8 maggio 2009

Italiani feccia dell'umanità


Cari connazionali, leghisti, fascisti, razzisti, insomma, ITALIANI, ma chi volete prendere in giro?
Davvero pensate che basti fare finta di niente per cancellare la nostra storia recente?
Sì, di quando eravamo noi italiani a essere respinti dal resto d'Europa, e non sto parlando dei primi del 900 quando MILIONI di nostri connazionali emigrarono negli Stati Uniti, ma di "appena" trent'anni fa, quando in Germania, in Svizzera, o nelle zone italiane acquisite dopo la guerra eravamo noi Italiani a essere discriminati, respinti, considerati esseri umani di serie b?

Questa amnesia storica è il primo, peggior segno di un ammanco di civiltà e di cultura di un popolo che ormai non si merita più di essere considerato tale.
E che fra 10 anni in questo paese gli italiani (chi?) saranno una minoranza in un paese pieno di migranti mi fa sperare bene che quei fascisti che hanno occupato il paese vengano finalmente spazzati via e l'Italia sia finalmente restituita a esseri umani che possono chiamarsi tali.

ITALIANI MI FATE ORRORE

Coma

Un giorno, non so quando, devo avere subito un incidente e sono entrato in coma. Da allora vivo in un mondo fittizio, creato dal mio cervello, che non mi fa rendere conto del coma.
Chissà quanto devo essere dimagrito...

























Solo così mi spiego la superficialità delirante in cui vive il mio Paese, i mezzi di informazione, i miei connazionali.

Nei giorni scorsi, quando la Fiat acquista il 35% di Crysler, prima, o quando esprime l'intenzione di acquisire Opel, dopo, tutti gongolavano nazionalisticamente per il prestigio internazionale e per il predominio italiano nell'industria del settore automobilistico.

Nessuno, mentre lo sciovinismo imperversava, ha espresso il timore che, in seguito a queste grandi acquisizioni, come ogni studente al primo anno di economia sa (o dovrebbe sapere), c'è sempre il rischio di tagliare posti di lavoro.

Come si sta dimostrando anche in questo caso.
E oggi, in Italia, tutti cadono dalle palle di Giove (come diceva la mia amica Mariù).

E, i sedicenti di sinistra, quando operai e lavoratori vengono tagliati come un qualsiasi ramo secco, e non come padri e madri di quelle famiglie regolari tanto difese, ahiloro solo a parole, chiedono un intervento dello Stato che garantisca un reddito fino al successivo impiego. Perché se gli operai sono in difficoltà non dipende dal sistema ma da contingenze ad esso esterne.

Quand'è' che finiremo di raccontarci carole e ammettiamo che il sistema funziona proprio perchè paga la mano d'opera un centesimo di quello che la mano d'opera fa fruttare agli imprenditori?

Se l'industria considera la mano d'opera non come persone, esseri umani, ma come numeri, o cambiamo sistema economico, oppure riconosciamo che l'operaio è un lavoratore ad alto rischio e bisogna garantirgli un salario di almeno 7-10 mila euro mensili, in maniera da garantire ex-ante un ammortizzamento in caso di licenziamento.

Perché la cosa pubblica deve aiutare i privati mentre questi non aiutano mai la cosa pubblica?

D'altronde se i calciatori prendono ingaggi milionari perché, poverini (sic!) la loro carriera finisce in giovane età, un operaio, che lavora fino a tardi, invece di vivere della miseria statale della cassa integrazione potrebbe vivere coi soldi di quei padroni che qualcuno, nel secolo scorso, dipingeva con la faccia da maiali.



Perché quando la BCE (la Banca Centrale Europea) presta i soldi alle banche il tasso di interesse scene all'1 % ma se io, cittadino qualunque, quando chiedo un prestito mi vedo applicare un tasso dell'11% ?

Perché 20 milioni di italiani non protestano e radono al suolo ogni banca che si trovano davanti? Ogni istituzione che non garantisce loro i diritti fondamentali della carta costituzionale?

Perché continuiamo a fregarcene delle uscite naziste dei leghisti milanesi?

Perché gli artefici delle nuove leggi razziali che si stanno discutendo in questi giorni in parlamento non vengono arrestati, censurati, neutralizzati?

Perché gli italiani che hanno mandato questi inetti al governo ora non chiedono le loro dimissioni in massa dopo l'ultimo atto nazifascista contro i migranti?

