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2 agosto 2013

Ratman di Leo Ortolani un maschilista da censurare perchè arriva alla gioventù e la diseduca


 

Ratman nei panni di Harry Potter, scopre che un ragazzo dalle apparenze femminee si Chiama Bastondoro. E il suo ano si chiude.

Queste due strisce di Leo Ortolani compaiono nella Rat agenda in edicola e in fumetteria adesso, pubblicata per le edizioni Panini, e pensata per un pubblico studentesco data l'organizzazione scolastica con tanto di spazio per l'orari provvisorio e definitivo.

Le vignette sono tratte dalla rivista Ratman n°88, del gennaio 2012 e sono un concentrato di machismo maschilista,  fallocentrico e patriarcale.

Quattro vignette che propalano tantissimi pregiudizi e luoghi comuni per i quali accuso Leo Ortolani di corrompere i giovani e istigare al maschilismo patriarcale e di essere degno del più squisito discepolo di Mussolini il duce morto ammazzato e appeso a testa in giù.

Il riferimento diretto di Bastondoro è Silente, che in inglese è Dumbledore del quale l'autrice della saga ha detto essere gay.

Al di là del riferimento nella prima vignetta Ratman pensa di trovarsi di fronte a una ragazza solamente perchè ha i capelli lunghi e biondi, contento che il collegio in cui si trova non ci siano solo di maschi.

Così Ratman ci prova con la presunta ragazza solo perchè pensa che sia donna e quando Bastondoro si gira Ratman crede ancora che sia una ragazza chiamandolo bellezza.

Solo il nome esplicito lo fa cambiare d'avviso. E il suo ano si chiude appena sente il riferimento a un membro maschile (che non sia il suo evidentrmente).

Con quattro vignette Ortolani corrompe gli e le studenti confermando e facendoli ridere su alcuni dei più pensati pregiudizi maschilisti.

1) se sei maschio ma porti i capelli lunghi ti prendono per femmina.

2) se sembri femmina ma hai il cazzo quel cazzo è un pericolo per ogni machio e più precisamente per il culo di ogni maschio. Tant'è che di fronte a quel pericolo l'ano si chiude da sé.

3) chiunque ha il cazzo  lo usa per penetrare

4) i maschi non usano il proprio ano come strumento di piacere.

5) L'omosessualità (maschile) è vista come esaltazione della penetrazione di un maschio ai danni di un altro maschio.

6) Il maschio che sembra femmina ma ha il cazzo è attivo ha un supercazzo e cerca buchi di culo maschili sprovveduti.


Nessuno di questi punti è vero. Ognuno di essi è facilmente smontabile e per questo accuso Ortolani di corrompere la gioventù.

1) se sei maschio ma porti i capelli lunghi ti prendono per femmina.

Non sono i capelli lunghi a dirimere l'identità sessuale, né alcun altro fattore estetico del corpo o del vestire umani.

In ogni caso non ci sono divieti per nessuno dei sue sessi di poter integrare o assumere comportamenti o aspetti esteriori ritenuti attribuibili all'altro sesso.

Un uomo coi capelli lunghi non è come una donna coi capelli lunghi proprio come una donna coi capelli corti non è come un uomo coi capelli corti.

I capelli lunghi e i capelli corti di per sé sono asessuati e acquisiscono una connotazione sessuata solo grazie a chi li porta.

Ognuna e ognuno è libero di avere l'aspetto che meglio crede. E se questo aspetto non permette di determinare icasticamente la propria identità sessuale questo non connota necessariamente una ambiguità ma può anche esercitare una forma di fascino e seduzione. Se si hanno dubbie si deve per forza determinare  basta chiedere.


2) se sembri femmina ma hai il cazzo quel cazzo è un pericolo per ogni maschio e più precisamente per il culo di ogni maschio.

Se il cazzo è pericoloso ogni cazzo lo è sempre e comunque. 
Ogni cazzo può essere un pericolo per il culo di un altro maschio.
Non solamente il cazzo di un uomo che sembra femmina.
Perchè non è vero che un maschio è attratto da un altro maschio solo se questo sembra femmina ed è tratto dunque in inganno.
Ci sono dei maschi che sono attratti da altri maschi come loro.

3) chiunque ha il cazzo  lo usa per penetrare

Il cazzo non va solo in culo può andare dappertutto, anche in bocca in mano in mezzo alle cosce sotto le ascelle tra i piedi i seni e ovunque altro posto possa piacere a chi lo dà e a chi lo riceve. Il cazzo può essere usato anche non in un contesto penetrativo.

Ognuna e ognuno usa il proprio corpo e quello altrui in un rapporto paritario di consensienza come meglio crede.

Se non tutte hanno il cazzo tutti e tutte hanno il culo che può essere stimolato in mille modi non solo con il cazzo ma anche con la lingua con le dita o con piccoli medi o grandi oggetti.
Ognuna e ognuno può stimolare il culo propri e o altrui.

4) i maschi non usano il proprio ano come strumento di piacere.
L'uso dell'ano non connota l'identità sessuale di una persona, visto che l'ano lo abbiamo tutte e tutti e non connota nemmeno l'orientamento sessuale.

Un uomo etero può trovare la stimolazione anale, autoerotica o fatta dalla partner piacevole allo stesso modo di un uomo bisex o di un uomo gay.

Non è l'uso del proprio corpo che ci rende di un determinato orientamento sessuale, ma l'eccitazione, la preferenza, l'affinità spirituale che si manifesta per uno o l'altro sesso o per entrambi con le quali godiamo del nostro e dell'altrui corpo.

Un uomo al quale piace farsi stimolare l'ano da una donna rimane etero proprio come l'uomo al quale piace farsi stimolare il cazzo da un altro uomo è gay.



5) i maschi non usano il proprio ano come strumento di piacere.

La stimolazione anale è un piacere  di tutte e tutti. Avere riserve sul suo uso non connota l'orientamento sessuale ma, al limite, solo una censura sul proprio corpo sessuato. Un uomo può provare piacere o no dalla stimolazione anale a prescindere dal suo orientamento sessuale. Ci sono etero ai quali piace la stimolazione anale proprio come ci sono gay ai quali non piace.


Mediamente un maschio etero pensa che un gay voglia scoparselo e non pensa mai che possa essere interessato al suo cazzo e non al suo culo.

Un maschio che non usa il suo cazzo ma cerca il cazzo dell'altro maschio non è per questo meno maschio né, tanto meno, è per questo, una femmina.

La penetrazione non è l'asse portante della sessualità e soprattutto non riguarda solo il maschio. Anche le donne possono essere penetrative con la lingua con le dita con le mani o con dei cazzi posticci.

Un maschio rimane maschio anche se non usa il cazzo proprio come la femmina rimane femmina anche se usa uno strap-on.

5) L'omosessualità è vista come esaltazione della penetrazione di un maschio ai danni di un altro maschio.


Il cazzo  ha altre funzioni oltre quella penetrativa e tutte le funzioni del cazzo posso essere investite di un portato sessuale (pissing, smegma etc). Lo stesso vale per la fica che non funziona solo per essere penetrata  ma può essere stimolata in mille altri modi, con la lingua, con le dita, con le mani, coi piedi, con oggetti etc.

6) Il maschio che sembra femmina ma ha il cazzo è attivo ha un supercazzo e cerca buchi di culo maschili sprovveduti.






Se smettiamo di usare la penetrazione anale come espressione di sottomissione, di sconfitta, di punizione, di umiliazione, ma al contempo come esaltazione della mascolinità della potenza del cazzo togliamo importanza alla costruzione  fallocentrica della sessualità, dove ci sono attivi e passivi maschi (portatori di cazzo) e femmine (non portatrici di cazzo).
Il corpo maschile e quello femminile rimangono differenti nelle rispettive fisiologie ma le rispettive caratteristiche anatomiche e la differenza della fisiologia del piacere non è mai normativa ma solo descrittiva.

Ecco gran parte (ma non tutto...) di quel che implica una semplice infelice maschilista patriarcale fallocentrica omofobica battuta di merda.


Boicottiamo Leo Ortolani. Censuriamolo. Impediamogli di continuare a propagare una ideologia che offende tutti uomini e donne etero gay  e bisex.





16 luglio 2013

Anche gli e le studenti godono dell'articolo 3 della nostra Costituzione. Su un articolo fascistissimo del Messaggero sul rogo del liceo Socrate di Roma

I fatti sono noti. All'alba del 13 luglio un incendio doloso è stato appiccato al Liceo Socrate di Roma che ha distrutto o danneggiato otto aule al primo piano dell’edificio, compresi computer, lavagne e libri (fonte il fatto quotidiano).

Non si conosce l'identità di chi ha appiccato l'incendio. Eppure per il messaggero è chiaro chi è stato.



Un elenco di nomi di «schegge impazzite», studenti che potrebbero aver avuto voluto dare fuoco al Socrate. Una blacklist di potenziali sospetti, all'interno della stessa scuola. Ieri mattina, subito dopo il vertice interistituzionale che si è tenuto nell'istituto della Garbatella, il preside, Vincenzo Rudi, si è presentato in Questura, poco prima dell'ora di pranzo, negli uffici della Digos. Nessuna lista in mano, ma vari nomi in testa. A cominciare da quell'A.G., l'alunno di Lotta Studentesca (formazione di estrema destra) di 17 anni, bocciato 2 volte e ostile ai progetti contro l'omofobia messi in campo in questi ultimi anni scolastici.
Eppure, nello stesso articolo il preside dichiara

«Le indagini sono in corso, non sappiamo chi e quanti hanno fatto questo atto incivile, non c'è stata alcuna rivendicazione»

Insomma una vera caccia al piromane, meglio se di destra e omofobo. Poi se bocciato due volte sciuramente più qualificato a apiccare un incdendio doloso.
Anche io sono stato bocciato due volte al liceo, dunque anche io sono un papabile sospetto?

Bisogna ricordare al preside e a  Lorenzo De Cicco e Marco Pasqua i gossipisti che hanno firmato l'articolo che in Italia vige la presunzione di innocenza finché i fatti non sono dimostrati. Secondo questo modo di fare delazionista di mussoliniana memoria basta appartenere a un gruppo di destra o essere bocciati per essere tra i papabili sospetti.

