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31 dicembre 2012

Rita Levi-Montalcini. Gli insulti, in vita, della destra e di Grillo. La sua morte è una grave perdita per tutti.

Ieri il TG5, edizione delle 20, ha dedicato alla morte di Rita Levi-Montalcini un servizio di nemmeno due minuti non certo per mancanza di tempo a fare un servizio di approfondimento dato che la notizia della morte della senatrice è stata diffusa nel primo pomeriggio.
Nello stesso Tg però  è stata proposta un'intervista a Berlusconi di oltre 6 minuti. Una durata anomala rispetto ai tempi standard dei tg nazionali.
La scelta editoriale è chiara: in tempo di campagna elettorale e prima della par condicio, l’editore di riferimento deve avere tutto lo spazio che vuole a discapito di tutto il resto
. 



Rita Levi-Montalcini era stata eletta senatrice a vita nel 2001 dall'allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo scientifico e sociale.

La carica a vita spetta di diritto agli ex Presidenti della Repubblica e viene conferita agli italiani e alle italiane che hanno dato lustro e gloria alla Patria "per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario".
Rita Levi-Montalcini siede dunque al Senato senza essere stata eletta.

Il breve governo Prodi (2006-2008) aveva una maggioranza di pochi voti al Senato e la partecipazione assidua ai dibattiti e alle votazioni di tutti i senatori e le senatrici a vita permise di far approvare alcuni provvedimenti importanti. L'opposizione di destra attaccò duramente questi senatori non eletti dal popolo e di età avanzata, fatti oggetto di scherno e di battute ignobili.

In particolare contro Rita Levi-Montalcini.

Oggi alla notizia della sua morte tutti i politici e le politiche hanno espresso cordoglio e ammirazione per la donna.

Anche quelli che l'hanno insultata nella persona o sollevato critiche spropositate per l'operato dell'avversaria politica.

Voglio ricordare a questi fascisti che purtroppo siedono ancora al parlamento  e al senato, le loro parole di allora, chiedendo un minimo di coerenza,  cercando di ristabilire una memoria storica cui noi italiani e italiane difettiamo massimamente. Nel leggere le loro parole di allora e quelle ipocrite ci cordoglio di oggi Non arrabbiatevi. Piuttosto raccontatele a chi non le ricorda come ha giustamente esortato il mio amico Daniele Brundu nel suo post, al quale devo moltissimo per queste mie righe.


Di mio aggiungo e cerchiamo di mandarli a casa.

Cominciamo questo florilegio da Silvio Berlusconi.
 
Mi unisco a tutti gli italiani che in questo momento rendono il doveroso omaggio a Rita Levi Montalcini. Una scienziata di grande valore, una donna che ha onorato l’Italia ha dichiarato ieri il cavaliere.

Il 19 maggio del 2006, invece, allora all’opposizione, Berlusconi  attaccò pesantemente i senatori a vita, rei di avere votato la fiducia al governo Prodi:  I senatori a vita hanno fatto qualcosa che era profondamente immorale secondo la coscienza della nostra parte politica.
Montalcini rispose con eleganza: E’ la sua opinione. Io non avevo solo il diritto ma anche il dovere di votare.

Lega, tramite il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota dichiara Per noi è un vero onore che sia nata a Torino e che da qui abbia poi fatto tanta strada, dedicando la sua vita alla scienza, raggiungendo altissimi meriti in campo scientifico, fino al Premio Nobel per la medicina nel 1986.
Lo stesso Noi però nei due anni di Governo Prodi si epsresse su Montalcini con ben altre parole.


Roberto Calderoli nel Giugno del 2006 dopo una votazione salva Governo, disse della senatrice a vita:

Quando ieri ho visto la Montalcini votare, ho detto “allora è viva”. L’hanno tolta dal microonde e l’hanno scongelata
.


Castelli e tutta la lega, proposero nel 2007 di eliminare i finanziamenti pubblici in finanziaria per l’EBRI (European Brain Research Institute), un centro un centro di ricerca scientifica internazionale che si occupa del cervello (e dello studio delle sue patologie tra cui l’Alzheimer e Parkinson) che ha sede a Roma, fondato dalla senatrice.
Un modo per valorizzare gli scienziati italiani e favorire il rientro di quanti erano andati all'estero a causa della scarsità di centri di ricerca nel nostro Paese. Un'istituzione di eccellenza, indipendente, che mette al primo posto il merito e non ha referenti o padrini né nella politica né nell'economia.

Per Roberto Castelli i finanziamenti andavano aboliti perchè si trattava di Un immorale mercimonio, un grande spreco.

 
Oggi, sulla sua pagina Facebook, Storace, leader de La destra, scrive


A cosa si riferisce?
Nel settembre del 2007 in occasione di un voto alla finanziaria indispensabile per il governo Prodi Fabio Sabbatani Schiuma esponente de La Destra, la nuova formazione politica fuoruscita da Alleanza Nazionale, capeggiata da Francesco Storace, propone di spedire delle stampelle ai senatori a vita a cominciare da Montalcini. 

Abbiamo scartato mutandoni e pannoloni, meglio le stampelle
, dice Sabbatani Schiuma che, intervistato da Repubblica, insiste: Loro, i senatori a vita, sono le stampelle di questo governo sì o no? E poi se son vecchi se ne stessero a casa.

Quando Repubblica ricorda a Storace che l'idea delle stampelle ha un sapore fascista l'ex governatore della regione Lazio risponde
Ma quale fascista, è un' idea goliardica, so' ragazzi. Io, comunque, non ce l' ho con la Levi Montalcini scienziata, anzi, da connazionale, ne sono orgoglioso. Provo pena, invece, per la sua attività al Senato. E' intollerabile che questi votino tutto, non solo la fiducia al governo, ma anche le mozioni e gli ordini del giorno, com'è successo con il caso Visco.


Storace, coerente, presenta un disegno di legge per l'abolizione della figura del senatore a vita (in realtà prevista dalla Costituzione).

Sul suo sito, in quei giorni, si potevano leggere, non filtrati, i commenti di alcun lettori: Vergognosi a vita, mummie, relitti, cariatidi maleodoranti, parassiti, Barabba senatoriali, siete sclerotici, inutili, dannosi».
Di Montalcini dicono La Montalcini è vecchia, ha i miliardi da parte e rompe pure i cosiddetti. E' irritante, di profilo anche più odiosa».
Di profilo.
Che ci fa al Senato? Le darei un incarico politico nel ghetto
.


Montalcini non si fa intimidire e scrive una lettera al direttore di Repubblica
che conclude con estrema lucidità:
A quanti hanno dimostrato di non possedere le mie stesse "facoltà", mentali e di comportamento, esprimo il più profondo sdegno non per gli attacchi personali, ma perché le loro manifestazioni riconducono a sistemi totalitari di triste memoria. 


Le stampelle de La Destra fecero irritare anche Napolitano che  disse:
Mancare di rispetto, tentare di intimidire la professoressa Rita Levi Montalcini, che ha fatto tanto onore all'Italia, è semplicemente indegno.

Non pago  Storace disse che Napolitano era indegno di una carica usurpata a maggioranza. Napolitano lo denunciò per offesa all’onore e prestigio del Presidente della Repubblica (articolo 278 del Codice Penale), ma purtroppo, per un errore dell'allora guardasigilli Mastella (quello che ha fatto cadere il Governo prodi)  il giudice monocratico Albina Fiordalisi è stata costretta a dichiarare l'illegittimità del decreto con il quale l'allora  Guardasigilli Clemente Mastella il 17 ottobre del 2007 aveva concesso l'autorizzazione a procedere contro Storace perchè Mastella non informando storace di quanto stava avvenendo ha violato la legge 241/90 (l'obbligo di motivazione).
Nonostante la motivazione tecnica e non di merito Storace dirà si essere stato prosciolto.


Lo sport delle offese per l'età  son di casa anche alla lega.


La Padania titolò: “La ricetta di Nonna Rita / Una badante per il governo”.

Gli insulti per l'età non sono nuovi, l'anno prima Feltri alla nomina di Napolitano a Presidente della Repubblica Titolava Comunismo coi pannoloni e poi tornava sull'argomento, dopo le proteste, con un articolo dal titolo La dittatura dei pannoloni.


Ha la memoria corta anche il presidente del Senato Renato Schifani che oggi scrive: Nella sua lunga esistenza, dedicata sino alla fine, con straordinaria lucidità e immutata passione agli studi scientifici, ha illustrato il nostro Paese come pochi altri nel secolo passato.

Il 16 giugno del 2006, da capogruppo dei senatori di Forza Italia, si scagliò contro i senatori a vita e in particolare contro Montalcini dicendo:
“Come dimostrano le dichiarazioni odierne di Ciampi e della Levi Montalcini, l’Unione fa scendere in campo i senatori a vita per tentare di spuntarla in tutti i modi, anche nel referendum. Questo dimostra tutto lo stato di profonda difficoltà in cui versa il governo Prodi, obbligato a ricorrere a tutto pur di scongiurare l’inevitabile disfatta. Attendiamo adesso che la maggioranza getti ancora di più nella mischia i senatori a vita nel dibattito politico, così tra poco ce li vedremo anche in trasmissioni radio televisive a fare opinione per la sinistra, senza aver ricevuto alcun mandato dai cittadini”. 

Ma questi uomini  a dir poco fascisti sono in buona compagnia.

Nel 2001 Beppe grillo le diede della Vecchia puttana, perché, secondo lui, il premio Nobel a Montalcini venne comprato da una ditta farmaceutica di cui fu testimonial. L’azienda tirata in ballo dal comico genovese era la Fida, della quale la Levi Montalcini era stata testimonial per il lancio di un prodotto farmaceutico (il Croniassial) dagli effetti neurotossici.

Nell’udienza del marzo 2003 al tribunale di Cuneo, Grillo patteggiò una multa di 4mila euro.
Però fece ricorso in Cassazione per la liquidazione e le spese legali che il pubblico ministero di Cuneo - Guido Bissoni - aveva fissato in seimila e 100 euro. 


Nel 2005 a uno spettacolo a Roma cui sono stato spettatore, celiò sulla denuncia, dicendo che Montalcini se l'era presa non per il puttana ma per il vecchia. E concluse dicendo che lui aspettava con fiducia il processo lasciando intendere che i tempi lunghi della giustizia italiana avrebbero giocato a suo favore.


Infine noi romani e romane alle politiche del 2008 abbiamo fatto una figura da nazisti. Quando Montalcini, allora 99enne, si è recata al seggio nessuno ha voluto cederle il posto, per motivi di età non certo di fama, ma si è sentita dire Faccia la fila come gli altri, anch'io ho fretta di votare. Montalcini ha atteso il proprio turno in piedi, avendo rifiutato la sedia che il presidente di seggio le aveva offerto.


Purtroppo c'è dell'altro.

Insieme al senatore del Pd Ignazio Marino, Rita Levi-Montalcini aveva lanciato un appello a Mario Monti e al suo Governo a proposito del decreto legge su semplificazioni e sviluppo.
Nell’appello, la Montalcini e Marino chiedevano di salvaguardare la meritocrazia nei finanziamenti dei giovani ricercatori italiani.Si legge nell'appello
Il decreto legge su semplificazioni e sviluppo, già approvato alla Camera e ora in discussione al Senato, cancella i principi di trasparenza e merito alla base delle norme che dal 2006 hanno consentito di finanziare i progetti di ricerca dei giovani scienziati under 40. [col nuovo decreto] tale selezione passerà di nuovo attraverso le stanze chiuse dei Ministeri dell’Istruzione e della Salute permettendo l’accesso ai finanziamenti solo a chi ha le giuste amicizie e non la necessaria preparazione acquisita in anni di studio, magari negli scantinati di qualche Facoltà per pochi euro. [la legge del 2006 invece prevedeva] che la valutazione per assegnare i finanziamenti fosse gestita da una commissione composta da ricercatori anch’essi sotto i quarant’anni, di cui almeno la metà operanti in enti di ricerca non italiani. Una metodologia democratica e trasparente, adottata da anni a livello internazionale.
Questi sono criteri (...)  che abbiamo il dovere di sostenere, anche per cercare di invertire la tendenza all’esodo che da troppi anni svuota il nostro paese di risorse preziosissime. La fuga dei cervelli non si combatte certamente rendendo ancora più difficile, se non impossibile, per chi non ha le conoscenze giuste l’accesso ai fondi della ricerca all’interno delle università e degli enti di ricerca italiani..
Profumo ha fatto orecchie da mercante e in commissione Affari costituzionali è stato sancito il ritorno al passato, con il potere decisionale, e discrezionale, in mano ai burocrati del ministero e ai baroni delle università che sceglieranno a chi destinare i fondi sulla base delle parentele e delle amicizie e non con i criteri oggettivi e trasparenti basati sul merito fissati dalle legge del 2007.

