vittoria degli azzurri al campionato del mondo di calcio del 1982, la consacrazione della pasta come icona culturale e gastronomica dell’Italia dentro e fuori i confini nazionali.Ripensando alle polemiche dei giorni passati, sarebbe stato bello se, durante la famigerata intervista con La Zanzara, l’attuale presidente dell’azienda Guido Barilla, piuttosto che cadere nelle trappole dei conduttori della trasmissione radiofonica, si fosse ricordato di una bella campagna a stampa.


Era il 1984 e -per la prima volta in una pubblicità della pasta- si vedeva una donna seduta a tavola per gustare il cibo e non in piedi nell’atto di offrirlo a qualcun altro. Certo, sembrerebbe che l’unico a mangiare sia lui, ma –dopo un decennio di lotte e di riforme fondamentali per la parità di genere e i diritti delle donne- uomo e donna erano collocati sullo stesso livello.
Almeno nello spazio ideale della pubblicità.

*Nota dell’autrice: Ho studiato a fondo la rappresentazione della donna nella comunicazione pubblicitaria della Barilla tra anni ’50 e anni ’60 lavorando sui materiali dell’Archivio Storico Barilla di Parma, cui appartengono anche tutti i materiali fotografici utilizzati in questa sede. Il testo completo della mia ricerca -“A Kitchen with a View”. Female Role-Models and Gender Relations in Barilla Advertising Campaigns of the 1950s and 1960s- sarà presto disponibile negli atti del convegno Italian Food: Fact and Fiction, London, Berg Publishers, 2014.
Link al programma della conferenza [http://www.foodconference.it/schedule/]

29 aprile 2013

25-video documentario di Simona Filippini ed Eva Tomei

Non è un caso che chi sa meglio dire cosa sia la libertà sono i fratelli stranieri che privi di retorica ci spiegano concretamente come vivere liberi qui e ora.

Video interviste sul 25 aprile realizzate nel quartiere di Garbatella

Produzione Hi-Kari per teatri di Vetro 2013

Idea di Eva Tomei

Regia Simona Filippini ed Eva Tomei


Con la Collaborazione di Perluigi Zolli

Musiche Giuseppe Teofili

 Ne parlo qui

29 dicembre 2012

Siamo un po' tutte e tutti don Paolo Corsi

Che siamo un paese frustrato lo si capisce anche dalla gogna mediatica della rete nella quale mettiamo ora questo ora quel presunto colpevole. Senza conoscere bene i fatti, fidandosi di quello che qualcuno scrive su faccialibro e allineandosi il pubblico ludibrio senza esercitare un pensiero critico alcuno. Ci sono delle eccezioni ma la maggior parte delle persone si comporta come la più bieca massa del luogo comune.

Così basta che qualcuno apra su facebook una pagina evento contro  Paolo Corsi, che non offre certo spunti critici ma propone una violenza non risolutrice, prendiamolo a randellate sui denti, come di solito è la violenza, che centinaia di persone accettino l'invito (quindi dicono di sì alla randellata) e scrivano i commenti più maschilisti, omofobici sessuofobi e misogini (sì misogini) sul don.

Eccone un florilegio...

Dove si conferma con una sola battuta che
1) dare del frocio a qualcuno è ancora un'offesa;
2) mandare a fare in culo è altrettanto un'offesa
2) che in Italia nessuno conosce la differenza tra fare outing e fare coming out
3) che se don Corsi odia tanto le donne vuol dire che è frocio
4) il culo lo usano solo i froci
5) che ai froci piace il sesso violento (come è evidentemente il sesso anale..)


altro commento sulla stessa linea



Da notare la perplessità di una commentatrice e la sua risposta autoassolutoria.

Molti suggeriscono l'analità come punizione, con puntiglio squisitamente maschilista e patriarcale...








Notare il dettaglio del senza il lubrificante.

...squisitamente distribuita tra i due sessi...

Le donne più degli uomini....


 


Poi, dall'analità come punizione, all'insinuare che la cosa gli piace il passo è breve...



Notare che a suggerire che gli potrebbe piacere è una donna...


Anche qui a insinuare che gli piace è una donna...