«Ho riferito di alcuni giovani che si sono contraddistinti per comportamenti indisciplinati, in alcuni casi si tratta di ragazzi legati a movimenti estremisti e violenti. Non dico che siano loro ad avere appiccato il rogo. Questo lo stabilirà la polizia». 
Questo dichiara il preside nello stesso articolo che titola ecco la blacklist dei sospettatiSempre il preside ha dichiarato
«Ovviamente non sta a me fare collegamenti tra chi ha fatto una scritta omofoba e chi ha incendiato il liceo. Sono azioni che considero ben distinte. Anche perché la prima è stata firmata da un movimento politico, mentre l’altra non è stata rivendicata». 
Allora perchè non tace e lascia lavorare la Digos in pace?

Perché il Messaggero invece di organizzare cacce all'incendiario di dubbia natura non solo ontologica ma anche legale (intralcio alla giustizia, diffamazione) non informa riportando i fatti e non le opinioni?

Io mi sento in dovere di difendere A.G., l'alunno di Lotta Studentesca (formazione di estrema destra) di 17 anni, bocciato 2 volte e ostile ai progetti contro l'omofobia
additato come possibile (e dunque probabile) autore dell'incendio perchè anche questa è una forma di pregiudizio e da persona gay discriminata per il pregiudizio omofobico sono contrario a ogni forma di pregiudizio.


Tanto la verità, l'oggettività, la trasparenza dell'informazione non sono elementi comuni di tutta la nostra stampa.

L'interpretazione diventa la realtà e l'interpretazione si basa non su un proprio punto di vita ma su di una partigianeria a priori che rende cechi sordi e disposti a mentire pur di difendere la propria parte, che poi, spesso, non si capisce qual è.

Così se c'è chi afferma, come ZIngaretti:

«Colpendo il liceo Socrate si cerca di attaccare un simbolo che si è distinto per iniziative contro l'omofobia, vincendo a tal proposito, il concorso Niso, un progetto europeo studiato per combattere proprio questo tipo di discriminazioni - fa notare Zingaretti - Le scritte dei mesi scorsi e l'episodio odierno, non devono però fermare questi ragazzi nella loro battaglia per la legalità e per la valorizzazione delle diversità. Noi saremo al loro fianco senza abbassare la guardia» (fonte l'unità)
facendo un collegamento troppo ideologico e poco basato sui fatti (per quel che ancora se ne sa) il Tempo, giornale di destra, minimizza così:

Le piste, dunque, restano tutte aperte, anche se col passare delle ore si tenderebbe ad escludere il movente politico od omofobo, come fanno notare dall’istituto «è già successo ma hanno sempre lasciato una firma, al fatto seguivano le rivendicazioni». Si accrediterebbe invece l’ipotesi di una ritorsione isolata legata a motivi personali, di uno studente deluso dai risultati scolastici o che comunque nutriva risentimento nei confronti della scuola.
Si brucia la scuola perchè quella scuola combatte l'omofobia, o si brucia la scuola perchè si è stati bocciati, il sociale contro il privato classica distinzione ideologica tra sinistra e destra.

Quel che nessuno sembra capire è che bruciare una scuola è un atto gravissimo di per sè e che, qualunque ne sia il motivo, il fatto che degli o delle studenti, se son stat* loro, brucino non solo un bene pubblico ma il posto dove sono stati e magari continueranno  a stare  è gravissimo di per sè, come atto da compeire, a prescidnere dalle motivazioni. Se uno, una,  o più minori bruciano la scuola il Socrate non è più quel campione di scuola modello se non riesce a educare al rispetto della cosa pubblica.
E la responsabilità non è certo solo della scuola ma di tutti e tutte noi che invece di chiederci come mai un diciassettenne può voler bruciare la scuola, pensiamo è un fascista omofobo, è un po sfigato bocciato, e siamo con la coscienza a posto.


In ogni caso non si può fare dei fascisti noti in capro espiatorio.

Primo perchè anche a scuola c'è una maggioranza silenziosa che la pensa magari come A.G. (che chissà come la pesa davvero, qualcuno ha pensato  a intervistarlo visto che è stato messo in mezzo?) e poi l'omofobia e il razzismo non sono certo solo nella scuola o in A.G.

A.G. rimane un cittadino, minore, studente, in formazione e che va educato, formato, non additato come capro espiatorio per pulire la coscienza di un paese razzista omofobo e maschilista come l'Italia.

Ma guarda un po' se mi tocca difendere pure i fasci, mo'!

15 ottobre 2012

Sull'articolo della Stampa di Rosalba Miceli Lo stress del bambino quando la mamma lavora : Quando il titolo insinua un giudizio sessita e maschilista.


Nell'articolo Lo stress del bambino quando la mamma lavora si vuole parlare di John Bowlby (1907 - 1990) uno psicoanalista che credeva la salute mentale e i problemi comportamentali umani fossero da attribuire alla prima infanzia. Bowlby propose la teoria evolutiva dell'attaccamento suggerendo come bambini e bambine nascono biologicamente pre-programmat*  a costituire attaccamento con le altre persone perché questo ne facilita la sopravvivenza.
Bowlby ipotizzò che madre e infanti hanno sviluppato un bisogno biologico si rimanere in contatto una con l'altr* e che la mancanza di questo contatto può far insorgere problemi emotivi e comportamentali bel bambino e nella bambina.

Per parlare (male) delle teorie di  Bowlby Rosalba Miceli la prende alla larga e parte da un gruppo di madri che lavorano - non donne che lavorano e sono anche madri - e quindi hanno lasciato il figlio (o la figlia) in mani altrui.

Poco più della metà dell'articolo infatti racconta (non si sa su quali basi, se di fantasia o di esperienza) il vissuto di alcune donne che, lavorando, non portano i figli con loro per poi introdurre le teorie di Bowlby (che instaurava un diretto collegamento tra comportamenti asociali e separazione prematura dalla madre) facendo tornare indietro l'emancipazione femminile di almeno 60 anni quando le donne cioè erano relegate ai lavori donneschi della cucina, gli unici che le rendevano sempre disponibili in casa con la prole, dimenticando che oggi, nel 2012 i figli e le figlie vanno già dopo i primi mesi di ivta in asilo nido e non perchè le madri, snaturate, lavorano, ma per sviluppare i Campi d'esperienza tramite i quali si delineano diversi saperi:
  • Il sé e l'altro

  • Il corpo in movimento

  • Linguaggi, creatività ed espressione

  • I discorsi e le parole

La famiglia viene oggi affiancata e integrata da una compartecipazione collettiva dove bambini e bambine crescono e si educano al pluralismo e si sottraggono così ai dogmatismi dei singoli genitori in un confronto plurale e open-minded.

Nell'articolo in questione sembra invece che la responsabilità su come crescerà la prole sia di unica pertinenza e responsabilità materne e che il problema principale sia quello ricordato dal titolo:  se la mamma lavora il bambino (mai la bambina) si stressa.

Invece chi legge queste sciocchezze si incazza.

17 marzo 2012

Dante, Gherush92 e la totale mancanza del senso della storia (e del ridicolo)

Oggi esiste una recrudescenza di antisemitismo e di razzismo. 

Sembra l'inizio di uno dei temi stentati dei miei studenti. Invece è l'incipit di un documento di Gherush92 Comitato per i Diritti Umani  un’organizzazione non governativa no profit che, tra gli innumerevoli titoli, è stata riconosciuta come . consulente speciale del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC).  
Insomma non proprio un gruppo di malinformati, eppure quello che scrivono oltre che risibile e razzista e storicamente imbarazzante. 
Cosa dicono questi coglioni patentati questi cerebrolesi senza preparazione alcuna, senza alcuna competenza in uno scritto non firmato dal titolo VIA LA DIVINA COMMEDIA DALLE SCUOLE?
Oggi esiste una recrudescenza di antisemitismo e di razzismo. Ebrei, Rom, immigrati, mussulmani, omosessuali avvertono e vivono una condizione di pericolo. Il razzismo non è mai stato veramente sradicato e viene trasmesso persino nelle scuole.
Antisemitismo e razzismo ma non omofobia, eppure l'omosessualità non è una razza, ma un orientamento sessuale. Del resto tutto l'impiego lessicale è discutibile, come quel immigrati, termine esso stesso razzista al quale è da preferire la descrizione meno etnocentrica di cittadini stranieri.






In questo scritto delirante e nazista nei metodi e nel merito in sostanza si accusano 

Le scuole, comprese quelle ebraiche ed islamiche, di insegnare testi antisemiti, sia nella forma che nel contenuto, sia nel lessico che nella sostanza. E qual è l'esmepio emblematica? la Divina Commedia. Si. Avete letto bene.
In sostanza si accusa dante di aver inserito nelle tre cantiche commenti antisemiti, antislamici e omofobici. I

E dopo aver sciorinato versi che comproverebbero queste accuse ridicole così avulse dal loro contesto storico si conclude dicendo che 
E’ uno scandalo che i ragazzi, in particolare ebrei e mussulmani, siano costretti a studiare opere razziste come la Divina Commedia, che nell’ invocata arte nasconde ogni nefandezza. Antisemitismo, islamofobia, antiromani, razzismo devono essere combattuti cercando un alleanza fra le vittime storiche del razzismo proprio su temi e argomenti condivisi come la diversità culturale.
Dunque lo scandalo del presunto razzismo,  antisemitismo e islamofobia (l'omofobia ripartisce dall'elenco) non è per tutti i cittadini e le cittadine di qualunque razza e credo religioso, ma in particolare per gli ebrei e musulmani. Come a dire che importa solo ai diretti interessati, ai discriminati, non a TUTTI e TUTTE come questione di civiltà, democrazia e prese di posizione antirazziste come fondamento del rispetto reciproco dell'umanità.

Il linguaggio oltre a essere razzista e corporativista è anche squisitamente maschilista  dove i ragazzi rappresentano tutta la categoria, anche quella delle ragazze, come se la questione del maschilismo della lingua sia scollegato dal razzismo e non abbia invece una matrice comune.


Non vale la pena di entrar nel dettaglio di quel che di cui si accusa Dante, fa solo paura, per la nullità del pensiero che c'è dietro, leggere che alcuni versi del Paradisosono
un’anticipazione delle legge razziali di epoca fascista (Arre), o che Certamente la Divina Commedia ha ispirato i Protocolli dei Savi Anziani di Sion, le leggi razziali e la soluzione finale fa dubitare della sanità mentale dei redattori di questo scritto.

Purtroppo fa dubitare anche delle Nazioni Unite.


