17 luglio 2009

Boy e bebè



In uno degli episodi di Boston Public, una serie tv americana ambientata in un liceo pubblico di Boston, ideata da David E. Kelly (lo stesso di Ally MacBeal, The Practice e Boston Legal, la serie con William Shatner), un'intera classe, i più grandi, prossimi al diploma, ricevono come compito di accudire a un bebè, finto, fornito di microprocessore, che simula pianto fame pipì, e registra il comportamento degli studenti, ragazzi e ragazze, che devono portarsi a casa il bebè per accudirlo.

Non so quanto ci sia di vero in questa pratica educativa (soprattutto se esiste un pezzo di tale tecnologia ...bebetica) ma sicuramente nella cultura americana insegnare anche ai ragazzi ad accudire un eventuale figlio deve essere cosa tacitamente accettata, altrimenti non verrebbe data per scontata nell'episodio (il fatto è presentato come di routine, e viene usato solo come riferimento drammatico perché una delle ragazze è incinta...).

Mi sovviene l'America del signor Delano, un documentario Luce, montato in epoca fascista da precedenti filmati statunitensi, nel quale si denigra il popolo americano. Fra gli esempi presi un corso sui bebè fatto a uomini adulti, ai quali, si vede, viene insegnato come fare il bagnetto al bebè.

La voce fuori campo italiana ironizza sul fatto che in America sono gli uomini a dover accudire ai figli perché le donne hanno ben altro a fare (partecipare a concorsi di bellezza).

Sono passati più di 60 anni e i nostri popoli vivono nella stessa abissale distanza: gli americani avanti anni luce nella gestione del ménage familiare, gli italiani sessisti oggi quanto allora.

Basta leggere, un esempio tra i tanti, i commenti lasciati da maschietti nemmeno troppo giovani (più vicini ai trenta che ai venti) a un mio video uplodato su youtube, sulle pubblicità sessiste (ecco qui il link).

Queste Erinni coi pantaloni scrivono indignatissimi accusandomi di essere una donna isterica e femminista (ehehehe).

Come li educhi questi cretini? Questi imbecilli del luogo comune che credono di stare dicendo una verità incontrovertibile?

Da dove inizi?

Quanto aveva ragione Platone ne La repubblica...

16 luglio 2009

16 luglio 1969


Alle 15 e 32 (ora italiana) del 16 Luglio 1969 l'Apollo 11 viene lanciato, missione: portare due uomini sulla Luna.

Peccato che fra tante rievocazioni nessuno faccia riferimento al clima politico che indusse gli americani a investire ingenti somme di denaro per portare a ogni costo entro la fine del decennio l'uomo sula Luna. Anche film recenti (Moonshot, già recensito su questo blog) ignorano il contesto storico e raccontano solo dell'avventura dei tre astronauti...

Manifestazioni collaterali (queste recensite su Teatro.org) affrontano il rapporto Luna-uomo da ogni punto di vista, film, letteratura ma, di nuovo, non la geopolitica, o la storia...
La corsa a chi conquistava la Luna per prima fece sviluppare una tecnologia basata su enormi sprechi.
Tutto il progetto Apollo non prevedeva infatti il riutilizzo di alcuna parte delle navicelle impiegate per il viaggio di andata e quello di ritorno.
Uno spreco dissennato che però ha permesso di raggiungere la luna in poco tempo. Chissà se e quanto tempo avrebbe impiegato la nasa per una astronave riutilizzabile stile shuttle...

Anche la tecnologia del successivo progetto Shuttle è vista in un'ottica miope.
Lo Shuttle è e resta solo una navicella di servizio e non un'astronave vera e propria non essendo dotata della propulsione necessaria a lasciare l'orbita terrestre!!!

Le immagini che corredano questo post sono state tratte da un libro che ho da quando ero bambino Atlante della conquista della Luna scritto da Patrick Moore, un famoso divulgatore inglese, pubblicato dala Valardi, nel 1969.



Ancora oggi ci sono tante leggende più o meno metropolitane sul programma apollo, come ho avuto già modo di scrivere su questo blog.
Di recente un (pessimo) documentario prodotto da artè Opération Lune (The Dark Side of the Moon) di William Karel del 2002 ha continuato a insinuare il dubbio che l'uomo sulla Luna non ci sia mai stato...




Questo la dice lunga sull'impatto nell'immaginario collettivo...

L'uomo sulla Luna ci fa sentire defraudati del nostro ruolo di unici esseri viventi in uno Spazio fatto unicamente per noi...

Le missioni Apollo e le altre missioni di esplorazione spaziale dimostrano realmente che Copernico aveva ragione e non Tolomeo e questo è molto più di quanto l'uomo (e certe donne...) possa(no) sopportare...

14 luglio 2009

Sciopero dei blogger contro il ddl Alfano



DAl comunicato stampa di Diritto alla rete
Per la prima volta nella storia della Rete i blog entrano in sciopero.
Accadrà oggi, 14 luglio, con una giornata di rumoroso silenzio dei blog italiani contro il disegno di legge Alfano, i cui effetti sarebbero quelli di imbavagliare l'informazione in Rete.
Il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant'anni fa per la stampa, se imposto a tutti i blog (anche amatoriali) e con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, metterebbe di fatto un silenziatore alle conversazioni on line e alla libera espressione in Internet.
(...)

L'iniziativa prevede anche un incontro-sit in piazza Navona a Roma, alle ore 19 di martedì 14 luglio, e un simbolico imbavagliamento sia dei blogger presenti sia della statua simbolo della libertà di espressione, quella del Pasquino.

Hanno aderito all'iniziativa blogger di ogni area politica (ma anche non politici) ed esponenti di diversi partiti e associazioni.

Tra gli altri: Ignazio Marino, Vincenzo Vita, Mario Adinolfi e Francesco Verducci (Pd); Antonio Di Pietro (Idv): Pietro Folena (Partito della Sinistra Europea); Amici di Beppe Grillo di Roma, Calabria e Taranto; Articolo 21; Sinistra e Libertà; Per il Bene Comune; Partito Liberale Italiano (PLI).

Hanno aderito a titolo personale anche Giuseppe Civati, Sergio Ferrentino, Massimo Mantellini, Alessandro Robecchi, Claudio Sabelli Fioretti, Ivan Scalfarotto, Luca Sofri, Marco Travaglio e Vittorio Zambardino.

Anche alcuni parlamentari della maggioranza (come Antonio Palmieri e Bruno Murgia), seppur non verranno in piazza, hanno espresso la loro contrarietà alla norma imbavaglia-Rete presente nel ddl Alfano.

Sarà in piazza Navona anche il professor Derrick de Kerckhove, guru della Rete e docente all’Università di Toronto. Verrà infine annunciata la costituzione della “Consulta permanente per il Diritto alla Rete”: avrà l’obiettivo di aprire un tavolo di confronto tra il mondo della Rete e la politica, che tenga conto della libertà di espressione e di informazione, e soprattutto delle necessità di chi la Rete la vive ogni giorno come utente e cittadino.

Diritto alla Rete
bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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