4 settembre 2011

Vladimir Luxuria, la contestazione subita e il pressappochismo di Qui Como

Vladimir Luxuria è stata oggetto di contestazione di alcuni militanti di Forza Nuova. Mentre si trovava a Como al  festival Parolario nella sala di Villa Olmo per presentare Eldorado il suo ultimo libro che sta riscuotendo tanto successo, un gruppo di militanti  di  Forza ha interrotto la presentazione dispiegando degli striscioni coi simboli dell'organizzazione e con parole discriminatorie come "pervertiti". I contestatori sono stati subito fatti uscire dalla sala da agenti della Digos come si nota nel filmato. La contestazione è durata una quarantina di secondi.



Nel riportare la notizia Qui Como (suo il video che è stato ripreso anche da Repubblica)
così commenta l'accaduto.

(...)
La contestazione a Vladimir Luxuria non è certo la prima nella storia della rassegna culturale Parolario. L’anno scorso il 31 agosto si assistette a una contestazione e protesta asprissima contro il senatore Marcello Dell’Utri che doveva parlare dei diari, veri o presunti che siano, di Mussolini. La protesta gli impedì di parlare e lui fu cacciato da piazza Cavour, dove si teneva Parolario nel 2010.


Intanto i diari sono clamorosamente un falso.

E questo è stato assodato almeno dal 2005 quando lo stesso Emilio gentile afferma che le agende presentate da Dell'Utri sono un bluff come riporta l'Espresso in un articolo del 2007.
Quindi ben prima del 30 agosto 2010 (non 31 come riportato da Qui Como) quando Dell'Utri doveva parlarne. Quindi pura Fuffa. Altro che veri o presunti che siano. Per un festival di letteratura  una défaillance davvero imperdonabile.

Ma quel che più sorprende nell'articolo di qui Como è il paragone tra i due eventi che vengono accomunati perchè si tratta in entrambi i casi di una contestazione fatta al personaggio ospitato.
Certo questo è un modo di presentare la cosa, che così presentata nasconde le profonde differenze sulla natura e le modalità della contestazione.

Eldorado il romanzo di Vladimir Luxuria, racconta la storia di un omosessuale di Foggia trasferitosi a Milano che ricorda gli anni della sua gioventù quando viveva a viveva a Berlino, frequentando un locale che si chiamava appunto Eldorado, prima dell'avvento del nazismo.










Dell'Utri doveva parlare senza alcuna credibilità di presunti diari di Mussolini pubblicati da Bompiani (la stessa casa editrice di Eldorado) e talmente e smaccatamente falsi che persino sulla copertina del libro dopo il titolo I diari del Duce s'è scritto tra parentesi veri o presunti.

Il motivo e le modalità della contestazione sono molto diversi.
Nel caso di Vladimir pochi contestatori, di estrema destra, criticavano con apprezzamenti omofobici l'omosessualità del protagonista del romanzo e il transgenderismo di Vladimir con parole come "pervertiti" (chi? I presenti in sala?). Quattro gatti, sono stati cacciati via.
Ai tifosi di Voltaire ricordo che in una democrazia avanzata non si possono ospitare le opinioni di tutti, soprattutto quando queste opinioni non sono basate su fatti concreti (qualche contenuto specifico del romanzo che veniva contestato) ma per pregiudizi diffamatori e generici contro una determinata categoria di persone.

Nel caso di Dell'utri i contestatori erano molti, molti di più, come ben si vede dal video. Inoltre i contestatori non criticavano l'opportunità della pubblicazione di alcuni diari che sono dei falsi ma criticavano l'opportunità della presenza al Festival Parolario di un uomo, Dell'Utri, condannato appena due mesi prima sete ani di carcere per collusione esterna con la mafia. I contestatari se ne fregavano del libro e dei falsi diari di Mussolini, protestano perchè un condonata per mafia con una condanna di 7 anni di carcere può tranquillamente andare a presentare libri che scrive sul suolo della Repubblica.

Insomma non proprio la stessa contestazione. Ma all'autore (anonimo) dell'articolo su Qui Como non interessa difendere Vladimir   (alla quale esprimo tutta la mia solidarietà e le mando un caloroso abbraccio) ma solo fare pubblicità al festival.


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bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
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