14 dicembre 2006

Maurizio Crosetti ha risposto alla mia mail...


Oltre alla pubblicazione sul mio blog ho spedito il post in cui criticavo lo stile e i contenuti di un articolo di Repubblica firmato da Maurizio Crosetti via mail alla redazione di Repubblica. Dopo nemmeno due ore (!) Maurizio Crosetti mi ha spedito questa risposta.

buonasera.
guardi che lei parte da una premessa tutta sua: io non penso e non ho scritto che pulire i cessi sia umiliante, e non gioisco per questo. credo che lavorare al servizio degli altri serva a capirli meglio, dunque sia educativo, non punitivo. a casa mia, pulisco regolarmente la casa e rigoverno la cucina insieme a mia moglie, senza obbligare i miei figli a farlo: però loro vedono che lo faccio, e qualche volta lo fanno a loro volta. altre volte no, ma non è questo il punto.

nel mio articolo volevo dire un'altra cosa. e cioè: i quattro ragazzi hanno offeso uno più debole di loro. in un luogo dove la diversità è così manifesta, appunto il sermig, il confronto con gli altri (e non solo pulendo i gabinetti, ovviamente) forse potrà non essere inutile, e magari potrà muovere in quelle teste pensieri importanti. non di umiliazione ma di crescita. tutto qui.

A mia volta ho inviato una risposta e dei ringraziamenti, chiedendo il permesso di pubblicare la mail che mi ha inviato. Non ho ricevuto ulteriori risposte. Ho deciso lo stesso di pubblicare la sua risposta e la mia replica.

Buonasera.

Intanto la ringrazio per avermi risposto subito, e per la tranquillità delle sue parole, nonostante io, nella mia lettera, me ne sono accorto rileggendola, abbia calcato un po’ la mano...

Può darsi che abbia lei ragione quando mi dice che nel fare le mie considerazioni parto da una premessa tutta mia, e cioè che lavare i gabinetti sia una cosa umiliante.

Mi permetto però di evidenziare alcuni passaggi del suo articolo che, se davvero mi sono sbagliato, mi hanno indotto all’errore.

Con i "bulli" a pulire i gabinetti dal videochoc alla rieducazione.

Ecco, senza fare polemica, si parla di gabinetti e di rieducazione sin già dal titolo, ma, si sa, quello non lo decide sempre l’autore…

«PER RICOMINCIARE, questo gabinetto va benissimo. "Qualcuno ha regalato le salviette che usi: non sprecarle" c'è scritto col pennarello sopra il lavandino. Il gabinetto, Luca, Giacomo, Giulia e Gianluca lo laveranno e lo spazzeranno per un anno, poi passeranno in cucina. Faranno i camerieri, i cuochi, i lavapiatti. Rimetteranno a posto le stanze, i letti e un po' di loro stessi».

Ecco io leggo l’inizio dell’articolo e mi faccio l’idea che, come forma di rieducazione, i 4 ragazzi laveranno bagni, poi faranno i camerieri, etc. per un anno…

Come mi è venuto in mente che questa più che una rieducazione è una punizione?

Perché i 4 ragazzi non hanno sporcato il gabinetto della scuola, hanno picchiato un compagno.

Dov’è la rieducazione? Sta nel prestare opera di volontariato in un centro di accoglienza per ragazzi con problemi (di che genere non ci è dato sapere…). Per riparare al torto di avere picchiato qualcuno si passa del tempo a fare volontariato in un posto dove ci si preoccupa del prossimo.

Solo che nell’articolo si dà più enfasi agli effetti che alle cause, cioè più a quello che faranno i ragazzi piuttosto che al motivo per cui lo fanno (il volontariato).

Ecco perché ho erroneamente creduto che lei sottolineasse l’aspetto se non umiliante, almeno punitivo delle loro mansioni piuttosto che quello educativo.

«Sul muro, un poster con due frasi: "Il futuro sei tu". "Giovane amico, oggi c'è bisogno di te per cambiare il mondo".

E il mondo si comincia a cambiare pulendo bene i cessi».

Ecco è soprattutto in questo passaggio dell’articolo che ho creduto, sbagliando evidentemente, che pulire i cessi sia una forma di rieducazione.

La ringrazio ancora per l’attenzione che mi ha voluto dedicare, per la risposta sollecita e, insomma, per il confronto che mi ha permesso di avere con lei.


Cordialmente,

Alessandro Paesano

Chi volesse leggere l'articolo nella sua interezza lo può fare cliccando qui

13 dicembre 2006

Cessi?! No, grazie!!!!

Leggo il Suo articolo di oggi su Repubblica Con i "bulli" a pulire i gabinetti dal videochoc alla rieducazione, signor Crosetti, e rimango basito.

