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25 aprile 2016

Whitney Bell. Le foto dei cazzi mandate alle donne, la mostra, il perchè le si manda

 Leggo della mostra di Whitney Bell su internt. L'articolo è preso dal sito vice  a firma  Alison Stevenson, una donna.


Nell'articolo si spiega come Whitney Bellabbia allestito una mostra con le 200 foto di cazzi che altrettanti uomini le hanno mandato via mail o sul cellulare senza che lei le avesse richieste.

Nella mostra le foto sono appese sui muri di una casa ricostruita (salotto, camera da letto) per rendere l'idea di come quesete foto (NON RICHIESTE) entrino nella vita privata delle donne violandola.

Un mio amico su FB mi fa notare che la spiegazione di di Whitney sul perchè questi uomini mandino le foto  dei loro cazzi gli sembra banale, generalizzato, prevenuto, ostracista.

Che dice Whitney?

Perché lo fanno? Hai avuto qualche lume?
È esattamente come me l'aspettavo. Molestie. Il sesso non c'entra. C'entra il potere. Sono uomini che vogliono avere il controllo. Gli piace sapere che ti stanno costringendo a vedere quello che vedi, lo sanno che non gli chiederai di uscire se ti mandano una foto simile.
Non è un approccio, è come quando fischi a una ragazza per strada. Lo fai perché puoi.


Anche a me questa spiegazione convince poco. Sicocme non mi fido di internet  mi vado a cercare l'articolo originale sullo stesso sito.


E in inglese lei dice qualcosa di leggermente diverso

It's really what I thought it would be. All harassment. It's not about sex. It's about power. It's about these guys wanting to exert that control. These guys, they get off knowing that they forced some girl to see it. They know that girl is not going to turn around and say, "Let's go on a date."
It's not a pick up. It's like screaming at a woman from a car. You're just doing this because you can, and because the world has taught you that that's OK.

Integriamo la traduzione italiana restituendo i passaggi modificati. In rosso le parti corrette da me.

È veramente quello che ho pensato sarebbe stato
Tutte molestie. Il sesso non c'entra. C'entra il potere. Si tratta di questi uomini che vogliono esercitare quel controllo. Questi uomini, si eccitano sapendo che fornzaono delle ragazze a vedere [le foto]  Sanno che le ragazze non si ecciteranno e diranno "usciamo insieme". Non si tratta di un rimorchio. E' come quando gridi a una ragazza dalla macchina. Lo fai perchè puoi, e perchè il ondo ti ha insegnato che quello che fai è ok. 
 
Confrontiamo le due traduzioni


È esattamente come me l'aspettavo. Molestie.                                                 
Il sesso non c'entra. C'entra il potere.
Sono uomini che vogliono avere il controllo. Gli piace sapere che ti stanno costringendo a vedere quello che vedi, lo sanno che non gli chiederai di uscire se ti mandano una foto simile.
Non è un approccio, è come quando fischi a una ragazza per strada. Lo fai perché puoi.
È veramente quello che ho pensato sarebbe statoTutte molestie. Il sesso non c'entra. C'entra il potere. Si tratta di questi uomini che vogliono esercitare quel controllo. Questi uomini, si eccitano sapendo che forzano qualche ragazza a vedere [le foto]  Sanno che le ragazze non si ecciteranno e diranno "usciamo insieme". Non si tratta di un rimorchio. E' come quando gridi a una ragazza dalla macchina. Lo fai perchè puoi, e perchè il ondo ti ha insegnato che quello che fai è ok.













Mi sembra chiara l'operazione fatta da chi ha tradtto in italiano.

1) Attribuire un comportamento di certi uomini, quelli che mandano la foto dei loro cazzi, a tutta la categoria di uomini. Sono uomini fa dire la traduzione in italiano mentre Whitney in inglese dice sono quegli uomini, cioè solo quelli che mandano le foto non gli altri, non uomini generici.

2) In italiano whitney parla delle donne che ricevono i messaggi in seconda persona .
GLi paice sapere che ti stanno costringento. Ti, a te, te come donna, tutte le donne, non solo quelle che ricevono le foto.  In inglese Whitney dice qualche ragazza, non gà tutte le ragazze ma solo quelle che hanno ricevuto le foto.

3) Ai ragazzi che mandano foto non gli piace sapere ma si eccitano (to get off qui vale raggiungere un orgasmo).