E la richiesta al Ministro della Pubblica Istruzione, ai Rabbini e ai Presidi delle scuole ebraiche, islamiche ed altre (e a quelle laiche e pubbliche della Repubblica?) di espungere la Divina Commedia dai programmi scolastici ministeriali o almeno di inserire i necessari commenti e chiarimenti.

Già perchè questi pazzi furiosi hanno l'ardire di denunciare che
esiste una sorta di “negazionismo” che nega i contenuti razzisti nei programmi scolastici: la bellezza, secondo i canoni occidentali, tiranneggia qualsiasi messaggio e opere come la Commedia, acclamata come capolavoro dell’umanità, benché esprima inequivocabilmente contenuti razzisti, viene valutata per il suo valore estetico e simbolico. La Commedia è considerata opera di indiscusso valore universale, con buona pace degli studenti e dei professori ebrei ed islamici e della loro identità violata.
Questo scritto è stato ripreso anche dall'Agenzia Radicale  sito sul quale Florence Ursino arriva a coprirsi di ridicolo con dichiarazioni quali

In quegli endecasillabi, ora è chiaro, per niente a passo coi tempi.
Al passo con quali tempi? Conq uelli nsotri o quelli in cui la divina commedia è stata scritta? Già, ma quando è stata scritta la divina commedia? Florence non sembra saperlo se arriva a scrivere che
non abbiamo bisogno noi, illuminata società moderna, di testi che sembrano venuti fuori direttamente dal Medioevo.
Sembrano? Ma quei versi SONO venuti fuori dal medioevo essendo stati scritti tra il 1304 e il 1321!

Ora capisco che la democrazia significa dare diritto di parola a tutti ma vi prego prima di aprire fiato verificate almeno se il cervello è collegato!

11 marzo 2012

Il profondo, atavico patriarcal-fascismo degli italiani: sul discorso (disgustoso) di Valentino Alfano alla scuola di formazione del Popolo della Libertà

Nel video pubblicato da Repubblica, mentre Valentino Alfano, alla fine di un discorso rivoltante, fascista nella sua volontà di controllo totale della vita (e della morte) delle persone, affonda le sue fauci  (retoriche) sull'aborto dicendo che nella pancia di una mamma c'è un bambino con un cuore che batte e non un essere inanimato (come se la 190 dicesse il contrario...) le camere staccano da Alfano e inquadrano la platea di uditori.
Uomini, per un buon 85% (provate a distinguere le donne presenti).

Si ripete, ancora, e non sarà certo l'ultima volta, un macabro rito (macabro perchè decide del corpo altrui) di uomini che parlano di aborto stabilendo regole e standard che non riguarderanno ma il loro corpo o quello di altri uomini come loro, senza che le donne si facciano sentire, si difendano, intervengano, anche violentemente.

In un lucido e preciso intervento sul suo blog Elfobruno constata come
Alfano è degno figlio di un partito che è, a sua volta, la risultante della depravazione della politica italiana, ovvero il berlusconismo, l’errore storico più grande del nostro paese dopo il fascismo, ma in chiave tragicomica.

Invidio l'ottimismo di Elfobruno che vede nell'attuale sistema di rappresentanza politica italiano una degenerazione.

Io ci vedo la lineare discendenza di un paese che non è mai uscito davvero dal fascismo, non solo perchè ancora oggi, nel 2012 alcune leggi del ventennio sono leggi della Repubblica, ma, più in generale, perchè l'impianto sadico e patriarcale dell'ideologia che sottende al maschio padrone è ancora quello, duro e puro, di mussoliniana memoria. Non è stato scalfito dal 68 che ne è stato connivente e succedaneo, (basta vedere dove sono finiti molti dei suoi esponenti), senza dimenticare le posizioni del movimento sulla donna o sull'omosessualità, che era da condannare in quanto vizio borghese.

Nè dobbiamo dimenticarci dell'espulsione di Pasolini dal PCI, o del totale disinteresse del PCI durante il processo Braibanti. Nè dobbiamo illuderci che alcun partito politico, fatto di maschi, poco importa il loro orientamento sessuale, abbia mai sostenuto davvero la legge contro lo stupro che è diventato reato contro la persona e non la morale solamente nel 1996 (grazie a una donna..) e che ancora oggi la cassazione cerca di erodere nella sua portata etica e dunque politica.

Nemmeno il femminismo è riuscito a cambiare davvero la natura fascista delle italiane la cui emancipazione, che molte donne si sono conquistate a fatica, si è tradotta, per le generazioni successive, in un diritto a essere consumatrici proprio come lo sono i cittadini maschi.
Non soggetti politici  ma acritici consumatori ecco i cittadini di oggi.

Valentino Alfano rappresenta purtroppo il pensiero di molti (e di molte) italiani (italiane) che, per scelta e non per ingenuità o sprovvedutezza abbracciano un pensiero che, come nel medioevo, preferisce la morte alla vita, perché tramite quella controlla questa.

E non c'è nessuno in grado di opporre resistenza perchè non c'è un vero pensiero alternativo al patriarcal-fascismo di cui siamo tutte e tutti imbibiti da sempre.

Basta leggere le dichiarazioni sul discorso di Alfano per capire che anche i suoi avversari (sci!) politici sono fatti della stessa pasta. Nessuno mette in discussione i termini in cui Alfano affronta i cosiddetti temi etici, e, rispondendogli per le rime, senza riscrivere la sintassi del ragionamento politico, la grammatica di chi gestisce la cosa pubblica, di fatto avvalla e legittima quello schema mentale senza criticare il quale non si fa politica, non si fa opposizione.
d'altronde sono tutti attori costretti a recitare lo stesso copione, con lo stesso frasario, la stessa ideologia, perchè quel che si tee è di perdere il potere e i privilegi che derivano dalla rappresentanza politica dei cittadini.
Così Debora Serracchiani (pd) può dire
“Con tutto quello che sta succedendo intorno a lui, è un peccato che Alfano non trovi di meglio che usare gli slogan di Giovanardi”. “Alfano dovrebbe aver capito che i tempi sono cambiati e che non sarà per lo spauracchio dei temi etici che si divideranno o compatteranno partiti e coalizioni. Bisogna invece avere il senso delle priorità: questi sono tempi in cui i cittadini chiedono alla politica di tornare seria e concreta, e di risolvere i problemi pressanti del lavoro e del costo della vita”.
Serracchiani non capisce che accettando che aborto, testamento etico, tutela delle coppie di fatto (di cui quelle gay sono una timida percentuale, essendo in italia, dati dell'armai lontano 2006, oltre 500mila le coppie etero e con prole che non possono o non vogliono sposarsi) vengano affrontati con queste modalità e da questo punto di vista, avvalla il discorso ideologico di Alfano, facendolo anche suo. D'altrnde non è per qualunquismo che si dice che il PD pesca dalla stessa ideologa del PDL.
Basta leggere come commenta Anna Finocchiaro (capogruppo al Senato del Pd): 

"Fa parte del peggior repertorio berlusconiano evocare pericoli civili nel caso di vittoria degli avversari alle elezioni. E sinceramente non ci piaceva l’originale, figuriamoci le brutte copie. Invito Alfano, in evidente crisi di leadership e di argomenti, ad affermazioni di più consistente sostanza politica. Dire bugie e offendere gli avversari, e non solo, è uno sport già praticato dalla destra. Ma quello che è ancora più grave è che questa bassa propaganda sia fatta in questa fase in cui ci sarebbe bisogno di maggiore responsabilità. Per questo siamo preoccupati”.
Nnemmeno lei si sofferma sul modo ma solo sulla sostanza, legittimando anche lei, de facto, non solo l'ideologia che sottende il discorso di Alfano ma anche l'uso propagandistico di questi argomenti. Una propaganda atta non a fare ideologia (che quella la fai intavolando certi discorsi) ma a mantenere il proprio potere, unico scopo per cui tutti quelli riportato da Il fatto quotidiano dal quale ho preso le dichiarazioni che cito.

Anche persone di più alta cultura come Ignazio Marino che qualche parola la spende sull'ideologia di Alfano e sul modo di dirlo cade nella più trita retorica propagandistica leccando il culo (sporchissimo) agli italiani che non sono affatto come lui dice (mentendo) che siano altrimenti non si capirebbe Alfano, Giovanardi e gli altri da dove siano usciti fuori.
Le parole di Angelino Alfano sui matrimoni gay non dicono nulla di nuovo.  Semmai ci portano indietro ai periodi più bui del secolo scorso e confermano, se ce ne fosse il bisogno, la visione profondamente maschilista del PdL, facilmente orientata a guardare alla donna come ad un oggetto e agli omossessuali come persone di serie B. Per fortuna, la maggior parte degli italiani non si riconosce in questo punto di vista ma ritiene di far parte a pieno titolo dell’Europa, dove i diritti delle persone sono tutelati a prescindere dal genere, dall’orientamento sessuale, così come dalla nazionalità o dal credo religioso.
Alfano parla ancora a una parte della società conservatrice e minoritaria, non più in sintonia con l’Italia di oggi e con il resto d’Europa. Un paese che possa dirsi civile è un Paese dove tutti hanno pari diritti, non dove ci sono diritti speciali per alcuni. E’ evidente che questa non è l’opinione del segretario del PdL e fa bene a chiarire il suo pensiero così gli italiani potranno scegliere a ragion veduta.
Ecco. Consigli per gli acquisti, si scelga quello che dice le cose che ci suonano meglio.
20 anni di berlusconismo dovrebbero bastare. Perchè se Berlusconi è caduto non è certo grazie all'opposizione, o angli italiani, ma alle banche europee. E in fatto di sensibilità democratica non mi sembra che la cittadinanza europea brilli ultimamente per liberalità e democrazia. Tutt'altro. Quindi Marino, anche tu, ma dove vivi?
L'unica donna tra quelle riportate da Il fatto quotidiano che dice qualcosa di sensato ha un vizio alla base perchè milita in quel che resta di Alleanza Nazionale, cioè il partito che storicamente, tra cambiamenti eclatanti e defezioni, deriva dal Partito Fascista mussoliniano per cui non c'è di che stare allegri e di un'aquila che fa la colomba io diffido smepre.