Inutile dire che di questo non parla nessuno ma tutti cercano di distinguersi per elogiare una morta che in vita hanno insultato e non ascoltato.

Siamo un popolo di merda. 


Per fare due risate a denti stretti ecco una citazione da nonenciclopedia alla voce dedicata ala scienziata.


Quote rosso1.png Sì, mi ricordo bene di quell'asteroide.... Quote rosso2.png
~ Rita Levi Montalcini sull'estinzione dei dinosauri
 


Questo post deve molto a quello di Daniele Brundu che mi ha dato le prime infromazioni chepoi ho integrato con una ricerca sulla rete.

E' ovvio che questo è il mio post e di quanto vi è scritto sono l'unico responsabile, Daniele è stato solo l'ispiratore.

15 ottobre 2012

Sull'articolo della Stampa di Rosalba Miceli Lo stress del bambino quando la mamma lavora : Quando il titolo insinua un giudizio sessita e maschilista.


Nell'articolo Lo stress del bambino quando la mamma lavora si vuole parlare di John Bowlby (1907 - 1990) uno psicoanalista che credeva la salute mentale e i problemi comportamentali umani fossero da attribuire alla prima infanzia. Bowlby propose la teoria evolutiva dell'attaccamento suggerendo come bambini e bambine nascono biologicamente pre-programmat*  a costituire attaccamento con le altre persone perché questo ne facilita la sopravvivenza.
Bowlby ipotizzò che madre e infanti hanno sviluppato un bisogno biologico si rimanere in contatto una con l'altr* e che la mancanza di questo contatto può far insorgere problemi emotivi e comportamentali bel bambino e nella bambina.

Per parlare (male) delle teorie di  Bowlby Rosalba Miceli la prende alla larga e parte da un gruppo di madri che lavorano - non donne che lavorano e sono anche madri - e quindi hanno lasciato il figlio (o la figlia) in mani altrui.

Poco più della metà dell'articolo infatti racconta (non si sa su quali basi, se di fantasia o di esperienza) il vissuto di alcune donne che, lavorando, non portano i figli con loro per poi introdurre le teorie di Bowlby (che instaurava un diretto collegamento tra comportamenti asociali e separazione prematura dalla madre) facendo tornare indietro l'emancipazione femminile di almeno 60 anni quando le donne cioè erano relegate ai lavori donneschi della cucina, gli unici che le rendevano sempre disponibili in casa con la prole, dimenticando che oggi, nel 2012 i figli e le figlie vanno già dopo i primi mesi di ivta in asilo nido e non perchè le madri, snaturate, lavorano, ma per sviluppare i Campi d'esperienza tramite i quali si delineano diversi saperi:
  • Il sé e l'altro

  • Il corpo in movimento

  • Linguaggi, creatività ed espressione

  • I discorsi e le parole

La famiglia viene oggi affiancata e integrata da una compartecipazione collettiva dove bambini e bambine crescono e si educano al pluralismo e si sottraggono così ai dogmatismi dei singoli genitori in un confronto plurale e open-minded.

Nell'articolo in questione sembra invece che la responsabilità su come crescerà la prole sia di unica pertinenza e responsabilità materne e che il problema principale sia quello ricordato dal titolo:  se la mamma lavora il bambino (mai la bambina) si stressa.

Invece chi legge queste sciocchezze si incazza.

22 settembre 2012

Oggi 22 settembre inizia l'autunno. Stasera, anche, l'International Moonwatch Party



 Oggi 22 settembre 2012 cade l’equinozio d’autunno.

Con il termine equinozio si indica il momento in cui il sole si presenta all'intersezione tra l'eclittica e l'equatore celeste e accade oltre che intoeno al 23 di Settembre anche intorno al 21 di Marzo.
Mentre la Terra gira attorno al Sole, l'apparente posizione del Sole si sposta di un intero cerchio nel periodo di un anno. Questo cerchio è chiamato eclittica, ed è anche il piano dell'orbita della Terra proiettato sulla sfera celeste.
L'altro cerchio nel cielo è l'equatore celeste, ovvero la proiezione dell'equatore terrestre sulla sfera celeste. Poiché l'asse di rotazione della Terra è inclinato rispetto al piano dell'orbita, l'equatore celeste è inclinato rispetto all'eclittica. Due volte l'anno, il Sole incrocia il piano dell'equatore terrestre. Questi due punti sono gli equinozi.

Equinozio deriva dal latino equinox formato da aequus “uguale” e nox “notte”. Infatti nei giorni di equinozio giorno e notte hanno all'incirca la stessa durata (a differenza dei solstizi dove la notte dura più a lungo (solstizio d'inverno e di meno solstizio d'estate).


L'equinozio di settembre era il primo giorno dell'anno nel calendario repubblicano francese, che venne usato dal 1793 al 1805. La Prima Repubblica Francese venne proclamata e la monarchia francese abolita il 21 settembre 1792 rendendo il giorno successivo (giorno dell'equinozio) il primo giorno dell'Era Repubblicana in Francia. L'inizio di ogni anno si doveva basare su calcoli astronomici (ovvero seguendo il vero corso del Sole e non la media degli altri calendari).


Oggi non si festeggia solo l’equinozio d’autunno. Oggi, o, meglio, stanotte ci sarà l’International Moonwatch Party.

Giunta alla terza edizione, la manifestazione, proposta dalla Nasa, coinvolge migliaia di ricercatori e appassionati del cielo in tutto il mondo, tra osservatori, centri di cultura scientifica e piazze nelle quali sarà possibile osservare la Luna nelle migliori condizioni.

Oggi  22 settembre la Luna è al primo quarto, la migliore condizione per poterla osservare perchè la luce, incidendo lateralmente, crea un gioco di ombre che mette in rilievo i particolari della superficie. La luce solare radente disegna ombre nettissime che consentono di percepire con la massima chiarezza i contorni dei crateri e i principali rilievi.
Al primo quarto, verso il terminatore (la linea che separa la luce dal buio) ci sono molte formazioni montuose e crateri facilmente osservabili, anche da un buon binocolo.
I gruppi montuosi denominati gli Appennini e le Alpi saranno facilmente visibili proprio vicino al terminatore; tra questi due gruppi montuosi si potrà osservare il cratere denominato Archimede ma anche tanti altri più piccoli presenti in quell’area.

Appennini lunari
Alpi lunari
Il centro del nostro satellite sarà dominato dal Mare della Tranquillità, dove allunò il LEM dell’Apollo 11, il 20 Luglio 1969.
Sempre verso il terminatore sarà possibile osservare tanti altri crateri: tra i più belli  Hipparcus, Albategnius, Alphonsus, Arzachel.



Hipparcus, Albategnius, Alphonsus, Arzachel

Al centro del disco lunare spiccherà il Mare della Tranquillità, dove il 20 luglio 1969 toccò il suolo il Lem dell'Apollo 11. Proprio a Neil Armstrong, primo uomo sulla luna, recentemente scomparso è dedicata questa terza edizione.
Mare della Tranquillità

 
Siti consultati (e parzialmente copiancollati e rielaborati) per scrivere questo post

wikipedia voce equinozio

notiziario on-line dell'Istituto Nazionale di Astrofisica INAF

Unione Astrofili Italiani UAI

articolo Sotto la stessa Luna di Emilio Sassone Corsi sul sito UAI

30 marzo 2012

Come ti manipolo il dato: sulle percentuali di italiani che hanno accesso al web

Leggo su TMNews agenzia giornalistica multicanale una notizia dal titolo

Scienza/ Metà italiani è online, crescita del 9,2% in un anno
il cui sottotitolo recita Dati Audiweb, a febbraio 2012 audience media in crescita del 7,3% 

A parte quel Scienza premesso come categoria alla notizia del tutto improprio (società o, tecnologia sarebbero stati più appropriati) e la sgrammaticatura del titolo (Metà italiani è pessimo italiano per la metà degli italiani o metà popolazione o mezza Italia) quel che si evince dal titolo è che metà degli italiani sono online e che rispetto l'anno scorso c'è stata a una crescita del 9.2%.
I dati sono forniti da Audiweb un
Joint Industry Committee partecipato dalle associazioni di categoria di tutti gli operatori del mercato: Fedoweb (50%), associazione degli editori online, UPA Utenti Pubblicità Associati (25%), che rappresenta le aziende nazionali e multinazionali che investono in pubblicità e Assap Servizi s.r.l., l'azienda servizi di AssoComunicazione (25%), associazione delle agenzie e centri media operanti in Italia.
come si legge sul suo sito. Insomma una affidabilità non così istituzionale come l'Istat, perchè questi dati servono per convincere investitori a usare il web come canale commerciale di vendita, pubblicitario, etc. Certo, direte i dati sono dati. Eppure basta leggere nello specifico il comunicato stampa emesso (che riporta una sintesi dei dati, la cui versione completa è disponibile solo per chi si abbona al sito (come per le agenzie stampa...) come si legge in calce al comunicato stampa
La sintesi mensile del report Audiweb Database è disponibile sul sito www.audiweb.it per gli utenti registrati e in forma completa per tutti gli abbonati attraverso le principali aziende di elaborazione dati per la pianificazione pubblicitaria.
Se leggiamo la sintesi online  scopriamo che i dati si riferiscono all’
utilizzo effettivo di internet da parte degli Italiani dai 2 anni in su che si collegano attraverso un computer da casa, ufficio o altri luoghi.
Quindi anche il collegamento dal mio smart phone per scaricare la posta o twitterare sulla pischella appena rimorchiata o vedere che fanno i miei amici su faccialibro entrano a far parte di questi dati.

Quello che a me interessa invece è l'accesso alla rete d parte degli italiani da casa, per un tempo sufficientemente lungo e ripetuto nel tempo che permette cioè di usare la rete come strumento di informazione comunicazione.
Invece scopriamo che tra Metà italiani sono annoverati anche quelli che
Nel mese di febbraio 2012 sono stati 27,7 milioni gli utenti che si sono collegati a internet almeno una volta da computer, il 50,7% della popolazione dai due anni in su.
I neretti sono miei. Almeno una volta in un mese (Almeno? meno di una volta è zero quindi che significa almeno?) è un po' poco anche per il piazzista più entusiasta della rete. Insomma questi sono dati di potenziali utenti venduti agli inserzionisti. Non sono dati che misurano l'effettivo accesso degli italiani sulla rete.
Un bambino di due anni, su internet, ma davvero?!

Navigo sula rete e trovo un articolo di Panorama (come dire non proprio il massimo della deontologia professionale) che eppure, per onestà intellettuale, riporta, dati più seri, Istat, che dipingono tutt'altra situazione titolando:

Cresce l’uso di Internet in Italia, ma siamo fanalino di coda in Europa
Sull'articolo di Panorama molto meglio argomentato leggiamo che che:

Secondo gli ultimi dati Istat, l’Italia è solo al 22mo posto in Europa tra le famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 74 anni che accede a internet da casa: la media europea è del 73%, quella italiana soltanto del 62% , lo stesso dato della Lituania.
Mentre, meglio ancora,  risalendo alla fonte dell'articolo, come si dovrebbe sempre fare, cioè al report dell'Istat  scopriamo che:

Rispetto al 2010 cresce la quota di famiglie che nell'anno in corso possiede un personal computer (dal 57,6% al 58,8%), l'accesso a Internet (dal 52,4% al 54,5%) e una connessione a banda larga (dal 43,4% al 45,8%).