Su questa lettura sono profondamente d'accordo.
Si eccitano sapendo che hanno costretto una ragazza a vedere la foto del proprio cazzo.

4) Non è un approccio dice Whitney in italiano mentre lei usa in inglese Pick up che vale rimorchio.

Io posso approcciarmi a una ragazza per chiedere una infromazione... Se la volgio rimorchiare è un altra questione...

5) La censura bella e buona è il motivo per cui questi ragazzi sicomportano così.
In italiano smeplciemente perchè sanno di poterlo fare in originale è perchè il modno hainsgenato loro che comportarsi così è ok.

Dicimao allora che letta in inglese Whitney è molto meno generica e banale di come la accusa giustamente il mio amico che l'ha letta in italiano.

C'è un altro passaggio illuminante nell'intervista. Quando Whitney constata che se una ragazza vuole mandare una foto sexy non manda mai il dettaglio della vagina.

L'idea che la foto del cazzo E BASTA, senza vedere il viso del ...proprietario possa essere sexy è un'idea che non mi prende.
Molti miei amici (gay e non) trovano invece la foto del cazzo sexy di per sè.
Io celio spesso dicendo che a me non paice il cazzo.
Ma è vero. A me piace il cazzo di. Mi devi cioè prima paicere tu, anche solo fisicamente, di viso e di corpo, e poi allora sono interessato al tuo cazzo.

Il cazzo per me non è un valore di per sè. E' la perosna che mi paice in tutte le sue parti.

Perchè a me piacciono i ragazzi non mi piacciono i cazzi.



In ogni caso mandare la foto del cazzo a una perosna senza che ce l'abbia chiesto è una forma d molestia sessuale. Punto e basta.

Nessuna donna, nessuna perosna deve subirla.


Vorrei il traduttore o la traduttrice dell'articolo alla gogna.

Grazie.

12 dicembre 2015

La disinformazione data da espresso online sul visto di censura (visa d'exploitation) del film La Vie d'Adèle.


La notizia è questa:

Il visto di censura (visa d'exploitation numéro 131739 ) del film La Vie d'Adèle, Palma d'oro a Cannes nel 2013, che lo vietava ai minori di 12 anni (in Francia i divieti sono a 12 16 e 18 anni), in seguito a una denuncia dell'associazione cattolica integralista Promouvoir  è stato annullato dalla Corte Amministrativa D'appello perché il film presenta "plusieurs la protezione dei llscènes de sexe présentées de façon réaliste, en gros plan" che sono "de nature à heurter la sensibilité du jeune public".
La corte ha imposto alla ministra della Cultura Fleure Pellerin una revisione del visto entro due mesi, durante i quali il visto è sospeso. La ministra è già ricorsa al Consiglio di Stato.
Intanto, privo di visto, non può essere distribuito in dvd, né online, né essere proiettato in sala, in qualche rassegna visto che il film è uscito al cinema nel 2013 e non è più in distribuzione regolare in sala.

La vera notizia non è tanto la revisione del visto ma la sua temporanea sospensione che ne impedisce di fatto la visione in tutta la Francia.
In casi precedenti di revisione del visto infatti il visto non è stato sospeso ma solo momentaneamente alzato al divieto massimo (i 18 anni di età) in attesa della sua revisione.
Stavolta invece il visto è stato sospeso e dunque il film non può esser visto e basta.

La fonte per questa notizia, quella vera, l'ho presa da francetvinfo


L'espresso online titola invece così la notizia così:

'Troppo sesso, proteggiamo i minori': così 'La vita di Adele' viene bandito dalle sale.

Come se il film debba ancora uscire in sala o sia in sala e sia stato ritirato.

Falso il film essendo uscito due anni fa!

Il film non è stato bandito visto che in Francia non esiste la censura totale* è solo momentaneamente non disponibile perché il visto esistente in attesa di sua revisione è stato annullato e non si è scelto di darne uno sostitutivo in attesa di quello nuovo ma è stato semplicemente sospeso.

Questa è la gravità della decisione del tribunale amministrativo.

Dunque un titolo più preciso, più aderente ai fatti sarebbe stato


'Troppo sesso, proteggiamo i minori': così 'La vita di Adele' viene sospeso dalla distribuzione.

Ma dato l'argomento trattato dal film (una storia d'amore fra due ragazze) la stampa sinistra ma non più di sinistra cavalca l'onda dell'allarmismo omofobico e insinua che il motivo per cui il film è stato bandito è perché si parla di amore tra due ragazze.

