31 ottobre 2009

Un giorno in pretura su Federico Aldrovandi

Dal blog Federico Aldrovandi
Da sabato 31 ottobre 2009, alle 23,45, “Un giorno in Pretura” dedica 4 puntate al processo che ha giudicato e condannato i responsabili della morte di Federico.
Mi sembra che la presentazione migliore siano le parole che il Giudice Caruso ha usato nella motivazione della sentenza.
“Tanti giovani studenti, ben educati, di buona famiglia, incensurati e di regolare condotta, con i problemi esistenziali che caratterizzano i diciottenni di tutte le epoche, possono morire a quell’età. Pochissimi, o forse nessuno, muore nelle circostanze nelle quali muore Federico Aldrovandi: all’alba, in un parco cittadino, dopo uno scontro fisico violento con quattro agenti di polizia, senza alcuna effettiva ragione.
Quando un affare del genere si verifica in una città civile come Ferrara, dotata di opinione pubblica e società civile reattive, di un sistema d informazione diffuso e disposto a diffondere notizie e spiegazioni e a non subire condizionamenti (gli interessi in gioco non sono tali da indurre cautele ), il fatto di cronaca, una morte di  immediato rilievo giudiziario, diventa un caso. Non un qualsiasi procedimento giudiziario ma un affare pubblico (tutti gli affari giudiziari hanno rilievo pubblico ma nonostante la cronaca giudiziaria costituisca una sezione di primo piano nel sistema dell informazione, la stragrande maggioranza dei processi, di fatto, resta materia riservata agli addetti).
Il processo come affare pubblico rende accessibili i meccanismi che governano e regolano la giustizia, inverando l’astratta nozione di Stato di diritto; permette al popolo di assuefarsi alle procedure, di condividerne le logiche, di controllare il mantenimento delle promesse, in modo da rafforzare il patto costituzionale.
In questo processo si è consentito al pubblico, aprendo l’aula ai mezzi di comunicazione radiotelevisivi, di avere piena cognizione del modo in cui si amministra giustizia nel Paese, nel bene e nel male, e si è dato modo al pubblico di formarsi un’opinione, fondata sull'esperienza diretta delle prove e del contraddittorio. Ogni persona di buona volontà ed in buona fede può, se vuole, esprimere un’opinione informata.”

In onda sabato 31 ottobre 2009 alle 23.50 RAITRE

Stefano Cucchi: un doppio mistero

Non c'è solamente il mistero sulle circostanze della morte, non accidentale, se, a quanto pare, la procura sta indagando per omicidio preterintenzionale.

Oggi voglio parlare di una altro mistero, che riguarda i nostri quotidiani, e i giornalisti che li scrivono, riempiendoli dei loro pregiudizi, della loro arroganza, della loro ignoranza.

Ma, tant'è, io non sono in grado di giudicare perché non conosco i fatti.
I fatti perdio.

1) perché Stefano Cucchi è così dannatamente magro?
La foto che ho pubblicato ieri come foto recente, probabilmente tanto recente non lo è. Nello stesso filmato da me pubblicato si (intra)vedono foto recenti in cui si nota la magrezza di Stefano.
Magrezza dovuta a cosa?
I genitori parlano di ragazzo normale riferendosi evidentemente alle ferite che ne hanno causato il decesso che non c'erano prima che il ragazzo venisse arrestato.
Ma perché, prima di essere arrestato, Stefano era  così magro?

Per Il Fatto Quotidiano era esile, disarticolato, quasi scheletrito, perché Stefano era un tossico.

Allora tanto normale non era. Un tossicodipendente nel 2009 è un anacronismo. Se Stefano si faceva di ero (o chissà quale altra droga) aveva qualche problema di salute, con la giustizia, coi genitori, con la società. Non sto giudicando voglio solo informarmi.

Non sto parlando di quel che è successo dopo l'arresto. Sto parlando della vita di Stefano prima dell'arresto. Era tossico o lo era stato? Perché aveva cominciato? Aveva smesso? Se era così magro non era una tossicodipendenza leggera (presumo)...

2) Perché è stato arrestato?
Qui siamo al delirio.

Per il Corriere spac­ciava droga: ecstasy, cocaina e marijuana. Cucchi, piccoli pre­cedenti alle spalle...


Se fosse vero alla faccia del ragazzo normale!