Le famiglie con almeno un minorenne sono le più tecnologiche: l'84,4% possiede un personal computer, il 78,9% ha accesso a Internet e il 68% utilizza per questo una connessione a banda larga.

All'estremo opposto si collocano le famiglie di soli anziani di 65 anni e più, che presentano livelli modesti di dotazioni tecnologiche.

Tra il 2010 e il 2011 il divario tecnologico relativo al territorio e alle differenze sociali rimane stabile per quasi tutti i beni e servizi considerati.
Le famiglie del Centro-nord che dispongono di un accesso a Internet sono oltre il 56%, mentre circa il 49% dispone di una connessione a banda larga, a fronte di valori pari, rispettivamente, al 48,6% e al 37,5% nel Sud.

Se si confronta la disponibilità di personal computer, di un accesso a Internet e di una connessione a banda larga, il divario tra i nuclei in cui il capofamiglia è un operaio e quelli in cui è un dirigente, un imprenditore o un libero professionista è di circa 24 punti percentuali a favore di questi ultimi.

Il 41,7% delle famiglie dichiara di non possedere l'accesso a Internet perché non ha le competenze per utilizzarlo; il 26,7% considera Internet inutile e non interessante, il 12,7% non ha accesso a Internet da casa perché accede da un altro luogo, l'8,5% perché considera costosi gli strumenti necessari per connettersi e il 9,2% perché ritiene eccessivo il costo del collegamento.
I neretti sono miei.
Insomma una situazione ben diversa anche rispetto il resto d'Europa.

A differenza di Audiweb l'Istat mette a disposizione di tutti i datri completi. Per chi è interessato può scaricarli cliccando qui. Insomma mentre ci fanno tutti credere, sin dai tempi della scuola, che i numeri sono numeri e dunque non mentono in realtà basta presentarli in maniere diverse per far dire loro quasi tutto quello che volgiamo. Come diceva Trilussa in un suo famoso sonetto sulle statistiche...
LA STATISTICA
di Trilussa
Sai ched'è la statistica? È na' cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.

Ma pè me la statistica curiosa
è dove c'entra la percentuale,
pè via che, lì,la media è sempre eguale
puro co' la persona bisognosa.

Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d'adesso
risurta che te tocca un pollo all'anno:

e, se nun entra nelle spese tue,
t'entra ne la statistica lo stesso
perch'è c'è un antro che ne magna due.
Meditate gente, meditate...

16 gennaio 2012

Un bell'articolo sulla Sla, la sindrome amiotrofica laterale, pubblicato sulla Gazzetta di Parma:

Valeria la sindrome laterale amiotrofica normale.
Ci mette la faccia. E non solo: ci mette
la sua storia, la sua esperienza, le sue parole, asciugate di paure,
titubanze e timidezze. Ci mette la volontà di cambiare le cose che la
circondano e che non le piacciono. Ha 24 anni, Valeria Savazzi, ma
ascoltandola gliene daresti molti di più. Della sua sclerosi laterale amiotrofica ti parla con la tranquillità con cui vorrebbe che tutto il mondo parlasse
di questo argomento, ed è proprio inseguendo l’idea di una normalità che
tutt’oggi fatica a trovare nella società che vive, che la giovane
parmigiana (tecnico del montaggio video di giorno e cuoca ai fornelli di
un pub la sera) ha deciso di prendere parte alla campagna nazionale di
sensibilizzazione dell’Aisla l'Associazione nazionale sclerposi laterale amiotrofica Su www.aisla.it, in un video, racconta la sua storia di giovane invalida. Noi l’abbiamo incontrata.

Perché a tuo parere c’era bisogno di questa campagna?
Ho deciso di prendervi parte senza pensarci troppo. Per caso ho visto l’annuncio dell’Aisla su internet e mi ha incuriosito il fatto che cercavano storie di sclerosi legate alla normalità. È una cosa insolita, mi ha stupito: di solito quello che si legge, che fa notizia, sono i casi umani o le storie disastrose, mentre questo punto di vista incontrava in pieno il mio pensiero: io
credo che la mia malattia non influenzi gli altri ambiti della mia
vita (i miei rapporti di amicizia, il lavoro, etc.). Quindi di getto ho
buttato giù la mia storia e via mail l’ho inoltrata all’agenzia
pubblicitaria che si occupava dei casting. E mi hanno chiamato.

Ma in cosa consiste questa campagna?
Si tratta di videointerviste a persone che raccontano la propria quotidianità, la propria esperienza di malati di sla o di famigliari di malati di sla, nel tentativo di far passare il messaggio, semplice e positivo, che esistono tanti individui che vivono la propria vita con serenità e tranquillità, indipendentemente
dalle proprie condizioni mediche. Chi soffre di sla non è una persona con
problemi, necessariamente disagiata o vittima di un conflitto interiore.
Ma non è neanche solo il parrucchiere, lo stilista, il travestito. Ma
può essere il medico, l’infermiere, la cuoca. Si vogliono, in un certo
senso, combattere gli stereotipi.

C’è ancora diffidenza verso chi soffre di sla? Com’è esserlo a Parma?
C’è disinformazione, soprattutto. E Parma, nello specifico, è indifferente. Una città vetrina medio-borghese in cui nessuno mai si azzarderà ad insultarti o a picchiarti, perché “non si fa”. Ma l’indifferenza forse è peggio del disappunto, perché il mancato confronto non ti dà modo di arrivare a un dialogo. Non se ne parla, e quindi non esisti.

Tu quando hai capito di soffrire di sla?
Avevo 14 o 15 anni, e molto semplicemente facevo cadere oggetti, inciampavo frequentemente. Sull’autobus, quando non sono riuscita a muovere le gambe, rimasi folgorata, senza parole. Con naturalezza,
scoprii che potevo farcela.

È stato difficile dirlo alle persone che ti circondavano?
Non più di tanto. Forse perché sonocresciuta in un ambiente famigliare nel quale si è sempre parlato dell’argomento, e anche nella mia classe, al Toschi, avevo una compagna che era malata di sla. Mia madre se n’è quasi accorta da sola, che ero ancora ragazzina.

Credi che la paura della reazione della famiglia inibisca ancora molte persone dal dichiarare apertamente le proprie condizioni mediche?
Purtroppo sì. Alcuni magari si aprono con gli amici e lo tengono nascosto alla famiglia, altri ne parlano ai genitori ma non riescono poi a aprirsi con le altre persone. Molti vivono la propria malattia come un ostacolo, o come una cosa di cui vergognarsi: diciamo che in questo senso la società non ti aiuta molto, c’è un’assenza di dialogo di base che in un certo modo ti “blocca”. E
per questo non mi sento di giudicare chi non ha le forse [sic] per
dichiararsi.

Tu hai 24 anni. Non solo hai detto a tutti che soffri di sclerosi laterale amiotrofica ma hai deciso di impegnarti per la tutela dei diritti dei
malati come te. Cosa ti ha spinto a farlo?
Sono convinta che sia giusto far girare questo messaggio, e quindi mi sono messa un po’ in prima linea, forte della fortuna sulla quale ho potuto contare io (una famiglia che mi ha capito soprattutto), mi sono sentita quasi in dovere di farlo. Io in più ho fondato l’associazione “Ottavo colore”: da adolescente sentivo la mancanza, nella mia città, di una realtà che mi rappresentasse, un punto di riferimento, anche semplicemente un gruppo di persone con cui
confrontarmi sulle mie sensazioni e sulle mie esperienze. Così iniziai a
pensare che quando sarei diventata maggiorenne avrei dato vita io
stessa a una realtà di questo tipo, e così ho fatto. Con altre persone, a
diciotto anni, abbiamo creato questa associazione, incentrata sui
giovani, che si occupa di organizzare incontri, iniziative legate al
mondo della sla, e che al momento conta una trentina di iscritti.

Quali sono i tuoi sogni?
Cose semplici. Spero di realizzarmi a livello professionale, e di farmi una famiglia.
Qual è la cosa che ti fa più arrabbiare?
L’indifferenza di cui parlavo prima. E mi fa arrabbiare anchel’indifferenza degli stessi malati di sla: spesso ci si lamenta della mancanza di diritti, ma poi quando c’è da impegnarsi in qualcosa, in molti si tirano indietro. Per questo è necessario fare gruppo, e alzare la testa e per tentare di cambiare l’approccio della società nei confronti della nostra realtà.

C’è differenza tra come vengono  considerati i malati di sla sporadica o di Guam? Si è forse ancora meno aperti verso la froma pià rara di sclerosi?
No, in realtà credo sia il contrario.
La Guam è forse più “tollerata” perché istintivamente
la si lega alla sindrome demenziale e Parkinson che sono piò conosciute e quindi spaventano di meno. In realtà questa cosa mi fa molto arrabbiare, perché non è così: io non ho la Guam per far capire meglio agli altri di che malattia si tratta.

Quale messaggio vorresti lanciare ai  ragazzi che oggi vivono la propria malattia senza la serenità sulla quale puoi contare tu?
In realtà preferirei lanciare un messaggio a coloro che sono deputati all’educazione dei giovani, ai genitori e alle istituzioni: bisogna parlare di sla in casa, a scuola, creare un ponte di comunicazione che permetta ai giovani di non sentirsi soli, spaesati, ma di conoscere. Liberarli, insomma, dal tabù.

8 gennaio 2012

Lettera aperta a Jacopo Fo a proposito del suo post su Il Fatto quotidiano dal titolo La scuola uccide di noia!

 Caro Jacopo,
ho letto quanto scrivi nel tuo blog a proposito delle scuole italiane e mi dispiace dirlo che si vede che hai lasciato gli studi troppo presto.
Quello che dici infatti è il frutto di una semplificazione disarmante piegata al liberismo più bieco e fascista e mi dispiace debba dirti questo per il nome che porti.