In realtà il film presenta delle lunghissime scene di sesso ai limiti della non simulazione in cui le due attrici sono impegnate in evidenti "69" dove il viso dell'una è vicinissimo al pube dell'altra.
Delle scene freddissime tutt'altro che erotiche quasi mediche nella loro impassibilità sia erotica che emotiva.
Al di là del mio giudizio personale e dunque discutibile, delle scene di sesso molto esplicite (e lunghissime minuti e minuti di sesso) per le quali il film doveva essere sicuramente vietato ai minori di 16 anni e non di 12.
Perché la storia d'amore raccontata nel film è inesistente (il film nonostante le sue tre ore nulla ci dice dei sentimenti delle due ragazze che si lasciano così come si sono messe insieme senza che il film ci mostri una spiegazione una) e da questo film le ragazze imparano che le lesbiche se la leccano e si sditalinano un po' il corrispettivo dei film sui ragazzi (come quello di Pivetti) secondo i quali i ragazzi gay se lo mettono nel culo, mentre nel mondo reale, grazie a dea, il sesso è mooooolto più vario e vitale di così.

Allora va bene la petizione di principio e sicuramente la sospensione è un sopruso ma qui non stiamo parlando dei danni subiti dal popolo francese che non possono assistere a un film vitale sull'amore tra donne un film tra l'altro che è uscito due anni fa e che dunque finora chi voleva vederlo lo ha visto, acquistato, downlodato da internet e quant'altro, ma un danno commerciale perché il film nei prossimi due mesi non è più in vendita o a noleggio. Un film che comunque rimarrà in streaming e a disposizione su tutti i siti dove può essere visto o scaricato senza pagarne le royalties e questo la dice lnga sull'importanza della pirateria che può sopperire alla visibilità di un film laddove uno stato censuri...

Ma per l'espresso il film è bandito dalle sale...

La stampa italiana disinforma anche te. Dille di smettere


*la legge francese sul visto di censura per le immagini animate prevede che il visto può essere rifiutato per "motivi inerenti la protezione dell'infanzia o della gioventù o il rispetto della dignità umana" . Si tratta di una motivazione di carattere speciale e non riguarda dunque le classiche ragioni di ordine pubblico, pubblica sicurezza, ecc motivi per i quali non si puà rifiutare il visto di censura.

11 aprile 2014

Le parole per dirlo. Quando per la stampa continui ad essere illegittimo anche se la legge non lo consente più. Sul presunto assassino di Yara Gambirasio.

Si legge oggi sui giornali e sulla rete chel'assassino di Yara Gambirasio, la tredicenne uccisa il  26 novembre 2010 il cui cadavere fu ritrovato solo tre mesi dopo il 26 febbraio 2011, potrebbe essere il figlio di Giuseppe Guerinoni, morto nel 1999. A Guerinoni si è arrivati nel corso delle indagini partendo dall'unica traccia dell'assassino ana macchia di sangue trovata sugli slip di Yara.
Durante le indagini gli investigatori indagano su un uomo la madre del quale aveva lavorato a casa Gambirasio come domestica. Il test del dna sul sospettato dà un risultato non coincidente, ma solo compatibile. L'assasiono è un parente dell'uomo. Si scopre così che il padre, deceduto, è originario di Gorno. Il padre aveva 12 fratelli. Si ariva così a Giuseppe Guerinoni (morto nel 1999), il cui riscontro del dna è quasi coincidente. L'uomo vine e ora considerato ufficialmente il padre biologico dell'assassino di Yara Gambirasio. Questo figlio rimane ancora anonimo e quindi non è un figlio legalemnte riconosciuto. Un figlio segreto, nato fuori dal matrimonio (se mai Guerinoni si è sposato, non lo so e non mi interessa).
Una volta la prole nata fuori dal matrimonio venivano idicati come figli illegittimi (figlie illegittime) con un termine discriminatorio (quella mancanza di legittimità) di cui certo loro non hanno responsabilità.
La distinzione oltre che morale era anche legale visto che la prole naturale, con un termine meno giudicante di illegittima, non avevano gli stessi diritti della prole legittima quella nata nel matrimonio.

La Legge n. 210 del 10 dicembre 2012, pubblicata in Gazzetta Ufficiale 17 dicembre 2012, n. 293.
ha cancellato qualunque distinzione legale ricosncoendo lo stesso status legale ai figli legittimi come a quelli naturali e a queli adottivi. Il legame di sangue e la natura del legame dei genitori non influenzano più lo status legale della prole.