Per il manifesto, però, Stefano è stato fermato la notte tra il 15 e il 16 ottobre nella periferia est di Roma. Addosso gli hanno trovato 20 grammi di hashish

Insomma spacciava o aveva solamente del fumo con sé?

Ecco perché mi incazzo quando un giornalista usa la parola droga, perché è generica. Da un lato non fa capire chi è stato arrestato cosa aveva con sé (du' canne o cocaina? Dell'erba o dell'ero?) dall'altro equipara tutte le droghe per cui un pischello che si fa una canna è come un eroinomane incallito. Ma fatemi il piacere!!!

Molti hanno parlato della perquisizione in casa ma nessuno riporta l'esito della perquisizione. Solo i familiari, sul blog di Grillo, dicono che in casa non è stato trovato nulla. Ma allora di nuovo Stefano spacciava o no? Era tossico o no? Oppure si faceva solo qualche canna?

MISTERO

A leggere i quotidiani si parla di arresto per detenzione e non per spaccio ma vai a sapere qual è la verità, a come si sono davvero svolti i fatti.
Il guaio è che come comuni cittadini siamo talmente soffocati dai luoghi comuni che per molti queste mie domande parranno prive di senso.
Uno che si fa una canna e uno spacciatore per molti sono la stessa cosa.
Ma se posso comprendere, ma non giustificare, questa ignoranza in un cittadino qualsiasi non posso tollerarla in un giornalista.
E' un crimine nel riportare le notizie filtrarle attraverso il proprio occhiale culturale senza nemmeno rendersene conto, peggio, senza pensare che sia una cosa importante non farlo, senza distinguere i fatti dalla notizia.

Se qualcuno, informato dei fatti, mi vuole evincere gliene sarò eternamente grato.

E veniamo al secondo mistero, quello della sua morte.

Ministri e sindacalisti di categoria hanno iniziato a parlare trattando l'argomento come viene trattato di solito, e parlano tutti all'unisono: sono mele marce. Così Luigi De Magistris, europarlamentare dell'Idv, sostiene che Lo Stato non può temere di individuare e punire quei corpi estranei e parassitari che pure ci sono al suo interno, tra le forze dell'ordine che svolgono un lavoro prezioso per il Paese.
Siamo alle solite, da un lato ogni forma di violenza perpetrata da un uomo o una donna in divisa ai danni di un privato cittadino viene afferita solamente a chi ha concretamente commesso il crimine, scagionando la catena di comando che dalle più alte cariche dello Stato arriva fino a loro, dall'altro si ribadisce l'estraneità di questi figuri dalle forze dell'ordine.
Menzogna. Ipocrisia.
E' come dire che le violenze in famiglia ai danni delle donne sono frutto di menti malate, di mostri, sono eccezioni. Lì come qui invece si tratta di una mentalità diffusa e accettata, da tutti, dai cittadini in primis.
Ha ragione Alberto Biuso quando dice, nel suo blog,
Vari benpensanti ritengono che in fondo lui [stefano Cucchi] (...) se la siano cercata; che se non vai in giro con la droga queste cose non ti succedono. Sono sempre d’accordo con le persone per bene e quindi propongo di riservare lo stesso trattamento ai numerosi deputati, senatori, ministri o sottosegretari della Repubblica, amministratori pubblici, agiati e noti imprenditori privati, uomini e donne di spettacolo che utilizzano, comprano, cercano ogni giorno cocaina e analoghe sostanze, in questo modo alimentando il crimine. Pestiamoli, pestiamoli duro, pestiamoli sino a cavare loro il sangue. Se le cercano, no? E se poi vanno pure a puttane (“escort” o “trans” che siano), eviriamoli, così imparano.
Non sono soltanto servi e ladri, gli italiani, ma anche un popolo di ipocriti, ammirando nei potenti le stesse azioni che ai deboli costano la morte.
Questa mentalità è alimentata da chi addestra le forze dell'ordine. E sostenuta da un governo di destra pericoloso e antidemocratico. Da un popolo pericoloso e antidemocratico.
Quel che è successo a Stefano succede tutti i giorni. Da sempre, con governi di destra e di sinistra. Solo che stavolta è sfuggita la mano e lo schiaffo e il pugno sono diventati mortali.
Tanto le forze dell'ordine sono una casta intoccabile, come i 4 poliziotti (di merda) che hanno ucciso Federico Aldrovandi e sono tuttora in servizio nonostante la condanna...

Mi auguro che le cose cambino per gli assassini di Stefano e che non ci si fermi, stavolta, ai soli esecutori materiali.

