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19 aprile 2015

Il Circolo Scandinavo al Nordic Film Fest di Roma 2015

Come lo scorso anno abbiamo avuto la fortuna di assistere alla rogrammazione del circolo Scandinavo che ha mostrato i lavori di alcuni artisti e artiste in residenza.

I lavori presentati quest'anno sono stati di caratura forse minore rispetto quelli della scorsa edizione ma, lo stesso ci sono state delle belle sorprese (e qualche video soporifero. Ma come dormi subito quando il cervello non è interessato...!!!)


Il fotografo Petri Nuutinen finlandese ci ha mostrato i suoi lavori parlandone (in inglese) con una modestia e una semplicità che noi italiani ci sogniamo.

Petri è un fotografo di paesaggi ma lui ama definirsi un fotografo di spazi e di luoghi.
partendo dalle foto prese per lo stesso soggetto Petri le unisce con un algoritmo (lo stesso delle foto panoramiche che prendiamo coi nostri smartphone) per ottenere una sola immagine. Cambiando prospettiva però le linee di fuga sono diverse e quindi le immagini devono essere deformate per ottenere una immagine i cui bordi coincidano. A differenza degli algoritmi per le foto panoramiche che ottengono una immagine dal taglio regolare Petri mantiene i bordi delle foto originali ottenendo delle composizioni che hanno questa forma e questo aspetto.


Petri ci ha mostrato le varie fasei per ottenere queste imamgini che poi stampa su lamine di metallo che incolla su tela, niente carta, stampa diretta della foto...


Poi è stata la volta di Janne Tlastad, norvegese, della quale abbiamo visto tre video.

    Hitlers arkitektur 4:10 min
    Mussolinis bunker 3:44 min
    Overvåket/Überwachung #4 3:52 min

    I suoi lavori si distinguono per un dettaglio all'inizo poco comprensibile.
    Janne infatti non lavora con foto anche se dal montaggio delle immagini potrebbe sembrare, bensì lavora con immagini video, cioè immagini in movimento anche se sceglie immagini a camera fissa e senza movimenti nell'immaigne.
    Si tratta di video statici ma sempre di video.
    ce ne accorgiamo da alcuni dettagli "vivi", una luce, un riflesso, un'ombra, o, alla fine, una figura umana, prima ferma immobile, per continuare nell'illusione fotografica (di immagine fissa) e poi , finalmente, in movimento. Purtroppo la rete non ci aiuta non sono riuscito a trovare né video né immagini per cui deve bastarvi purtroppo la mia descrizione...

    Piu tradizionalmente sperimentale KirsiMarja Metsähuone finlendese, della quale abbiamo visto Transition process, 5 min un video nel quale su una partirla sonora complessa e poco leggibile si sviluppa una sovrimpressione di immagini che vengono presentate per il loro gusto visivo, di struttura gestaltica, di froma, di segno astratto più che di significato. Un modo molto contemporaneo di fare video arte che paice molto ma a noi, a me, lascia del tutto indifferente.
    Almeno ha il buon gusto di durare poco...

    Più interessante Known Named Identified, 5:37 che su una partirura sonora della parola nome riptuta da 5 voci femminili in diverse lingue (eslcuso l'italiano...) costruisce una sequenza visiva tra paesaggi floreali e figure femminili. Ipnotico, magico, mistico (e se lo dico io potete credermi...).

    Findadese anche Ilkka Volanen del quale abbiamo visto Room #3, 3:10 min – 3:15 un video nel quale (ri)produce varie immagini e suoni di Roma colti dalla stanza n° 3 del Centro Scadinavo nel quale ha una residenza.

    Poi è stata la volta del soporifero (almeno per il sottoscritto) Il Pastore, 30 min di Danile Hoflund, dalla Svezia, che ha seguito coi tempi interminabili del video verità (questa malsana ide ahce basta riprendere perché ci sia racconto e documentalità) nel quale vedimao un gregge di pecore e il suo pastore. Un omaggio ai Grand Tour sette-ottcenteschi.
    Però che noia!!!!
      Poi è la volta di una italo svedese che ci ha presentato un corto più tradizionale, cioè più corto e meno video d'arte.





        Si tratta di Midsommer 10 min di Monica Mazzitelli che racconta in maniera stentata e non sempre di immediata comprensione due storie in parallelo, quella di una donna che probabilmente commette suicidio in seguito alla morte per annegamento della figlia adolescente e quella di un uomo che ha visto il cadavere della persona suicida (coperto dal telo nemmeno sapeva se fosse uomo o donna) e del suo figlio gaio...
        Bella fotografia, belle inquadrature, recitazione un po' troppo impostata ma un corto carico di emozione. Quando lio femminile si chiede se il dolore del treno che la ucciderà sarà più forte del dolore che prova in quel momento io mi sono commosso fino alle lacrime e anche adesso mentre ne scrivo...

        Presente in sala dopo la proiezione abbiamo parlato. L'autrice era felice che finalmente qualcuno, il sottoscritto, avesse colto il cotè gaio dei due ragazzi...
          No Man’s Land della norvegese Lowri Rees è un documentario che ci illustra la vita del centro detentivo di Trandum nei pressi dell'areoporto Gardermoen di Oslo un centro detentivo che è stato indagato per abuso dei diritti umani. Rees entra nel centro con una mdp invisibile e nascosta, così come sono nascosti i procedimenti produttivi del documentario ( i permessi per entrare nel centro? COn quali restrizioni? La mdp è stata piazzata dando il tempo alle persone ospiti di abituarvisi ? E' stato loro chiesto il permesso oppure anche la mdp ha leso i loro diritti umani? Su questo il documentario tace. Interrogata dal sottoscritto a fine proiezione la documentarista ci ha detto semplicemente che non voleva fare storie di vita (come se la nostra domanda vertesse su questo e non sui meccanismi narrativi che stanno dietro ogni documentario) ma voleva solo offrire uno sguardo su di un posto sul quale all'epoca (2006) si sapeva poco e niente.

          Non mi piace questo modo di fare documentario, nascondendo la mdp come nei film di fiction, come se la registrazione cinefotografica fosse di per sé garanzia di testimonianza, di verità. Specialmente nei confronti di un centro indagato di violazione dei diritti umani nel quale entri a condizione e secondo le regole di chi lo gestisce...
          Girato bene e con inquadrature a volte estetizzanti. Detto per inciso, Tandrum sembra un hotel a tre stelle in confronto ai nostri cie...


          Hanno concluso la serie di proiezioni tre cortometraggi accomunati dal rapporto e dalla ricerca tra immagini e musica.