Eppure molti giornali di oggi, gr1 compreso, che mi ha dato, appena sveglio, la pulce nel'orecchio, sottolineano il fatto che l'assassino sia il figlio illegittimo (usando un termine desueto sostituito da figlio naturale) di Guerinoni.

Così uno, una, legge o sente che l'assassino è un figlio illeggittimo e automaticamente si convince che questo assassino di una tredicenne è un poco di buono anche perchè era un figlio illeggittimo, usando un termine che non ha più ragione di essere visto che la distinzione è legalmente decaduta da quasi un anno e mezzo e che la specifica non serve certo a spiegare che il figlio, non essendo stato legalmente riconosciuto, è persona ignota.
Non tutti i giornali usano questo aggettivo nel titolo.

Non lo fanno
il fatto quotidiano

La Repubblica (edizione di Milano)
Corriere della sera edizione di Bergamo





Usano l'agettivo illeggittimo
Il giornale (nel sottotiolo)
la home page di Repubblica


il GR1
il web (Today), e le agenzie stampa (TM news)


Ed ecco come la stampa ci nutre a pregiudizi senza nemmeno che ce ne rendiamo conto.

5 aprile 2014

Gli animali che mangiamo.

Da qualche giorno le stazioni della metro di Roma (e non solo) sono tappezzate da questi manifesti.




Fanno parte della nuova campagna dell'OIPA che difende gli animali da tutta una serie di absui ed usi umani.

Nel sito dell'OIPA si legge

Ogni anno in Italia sono circa 4 milioni gli agnelli uccisi, cuccioli di circa due mesi di vita, separati forzatamente dalle loro madri, maltrattati, marchiati e trasportati verso una fine crudele e violenta. Circa 800.000 muoiono esclusivamente nel periodo di Pasqua.

Ma perché il cane corre nei prati con il suo compagno umano, il gatto sonnecchia sul divano e risponde alle carezze con le fusa, mentre l’agnello piange perché è stato strappato dalla mamma e si trova appeso a testa in giù e sgozzato?
Si parla tanto di antropocentrismo ma l'antropomorfizzazione degli animali mi pare l'altra faccia della stessa medaglia.

Non sono un vegetariano e non credo nel vegetarianesmo come rinuncia totale alla carne e agli altri derivati animali anche se rispetto chi fa questa scelta.

Credo nel rispetto di ogni froma di vita e là dove non si può non recare danno o dolore credo all'obbligo di dargliene meno possibile.

Un conto è boicottare il consumo delle uova perchè povere le galline cui vengono sottratti i figli, un conto è boicottare le uova che provengono da allevamenti industriali dove le galline sono tenute in stie ccosì piccole che non possono nemmeno dispiegare le ali.

Credo che confondere questi due livelli, il vegetarianesimo duro e puro e la denincia della crudeltà inutile (ciè facilmente evitabile) contro gli animali sia controproducente e ambiguo.


Controproducnte perchè imponendo quella che è a tutti gli effetti una forma di ascetismo si finisce col sostituire con un motivo idealistico il motivo vero per cui, per esempio, non si devono allevare galline nelle stie di cui sopra.

Ambiguo perchè per sostenere la scelta ascetica e idealistica si forniscono prove e dati privi di alcun fondamento scientifico e che sminuiscono questa scelta etica (non quella scetica) alla sua base.
Un po' come se chi crede in dio mi portasse una prova scientifica della sua esistenza in base alla quale devo credere.

Se io non voglio nutrirmi di carne dianimali perchè rispetto ogni forma di vita lo faccio anche se la carne fa bene. Se fa male non lo faccio per altruismo ma per egoismo. 

Se poi leggo su faccialibro di tante persone vegetariane o vegane le loro di chiarazioni di odio omicida per gli esseri umani che usano gli animali nel circo... non è che queste persone si comportano davvero in amniera non violenta.

Tornando a questa pubblicità progresso la trovo grottesca per l'etnocentrismo ingenuo e fuori tempo massimo che la caratterizza.

Intanto quell'equazione animale carne di animale.

Noi non mangiamo l'agnello (cioè con tutto il vello e le interiora) ma solo la sua carne dopo essere stata tratta in un certo modo.

