13 maggio 2008

Ecolalie...

Papa Ratzinger:
«L’aver permesso di ricorrere alla interruzione della gravidanza non solo non ha risolto i problemi che affliggono le donne e non pochi nuclei familiari, ma ha aperto una ulteriore ferita nella nostra società, già purtroppo gravate da profonde sofferenze...»

«Considerando la attuale situazione non si può non riconoscere che, in questo trentennio, difendere la vita umana è diventato più praticamente difficile perché si è creata una mentalità di progressivo minor rispetto per la stessa persona umana valore questo che sta alla base di ogni civile convivenza al di là della fede che si professa...»
(fonte: papa Ratzinger blog).

L'Italia è fra i paesi che conoscono un tasso di abortività molto basso (11,1 per 1000 donne in età 15-44 anni nel 2006). Dopo l'introduzione della legge 194 si è verificato una netta riduzione delle interruzioni di gravidanza. Il picco è stato registrato nel 1982 con 234'800 interventi. Da quel momento il numero si è ridotto fino a stabilizzarsi a partire dal 1995. Nel 2007 sono state registrate 127'000 interruzioni di gravidanza circa, una diminuzione del 45,9% rispetto al 1982.
fonte il sito dell' Unione svizzera per decriminalizzare l'aborto (USPDA)

Ma allora Ratzinger di che cosa parla?!?!?!

Leggende metropolitane...

Alemanno è sindaco da poco più di una settimana e già viene sommerso da leggende metropolitane.
Cioè IO vengo sommerso da queste dicerie stupide e disinformate.

Così, l'altra sera, durante il party per il mio 43° compleanno, alcuni miei amici esordiscono dicendo che Alemanno ha vietato il Gay Village.
Il Gay Village è un luogo di ritrovo estivo, nell'ambito dell'estate romana, aperto a tutta la popolazione romana, che una volta era occasione per conoscere le associazioni gay e lesbiche romane, all'insegna di una felice convivenza tra "etero" e "omo", accomunati dagli stessi gusti (bar, discoteche, centri fitness e ginnastica, come dire al di là dell'orientamento sessuale abbiamo tutti lo stesso sangue...) dove c'erano dibattiti, proiezioni, spettacoli teatrali, concerti, librerie, videodiscoteche, etc, mentre negli ultimi anni si è ridotto esclusivamente a una discoteca con tre piste (e tantissimi chioschi bar che dispensano alcool a cifre esose) privo di qualunque velleità culturale, se si esclude, l'anno scorso, una timida rassegna di film a tematica (presentata come chissà quale prelibatezza culturale...), seguiti da un centinaio di persone contro le migliaia che si recavano lì per ballare (e basta), ma sto divagando...
Insomma niente Gay Village, dicevamo i miei amici, e probabilmente niente gay pride. Tutta colpa di Alemanno, dicono sempre i miei amici, che, si sa, in quanto uomo di destra, malvede i froci. (e le lesbiche?!)
Peccato però che quegli stessi miei amici sono i primi a criticare l'aspetto carnevalesco del pride e a non vernici (come se per parteciparci ti devi per forza vestire in un certo modo).
Peccato che quando c'è da manifestare in difesa delle donne, della laicità dello stato, loro, i miei amici, non ci sono mai.
Peccato che quando io mi lamentavo, lo scorso anno, a fine proiezione, mentre fuggivo, travolto da una musica che non mi invogliava a ballare, che il Village si era ridotto a una discoteca all'aperto piena di signorine, mi rispondevano che insomma, dai, cosa mi aspettavo e poi se a me non piace ballare (sic!) mica posso farne una colpa agli altri...
Allora, l'altra sera, tra una canzone e l'altra, al mio party di compleanno, ricordo ai miei amici l'articolo 17 della nostra Costituzione al quale anche Alemanno deve ottemperare.

I miei amici, vittime di una sempiterna teoria del complotto la cui vacuità e diffusione si sono ben viste rappresentate dalla gloriosa serie tv di x-files, hanno commentato "vedrai allora che il village lo faranno in periferia... ".Perché, chiedo loro, l'EUR, dove lo hanno fatto ultimamente, è al centro di Roma?