Il capolavoro (di illogicità) è il commento seguente


Dubito (o almeno spero...) che chi scrive sia davvero una donna trans.
In ogni caso trasformare il don in donna e mandarlo in un locale gay non serve a nulla... No?!
Casomai mandiamolo in un locale etero...

Il lapsus la dice lunga sull'accostamento inconscio che ancora facciamo tra omosessualità maschile e l'idea di femmina mancata...

Fantasiosa, al limite del capolavoro, questa punizione

Notare come anche qui si insinua che le pisellate sulle gengive potrebbero piacergli...

La stessa persona che ha scritto il capolavoro ecolalico seguente


In realtà, come pure hanno insinuato altri commenti, don Corsi è tutto tranne uno che la patata non l'ha mai vista.
Anzi, casomai è uno che vede patata in ogni donna, sempre e comunque...



Interessantissimo il florilegio di commenti insani a una constatazione tutto sommato sensata.

1) è impotente
2) se non sa resistere alle tentazioni che vada al polo sud che l' ci trova solo i pinguini bisessuali che covano in gruppo...
3) si fa due ormoni e diventa trans così non rompe più...
4) poi arriva il fascistone di turno e la discussione prende un'altra piega... (il tutto per una falce e martello su una palla di natale...).

A proposito di fascistoni...

Qualcuno non riesce a resistere alla tentazione di dare comunque la colpa alle donne, concrete...


...o metaforiche...


Nonostante si tratti di una pagina\evento in cui si invita a randellare qualcuno, ci sono commenti in cui si cerca di inquadrare le dichiarazioni di Don Corsi in un contesto più ampio.

Se qualcuna ha la consapevolezza che la matrice maschilista patriarcale e misogina da cui Don Corsi ha attinto è insita profondamente nella chiesa stessa...


...molti e molte vedono Don Corsi come un elemento estraneo alla chiesa che andrebbe dunque escluso anche per il cattivo servizio che fa ai preti buoni...
 

Purtroppo così si dà al vaticano un credito di amore e rispetto per la donna che il vaticano non ha mai avuto e non ha nemmeno adesso...


Alla faccia di Cristo, visto che poi San Paolo ha cancellato il suo portato femminista.

Così come è ingenua chi crede che Don Corsi possa essere scacciato dalla chiesa.

Ma se non vengono scacciati nemmeno i pedofili... Se dovessimo cacciare tutti quelli che hanno uscite a dir poco infelici chi ci rimane al Vaticano?
Il custode?

Agghiacciante invece chi proporne di fargli provare cosa sia lo stupro. Se sei contraria\o allo stupro non lo proponi nemmeno ai tuoi nemici...


Dulcis in fundo un commento che da solo riassume tutti gli altri, o quasi.






Insomma mi sembra che al di là di ogni ragionevole dubbio questi commenti (che sono un terzo del totale, gli altri si limitano a confermare le randellate anche con randelli chiodati, o a dissociarsi rifacendosi a una randellata virtuale perchè sono contrari\e alla violenza) denuncino lo stato di abbrutimento misogino, maschista, omofobico e sessuofobico di noi italiani e italiane che, nonostante quel che crediamo, non ci differenziano poi così tanto da don Paolo Corsi.

Siamo tutti fascisti e tutte fasciste. Lo siamo sempre stati e state sempre lo saremo.


Insomma non mi sembrano posizioni così lontane da chi dice che se una donna va in giro succintamente vestita e viene stuprata un po' se l'è cercata.


16 dicembre 2012

Il vaticano attenta alla democrazia. Italiane, Italiani dove siete?



Nel messaggio del santo padre Benedetto XVI  per la celebrazione della XLVI giornata mondiale della pace Ratzinger ha detto che

Chi non apprezza a sufficienza il valore della vita umana  sostenendo  per esempio la liberalizzazione dell’aborto, non si rende conto che propone l’inseguimento di una pace illusoria.
Chi favorisce un preteso diritto all’aborto e all’eutanasia, minaccia il diritto fondamentale alla vita.

Il matrimonio è l'unione fra un uomo e una donna e chi tenta di renderlo giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione lo danneggia e contribuisce alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale.