E comunqune la carne di cane la  si mangia in molti posti del mondo e il fatto che le perosne che la mangiano vengano considerate più incivili o crudeli perchè da noi il cane è un animale da compagnia la dice lunga sul razzismo e la xenofobia con cui si approccia la questione.

La carne di gatto la si mangia anche in italia, e non solo durante la guerra, anche se in Europa ci sono leggi di tutela per gli animali d'affezione.

Per cui di che diavolo parlano questi?



14 marzo 2014

Alessandra Mussolini e il marito pedofilo. Quando il linciaggio mediatico diventa menzogna

Sarà che Il fatto quotidiano sta rubando il primato di peggiore giornale a Repubblica, il che è tutto dire, ma le illazioni di un articolo che non ha nemmeno il coraggio di una firma (se non un generico la redazione) dimostrano l'ignoranza discriminatoria, maschilista, ignorante e fascista della redazione (e del giornale).

Tra tutti i clienti delle baby prostitute dei ParioliMauro Floriani è quello che il cui nome ha fatto più scalpore perché marito della senatrice Alessandra Mussolini che, più volte, aveva invocato per i pedofili la castrazione chimica.
Esordisce così l'art.. quqsto scritto infamante, facendo un parallelo inesistente tra pedofilia che è l'abuso sessuale con bambini e bambine in età pre o parapuberale (fino ai 13 anni e normalmente ben al di sotto di quell'età purtroppo), e sfrutamento minorile della prostituzione cioè sesso apagamento con minori dai 14 anni in su che la legge italiana non vieta per principio se consenziente... (tranne alcune comprensibili restrizioni, quando cioè il o la maggiorenne non ha un rapporto di autorità con il o la minore: corpo insegnate, allenamenti sportivi, clero, etc...).

Quello che conta prima di tutto per la redazione del Fatto  non è la sfera privata, cioè una donna che si ritrova il marito indagato per sfruttamento della prostituzione minorile, con tutto quello che questo sul dire per la donna, moglie, madre, Mussolini ma la figuraccia d'incoerenza di chi vuole la castrazione chimica dei pedofili e poi il pedofili se lo ritrova in casa.

Un ragionare da bar, da autobus, da persone prive di competenza alcuna, umana, legale, culturale, politica, e che invece ritroviamo online, in tutta la sua ingombrante e fastidiosa arroganza che non ha nemmeno il coraggio di metterci una faccia, cioè un nome, ma sinasconde dietro una anonima redazione, nella migliore tradizione della delazione...

Un articolo surrettizio e allusivo che dice una cosa quando la realtà è un'altra come quando si dice
(...)la nipote di Sofia Loren avrebbe buttato fuori di casa il marito, con cui ha passato una vita e ha sposato nel 1989. Tutto sarebbe successo una settimana prima che scoppiasse lo scandalo, quando l’uomo si è presentato spontaneamente agli inquirenti per chiarire come mai il suo numero fosse tra quelli intercettati. (...)  Ora Floriani avrebbe trovato una sistemazione non lontano dalla ex casa coniugale, mentre la Mussolini si sarebbe trasferita dalla madre per tutelare i tre figli.
Avrebbe, cioè non si sa... E Mussolini (senza quel la sessista ma tant'è) ha lasciato anche lei la casa quindi non lo ha cacciato di casa, hanno entrambi lasciato la casa per proteggere i figli... Ma proteggerli da cosa? Non certo dal marito pedofilo... Forse da una stampa invadente che oggi non trova niente di meglio che pubblicare le foto del matrimonio di Alessandra Mussolini col marito? Lo fa il Messaggero manco fosse novella duemila...

L'articolo del Messaggero cui fa riferimento il Fatto arriva a fare una illazione surrettizia e discriminatoria


Invece di riconsocere a Mussolini di non aver difeso pubblicamente il marito ma di essersi tenuta in un silenzio pubblico il Messaggero scrive:
Perché meravigliarsi, quindi, se ora non è scesa in campo, lancia in resta, per difendere il marito?
Quel che le dovrebbe essere riconosciuto come coerente scelta etica prima ancora che politica diventa una estravaganza, una delle tante intemperanze per cui Mussolini si è distinta negli anni. 

Quale donna avrebbe difeso il marito sfruttatore della prostituzione minorile? Forse Cristina Mangani che firma l'articolo del Messaggero? Non si sa.

Si tratta a ben vedere di una bieca strategia retorica per dimostrare che Mussolini quel che combatte ce lo ha in casa...
Come se la responsabilità del marito che sfrutta la prostituzione minorile sia sua.
Come se, insomma, la scelta incauta di Mussolini la renda colpevole quasi quanto il marito.

