23 aprile 2008

Augelli aspri 2




ROMA - Le prime stime dell'INAIL sulle morti bianche per l'anno 2007 parlano di circa
1.260 morti sul lavoro a fronte dei 1.341 dell'anno precedente. Si tratta di numeri stimati ma attendibili e semmai approssimati per eccesso. Infatti il dato non ancora consolidato, ovvero il numero effettivo dei casi mortali registrati negli archivi gestionali dell'Istituto al 29 febbraio 2008, risulta pari a 1.147. E appunto su questo dato fanno leva i procedimenti statistici di stima previsionale che per l'anno 2007 individuano un numero di infortuni mortali compreso in un range tra 1.240 e 1.260 casi.

Trend di lungo periodo.
Negli ultimi cinquanta anni le morti bianche in Italia sono comunque notevolmente diminuite. Nel 1956 i morti del lavoro erano 3.900 per salire a 4.644 nel 1963, anno di massimo storico per gli infortuni mortali ma anche di forte sviluppo industriale (sono gli anni del boom economico). Nel 1966 gli infortuni erano di nuovo scesi a 3.744 e da lì è partito un lento ma continuo decremento: 2.793 nel 1976, 2.083 nel 1986, 1.372 nel 1996, 1.546 nel 2001, per finire con 1.260 dello scorso anno. Un andamento simile hanno registrato anche gli infortuni non mortali, sebbene non in maniera altrettanto lineare e con un calo non altrettanto marcato. Basti ricordare che erano 1.150.354 nel 1956, 1.283.667 nel 1976, 1.023.379 nel 2001 e 928.158 nel 2006.
(fonte sito INAIL)


I dati statistici dell’Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro rivelano che tra il 1995 e il 2004 gli infortuni mortali in 15 paesi europei sono calati del 29,41 per cento (da 6.229 morti siamo passati a 4.397). “In Italia” si legge nel rapporto dell’Anmil, la diminuzione è stata “solo del 25,49 per cento, un dato meno esaltante rispetto a quello di paesi come la Germania (meno 48,3 per cento) o la Spagna (meno 33,64 per cento)”. Ma le statistiche si sa, vanno prese con le pinze. A Panorama.it gli esperti di Osha sottolineano che per alcuni paesi come il Lussemburgo, dove i fatal accidents sono scesi da 14 a 6, “è facile presentare percentuali altissime di decrescita. In realtà la situazione italiana è in linea con la media europea”. Dai dati Eurostat si scopre che nel 2005 l’Italia aveva una media di 2,6 lavoratori uccisi ogni 100 mila occupati contro 2,3 nel resto del continente. In calo del 50 per cento rispetto al 1994, il tasso si conferma superiore a paesi come l’Austria (4,8) o la Spagna (3,5), e a pari merito con il Lussemburgo. Ma il trend non deve ingannare: a conferma che le morti bianche rimangono un’emergenza sono i 1.302 occupati italiani deceduti sul posto di lavoro nel 2006. Più di Francia (537) e Regno Unito (241) messi assieme. (fonte il sito di PANORAMA)





Come mai i media, dopo i morti della Thyssenkrupp, improvvisamente si preoccupano di denunciare le morti bianche, belluinamente ignorate fino a una fa?

Ricordate? L'Inail aveva appena dato il numero dei morti e degli infortunati e canale 5 aveva ignorato la notizia, mentre Cristina faccia-di-bronzo Parodi annunciava la colletta per la famiglia di Raciti l'ufficiale di polizia rimasto ucciso durante gli scontri nello stadio di Catania.

Ora invece la notizia fa trend e tutti si meravigliano dei morti.

E' questione di cultura, cultura della legalità, cultura della responsabilità, della solidarietà. Mancando non deve meravigliare che l'Italia non voti a sinistra. Gli italiani NON SONO DI SINISTRA questi dati lo confermano superbamente.

Perché il TG5 non organizza collette per i familiari dei 6 morti di ieri come ha fatto per la famiglia Raciti?

Meditate gente, meditate...

