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28 luglio 2008

Dimenticare Bologna? (ancora dal blog Marginalia)

Proprio un mese fa raccoglievo, tardivamente, visto che il suo post è del 29 maggio, la proposta di V., nel suo blog Marginalia, di "rottamare" Italo, uno dei "puraido" del gay Pride nazionale di Bologna, pensati dal grafico Lorenzo "Q" Griffi e dall'illustratore Michele Soma. Italo è un fascista che "odia i froci, ama il suo camerata".

Per recuperare gli omosessuali di destra (e le lesbiche?!?!) si "ironizza sugli stereotipi del gay di destra1" e si sdogana il fascismo. Un'operazione non dettata da ingenuità o buona fede, ma, evidentemente, da un progetto preciso, un comune sentire che lega destra e sinistra e che vuole porre fine all'antifascismo, ormai considerato un "problema superato".

Rimando al post di V. perché non voglio ripetere male quello che lei ha spiegato molto bene.
Aggiungo solo che nel documento politico del pride nazionale, nonostante ci siano alcuni elementi che lo rendono migliore di quello del pride romano2 (al quale ho dedicato un post), è totalmente assente ogni riferimento antifascista, esplicito o implicito, nonostante al Pride nazionale abbia aderito L'Anpi. Per questo associazioni che partono dall'antifascismo come fattore imprescindibile, quali Facciamo Breccia, non hanno aderito al pride (Facciamo breccia ha inviato una adesione "critica" che non è stata accolta: o si aderisce in toto o si è fuori...)3.

L'invito di V. è rimasto quasi del tutto inascoltato, tranne rare eccezioni. Quando poi la rete, accortasi che Lorenzo non era solo l'autore di Italo, ma stava partecipando a un forum su un sito di estrema destra, ha iniziato a criticarne l'operato, il sito GayNews di Grillini e il Corriere di Bologna, hanno accusato queste reazioni sulla rete di "estremismo di sinistra", come ha ben raccontato V. in un nuovo post, al quale rimando.

Gaynews arriva a minimizzare l'accusa a Lorenzo di essere fascista, riportando un'affermazione del diretto interessato che ha spiegato che «È solo curiosità». L'autore dell'articolo sul sito di Grillini stigmatizza le reazioni antifasciste (Un pezzo del movimento gay, quello più radicale, e della sinistra antagonista, lo accusa ora di essere fascista) arrivando a parlare di "attacchi personali e, come dicono gli amici del Cassero, «toni da fatwa contro di lui»."
Ci vuole del fegato a ammettere che si partecipa a un forum di estrema destra "per curiosità" ma le affermazioni di Lorenzo sul forum di vivamafarka! vanno ben al di là di una morbosa curiosità e fanno di Lorenzo un simpatizzante di destra sia per quel che dice (per quel che vale io ci avevo provato a proporre di non includere suddetto termine (antifascismo) nella piattaforma del Pride.. questo peraltro molto prima che mi avvicinassi a sto forum, "tempi non sospetti" chiamiamoli, perchè sono d'accordo che è accorpare cose che centrano l'un con l'altra fino a un certo punto) sia per il linguaggio che usa (molti nemici molto onore).

Per chi vuole leggere un florilegio delle sue affermazioni può farlo su Indymedia (ringrazio V. per la segnalazione).

Come ho avuto modo di commentare su Marginalia, le considerazioni che fa Gaynews non tengono conto della concretezza delle azioni dei fascisti contro i "froci".
A tutt* quell* sedicenti di sinistra che minimizzano sull'antifascismo ricordo che non si tratta solo di una questione di principio (che comunque sarebbe legittima e sacrosanta) ma di una questione pratica, concreta, attuale, che rischiano di vivere sulla propria pelle tutte le cittadine e i cittadini non allineati.
Magari picchiare i froci fosse solo uno stereotipo! Se non corrispondesse a verità, tante persone sarebbero ancora in vita, "froce" e non, come è capitato a Nicola Tommasoli che, pur non omosessuale, è stato lo stesso percepito come "diverso" dai fascisti, perché non la pensa come loro, e, in quanto diverso, è stato picchiato, proprio come i "froci", e ammazzato...

Insomma questa volontà trasversalista per cui una sorella fascista è pur sempre una sorella la dice lunga sul degrado culturale di chi pensa solo al proprio particulare e non capisce che l'apertura a destra oltre ad essere contraddittoria (perdonami Herm...) è sempre pericolosa perché porta con sé inevitabilmente quei valori (sic!) fascisti inconciliabili con ogni forma di pensiero laico, femminista e non omo-lesbo-transfobico (leggetevi gli altri commenti sul forum di Vivamafarka!: "il padre capo naturale della famiglia", mi viene da vomitare!!!).

Lorenzo, il comitato del Bologna pride nazionale e il sito Gaynews, si sono allineati su posizioni borghesi e fasciste, antidemocratiche, come dimostrano i fatti avvenuti durante il comizio finale del pride, quando Graziella Bertozzo, che voleva aggiungere uno striscione sul palco del pride, è stata arrestata dalla polizia il cui intervento è stato sollecitato da una volontaria del servizio d'ordine.

