7 agosto 2008

Bollettino ufficiale sullo stato del mio umore n° 18



1. L'amour est un oiseau rebelle
Que nul ne peut apprivoiser,
Et c'est bien en vain qu'on l'appelle
S'il lui convient de refuser.
Rien n'y fait menace ou prière,
L'un parle bien, l'autre se tait,
Et c'est l'autre que je préfère,
Il n'a rien dit mais il me plaît.
(Refrain)
|: L'amour, l'amour, :|
L'amour est enfant de Bohème,
Il n'a jamais jamais connu de loi,
Si tu ne m'aimes pas je t'aime,
Si je t'aime prends garde à toi.

2. L'amour que tu croyais surprendre
Battit de l'aile et s'envola,
L'amour est loin, tu peux l'attendre,
Tu ne l'attends plus, il est là.
Tout autour de toi, vite, vite,
Il vient, s'en va, puis il revient,
Tu crois le tenir, il t'évite,
Tu crois l'éviter, il te tient.
(Refrain)


1. L'amore è un uccello ribelle che nullo non può domare, ed è bene invano soltanto si lo chiama se gli occorre rifiutare. Nulla vi fa minaccia o preghiera, uno parla bene, l'altra si tace, ed è il diverso soltanto io preferisce, non ha detto nulla ma mi soddisfa. (Refrain) |: l'amore, l'amore,: | L'amore è bambino della Boemia, non ha mai mai conosciuto leggi, se graditi non ti amo, così ti amo mi prendi guardia a te. 2. L'amore che credevi di sorprendere batté dell'ala e si volò, l'amore è lontano, puoi attenderla, non la attendi più, è là. Tutto attorno a te, rapidamente, rapidamente, viene, se ne va, quindi ritorna, credi di tenerlo, lo evita, credi di evitarlo, lo tiene.

Violet Eves

Vi ricordate dei Violet Eves?




Sono molto legato alla loro musica. C'è stato un periodo della mia vita che non ascoltavo latro... Li vidi pure in concerto nel 1987 in una discoteca che all'epoca andava per la maggiore.
Eravamo quattro gatti, al concerto. Io ero, in prima fila, in piedi, a pochi metri dalla cantante Nicoletta Magalotti, grande voce (e corpo grande).

Devo al mio amico Fabrizio (che ho purtroppo perso di vista da troppi anni...) la loro scoperta (insieme ad altri innumerevoli gruppi, dagli Steely Dan agli Style Councyl, dagli Haircut 100 agli Ultravox, da Carmel agli Art of Noise.

Era un bel periodo per la musica italiana. Molti gruppi andavano al di là dei confini angusti della musicalità italiana guardando all'Inghilterra per un confronto sincero senza rinunciare mai alle proprie radici.


I Violet Eves sono un esempio di intelligente fusione tra jazz, rock e pop che non ha visto pari in Italia musica prodotta da Gabriele Tommasini (basso), Franco Caforio (vibrafono, percussioni, batteria), Leonardo Militi (pianoforte e tastiere) Renzo Serafini (chitarre, clarinetto, tromba) e cantata da Nicoletta.
Per l'album promenade, tra i musicisti suonano anche Mauro Pagani (PFM) al violino e Patrizio Fariselli (AREA) alle tastiere...

Nel 2001 per l'etichetta Materiali sonori è uscito un doppio cd Violet Eves Overwiew con tutta la loro produzione (i due EP e l'LP prodotti dal 1985 al 1988, più alcuni demo e varie registrazioni dal vivo) vi consiglio di non perdere l'occasione di acquistare il cd...



6 agosto 2008

Ciao Aleksandr!


Lo scrittore russo e dissidente sovietico, premio Nobel per la letteratura, Alexander Solgenitsin è morto domenica all'età di 89 anni. La notizia è stata data dal figlio Stepan. Secondo le parole del figlio la morte è avvenuta per «un improvviso arresto cardiaco», alle 23,45 ora di Mosca (le 21,45 italiane). L'autore di Arcipelago Gulag e di Una giornata di Ivan Denisovic, vinse il Premio Nobel per la letteratura nel 1970. Pur malato da tempo, continuava ad occuparsi delle sue opere, un'edizione completa delle quali è uscita in Russia proprio nei mesi scorsi.

Alexander Solgenitsin, autore de L'arcipelago Gulag, era il più famoso cronista degli orrori dei gulag sovietici. Considerato a lungo come l'incarnazione della dissidenza contro il regime comunista, era autore di una serie di opere fondate sull'esperienza del totalitarismo, con la descrizione di tutti gli orrori dei campi sovietici.

Condannato a otto anni di lavori forzati nei gulag per aver criticato Stalin, privato della sua nazionalità sovietica, Solzhenitsyn fu costretto all'esilio nel 1974 e visse per venti anni negli Stati Uniti, nello stato del Vermont. Pubblicò numerose delle sue opere all'estero: oltre a L'Arcipelago Gulag (1973), Il primo cerchio, La strada rossa. Dopo vent'anni di esilio, fece un ritorno trionfale nel suo paese nel 1994. Nato l'11 dicembre del 1918 a Kislovodsk, in Russia, Alexander Issaievitch Solgenitsin trascorse la sua infanzia a Rostov sul Don, nel sud della Russia, dove studiò scienze e letteratura, prima di essere mobilitato durante la seconda guerra mondiale per servire come capitano d'artiglieria. Nelle ultime settimane della guerra, nel 1945, venne arrestato e poi condannato ai campi di lavoro per complotto anti-sovietico dopo aver scritto - secondo le sue parole - «alcune critiche irrispettose» su Stalin, soprannominato «l'uomo dai baffi», in una lettera a un amico. Solzhenitsyn vi lasciava intendere che il governo dell'Urss e lo stesso Stalin avevano una responsabilità più grande di Hitler nelle devastazioni causate dalla guerra al popolo sovietico.
(fonte L'unità)

Grande narratore (Io ho letto solamente Reparto C) Aleksandr Isaevič Solženicyn ha la grande oratoria della letteratura russa ottocentesca pur essendo un Moderno a tutti gli effetti.
Di reparto c ricordo la grande capacità di rendere la storia delle varie etnie del popolo sovietico, la grande speranza del socialismo sovietico, la dura denuncia dello stalinismo che però non confuse mai con l'utopia socialista.
Con lui se ne va uno degli ultimi rappresentanti della cultura sovietica.
bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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