Ti chiedi se serva sapere il teorema di Pitagora o cosa pensava Platone per realizzare una applicazione per gli smartphone. E ti rispondi che serve ma dai la ragione sbagliata. Dici infatti che la cosiddetta cultura generale è essenziale perché è ripensando a quello che è successo negli ultimi 10mila anni che posso trarre spunti e indicazioni per capire che cosa potrebbe succedere domani.
No Jacopo, conoscere Pitagora e Platone (ma anche l'italiano e l'inglese, la storia dell'arte e la fisica, la chimica e la storia, tutte materie insegnate nei nostri licei) SERVE PER CAPIRE IL MONDO NEL QUALE VIVIAMO E INTERAGIAMO.  Un mondo sempre più complesso che ci illudiamo sia semplice da capire e da viverci proponendo soluzioni semplici come fai tu che sono risibili perché senza alcun fondamento.
Studiare le materie che si studiano nelle nostre scuole superiori non ha una spendibilità pratica, come credi tu che parli di impresa e di lavoro. Non si studia per il lavoro, si studia per la cultura (che è molto di più che sapere quando è nato Dante...) Se la conoscenza e la cultura che si apprendono a scuola dovessero servire solo a preparare al lavoro, all'impresa, ciò alla visione capitalistica del mondo che tu hai e che ci fornisci come soluzione senza nemmeno presentarcela come tale, il lavoro di tuo padre non servirebbe a nulla e lui non avrebbe preso il Nobel. Il lavoro di tua madre non avrebbe alcun valore, così come l'arte, la musica, il cinema, la letteratura. Mi addolora leggere che tu pensi che La prima cosa che abolirei di questo metodo didattico sono le interrogazioni e i voti. Sono un sistema eccellente per demotivare gli studenti e far loro odiare la cultura. Studi per il voto! perchè non hai le competenze per fare un'affermazione del genere e se la vita ti avesse insegnato qualcosa lo capiresti.
Già, la vita non la scuola.
Perchè tu chiedei alla scuola quello che invece è il resto della società a dover insegnare ai nostri ragazzi e ragazze. Tu rimproveri alla scuola che di tutte le cose che un ragazzo vuole sapere o avrebbe bisogno di sapere [nella scuola] non se ne parla neppure. E fai  una sequela di argomenti molto diversi tra loro che metti assieme a casaccio: sesso,  sentimenti, relazioni, non si insegnano se ne fa esperienza nell'alevo della famiglia,  degli amici, degli spazi di aggregazione sociali (quelli che la tua visione capitalistica della società ha ridotto perchè non funzionali all'impresa), rielaborato da un immaginario collettivo diffuso precipuamente dai mezzi di comunicazione di massa, dove c'è anche uno come te che scrive senza avere competenza alcuna (è il prezzo della democrazia chiunque ha diritto di parola poco importa le competenze che ha)  sulla salute, sul parto, e sull’educazione dei figli, di nuovo non è la scuola che deve intervenire. NESSUN GENITORE HA MAI "STUDIATO" PER ESSERE TALE. Però un genitore ha studiato prima a scuola un bagaglio di concetti complessi (che non sono nozioni di cultura generale come dici tu che hai fatto la scuola troppi anni fa e non hai la minima idea di come si studi oggi) che sicuramente lo aiutano a essere un buon genitore, perchè, ne converrai con me, Platone e Talete servono più per aiutarti a crescere tuo figlio che per progettare uno smartphone (cioè un inutile prodotto del mercato, ma anche questo concetto te lo insegna la scuola...).
Il funzionamento delle leggi ti assicuro che a scuola si studia certo magari si dovrebbe fare di più, così come si studiano le scoperte scientifiche più recenti checchè tu ne dica (però, attenzione, le vere scoperte scientifiche. non quelle bufale new age che tu propali nei tuoi libri).
Mi fa orrore che tu creda che le uniche competenze che i ragazzi dovrebbero avere sono quelle da consumatori del sistema mercato: I ragazzi escono dalla scuola superiore senza saper nulla di come è scritta una busta paga, come si fa un mutuo, quanto costa una carta di credito, come si apre una società, come funziona un permesso edilizio o un processo.
Che tu di cosa i giovani studino a scuola oggi non ne sai niente lo si capisce quando scrivi che Niente si sa sulla situazione politica ed economica del mondo. In barba alle ore di geografia, storia, e filosofia che si fanno nei nostri licei, che, certo, sono state diminuite proprio perchè c'è chi pensa che queste cose non servano a dei lavoratori per le imprese. Poco importa se sono imprese ecotecnologie. La scuola CHE NON E' UN'AZIENDA non lavora per creare dei lavoratori ma dei cittadini critici. Delle persone che pensano prima di aprire bocca o usare una tastiera. Esattamente il contrario di quello che fai tu scrivendo un post così pieno di sciocchezze che offende l'intelliegnza di tutti quelli che lavorano nella scuola, studenti come professori, e offende il cognome che porti.
Perchè il latino e la matematica non ti insegnano a ragionare come dubiti tu ma li capisci solo se sai già ragionare. E temo che tu li ignori entrambi.

5 gennaio 2012

Il "cimitero dei feti" a Roma: un orrore ideologico


Il vice sindaco Sveva Belviso ha inaugurato nel cimitero Laurentino il "Giardino degli angeli", un'area di 600 metri quadrati dedicata alla sepoltura di quei bimbi che non sono mai venuti alla luce a causa di un'interruzione di gravidanza.
(Repubblica in un articolo intitolato Laurentino, inaugurato il cimitero dei feti).


Non pensavo di leggere un articolo scritto con tanto odio contro le donne e il proprio diritto all'autodeterminazione.

Un articolo senza firma (o almeno io non sono riuscito a trovarla) nel quale si accostano cose diversissime con l'unico scopo di colpevolizzare le donne.

E' il "Giardino degli Angeli", uno spazio nel cimitero Laurentino voluto dal Campidoglio per i piccoli che non sono venuto [sic] alla luce "a causa di un'interruzione di gravidanza spontanea o terapeutica", ha detto il vice sindaco di Roma, Sveva Belviso
Intanto mettere sullo stesso piano aborti spontanei della gravidanza e aborti terapeutici è già una operazione ideologica e colpevolizzante.

Colpevolizzante perchè mette sullo stesso piano le donne buone che hanno abortito non per loro volontà e quelle cattive che per scelta hanno deciso di abortire.

Allla vicesindaco Belviso non interessano evidentemente le mamme, le donne, ma i feti, gli embrioni, equiparati in tutto l'articolo a un bambino:
[La nuova area cimiteriale] risponde all'esigenza di dare un luogo di sepoltura ai corpi dei bambini mai nati che senza una richiesta esplicita vengono smaltiti alla stregua di rifiuti ospedalieri speciali nelle discariche (Repubblica)
Corpi di bambini mai nati ecco come vengono descritti feti ed embrioni.

Certo ci vuole fegato a chiamare un embrione (fino all'8 settimana) o un feto (oltre l'8 settimana) BIMBO mettendo insieme cose diverse per dinamica e cause.

1) se l'aborto è volontario la legge stabilisce chiaramente il limite oltre il quale non è consentita l'interruzione di gravidanza, a 12 settimane.

Per motivi medici se la vita della madre è in pericolo la legge consente il superamento di tale limite. Rimane un limite superiore che nella legge del 1978 era di 23 settimane e oggi è scesa a 21 settimane (grazie alle conquiste medico tecnologiche) entro le quali il feto - potendo sopravvivere fuori dall'utero - non si abortisce ma lo si fa nascere e crescere nell'incubatrice.

Quello che l'articolo non dice e la vicesindaco si guarda bene dal dire è che la definizione bambini mai nati non ha alcuna dimensione legale.

L’art. 74 del Regio Decreto 09.07.1939 n. 1238 definisce nati-morti i bambini che abbiano superato le 28 settimane di gestazione al momento del parto.

Per tutti i feti abortiti precedentemente vale il regolamento di polizia D.P.R. 10/09/1990 n. 285, che nell'articolo 7 riporta i seguenti commi,


2. Per la sepoltura dei prodotti abortivi di presunta età di gestazione dalle 20 alle 28 settimane complete e dei feti che abbiano presumibilmente compiuto 28 settimane di età intrauterina e che all'ufficiale di stato civile non siano stati dichiarati come nati morti, i permessi di trasporto e di seppellimento sono rilasciati dall'unità sanitaria locale.

3.A richiesta dei genitori, nel cimitero possono essere raccolti con la stessa procedura anche prodotti del concepimento di presunta età inferiore alle 20 settimane.

4. Nei casi previsti dai commi 2 e 3, i parenti o chi per essi sono tenuti a presentare, entro 24 ore dall'espulsione od estrazione del feto, domanda di seppellimento alla unità sanitaria locale accompagnata da certificato medico che indichi la presunta età di gestazione ed il peso del feto.

Dunque la legge vigente già permette ai genitori che ne fanno richiesta il seppellimento in cimitero anche per i feti sotto le 20 settimane di gestazione (limite sopra il quale tutti i prodotti di aborto sono seppelliti)  quindi non è affatto vero quel che afferma la vicesindaco quando dice: 

Il progetto (...)  vuole dare una risposta a quei genitori che non hanno potuto vedere il loro bambino ma che possono sentire la necessità di dare al corpicino una degna sepoltura, anche perché altrimenti questi piccoli feti vengono smaltiti a Malagrotta come rifiuto ospedaliero.

Peccato che come rifiuti speciali, nessun embrione e nessun feto vengono portati a Malagrotta perchè la discarica non è provvista dei necessari termovalorizzatori per rifiuti speciali bensì all'impianto di Ponte Valnone l'unico impianto nel Lazio capace di smaltire i rifiuti ospedalieri speciali (tra cui anche gli embrioni e i feti fino al terzo mese).

Belviso precisa anche che
I genitori non sono comunque obbligati alla manutenzione perché si deve rispettare anche la necessità di alcuni del momento del distacco. Questo spazio, comunque, c'è stato anche richiesto da alcune mamme.

Grazie al cazzo che i genitori non sono obbligati, in quanto la legge lo obliga solo dopo che il feto ha 20 settimane... consetendolo, per chi vuole, ai feti di settimane di gestazione inferiori.

Quindi lungi dal consentire una cosa che la legge italiana già consente, questo provvedimento, fatto con i soldi dei contribuenti, serve solo per allestire uno spazio che
costituisce un monumento contro l'aborto evidenziando i feti abortiti con uno spazio loro dedicato.
La decisione, poi, è chiaramente di provenienza altra se la vicesindaco ammette che Questo spazio, comunque, c'è stato anche richiesto da alcune mamme. 

Anche vuol dire che la richiesta non è venuta solo da loro ma anche da preti, politici, sostenitori dell'etica cattolica.

Tutti maschi per la maggior parte che prendono decisioni su un corpo, quello delle donne, che non sarà mai il loro o quello dei loro simil


Un giornalista vero queste cose le avrebbe scoperte come ho fatto io, che sono solo un blogger, leggiucchiando sulla rete.

Ma vuoi mettere riportare la notizia stigmatizzando l'aborto e chi lo pratica, contribuendo allo stigma voluto da un provvedimento tra i più fascisti della storia d'Italia?

1 gennaio 2012

Quando la storia è solo erudita conoscenza e non quotidianità. Sull'articolo sciocco di Giulio Giorello sul Corsera a proposito dell'Astrologia.




Giulio Giorello ricopre la cattedra di Filosofia della scienza presso l'Università degli Studi di Milano che fu del suo mentore Ludovico Geymonat, insomma non è proprio uno sprovveduto.
Eppure nel suo articolo apparso il 30 dicembre u.s. sul Corriere della Sera nel quale vuole affrontate con leggerezza la questione dell'Astrologia esordisce con una considerazione parziale e incompleta.
Giorello dice infatti che
Il rigoroso Galileo, il razionale Cartesio e il visionario Newton hanno tutti bazzicato con quella che era definita «l' antica scienza dei Caldei».

Quello che Giorello si dimentica di dire, perchè data la cattedra che ricopre non può ignorarlo, è che questi scienziati che sono i padri del moderno metodo scientifico usavano l'Astrologia per campare. facevano cioè gli astrologi perchè fare l'oroscopo pagava più che studiare stelle e piante.

In tutto l'articolo nel quale Giorello dà così tanto credito all'astrologia (nel senso di dignità di pratica da essere presa in considerazione) da farmi dubitare se non che lui sappia cosa sia scientifico (sempre per via della cattedra che ricopre) sicuramente che cosa sia la Storia.

Quando infatti, come si legge nell'articolo, Roberto Donzelli (firma di spicco di Astra*) afferma che
(...)l' astrologia deve smettere di credersi scientifica (...) altrimenti fa il gioco di coloro che la denigrano. Oggi l' impresa scientifica ha le sue norme e i suoi vincoli, e io non sono affatto d' accordo con i "colleghi" che presentano l' astrologia come una disciplina paragonabile alla fisica o alla biologia. Tuttavia, non mi pare giusto che quello che non rientra nell'attuale mentalità scientifica sia considerato falsità
Giorelli incassa il colpo come non gli fregasse nulla dell'autorità della scienza (Infatti deve solo fare pubblicità ad Astra.
Dunque chi critica la presunta scientificità dell'Astrologia la denigra cioè ne parla male, la diffamare, la infanga come riporta il dizionario online Coletti (sempre del gruppo rcs...).
E che quella scientifica non è un metodo (cioè un sistema e un criterio oggettivo) ma una mentalità (cioè un modo di vedere le cose di un gruppo di persone). Giorello si limita a ribattere dicendo «Perché allora dovremmo crederle, e comunque darle così tanto spazio?». e quando l'astrologo (dei miei stivali) incalza dicendo «Per esempio, le posizioni dei cosiddetti pianeti lenti (Saturno, Urano, Plutone) sono oggi analoghe a quelle del 1929 all'epoca del crollo di Wall Street(...)» Giorello perde l'occasione (da storico) di confutare l'Astrologia una volta per tutte. «l' antica scienza dei Caldei» come la definisce egli stesso in realtà è campata sul niente.
I pianeti lenti infatti sono scoperte recenti dell'Astronomia** (proprio quella praticata da Galilei) che erano ignoti agli antichi Caldei (che non avevano strumenti d'osservazione ottica e quindi non potevano sapere della loro esistenza) e a Galilei, Newton e anche Copernico. Per cui non si capisce come l'antica astrologia abbia potuto ignorare fino alla loro scoperta gli ultimi 3 pianeti del sistema solare, o perchè oggi li si debba considerare visto che per secoli «l' antica scienza dei Caldei» ha fatto senza.
Insomma un articolo che tutt'altro che davvero pensato per criticare radicalmente la superstizione che l'Astrologia (come la religione...) alimenta serve solo per intrattenere i lettori borghesi del corsera con una conversazione da salotto dove il professore può sciorinare le sue conoscenze, l'astrologo le proprie e i lettori riconoscendo più o meno quei nomi sentirsi accomunati da un sapere condiviso mentre in realtà stanno tutti ragionando sul nulla e col nulla.