19 aprile 2008

Augelli Aspri



Leggo sul sito di Grillo la sentenza preliminare nel tribunale di Fermo (AP) del processo per omicidio colposo che vede come imputati l'amministratore delegato dell'Asoplast Giuseppe Bonifazi e l'amministratore delegato della ditta Mag System Srl con sede in Schio, Mario Guglielmi, costruttrice della macchina modello T A 1000/S C/8.
La macchina ha ucciso, il 20 giugno 2006, Andrea Gagliardoni, presso la ditta Asoplast di Ortezzano, schiacciandogli il cranio.

Bonifazi è accusato di non aver messo a disposizione di Andrea un'attrezzatura idonea, e di aver disattivato l'unico sistema di sicurezza, per velocizzare la produzione.

Guglielmi, è accusato di aver costruito ed apposto il marchio CE ad una macchina non conforme ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dall' allegato 1 del D.P.R. 459/96, delle norme UNI e comunque inadeguate ai fini della sicurezza.

Eppure, grazie al patteggiamento accettato dal pm Antonio Bartolozzi, ai due imputati sono stati dati 8 mesi con la condizionale. Quando nel corso dell’udienza ha illustrato i termini del patteggiamento per i due imputati, Graziella ha (giustamente) dato in escandescenza. (fonte, Il resto del Carlino)

Andrea aveva 23 anni, tutti i giorni faceva 80 km per recarsi al lavoro presso la ditta Asoplast di Ortezzano in provincia di Ascoli Piceno.
Quel fatidico 20 giugno 2006, Andrea si alza alle 4 del mattino per essere sul posto di lavoro alle 5. Alle 6,10 la pressa si ferma come una grande bocca spalancata, Andrea d'istinto si sporge e guarda dentro, ma all'improvviso la macchina si rimette in moto lasciandogli solo il tempo di lanciare un urlo lancinante, e il cranio di Andrea viene schiacciato da quella maledetta pressa.....
Graziella Marota dal sito della provincia di Ascoli Piceno



La madre di Andrea ha scritto a Grillo che ha pubblicato la sua lettera denunciando la sentenza scandalo.
Quel che nel blog di Grillo non si dice è che Graziella Marota si è candidata come indipendente nella Sinistra Arcobaleno alle ultime politiche.
Insomma non proprio una mamma qualunque (il che non intasca di un atomo la legittimità del dolore, della rabbia, né l'azione politica intrapresa dalla donna oltre quella giudiziaria).

Mi sarebbe però piaciuto leggere cristallinamente nel sito di Grillo che la signora non è una mamma qualunque ma una politica in erba.

Il punto è un altro però.
Se il governo di centrosinistra non ha saputo garantire niente, nemmeno una tutela dal lavoro insicuro e se di questa notizia non c'è stata rilevanza nazionale ma solo locale (solo Grillo ne ha dato la giusta enfasi) cosa succederà ora che s'insedia un governo padronale, confindustriale? Chi parlerà di queste morti bianche ora che il presidente del consiglio vende anche giornali, dischi, film libri, ha banche, assicurazioni, è il primo a vendere pubblicità in Italia?

Chi ha votato PdL ha già detto e nemmeno tanto indirettamente alla madre di Andrea: tuo figlio è morto? chissenefrega!

A noi invece ce ne frega.

Grazziella Marota ha ricevuto dal Presidente della Giunta regionale Gian Mario Spacca la “Stella al merito del lavoro alla memoria” con il titolo di “Maestro del Lavoro", onorificenza concessa dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Un'occasione per i politici, presenti in massa, di ricostruirsi una verginità pro sicurezza sul lavoro. Uno sciacallaggio al quale, suo malgrado, la mamma di Andrea non ha potuto sottrarsi (ma che non leniscono lo smacco di aver ricevuto dall'Inail un risarcimento di 16.000 euro...). Una borsa di studio alla memoria di Andrea è stata istituita per sensibilizzare gli studenti della sicurezza sul lavoro (ma perché non si sensibilizzano le industrie con una legge che al primo incidete fa chiudere la fabbrica, per sempre e mette in galera, senza processo, i padroni della medesima?).

Ciao Andrea... almeno non devi vedere più lo sfascio che sta per travolgere, speriamo definitivamente, questo paese di fascisti di merda.

Bollettino ufficiale sullo stato del mio umore n° 13

bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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