Come si fa a respingere delle persone senza accertarne le generalità, precludendo loro al diritto internazionale di asilo riconosciuto da tutti i paesi civili?

Perché l'Europa e Obama non ci bombardano cancellandoci dalla faccia della terra?

Perché nessuno protesta? In massa, compatti, uniti?

Non c'è altra spiegazione.

Sono caduto in coma e il mondo in cui vivo è il parto della mia fantasia, del mio cervello ferito...

3 maggio 2009

Transessualismo?

Il 22 agosto del 2008 pubblicavo un post su Vladimir Luxuria nel quale, tra le altre cose, facevo delle considerazioni davvero tranchant (ehm...) sul transessualismo:
Vladimir non è nemmeno Trans, perché non si è mai operato, e infatti gli manca del tutto la disperazione che rendei i corpi Trans quel simulacro estremo a un corpo sognato e agognato in maniera così distorta che è tanto più ridicolo perché appare quello che non potrà essere mai (essere una donna non significa avere due tette o una vagina, e, in ogni caso, quella delle trans è tutto tranne che una vagina: niente mestruazioni, niente secrezioni, poca sensibilità al piacere, niente contrazioni pelviche. La vagina delle trans è molto più vicina all'idea che ne hanno gli uomini: è un buco).
Tempo dopo ricevo un commento giustamente incazzato di una trans di Bologna. Nasce un veloce scambio di battute nel quale preciso che le mie sono riserve teoriche ma che, naturalmente, ognuno è libero di fare quel che vuole del proprio corpo... Ma quando lei mi spiega, in un successivo commento, a gennaio di quest'anno, io non le rispondo e lascio cadere la cosa.
Le rispondo adesso, sempre che legga ancora il mio blog, sempre che ne abbia voglia. Ma l'argomento è importante e voglio il parere anche di voi lurker...

Ecco il commento al quale non ho risposto:
dunque.

a livello di clitoride vengono mantenute tutte le terminazione nervose del glande (in effetti, da esso viene ricavata), quindi la clitoride di una trans sente esattamente come quella di una donna genetica.

in più, non vengo toccati i vasi sanguigni, per cui le pareti della vagina - a grandi linee - hanno una stimolazione simile a quella di una donna genetica.

detto questo, è vero, non ci sono mestruazioni (vabbè ma spero che non sia questo ad identificare una donna, sennò tutte le over 50 dove le mettiamo?) né secrezione di liquido vaginale.

quindi la situazione di una trans è molto simile a quella di una donna a cui sono stati asportati utero ed ovaie...

c'è un qualcosa che non va? a mio avviso, no. sono semplicemente situazioni diverse, che vanno trattate per l'appunto in maniera diversa.

le trans operate non godono? e dove sta scritto? semplicemente, si prendono piaceri diversi dalle donne genetiche. e, nel mio caso, sono molto contenta di prendermi dei piaceri diversi dalle donne genetiche.

io non so quale sia il motivo per cui sei concettualmente contro al transessualismo. non so nemmeno se lo voglio sapere. d'altronde, il transessualismo è una strada che, come tutte le strade a questo mondo, non può essere condivisa da tutti - né compresa da tutti. L'unanimismo non esiste. è pura utopia.

detto questo, il mio corpo non andava bene, non rifletteva per nulla la mia personalità, la mia interiorità, le mie fantasie, le mie aspirazioni, e l'ho cambiato. così come avrei cambiato la mia tinta di capelli se non mi fosse andata bene, così come cambierei Bologna se non m'andasse più bene.

perchè questo alone di grevità e pesantezza sul transessualismo, francamente, m'ha stufata (e pure parecchio).

perchè il transessualismo, se non ci fosse l'opprimente stigma sociale a rompere i coglioni, è un percorso bellissimo, che ti porta, come nessun altro, a conoscere il tuo corpo in ogni suo minimo dettaglio, da quando parti a quando sta cambiando a quando arrivi alla mèta.
Le sue argomentazioni, al di là di quel che mi informano e di cui non sapevo, non cambiano la mia perplessità.

