27 luglio 2009

Star Trek The Motion Picture

Nell'anno del trentennale finalmente è uscito il dvd con la versione originale di Star Trek The Motion Picture (Usa, 1979) di Robert Wise, sì quel Wise, quello di Utimatum alla terra, Andromeda e tanti altri film, di cui ho avuto modo di vedere la filmografia completa, 3 estati fa, a Parigi.

La versione del 2002, in un dvd doppio con enormi inserti speciali, è infatti la Director's edition.
La Paramount chiese a Wise (allora ancora vivo) se voleva rimmeter mano al film (che tanti problemi di produzione aveva avuto quando venne girato) e Wise accettò volentieri. Circondato da giovani fan esperti di pc, Wise aggiornò il film al gusto estetico del 2002 togliendo quelle che sembravano, ormai, lungaggini, e aggiungendo effetti speciali che mancavano.

Bello, vero?

Purtroppo la versione cinematografica, quella che io vidi per la prima volta a 14 anni nel novembre del 1979 e poi altre 3 volte, 2 nel 1980, e una nel 2006, a Parigi, nel dvd del 2002 non c'è!

Ci pensa adesso la Paramount a far uscire in un cofanetto i 6 film col cast della serie originale nella theatrical release, senza cioè le scene aggiunte per l'uscita in dvd. Sarebbe bastato poco per non rendere necessario questo cofanetto, presentare la prima uscita in dvd dei 6 film ANCHE con la theatrical release (come è stato fatto , per esempio, con il film The Abyss che presenta la eversione per la sala e quella implementata con 20 minuti in o più di film...).

Vi propongo una scena della director's edition.

E' una scena di passaggio, quando L'Enterprise si avvicina a una immensa, gigantesca astronave per esplorarla e viene a sua volta esplorata.



Confrontate ora la stessa scena con quella originale della versione cinematografica.



Manca l'esterno in cui il globo luminoso si avvicina all'Enterprise ed è cambiato anche il tipo di allarme, solo sonoro nella versione 2002, anche con voce in quella originale.

Al posto del globo che si avvicina all'Enterprise mostrato come racconto oggettivo, in esterni, da un punto di vista che possiamo avere solo noi spettatori (il narratore) e non i membri dell'equipaggio in plancia,

nella versione originale Wise ci mostra l'avvicinamento del globo in altro modo, ,tramite il linguaggio cinematografico, con il montaggio.
Wise inquadra lo schermo visore dell'astronave da 4 distanze diverse, e le monta a partire da quella più vicina, invertendo una consuetudine che vuole il contrario: prima si dà lo sguardo d'insieme e poi ci si avvicina per il dettaglio.

Lo sguardo d'insieme c'è sempre.



Poi però Wise passa direttamente alla più stretta delle inquadrature dello schermo visore e da quella monta in successione quelle via via più distanti .



Ci si allontana sempre di più dallo schermo visore.



Ma cosa vediamo nello schermo visore?



Il globo di luce che si fa sempre più vicino.




Quindi il globo minaccioso si avvicina sempre di più nello schermo visore, senza che io lo possa evitare, ma visivamente mi distanzio sempre di più dallo schermo visore che me lo mostra in avvicinamento.

Come dire ho una fifa blu e se potessi mi allontanerei.

Con eleganza Wise ci mostra una metafora visiva lo stato d'animo degli ufficiali di plancia dell'Enterprise (e di noi spettatori).

Nulla di tutto questo rimane nella versione del 2002.
La scena "in esterni" (un nuovo effetto speciale) vanifica tutta la metafora visiva.

Notate la filosofia (l'estetica) che c'è dietro questo cambiamento. Di fronte una raffinatezza visiva che impiega metafore e linguaggio cinematografico (cioè manipolazione del reale, attraverso una organizzazione complessa delle immagini) si preferisce oggi una visione più scopica, più oggettiva. Perché mostrare 4 strane inquadrature in successione quando posso farti vedere l'esterno come fosse tutto vero, come l'Enterprise esistesse veramente? Simulo a tal punto da farti dimenticare che quello che vedo è un racconto di fantascienza e ti mostro l'astronave come posso inquadrarti un'automobile, che, nella relatà, esiste.

Detto altrimenti il cinema di oggi tende sempre di più a far dimenticare allo spettatore che quel che vede è un racconto per immagini e lo pione dinanzi un film che vuole sostituirsi alla realtà tout-court.

Non ci si esprime più attraverso il mezzo (il cinema) ma solo attraverso quel che il mezzo racconta (la storia). Se nella storia si avvicina il globo ti mostro il globo che si avvicina all'Enterpise nella maniera più diretta e semplice, non tramite una raffinata metafora visiva che mi ricorda che tutti i film non sono mai di per sé la realtà ma una ricostruzione della realtà (sia il film in questione un documentario su Berlusconi o un film di fantascienza).