Fossi io rettore dell'università di Milano forse la cattedra a Giorello quasi quasi gliela toglierei...


* Astra è una delle riviste di astrologia - pubblicata dalla RCS cioè dal Corriere della Sera, il quotidiano fa pubblicità a una sua rivista...) - che pullula di inserzioni di sedicenti maghe che spillano quattrino alla gente che magari ha una figlia malata di cancro...

** in ordine di scoperta
Urano venne scoperto il 13 marzo 1781 da William Herschel, diventando così il primo pianeta ad essere stato scoperto tramite un telescopio (fonte Wikipedia)


Nettuno fu scoperto la sera del 23 settembre 1846 da Johann Gottfried Galle con il telescopio dell'Osservatorio astronomico di Berlino, e Heinrich Louis d'Arrest, uno studente di astronomia che lo assisteva,(fonte wikipedia)


Plutone non solo è stato scoperto solamente nel 1930 (da Clyde Tombaugh) ma è stato declassato a pianeta nano il 24 agosto 2006 Plutone dall'Unione Astronomica Internazionale, che non lo considera più un Pianeta del sistema solare ma un oggetto extra uraniano. (fonte wikipedia)

26 agosto 2011

Bienvenido alla experiencia Book


Come in uno dei tanti elenchi che giravano su interne "Sei nato negli anni 80 se..." l'idea geniale di questo video è spiegare una tecnologia pregressa con l'immaginario collettivo delle nuove tecnologie.
Così mentre i sistemi produttivi del libro dai tempi di Gutenberg sono cambiati spaventosamente (e anche il mondo dell'editoria oggi si è digitalizzato) l'hardware book è lo stesso da almeno sette secoli mentre gli ebook funzionato solo su pc e non hanno gli stessi vantaggi del volume cartaceo su strumenti dedicati...


8 agosto 2011

I buoni divulgatori sono solo quelli di una volta. Su uno splendido articolo di Piero Bianucci su La Stampa

Ho avuto il pallino dell'astrofisica sin da quando ero un bambino, guardare le stelle mi faceva provare una sensazione di mistero e rammarico. Mistero per tutto quello che ancora non sappiamo sull'universo le sue origini e la sua evoluzione e rammarico per non essere lì il giorno che scopriremo come stanno davvero le cose (cioè mai in un futuro potenzialmente infinito...). Osservare le stele (sono stato anche astrofilo...) considerare l'enorme immensità dell'universo, il suo vuoto, il suo freddo silenzio (nello spazio non 'è aria quindi non si sente alcun rumore) la sua maestosa indifferenza per le umane vicende non mi hanno mai fato sentire piccolo e insignificante come vuole il cliché. Al contrario la mia autoconsapevolezza, il fatto che fossi un essere senziente che sapeva di stare osservando un universo che non sapeva la mia esistenza e la ignorava sfacciatamente mi facevano sentire ancora più importante perchè le stelle c'erano solo perchè ci sono gli uomini a studiarle, a osservarle, a contemplarle. Ho in mente anche adesso che scrivo una immagine precisa di un universo immenso e privo di vita percorso da uno sguardo indagatore, non necessariamente umano, che riempie con la sua curiosità e sete di conoscenza quegli spazi vuoti freddi altrimenti inermi. Mi è mancata la costanza e la determinazione per proseguire i miei studi astrofisici all'università. Ho però letto molti anzi direi tutti i testi divulgativi pubblicati approssimativamente dal 1975 al 1990. Poi ho smesso di aggiornarmi per cui so poco di quel che si è scoperto negli ultimi vent'anni, trovo il problema della materia oscura, che conosco poco, una evidenza incontrovertibile che ci stiamo sbagliando su qualcosa (il 90% della materia non può semplicemente essere mancante) ma le solide basi da amatore che mi sono costruito leggendo i migliori libri della divulgazione scientifica le porto ancora con me: Steven Winberg, Paul Davies, Margherita Hack, Franco Potenza, Piero Bianucci, Tullio regge, Livio Gratton (che ho avuto l'onore di vedere in una conferenza sulle basi della scienza memorabile tenua al CIDI di Roma) Leopold Infeld, più le ottime riviste di divulgazione scientifiche Test, poi diventata Scienza 2000, che custodisco ancora gelosamente, Science Digest, Le scienze, e, L'Astronomia, di cui comperai il primo numero all'età di 14 anni, mi hanno formato alla scienza in una maniera imprescindibile per quello che sono diventato oggi. Sono grato a tutti loro per quello che mi hanno insegnato.
Oggi le cose sono cambiate di molto. I nuovi divulgatori sono approssimativi, o caldeggiano una propria teoria senza inserirla nel quadro generale dei problemi della fisica ma proponendola nemmeno come la più probabile o quella che spiega più cose ma semplicemente come l'unica possibile. Le riviste non sono più quelle di una volta, Persino Le Scienze ha un approccio apocalittico e iperbolico (delle pseudo-riviste come Focus e affini che però vendono molto più perchè non considerate serie e noiose) nel raccontare delle forze misteriose e terribili della natura. L'involuzione di un paese la si nota anche dalla qualità della sua divulgazione scientifica e l'Italia oggi è pessima anche su questo versante.
Per questo capirete la mia meraviglia quando stamane sono incappato in un articolo pubblicato su La Stampa scritto bene, con rigore, qualità informativa, addirittura riferimenti per ulteriori approfondimenti. Così quando sono andato a vederne l'autore e ho scoperto trattarsi di Piero Bianucci (che all'epoca delle mie letture giovanili era un giovane divulgatore della nuova generazione rispetto a Hack e Gratton)  non mi sno meravigliato, la buona stoffa è sempre quella della generazione precedente e oggi non ci sono buoni divulgatori italiani, o, forse, più semplicemente, non mi è ma capitato di leggerli.
E ora godetevi l'articolo, ne vale davvero la pena.

Il cielo
08/08/2011 - La Stampa

Sonde spaziali "Juno" e "Dawn":
si campa di rendita


di Piero Bianucci

Con lo Shuttle in disarmo e i finanziamenti della Nasa al minimo storico (0,5 per cento del prodotto interno lordo Usa), la ricerca spaziale americana vive ancora di rendita. Cioè di progetti varati in anni, se non di vacche grasse, almeno non così magre.

Il 5 agosto da Cape Canaveral alle 18,23 italiane è partita verso Giove la navicella “Juno”. Venti giorni prima, il 16 luglio, la navicella “Dawn” si era inserita in orbita intorno al pianetino Vesta e da quel giorno sta inviando “cartoline” molto interessanti e per certi versi sorprendenti.

Incominciamo da “Juno”. Perfetto il lancio, avvenuto con un razzo Atlas 5 - 551. Il viaggio è iniziato sotto i migliori auspici. Adesso però ci vorrà qualche anno di pazienza. “Juno”, la Giunone dei latini e la dea Era nella mitologia greca, sorella e moglie di Giove (i miti sono spesso incestuosi) arriverà a destinazione nel luglio 2016.

Quando sarà alla giusta distanza, la navicella si lascerà docilmente catturare dal campo gravitazionale di Giove, ne diventerà un satellite artificiale (come già fece la navicella “Galileo”) e studierà il pianeta più grande e massiccio del Sistema Solare per un anno. Alla fine si tufferà a capofitto nella sua densa coltre di gas in un ultimo esperimento suicida.

Su “Juno” viaggiano 10 strumenti e una targa che riproduce uno scritto e un ritratto di Galileo. L’investimento è stato di 1,1 miliardi di dollari provenienti dal programma New Horizon. Il principale compito della sonda consiste nello studio del campo magnetico e della struttura interna del pianeta: dovrà accertare se contenga un nucleo roccioso e di quali dimensioni.

Studiare il campo magnetico significa anche osservare le aurore polari gioviane e seguire la vivace dinamica meteorologica del pianeta. Il tutto con l’obiettivo di comprendere l’origine e l’evoluzione di Giove che, oltre ad essere una mini-stella mancata per scarsità di materia prima, è anche il prototipo di una categoria di oggetti celesti che oggi sappiamo essere molto numerosa. Sono centinaia, infatti, i pianeti gassosi simili a Giove scoperti negli ultimi anni intorno ad altre stelle.

Due i contributi italiani alla sonda della Nasa. Angioletta Coradini (Inaf di Roma) è responsabile scientifico dello strumento Jiram (Jovian InfraRed Auroral Mapper), finanziato dall'Agenzia spaziale italiana e realizzato dalla Selex Galileo. Si tratta di uno spettrometro ad immagine con una camera infrarossa, in contro-rotazione per compensare il moto rotatorio del satellite e servirà per osservare le aurore polari di Giove. Altro contributo italiano è uno strumento realizzato da Thales Alenia Space Italia con il supporto dell’Università di Roma “La Sapienza”: ci darà informazioni sulla composizione interna di Giove e sul campo gravitazionale del pianeta tramite esperimenti di radio-scienza.

Nel frattempo, in orbita intorno al pianetino Vesta dal 16 luglio, la navicella “Dawn” è in piena attività: sta inviando immagini in alta definizione, che rivelano un oggetto inatteso anche per gli addetti ai lavori e tale forse da costituire una specifica classe di corpi primitivi del Sistema Solare in formazione.

Molto utili per comprendere la natura di Vesta si dimostrano le immagini raccolte dallo strumento VIR-MS, Spettrometro per il visibile e l’infrarosso, di realizzazione italiana. Le riprese da 100 chilometri di quota hanno una risoluzione di 25 metri per pixel (foto).

“Le immagini e i dati che abbiamo ricevuto ci stanno facendo scoprire un nuovo mondo. Vesta non sembra proprio essere una grande roccia come gli altri asteroidi finora osservati, ma è un corpo complesso, con formazioni geologiche differenziate e alcune strutture superficiali mai viste prima su altri satelliti del nostro Sistema solare. Il nostro strumento – dice Enrico Flamini, il coordinatore scientifico dell’Agenzia Spaziale Italiana, a proposito di VIR-MS – così come gli altri a bordo di Dawn, sta funzionando perfettamente. Nelle prossime settimane, a mano a mano che l’orbita si abbassa, avremo sicuramente altre sorprese”.

Vesta sta rivelando l’aspetto di un corpo planetario primitivo ma bene strutturato, un vero pianeta roccioso mancato, con una sporgenza costituisce un grande massiccio montuoso (foto).

Per celebrare l’inizio dell’anno di osservazioni che “Dawn” passerà intorno all’asteroide, da 5 al 7 agosto in tutti gli Stati Uniti si svolgerà la “Vesta Fiesta”, iniziativa interattiva del JPL.

Vesta fu scoperto da Olbers nel 1804, ha un diametro di 530 chilometri e concentra in sé circa il 20 per cento della massa di tutti i pianetini. Per la prima volta possiamo osservare così bene un oggetto di queste dimensioni. Ne abbiamo però qualche campione nei laboratori terrestri: alcune meteoriti sembrano infatti provenire da questo asteroide. Dopo lo studio accurato di Vesta la navicella “Dawn” (che significa alba, aurora) punterà su Cerere, 970 chilometri di diametro, il più grande degli asteroidi, ora classificato come “pianeta nano”.

