25 maggio 2008

Allarmi siam fascisti!

Prima Nicola Tommaselli, il ragazzo di Verona, ammazzato da 5 italianissimi naziskin, perché non rientra nei loro standard di italianità (avete visto una foto di Nicola? Portava i capelli lunghi...).
Ora è la volta dei nazifascisti romani che attaccano i commercianti extracomunitari di un quartiere multietnico come il Pigneto.

Grazie alla campagna di terrore perpetrata dai tg nazionali, che insistono sull'emergenza legalità, e alla proposta di legge di Maroni di inserire nel codice penale il reato di immigrazione clandestina (tranne le badanti... Le serve servono...) i fascisti italioti, costretti finora nella clandestinità delle fogne ideologiche dove coltivano le loro idee (sic!), vedono la luce del sole e purtroppo non si dissolvono come i vampiri ma ammorbano con il puzzo mefitico del loro razzismo, cioè, del nostro.

Così invece di pensare che gli unici negozi aperti anche la domenica e oltre il normale orario di apertura (ma non tutta la notte come a Bruxelles o a Parigi) sono sempre quelli condotti dai migranti (come una volta eravamo noi, in altri paesi a fare sempre certi lavori...) si guarda a questi negozianti con un occhio diverso. Si Sospetta che siano illegali (senza pensare che se hanno aperto avranno una licenza e autorizzazione del comune, o no?...) o comunque vengono percepiti come turbatori della quiete pubblica, non solo a destra ma anche a sinistra, come sembra di capire dal comunicato del CSOA ex Snia viscosa
Nel caso del Pigneto, l’episodio accaduto è conseguenza di scelte
politiche precise che hanno, negli ultimi anni, concesso l’apertura
indiscriminata di attività commerciali notturne che contribuiscono al disagio e all’invivibilità del quartiere esasperando i residenti(1).

(Ho già scritto al centro sociale per capire a cosa si riferiscono...)

Eccolo il vero razzismo. Percepire l'immigrato come un creatore di disagio.
Ma in realtà chi terrebbe aperti quegli esercizi se non i migranti?
Eccolo il pericolo di questa Italia razzista, nazista e analfabeta.

La stessa Italia un ministro della quale ha definito gli omosessuali costituzionalmente sterili...

La stessa Italia il cui Sindaco della capitale dice che l'aggressione non ha matrice politica, senza che nessuno si azzardi a precisare che chi picchia dei migranti dicendo "bastardi, andate via" compie un atto che è squisitamente politico, ascrivibile certo alla destra e non alla sinistra (almeno quella sulla carta, non giurerei su quella effettiva del paese...).

Invece Alemanno (e, cosa più grave, gli inquirenti) può permettersi di affermare che l'aggressione
"non ha nulla a che vedere con la politica".
E poi Continua
(...) "Non ho detto che è colpa della sinistra, ma che la colpa di questa situazione è un clima di scarsa attenzione alla legalità".(2)


Alla legalità di chi Sindaco ? Dei migranti o degli italioti nostalgici del duce?


(foto tratta dal Blog di Gianluca Santilli)
(1)Csoa ex Snia Viscosa

(2) Repubblica

22 maggio 2008

TG 1? No, grazie!



Questo servizio è andato in onda martedì sera all'edizione delle 20.

Perché dare parola a un giovane ragazzo coi capelli rasati che con un forte accento romano critica i Trans non per atti osceni in luogo pubblico, ma perché commettono atti impuri?

Perché mostrare l'arresto di una trans tradotta in mezzo alla folla che le grida "frocio" ma la parola viene bippata perché è volgare (o è considerata un insulto?).

Fossimo un paese civile la vera notizia sarebbe l'intolleranza della gente, l'ignoranza di chi guardando un trans gli dà del frocio, l'indifferenza di chi tratta come bestie solo chi si prostituisce ma ignora chi va con le prostitute (e vorrei chiedere a chi ha gridato "frocio" ai trans chi è il vero frocio il trans o chi ci fa sesso?).

Il TG 1 ha mostrato tutto questo senza prendere posizione e dunque, implicitamente, dando legittimità all'intolleranza, alle minacce del branco, all'insofferenza che sicuramente nasce da un problema oggettivo ma che non si risolve colpendo sempre e solo la categoria più debole, quella meno rappresentata e protetta.

Un TG deve fornire fatti non opinioni (così disinformate e sessuofobe per giunta), dare dei dati non delle immagini tendenziose camuffate dietro la cronaca.

In un paese veramente democratico il direttore di quel tg si sarebbe già dimesso.
In un paese veramente democratico l'autore del servizio (sic!) radiato dall'albo.
In un paese veramente democratico la magistratura indagherebbe perché ci sono gli estremi per l'istigazione al linciaggio di massa.

Ma noi non viviamo in un paese democratico.
Non viviamo nemmeno in un paese di destra come, pure, ce ne sono in Europa.

Noi viviamo in un paese di fascisti.
Non già chi ci rappresenta in parlamento e ci governa ma gli uomini e le donne italiani che si illudono così di cacciare i diversi, che non è come loro, e non sanno (o hanno dimenticato di sapere) quale rischio si corre ogni volta che si tollera un atto d'intolleranza, ogni volta che si permette. a un fascista di comportarsi come tale.

E mentre vedevo il trans trascinato via come fosse chissà quale criminale mi sono venute in mente le parole di una poesia di Brecht...


Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
e io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Bertold Brecht- Berlino, 1932


In un paese del genere l'unica arma a nostra disposizione è la denuncia, la protesta, il boicottaggio, civili, pacifici, democratici.

Per cui il 24 maggio boicotta il TG1


E a pensarci bene, perché fermarsi al 24?


Questa sera il direttore del TG1 delle 20 Gianni Riotta darà spazio per una replica alle associazioni LGBT. Interverranno Marcella Di Folco - presidente del M.I.T. - e Aurelio Mancuso - presidente di Arcigay (Fonte PUTA A queer Invader)

26 maggio 2008 Sala Ciampi

L’Associazione
Culturale “Tommaso D’Aquino

e l’Associazione Culturale
Luci della città

Presentano

Dal neorealismo rosa alla commedia all'italiana


Lezione-conferenza tenuta
da

Alessandro Paesano

Esperto di didattica del linguaggio cinematografico e audiovisivo

Lunedì 26 Maggio 2008, ore 21


Ingresso

libero


S a l a

Ci a m p i

Via San Tommaso D’Aquino 85, Roma

Info:
06-39723048

bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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