            Pellèas et Melisande 28 min Elina Oikari e The Tempest 39:21 di Elina Oikari (Part I) and Lauri Danska (Part II), entrambe finlandesi, raccontano (reinterpretano?) omaggiando il cinema muto e i film di Vigo,  due classici come la tragedia di Maeternlinck e di Shakesperae, con una grande fanatsia visionaria, profluvio di mezzi (tecnica mista, 8 mm e video) grande capacità immaginativa e un montaggio interessante che sa tenere testa alla msuica trovando un rapporto nè di sudditanzanè di preponderanza.
            Ci sarebbe piaciuto chiedere qualche cosa all'autrice ma siamo stati cacciati dalal sala dal perosnale della Casa del cinema famoso per la sua scortesia e maleducazione.
            Gentaglia da licenziare in tronco e dare da lavorare a chi il cienma lo ama lo conosce e lo rispetta rispettando anche il pubblico, anche quello sparuto presnete a vedere uan rassegna che cerca di portare roma in Europa ma i bovari che vi lavorano rendono difficile l'operazione. Con tutto rispetto per i bovari, poco per i coatti che lavorano alla Casa del Cinema. 
            E vi assicuro che sto usando parole gentili.
            Licenziamento in tronco, senza nememno il pagamento dell'ultimo stipendio... 


            La vera sopresa della giornata sono state le muscihe e il video di Gisle Martens Meyer dalla Norvegia che col suo Roma 2089 ci regala una partirura costruita sui rumori campionati della città di roma (con tanto di tipologia e proveneinza dei rumori, compresa qualche piccola imperfezione ortografica nei nomi, Villa Sciara , Santa Maria, Trastevere etc.).
            Non lasciatevi distrarre dalla partitura sonora. Le immagni sono altrettanto interessanti nel lavoro splendido fatto nelle varie sezioni del video.
            Stavolta la rete ci aiuta e posso mostravi il video per intero.

            Normalmente Gisle esegue le musiche dal vivo durante la proiezione, qui, come noi ieri lì, lo abbiamo visto con le musiche registrate,


            Roma 2089 from GMM on Vimeo.

            29 aprile 2013

            25-video documentario di Simona Filippini ed Eva Tomei

            Non è un caso che chi sa meglio dire cosa sia la libertà sono i fratelli stranieri che privi di retorica ci spiegano concretamente come vivere liberi qui e ora.

            Video interviste sul 25 aprile realizzate nel quartiere di Garbatella

            Produzione Hi-Kari per teatri di Vetro 2013

            Idea di Eva Tomei

            Regia Simona Filippini ed Eva Tomei


            Con la Collaborazione di Perluigi Zolli

            Musiche Giuseppe Teofili

             Ne parlo qui

            31 marzo 2013

            Ciao Franco! O della moria dei cantautori

            E' mattina presto. Sono le sette e trenta circa. Mia sorella è appena arrivata a lavoro. Ospedale vattelappesca.
            Prima di timbrare il cartellino ed entrare nei laboratori che cominciano a lavorare prestissimo mia sorella va al bar per fare colazione, tra profumo di caffè e odore di cornetti un profluvio di ciao Silvia la accoglie nella sala gremita di colleghi e medici.
            Uno degli avventori del bar non lavora lì. E' forse un paziente. Sta facendo colazione con peroncino e tramezzino e a sentire ripetere il nome di mia sorella , incuriosito dal coro di saluti, si gira e la chiama per nome. Silvia? Chi è Silvia. ? La voglio salutare anche io.
            Poi quando vede che è bona, perchè mia sorella a differenza mia, è bona, già le si avvicina e la saluta e mira ai suoi generosi seni, con lo sguardo, ci mancherebbe.

            Lui è Franco Califano.

            L'incontro è avvenuto davvero un paio di anni fa o giù di lì.

            Una delle cose che mi ha sempre sorpreso di Franco è lo scarto tra la sua attitudine greve, fosse anche solo nel ruvido della voce, e l'eleganza dei testi che ha scritto nell'arco della sua carriera per le più grandi cantanti italiane.

            Con Mina ha fatto un album intero di parole su musiche di Carlo Pes.

            L'album è Amanti di valore, l'anno è il 1973.

            Un album di perle, a cominciare dalla title track.


            I sogni di un semplice mi ha sempre fatto piangere, proprio come la protagonista della canzone, solo che piangevo in camera mia non nel campo in cui ridevamo. Come potete apprezzare non si tratta solo di canzoni d'amore romantico ma di stati d'animo tangibili, dove il dolore lo tocchi col cuore e con le mani. Oppure di canzoni ironiche come la solita storia d'amore . Mi reputo fortunato ad avere avuto la possibilità di ascoltare questo tipo di musica quando avevo 16 anni. Mi hanno permesso di immaginarmi in stati d'animo che all'epoca ancora non avevo conosciuto. Un lusso inimmaginabile per un ragazzino di 16 anni. E poi c'è chi le chiama ancora canzonette.
            Ma la canzone dell'album cui ero più legato allora è Il poeta che non pensa mai tramite la quale parlavo ad Andrea il mio primo grande amore che dopo 3 anni di amore (e sesso) pensò bene di darmi una ridimensionata dicendomi che la nostra storia per lui era stata solo un'amplificazione della masturbazione... e che mi lascerà cambiando sezione (eravamo nella stessa classe...) che vi propongo nella splendida versione live da Milleluci. Naturalmente Califano non è solo Mina. Anzi vi stupirà forse scoprire quante canzoni sono sue.

            2 gennaio 2013

            Gaber & Mina

            Nella loro carriera si sono incontrati. Anzi quell'incontro ha suggerito a Gaber la prima idea del suo teatro canzone.



            Una delle apparizioni dopo il teatro canzone fu questa a teatro 10, con Mina e Alberto Lupo, dove Mina e Gaber prima di cantare insieme l'uno i successi dell'altra si esibirono in un piccolo monologo.


            Gaber e Mina non erano nuovi agli sketch.

            Come strachicca grazie alla rete che ormai costituisce l'unico sostegno alla nostra memoria storica vi propongo l'emissione integrale in 3 parti d una storica trasmissione, condotta da Mike Bongiorno, con Mina e Gaber.

            Si tratta di Avanti il prossimo del 31 dicembre 1969, dove Mina canta anche un inedito mai inserito nella sua discografia (Avanti avanti).

            Un'altra tv. Un'altra Italia.



            1 gennaio 2013

            Il 1° gennaio 2003 ci lasciava Giorgio Gaberscik.

            Non ricordo come mi capitò di ascoltarlo.

            Ma da che ho memoria Gaber ha sempre fatto parte della mia vita, sin dai tempi della scuola. Era una cosa che avevo scoperto moi même, come la rivista Linus, la lettura in generale, e il Jazz.

            L'avrò visto sicuramente in tv. Dove Gaber aveva partecipato non solo come cantante, quando ancora non aveva inaugurato il teatro canzone, ma anche come performer.