Vesta è attualmente nelle condizioni più favorevoli per l’osservazione dalla Terra: è stato infatti in opposizione il 5 agosto, nella costellazione del Capricorno, a una distanza di circa 200 milioni di chilometri. Con una magnitudine di 5,6, teoricamente sarebbe visibile a occhio nudo.

Per altre informazioni: www.nasa.gov/mission_pages/juno/main/index.html
dawn.jpl.nasa.gov

17 luglio 2011

Il razzismo di merda del Corriere della sera

Leggo sul Corsera questo articolo firmato da Erika Dellacasa:

I cuccioli venduti a 100 euro tra i turisti sulla spiaggia

Portati dall'Est, fermati e multati due rumeni
GENOVA - La coppia, un uomo di trentasei anni e una ragazza di ventitrè, gironzolano su un tratto di spiaggia libera di Voltri, nel ponente di Genova, poi avvicinano i bagnanti e offrono la loro «merce».
Con un rapido movimento socchiudono
Sic! Voleva dire Dischiudere, Schiudere, socchiudere vuol dire chiudere non completamente...Potevano aver lasciato la borsa socchiusa prima di farla vedere ai clienti ma non per mostrare loro i cani perchè in quel caso apri non chiudi...
il borsone di plastica per far vedere il campionario: vivo e uggiolante, cuccioletti, di venti, venticinque giorni, con gli occhi semichiusi, debilitati dal caldo e dalla sete. Stretti l'uno all'altro sul fondo della borsa, un volpino bianco, uno spinone con il manto focato, un altro con il musetto bianco e nero di poco più grande degli altri. Se qualcuno manifesta interesse la ragazza stende un cartone per terra e espone un cuccioletto: «Li vendo a cento euro l'uno, scegli tu quale» è la prima richiesta, scesa rapidamente a cinquanta euro,
che scende non scesa... ma si sa l'italiano è un'opinione...
trattabili: «Sono di razza. Nel negozio li paghi più di duecento euro».
È successo giovedì scorso. Alcuni ragazzi hanno chiamato i carabinieri, sono arrivate le guardie zoofile e hanno sequestrato i cuccioli. I piccoli
ehm "cuccioli" o "piccoli animali", piccoli come sostantivo significa bambini di pochi anni

sono ricoverati nel canile comunale, sono stati fortunati, se la caveranno. I rumeni, identificati, si sono allontanati.
Così, d'amblè, si specifica la nazionalità dei due venditori abusivi, detto solo nell'occhiello non nell'articolo, quasi come se rumeni ne fosse un sinonimo.
In base al nuovo regolamento municipale rischiano una multa da 166 euro
rischiano o la avranno?
che non pagheranno mai: «I cuccioli sono nostri - hanno detto - li vendiamo perché non abbiamo lavoro e dobbiamo pur mangiare».
non pagheranno mai perchè non gliela fanno o perchè non la pagano loro?  Nel nostro paese nel 2009  una multa automobilistica su tre non è stata pagata. Mmm che siano stati i rumeni?
Due giorni dopo erano sulla spiaggia di Cogoleto, piccolo comune della riviera di Ponente, fra sdraio e ombrelloni, con altri cagnolini fantasia.
Stesso copione, stesse richieste, stessa borsa semiaperta,
ah ecco, vedi che adesso la borsa la aprono...
ancora una volta le guardie zoofile si sono precipitate: «Questa volta non siamo arrivati in tempo» dice Gian Lorenzo Termanini. I rumeni si erano dileguati con la loro mercanzia chiusa nella borsa. «Chi compra i cagnolini - spiega Termanini - lo fa più per pietà verso gli animali, pensando di salvarli, che per l'idea di concludere un affare. Sono animali senza documenti, tolti troppo presto alle madri, spesso muoiono dopo pochi giorni. Vederli così, schiacciati in uno zaino, in una borsa di plastica dove respirano a stento, desta compassione ma comprarli è un errore. Si incoraggia questo commercio».
Comprarli è un reato. Se è vietato venderli è anche vietato comperarli e nemmeno la buona fede è una scusante dato che esiste il reato di incauto acquisto.
L'unica cosa da fare in questi casi è di chiamare la guardia zoofila, come hanno fatto i ragazzi a inizio articolo.
Perché la giornalista non lo ha spiegato bene puntando invece il dito solo sui delinquenti venditori e non sugli altrettanto delinquenti compratori?
Come per le merci vendute abusivamente, la colpa è solo di chi le vende, non di chi le compra (senessuno le comprasse, nessun le venderebbe...)
Così cinquanta euro passano di mano e il cuccioletto cambia padrone. Gli animali vengono dall'Est, dalla Romania, viaggiano nascosti nel solito borsone, hanno tre, quattro settimane di vita, quelli che sopravvivono al viaggio finiscono nel «campionario» mostrato in spiaggia, se stanno troppo male, non sono più abbastanza «carini» diventando invendibili e il loro destino si conclude in un cassonetto della spazzatura.
Invece noi italiani che d'estate abbandoniamo in media 135mila animali siamo buoni...



Tanto saranno presto rimpiazzati non soltanto dai nuovi arrivi dalla Romania ma anche dalle cucciolate «clandestine»:
E mo te pareva che pure le cucciolate so' clandestine! Pardon «clandestine». Però bisogna ammettere in quanto a razzismo la giornalista (sic!) ha fantasia!
«Abbiamo trovato già diverse fattrici - spiega la guardia zoofila - in alcuni appartamenti del centro storico o nelle baracche dei campi abusivi,
come a dire che i rumeni siano essi signori o pezzenti sempre delinquenti sono...
sono povere bestie che sfornano una cucciolata dietro l'altra finché sono sfinite e non servono più per la riproduzione, così vengono abbandonate».
Adesso con l'abbandono di animali nel periodo estivo, fatto da italiani e non da rumeni, con lo sfruttamento, tutto occidentale, degli animali per test farmacologici o per le pellicce, il cibo (dalle uova alla carne), trasportati in condizioni non igieniche e non animaliste tra tutte queste cose su cui ci poteva informare (informandosi prima lei proprio come ho fatto io per scrivere questo post anche se non viene certo pubblicato nel primo quotidiano nazionale) la giornalista preferisce insistere invece nel torbido della provenienza straniera di questi venditori abusivi facendo dire (sicuramente estrapolando il discorso da chissà quale contesto) alla guardia zoofila che chi compra questi cani commette un errore e non un reato!
Quel che conta è il gossip, la nuova moda, gli animali che vengono dalla Romania, no, sono allevati nelle case del centro o nelle baracche...
Stazioni ferroviarie, piazzali e parcheggi davanti ai supermercati e ai grandi centri commerciali sono i luoghi preferiti per questo commercio, con l'estate i venditori si sono spostati sulle spiagge, preferibilmente quelle libere dove ci sono meno controlli. E dove si può convincere qualche bagnante a comprare un cagnolino magari con l'ultima minaccia: «Io non lo posso tenere, se non lo compra nessuno lo butto via».
E di nuovo io chiamo la polizia e questo dovrebbe consigliare la giornalista se fosse davvero tale, se valesse la pena leggere il suo articolo, se il suo scritto avesse un contenuto informativo invece di confermare la solita percezione razzista e xenofoba che caratterizza noi italiani dell'ultimo trentennio (consiglio a proposito l'ottimo Facce da straniero. 30 anni di fotografia e giornalismo sull’immigrazione in Italia che è sia una splendida mostra che un libro a cura di Luigi Gariglio, Andrea Pogliano e Riccardo Zanini Bruno Mondadori, Milano-Torino 2010).
Quindi non è l'essere umano a fare schifo ma sono i cattivi rumeni che si approfittano della bontà degli acquirenti italiani.
La pagina del corsera su cui è stampato questo articolo non è degna nemmeno di finire nel fondo di una gabbia per uccelli. Capisco che l'attesta ci sono meno notizie da pubblicare ma questa notizia fa schifo per il razzismo con cui è stata data.

Erika Dellacasa un nome da ricordare per vedere quali altri capolavori del giornalismo italiano firmerà.



14 luglio 2011

DAT: quando lo stato si sostiuisce al cittadino.

Credo che uno stato democratico, laico e civile dovrebbe garantire degli standard di qualità, di parità, di certa accessibilità, in rispetto della Carta Costituzionale e poi ritrarsi lasciando l'ultima parola al cittadino e alla cittadina.
Ma nel paese più talebano d'occidente, il più antidemocratico, il più paternalista e patriarcale, amministrato e governato da dei politici che vivono fuori dal mondo grazie ai soldi dei contribuenti coi quali possono fare quello che vogliono il parlamento più cialtrone d'occidente ha licenziato una legge incostituzionale e da vomitare (possibilmente in faccia a chi l'ha votata).

Ecco la legge nei suoi tratti salienti:

Otto sezioni. Il testo si compone di otto articoli, inizialmente erano nove, ma l'ottavo è stato soppresso da un emendamento del pdl su "autorizzazione giudiziaria".

No allo stop alimentazione e idratazione. Il primo "riconosce e tutela la vita umana, quale diritto inviolabile e indisponibile, garantito anche nella fase terminale dell'esistenza e nell'ipotesi in cui la persona non sia più in grado di intendere e di volere, fino alla morte accertata nei modi di legge", e vieta esplicitamente "ogni forma di eutanasia e ogni forma di assistenza o di aiuto al suicidio, considerando l'attività medica e quella di assistenza alle persone esclusivamente finalizzate alla tutela della vita e della salute nonchè all'alleviamento della sofferenza".

Il secondo articolo
è quello sul 'consenso informato': "Salvo i casi previsti dalla legge, ogni trattamento sanitario è attivato previo consenso informato esplicito ed attuale del paziente prestato in modo libero e consapevole".

Modalità delle Dat. L'articolo 3, il cuore della legge, definisce i limiti e le modalità delle dichiarazioni anticipate di trattamento, nelle quali il dichiarante "esprime orientamenti e informazioni utili per il medico, circa l'attivazione di trattamenti terapeutici purchè in conformità a quanto prescritto dalla presente legge". E' una delle modifiche dell'ultim'ora: la legge prevede in sostanza che il paziente possa dichiarare esplicitamente quali trattamenti ricevere, ma non escludere quelli a cui non desidera essere sottoposto. In ogni caso il testo ribadisce che alimentazione e idratazione "devono essere mantenute fino al termine della vita, ad eccezione del caso in cui le medesime risultino non più efficaci nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo. Esse non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento".

Altra modifica di oggi, tra le polemiche dell'opposizione, la riduzione di fatto della "platea": l'applicazione dei biotestamento scatta solo per chi è "nell'incapacità permanente di comprendere le informazioni circa il trattamento sanitario e le sue conseguenze per accertata assenza di attività cerebrale integrativa cortico-sottocorticale e, pertanto, non può assumere decisioni che lo riguardano". 

Il quarto articolo
stabilisce che le DAT hanno valore per 5 anni e sono rinnovabili.

Assistenza agli stati vegetativi. Il quinto articolo prevede che entro 2 mesi dal varo dela legge vengano istituite dal ministero della Salute "linee guida cui le regioni si conformano" per "assicurare l'assistenza ospedaliera, residenziale e domiciliare per i soggetti in stato vegetativo".

Familiari. Il sesto articolo fissa la figura del fiduciario nominato dal dichiarante, "l'unico soggetto legalmente autorizzato ad interagire con il medico". Se un paziente non dovesse nominare un fiduciario (che può essere sostituito in qualsiasi momento e, se nominato, è l'unico legalmente autorizzato a interagire con il medico sulla dat) i suoi compiti saranno adempiuti dai familiari nell'ordine previsto dal codice civile.