Questi principi non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa.
Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità.

L’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa.

Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.

Perciò il diritto all’uso del principio dell’obiezione di coscienza nei confronti di leggi e misure governative che attentano contro la dignità umana, come l’aborto e l’eutanasia, è un modo di contribuire alla pace.

La libertà religiosa è infatti uno dei diritti umani basilari.

Tale diritto va promosso non solo come libertà da – ad esempio, da obblighi e costrizioni circa la libertà di scegliere la propria religione –, ma anche come libertà di:
ad esempio, di testimoniare la propria religione,
di annunciare e comunicare il suo insegnamento;
di compiere attività educative, di beneficenza e di assistenza che permettono di applicare i precetti religiosi;
di esistere e agire come organismi sociali, strutturati secondo i principi dottrinali e i fini istituzionali che sono loro propri.
(fonte vatican.va)
Pretendendo che  i principi della morale cattolica (no all'aborto, no all'eutanasia, no all'equiparazione giuridica del matrimonio a forme radicalmente diverse di unione) non sono verità di fede, ma inscritti nella natura umana stessa, e quindi sono comuni a tutta l’umanità, la chiesa vuole imporre la sua verità all'universo mondo accusando chi la pensa diversamente di compiere una offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.

Si fa come dice la chiesa  E BASTA.

Ora capisco che la sciagurata disinformazione compiuta nelle scorse 48 ore dalla stampa e ripresa a piè pari dalla rete ha lasciato credere alla popolazione che l'attacco della chiesa è contro le persone omosessuali e il loro matrimonio.

Purtroppo quella è solo la punta dell'iceberg.

In realtà siamo tutti e tutte in pericolo.  

Con un'arroganza che non le è mai venuta meno, la chiesa, la più feroce e sadica organizzazione criminale  del Pianeta, sta attentando alla libertà di pensiero, uno dei cardini della democrazia.

E lo Stato italiano in barba a una costituzione sempre più calpestata ,non solo è connivente ma sostiene e difende  queste posizoni.


Così stamattina quando uno sparuto gruppo di cittadini e cittadine italiane, una quindicina in tutto, uomini e donne, omosessuali ed eterosessuali, ha pacificamente manifestato a piazza San Pietro, alzando alcun cartelli di protesta, ecco qual è stata la reazione delle forze dell'ordine.




Alessandro Gilioli, tra i manifestanti, ha scritto su Facebook:
"Al momento siamo trattenuti dalla polizia di Stato in piazza San Pietro dopo pacifico e silenzioso innalzamento cartelli durante l'Angelus. I cartelli in quattro lingue dicevano solo: "Sono le armi e non le unioni gay a minacciare la pace". Ovviamente ce li hanno strappati (non con le buone, diciamo) e ora ci tengono educatamente qui".
Dopo i controlli di rito, il gruppo è stato rilasciato: "Ci hanno fermato per un'ora - ha spiegato successivamente Gilioli - dopo un po' di strattoni per tentato pacifismo. Cartelli strappati, ovviamente. E noi che avevamo rispettosamente aspettato che Sua Santità finisse l'Ave Maria per alzare i cartelli".

Una foto dei cartelli esposti in Vaticano è stata pubblicata anche da Gianfranco Mascia, anche lui tra gli organizzatori della protesta pacifica:




"Il corpo del reato. Questi sono i messaggi che fanno paura al Vaticano. "Gay unions don't harm peace. Weapons do it", "Les armes, pas les unions homosexuelle, menacent la paix.", "Las bodas homosexuales no afectan la paz, las armas si", "Le unioni gay non danneggiano la pace. Le armi sí". Che sovversivi che siamo"
L'attacco della chiesa alla democrazia e al pluralismo di pensiero è totale e riguarda tutte e tutti, anche le stesse persone cattoliche che pur partecipando alla vita cattolica non seguono tutti i precetti di una religione che, non dimentichiamocelo, mangia il corpo e beve il sangue del figlio del proprio dio.

Eppure stamane solo quindici persone si sono sentite in dovere di protestare.