            Splendido racconto di denuncia del lavoro in fabbrica, chapliniano e da compagno, vero.

            Di Gaber apprezzai tantissimo una lunghissima canzone uscita come singolo nel 1980. Io, se fossi dio. Su di me che ho sempre trovato insopportabili i chansonnier tutti parole e niente musica questa canzone musicalmente monotòna quel pezzo aveva un fascino ipnotico e da quel testo mi sentivo espresso come nessun altro.



            Io se fossi Dio...
            e io potrei anche esserlo,
            sennò non vedo chi!

            Io se fossi Dio,
            non mi farei fregare dai modi furbetti della gente,
            non sarei mica un dilettante,
            Sarei sempre presente!
            Sarei davvero in ogni luogo a spiare
            o meglio ancora a criticare
            appunto cosa fa la gente.
            Per esempio il piccolo borghese
            com'è noioso,
            non commette mai peccati grossi,
            non è mai intensamente peccaminoso.
            Del resto, poverino, è troppo misero e meschino
            e pur sapendo che Dio è più esatto di una Sveda
            lui pensa che l'errore piccolino non lo conti o non lo veda.

            Per questo
            io se fossi Dio,
            preferirei il secolo passato,
            se fossi Dio
            rimpiangerei il furore antico,
            dove si odiava, e poi si amava,
            e si ammazzava il nemico!

            Ma io non sono ancora
            nel regno dei cieli,
            sono troppo invischiato
            nei vostri sfaceli...

            Io se fossi Dio,
            non sarei così coglione
            a credere solo ai palpiti del cuore
            o solo agli alambicchi della ragione.

            Io se fossi Dio,
            sarei sicuramente molto intero
            e molto distaccato
            come dovreste essere Voi!

            Io se fossi Dio,
            non sarei mica stato a risparmiare,
            avrei fatto un uomo migliore.
            Si vabbè lo ammetto
            non mi è venuto tanto bene,
            ed è per questo, per predicare il giusto,
            che io ogni tanto mando giù qualcuno,
            ma poi alla gente piace interpretare
            e fa ancora più casino!

            Io se fossi Dio,
            non avrei fatto gli errori di mio figlio,
            e sull'amore e sulla carità
            mi sarei spiegato un po' meglio.

            Infatti non è mica normale
            che un comune mortale
            per le cazzate tipo compassione e fame in India,
            c'ha tanto amore di riserva
            che neanche se lo sogna,
            che viene da dire:
            "Ma dopo come fa a essere così carogna?"

            Io se fossi Dio,
            non sarei ridotto come Voi
            e se lo fossi io certo morirei
            per qualcosa di importante.

            Purtroppo l'occasione
            di morire simpaticamente
            non capita sempre,
            e anche l'avventuriero più spinto
            muore dove gli può capitare
            e neanche tanto convinto.

            Io se fossi Dio,
            farei quello che voglio,
            non sarei certo permissivo,
            bastonerei mio figlio,
            sarei severo e giusto,
            stramaledirei gli Inglesi
            come mi fu chiesto,
            e se potessi
            anche gli africanisti e l'Asia
            e poi gli Americani e i Russi;
            bastonerei la militanza
            come la misticanza
            e prenderei a schiaffi
            i volteriani, i ladri,
            gli stupidi e i bigotti:
            perché Dio è violento!
            E gli schiaffi di Dio
            appiccicano al muro tutti!

            Ma io non sono ancora
            nel regno dei cieli,
            sono troppo invischiato
            nei vostri sfaceli...

            Finora abbiamo scherzato!
            Ma va a finire che uno
            prima o poi ci piglia gusto
            e con la scusa di Dio tira fuori
            tutto quello che gli sembra giusto.

            E a te ragazza
            che mi dici che non è vero
            che il piccolo borghese
            è solo un po' coglione,
            che quel uomo è proprio un delinquente,
            un mascalzone, un porco in tutti i sensi, una canaglia
            e che ha tentato pure di violentare sua figlia!

            Io come Dio inventato,
            come Dio fittizio,
            prendo coraggio
            e sparo il mio giudizio e dico:
            "Speriamo che a tuo padre
            gli sparino nel culo cara figlia!".
            Così per i giornali diventa
            un bravo padre di famiglia.

            Io se fossi Dio,
            maledirei davvero i giornalisti
            e specialmente tutti,
            che certamente non son brave persone
            e dove cogli, cogli sempre bene.
            Compagni giornalisti avete troppa sete
            e non sapete approfittare delle libertà che avete,
            avete ancora la libertà di pensare
            ma quello non lo fate
            e in cambio pretendete la libertà di scrivere,
            e di fotografare immagini geniali e interessanti,
            di presidenti solidali e di mamme piangenti.
            E in questa Italia piena di sgomento
            come siete coraggiosi, voi che vi buttate
            senza tremare un momento:
            cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti,
            e si direbbe proprio compiaciuti.
            Voi vi buttate sul disastro umano
            col gusto della lacrima in primo piano.
            Sì vabbè lo ammetto
            la scomparsa dei fogli e della stampa
            sarebbe forse una follia,
            ma io se fossi Dio,
            di fronte a tanta deficienza
            non avrei certo la superstizione della democrazia!

            Ma io non sono ancora
            del regno dei cieli,
            sono troppo invischiato
            nei vostri sfaceli...

            Io se fossi Dio,
            naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente,
            nel regno dei cieli non vorrei ministri
            e gente di partito tra le "balle",
            perché la politica è schifosa
            e fa male alla pelle.
            E tutti quelli che fanno questo gioco,
            che poi è un gioco di forza, è ributtante e contagioso
            come la lebbra e il tifo,
            e tutti quelli che fanno questo gioco,
            c'hanno certe facce
            che a vederle fanno schifo,
            che sian untuosi democristiani
            o grigi compagni del P.C.
            Son nati proprio brutti
            o perlomeno tutti finiscono così.

            Io se fossi Dio,
            dall'alto del mio trono
            vedrei che la politica è un mestiere come un altro
            e vorrei dire, mi pare Platone,
            che il politico è sempre meno filosofo
            e sempre più coglione!:
            è un uomo tutto tondo
            che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo,
            che scivola sulle parole
            anche quando non sembra o non lo vuole.

            Compagno radicale,
            la parola compagno non so chi te l'ha data,
            ma in fondo ti sta bene,
            tanto ormai è squalificata,
            compagno radicale,
            cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino
            ti muovi proprio bene in questo gran casino
            e mentre da una parte si spara un po' a casaccio
            e dall'altra si riempiono le galere
            di gente che non centra un cazzo!
            Compagno radicale,
            tu occupati pure di diritti civili
            e di idiozia che fa democrazia
            e preparaci pure un altro referendum
            questa volta per sapere
            dov'è che i cani devono pisciare!