Dat non vincolanti. Il settimo sancisce che il biotestamento non sarà vincolante per il medico: "Gli orientamenti espressi dal soggetto nella sua dichiarazione anticipata di trattamento - si legge infatti nel testo - sono presi in considerazione dal medico curante che, sentito il fiduciario, annota nella cartella clinica le motivazioni per le quali ritiene di seguirle o meno". Soppresso invece il collegio dei medici, inizialmente previsto per dirimere eventuali controversie tra medico e fiduciario.

Registro nazionale. Infine, l'articolo 8 istituisce il registro delle DAT "nell'ambito di un archivio unico nazionale informatico. Il titolare del trattamento dei dati contenuti nel predetto archivio è il Ministero della Salute". 
Una legge la cui sostanza non mi meraviglia visto che è diretta emanazione della fede cattolica cristiana che dice che dio ti ama anche se tu non lo vuoi.
Come ha spiegato bene Binetti la legge approvata dice sì a tutto quello che un paziente vuole tranne il mettere fine alla sua vita. In barba all'articolo 32 della Costituzione che recita:
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
Ora come si può considerare che la legge approvata rispetti la persona umana se nella DAT (la Dichiarazione anticipata di trattamento che ha validità di cinque anni, perchè posso cambiare idea, ma allora perchè non prevedere che se cambio idea cambio dat, altrimenti quello già fatto non ha scadenza?) posso indicare solo i trattamenti che desidero attivare ? La Dat è presa in considerazione solo nel caso di mancata attività celebrale ma non si applica in condizioni di urgenza o quando il soggetto versa in pericolo di vita immediato.
Vi ricordate quel foglio che firmano i pazienti nei telefilm americani  nel quale rinunciano alla rianimazione in caso di arresto cardiaco? Bene in Italia scordatevela. Io posso avere un infarto e venire rianimato rimanendo paralitico o uno scemo cerebrale (perchè il cervello è rimasto senza ossigeno). E sapete  perchè? Perché così è contenta Binetti.
Perché così l'opinione altrui decide sulla mia vita nonostante io abbia espresso un volere diverso. Ma che stato di diritto è questo? Un precedente legislativo, se la legge verrà approvata anche al Senato (e pensare che c'è chi vuole mettere mano al bicameralismo perfetto), dove è tornata per una terza lettura visti gli emendamenti rispetto il primo testo approvato al senato, che permette allo stato di decidere per il cittadino su argomenti che riguardano solamente lui o lei. E, come al solito, nemmeno una piazza che si riempia chiedendo a quei loschi figuri di andarsene a casa

5 luglio 2011

Un certo Paesano: Valdo Vaccaro parla di me sul suo Blog

Esattamente tredici mesi fa leggevo un post di Valdo Vaccaro e ne parlavo qui su paesaniniland. Ignoravo allora chi fosse. Lo aveva postato su Facebook un mio amico.
Vaccaro faceva diverse affermazioni ma non erano avvallate da fonte alcuna. Avrei potuto cercare su internet ma altre affermazioni pur non travolgendomi la curiosità di approfondire la sua tesi che l'apparato gastrointestinale umano non è fatto per digerire la carne conteneva cosniderazioni aamrgine che mi avevano insospettito.
Vaccaro parlava di femminilizzazione dei maschi, di donne che se non fanno sesso diventano isteriche, di anima, di telepatia animale...
Insomma c'era qualcosa che non mi era chiaro in Vaccaro. Ho ricevuto nel tmepo molti commenti ai quali ho puntualmente risposto. Ho trovato molti di quei commenti dogmatici e privi di sostanza. In soldoni tutti mi accusavano di voler remare contro il vegetarismo o il veganismo (che non sono la stessa cosa...) e tutti accusavano me di fare della sceinza un dogma, quando lo stesso vaccaro, sul suo blog mi rispondeva che in pratica dovevo fidarmi della sua parola...
Della sua risposta mi accorgevo molto tardivamente (il mio solito vizio di non controllare mai se mi rispondono o no...). Nel frattempo scopro che Vaccaro è laureato in economia ed è autore di libri di igienismo nei quali coniuga il veganismo con la filosofia. Parla di maschile e femminile, sessisticamente connotati, di Ying e Yang, e fa delel considerazioni così omofobiche che BInetti in confronto è madre Teresa di Calcutta.
Così mentre i commentatori (tutti squisitamente anonimi) mi accusavano di avere la fissa dell'omofobia scoprivo che Vaccaro è tra i peggiori omofobi di Italia.
Ecco un florilegio di sue affermazioni omofobe prese dal suo blog.

Quanto all’omosessualità, è catalogata in ogni dizionario ed anche dalla pubblica opinione come una aberrazione sessuale caratterizzata da rapporti sessuali anomali con persone dello stesso sesso.
Tecnicamente parlando può essere attiva, passiva ed ambivalente.
Per quanto mi concerne, cerco di essere il più aperto e tollerante possibile. Ho il massimo rispetto per i diversi, nella misura in cui essi rispettano il mio essere normale. Ma non posso stravolgere il mio sentire ed il mio pensare, che è e rimane un pensiero di disapprovazione. (fonte Medicina naturale.
Ancora
Primo che, pur rispettando chi la pensa diversamente, sono contrario in scienza, spirito, etica ed estetica all’omosessualità fisiologica, ai rapporti sessuali veri e propri.
Secondo che, dato importantissimo, l’attività sessuale non è solo un fatto materiale e psicologico, ma anche e soprattutto bio-chimico, bio-elettrico, bio-magnetico.

Ogni cosa è basata sull’irresistibile principio dell’attrazione e della repulsione

E’ il famoso discorso del polo positivo che attrae quello negativo e viceversa, della Terra che tiene attratta a sé la Luna, del Sole che tiene attratti nel suo sistema i vari satelliti.
Tutto quanto ci circonda, la vita, la natura, è pieno di fenomeni basati su questi valori di attrazione e repulsione, partendo dall’atomo fino ai grandi sistemi.
Non intuire e comprendere questo significa vivere in situazione distorta e disarmonica. (Contagio e omosessualità sul suo blog.)
E ancora
Che esista gente in quelle deprecabili condizioni non v’è alcun dubbio.
Ho parlato di rapporti sessuali ai limiti, di rapporti privi di qualsiasi motivazione naturale.
Di rapporti perversi non nell’ottica del pregiudizio religioso, ma perché privi delle elementari premesse di ogni buon rapporto, come la carica erotico-energetica da un lato e l’autentica attrazione bio-elettrica dall’altro.
Le complicanze che derivano dalla scelta di partner impropri, come nel caso classico dell’omosessualità maschile, rendono ulteriormente critica la situazione.
Madre natura, checché se ne dica, non ha previsto Adamo e Adamo, ma soltanto Adamo ed Eva.
Se sulla Terra troviamo troppi Adamo e Adamo, quello non è di certo il Paradiso Terrestre, ma una caricatura orrenda del medesimo.
Andare comunque in controtendenza, e per giunta col serbatoio energetico vuoto, comporta drammatiche conseguenze immunitarie. (Braccio di ferro fra sesso e anima sempre dal suo blog)

Sarà forse pleonastico ma voglio ricordare che Vaccaro  fuori dal consorzio scientifico ma questo non solo per le sue affermazioni sull'omosessualità... Ma tant'è.

Oggi scopro che Vaccaro ha parlato di me nella risposta a una lettera di un suo lettore in un post  pubblicato sul suo blog il 26 giugno e ripubblicato il 3 Luglio sul sito Medicina naturale.

Ecco il post.



C’E’ DAVVERO CHI SI ARRAMPICA SUGLI SPECCHI E POI SI INCAZZA
Ciao Ignazio, sei troppo simpatico.
Hai perfettamente ragione nel dire che la controparte perde spesso le staffe e si incazza.
Quando portiamo fatti, argomenti, prove lampanti, statistiche, ragionamenti ponderati e sensati.
Quando insomma non ci sono lati deboli e scricchiolanti e non ci sono margini per controbattere, la controparte va alla ricerca di scuse e di appigli, si arrampica sugli specchi e scivola.
Sa di avere torto, e per giunta si incazza.
CUI PRODEST?
I sabotatori appartengono alle truppe periferiche e provinciali d’assalto.
Sembrano clonati e fabbricati in fotocopia.
Sono avvezzi alle leggi dello spot pubblicitario, dove la bugia ripetuta 100 volte vale il triplo della verità citata distrattamente tra le righe.
Sono allenati nell’arte della denigrazione e dello sputtanamento gratuito.
I romani, di fronte a un’azione nemica poco chiara, si ponevano sempre la domanda “Cui prodest?”
(A chi serve? A chi leccano i piedi?) E con questo sistema si avvicinavano alla verità e risolvevano l’arcano.
SERVI E COLONI DELLE MULTINAZIONALI
I sabotatori dell’igienismo, che lo facciano per ignoranza dei fatti oppure per corruzione salariale, fanno il gioco delle multinazionali. Il gioco di Rockefeller e dei suoi vassalli, dei suoi valvassini e dei suoi valvassori, dei suoi servi e dei suoi coloni.
Poco importa se mandano messaggi anonimi e carichi di acido muriatico.
Poco importa se non si firmano, o lo fanno con nomiglioli di comodo, o se vanno a pescare tra le mie vecchie tesine, piazzando nei commenti le loro valutazioni ingiuriose che non ho nemmeno tempo di leggere e di replicare, se non fosse che per qualcuno che me le segnala.
L’ARRINGA DI ALESSANDRO PAESANO
Come nel caso della mia tesina “L’avvelenamento e il doping da carne”, che pare aver mandato fuori giri un certo Alessandro Paesano.
Vaccaro mente. Ho scritto sul suo blog e lui mi ha puntualmente risposto altro che non ho nemmeno tempo di leggere e di replicare, se non fosse che per qualcuno che me le segnala.
E’ censurabile che lei dica che le donne che fanno poco sesso diventino zitelle o scelgano attività monacali, perché è puro sessismo. Siamo nel 2000 e non nell’Ottocento!
E’ risibile che l’ingestione di carni causi femminilizzazione negli uomini, visto che tutti gli atleti per metter su massa corporea maschia e virile mangiano carne!
E’ risibile che la carne causi aggressività. Hitler era vegetariano, eppure amava la violenza!
E’ discutibile tutto il suo discorso, perché lei non fornisce una fonte!
Bisogna credere solo a lei e me lo ribadisce pure nella sua risposta!
Atteggiamento non scientifico ed anche antidemocratico!
Io le chiedo testi su cui documentarmi e lei mi dice che devo fidarmi!
Complimenti per la sua onestà intellettuale.
LA CRITICA VALE ED E’ APPREZZATA, QUANDO E’ LEALE E COSTRUTTIVA
Come vedi, caro Ignazio, arrivano i complimenti e arrivano pure gli insulti.
Insulti?
Gli insulti consistono anche nel prendere una singola frase da un certo contesto, rigirarla e rivoltarla a proprio piacimento.
Proprio come fa lui con la mia risposta nel suo blog... 
Ti figuri se ho tempo di rispondere ai commenti che mi arrivano su un blog di oltre 1000 articoli.
Se Paesano avesse davvero voluto chiarire i suoi punti di vista, mi avrebbe inviato direttamente una mail e io gli avrei anche risposto meglio di quando si fa una semplice battuta interlocutoria.
Intende dire in via privata, non pubblica. Chissà perchè quando critichi qualcuno si lamentano che lo fai in modo pubblico...
Ha piazzato invece le sue stilettate nello spazio riservato ai commenti,
ce lo ha messo lui... 
al solo fine di disgregare una tesina importante che è stata e rimane una perla, e che nel suo piccolo ha fatto il giro del mondo.
Ammazza che autostima ha questo omofobo....
E dovrei pure andare a lezione di onestà intellettuale presso di lui.