Adesso, a parte la solidarietà di classe, che dovrebbe far muovere le persone anche quando non sono  messi in pericolo i propri diritti in particolare, perchè i diritti o sono di tutti o non sono, io mi chiedo e vi chiedo:

Dove erano le donne, quelle che la chiesa non vorrebbe far abortire, riconsegnandole alle mammane e agli aborti clandestini?

Dove erano le donne che la chiesa non vorrebbe far emancipare costringendole a un matrimonio indissolubile?


Dove sono tutte le persone che, vivendo in maniera diversa da come la chiesa vuole che esse vivano, sono dalla stessa accusate di essere un attentato alla pace e una ferita all'umanità?

Ogni volta che usiamo un preservativo, ogni volta che facciamo l'amore non per procreare, ogni volta che amiamo qualcuno che non è gradito dalla chiesa, ogni volta che compiamo una ricerca scientifica secondo parametri che la chiesa non considera etici (le staminali, la procreazione assistita, etc.) la chiesa ci accusa di essere contro la pace.

E, badate bene, la chiesa non lo dice dall'altro di una convinzione di fede lo impone pretendendo una universalità senza scampo e senza replica.

Il più grande totalitarismo del pianeta è la religione cattolico apostolica.

In passato la chiesa ha ucciso, imposto, sindacato, processato, censurato.

Oggi non può solo perchè non glielo permettono.

Però si permette di svuotare una legge di stato di ogni efficacia cancellando il diritto delle donne all'aborto con la obbiezione di coscienza rivendicando questo diritti come diritto positivo alla religione.

Eppure in piazza San Pietro a protestare ci sono solo 15 persone?!

Dove siete tutti e tutte?

Che cosa dobbiamo aspettare ancora prima di scendere in piazza e cancellare dalla faccia della terra questa feccia di maschi subumani?

Dobbiamo farlo finché siamo in tempo.

Altrimenti presto ci troveremo in casa la polizia che ci chiederà perchè domenica mattina non siamo andati a messa.

E pensare che c'è ancora qualcuno che mi ha rinfiacciato di avere scritto sui miei post delle bestemmie.

Il vaticano e la religione cattolica sono la più grave minaccia alla razionalità e al benessere del genere umano.

FERMIAMOLA FINCHÉ' SIAMO IN TEMPO. 

FERMIAMOLA FINCHÉ' POSSIAMO.


fonti usate per questo post


Non si possono fermare le nuvole

Huffington post

26 novembre 2012

Casablanca compie 70 anni



Melange perfetto di toni, generi, archetipi e stereotipi dell'immaginario collettivo, presenta una memorabile galleria di personaggi grandi e piccoli.
La più sottile opera di propaganda antinazista realizzata durante la guerra e la più decisiva eccezione alla teoria del cinema d'autore.
Vinse 3 Oscar (film, regia, sceneggiatura). Tratto da Everybody Comes to Rick's, commedia di Murray Burnett e Joan Allison mai messa in scena, sceneggiato dai Julius J. (1909-2000) & Philip G. (1909-52) Epstein e Howard Koch.

In Italia uscì solo alla fine della guerra (come tutti i film made in USA dal 1939 in poi), censurato nei dialoghi più caldi per l'Italia: eliminati i riferimenti ai fascisti italiani e tolto il personaggio del capitano Tonelli che all'aeroporto fa il saluto romano.
Il regio decreto-legge del 4 settembre 1938, n. 1389, chiamato "legge Alfieri" dal nome del Ministro della Cultura Popolare, introdusse tra le altre misure il monopolio dell'Enic (l'Ente Nazionale per le Industrie Cinematografiche, fondato nel 1935) per "l'acquisto, l'importazione e la distribuzione dei filmi cinematografici", imponendo così l'autarchia distributiva.
Le quattro principali major di Hollywood (20th Century Fox, Metro-Goldwyn-Mayer, Paramount e Warner Bros.) si ritirarono dal mercato italiano a partire dall'1 gennaio 1939. Il numero dei film americani importati in Italia si ridusse da 162 nel 1938 a 64 nel 1939 fino a scendere a soli 36 nel 1940 (per poi sparire quasi del tutto l'anno successivo), con un impatto economico evidente se si pensa che nel 1938 i film americani rappresentavano il 73,5% degli incassi complessivi del mercato italiano.