            Compagni socialisti,
            ma sì anche voi insinuanti, astuti e tondi,
            compagni socialisti,
            con le vostre spensierate alleanze
            di destra, di sinistra, di centro,
            coi vostri uomini aggiornati,
            nuovi di fuori e vecchi di dentro,
            compagni socialisti fatevi avanti
            che questo è l'anno del garofano rosso e dei soli nascenti,
            fatevi avanti col mito del progresso
            e con la vostra schifosa ambiguità!
            Ringraziate la dilagante imbecillità!

            Ma io non sono ancora
            nel regno dei cieli,
            sono troppo invischiato
            nei vostri sfaceli...

            Io se fossi Dio,
            non avrei proprio più pazienza,
            inventerei di nuovo una morale
            e farei suonare le trombe
            per il Giudizio universale.

            Voi mi direte perché è così parziale
            il mio personalissimo Giudizio universale?
            Perché non suonano le mie trombe
            per gli attentati, i rapimenti,
            i giovani drogati e per le bombe?
            Perché non è comparsa ancora l'altra faccia della medaglia.
            Io come Dio, non è che non ne ho voglia,
            io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili
            o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili,
            ma come uomo come sono e fui
            ho parlato di noi, comuni mortali,
            quegli altri non li capisco,
            mi spavento, non mi sembrano uguali.
            Di loro posso dire solamente
            che dalle masse sono riusciti ad ottenere
            lo stupido pietismo per il carabiniere,
            di loro posso dire solamente
            che mi hanno tolto il gusto
            di essere incazzato personalmente.
            Io come uomo posso dire solo ciò che sento,
            cioè solo l'immagine del grande smarrimento.
            Però se fossi Dio
            sarei anche invulnerabile e perfetto,
            allora non avrei paura affatto,
            così potrei gridare, e griderei senza ritegno che è una porcheria,
            che i brigatisti militanti siano arrivati dritti alla pazzia!

            Ecco la differenza che c'è tra noi e gli innominabili:
            di noi posso parlare perché so chi siamo
            e forse facciamo più schifo che spavento,
            ma di fronte al terrorismo o a chi si uccide c'è solo lo sgomento.

            Ma io se fossi Dio,
            non mi farei fregare da questo sgomento
            e nei confronti dei politicanti
            sarei severo come all'inizio,
            perché a Dio i martiri
            non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.

            E se al mio Dio che ancora si accalora,
            gli fa rabbia chi spara,
            gli fa anche rabbia il fatto
            che un politico qualunque
            se gli ha sparato un brigatista,
            diventa l'unico statista.

            Io se fossi Dio,
            quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio,
            c'avrei ancora il coraggio di continuare a dire
            che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana
            è il responsabile maggiore di vent'anni di cancrena italiana.

            Io se fossi Dio,
            un Dio incosciente enormemente saggio,
            avrei anche il coraggio di andare dritto in galera,
            ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora
            quella faccia che era!

            Ma in fondo tutto questo è stupido
            perché logicamente
            io se fossi Dio,
            la Terra la vedrei piuttosto da lontano
            e forse non ce la farei ad accalorarmi
            in questo scontro quotidiano.

            Io se fossi Dio,
            non mi interesserei di odio o di vendetta
            e neanche di perdono
            perché la lontananza è l'unica vendetta
            è l'unico perdono!

            E allora
            va a finire che se fossi Dio,
            io mi ritirerei in campagna
            come ho fatto io...


            Voglio riproporvi altre due canzoni di Gaber in questo ricordo.


            1981

            della quale non vi sorprenda il testo


            Ma la Storia lasciò l’uomo
            al numero 1981
            e l’uomo come congelato
            non intravedeva il suo destino.
            Non era il capolinea
            qualcosa doveva accadere
            lo suggeriva una fede spontanea
            che non era ancora il tempo di morire.

            Il vecchio saggio
            e il bimbo appena nato
            guardavano la notte
            dove il caso è in agguato.

            E la notte
            lasciava intravedere la notte
            col trucco metafisico e scioccante
            che l’è proprio
            le cose che riuscivano a stupire
            il bimbo e il vecchio.
            Come ad esempio su di un cielo eterno
            un grattacielo illuminato di pistacchio.

            Il vecchio saggio
            e il bimbo tra le braccia della mamma
            di fronte a quella strana meraviglia
            rinnovarono il dilemma
            se quelle cose colorate e straordinarie
            sarebbero col tempo diventate
            se a Dio fosse piaciuto
            necessarie.

            Ma di una cosa siamo certi
            che i loro occhi vedevano
            non so se con fiducia o senza scampo
            quell’enorme assurdità che è il tempo.

            Signore Iddio, non so se faccia bene o faccia male
            assistere ogni tanto al tuo definitivo e ricorrente funerale.

            Questa volta c’era poca gente,
            troppo poca gente
            di cardinali e papi non se ne son visti
            del resto i tuoi ministri
            sono troppo effettuali
            a noi piaceva immaginarli un po’ più metafisici e mentali
            a noi che siamo i più ultimi fedeli
            ma a scanso di fraintesi non faccio il polemista per mestiere
            cerco solo di capire
            di capire come fa la gente a vivere contenta
            senza la forza vitale di una spinta
            di capire come fa la gente che vive
            senza correr dietro a niente.

            È vero sono un po’ anarcoide e pieno di livore
            ma in questo mondo troppo sazio di analisi brillanti e di torpore
            ci sarà pure un po’ di spazio per chi si vuole sputtanare
            perché piuttosto che giocare con le più acute e raffinate astuzie del cervello
            è meglio ricoprirsi di merda fino al collo
            e tirar fuori la rabbia spudorata di chi è stupido ma crede
            e urla il suo bisogno disperato di una fede.

            Perché Dio c’è ancora
            Dio c’è ancora, io insisto
            Dio c’è ancora, altrimenti non esisto.

            È un Dio inconsueto, che non ha niente di assoluto
            è un Dio che non conosce il bene e il male
            figuriamoci il sociale
            è un Dio severo che con magica ironia
            ci diede insieme il falso e il vero
            è un Dio inventato, senza altari né vangeli
            ma è l’unica mia spinta in questo mondo di infedeli.

            Signore Iddio, non so se faccia bene o faccia male
            assistere ogni tanto al tuo definitivo e ricorrente funerale.

            C’era poca gente appunto
            troppo poca gente
            e rimpiangevo le piccole sapienze
            che ogni trapasso lascia
            e poi non resta niente.
            E mi veniva il mente quando si credeva come dei bambini
            e insieme a tre ragazzi finiti male si livellava destini.
            Ma come fate ora a vivere e a morire
            senza qualcosa da inseguire
            ma come fate a viver tra la gente
            con l’anima neutrale e indifferente.