Ma finché non scenderemo in milioni a chiedere le dimissioni in blocco di questo governo di merda, colpevoli della morte di Stefano siamo tutti noi ITALIANI DI MERDA.


AGGIORNAMENTI

sempre per il corriere
«Sono epilettico, tossicodipenden­te e sieropositivo».

Oltre alla tossicodipendenza anche la sieropositività?

30 ottobre 2009

Stefano Cucchi. Morto ammazzato

Una foto recente di Stefano Cucchi,
fermato il 15 ottobre scorso per droga al Parco degli Acquedotti di Roma. È morto all’ospedale Sandro Pertini il 22 ottobre dopo essere passato per gli ambulatori del Tribunale, del carcere di Regina Coeli e dell'ospedale Fatebenefratelli senza avere mai la possibilità di essere visitato dai parenti.
(fonte CNRmedia)

La droga di cui parla CNRMedia sono pochi grammi di Hashish.









Queste sono le foto del suo cadavere.


Qualunque cosa sia successo come giustificare l'orrore dei risultati?

Quello che è successo a Stefano non poteva che essere deliberato.

Vi sentite male?

Sono foto orrende?


Moltiplicate per un miliardo ed ecco l'orrore che ci deve fare lo Stato in cui viviamo, la società i cui membri della stampa (tranne manifesto) hanno censurato finché hanno potuto la notizia.









(fonte delle foto CNRmedia)


Le forze dell'ordine in carcere e fuori dal carcere picchiano e uccidono, ecco l'elenco delle vittime più recenti:
Federico Aldrovandi,
Gabriele Sandri
Aldo Bianzino
Manuel Eliantonio
Stefano Frapporti
Marcello Lonziz
Giuseppe Turrisi
Riccardo Rasman.





Per chi vuole saperne di più sulle morti in carcere (ma non tutti i morti per mano delle forze dell'ordine sopra riportati sono morti in carcere) può visitare il sito Ristretti orizzonti.

Mentre c'è chi minimizza, come fa il ministro Alfano (Stefano sarebbe caduto)  tutti noi viviamo lo stesso e andiamo avanti.

E se la prossima volta al posto di Stefano ci trovassimo noi?

Devo quasi tutto per questo post al blog La conoscenza rende liberi e, grazie ai suoi link, al blog Metilparaben già linkati lungo il post, e ai quali rimando per ogni ulteriore informazione.
bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Etichette

altri blog (41) arte (32) astronomia (1) bollettino ufficiale sullo stato del mio umore (58) capitalismo (1) celentano (1) chez moi (1) chez Tam (3) chez Tam (sans Tam) (1) chiesa (4) cinema (138) classismo (1) co (1) comunicazioni di servizio (26) controinformazione (7) cultura (76) diario (92) dieta (3) diritti (1) dischi di Mina (1) ecologia (30) elezioni (6) eventi (78) femminile dei nomi (1) femminismo (1) festival del film di roma 2009 (3) festival di cinema (1) festival internazionale del fil di Roma 2010 (4) festival internazionale del film di Roma 2009 (9) Festival internazionale del film di Roma 2011 (10) festival internazionale del film di Roma 2012 (2) festival internazionale del film di Roma 2013 (1) Fiction Fest 2009 (2) Fiction Fest 2010 (2) Fiction Fest 2011 (1) Fiction Fest 2012 (1) Ficton Fest 2012 (2) fiilm (2) film (1) foto (5) giornalismo (1) informazione (135) internet (1) kate bush (1) La tigre di Cremona (1) letture (4) libri (12) lingua (1) maschilismo (18) mina (2) Mina Cassiopea (1) mina da 1 a 50 (97) Mina Fan club (1) Mina Mazzini (1) Mina Orione (1) misoginia (5) musica (246) neofascismo (56) netiquette (6) omofobia (6) parigi chez moi (1) patriarcato (2) politica (318) politiche del corpo (202) pregiudizi (1) pubblicità (29) radio (3) razzismo (3) referendum 2011 (1) ricordi (21) ricorrenze (54) sanremo (3) sanremo 2010 (2) scienza (60) scuola (43) sessismo (60) sessismo nella lingua italiana (1) Sony (1) spot (3) star trek (1) storia (126) teatro (36) tecnologia (7) traduzioni (1) transfobia (1) tv (82) video (183) Warner (1) X-factor (1) X-factor 5 (2)