Titolo originale Casablanca
Lingua originale inglese, francese, tedesco, italiano
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1942
Durata 102 min
Colore B/N
Audio sonoro
Rapporto 1.33:1
Genere drammatico, romantico
Regia Michael Curtiz
Soggetto Murray Burnett, Joan Alison (opera teatrale)
Sceneggiatura Julius J. Epstein, Philip G. Epstein, Howard Koch
Produttore Hal B. Wallis per Warner Bros
Distribuzione (Italia) Warner Bros (1946)
Fotografia Arthur Edeson
Montaggio Owen Marks
Effetti speciali Lawrence W. Butler
Musiche M.K. Jerome, Jack Scholl, Max Steiner (musiche originali), Herman Hupfeld ("As Time Goes By")
Scenografia Carl Jules Weyl
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Frase in italiano Frase in inglese Pronunciata da:
«Alla tua salute, bambina» Here's looking at you, kid. Rick
«Louis, penso che questo sia l'inizio di una bella amicizia» Louis, I think this is the beginning of a beautiful friendship. Rick
«Suonala, Sam. Suona... Mentre il tempo passa» Play it, Sam. Play "As time goes by" Ilsa
«Fermate i soliti sospetti» Round up the usual suspects Cap. Renault
«Avremo sempre Parigi.» We'll always have Paris Rick
«Con tanti ritrovi nel mondo, doveva venire proprio nel mio» Of all the gin joints in all the towns in all the world, she walks into mine Rick     

16 ottobre 2012

16 ottobre del 1943, il sabato nero del ghetto di Roma.

16 ottobre del 1943.
Ultima tappa di un triste itinerario iniziato nel settembre del 1938 con la promulgazione delle leggi razziali.
Alle 5.15 del mattino le SS invadono le strade del Portico d'Ottavia a Roma e rastrellano 1024 persone, tra cui oltre 200 bambini.

Alle 14.05 del 18 ottobre un treno di diciotto vagoni piombati partirà dalla stazione Tiburtina per portarli, dopo un viaggio di 6 giorni al campo di concentramento di Auschwitz in territorio polacco.
Solo quindici uomini e una donna (Settimia Spizzichino) ritorneranno a casa.

Nessuno dei duecento bambini è mai tornato...
 
Si è discusso a lungo, in sede storica, sulle leggi razziali.  Si è voluta sostenere una distinzione tra il periodo della “persecuzione dei diritti”, relativamente agli anni tra il 1938 e il 1943, e il periodo della “persecuzione delle vite”, tra il 1943 e il 1945.


Sta di fatto che i due periodi si saldarono tra loro, proprio in quel tragico ottobre 1943.
La deportazione degli ebrei fu possibile in maniera così radicale e rapida perché questi italiani “invisibili” erano già stati isolati e ben identificati con le leggi razziali.

Oggi la maggior parte degli storici concorda nel ritenere che le leggi del 1938 non furono un caso, ma rappresentarono la prevalenza di alcuni elementi della storia italiana e del regime fascista.
Le vicende degli ebrei romani rivelano, infatti, la dolorosa e progressiva presa di coscienza della persecuzione, non come un’imposizione dello straniero, ma come un dramma italiano, quello di italiani contro italiani.

Quando la razzia degli ebrei romani è compiuta dai tedeschi, compaiono sempre alcuni italiani come collaboratori, delatori, complici e, talvolta, veri persecutori.

In Italia furono eseguiti 1898 arresti di ebrei da parte di italiani, 2489 da parte di tedeschi, 312 vennero compiuti in collaborazione tra italiani e tedeschi, mentre non si conosce la responsabilità dei rimanenti 2314*.

Certo non tutti gli italiani condividevano la persecuzione nei confronti degli ebrei: probabilmente la maggioranza era contraria. Non solo una diffusa contrarietà ma pure con significativi episodi di solidarietà verso i perseguitati.

Lo Stato dichiaratamente antisemita era spesso contraddetto, a livello pratico, alla gente che non lo seguiva.

Per richiamare le parole del rabbino Toaff: «Vi fu antisemitismo di Stato e non di popolo».