Flavia Perina (Futuro e Libertà): ”In nessun Paese europeo un leader del centrodestra userebbe sul tema dei gay, della famiglia, del fine vita e della maternità le espressioni e la rozzezza ideologica utilizzata dal segretario del Pdl. In Germania, come in Francia o in Inghilterra questo tipo di posizioni sono tipiche delle formazioni politiche estremiste. E tutti questi Paesi, governati dal centrodestra, hanno buone leggi sulle unioni civili che nè la Merkel, nè Sarkozy, nè Cameron si sognano di mettere in discussione”.
Certo è che l'articolo de Il fatto quotidiano inanella verticisticamente le dichiarazioni di alleati e avversari di Alfano andando dall'opposizione generica (in tutti i sensi) del PD, via via, man mano che si stringono i gironi dell'inferno in cui viviamo in questo paese marcio e prossimo alla morte,  ai rappresentanti di categoria, di quegli omosessuali uomini tirati in ballo da Alfano quando cita i matrimoni tra uomini (e infatti nessuna donna lesbica nemmeno la piddina Paola Concia è stata citata...).
Si comincia da Nichi Vendola che pur rilevando le bugie di Alfano non mette in discussione l'impianto semantico del suo discorso dice di fatto legittimandolo.


“Dalla destra italiana temi delicati come vita e sentimenti, le scelte delle persone vengono trattati come materia elettorale. Con un vocabolario che è un po’ al limite della volgarità”.  “Ricordo sommessamente al segretario del Pdl che le coppie di fatto sono un pezzo della realtà del nostro Paese, ed è paradossale l’idea che si possa usare ancora lo spauracchio dei matrimoni gay nel nome della difesa della famiglia tradizionale proprio da quella destra che ha massacrato le famiglie italiane di ogni tipo, che ha prodotto il più esteso fenomeno di impoverimento delle famiglie italiane”. “Lo sa Alfano che le famiglie che hanno una persona con disabilità a carico fanno i conti con i tagli che ha voluto la destra, che ha definanziato il fondo per la non autosufficienza? Lo sa il segretario del PdL che i Comuni fanno fatica ad immaginare di poter finanziare i sistemi di trasporto per i bambini disabili nelle scuole?”. "Ma di quali valori della famiglia parliamo quando si tagliano gli asili nido, quando si infierisce sul diritto alla salute e allo studio, quando non si è in grado di accogliere la vita. Non con le chiacchere, sperando magari in una benedizione clericale, ma con i servizi sociali. C’è un solo unico modo per rispettare la famiglia: praticare il terreno dei diritti delle persone e delle famiglie”.
Franco Grillini (responsabile diritti civili dell’Italia dei Valori) tradisce le affinità ideologiche con Alfano, affermando che quando lo Stato nega alle persone dello stesso sesso di sposarsi lo stato si sta infilando non nella sfera affettiva dei cittadini ma nel loro letto.

“Non avendo nulla da dire, quindi, il segretario del Pdl si lancia contro i diritti umani per uno Stato etico che si infila nel letto della gente e pretende di insegnare alla persone persino come devono morire. E’ l’immagine penosa del declino del berlusconismo stretto tra bunga bunga e finto moralismo”.  “A questo punto non occorrono grandi analisi ma una sola e fragorosa risata: il presunto segretario del partito delle notti brave che fa lezioni di morale, da morir dal ridere”.
Tra i peggiori froci per mestiere della scena italiana (ma è in buona compagnia) anche per Grillini l'omosessualità è questione di culi rotti come ha recentemente ribadito (senza che nessuno battesse ciglio) Marrazzo che chiude l'articolo de Il fatto quotidiano (bisogna ricosncorgli una capacitò di amicarsi la stampa che non ha pari) 

“Evidentemente ad Alfano manca un quid europeo, visto che in Europa non solo dalla sinistra di Zapatero ma anche dai conservatori di Cameron vengono leggi a favore dei matrimoni gay”.
Mentre Aurelio Mancuso il cui sito di outing è stato il più clamoroso buco nell'acqua dello scorso settembre fa osservazioni pertinenti ma non critica minimamente il modo di parlare di Alfano anche lui legittimandolo.
“Le forze conservatrici che governano la gran parte dei Paesi dell’Unione europea  non hanno modificato le leggi sulle unioni civili, Pacs, matrimoni, approvate dai precedenti governi socialisti, anzi in alcuni casi ne hanno ampliato gli effetti e, come si appresta Cameron in Gran Bretagna, addirittura ne propongono nuove più avanzate”.

Bisogna ripartire dall'abc, dalla pratica politica che parte dalla parola, dal pensiero e dall'ideologia che vi si celano dietro. Una ricerca simile negli anni 70 l'hanno fatta solo le femministe ed è a loro che mi rivolgo in un appello, un vero e proprio sos: aiutateci a pensare bene, aiutateci a rinsaldare quegli strumenti critici che in ogni militanza politica devono precedere la propaganda con un'analisi seria, profonda e nella quale l'ideologia, qualunque essa sia, è chiara, esplicita e anch'essa suscettibile di critica.

Aiutateci a riempire i posti di ogni uditorio di donne, e di persone giovani. Torniamo nelle scuole, nelle università e nei posti di lavoro, nelle fabbriche, nei supermercati (dove un sacco di giovani, campano con 1000 euro al mese), combattiamo questi politici chi manca una percezione vera del mondo, i quali non hanno certo il problema dell'affitto, o di come arrivare a fine mese.

Riprendiamoci la sfera politica, occupiamola, rivendichiamola, colonizziamola, facciamola nostra. Insieme, uomini e donne, trans e biologici, etero e omosessuali, cittadin* italian* e stranier*. Prima che sia troppo tardi. Prima che anche noi finiamo, vecchie cariatidi, tra le fila di quella platea che ascolta Alfano e il suo cripto-nazismo senza battere ciglio.

8 gennaio 2012

Lettera aperta a Jacopo Fo a proposito del suo post su Il Fatto quotidiano dal titolo La scuola uccide di noia!

 Caro Jacopo,
ho letto quanto scrivi nel tuo blog a proposito delle scuole italiane e mi dispiace dirlo che si vede che hai lasciato gli studi troppo presto.
Quello che dici infatti è il frutto di una semplificazione disarmante piegata al liberismo più bieco e fascista e mi dispiace debba dirti questo per il nome che porti.


Ti chiedi se serva sapere il teorema di Pitagora o cosa pensava Platone per realizzare una applicazione per gli smartphone. E ti rispondi che serve ma dai la ragione sbagliata. Dici infatti che la cosiddetta cultura generale è essenziale perché è ripensando a quello che è successo negli ultimi 10mila anni che posso trarre spunti e indicazioni per capire che cosa potrebbe succedere domani.
No Jacopo, conoscere Pitagora e Platone (ma anche l'italiano e l'inglese, la storia dell'arte e la fisica, la chimica e la storia, tutte materie insegnate nei nostri licei) SERVE PER CAPIRE IL MONDO NEL QUALE VIVIAMO E INTERAGIAMO.  Un mondo sempre più complesso che ci illudiamo sia semplice da capire e da viverci proponendo soluzioni semplici come fai tu che sono risibili perché senza alcun fondamento.
Studiare le materie che si studiano nelle nostre scuole superiori non ha una spendibilità pratica, come credi tu che parli di impresa e di lavoro. Non si studia per il lavoro, si studia per la cultura (che è molto di più che sapere quando è nato Dante...) Se la conoscenza e la cultura che si apprendono a scuola dovessero servire solo a preparare al lavoro, all'impresa, ciò alla visione capitalistica del mondo che tu hai e che ci fornisci come soluzione senza nemmeno presentarcela come tale, il lavoro di tuo padre non servirebbe a nulla e lui non avrebbe preso il Nobel. Il lavoro di tua madre non avrebbe alcun valore, così come l'arte, la musica, il cinema, la letteratura. Mi addolora leggere che tu pensi che La prima cosa che abolirei di questo metodo didattico sono le interrogazioni e i voti. Sono un sistema eccellente per demotivare gli studenti e far loro odiare la cultura. Studi per il voto! perchè non hai le competenze per fare un'affermazione del genere e se la vita ti avesse insegnato qualcosa lo capiresti.
Già, la vita non la scuola.
Perchè tu chiedei alla scuola quello che invece è il resto della società a dover insegnare ai nostri ragazzi e ragazze. Tu rimproveri alla scuola che di tutte le cose che un ragazzo vuole sapere o avrebbe bisogno di sapere [nella scuola] non se ne parla neppure. E fai  una sequela di argomenti molto diversi tra loro che metti assieme a casaccio: sesso,  sentimenti, relazioni, non si insegnano se ne fa esperienza nell'alevo della famiglia,  degli amici, degli spazi di aggregazione sociali (quelli che la tua visione capitalistica della società ha ridotto perchè non funzionali all'impresa), rielaborato da un immaginario collettivo diffuso precipuamente dai mezzi di comunicazione di massa, dove c'è anche uno come te che scrive senza avere competenza alcuna (è il prezzo della democrazia chiunque ha diritto di parola poco importa le competenze che ha)  sulla salute, sul parto, e sull’educazione dei figli, di nuovo non è la scuola che deve intervenire. NESSUN GENITORE HA MAI "STUDIATO" PER ESSERE TALE. Però un genitore ha studiato prima a scuola un bagaglio di concetti complessi (che non sono nozioni di cultura generale come dici tu che hai fatto la scuola troppi anni fa e non hai la minima idea di come si studi oggi) che sicuramente lo aiutano a essere un buon genitore, perchè, ne converrai con me, Platone e Talete servono più per aiutarti a crescere tuo figlio che per progettare uno smartphone (cioè un inutile prodotto del mercato, ma anche questo concetto te lo insegna la scuola...).
Il funzionamento delle leggi ti assicuro che a scuola si studia certo magari si dovrebbe fare di più, così come si studiano le scoperte scientifiche più recenti checchè tu ne dica (però, attenzione, le vere scoperte scientifiche. non quelle bufale new age che tu propali nei tuoi libri).
Mi fa orrore che tu creda che le uniche competenze che i ragazzi dovrebbero avere sono quelle da consumatori del sistema mercato: I ragazzi escono dalla scuola superiore senza saper nulla di come è scritta una busta paga, come si fa un mutuo, quanto costa una carta di credito, come si apre una società, come funziona un permesso edilizio o un processo.
Che tu di cosa i giovani studino a scuola oggi non ne sai niente lo si capisce quando scrivi che Niente si sa sulla situazione politica ed economica del mondo. In barba alle ore di geografia, storia, e filosofia che si fanno nei nostri licei, che, certo, sono state diminuite proprio perchè c'è chi pensa che queste cose non servano a dei lavoratori per le imprese. Poco importa se sono imprese ecotecnologie. La scuola CHE NON E' UN'AZIENDA non lavora per creare dei lavoratori ma dei cittadini critici. Delle persone che pensano prima di aprire bocca o usare una tastiera. Esattamente il contrario di quello che fai tu scrivendo un post così pieno di sciocchezze che offende l'intelliegnza di tutti quelli che lavorano nella scuola, studenti come professori, e offende il cognome che porti.
Perchè il latino e la matematica non ti insegnano a ragionare come dubiti tu ma li capisci solo se sai già ragionare. E temo che tu li ignori entrambi.