Lei afferma che
il mio corpo non andava bene, non rifletteva per nulla la mia personalità, la mia interiorità, le mie fantasie, le mie aspirazioni, e l'ho cambiato.
Ok. Lo capisco. Se sono grasso dimagrisco, se ho le rughe mi opero. Però un conto è cambiarsi il colore dei capelli, cosa reversibile, basta aspettare che ricrescano, un conto è tagliarsi il cazzo o mettersene uno (finto) al posto della fica. Uso cazzo e fica non per essere volgare ma per sottolineare che sono gli unici organi sessuali davvero funzionati (va beh non sempre...) di cui siamo dotati. Il cambio di sesso è per sempre. Invece chi mi scrive percepisce il cambio di sesso come un accessorio quale il cambio di capelli o di città.
Ma al di là di questa superficialità quel che non mi convince è l'assunto centrale del transessualismo.
Io non mi riconosco nel corpo che ho, sento che la mia essenza appartiene all'altro sesso. Già qui ci sarebbe da chiedersi: in che modo? Cosa vuol dire sentirsi dell'altro sesso? Le mie sensazioni, emozioni, non passano anche (anche, non solamente) attraverso il mio corpo sessuato?
Ma diamo per buono che abbia senso dire la mia essenza è dell'altro sesso. Il mio corpo sessuato non mi esprime, non mi rappresenta, quindi lo cambio. Ora se fosse possibile trasferirsi in un corpo geneticamente dell'altro sesso capirei chi non sentendo proprio il corpo nel quale sono nati lo cambino completamente. Ma il cambio di sesso che compiono le (i) trans non ti permette mai di diventare davvero dell'altro sesso ma semplicemente di averne l'aspetto esteriore come dice la mia commentatrice per sua stessa ammissione:
detto questo, è vero, non ci sono mestruazioni (vabbè ma spero che non sia questo ad identificare una donna, sennò tutte le over 50 dove le mettiamo?) né secrezione di liquido vaginale. quindi la situazione di una trans è molto simile a quella di una donna a cui sono stati asportati utero ed ovaie...
La mia commentatrice scorda che le 50enni sono state donne anche prima della perdita delle mestruazioni che, per loro, è il normale percorso biologico di quel corpo. Nessun trans operato potrà conoscere davvero lo specifico del sesso di destinazione. Per cui le (i) Trans arrivano dopo il cambiamento a un corpo che è sempre mutilato, non completo. Ma allora, mi chiedo, non rimane lo stesso uno scollamento tra quel che sentono dentro, tra la loro essenza, e il corpo che riescono ad avere? E il risultato finale non è piuttosto il segno di un odio per il sesso genetico del proprio corpo a tal punto da volerlo mutilare? E non è un'offesa al corpo genetico femminile e maschile equipararlo al corpo operato cui si devono contentare ?
Volgarmente tra un corpo originale (cioè perfettamente funzionale) anche se non di mio gradimento e un corpo mutilato anche se nominalmente più vicino a quello che vorrei non è meglio quello originale? Cosa è meglio una fica che non se ne viene o un cazzo che lo fa? E, viceversa, una fica che se ne viene o un cazzo che non lo fa?

Tra l'altro la maggior parte dei trans (ma non tutti) hanno gusti etero, cambiano il loro corpo in quello di donne o uomini per avere storie con persone del sesso opposto. Sono cioè donne in partenza uomini o viceversa uomini in partenza donne che col corpo nativo sarebbero stati costretti(e) a una scelta omosessuale. Allora il transessualismo non è il disperato tentativo di normalizzazione attraverso una radicale manipolazione del proprio corpo di un'idea distorta di rapporti intersessuali? Che cioè sia il copro, la sua appartenenza genetica-sessuale a decidere del mio orientamento?
Chi mi dice che non sia il disperato tentativo di chi non sopportando la propria omosessualità (vista in maniera distorta) si convince così di normalizzarsi?

I miei sono solo dubbi, non certezze. Ma certo l'affermazione della mia commentatrice
il mio corpo non andava bene, non rifletteva per nulla la mia personalità, la mia interiorità, le mie fantasie, le mie aspirazioni, e l'ho cambiato. così come avrei cambiato la mia tinta di capelli se non mi fosse andata bene
fa tremare i polsi anche a chi, come me, crede sempre nell'autodeterminazione di tutti. Basta che ci sia onestà intellettuale in quel che si dice e non si adducano giustificazioni false nascondendo le vere esigenze che inducono a un gesto così radicale...
bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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