(dal sito 16 ottobre 1943)
 
 

15 ottobre 2012

Sull'articolo della Stampa di Rosalba Miceli Lo stress del bambino quando la mamma lavora : Quando il titolo insinua un giudizio sessita e maschilista.


Nell'articolo Lo stress del bambino quando la mamma lavora si vuole parlare di John Bowlby (1907 - 1990) uno psicoanalista che credeva la salute mentale e i problemi comportamentali umani fossero da attribuire alla prima infanzia. Bowlby propose la teoria evolutiva dell'attaccamento suggerendo come bambini e bambine nascono biologicamente pre-programmat*  a costituire attaccamento con le altre persone perché questo ne facilita la sopravvivenza.
Bowlby ipotizzò che madre e infanti hanno sviluppato un bisogno biologico si rimanere in contatto una con l'altr* e che la mancanza di questo contatto può far insorgere problemi emotivi e comportamentali bel bambino e nella bambina.

Per parlare (male) delle teorie di  Bowlby Rosalba Miceli la prende alla larga e parte da un gruppo di madri che lavorano - non donne che lavorano e sono anche madri - e quindi hanno lasciato il figlio (o la figlia) in mani altrui.

Poco più della metà dell'articolo infatti racconta (non si sa su quali basi, se di fantasia o di esperienza) il vissuto di alcune donne che, lavorando, non portano i figli con loro per poi introdurre le teorie di Bowlby (che instaurava un diretto collegamento tra comportamenti asociali e separazione prematura dalla madre) facendo tornare indietro l'emancipazione femminile di almeno 60 anni quando le donne cioè erano relegate ai lavori donneschi della cucina, gli unici che le rendevano sempre disponibili in casa con la prole, dimenticando che oggi, nel 2012 i figli e le figlie vanno già dopo i primi mesi di ivta in asilo nido e non perchè le madri, snaturate, lavorano, ma per sviluppare i Campi d'esperienza tramite i quali si delineano diversi saperi:
  • Il sé e l'altro

  • Il corpo in movimento

  • Linguaggi, creatività ed espressione

  • I discorsi e le parole

La famiglia viene oggi affiancata e integrata da una compartecipazione collettiva dove bambini e bambine crescono e si educano al pluralismo e si sottraggono così ai dogmatismi dei singoli genitori in un confronto plurale e open-minded.

Nell'articolo in questione sembra invece che la responsabilità su come crescerà la prole sia di unica pertinenza e responsabilità materne e che il problema principale sia quello ricordato dal titolo:  se la mamma lavora il bambino (mai la bambina) si stressa.

Invece chi legge queste sciocchezze si incazza.

10 ottobre 2012

Il fanatismo religioso di One Million Moms e il giornalismo d'accatto di Libero

La notizia fa schifo prima ancora che per il suo contenuto per come la riporta Libero che titola
Mamme anti-gay contro J. Lo: nel suo show due lesbiche La cantante portoricana produce The Foster, serie Tv su coppia omo che vuole avere un figlio
J-Lo è una cittadina americana (è nata a New York) e  casomai è di origini portoricane, ma il razzismo di Libero lo si conosce bene.

Lo show in questione è una serie tv The Foster  cui si sta ancora lavorando alla pre produzione (cioè non si è ancora girata nemmeno una scena).

L'associazione che ha preso di mira The Foster è One Million Moms 
un gruppo di repubblicane fanatiche religiose  che per boicottare le fiction tv cui sono contrarie manda mail agli inserzionisti (alle industrie che comprano spazi pubblicitari in quel programma), chiedendo di non farlo più.

Tra i principi di questa associazione si legge:
Mom, are you fed up with the filth many segments of our society, especially the entertainment media, are throwing at our children? Are you tired of all the negative influences our children are forced to contend with? If so, we urge you to become a member of OneMillionMoms.com.
OneMillionMoms.com was begun to give moms an impact with the decision-makers and let them know we are upset with the messages they are sending our children and the values (or lack of them) they are pushing.
Our goal is to stop the exploitation of our children, especially by the entertainment media (TV, music, movies, etc.). Mom, OneMillionMoms.com is the most powerful tool you have to stand against the immorality, violence, vulgarity and profanity the entertainment media is throwing at your children. It is time to fight back1!
Immorality, violence, vulgarity and profanity. Come non essere d'accordo?

