2 agosto 2008

Acqua cheta...

...anche sotto i ponti lesbici, stavolta.
Ieri sera, per la solita proiezione di film a tematica al village romano ho visto Puccini for Beginners di Maria Maggenti (vi ricordate Ragazze innamorate?) un film disarmante per il suo essere stucchevolmente borghese.
Scrittrice con un solo libro all'attivo, Allegra, che nonostante non ami restare da sola malvede una relazione fissa che secondo lei cade nelle maglie dell'impegno borghese, lesbica convinta, è attratta da un giovane uomo, Philip, col quale, suo malgrado, intraprende una relazione. Colta da mille dubbi, per compensare, Allegra intraprende una relazione anche con Grace, appena mollata dal ragazzo, in cerca di una storia d'amore alternativa. Il ménage a trois funziona senza che Philip sappia di Grace, e viceversa, fin quando, alla fine del film (che è anche l'inizio, il racconto infatti è in flashback) Philip e Grace scoprono che Allegra li ha traditi... Ah, già, coup de théâtre è proprio Philip il ragazzo dal quale Grace è stata mollata...
Lieto fine inevitabile: Philip e Grace tornano insieme e Allegra si rimette con la sua ex...

Miti orizzonti senza pretese di una newyorchese di mezza età che, a undici anni dal suo film d'esordio, propone un'operina modesta, senza nerbo, nonostante certe velleità culturali della sceneggiatura (che abbonda di citazioni letterarie, ma non filmiche...) che non graffia minimamente nonostante affronti questioni di non poco conto (dal lesbismo come scelta di orientamento sessuale al lesbismo come riappropriazione femminil/femminista del proprio corpo...) e che, alla fine, accetta lo status quo senza minare principi dati per scontati e solo apparentemente messi in discussione.

Molto bella Elizabeth Reaser, nel ruolo di Allegra, che da sola, giustifica la visione del film...
Anche se magari qualcun* (ma non il sottoscritto) preferirà Justin Kirk.


1 agosto 2008

Che senso ha?

E mentre mi impelagavo in una "polemica" spicciola sulle pagine del blog "Progetto Galileo" nel quale avevo commentato un articolo il cui contenuto mi sembrava datato ma a causa delle risposte dell'autore del post sono arrivato a parlare di ben altro (potete seguire il tutto cliccando qui) il governo Berlusconi continua il suo attacco alla democrazia e ai diritti, come ben saprete.
Dai lavoratori a tempo determinato ai fondi per la lotta all'evasione ai contributi per i quotidiani gestiti in cooperativa (come manifesto), Berlusconi, o meglio, Marcegaglia, la vera mente dietro questo governo fantoccio di Confindustria, smantella quello che rimane dei diritti conquistati a fatica in 60 anni di democrazia nella piena e generale indifferenza. E' questo che, ostinatamente, mi lascia basito, l'ignavia di chi non sa cosa andiamo incontro, oppure, al contrario, l'ebrezza di chi crede solo all'autodistruzione per ricominciare da capo...
Che senso ha parlare degli atti di governo nel mio blog? Cosa posso aggiungere a quanto non si dica già sui giornali, tra le persone, quelle poche almeno che ancora se ne preoccupano?
Mi sento svuotato, sento di non potere fare nulla di non avere nulla da dire che non sia retorico, ripetitivo, inutile.
E i post su Mina, su Totò e anche sulle morti celebri mi sembrano un'inutile distrazione, un ripiegare sul privato che è già una sconfitta politica.

Non cerco soluzioni facili e immediate ma spunti di riflessione, ragionamenti che vadano altre ai soliti commenti che finiscono sempre con un "guarda come siamo ridotti"...

Non ho mai avuto la presunzione di scrivere un blog "utile" ma ora mi chiedo che senso ha questo mio scrivere? A che serve? A chi serve?
Mentre il mondo precipita sempre di più in una deriva fascista annunciata evocata e agognata io son qui che mi gingillo e mi illudo migliore di tanti mentre proprio non lo sono...

30 luglio 2008

Totò Rap

Ricordate la sigla del programma del 1993 Totò un altro pianeta di Giancarlo Governi e Alberto Orsi (poi ripresa anche per programmi successivi dedicati sempre al principe...)?



L'autore della sigla è Piero Montanari, bassista che ha all'attivo, tra le altre cose, la musica de L'uomo ragno nella versione a fumetti "animati" di Supergulp fumetti in tv (clicca qui per un assaggio, per il suo bog invece cliccate qui)
Infine ho fatto la sigla per Totò un altro Pianeta, la terza edizione del programma sempre di Governi, del 1992. Lì non sapevamo più che Malafemmena fare e ho fatto Totò rap, che è uscito su CD singolo con altri tre brani, ma è molto raro perché l’RCA non ci credeva assolutamente. Sono sempre autore, suonatore e realizzatore. La sigla è firmata anche dalla figlia di Totò, che è una mia amica, giustamente perché l’ho realizzata pensando a Totò come marionetta, come antesignano del rap e della break dance, e prendendo segmenti di sue parole e cercando di farli andare in un ritmo. E’ stato molto difficile perché non c’erano i computer di oggi, ma il risultato è stato divertente. Mia moglie Rossella ha fatto sia l’animazione della videosigla, sia la grafica della copertina del disco. E’ stata pubblicata anche su vinile in mille copie per le discoteche. Totò rap è poi diventata la sigla di tutte le cose andate successivamente in onda su di lui, come Totò cento e come queste due ultime puntate di Ritratti andate in onda su RAI 3, sempre di Giancarlo Governi. Con la trasmissione Ritratti Giancarlo fa la stessa cosa di sempre, cioè racconta le vite di personaggi dello spettacolo e dello sport. Sono tutte monografie. Due puntate sono state dedicate a Totò con Totò rap come sigla finale. La sigla di testa era quella di Ritratti. (Piero Montanari da un'intervista su Tivulandia)


Su Youtube gira una nuova versione senza gli inserti grafici molto interessante (Anche se quello che conta è il lavoro musicale sulle parole di Totò).



Potrei sentire chissenefrega / è una ciofeca anche un milione di volte di seguito!!!!!
bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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