26 agosto 2011

Bienvenido alla experiencia Book


Come in uno dei tanti elenchi che giravano su interne "Sei nato negli anni 80 se..." l'idea geniale di questo video è spiegare una tecnologia pregressa con l'immaginario collettivo delle nuove tecnologie.
Così mentre i sistemi produttivi del libro dai tempi di Gutenberg sono cambiati spaventosamente (e anche il mondo dell'editoria oggi si è digitalizzato) l'hardware book è lo stesso da almeno sette secoli mentre gli ebook funzionato solo su pc e non hanno gli stessi vantaggi del volume cartaceo su strumenti dedicati...


31 agosto 2010

Howl o quando il cinema spiega la poesia




Sono Andato a vedere Howl (USA, 2010) di Rob Epstein, Jeffrey Friedman, che firmano anche la sceneggiatura, per spirito di corpo. Volevo vedere come Hollywood raccontava la vita di un altro frocio. Se lo avrebbe fatto in maniera così prevedibile e noiosa come Gus Van Sant (che qui è il produttore esecutivo)  in Milk.

E' stata invece un'esperienza di crescita, culturale e emotiva.
Intanto il film non è affatto un Biopic che racconta, romanzandola, la vita del protagonista. Howl  come recita il titolo, è incentrato sulla lunga poesia (componimento poetico) non poema (narrazione poetica di notevole ampiezza generalmente ripartita in canti o libri) come si dice nel film, forse perchè poesia in inglese si dice poem, scritta da Ginsberg nel 1955.
Lo vediamo leggerla in una serata di reading a un pubblico attento e estasiato (in b\n). A questo primo nucleo narrativo se ne aggiungono, intersecandosi, altri due: una lunga intervista a Ginsberg  (a colori) nella quale Allen parla di tutto, dalla verità della poesia (tutti parliamo con sincerità anche di cazzi e di culi ai nostri amici, perchè smettiamo di essere così schietti quando parliamo alla nostra musa?), delle sue vicissitudini private, ma sempre come elemento per spiegare la sua poesia (opera poetica di un autore), di omosessualità e altro (intervista autentica, rilasciata al Times e mai pubblicata) e, terzo nucleo, il processo per oscenità intentato non già contro di lui, ma contro il suo editore Lawrence Ferlinghetti. Questi tre elementi, combinati a sensibili inserti di animazione grafica (non pienamente efficaci) fanno di Howl un'esperienza unica. 
Il film è una lunga, precisa, sentita e appassionata declamazione della sua poesia, ostica, difficile, incomprensibile al primo ascolto. Per questo il film ce la declama tre volte, quando Allen la legge al reading, quando l'avvocato che la trova oscena ne legge alcune parti chiedendo ai testi del processo, professori universitari e critici letterari, in maggior parte chiamati dalla difesa, di spiegarla (ma si può spiegare la poesia?) e una terza volta quando un Allen fuori dal livello diegetico declama ancora quei versi (e vediamo come immagini le animazioni grafiche).
Questa triplice declamazione permette allo spettatore di familiarizzare con la lunga poesia, di sentirne brani, di capirne il senso prima e meglio dell'avvocato dell'accusa,  e di rimanerne emozionato proprio come il pubblico che la ascolta al reading dalla voce stessa del suo autore.
Già. La voce.
Ho visto il film in italiano perchè al Metropolitan hanno pensato bene di dare in versione originale Giustizia privata (Usa, 2009) di F. Gary Gray, invece di questo film. Come al solito il doppiaggio italiano fa schifo già nella scelta delle voci.
La voce italiana di Allen Ginsberg (interpretato da James Franco) è di Alessandro Tiberi.




Una voce giovane, da pischello, alta, vagamente molle.

Sentite invece la voce originale di James Franco e ditemi cosa ha di molle.





Niente.

L'unica cosa molle è il cervello dei doppiatori italiani che, ancora nel 2010, pensano che se un personaggio è omosessuale devono dargli la voce da frocetto, NON IMPORTA QUAL E' LA VOCE ORIGINALE DELL'ATTORE.

L'Allen Ginsberg di Alessandro Tiberi è un pischello succhiacazzi dalla voce frocetta mentre il Ginsberg di James Franco è un giovane uomo al quale piacciono gli uomini.

Per questo trovo davvero obsoleto il doppiaggio dei film (e dei telefilm) in Italia e credo che bisognerebbe dare allo spettatore almeno la facoltà di poter vedere tutti i film nella doppia versione, doppiata e originale.


La voce del vero Ginsberg?
Ascoltatelo mentre legge Howl nel 1975





Cosa ha in comune con la voce di Alessandro Tiberio? 

NULLA. 


Cosa con quella di James Franco? 

MOLTO.

E mentre ci siamo vogliamo parliamo anche della scelta della produzione di avere James Franco, un gran sorco da paura (o preferite un più sobrio bel ragazzo?), nei panni di Ginsberg, che aveva dalla sua la più semplice bellezza della gioventù?


Una scelta discutibile (a Hollywood abbelliscono sempre) però stavolta fatta con moderazione. Hanno ...sbellito Franco, facendolo somigliare ad Allen il più possibile, d'altronde se il film viene distribuito con più facilità perchè come attore c'è lui invece che uno meno conosciuto ma più somigliante, io non h nulla da ridire.
Ma torniamo al film. Howl è un film da vedere, da studiare, pur non essendo perfetto, ma è perfetto negli intenti, è intellettualmente onesto, è un raro esempio di cinema didattico poetico, un film che può esser visto a scuola, anzi, dati i tempi di neopuritanesimo, un film che DEVE esser visto a scuola.
Un film che dimostra che non c'è democrazia senza libertà di espressione (honi mal qui mal y pense) e che l'impatto dirompente che Howl, la poesia, ha avuto allora è lo stesso per le nuove generazioni di oggi.

Una poesia nella quale si declama un omoerotismo sfacciato e palese (e non si capisce perchè le animazioni si limitino a mostrare copule etero, tra uomo e donna, non solo quando la poesia parla di ragazzi che scopano con donne, ma SEMPRE, anche quand'è chiaro che la poesia parla di rapporti orali e anali tra ragazzi...) una poesia che però non è presentata come cultura gay, come un testo che parla di froci. Perché Howl parla anche di altro, non solo di quel che sessualmente fa o piace a un ragazzo omosessuale, ma parla di estetica, di politica, di persone e umanità varie. Siamo nel 1955 e Stonewall è lungi da venire.
Ginsberg fa cultura non cultura gay.
Se parla di omosessualità è solo perchè lui è gay, Allen parla di sé, della sua vita (ognuno deve parlare di quel che gli piace dice nell'intervista se sei un feticista del piede, parlerai dei piedi, se ti piace la borsa parlerai degli alti e dei bassi degli indici) insomma non fa del contenuto gay della poesia l'unica ragione di esistere del componimento, l'unico motivo per cui va venduta come merce (la cultura gay post Stonewall è solo una questione di mercato).

Allen Ginsberg rimane un poeta, non un poeta gay, non perchè nasconde la sua omosessualità, ma perché non ne fa un'arma di diversità bensì, più semplicemente, un'arma di verità.
Parlare di omosessualità dice nell'intervista spezza molti confini e permette di parlare di tutto.
Credo che il più grande errore del movimento glbt post Stonewall sia stato rivendicare il diritto di parlare di omosessualità e basta, e di non considerarla come un bene dell'umanità ma un bene esclusivo per gay, lesbiche e trans (che sono per la maggior parte etereo...).
Invece di ammettere al mondo dello scibile l'amore che non osa dire il suo nome si è creato uno scibile apposito dove omosessualità e sue mille varianti trovassero esclusivo diritto di cittadinanza.
Anche per questo nel film non c'è sesso. Vediamo solo Allen inginocchiarsi e sbottonare i pantaloni del suo migliore amico, e primo innamorato, Luther Nichols , interrotto dall'arrivo della moglie di Luther (la scena più banale e prevedibile del film), e giusto qualche bacio con Peter Orlovsky, il suo primo vero amore col quale Allen resterà insieme fino alla morte (e anche in questo Ginsberg non è affatto gay...).
Coraggiosamente, intelligentemente Howl non è un film a tematica omosessuale non è nemmeno un film che parla di omosessualità, ma un una pellicola nella quale l'omosessualità è solo uno degli elementi, annoverato senza pruderie né ipocrisie, in un tessuto narrativo più complesso.
Howl è una poesia importante di uno dei più grandi poeti contemporanei. 
Poeti, non poeti gay.
Il movimento dovrebbe riflettere sull'insegnamento che Ginsberg ha dato a tutti noi.