Vediamo  le motivazioni che hanno spinto l'associazione a boicottare The Foster

ABC's Family Channel has several anti-family programs, and they are planning on adding to that growing list2.
Qual è questo telefilm anti famiglie?
a series pilot from Jennifer Lopez's production company, Nuyorican, about a lesbian couple and their diverse family. (...)  A premiere date has not been set, but One Million Moms wanted to sound the alarm about this new series. It will be airing on the network soon unless we do something about it. They are in the beginning stages.
ABC Family reported the comedy-drama pilot, working with the title "The Fosters," is about two women raising a "21st century," multi-ethnic mix of foster and biological kids. While foster care and adoption is a wonderful thing and the Bible does teach us to help orphans2,
 and the Bible does teach us to help orphans!!!
this program is attempting to redefine marriage and family by having two moms raise these children together. One Million Moms is not sure how the explanation will be given on how the biological children were conceived. None of this material is acceptable content for a family show2.
Libero omette di riferire i motivi più importanti per i quali One Million Mom vuole boicottare un telefilm del quale non ha nemmeno visto un minuto... (alla faccia della censura preventiva!).
Hollywood is continuing to push an agenda that homosexuality is acceptable when scripture states clearly it is a sin. As Christians, the Bible also says that we must speak up against sin. If we remain silent then we are guilty of sin also3.
Insomma Libero non presenta l'associazione come un gruppo di cristiani fanatici che pensa che l'omosessualità sia un peccato ma un'associazione che è contro le lesbiche.

One Millions Moms si propone come riferimento per le madri intimorite dalle possibili influenze che il mondo dello spettacolo e dell'intrattenimento possono avere nella formazione dei figli. Per questo motivo monitora la televisione, raccogliendo segnalazioni e lanciando campagne. Già in passato ha protestato contro The New Normal, serie della Nbc che ha per protagonisti una coppia di gay.
Di The New Normal  ho avuto modo di parlare durante l'ultimo il fiction fest. A proposito della preoccupazione che questi programmi posso avere una cattiva influenza sui bambini e le  bambine ecco cosa si legge nella campagna di boicottaggio contro quest'altro telefilm.

"The New Normal" is about a homosexual couple who hire a surrogate to have their baby. Through the character of the grandmother, the show mocks anyone who disagrees with their sinful lifestyle choice. The show refers to those who oppose their decision as intolerant and a bigot.
The third episode was mostly a political debate largely pro-Obama and anti-Romney. Planned Parenthood, women's right (it never came out and said pro-abortion but it was obvious what the program was referring to), same-sex marriage, and healthcare for all were the controversial topics discussed during the 30 minute episode. The show was a platform for the liberal agenda. The program was also extremely racist and made anyone who has traditional values appear to be racist. This is a false representation. The twist at the end was when an African-American man revealed he was a Republican. The show is demeaning to conservatives and degrading to the black community.
(...)
NBC is using public airwaves to continue subjecting families to the decay of morals and values, belittling the sanctity of marriage and attempting to redefine marriage. This program is harmful to our society and damaging to our culture.
Millions of Americans strongly believe that marriage should be between one man and one woman. In fact, thirty-two states have voted in defense of traditional marriage between one woman and one man. Out of the states who voted, it is 100% in favor of traditional marriage.NBC's "The New Normal" is attempting to desensitize America and our children4.
Il corsivo è mio. 25 righe di discorsi altamente politici e religiosi e una brevissima menzione alla fine ai children... E Libero non ne fa menzione.

Democratici e tolleranti non c'è che dire! Ma almeno One Million Mom ha il coraggio delle proprie opinioni.
Quelli di Libero invece ingannano e forniscono informazioni parziali.
Come al solito.





per voi che non leggete l'inglese

1 Mamma, sei stufa dell'immondizia che segmenti della nostra società, in particolare i media di intrattenimento, stanno gettando ai nostri figli? Sei stanca di tutte le influenze negative cui i nostri figli sono costretti a fare i conti ? Se è così, Ti invitiamo a diventare un membro di OneMillionMoms.com.