            È vero, si perde un po’ il pudore a riparlare di morale
            però mi fa un po’ schifo saltellare dal fanatismo più feroce
            all’abbandono più totale
            e praticare nei salotti la tecnica furbastra
            di fare a gara chi è più a destra.

            Confronto a questi ironici infedeli senza il minimo spessore
            è molto meglio la mancanza più assoluta di pudore
            confronto allo snobismo dei guardoni distaccati e intelligenti
            è molto meglio persino la retorica dei vecchi sentimenti
            è molto meglio l’urlo disperato di un coglione
            che muore e che ha bisogno di una nuova religione.

            Perché Dio c’è ancora,
            Dio c’è ancora, io insisto
            Dio c’è ancora, altrimenti io non esisto.

            È un Dio incostante
            che non ha mai fermato niente
            è un Dio che si rincorre senza scampo
            è l’immagine del tempo.
            È un Dio un po’ strano che ci insegna la follia
            di ribaltare sempre il piano
            è un Dio ancestrale che è l’essenza del pensiero
            la forza naturale che mi spinge verso il vero.

            Signore Iddio, non so s’è irriverente o s’è normale
            dover ricominciare dal tuo definitivo e ricorrente funerale.


            e L'odore



            Sdraiati sull'erba
            soltanto un attimo prima
            di fare l'amore.

            Un grillo che canta
            c'è una aria bellissima intorno...
            che odore!

            Pian piano riprendo a sfiorare la sua sottana...
            sarà la zona!

            Cerchiamo un posto migliore
            e allora ritrovo di nuovo
            la mia tenerezza.

            È una cara ragazza
            comincio a sentirmi eccitato...
            più che un odore è una puzza.

            Io tento un abbraccio per chiuderle il setto nasale...
            è micidiale!

            Non ce la faccio
            m'è venuta anche un po' di nausea
            mi gira la testa.
            In città non mi sento mai male
            l'aria è più giusta
            un bar d'alluminio
            mi siedo e mi sento un signore...

            C'è ancora l'odore, l'odore mi insegue, oramai è dappertutto
            non posso, non posso, oramai ce l'ho addosso!

            Vado a casa, mi siedo sul letto, mi sdraio, mi distendo
            ma c'è ancora!
            Io mi annuso e lo sento più forte, un odore tremendo
            mi tolgo i vestiti, oramai sono nudo....
            vuoi vedere che sono io, vuoi vedere che sono io, vuoi vedere che sono io!

            Calma, un momento, ragioniamo.

            Mi faccio un bel bagno
            mi lavo da tutte le parti
            con molta attenzione.
            Mi metto anche il talco
            son candido come un bambino...
            maledizione!

            Adesso però non mi devo suggestionare...
            da vomitare!

            Non ce la faccio
            è un odore che non si distrugge
            con una lavata.
            Ci vorrebbe un programma in risciacquo
            la schiuma frenata.
            Mi spalmo le creme, i profumi
            dai piedi alla testa...

            Il puzzo sovrasta, ce l'ho nella pelle, che schifo mi faccio, che corpo ignorante così puzzolente!

            Come faccio con tutta la gente che mi ama e mi stima
            come faccio?
            Non c'è niente da fare la puzza è più forte di prima
            che schifo!

            Io che c'avevo tanti amici, sono uno che lavora, mi son fatto una carriera, non è giusto che la perda
            mi son fatto tutto da me, mi son fatto tutto da me!
            Io che conosco tanta gente, son venuto su dal niente, c'ho una bella posizione, non è giusto che la perda
            mi son fatto tutto da me, mi son fatto tutto da me, mi son fatto tutto da me...

            Mi son fatto tutto di merda!



            Sentite quell'assolo di chitarra sugli applausi finali.

            Gaber mi è sempre piaciuto anche musicalmente.

            Non ho mai trovato un suo pezzo musicalmente banale (cosa che non posso dire di altri chansonnier italiani...).

            Trovo il suo teatro canzone una delle espressioni più felici della cultura italiana. 



            17 dicembre 2012

            Antropologia del Berlusconismo: Barbara d'Urso a Silvio Berlsuconi: presidente mi si è fidanzato?




             A Domenica Live, su Canale 5, la conduttrice Barbara d'Urso, istruita durante la pausa per la pubblicità, chiede a Silvio Berlsuconi, ospite in studio, se si sia fidanzato. 

            Ma presidente ma mi si è fidanzato? 
            Si è fidanzato? E' ufficiale?


            risponde Silvio,  è ufficiale.

            con una napoletana chiosa Barbara d'Urso
            con una napoletana come lei conferma Silvio.

            Molto più piccola di me risponde Barbara d'Urso

            Così piccola, aggiunge Berlusconi,  che c'è un divario di 49 anni fra me e lei quindi un po' eccessivo.
            Si può dire l'età ? chiede innocente Barbara d'Urso
            Ha 28 anni. Si chiama Francesca

            E' una ragazza bella di fuori ma ancora più bella di dentro. Una ragazza dai principi morali solidissimi con un'allegria continuativa. Mi vuole molto bene e io la ricambio


            E' conosciuta dai suoi figli chiede Barbara curiosa, e rincalza

            Anche da Marina
            E' molto amica di Marina risponde Silvio

            ah sì? commenta Barbara soddisfatta nella sua curiosità

            E Berlusconi chiosa Finalmente mi sento meno solo

            Che a Berlusconi piacciano molo ma molto molto più giovani di lui non solo è assodato ma non è più nemmeno oggetto di ludibrio. Anzi, dall'alto della sua magnanimità è Berlusconi stesso ad ammettere che un divario di 49 anni è un po' eccessivo.

            Barbara d'Urso è dipendente di Berlusconi. La fidanzata di Berlusconi era la presidente di un club Silvio ci manchi. Siamo al velinismo d'azienda, invece i toni sono quelli confidenziali e familiari dei vecchi amici.
            Ma Barbara d'Urso la notte riesce a dormire?


             

            16 dicembre 2012

            Il vaticano attenta alla democrazia. Italiane, Italiani dove siete?



            Nel messaggio del santo padre Benedetto XVI  per la celebrazione della XLVI giornata mondiale della pace Ratzinger ha detto che

            Chi non apprezza a sufficienza il valore della vita umana  sostenendo  per esempio la liberalizzazione dell’aborto, non si rende conto che propone l’inseguimento di una pace illusoria.
            Chi favorisce un preteso diritto all’aborto e all’eutanasia, minaccia il diritto fondamentale alla vita.

            Il matrimonio è l'unione fra un uomo e una donna e chi tenta di renderlo giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione lo danneggia e contribuisce alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale.