Howl
di Allen Ginsberg


a Carl Solomon




I


Ho visto le migliori menti della mia generazione distrutte dalla follia, morir di fame isteriche nude,
trascinandosi per le strade negre all'alba in cerca di una dose rabbiosa,
hippie dalla testa d'angelo bruciare per l'antica paradisiaca connessione alla dinamo celeste nel macchinario della notte,
che la povertà e gli stracci e gli sguardi spenti e lo sballo innalzarono fumando nella sovrannaturale oscurità di appartamenti ad acqua fredda galleggiando oltre le vette di città contemplando il jazz,
che mostrarono i loro cervelli spogli al Paradiso sotto l'El e videro angeli Maomettani barcollare sui tetti dei condomini illuminati,
che attraversarono università con occhi freddi raggianti allucinando l'Arkansas e la tragedia della luce di Blake in mezzo ai dottori della guerra,
che furono espulsi dalle accademie per pubblicare odi oscene e pazze sulle finestre del cranio,
che si rannicchiarono in stanze non rasate in mutande, bruciando i loro soldi nel cestino ed ascoltando il Terrore oltre la parete,
che furono beccati nelle loro barbe pubiche a Laredo tornando con una cintura di marijuana per New York,
che mangiarono fuoco in hotel di vernice o bevvero acquaragia a Paradise Alley, la morte, o purgarono i loro torsi notte dopo notte
con sogni, con droghe, con incubi ad occhi aperti, alcool e cazzo e palle infinite,
incomparabili strade cieche di lampo e nube vibrante nella mente saltando verso i poli di Canada e Paterson, illuminando tutto l'immobile mondo del Frattempo,
solidità di Peyote di saloni, albe cimiteriali da albero verde del giardino posteriore, ubriachezza da vino sui tetti, quartieri da vetrina di semafori lampeggianti al neon di auto rubate da sfattoni, vibrazioni d'albero e sole e luna nei ruggenti crepuscoli invernali di Brooklyn, castronerie da posacenere e gentile re luce della mente,
che si incatenarono alla metro per la corsa infinita da Battery al sacro Bronx fatti di benzedrina finché il rumore di ruote e bambini li faceva cadere vibrando con le bocche crollate e picchiati privi di cervello prosciugati del talento nella deprimente luce di Zoo,
che affondarono tutta la notte nella luce sottomarina di Bickford usciti galleggiando e sedettero tutto il pomeriggio di birra stantia nella desolazione di Fugazzi, ascoltando lo scricchiolio del destino al jukebox all'idrogeno,
che parlarono continuamente per settanta ore da parco a casa a bar a Bellevue a museo al Ponte di Brooklyn,
un battaglione perduto di conversatori platonici saltando giù dalla predella di porte anti-incendio da davanzali dell'Empire State fuori dalla luna,
chiacchiericciando gridando vomitando sussurrando fatti e ricordi ed aneddoti e calci nelle pupille e shock di ospedali e prigioni e guerre,
interi intelletti evacuati in perfetta rimembranza per sette giorni e notti con occhi brillanti, carne per la Sinagoga gettata sulla strada,
che svanirono nel nulla Zen New Jersey lasciando una scia di ambigue cartoline dell'Atlantic City Hall,
soffrendo febbri orientali e trita-ossa di Tangeri ed emicranie della Cina in crisi d'astinenza nella stanza senza mobili di Newark,
che vagarono e vagarono a mezzanotte lungo i binari chiedendosi dove andare, ed andarono, senza lasciare cuori spezzati,
che accesero sigarette in vagoni merci vagoni merci vagoni merci baccagliando nella neve verso fattorie solitarie nella notte nonna,
che studiarono Plotino Poe San Giovanni della Croce telepatia e cabala bop perché i cosmi vibravano istintivamente sotto i loro piedi in Kansas,
che vagarono solitari per le strade dell'Idaho cercando angeli indiani visionari che fossero angeli indiani visionari,
che pensarono di essere solo pazzi quando Baltimora luccicò in un'estasi sovrannaturale,
che saltarono in limousine col Cinese di Oklahoma dietro l'impulso della pioggia di paese da lampione di mezzanotte invernale,
che si sdraiarono affamati e solitari per Houston cercando jazz o sesso o zuppa, e seguirono lo Spagnolo brillante per disquisire di America ed Eternità, un'impresa disperata, e così si imbarcarono per l'Africa,
che sparirono nei vulcani del Messico lasciandosi alle spalle nient'altro che l'ombra di salopette e la lava e cenere di poesia sparsa nella Chicago focolare,
che riapparvero nella West Coast investigando l'FBI in barbe e short con grandi occhi pacifisti sexy nella loro pelle scura distribuendo foglietti incomprensibili,
che si marchiarono le braccia con le sigarette protestando contro la narcotica foschia tabagista del Capitalismo,
che distribuirono volantini Supercomunisti in Union Square piangendo e spogliandosi mentre le sirene di Los Alamos li abbatterono urlando, e urlando abbatterono Wall, e anche il traghetto di Staten Island urlava,
che ruppero in pianto in palestre bianche nudi e tremando di fronte al macchinario di altri scheletri,
che morsero sul collo investigatori e strillarono di piacere nelle volanti per non aver commesso altro crimine se non la loro selvaggia pederastia culinaria ed intossicazione,
che urlarono in ginocchio nella metro e furono trascinati giù dal tetto sventolando genitali e manoscritti,
che si lasciarono far fare il culo da santi motociclisti, e strillarono di piacere,
che succhiarono e si fecero succhiare da quei serafini umani, i marinai, carezze d'amore Atlantico e Caraibico,
che chiavarono di mattina di sera in giardini di rose e l'erba di parchi pubblici e cimiteri spargendo il loro sperma liberamente a chiunque venisse,
che singhiozzarono senza sosta cercando di sghignazzare ma finirono col piangere dietro un separé in un Bagno Turco quando l'angelo biondo e nudo venne a trafiggerli con una spada,
che persero i loro amanti per le tre vecchie arpie del fato l'arpia orba del dollaro eterosessuale l'arpia orba che ammicca fuori dal ventre e l'arpia orba che fa nient'altro che star seduta sul culo e taglia i fili d'oro intellettuali del telaio dell'artigiano,
che copularono estatici e non satolli con una bottiglia di birra un cuoricino un pacchetto di sigarette una candela e caddero dal letto, e continuarono sul pavimento e giù per la sala e finirono svenuti sul muro con una visione della figa suprema e vennero eludendo l'ultima sborrata di coscienza,
che addolcirono le fesse di un milione di ragazze che tremavano al tramonto, ed avevano gli occhi rossi al mattino ma si prepararono ad addolcire la fessa dell'alba, chiappe lampanti sotto i granai e nude nel lago,
che uscirono a troieggiare per il Colorado in miriadi di auto notturne rubate, N.C., eroe segreto di queste poesie, cazzaro ed Adone di Denver - gioiamo al ricordo delle sue innumerevoli chiavate con ragazze in parcheggi vuoti e cortili di tavole calde, file cadenti di cinematografi, in caverne sulle vette dei monti o con cameriere secche nei sollevamenti di panciotti solitari familiari lungo le strade e specialmente nei solipsismi segreti di gabinetti di benzinai, e anche in vialetti di paese,
che si spensero in vasti sordidi film, furono cambiati in sogni, si svegliarono in un'improvvisa Manhattan, e si alzarono fuori dai postumi da sbornia di sotterranei con Tokay senza cuore ed orrori dei sogni ferrei della Terza Strada ed inciamparono agli uffici di collocamento,
che camminarono tutta la notte con le scarpe piene di sangue sui moli di neve ammucchiata aspettando che una porta ad East River si aprisse su una stanza piena di vapore caldo ed oppio,
che crearono grandi drammi suicidi sugli appartamenti a strapiombo sull'Hudson sotto il faro blu bellico della luna e le loro teste saranno coronate d'alloro nell'oblio,
che mangiarono lo stufato d'agnello dell'immaginazione o digerirono il granchio sul fondo fangoso dei fiumi di Bowery,
che piansero per il romanticismo delle strade con i carrelli pieni di cipolle e brutta musica,
che si sedettero in scatole respirando al buio sotto il ponte, e si alzarono per costruire clavicembali in soffitta,
che tossirono al sesto piano di Harlem coronati dalle fiamme sotto il cielo tubercolotico circondati da casse arancioni di teologia,
che scribacchiarono tutta la notte dondolandosi e rotolandosi su incantesimi elevati che nella mattina gialla erano strofe di stupidaggini,
che cucinarono animali marci polmone cuore zampe coda borsht e tortillas sognando il puro regno vegetale,
che si gettarono sotto camion di carne alla ricerca di un uovo,
che buttarono i loro orologi dal tetto per dare il loro voto all'Eternità fuori dal Tempo, e sveglie caddero loro in testa ogni giorno per la decade successiva,
che si tagliarono i polsi tre volte di seguito senza successo, si arresero e furono spinti ad aprire negozi d'antiquariato dove pensarono di stare invecchiando e piansero,
che furono bruciati vivi nei loro innocenti abiti di flanella in Madison Avenue tra esplosioni di versi plumbei e lo scalpitio intanicato dei reggimenti ferrei della moda ed gli strilli alla nitroglicerina delle checche della pubblicità ed il gas mostarda di sinistri editori intelligenti, o furono investiti dai taxi ubriachi della Realtà Assoluta,
che saltarono dal Ponte di Brooklyn questo è successo davvero e se ne andarono camminando ignoti e dimenticati nello spettrale caos di camion dei pompieri e vialetti alla zuppa di Chinatown, nemmeno una birra libera,
che cantarono dalle loro finestre disperati, caddero dal finestrino della metro, saltarono nel lurido Passaic, balzarono su negri, piansero per tutta la strada, ballarono su bottiglie di vino rotte scalzi spaccarono dischi da grammofono di nostalgico jazz europeo anni '30 tedesco finirono il whiskey e sboccarono gridando nel water insanguinato, urla nelle orecchie e l'esplosione di colossali fischi di vapore, he corsero giù per le autostrade del passato viaggiando l'uno verso l'occhiata di Golgota-bolide solitudine-prigione dell'altro o l'incarnazione jazz di Birmingham,
che guidarono attraverso la campagna settantadue ore per scoprire se io avevo avuto una visione o tu avevi avuto una visione o lui aveva avuto una visione per scoprire l'Eternità,
che viaggiarono per Denver, che morirono a Denver, che tornarono a Denver ed attesero invano, che badarono Denver e si preoccuparono e rimasero soli a Denver ed infine se ne andarono per scoprire il Tempo, ed ora Denver è solatia per i suoi eroi,
che caddero in ginocchio in cattedrali disperate pregando l'uno per la salvezza e la luce ed il petto dell'altro, finché all'anima si illuminarono i capelli per un secondo,
che si scontrarono nelle loro menti in prigione aspettando criminali impossibili con teste d'oro ed il fascino della realtà nel cuore che cantassero dolci blues ad Alcatraz,
che si ritirarono in Messico per coltivare un'abitudine, o Rocky Mount per il tenero Buddha o Tangeri per i ragazzi o il Sud Pacifico per la locomotiva nera o Harvard per Narciso per Woodlawn per la collana di margherite o la tomba,
che richiesero l'accertamento della salute psichica accusando la radio di ipnotismo e furono lasciati con la loro instabilità psichica e le loro mani ed una giuria discorde,
che lanciarono insalata di patate ai conferenzieri su Dadaismo della CCNY ed in seguito si presentarono sui gradini di granito del manicomio con le teste rasate e un arlecchinesco discorso sul suicidio, richiedendo lobotomia istantanea,
e che invece ricevettero il concreto nulla di insulina Metrazol elettricità idroterapia psicoterapia terapia occupazionale pingpong ed amnesia,
che in una protesta seriosa rovesciarono solo un tavolo da pingpong simbolico, riposandosi brevemente in catatonia,
tornando anni dopo veramente calvi tranne che per un toupet di sangue, e lacrime e dita, al pazzo destino visibile dei quartieri dei pazzi paesi dell'Oriente,
fetidi saloni di Pilgrim State di Rockland e di Greystone, bisticciando con gli echi dell'anima, dondolando e rotolandosi nei dolmen-reami dell'amore di solitudine-panchina di mezzanotte, sogno della vita un incubo, corpi fatti pietra pesanti come la luna,
con una madre finalmente *******, e l'ultimo fantastico libro lanciato dalla finestra condominiale, e l'ultima porta chiusa alle 4 di notte e l'ultimo telefono tirato contro il muro in risposta e l'ultima stanza ammobiliata sgomberata fino all'ultimo mobile mentale, una rosa di carta gialla attorcigliata su un appendiabiti di filo nell'armadio, e perfino quell'immaginario, null'altro che uno speranzoso pezzetto d'allucinazione
ah, Carl, finché non sei al sicuro io non sono al sicuro, ed ora sei davvero nella totale zuppa animale del tempo,
e che pertanto corsero per le strade ghiacciate ossessionati da un improvviso lampo dell'alchimia dell'uso dell'ellissi il catalogo il metro ed il piano vibrante,
che sognarono e fecero divari incarnati nel Tempo e nello Spazio attraverso immagini giustapposte, ed intrappolarono l'arcangelo dell'anima tra 2 immagini visive ed unirono i verbi elementari ed unirono il nome ed un briciolo di coscienza saltando con la sensazione di Pater Omnipotens Aeterna Deus
per ricreare la sintassi e la misura della povera prosa umana e starvi davanti senza parole ed intelligenti e tremanti di vergogna, rifiutati benché confessando l'anima per conformarsi al ritmo di pensiero nella sua testa spoglia ed infinita,
il barbone pazzo ed angelo batté in Tempo, ignoto, e comunque fece crollare qui ciò che dovrebbe essere rimasto da dire nel tempo giunto dopo la morte,
e si sollevò reincarnato nei panni spettrali del jazz nell'ombra del corno dorato della band e soffiò la sofferenza della mente nuda d'America per amore in un grido di sassofono eli eli lamma lamma sabachtani che scosse le città fino all'ultima radio
con il cuore assoluto della poesia della vita squartato dai loro stessi corpi buono da mangiare mille anni.