Lei racconta, con dovizia di particolari, che nel percorso di rieducazione, cito le sue parole, “i quattro del pestaggio al ragazzo autistico, filmato a scuola con la videocamera digitale e lanciato su Internet” puliranno i gabinetti (più avanti nell’articolo parla direttamente di cessi…). Ora o non ho capito niente del suo articolo e lei critica questo percorso "rieducativo", nel qual caso le chiedo scusa, oppure lei ne sembra soddisfatto.

Ma come? 4 ragazzi picchiano un compagno (poco importa se artistico o no) , come percorso rieducativo gli si fa lavare i cessi (lo dice lei..) che più che rieducativi mi sembra una punizione e un’umiliazione (cioè con mezzi diversi quel che loro hanno fatto al loro compagno) e lei è contento? Ma che siamo tornati al codice di Hammurabi?!?!

I 4 ragazzi hanno sbagliato e la responsabilità in primis è la loro (e infatti sono stati sospesi per l’intero anno scolastico) ma anche dell’ambiente in cui vivono, la famiglia, certo, ma anche la scuola, gli amici e tutte le persone che frequentano, la città, la cultura del paese, cioè Noi signor Crosetti e invece di preoccuparsi anche lei che l’errore grave che hanno commesso i 4 adolescenti venga corretto fornendo loro i giusti strumenti lei gioisce che vengano umiliati?

Lei si sente forse tanto superiore a quei ragazzi di 14 anni signor Crosetti? Io non mi ci sento… però mi sento ugualmente responsabile per le loro azioni, eticamente coinvolto, politicamente sensibilizzato a fare in modo che tanti altri giovani non vengano così (dis)educati dalla società. Lei pensa davvero che la rieducazione passi per l’umiliazione?

Quale sarebbe poi l’umiliazione nel pulire i cessi? Certo, lo si dice... "dovrebbe pulire i cessi". L'ho detto anche io ma in un momento d'ira non lo vado a scrivere su un quotidiano... BAsta pensarci un momento a mente lucida...

Tutti quelli che lo fanno come mestiere? Sono inferiori a lei che scrive articoli sui giornali? Lei probabilmente non ha tempo di pulire la sala da bagno della sua abitazione è troppo occupato a fare cose più importanti, ci sarà qualcun altro a farlo al posto suo, sua moglie, sua figlia, sua sorella, magari qualche extracomunitario che viene pagato 12 euro l’ora. Anche per loro è un’umiliazione? Ah già... O l'umiliazione sta nel pulire i cessi degli altri?

Come possiamo pensare di insegnare qualcosa a 4 ragazzini imbecilli che si sono comportati come si sono comportati proprio perché figli della stessa scala di valori che fa gongolare lei perché vengono umiliati “lavando i cessi”? Vede, sbaglia due volte, sbaglia perché è contento dell'umiliazione (mentre in quel centro dove vanno a fare le pulizie domestiche vengono rieducati, e sbaglia quando pensa che lavare i gabinetti sia umiliante....

Perché si continua a scrivere tali idiozie sui quotidiani che dovrebbero informar e invece sciorinano luoghi comuni stantii e reazionari di qualcuno che dovrebbe fare il giornalista e invece si limita solamente a scrivere la prima banalità che gli viene in mente? Le stesse che magari sente al mercato… Solo che al mercato si lavora,anche, mentre lei, signor Crosetti, col suo articolo mena solo il can per l’aia!


L'isola felice di Markus e Petra


Domani il mio amico Markus e sua madre Petra aprono finalmente la loro Isola Felice,
in Via Tiburtina 8 (a San Lorenzo, vicino piazzale Tiburtino).
Non "solo" un ristorante (Markus è enogastronomo ed è capace di suscitare, con discrezione ma fermezza, interesse e rispetto per la cultura e la civiltà del vino in ognuno di noi; Petra sta in regia, scusate, in cucina, e ogni suo piatto è un momento goethiano: "fermati attimo sei bello" ) ma anche centro culturale che guarderà alla civiltà enogastronomica in maniera multidisciplinare impiegando arte, cinema, musica, storia e filosofia per approfondire la cultura del bere e del mangiare, oggi sempre più sviliti da un rapporto superficiale e frenetico con la tavola.

Domani sera l'apertura al pubblico (è già tutto esaurito, ma il buon Markus ha sempre pronta una sedia in più...) della quale vi rendiconterò su queste pagine (elettroniche) anche perché vi andrò con amici vecchi (Luca), nuovi (Marco) e ritrovati (Frances).
Anche io avrò il privilegio e l'onore di far parte della squadra ammannendo (in un prossimo futuro), tra un manicaretto e un bicchiere di vino, qualche pagina musicale della storia della canzone italiana dalle sue origini a oggi (più Milly che Pausini, più Rodolfo De Angelis che Gigi D'alessio, ma sempre di canzoni si tratta...).
Domani sera mi limiterò ad essere uno dei fortunati ospiti di una nuova oasi di piacere (del palato e non solo) e di cultura (e non solo del bere e del mangiare) alla quale siete tutte e tutti invitati a passare anche solo per sorseggiare un bicchiere di vino...
bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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