            Questi principi non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa.
            Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità.

            L’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa.

            Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.

            Perciò il diritto all’uso del principio dell’obiezione di coscienza nei confronti di leggi e misure governative che attentano contro la dignità umana, come l’aborto e l’eutanasia, è un modo di contribuire alla pace.

            La libertà religiosa è infatti uno dei diritti umani basilari.

            Tale diritto va promosso non solo come libertà da – ad esempio, da obblighi e costrizioni circa la libertà di scegliere la propria religione –, ma anche come libertà di:
            ad esempio, di testimoniare la propria religione,
            di annunciare e comunicare il suo insegnamento;
            di compiere attività educative, di beneficenza e di assistenza che permettono di applicare i precetti religiosi;
            di esistere e agire come organismi sociali, strutturati secondo i principi dottrinali e i fini istituzionali che sono loro propri.
            (fonte vatican.va)
            Pretendendo che  i principi della morale cattolica (no all'aborto, no all'eutanasia, no all'equiparazione giuridica del matrimonio a forme radicalmente diverse di unione) non sono verità di fede, ma inscritti nella natura umana stessa, e quindi sono comuni a tutta l’umanità, la chiesa vuole imporre la sua verità all'universo mondo accusando chi la pensa diversamente di compiere una offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.

            Si fa come dice la chiesa  E BASTA.

            Ora capisco che la sciagurata disinformazione compiuta nelle scorse 48 ore dalla stampa e ripresa a piè pari dalla rete ha lasciato credere alla popolazione che l'attacco della chiesa è contro le persone omosessuali e il loro matrimonio.

            Purtroppo quella è solo la punta dell'iceberg.

            In realtà siamo tutti e tutte in pericolo.  

            Con un'arroganza che non le è mai venuta meno, la chiesa, la più feroce e sadica organizzazione criminale  del Pianeta, sta attentando alla libertà di pensiero, uno dei cardini della democrazia.

            E lo Stato italiano in barba a una costituzione sempre più calpestata ,non solo è connivente ma sostiene e difende  queste posizoni.


            Così stamattina quando uno sparuto gruppo di cittadini e cittadine italiane, una quindicina in tutto, uomini e donne, omosessuali ed eterosessuali, ha pacificamente manifestato a piazza San Pietro, alzando alcun cartelli di protesta, ecco qual è stata la reazione delle forze dell'ordine.




            Alessandro Gilioli, tra i manifestanti, ha scritto su Facebook:
            "Al momento siamo trattenuti dalla polizia di Stato in piazza San Pietro dopo pacifico e silenzioso innalzamento cartelli durante l'Angelus. I cartelli in quattro lingue dicevano solo: "Sono le armi e non le unioni gay a minacciare la pace". Ovviamente ce li hanno strappati (non con le buone, diciamo) e ora ci tengono educatamente qui".
            Dopo i controlli di rito, il gruppo è stato rilasciato: "Ci hanno fermato per un'ora - ha spiegato successivamente Gilioli - dopo un po' di strattoni per tentato pacifismo. Cartelli strappati, ovviamente. E noi che avevamo rispettosamente aspettato che Sua Santità finisse l'Ave Maria per alzare i cartelli".

            Una foto dei cartelli esposti in Vaticano è stata pubblicata anche da Gianfranco Mascia, anche lui tra gli organizzatori della protesta pacifica:




            "Il corpo del reato. Questi sono i messaggi che fanno paura al Vaticano. "Gay unions don't harm peace. Weapons do it", "Les armes, pas les unions homosexuelle, menacent la paix.", "Las bodas homosexuales no afectan la paz, las armas si", "Le unioni gay non danneggiano la pace. Le armi sí". Che sovversivi che siamo"
            L'attacco della chiesa alla democrazia e al pluralismo di pensiero è totale e riguarda tutte e tutti, anche le stesse persone cattoliche che pur partecipando alla vita cattolica non seguono tutti i precetti di una religione che, non dimentichiamocelo, mangia il corpo e beve il sangue del figlio del proprio dio.

            Eppure stamane solo quindici persone si sono sentite in dovere di protestare.

            Adesso, a parte la solidarietà di classe, che dovrebbe far muovere le persone anche quando non sono  messi in pericolo i propri diritti in particolare, perchè i diritti o sono di tutti o non sono, io mi chiedo e vi chiedo:

            Dove erano le donne, quelle che la chiesa non vorrebbe far abortire, riconsegnandole alle mammane e agli aborti clandestini?

            Dove erano le donne che la chiesa non vorrebbe far emancipare costringendole a un matrimonio indissolubile?


            Dove sono tutte le persone che, vivendo in maniera diversa da come la chiesa vuole che esse vivano, sono dalla stessa accusate di essere un attentato alla pace e una ferita all'umanità?

            Ogni volta che usiamo un preservativo, ogni volta che facciamo l'amore non per procreare, ogni volta che amiamo qualcuno che non è gradito dalla chiesa, ogni volta che compiamo una ricerca scientifica secondo parametri che la chiesa non considera etici (le staminali, la procreazione assistita, etc.) la chiesa ci accusa di essere contro la pace.

            E, badate bene, la chiesa non lo dice dall'altro di una convinzione di fede lo impone pretendendo una universalità senza scampo e senza replica.

            Il più grande totalitarismo del pianeta è la religione cattolico apostolica.

            In passato la chiesa ha ucciso, imposto, sindacato, processato, censurato.

            Oggi non può solo perchè non glielo permettono.

            Però si permette di svuotare una legge di stato di ogni efficacia cancellando il diritto delle donne all'aborto con la obbiezione di coscienza rivendicando questo diritti come diritto positivo alla religione.

            Eppure in piazza San Pietro a protestare ci sono solo 15 persone?!

            Dove siete tutti e tutte?

            Che cosa dobbiamo aspettare ancora prima di scendere in piazza e cancellare dalla faccia della terra questa feccia di maschi subumani?

            Dobbiamo farlo finché siamo in tempo.

            Altrimenti presto ci troveremo in casa la polizia che ci chiederà perchè domenica mattina non siamo andati a messa.

            E pensare che c'è ancora qualcuno che mi ha rinfiacciato di avere scritto sui miei post delle bestemmie.

            Il vaticano e la religione cattolica sono la più grave minaccia alla razionalità e al benessere del genere umano.

            FERMIAMOLA FINCHÉ' SIAMO IN TEMPO. 

            FERMIAMOLA FINCHÉ' POSSIAMO.


            fonti usate per questo post


            Non si possono fermare le nuvole

            Huffington post

            14 dicembre 2012

            L'occhio maschilista di Bob Sinclar. Ovvero come massacrare un classico di Rafaella Carrà

            Donne petulanti, saffiche, uomini checche, traveste, donnissime.
             Ecco la Milano immaginata da Bob Sinclar nel uso ultimo video nel quale ci presenta il peggior remix di A far l'amore comincia tu di Raffaella Carrà.