II


Quale sfinge di cemento ed alluminio scoperchiò loro i crani e divorò i loro cervelli e l'immaginazione?
Moloch! Solitudine! Sporcizia! Bruttezza! Posacenere ed inottenibili dollari! Bambini urlanti sotto le scale! Ragazzi singhiozzanti negli eserciti! Vecchi piangenti nei parchi!
Moloch! Moloch! Incubo di Moloch! Moloch senza amore! Moloch mentale! Moloch il pesante giudicatore degli uomini!
Moloch l'incomprensibile prigione! Moloch la carcere senz'anima tibie incrociate e Congresso di dolori! Moloch le cui costruzioni sono giudizio! Moloch l'ampia pietra della guerra! Moloch i governi sbigottiti!
Moloch la cui mente è pura macchinazione! Moloch il cui sangue è moneta corrente! Moloch le cui dita sono dieci eserciti! Moloch il cui petto è una dinamo cannibale! Moloch il cui orecchio è una tomba fumante!
Moloch i cui occhi sono mille finestre cieche! Moloch i cui grattacieli stanno nelle lunghe strade come infiniti Geova! Moloch le cui fabbriche sognano e gracchiano nella nebbia! Moloch le cui ciminiere ed antenne coronano le città!
Moloch il cui amore è pietra ed olio infinito! Moloch la cui anima è elettricità e banche! Moloch la cui povertà è lo spettro del genio! Moloch il cui fato è una nuvola di idrogeno senza sesso! Moloch il cui nome è nella Mente!
Moloch in cui siedo solitario! Moloch in cui sogno Angeli! Pazzo a Moloch! Pompinaro a Moloch! Senza amore né uomo a Moloch!
Moloch che mi è entrato nell'anima presto! Moloch in cui sono una coscienza senza un corpo! Moloch che mi ha spaventato fuori dalla mia estasi naturale! Moloch che abbandono! Sveglia a Moloch! Luce che scorre fuori dal cielo!
Moloch! Moloch! Appartamenti robot! sobborghi invisibili! tesorerie scheletriche! capitali ciechi! industrie demoniache! nazioni spettrali! manicomi invincibili! cazzi granitici! bombe mostruose!
Si spezzarono le schiene sollevando Moloch fino in Paradiso! Strade, alberi, radio, tonnellate! sollevando la città fino in Paradiso che esiste ed è ovunque attorno a noi!
Visioni! presagi! allucinazioni! miracoli! estasi! giù per il fiume americano!
Sogni! adorazioni! illuminazioni! religioni! l'intera vagonata delle stronzate sensibili!
Passi avanti! sul fiume! svolte e crocefissioni! giù per la piena! Sballi! Epifanie! Disperazioni! Dieci anni di grida animali e suicidi! Menti! Nuovi amori! Generazione folle! giù per le rocce del Tempo!
Vera sacra risata nel fiume! Hanno visto tutto! gli occhi selvaggi! le sacre urla! Dissero addio! Saltarono dal tetto! nella solitudine! salutando! portando fiori! Giù per il fiume! nella strada!




III


Carl Solomon! Sono con te a Rockland
dove sei più matto di me
Sono con te a Rockland
dove devi sentirti stranissimo
Sono con te a Rockland
dove imiti l'ombra di mia madre
Sono con te a Rockland
dove hai assassinato le tue dodici segretarie
Sono con te a Rockland
dove ridi per questo umorismo invisibile
Sono con te a Rockland
dove siamo grandi scrittori sulla stessa spaventosa macchina da scrivere
Sono con te a Rockland
dove la tua condizione è diventata seria ed è riportata alla radio
Sono con te a Rockland
dove le facoltà del cranio non ammettono più i vermi dei sensi
Sono con te a Rockland
dove bevi il te dei seni delle zitelle di Utica
Sono con te a Rockland
dove sberleffi i corpi delle tue infermiere le arpie del Bronx
Sono con te a Rockland
dove urli con la camicia di forza che stai perdendo la partita del vero pingpong dell'abisso
Sono con te a Rockland
dove picchi sul piano catatonico che l'anima è innocente ed immortale non dovrebbe mai morire senza dio in un manicomio armato
Sono con te a Rockland
dove altri cinquanta shock non faranno mai tornare la tua anima al suo corpo dal suo pellegrinaggio ad una croce nel nulla
Sono con te a Rockland
dove accusi i tuoi dottori di pazzia ed ordisci la rivoluzione socialista ebraica contro il Golgota fascista nazionale
Sono con te a Rockland
dove dividerai i cieli di Long Island e resusciterai il tuo vivente Gesù umano dalla tomba sovrumana
Sono con te a Rockland
dove ci sono venticinquemila compagni pazzi che cantano tutti insieme le ultime strofe dell'Internazionale
Sono con te a Rockland
dove abbracciamo e baciamo gli Stati Uniti sotto le lenzuola gli Stati Uniti che tossiscono tutta la notte e non ci lasciano dormire
Sono con te a Rockland
dove ci svegliamo dal coma elettrizzati dagli aeroplani delle nostre stesse anime che rombano sopra i tetti sono venuti a lanciare bombe angeliche l'ospedale si illumina crollano muri immaginari oh magre legioni corrono fuori oh stellato shock di pietà l'eterna guerra è qui oh vittoria dimenticati la biancheria siamo liberi
Sono con te a Rockland
nei miei sogni cammini sgocciolando da una crociera sull'autostrada attraverso l'America in lacrime fino alla porta del mio casolare nella notte occidentale.






San Francisco 1955-56 (fonte Forum Giovani.it)

19 agosto 2010

E' morto Kossiga

Ecco il mio piccolo contributo per provare a capire chi fosse Cossiga. Non spiegherò il portato storico del senatore a vita mi limiterò a un suo recente intervento per ribadirne l'umanità inesistente.
Non riporto la nota intervista rilasciata a Il giorno\Il Resto del Carlino\La Nazione il 23 ottobre 2008, ma la meno nota, ma altrettanto agghiacciante, dichiarazione di voto di Cossiga per la Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1º  settembre 2008, n. 137, recante disposizioni urgenti in materia di  istruzione e università:

COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà, presidente Cossiga.


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Signor Presidente,  signor Ministro, signori senatori, credo che tutti in quest'Aula  sappiano che io non ho mai votato per il partito dell'onorevole  Berlusconi. Anche alle ultime elezioni ho votato per il PD perché  purtroppo il PCI non c'è più. Ho votato per il PD, ma non capisco più  che cosa sia, salvo che mi rechi a New York per sentire Veltroni che fa  propaganda per Obama. Per me votare questa legge è quindi già una  deviazione, ma spiegherò perché la voto. (Applausi dal Gruppo PdL).

Signor Ministro, io ho letto solo fuggevolmente il testo del decreto... (Commenti dai banchi dell'opposizione).


GRAMAZIO (PdL). Stai zitto! (Richiami del Presidente).


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Ma lasciate interrompere...


PRESIDENTE.Colleghi, invito al silenzio sia la maggioranza che l'opposizione per rispetto nei confronti del presidente Cossiga.


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Signor Presidente,  mi scusi, ma quando ero deputato e Aldo Moro fece un nobile discorso  approvando l'intervento americano in Vietnam, io feci a pugni e l'amico  Pajetta mi diede un pugno in piena faccia. Quindi, torniamo ai vecchi  tempi! (Applausi dal Gruppo PdL). Per esempio, un pugno dal  Capogruppo del PD lo gradirei, devo dire onestamente. Pajetta era però  più cattivo e non so se lei sappia fare a pugni.


PRESIDENTE. Prego, presidente Cossiga, prosegua nel suo intervento.


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Sì, signor Presidente, volevo solo chiarire perché ho fatto a pugni.