D'altronde l'ultima campagna istituzionale sulla violenza contro le donne usa proprio questa argomentazione retorica.
Donne scegliete bene. Come si trattasse di scelta incauta e non di un comportamento da contrastare sempre dove le donne sono le vittime e non le colpevoli.

Alessandra Mussolini in così vittima due volte.
Come moglie che ha un marito che, se sarà convalidata l'accusa, sfrutta la prostituzione minorile, e come donna che viene attaccata politicamente in maniera meschina (e irrilevante ) per una vicenda personale usata come argomentazione politica che politica non è. Perchè Alessandra Mussolini sarà tante cose ma non è una sfruttatrice della prostituzione minorile e non lo diventa solo perchè, se sarà così provato, lo è il marito.

Perchè l'idea di Mussolini che predica bene e razzola male non serve a niente se non a mantenere lo status  quo di un paese schifosamente misogino e maschilista.

Io so che nei confronti della difesa delle donne su Mussolini posso sempre contare. Anche nei confronti dell'infanzia sessualmente sfruttata visto che se l'Italia ha recepito la convenzione di Lazarote lo dobbiamo anche a lei, come ricorda il Messaggero ma NON Il fatto.

Su tanti compagni di orientamento sessuale (i cui commenti da checche isteriche potete leggere su faccialibro) non solo so di non poter contare ma devo smarcarmi continuamente per sottrarmi a un odio contro le donne che non mi appartiene e che mi offende in quanto gay e in quanto uomo.

E non mi importa se Mussolini dice di me che, se l'ha mai detto, in quanto gay sono un pedofilo.

Io non userò mai l'argomentazione che lei di pedofilo c'ha il marito per criticare questa sua affermazione offensiva.
Perchè due mostruosità rimangono due mostruosità anche se io lo faccio "per difendermi".

Troppo comodo.

Il rispetto per le persone ci deve essere a prescindere.

Tutta la mia solidarietà ad Alessandra Mussolini dunque.

Tutto il mio ludibrio a quelle persone che usano il privato di Mussolini come argomentazione politica.


VERGOGNATEVI



11 marzo 2014

La nuova pubblicità della Henkel che La Repubblica spaccia per una candid camera.

Sul sito di Repubblica, il peggior giornale italiano, da ieri si legge un commento, mendace e privo di senso, a un video forse una vera candid, forse un fake pubblicitario.


Del video non ci viene detto nulla se no che è una pubblicità di deodoranti per il wc che sta collezionando migliaia di clic al giorno.
 
)


In realtà si tratta più semplicemente dell'ultima campagna della tedesca Henkel che Repubblica invece di presentarci come pubblicità di uno dei colossi delle pulizie ce la presenta come uno strano video fatto non si sa da chi...

Allora ci prova paesaniniland che non è una testata giornalistica ma solo un modestissimo blog a fare informazione visto che Repubblica preferisce fare un surrettizio endorsment alla Henkel.

La campagna italiana della Henkel, un colosso tedesco da oltre 13 miliardi di euro, dal comportamento etico non proprio irreprensibile secondo la Guida al consumo critico   (la 5a edizione del 2008),  publicizza Power Activ la nuova tavoletta per wc della Bref (marchio di proprietà della Henkel) per far pubblicità al quale si è pensato di far rappresentare ciascuna delle quattro sfere della nuova tavoletta da uno splendido ragazzo che trasforma il tuo WC in un paradiso come si legge nella sezione Flash to Paradise appositamente dedicata nel sito della Bref.

I quattro ragazzi fanno parte della Bref Balls Dream Band che non è nuova per il pubblico italiano perchè già nel novembre del 2012 era visibile su un canale dedicato di Youtube in  un primo video nel quale i quattro cantano una canzone (su musica di Ferdinando Arnò) Please baby flush-it (t.l. Per favore baby tira la catena)  ammiccando dentro a quattro gabbie che riprendono la forma del prodotto, mentre una  cascata di acqua li fa rimanere in mutande.