            Un immaginario collettivo dove gli uomini si accompagnano alle donne altrimenti sono smepre soli, effeminati, travestiti, eccentrici, e le donne da sole si accompagnano spesso in atteggiamenti allusivi al sesso tra donne a uso eocsumo del maschio.
            Mentre in Taxi a Sinclar capita di incontrare un tassinaro che non conosce la città e quando la donna con cui si accompagna si incazza lui dà ragione al tassinaro...

            Un video misero,  maschilista, patriarcale, omofobo.

            Festa in maschera? O stravaganza (omo)sessuale?



            Un tocco per se stesse o per gli uomini che le guardano?

            intatto i ragazzi truccati non flirtano con nessuno

            una bella leccata di lecca lecca, in discoteca ognuno ha il suo no?

            Intanto gli uomini si danno da fare con le donne

            gli altri sono troppo intenti a socializzare

            mentre tutte le altre rimangon sole

            Sorprese a flirtare?

            da drag a Marylin Manson

            i ragazzi son sempre soli

            e truccatissimi...

            il flirt continua...

            ti vuoi unire a noi?

            lecca il mio...

            un negro che fa sempre colore e video di madonna

            l'uomo col cipiglio che non deve chiedere mai...

            mai

            se non ci son donne non si flirta...

            mai

            altrimenti....

            Sinclar con donna petulante

            un po' di colore in mancanza di Raffaella

            labbra rosso fuoco

            ancora un ragazzo truccato

            o trucatissimooo

            si dice truccata scema!

            ma sì sfrociamo così tra di noi...

            aspettiamo solo te caro vieni?

            Insomma un video da vomitare. Un altro nome da boicottare...

            Di seguito il video.



            2 dicembre 2012

            Rossella Scarlet a Londra

            Degli Scarlet Balanga vi parlai diversi anni fa, quando li conobbi per caso, quasi. Quando Augusto mi disse che sua sorella cantava in un gruppo.
            Fu amore ...a primo ascolto!

            Poi il tempo passa, e io mi distraggo e li perdo di vista. Altri dischi non ne hanno fatti (so far) ma la gente,a differenza mia che giro intorno al mio passato-cadavere senza abbandonarlo mai, va avanti.

            (Ri)trovo Rossella Scarlet, leading vocal del gruppo, a Londra.

            No, non sono andato a Londra! In un video no?



            Nel video Rossella esegue la cover di una delle mie cantautrici preferite, così l'emozione è doppia. Ritrovarla a cantare, con la sua splendida voce, una splendida canzone, rivisitata con gusto personale, di Joni Mitchell, mi ha davvero emozionato. e poi nel video c'è una sorpresa, tutta per me!

            Sabato notte mi ha fatto un regalo!

            26 novembre 2012

            Casablanca compie 70 anni



            Melange perfetto di toni, generi, archetipi e stereotipi dell'immaginario collettivo, presenta una memorabile galleria di personaggi grandi e piccoli.
            La più sottile opera di propaganda antinazista realizzata durante la guerra e la più decisiva eccezione alla teoria del cinema d'autore.
            Vinse 3 Oscar (film, regia, sceneggiatura). Tratto da Everybody Comes to Rick's, commedia di Murray Burnett e Joan Allison mai messa in scena, sceneggiato dai Julius J. (1909-2000) & Philip G. (1909-52) Epstein e Howard Koch.

            In Italia uscì solo alla fine della guerra (come tutti i film made in USA dal 1939 in poi), censurato nei dialoghi più caldi per l'Italia: eliminati i riferimenti ai fascisti italiani e tolto il personaggio del capitano Tonelli che all'aeroporto fa il saluto romano.
            Il regio decreto-legge del 4 settembre 1938, n. 1389, chiamato "legge Alfieri" dal nome del Ministro della Cultura Popolare, introdusse tra le altre misure il monopolio dell'Enic (l'Ente Nazionale per le Industrie Cinematografiche, fondato nel 1935) per "l'acquisto, l'importazione e la distribuzione dei filmi cinematografici", imponendo così l'autarchia distributiva.
            Le quattro principali major di Hollywood (20th Century Fox, Metro-Goldwyn-Mayer, Paramount e Warner Bros.) si ritirarono dal mercato italiano a partire dall'1 gennaio 1939. Il numero dei film americani importati in Italia si ridusse da 162 nel 1938 a 64 nel 1939 fino a scendere a soli 36 nel 1940 (per poi sparire quasi del tutto l'anno successivo), con un impatto economico evidente se si pensa che nel 1938 i film americani rappresentavano il 73,5% degli incassi complessivi del mercato italiano.





            Titolo originale Casablanca
            Lingua originale inglese, francese, tedesco, italiano
            Paese di produzione Stati Uniti d'America
            Anno 1942
            Durata 102 min
            Colore B/N
            Audio sonoro
            Rapporto 1.33:1
            Genere drammatico, romantico
            Regia Michael Curtiz
            Soggetto Murray Burnett, Joan Alison (opera teatrale)
            Sceneggiatura Julius J. Epstein, Philip G. Epstein, Howard Koch
            Produttore Hal B. Wallis per Warner Bros
            Distribuzione (Italia) Warner Bros (1946)
            Fotografia Arthur Edeson
            Montaggio Owen Marks
            Effetti speciali Lawrence W. Butler
            Musiche M.K. Jerome, Jack Scholl, Max Steiner (musiche originali), Herman Hupfeld ("As Time Goes By")
            Scenografia Carl Jules Weyl
            Interpreti e personaggi
            Doppiatori italiani

            Frase in italiano Frase in inglese Pronunciata da:
            «Alla tua salute, bambina» Here's looking at you, kid. Rick
            «Louis, penso che questo sia l'inizio di una bella amicizia» Louis, I think this is the beginning of a beautiful friendship. Rick
            «Suonala, Sam. Suona... Mentre il tempo passa» Play it, Sam. Play "As time goes by" Ilsa
            «Fermate i soliti sospetti» Round up the usual suspects Cap. Renault
            «Avremo sempre Parigi.» We'll always have Paris Rick
            «Con tanti ritrovi nel mondo, doveva venire proprio nel mio» Of all the gin joints in all the towns in all the world, she walks into mine Rick     

            3 novembre 2012

            La nostra intera vita è online? Su una (presunta) pubblicità progresso belga sulle ingenuità di noi utenti della rete.

            Una cara amica mi segnala questo video.


            Ooooooh facciamo tutti dopo averlo visto la prima volta.