Questo dimostra anche come la maggiore disponibilità tecnologica invece di contribuire alla creatività da sola la faccia sonnecchiare verso una visione sempre più semplificata, televisiva, banale, mainstream, mentre una volta, nonostante le possibilità tecniche, più complicate (e non più ristrette come ci vogliono far credere oggi, più lunghe in tempi produttivi e dunque più costose) si ottenevano risultati migliori

Questo montaggio l'altro mi ha ispirato nell'unico film (cortometraggio)che ho girato/montato.
Nella scena finale di Cercasi produttore disperatamente si vede un produttore (Grady Clarkson) parlare con un regista (Patrick Lowie). Avevo uno zoom che dal totale andava verso il primo piano del produttore. Io ho diviso la zoomata in 3 parti di uguale durata e le ho montate partendo dalla più vicina al produttore.



Così l'effetto che lo spettatore prova è quello di avvicinarsi al produttore (perché lo zoom è "a stringere"), che quindi incombe su di lui, ma nel contempo di allontanarsi da lui, perché è una figura che incute soggezione. Proprio come nel film di Wise...

(continua...)

26 luglio 2009

Contro i tagli al FUS

Ricevo e pubblico volentieri


LA MOBILITAZIONE CONTINUA!



LA CULTURA NON E’ MERCATO

LA CULTURA E’ UN DIRITTO!




Venerdì 24 luglio, la Camera ha votato la fiducia al Governo posta sul decreto anticrisi.

E’ così passato il maxiemendamento in cui è compreso il taglio del Fus.

Il Movimento Emergenza Cultura Spettacolo Lavoro - MovEm 09 - ha presidiato piazza Montecitorio dalle 16 alle 21. Una delegazione del Movimento, con una maschera attaccata sul petto, è entrata nell’emiciclo della Camera ed ha assistito alle fasi delle dichiarazioni e al voto.

Sottolineamo, quindi, l’importanza della mobilitazione di questi giorni per poter arrivare ad una nuova discussione e all’eventuale revisione, da parte del Governo e del Ministro Tremonti, del taglio al Fus (a settembre?).

Il decreto passerà la settimana prossima al voto del Senato. E davanti al Senato ci sarà ancora il nostro presidio.



APPUNTAMENTO PER MERCOLEDI’
29 luglio, dalle 16 alle 20,
in piazza Navona
all’angolo con vicolo in Agone.



P.S. Tenendo conto delle numerose assenze estive, preghiamo coloro che sono a Roma di non mancare!

Aderiscono al MovEm 09:

AFIC Ass.Festival Ita. Cinematografici, AIAM Ass. Ita. Attività Musicali, AIARSE Ass. Aiuto Registi e Segretari di Edizione, AIC Ass. Ita. Direttori della fotografia, AITS Ass. Ita. Tecnici del Suono, AMC Ass.Montatori cinematografici, ANAC Ass. Naz. Autori Cinematografici, ANART Ass. Naz. Autori Radiotelevisivi e Teatrali, ApTI Ass. per il Teatro Italiano, ART Ass.Registi fiction televisiva, ARTICOLO 21-LIBERI DI, ARTISTI RIUNITI, ASC Ass.Scenografi Costumisti, Ass.TRUCCATORI E PARRUCCHIERI, ASST Ass. Sindacale Scrittori Teatro, CEMAT Ente produzione musicale, CENTOAUTORI, CIRCOLO GIANNI BOSIO, CORE, CSC Centro Sperimentale Cinematografia, FIDAC Fed. ita. Ass. Cineaudiovisivo, IISF Istituto Ita. Studi Filosofici, LABORATORI PERMANENTI, LARA, METATEATRO, NUOVA CONSONANZA, ORCHESTRA REGIONALE DI ROMA E DEL LAZIO, OSSERVATORIO DELLA RICERCA,RITMO Rete Ita. Musicisti Organizzati, SACT Scrittori Associati Cinema Televisione,SAI Sind. Attori Italiani, SINDACATO MUSICISTI, SNCCI Sind.Naz.Critici Cinematografici, SNGCI Sind. Naz.Giornalisti Cinematografici, SNS Sind. Naz. Scrittori, TAVOLO NAZIONALE DELLA DANZA, ZEROPUNTOTRE.

Associazione per il Teatro Italiano
artisti operatori e tecnici

vww.perilteatroitaliano.it

Allora si può!

Un milione e seicento mila tonnellate di petrolio risparmiate in un anno. A vantarsene è la Cina che comincia a trarre il primo, positivo bilancio della legge che vieta l'uso delle buste di plastica per la spesa. Dal primo giugno dell'anno scorso ad oggi sono stati messi al bando 40 miliardi di sacchetti, tanto da provocare la chiusura della più grande fabbrica statale di plastica del Paese. Un'iniziativa lodata persino agli agguerriti difensori dell'ambiente di Greenpeace, ma che secondo altre fonti avrebbe comportato altri inconvenienti. A denunciarli è una ricerca canadese commissionata dalla lobby delle aziende produttrici di plastica, secondo cui le buste di stoffa usate in alternativa sono portatrici di problemi di igiene e salute per i consumatori: nel 64% dei casi le borse riutilizzabili risulterebbero contaminate da una qualche forma di batterio. Ma gli stessi promotori della ricerca poi ammettono: basterà usare le normali regole di igiene casalinga, e lavare attentamente i cibi che vengono direttamente a contatto con la sportina.
(fonte La7.it)
(Grazie al blog di Paolo che ha segnalato la notizia)
bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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