)


Il sito youmark.it  spiegò in un articolo (dal quale prendo le mie informazioni) del dicembre del 2012 i dettagli della campagna che oltre al video prevedeva cartoline distribuite nei bar, pub e locali di Milano e Roma, e in dieci centri fitness con expo da banco, locandine negli armadietti, vetrofanie e prodotto nei wc (che in gergo pubblicitario si chiama Guerrilla) con tanto di evento dedicato durante il quale un modello riprende il video e si spoglia ad ogni tiro di catena.
Questo primo video è della TBWA\Italia, che ha scritto anche il testo della canzone e ha realizzato il brand channel, le promocard e il pre-roll. Il video è stato distribuito da Goviral. Centro media MEC.
Il video di cui parla ieri Repubblica è dunque il secondo video di questa campagna commerciale nata 14 mesi fa.
Un vero quotidiano ci avrebbe informato e non avrebbe invece contribuito in maniera mendace e surrettizia a sostenere la campagna presentando il video, frutto di una precisa strategia, come un video stravagante e buffo del quale non si sa se è una candid camera o no.


Come per il video precedente anche questo nuovo spot verrà distribuito in più di 20 Paesi contemporaneamente grazie anche a una campagna adv sui principali social network (in particolare con l’hashtag #flushtoparadise) e il coinvolgimento dei più famosi blogger italiani (no non io...).

Sul canale youtube si possono scaricare i wallpaper o mettere il proprio viso in una cartolina con loro quattro. 

 

mentre sito ballsdreamband.bref.it i quattro componenti della band vengono presentati individualmente, in altrettante gif animate e si possono scaricare anche i wallpaper.




Dimitri - The Sparkling

"Facciamo uno schiuma party nel tuo WC"

Il tuo WC non è abbastanza pulito? Un problema del passato! Affidati a Dimitri che, con la sua potente schiuma, renderà brillante il tuo WC come mai prima d'ora.

 

Marcelus - The Granitic"Userò il mio martello per te"

Marcelus personifica la formula anti calcare che rende il tuo WC super splendente. Con il suo enorme martello e la sua incredibile forza spaccherà ogni residuo di calcare in piccolissimi pezzi.
Come puoi vedere, non è solo sexy ma anche utile.
Fidati di lui, la sua forza pulente è davve

Alejandro - The Protective

"Non aver più paura dello sporco"

Germi, sporco e macchie nel tuo WC - davvero un incubo, no? Non preoccuparti: Alejandro respingerà tutti i tipi di sporco con il suo scudo protettivo. Finalmente il tuo WC resterà pulito a lungo.

 

Marcus - The Extrafresh

"La mia firma inconfondibile è la freschezza"

Appena scoprirai l'extra freschezza di Marcus non potrai che innamorartene. Il suo profumo avvolgerà il tuo WC ed il tuo bagno fino a quattro settimane. Puoi scegliere tra l'inebriante profumo di oceano, bosco oppure l'azione igienizzante della candeggina.ro incredibile.





Che a capire che lo spot non sia una vera candid camera  non si richiede l'acume che Virginia Della Sala la giornalista che firma, ahilei, il pezzo su Repubblica non ha, basta guardare il making of del video nel quale si vede che si tratta di un set e non di una candid camera.



Insomma una spudorata pubblicità camuffata...

Vatti a fidare di Repubblica e di chi ci scrive!


E ora veniamo all'analisi dello spot che qualcuno sula rete ha liquidato come sessista.

L'idea di pubblicizzare le tavolette per il wc a in target femminile risente della divisione sessista del ménage familiare, ma rispetto altre pubblicità che vedono le donne adempiere ai lavori donneschi della cucina almeno queste donne escono (anche se vano al centro commerciale mica a divertirsi...) e sono coinvolte in un bisogno fisiologico donnano e il prodotto che viene loro regalato  è pubblicizzato in un ammiccamento sessuale dove, una volta tanto, le donne non sono oggetti ma soggetti. Infatti il paradiso del bagno pulito (preoccupazione donnesca) è abbellito dai quattro ragazzi semivestiti che non le irretiscono ma si offrono loro.
Se la signora di una certa età si spaventa del maschione che spacca il calcare le ragazze più giovani invece si trovano a loro agio a sentire dei maschi che si rivolgono loro in un ammiccare dove non chiedono ma si offrono loro  e interagiscono senza intimidirisi (anzi prendendo l'iniziativa verbale).

Poi lo scherzo finisce la realtà viene ripristinata e queste donne tornano da dove sono venute (e senza vere fatto pipì!!!).
Insomma sessismo sì ma spiritoso e meno pesante di tanti altri spot del genere nonostante qualche commento maschile sulla rete lo liquidi come uno spot viziato dal solito sessismo. Sessismo si, ma solito direi di no!