Incapaci di autodeterminarsi sono appagati da un passo di danza in un posto gay friendly (peccato che non lo sia quotidianamente il resto della città e del paese...) i miei amici devono essere condotti per mano, persuasi che una rassegna di film a tematica (per quanto l'idea possa essere peregrina) non serve solo a posticipare l'inizio delle danze (uffaaa, ma quando finiscono 'sti film?!?) ma a tenere la mente allenata evitandole l'incancrenimento sui luoghi comuni che distraggono dai veri pericoli di questo tsunami di destra che sta già trascinandoci tutti via.
E se nello sfacelo generale ella deriva destrorsa il gay village non ci sarà più, francamente machissenefrega!!!!

12 maggio 2008

OLTRE L’IMMAGINE, OLTRE LA CITTA’

La sperimentazione audiovisiva e la metropoli contemporanea.

Il mio amico Giacomo Ravesi organizza questo incontro


nel quale si potrà vedere non più solo cinema, ma immagini in movimento: video, tv, arte elettronica, arte visiva, digitale, immagini di sintesi (dal cinema delle avanguardie all’underground, dal video d’artista e d’autore alla videoarte, dal cinema astratto all’arte digitale,
dall’animazione sperimentale al music video).

Un'occasione rara per una città avara come Roma, che vi consiglio di non perdere.

Di seguito il programma delle proiezioni:

Tra chimica ed elettronica. Il cinema, il video e le nuove “immagini di città”
Notebook on Cities and Clothes Wim Wenders (Appunti di viaggio su moda e città, RFT/Francia
1989, 35 mm e video, colore, sonoro, estratti 3’ e 2’)
Nowa ksiazka Zbig Rybczynski (Nuovo libro, Polonia 1975, 35 mm, colore, sonoro, 11’)
La metropoli “elettronico-digitale”
Cieli altissimi retrocedenti. Teicologia di Palermo Salvo Cuccia (Italia 1998, video, colore, sonoro,
13’)
Berliner Perspektiven (I-XXIV) Manuele Bossolasco (Italia 2000, video, b/n e colore, sonoro, 7’)
Megalopoli Studio Azzurro (Italia 2000, videoinstallazione sincronizzata: 39 schermi – 286m X 5m,
3’)
Crossings H.C. Gilje (Norvegia 2002, video, colore, sonoro, 4’)
Exchangeable Cities Kentaro Taki (Giappone 2004, video, colore, sonoro, 9’)
Tra tradizione e ricerca. Il cinema-video sperimentale e la metropoli
Lucy et le fantôme de Marcushelmons Valérie Pavia (Francia 1996, video, b/n, sonoro, 1’50’’, da
serie Contre-Champs)
Promenaux Stefano Canapa (Francia 2000, Super8-16 mm e video, b/n, sonoro, 11’)
Our Former Glory Rober Todd (Usa 2002, 16 mm e video, b/n e colore, sonoro, 8’)
Una nuova “texture urbana”. L’animazione sperimentale
The Child Antoine Bardou-Jacquet (Francia 1999, computer animation music video dj Alex Gopher,
colore, sonoro, 3’)
Woodsroads Saul Saguatti (Italia 2003-05, tecnica mista: animazione, grafia, fotografia, video,
colore, sonoro, 12’)
Nuove “sinfonie urbane”. L’esempio del Music Video
Big Time Sensuality Stephane Sednaoui (Usa 1992, music video Bjork, b/n, sonoro, 5’)
Come Into My World Michel Gondry (Usa 2002, music video Kylie Minogue, colore, sonoro, 4’)
La tour de Pisa Michel Gondry (Francia 1992, music video Jean Francois Cohen, colore, sonoro,
3’30’’)


Mercoledì 14 maggio 2008
Ore 18.00
Facoltà di Architettura Roma3 Mattatoio Aula Ersoch
centralino 06 5745260
via Aldo Manuzio, 72
(Metro linea B, fermata Piramide; bus 719)
bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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