            L'impatto emotivo è fortissimo.

            Un video di controinformazione che denuncia il pericolo che la rete costituisce quando condividiamo online i dettagli della nostra vita.

            Dave si finge capace di leggere la mente ma in realtà ha un team di persone che gli forniscono le informazioni prese online per dargli credito come lettore della mente.

            Funziona tutto nella storia raccontata in questo video?

            La cornice narrativa è la solita: le nostre credenze più irrazionali, come la veggenza o, comunque, la capacità di leggere nella mente, sono spiegabili in maniera razionale.

            In realtà, la spiegazione che viene suggerita nel video è che le conoscenze di Dave sono date dalla tecnologia, raffigurata da un gruppo di persone che traffica con degli aggeggi elettronici che conosciamo ma che non ci vengono mostrati.

            Non già una spiegazione concreta e precisa ma una metafora:



            persone incappucciate, come chi vuole fare una rapina, con degli schermi (spenti, non c'è luce emessa, l'unico monitor a favore di pubblico è di colore vere come il fondo dei vecchissimo schermi monocromatici a cristalli liquidi.

            Sono hacker, criminalizzati, nel senso che sono mostrati con dei passamontagna in testa, anonimi, o, meglio, inidentificabili.
            Una bardatura che non ha senso in quella situazione (sono nascosti e da soli, che seno ha coprirsi il volto per non essere identificati?) e che serve per passare un messaggio implicito per noi spettatori: quelli sono dei delinquenti e i delinquenti si sa portano il passamontagna.

            Nello schermo si vedono delle fotografie e molti pochi dati alfanumerici (ben diversamente dai telefilm che ci hanno abituato da tempo che le schermate di hackeraggio sono quasi esclusivamente in codice macchina...).


            C'è una ambiguità di fondo in questo messaggio.

            Il video ci esorta a stare attenti al tipo di informazioni che mettiamo in rete, tramite i social network e i blog, per esempio.
            Questo non viene detto, lo desumo io che uso la rete mediamente.

            Io per esempio ho un blog che parla di froceria e dunque chiunque mi googola sa che sono gay. Se non volessi farlo sapere non dovrei dirlo o scriverlo.

            Invece quando Dave dice a una delle ragazze che nella sua vita amorosa ci sono 3 o 4 persone la ragazza risponde:
            non sono molte le persone a conoscenza di queste cose.

            Capisco che lo scopo del video è quello di "aprirci gli occhi" sulle informazioni che lasciamo sulla rete. Ma se io non voglio far sapere ai diretti (o dirette) interessati (interessate) che li (le) cornifico sto attento a non parlarne su internet.

            E no! direte.
            Il punto è proprio questo. Uno non ci pensa
             e viene sgamato grazie a questa superficialità.

            Sarà.

            Ma un conto sono i dati deducibili dalle nostro foto sherate su faccialibo un conto sono i dati del nostro conto corrente. Se Dave sa quanto abbiamo speso è entrato illegalmente nel nostro account, lui o chi per lui, Altro ordine di problema.

            Un conto sono quel che gli altri possono desumere da quel che noi pubblichiamo cioè che rendiamo pubblico.

            Un conto sono le informazioni che un hacker può carpire non perchè noi le abbiamo rese pubbliche ma perchè le ha desunte illegalmente entrando in un nostro account privato.

            Nel primo caso devo solo condannare la mia ingenuità, nel secondo caso chiamo la polizia...

            Non dico che le due cose non viaggiano insieme ma le distinguerei un tantinello.

            Tra l'altro delle informazioni che noi mettiamo su internet e che magari ingenuamente non crediamo vengano conosciute da tutti, nel video ce ne sono alcune che sono state messe proprio per essere rese note, come il ragazzo nero che vende la casa...

            Quindi che male c'è nel sapere che vende la casa per una certa cifra?

            Prima di internet avrebbe usato un giornale di annunci.

            Allora avremmo potuto fare la stessa cosa col quotidiano e dire fate attenzione di quello che pubblicate sui quotidiani la vostra vita è tutta sui giornali?

            Insomma non mi sembra un messaggio onesto (intellettualmente parlando)  e limpido nei suoi scopi, quello di questo video.

            Un video al quale manca un dato fondamentale che lo fa diventare un messaggio pericoloso, reazionario, luddista, arcaico, irrazionale.


            L'identità di chi ci dà questo avvertimento.
            La firma.
            Un nome.
            Un logo.
            Un sito.
            Un indirizzo.
            Un numero di telefono.
            Un'organizzazione.
            Una associazione.
            Qualcun*.
            Invece niente.

            Nel claim finale non c'è traccia di chi ha fatto questo video che diventa dunque inquietante, irricevibile, e contraddittorio.

            Il video mi informa sui pericoli della rete  e lo fa usando una forma di comunicazione in maniera altrettanto ambigua  perniciosa.

            Per La Stampa si tratta di una pubblicità progresso, che però non ha alcun logo!!!

            Insomma, strano no?

            Dopo una ricerchina su internet trovo il video originale.

            Eccolo



            In effetti un logo c'è...

            E c'è anche un indirizzo internet!!!


            http://safeinternetbanking.be/

            La FEBELFIN è la federazione belga del settore finanziario, la cui missione, si legge sul loro sito, è  to reconcile their interests with those of the policy makers, supervisors, trade associations and pressure groups at the national and European level.

            Cioè un gruppo di banchieri e company che cerca di ricrearsi una immagine vivibile nei confronti della politica e dell'opinione pubblica.

            Ora si capiscono alcune incongruenze del video.

            Messaggio sociale sì ma che per metterci allerta sulle frodi internet durante le transazioni bancarie messe sullo stesso piano dei fatti privati che ingenuamente mettiamo noi su internet.


            Non una pubblicità progresso.

            Una pubblicità delle banche per far fare ai loro clienti transazioni bancarie in maniera accorta  e sicura.

            Quindi non un video sull'ingenuità della gente riguardo i propri dati in pasto ai social network come dice PhonemaPelousche ne ha fatto la traduzione italiana espungendone logo e sito internet, ma un viral video dei banchieri.

            Ed ecco come l'ingenuità è quella di chi ha creduto a questo ragazzo (a giudicare dalla foto) che ha fregato tutti, anche  Luana Giacovelli che, non insospettita dalla mancanza totale di loghi e firme alla fine dello spot (da professionista avrebbe dovuto...) si beve la trasformazione di intenti dello spot fatta da PhonemaPelousche e arriva a scrivere:
            A mettere in guardia dai problemi collegati all’esporsi troppo sui social network è una nuova pubblicità progresso che arriva dal Belgio.

            Meditate gente, meditate!!!!


            bello essere
            quello che si è anche se si è
            poco
            pochissimo
            niente


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