Signor Ministro, ho letto fuggevolmente il testo  del decreto-legge, solo per accertarmi delle ragioni della vasta  protesta degli studenti universitari, non convinto dalle parole che ieri  Umberto Eco ha pronunziato dando loro dei perfetti imbecilli, dicendo:  «Voi non capite che state lottando per i baroni e non per voi stessi».  Ma Umberto Eco è notoriamente di destra. (Ilarità dal Gruppo PdL).

Di fronte alla vasta protesta degli studenti  universitari, dei ricercatori e di quelli contro i quali un tempo gli  studenti protestavano, cioè i baroni universitari, ho voluto vedere se  il decreto-legge contenesse qualche disposizione sull'università. L'ho  letto, l'ho riletto, l'ho fatto leggere ai miei collaboratori: niente. E  sono stato contento, perché questa è una forte confutazione della  teoria dello zero e della teoria del nulla: si può manifestare anche  contro lo zero e contro il nulla.


SOLIANI (PD). È la legge n. 133, Presidente!


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Voterò a favore della legge di conversione per tre motivi che esporrò brevemente.

Signor Presidente, siccome sono notoriamente logorroico, quando lei crede mi tolga pure la parola.


PRESIDENTE. Vorrei evitare di farlo, Presidente. Mi auguro che il suo intervento sia contenuto nei dieci minuti.


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Lo faccia pure,  depositerò il discorso agli atti. Tenga anche presente che non ho mai  avuto la soddisfazione di essere cacciato via dall'Aula e una volta  tanto sinceramente la vorrei avere.


Innanzitutto voglio ringraziare da questi banchi  gli organizzatori e i partecipanti delle oceaniche manifestazioni di  questi giorni: dai baroni universitari alle irresponsabili mamme dei  bambini innocenti portati in piazza ad urlare slogan di cui essi non  comprendevano nulla. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP). Avrei  capito se avessi sentito i bambini gridare: «Merendine! Merendine!» No:  «Assunzioni!». Cosa ne sa un bambino di sei anni, salvo che glielo  suggeriscano, del significato di «Assunzioni, assunzioni!». «Merendine,  merendine!» sarebbe stato meglio. (Ilarità e applausi dai Gruppi PdL e LNP).

Per quanto riguarda l'intervento eventuale  dell'autorità di pubblica sicurezza, essendo stato io, tra le altre cose  (salvo che Presidente della Camera sono stato tutto), Ministro  dell'interno, è stata una vera botta di vita sentire inneggiare slogan  che temevo ormai desueti, sapere che la piazza non mi ha dimenticato e  che qualcuno si ricorda di me: «Cossiga boia!», «Cossiga assassino!»,  «Cossiga piduista!». Mi è stato chiesto se si dovesse inviare un  rapporto all'autorità giudiziaria e io ho risposto di no, perché temo  che ad essere condannato sia io e non questi, con l'aria che tira. (Ilarità dai banchi della maggioranza).

Devo confessare che su questo campo speravo di  più dalla marcia di oltre cinque milioni di persone, senza contare i  cani e i gatti al seguito (Ilarità) (cinque milioni di persone!  Pensate che ormai la fila delle persone arrivava a Firenze), una marcia  non su Roma, questa volta, ma in Roma e nell'oceanica adunata del Circo  Massimo, che - ero ragazzo ed ero in Germania - ricordava le bellissime  manifestazioni a Norimberga di Adolfo Hitler. Tutti i totalitarismi sono  uguali e sempre così si comincia.

Speravo invano che i marcianti dessero fuoco a  qualche macchina, come ai bei tempi, spaccassero qualche vetrina,  scandissero slogan...


GIARETTA (PD). Ti sarebbe piaciuto per fare quello che volevi fare tu.


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Certo, quello che  ho fatto io con l'aiuto e il consenso del Partito Comunista, che in  quest'Aula ha votato all'unanimità una mozione e un ordine del giorno a  mio favore! (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).


VOCI DAI BANCHI DELLA MAGGIORANZA. Bravo!


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Ma erano i tempi  di Berlinguer, non di Walter Veltroni! Erano i tempi di Natta, non di  Franco Marini! Era il tempo del glorioso Partito Comunista! (Vivaci proteste dai banchi dell'opposizione).


VOCE DAI BANCHI DELLA MAGGIORANZA. Bravo!



PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, lasciamo parlare il presidente Cossiga senza interromperlo. (Commenti dai banchi dell'opposizione).


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Quando ho fatto  picchiare a sangue gli universitari che hanno cacciato via Lama, il  Gruppo del Partito Comunista alla Camera, in piedi, mi ha tributato  un'ovazione. Vada a leggere gli atti! Vada a leggerli!


GIARETTA (PD). Li ho letti. Noi non siamo per una polizia che picchia! (Vivaci commenti dai banchi della maggioranza).


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Il Gruppo del PCI in piedi mi ha tributato un unanime applauso. (Proteste dai banchi dell'opposizione).


VITALI (PD). Smettila!


DONAGGIO (PD). Presidente Cossiga, rispetti il Senato!


PRESIDENTE. Prego, presidente Cossiga, prosegua  nel suo intervento. Colleghi, così non si va da nessuna parte. Cerchiamo  di consentire al presidente Cossiga di proseguire il suo intervento.


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Speravo di sentire  il glorioso grido degli studenti del movimento che il servizio d'ordine  del PCI e della CGIL ci hanno aiutato a picchiare di santa ragione.  Quando ci fu un 5 maggio, ci mettemmo d'accordo con il servizio di  vigilanza della CGIL e ci mettemmo d'accordo così: prima quelli del  movimento li picchiavano loro, poi ce li davano in braccio e li  picchiavamo noi. Gloriosi tempi di Lama! (Vivaci e reiterate proteste dai banchi dell'opposizione). Sì, perché io sono stato il Ministro dell'interno di tre Governi di solidarietà nazionale! (Vivaci proteste dai banchi dell'opposizione).


PERDUCA (PD). Hanno ammazzato Giorgiana Masi!


PRESIDENTE. Colleghi, vi prego di consentire al presidente Cossiga di concludere il proprio intervento.


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Speravo di sentire  il famoso grido: «Se vedi un punto nero, spara a vista: o è un  carabiniere o è un fascista». Siccome nel partito obamiano ci sono molti  cattolici (cattolici adulti o cattolici democratici, ma pur sempre  cattolici), naturalmente veniva espunta dalla suddetta frase la parola  «prete». (Ilarità dai banchi della maggioranza).

Questo tocco di illegalità dato alla  manifestazione sarebbe stato utile anche per il Paese, perché il partito  veltroniano avrebbe acquistato credibilità nei confronti del "movimiento",  nel suo deciso evolversi in forme proprie dall'«Autonomia Operaia» alla  «Lotta Continua» e - non dimentichiamolo - al FUAN. A Milano gli  studenti di estrema destra hanno manifestato con quelli di estrema  sinistra. Va bene che c'è una certa captatio benevolentiae in  modo che uno di loro possa essere il Presidente della Repubblica al  prossimo turno, c'è la proposta di erigere un monumento dell'Olocausto a  Predappio, e questo mi sembra giusto.

I baldi, coraggiosi marcianti...


VOCE DAL GRUPPO PD. Tempo!


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Appena il Presidente me lo dirà!

I baldi, coraggiosi marcianti, tra i quali è  giusto citare Folloni, allievo del compianto Sbardella, detto nel mio  partito «lo squalo» (Ilarità dai banchi della maggioranza);  Franceschini, allievo dell'epurato dal Partito Democratico Ciriaco De  Mita; Rosy Bindi, eletta da Giulio Andreotti e da Bernini per bocciare  (cosa in cui si è riusciti) Tina Anselmi, colpevole...


PERDUCA (PD). Tempo!


PRESIDENTE. La Presidenza conosce la  regolamentazione dei tempi. Vi sono state ampie interruzioni e ha  concesso già un minuto in automatico. Credo rientrasse nelle nostre  competenze. Prego, presidente Cossiga.


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Ed infine il  carissimo amico Franco Marini, di cui ricordo il durissimo discorso  contro il segretario del partito Ciriaco De Mita e l'allora presidente  del Consiglio Francesco Cossiga, che citò per la prima volta il grande  discorso di Togliatti a Bergamo sulla chiesa cattolica. Marini fece un  grande discorso a favore del "preambolo": «Con la sinistra,  mai!»...perderò! Ho intenzione di scrivere un libretto (quando era  Presidente del Senato dovevo offrirglielo) con il discorso di  Zaccagnini, mio e di Franco Marini: «Con la sinistra, mai!». Ma, ahimè,  Franco Marini era un così abile oratore che la sinistra DC in quel  congresso perse e non vinse mai più!

Perché voto a favore? Non per la legge in sé,  anche perché credo che questi non siano tempi di riforme e anche perché -  che io mi ricordi - salvo il referendum tra Repubblica e  monarchia non mi sembra che in Italia di riforme vere se ne siano mai  fatte. Non mi sembra questo un Paese di riforme! Ma voto a favore...


PRESIDENTE. Presidente Cossiga, le resta un minuto.


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Benissimo, magari  un minuto e mezzo. Resto a favore di quella pericolosa pagliacciata di  professori ex sessantottini, alcuni ai loro tempi anche aspiranti  terroristi...


VOCE DAI BANCHI DEL PDL. Bravo!


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Ed evito di fare i nomi (Applausi dai Gruppi PdL e LNP)...  che però a differenza dei terroristi veri non hanno avuto il coraggio  di passare alla lotta armata perché era più comodo leccare il culo ai  baroni per diventare professori universitari. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP. Commenti della senatrice Garavaglia Mariapia. Richiami del Presidente).


Gentile collega Finocchiaro, lei riesce ad  immaginarsi il grande latinista, Concetto Marchesi, che ho avuto l'onore  di avere come collega, rigido marxista- leninista e stalinista,  discettare di Ovidio, di Catullo, di Virgilio di fronte ai bambini che  ogni tanto alzano il braccio dicendo: «Voglio andare a fare la pipì»?  Non mi sembra! E il normalista Alessandro Natta, che sbatté la tavoletta  del banco alla Camera quando fu approvata la legge sull'abolizione del  latino dicendo: «Ho capito! Anche il mio partito vuole una scuola di  asini!»? Io non ce lo vedo!

Ho terminato e consegno agli atti il mio intervento scritto. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP. Molte congratulazioni). (fonte sito del Senato della Repubblica italiana)
bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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