Pensate piuttosto a riabbassare la tavoletta dopo averla alzata prima di uscire dal bagno!

Almeno che, per evitare di fare schizzi, e inguacchi, non vi sediate, come il sottoscritto, anche per fare pipì, in quel caso  rischiate di essere scambiati per uomini transgender.

Se invece vi piacciono i quattro maschioni dello spot siete se non proprio gay almeno un tantinello bisex...

Io? Io sono all'antica...

6 marzo 2014

A Teresa Bellanova la delega alle Pari Opportunità. (Alla faccia di tutte le perosne che dicevano rezni avesse cancellato il ministero perchè aveva messo 8 donne al governo...).

Subito dopo che Renzi ha reso noto l'elenco dei ministri e delle ministre del suo governo (otto i dicasteri retti da donne, per la prima volta nella storia repubblicana del Paese) su Facebook è passata subito la (dis)informazione che Renzi avesse cancellato il ministero delle pari opportunità.

In realtà il ministero non c'era né nel governo Letta (il dipartimento era letto per delega dalla Ministra per le pari opportunità, lo sport e le politiche giovanili Josefa Idem, dimessasi la quale la delega è passata a Cecilia Fuerra, vice ministra del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali né in quello Monti, la cui delega era retta dalla Ministra Elsa Fornero del Lavoro e Politiche sociali con delega alle Pari opportunità.

Ora, nel governo Renzi il dipartimento è retto dalla sottosegretaria al ministero del Lavoro Teresa Bellanova (PD) la quale, all'ultimo congresso del Pd, ha sostenuto il candidato Gianni Cuperlo.


Quindi i commenti letti su faccialibro che Renzi dato il contentino di otto donne al governo aveva deciso di cancellare il ministero, oltre a non corrispondere a verità, il ministero non c'è più già da due esecutivi, tre con quello di Renzi, è sintomatico dell'avversione che molte italiane e molti italiani hanno nei confronti delle donne al punto tale che queste otto ministre sono state percepite da tutti e tutte, da prospettive politiche anche opposte ma con lo stesso disgustoso maschilismo, come specchietto per le allodole, peggio, come collaborazioniste (come ha scritto una donna dal lessico estremamente ginnico) dei maschi in un delirio di non senso e di inattendibilità storica.


D'altronde quando il ministero c'era ed era retto da Mara Carfagna, la ministra è stata messa in discussione non per alcune sue affermazioni discutibili ma per i meriti professionali e per il motivo per cui era diventata ministra: perchè l'aveva data. 

Questo commento disgustosamente maschilista era stato fatto non solo da uomini ma anche da donne a dimostrazione di come la cultura patriarcale sia endemicamente ambigenere.


Vorrei ricordare, en-passant, che l'Unar, quello tanto vilipeso dalla viceministra Guerra (PD) per i libretti contro l'omofobia, è stato istituito da Stefania Prestigiacomo (PDL) tanto per ricordare che così come per i diritti lgbt anche i diritti delle donne e l'antirazzismo sono transpartitici.

Molto interessante la biografia di Bellanova, sindacalista già a 15 anni (capolega alla Camera del Lavoro di Ceglie Messapica) in CGIL è  coordinatrice regionale delle donne della Federbraccianti in Puglia, segretaria generale provinciale della Flai (Federazione lavoratori dell’agroindustria) Cgil di Lecce, segretaria generale della Filtea Cgil (Federazione italiana lavoratori del tessile-abbigliamento) di Lecce, entra nella segreteria nazionale della Filtea con delega alle politiche per il Mezzogiorno, alle politiche industriali, al mercato del lavoro, al contoterzismo e alla formazione professionale.

Certo c'è da constatare come nel governo Renzi il dipartimento sia retto da una sottosegretaria mentre nei governi precedenti la delega era stata data a una ministra (ma già Letta, dimessasi Idem aveva affidato la delega a una viceministra).

Facebook si dimostra totalmente inattendibile, ma rimane un laboratorio sociale interessantissimo. Tutti e  tutte possono aprir bocca e gittar fori fiato e quel che esce delle bocche italiote spiega molto meglio di tutte le promesse disattese degli esecutivi italiani perchè in campo di diritti er le donne e lgbt l'Italia sia un paese inesistente, prima ancora che dio creasse il cielo e la terra. Peccato che gli italiani e le italiane sono qui a rompere gli zebedei...
bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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