     OneMillionMoms.com è stata fondata per dare una capacità di impatto alle mamme con chi prende le decisioni e far loro sapere che sono arrabbiate con i messaggi che stanno inviando ai nostri figli ed il tipo di  valori (o la mancanza di essi) che stanno promuovendo.

     Il nostro obiettivo è quello di fermare lo sfruttamento dei nostri figli, soprattutto da parte dei media di intrattenimento (TV, musica, film, ecc.) Mamme, OneMillionMoms.com è lo strumento più potente che avete per andare contro l'immoralità, la violenza, la volgarità e le parolacce che l'intrattenimento multimediale sta gettando ai vostri figli. E' tempo di reagire!
2 Il Canale ABC Family ha diversi programmi anti-famiglia, e stanno pensando di aggiungerne altri alla lista.
[The Foster è] Il pilota di una nuova serie prodotto dalla società  di Jennifer Lopez, Nuyorican, su una coppia lesbica e la sua famiglia diversa. (...) Ancora non è stata indicata la data della messa in onda ma One million Mom ha voluto suonare l'allarme in merito a questa nuova serie. Anche se sono nelle fasi iniziali Sarà in onda sulla rete presto se non facciamo qualcosa al riguardo. 

     ABC Family ha riferito che il pilota edlla nuova seriet tv in lavorazione con il titolo "The Foster" parla di due donne che allevano un mix del 21° secolo, una familgia multi-etnica di bambini in affido e di bambini biologici. Mentre laffido e l'adozione sono una cosa meravigliosa e la Bibbia ci insegna ad aiutare gli orfani,
questo programma sta tentando di ridefinire il matrimonio e la famiglia tramite la srtoia di due mamme che crescono questi figli insieme. One million Mom non è sicuro di come la spiegazione sarà data su come i figli biologici sono stati concepiti. Niente di tutto questo materiale ha un  contenuto accettabile per uno show familiare.


3 Hollywood continua a promuovere un ordine del giorno che affermi che l'omosessualità è accettabile quando le Sacre Scritture affermano che è un peccato. Come cristiani, la Bibbia dice anche che dobbiamo parlare contro il peccato. Se rimaniamo in silenzio, allora siamo colpevoli di peccato anche noi.

4 "The New Normal" parla di una coppia omosessuale che cerca una donna che faccia loro da madre surrogata per il loro bambino. Attraverso il personaggio della nonna, il teelfilm prende in giro chi non è d'accordo con la loro scelta di vita peccaminosa e si riferisce a coloro che si oppongono alla loro decisione come a persone intolleranti e bigotte.

Il terzo episodio è stato per lo più un dibattito politico in gran parte pro-Obama e anti-Romney. dalla citazione della associazione Planned Parenthood, ai diritti delle donne (sebbene la parola non sia mai venuta fuori era chiaro ciò che il programma è pro-aborto), il matrimonio tra persone dello stesso sesso e l'assistenza sanitaria per tutti sono stati i temi controversi discussi durante l'episodio di 30 minuti.
Lo spettacolo è stato una piattaforma per l'agenda liberale. Il programma è stato anche estremamente razzista e ha reso chiunque abbia valori tradizionali come se fosse razzista. Si tratta di una falsa rappresentazione. Come quando alla fine un uomo afro-americano ha rivelato che era un repubblicano. Un telefilm avvilente per i conservatori e degradante per la comunità nera.

(...)

NBC sta utilizzando onde radio pubbliche per continuare a sottoporre le famiglie al decadimento della morale e dei valori, sminuire la santità del matrimonio e il tentativo di ridefinire il matrimonio. Questo programma è dannoso per la nostra società e dannoso per la nostra cultura.

Milioni di americani sono infatti convinti che il matrimonio deve essere tra un uomo e una donna. In realtà, 32 stati hanno votato in difesa del matrimonio tradizionale tra una donna e un uomo. Fuori degli Stati che hanno votato, il 100% è a favore del matrimonio tradizionale "The New Normal" sta tentando di desensibilizzare l'America e i nostri figli.

  

bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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