6 luglio 2007

bollettino ufficiale sullo stato del mio umore n° 6

Da Te...



CANZONE

E' nell'aria
ancora il tuo profumo
dolce caldo morbido
come questa sera
mentre tu
mentre tu
non ci sei più
E questa sera nel letto metterò
qualche coperta in più
perché se no avrò freddo
senza averti sempre
senza averti sempre addosso
e sarà triste lo so
ma la tristezza però
si può racchiudere
dentro una canzone
che canterò....
Ogni volta che avrò voglia
di parlarti
di tenerti
di toccarti
di sentirti ancora mia
...è stato splendido
...amarti
...senza averti sempre addosso
...dentro una canzone...

E quando un giorno t'incontrerò
magari per la strada
magari proprio sotto casa tua ehh!!!
ma guarda il caso però
guarda il destino splendido!!
crudele e splendido!!!!

E intanto i giorni passano
e i ricordi sbiadiscono
e le abitudini cambiano eh eh eh!!
E' stato splendido.....
E' stato splendido.....
E' stato splendido.....

Vasco Rossi
Album: Vado Al Massimo (1982)


...per Te



Ancora



ancora



ancora




Se vuoi andare, ti capisco
se mi lasci ti tradisco, sì
ma se dormo sul tuo petto
di amarti io non smetto, no.
Tu stupendo sei in amore
sensuale sul mio cuore, sì
se poi strappo un tuo lamento
è importante questo mio momento perché

io ti chiedo ancora
il tuo corpo ancora
le tue braccia ancora
di abbracciarmi ancora
di amarmi ancora
di pigliarmi ancora
farmi morire ancora
perché ti amo ancora.

Confusione è la tua mente
quando ama completamente, sì
con le sue percezioni
mette a punto le mie inclinazioni perché

io ti chiedo ancora
la tua bocca ancora
le tue mani ancora
sul mio collo ancora
di restare ancora
consumarmi ancora
perchè ti amo ancora, ancora, ancora, ancora

Mina
45 giri, 1978

ahora ahora ahora

Desnudarme poco a poco
Encerderte si te toco, sa­.
Nos miramos al espejo
Me haces daa±o
Y no me quejo, no.

La humedad en tu mirada
Tiernamente derramada, sa­ .
Tu lamento y mi lamento
Vuelan juntos en el mismo
Momento
Porque
Lo que quiero ahora
Es tu cuerpo ahora,
Ser su duea±o ahora
Ser su esclavo ahora.

Y atarlo ahora
Y adorarlo ahora
Parar el tiempo ahora
Y acariciarlo ahora

Ah, ah, ah, ah!

Entregar el cuerpo abierto
Por el vientre sentir tu aliento,
Sa­.
Como inunda el mar la roca
Ven y lame la miel de mi boca
Porque
Yo te quiero ahora
Con la boca ahora
Con la mano ahora
Con la carne ahora
Es urgente ahora
Embriagarme ahora
Perder el punto ahora
Y derramarme ahora
Ah, ah, ah, ah

Monica Naranjo

4 luglio 2007

Finalmente Paolo Cipriani è tornato!





Paolo è tornato.

Il Cipriani ha ripreso a dipingere cosa che gli piace, gli riesce bene e rende felici tutti quelli che ne gondono.

E' stato fermo per diverso tempo eppure, sorprendentemente, questi anni di pausa, di iato, non ci vedondo nella sua opera, non solo NON ha ripreso là dove si era fermato (in realtà mai del tutto) ma i suoi ultimi lavori mostrano un complesso percorso di ricerca come se prima di questa ci fossero state altre esposizioni importanti.

Evidentemente Paolo ha sempre continuato a dipingere, nella sua mente, in uno spazio interiore, in una sorta di atellier dell'anima, visto che la mancanza id un laboratorio dove poter tranquillamente lavorare è stata una delle cause (vero Elio?) che lo ha visto esporrre sempre meno al sopraggiungere del nuovo millennio.

E veniamo alle opere.

Intanto non si tratta di quadri tradizionali.

Le tavole in realtà sono dei tavoli, anzi, i tavoli del ristorante\associazione culturale "L'isola felice" della quale ho già avuto modo di parlare ( qui il link al post di qualche tempo fa).

Questo modo spiazzante di fare arte ("ma come si mangia sui quadri, si coprono i quadri con posate, piatti e bicchieri?") mi è sempre piaciuto in Paolo.

Il suo rapporto diretto con la pittura non è mediato da alcuna delle sovrastrutture ridicole e alto borghesi (che denotano la maggior parte del bla bla bla pseudoscientifico di tanta critica d'arte) che vogliono l'arte Arte... Un rapporto estetico diverso con il dipinto (il dipingere) non da osservare in un museo o in uno spazio espositivo, ma da gustare "prima durante e dopo i pasti"...

Paolo fa dell'arte astratta. Questo taglia fuori chi non ne capisce i contentui o è tradizionalmente legato al quadro come raffigurazione del mondo (come la mia amica Frances, che ha dalla sua almeno la giustificazione biografica, essendo del 1935) ma se ci si spigrisse si potrebbe scoprire nei suoi quadri un mondo nuovo e meraviglioso.

I quadri di Paolo sono pura emozione, parlano all'anima, al tuo io segreto, ti entrano dentro e se ne vanno in giro a provocare, emozionare. Ho la fortuna di avere due Cirpiani in casa, da più di 10 anni ormai. Uno dei due è esposto nel mio studio, lo guardo ogni giorni e ancora quei pigmenti (segretamente composti con altre sostanze ...) colorati, quelle frome lasciate dal passaggio della spatola piutosto che del pennello, quel complesso intreccio cromatico che ne costituisce la composizione (ecco che inzio anche io col bla bla...) mi sorprende ancora, mi suggerisce ancora percorsi inediti, nuove emozioni, strani riverberi della memoria...

Tanto forte è l'arte di Paolo, la sua capacità di azzerare ogni procedura formale e di ripartire dall'atto stesso del dipingere, da quella sicurezza che deriva non dal latinorum delle scuole ma dalla sicurezza dell'esperienza.

E qui mi fermo...

Ma mi paicerebbe riprendere il discorso dopo aver fatto l'esperienza viva del fruire i suoi quadri manngiando all'isola (o degustando del vino dopo le 23 quando il ristorante si trasforma in un wine bar...).

Allora, sollecitato dai comenti di chi, bontà sua, avrà tempo di scrivere qui sul mio blog vorrò ritornare su alcuni singoli tavoli, su alcuni quadri in particolare che mi hanno emozionato è sorpreso, che mostrano una nuova via che PAolo Cipriani ha intrapreso nella sua arte.

Sì Paolo Maria Cipriani non è solamente tornato alla sua arte, è anche sorprendentemente cresciuto nel frattempo!



Un anno fa...


...ero già a Parigi, che mi dannavo, e piangevo, e mi mancava voi sapete chi,
e volevo tornare a Roma, e poi mi salvò il cinema, e poi le mie amiche parigine Manò e Maria.

Nulla è cambiato da allora, sono virtualmente la stessa persona, possibilmente ancora più grassa, sicuramente più povera, almeno nei beni materiali, più incerta e precaria che mai...

Ma certo dire di essere depressi stando a Parigi fa più chic....




E' proprio vero: si sta davvero meglio quando si sta peggio!!!!

bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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