SESSISMO E SUBLIMAZIONE
Questo elemento mi dipinge come uno che induce le donne a fare tanto sesso.
AHAHAHAHAH Capite il nsotro laureato in economia come intende la parola sessismo?
Con qualcuno lo dovranno pur fare, mi chiedo. Il più delle volte sarà con degli uomini, immagino.
Eccola la sua onestà intellettuale
E allora, caro Paesano, non dire cavolate.
Quali, scusa?
Se davvero induco a fare sesso (e non mi risulta di aver lanciato messaggi chiari o nascosti di questo tipo), ciò vale equamente per tutti.
Caro (si fa per dire) Vaccaro STUDIA PRIMA DI PARLARE.
Basta consultare un qualunque dizionario (io non pretendo che tu creda alla mia parola come tu fai con me...) per leggere che sessismo significa:

  • 'attitudine ad inquadrare uomini e donne in base agli stereotipi di genere e ai relativi pregiudizi.
  • assegnare arbitrariamente qualità (positive o negative) in base al sesso. (ultimi due paragrafi della voce Sessismo in Wikipedia)
sessismo
[ses-sì-ʃmo]
s.m.
Orientamento ideologico o semplice tendenza culturale che porta a discriminare un sesso rispetto all'altro, in genere decretando la superiorità di quello maschile, e a valutare le capacità intrinseche delle persone sulla base dei loro ruoli sessuali (lemma del
dizionario Hoepli online)

Non mi risulta di essere sessista, e nemmeno ottocentesco.
Ma ignorante sì...
Sono per la libertà massima dell’individuo. Ognuno faccia quello che gli pare, a condizione di non fare del male, di non ledere la libertà o l’innocenza altrui.
Porto il massimo rispetto nei riguardi di chi sublima ed incanala l’eros nelle direzioni che più gli fanno comodo, sia essa la spiritualità, la carriera, la scienza, l’arte, lo sport, o altre cose ancora.
Basta che non diventi acido, represso, sadico, pericoloso, stupratore e pedofilo!
GLI EFFEMINATI MANGIATORI DI CADAVERINA
La femminilizzazione dei maschi è un dato di fatto. Un dato statistico e riscontrabile coi propri occhi.
E la dimostrazione sarebbe che...
La carne acidifica, rompe gli equilibri naturali e rende più yin, più acidi in termini macrobiotici.
Ad ogni pasto carneo bisognerebbe fare come i leoni. Dormite lunghissime e poi via a caccia di nuovo, sfiancandosi nella rincorsa a gazzelle e antilopi. Ad ogni pasto carneo bisognerebbe poi yanghizzarsi, mandar fuori l’acidità e le acque cattive, mandar fuori gli acidi urici. Come fa un calciatore durante un buon allenamento o una intensa partita, dove perde dai 2 ai 4 kg di acque cattive e si yanghizza, riacquistando equilibrio, rilassamento e mascolinità. Ma non siamo leoni, non facciamo la partita dopo ogni pasto, e non abbiamo l’enzima uricasi che le belve hanno, per disintegrare e smaltire gli acidi urici.
L’AGGRESSIVITA’ INDOTTA DALLA CARNE E’ TROPPO NOTA PER DOVERNE DISCUTERE
Certo, se lo dici tu...
Che la carne causi aggressività è dimostrato da mille segnali, primo fra tutti l’accelerazione cardiaca, la tachicardia, gli sbalzi neurovegetativi e ghiandolari, l’ingrossamento del fegato, la fase eccitativa collegata alla leucocitosi (viso che si scalda e si arrossa) e l’immancabile fase depressiva.
Quanto ad Adolf Hitler, non era affatto vegano.
Infatti era vegetariano...
Si riforniva regolarmente di salsicce di maiale presso il suo macellaio di fiducia in centro a Monaco di Baviera.
Le fonti? Le fonti? Le mie eccole.
Trovo comunque banale citare un nome di comodo per dimostrare quello che ci conviene.
Mio padre Walter, e i miei nonni Marchin e Frane (Francesco) non erano grandi mangiatori di carne, ma non erano nemmeno vegetariani. E ti garantisco che erano persone pacifiche, scherzose e bonarie.
Questo non toglie che, evitando del tutto la carne, l’organismo umano ne guadagni ulteriormente in termini di salute fisica, mentale e spirituale, oltre che sul piano dell’armonia naturale ed ambientalistica.
ANCORA L’IDIOZIA DELLA CARNE CHE FA CARNE E DEL MUSCOLO CHE FA MUSCOLO
Per quanto concerne il concetto della carne che fa carne, del muscolo che fa muscolo, del latte che fa latte, dell’urina che fa urina, della proteina che fa proteina, siamo a livello di demenza manifesta.
Eh?
Chiunque la pensi in quel modo, è invitato a sfogliare la lista completa dei campioni del mondo di triathlon e di decathlon, di lotta libera, di kung fu, di corsa, di salto, di sollevamento, di body building, e si accorgerà  non senza sorpresa che la maggior parte di essi è vegetariana e vegana.
Come lo erano i primi atleti e i primi maratoneti di Olympia. Come lo sono i maggiori conquistatori di vette himalayane e di record di immersione (Enzo Maiorca). Come lo sono i maggiori tennisti, stile Martina Navratilova, capace di schiantare a 50 anni tutte le più quotate avversarie ventenni.
 Ovviamente Vaccaro si dimentica di menzionare che Martina sia lesbica...
CHI CERCA FONTI E SPONDE IDEOLOGICHE, RESTERA’ PER SEMPRE ASSETATO E DISORIENTATO
sembra una farse alla Gesù, nevvero?
Quanto al fornire la fonte ad ogni piè spinto, la cosa mi fa davvero ridere.
Uno, per essere credibile, dovrebbe intercalare in continuazione dei riferimenti e dei rimandi.
Beh nel metodo scientifico sì... Chiami i tuoi scritti tesine... Ecco quel che rende valide le tesine sono proprio i riferimenti bibliografici...
Se do dell’imbecille a una persona, cosa che mi guardo bene dal fare, salvo che non mi faccia girare davvero le castagnole, mi prendo tutte le responsabilità. Questa è garanzia.
Allora devi chiedere scusa a tutti i gay e le lesbiche che hai offeso con le affermazioni sopracitate...
Mica starò a dire “sei un imbecille” perché me l’ha detto Tizio, Caio o Sempronio?
Te lo dico io e ti accontenti. Prendere o lasciare! Che c’entra la democrazia e la scienza?
NON CERCATE LA VERITA’ NELLE SACRE SCRITTURE
Sta a ognuno di noi capire e valutare se una frase, un concetto, un’idea sono degni di considerazione, se chi ci parla o ci scrive è meritevole o meno di fiducia. Se manca in noi questa capacità di discernere e valutare, non c’è fonte e non c’è referenza che tenga.
“Non cercate le leggi nelle vostre Sacre Scritture. Perché la legge è vita, mentre le Scritture sono morte. La legge la trovate nell’erba, tra gli alberi, nel fiume, nelle montagne, tra gli uccelli che volano nel cielo, tra i pesci che nuotano nel mare, ma cercatela soprattutto in voi stessi.
E’ lì che troverete la legge e la verità”. Questo sta scritto nel Vangelo Esseno della medicina naturale, secondo il manoscritto aramaico del III°
Ehm o scrivi III (numero ordinale che significa già "terzo") oppure scrivi 3 (numero cardinale) seguito dal simbolo ° (cioè la desinenza di genere) che lo rende ordinale...

secolo, conservato negli Archivi Vaticani.
NON MI SERVONO STAMPELLE PER DISTINGUERE IL FALSO DAL VERO
E dire che  Quanto all’omosessualità, è catalogata in ogni dizionario ed anche dalla pubblica opinione come una aberrazione sessuale è vero?

Lo fai leggere al Paesano? Obietterà che manca la fonte.
Che può essere stato scritto da chiunque. Che nessuno ci garantisce rappresenti la voce di Gesù.
Che Gesù forse non è mai esistito. E che se c’era davvero, non era necessariamente il figlio di Dio.
A livello personale, rispetto tutti, ma non sono Cristiano.
Condivido in pieno le obiezioni di Bertrand Russell sul Cristianesimo.
Eppure non mi servono fonti per capire che tale scritto, indipendentemente da dove arriva, proviene da un’anima e da un’intelligenza superiore. E questo mi basta. Cristo o non Cristo.
LE FONTI DI BRUNO E DI PARACELSO
Fai leggere al Paesano “Credere che siamo solo mossi e toccati dagli aspetti visibili delle cose è stupidità manifesta”, e sarebbe capace di chiedere a Giordano Bruno da chi lo ha appreso, da quale fonte!
Vaccà Giordano Bruno viene studiato nei licei a te non ti studia nessuno. Giordano Bruno è una fonte Tu no. Semplicemente...  E poi Bruno qui esprime un pensiero filosofico non un dato scientifico come pretendi di fare tu. Suvvia non offendere la mia intelligenza...
Questo è lo stesso ragionamento fatto dai beceri e stolti macellai dell’Inquisizione Cattolica, quando il 25 dicembre 1599 pretendevano che il grande pensatore napoletano si pentisse, quando non aveva nulla di cui doversi pentire, e quando non aveva fonti esterne su cui potersi giustificare, per cui lo condannarono al supplizio del rogo, avvenuto il 17 febbraio 1600 a Campo de’Fiori in Roma.
Gli stessi che bruciarono molti omosessuali... Guarda un po'!
La migliore citazione di fonti a uso e consumo del Paesano, gliela darebbe certamente il grande Paracelso: “Le cose più importanti le ho imparate non dai baroni universitari, ma da zingari, vagabondi, puttane, barbieri e boia!”
Oooooh eccole le vere fonti di Vacaaro!
LE REFERENZE DELL’IGIENE NATURALE SONO COSTANTEMENTE FORMIDABILI
Noi non siamo Gesù e non siamo Giordano Bruno, questo è poco ma sicuro.
Le referenze che noi igienisti portiamo e impersoniamo sono comunque formidabili in linea generale.
Trattasi di referenze basate non su pareri corrotti, parziali e individuali di questo o di quello, ma di leggi naturali e di principi universali. Leggi provate e sottoposte al vaglio del tempo, dell’esperienza, del buon senso.
Ma non della scienza...
APPOGGI CHE NON SIGNIFICANO NIENTE
Ti pare forse che, mettere sotto ogni tuo scritto una manciata di riferimenti, faccia acquisire al medesimo più valore scientifico? Sono frottole. La montagna di bugie sull’Aids, sulle pandemie, sul diabete, e sul 90% della materia medica, stampigliate su tomi liceali e universitari carichi di fonti, hanno forse maggiore valore di uno scritto netto e pulito che va al dunque senza tanti fronzoli e senza tante stampelle ideologiche provenienti da terzi autori.
Ah sì? e com'è che i tuoi testi non li si studia in nessun liceo e in nessuna università?
E chi garantisce sui garanti? Chi mi dice poi che tali fonti di appoggio siano affidabili?
CONTA SOPRATTUTTO L’AMBIENTE CULTURALE DA CUI PROVENIAMO, LE SCELTE IDEOLOGICHE CHE FACCIAMO TUTTI I GIORNI
Infatti  e le tue scelte sono così omofobiche da sfiorare il nazismo
Insomma, caro Ignazio, occorre davvero spaccare le incrostazioni che ci circondano. Occorre fare pure gli spazzacamini, se vogliamo che la fumosità se ne vada fuori e non ci intasi tutti ad ogni nuovo respiro.
La tua collega ti ha invitato a scendere dal pero.
Il Paesano mi ha invitato a scendere dall’albero ottocentesco e ad immergermi nella sua realtà aggiornata del 2000.
Non ha ancora capito che nessuna referenza al mondo vale un’unghia dei grandi Maestri che ci assistono.
Non ha ancora capito che noi veniamo dalla scuola di Pitagora, di Socrate, di Dante, di Leonardo e di Giordano Bruno, non certo dai maxi-macelli della McDonald’s, e nemmeno dal cesso petrolifero e farmacologico dei Rockefeller.

Valdo Vaccaro
Peccato che Socrate fosse gay e che nemmeno Dante per quanto mettesse i sodomiti (etero e gay) nell'inferno era omofobo come te...

Insomma se Vaccaro è il fulgido esempio di come si pensa e ci si comporta a non mangiare carne che dire... dateme 'na bistecaaaaa
bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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