Io non ero presente, non so come si sono svolti i fatti (riportati in maniera sensibilmente diversa dal comitato del Bologna Pride, e di Arcigay, e da Facciamo Breccia) (per saperne qualcosa di più leggete il post comparso sul blog Querelle(s)).

Ma, a meno che Graziella non avesse in mano una pistola, il fatto che sia stato sollecitato l'intervento della polizia per farla arrestare la dice lunga sulla democrazia del comitato organizzatore del pride nazionale. D'altronde perché meravigliarsi, dopotutto gay, lesbiche, bisessuali e trans sono prima di tutto italiani.
Graziella è ritornata sull'argomento con una lettera aperta che vi invito a leggere.

Come controprova delle presunte ingiuste accuse di fascismo nei confronti di Lorenzo (poverino!) ecco come lui racconta quei fatti sul forum di Vivamafarka!:
gli unici problemi, ahimè, si sono riscontrati alla fine quando facciamo breccia (coordinamento anticlericale antifa) ha invaso il palco. ci avevano chiesto di intervenire, gli avevamo detto di no perchè hanno sempre remato contro il pride bolognese
e certo se non ti allinei perdi il diritto democratico di parola...
e non hanno aderito né alla piattaforma nè al documento politico
falso, Facciamo Breccia aveva mandato una lettera di adesione critica, che è stata rifiutata.
quindi hanno pensato bene di usare l'intervento della vicepresidentessa del movimento identità transessuali come cavallo di troia ed occupare il palco. di per se la cosa era già abbastanza fastidiosa, ma tutto è precipitato quando una di loro, a cui non veniva consentito l'accesso al palco, ha avuto la brillante idea di dare un calcio ad uno sbirro

Lo sbirro era un agente della Digos in borghese, ci sono ben due interrogazioni parlamentari, sia al Senato (senatori Donatella Poretti e Marco Perduca) che alla Camera (deputati Marco Beltrandi e Matteo Mecacci), sull'accaduto...
e quindi è stata arrestata (i giornali avrebbero potuto titolare "AGGRESSIONE ANTIFASCISTA AL PRIDE" ;)
Chi protesta, chi non si allinea, chi ha un pensiero critico altro, viene accusato di estremismo, di comunismo, di essere "di parte", di essere intollerante e non democratico e con questa scusa viene azzittito, arrestato, picchiato, ucciso.
Graziella (non una emerita sconosciuta ma un'attivista di vecchia data) aveva tutto il diritto di esporre lo striscione al comizio finale del pride (non uno striscione di parte ma rivendicativo della storia di militanza omosessuale di Bologna), il pride è di tutt* non solo degli organizzatori e di chi a loro allineati.
I fascisti, quelli che lo sono da sempre e quelli che solo ora iniziano a uscire allo scoperto senza vergognarsene più, alzano la cresta e si preparano a rendere innocuo chiunque non si allinei.

Più passa il tempo più credo che certo attivismo politico di stampo GBLT mi stia sempre più stretto, chiuso com'è in un'ottica solipsista virtualmente macho-fascista in cui ciò che conta è "la questione omosessuale" e si sottovaluta la discriminate antifascista (Non condivido molto il metodo politico di Facciamo Breccia, ne contesto la sostanziale incapacità di accettare la diversità di posizioni che non siano necessariamente radicali4) come se l'antifascismo fosse una questione radicale e non la condicio sine qua non di un discorso di liberazione della donna e dell'uomo dalla barbarie.
Nonostante nel documento politico del pride nazionale le radici comuni col femminismo e con l'autodeterminazione della donna, siano stati riconosciute, la strada da percorrere è impervia e molto lunga...

Tutta la mia solidarietà va a Graziella Bertozzo, a V. e a chiunque, criticando, dissentendo, non allineandosi, viene additat* ingiustamente come estremista ed esclus*.

1 GayNews

2 Siamo ben consapevoli che le nostre rivendicazioni sono strettamente collegate alle battaglie intraprese soprattutto dal movimento delle donne contro la violenza di un machismo criminale che troppo spesso agisce in ambito familiare e più in generale contro la cultura patriarcale dominante e violenta della nostra società. Il riconoscimento pieno della nostra dignità cammina nella stessa direzione, per una società in cui nessuna e nessuno debba più sentirsi in pericolo o discriminato a causa del genere e dell’orientamento sessuale, una società in cui il machismo sia riconosciuto come causa delle violenze contro donne, omosessuali e transessuali e proprio per questo sia sanzionato.

3 Alla fine Facciamo Breccia aveva scelto di aderire al pride di sabato 28 giugno esprimendo però, in un documento intitolato "Adesione al Bologna Pride", tutte le proprie perplessità, riserve e contrarietà. L'adesione critica non è stata accettata dal Comitato Bologna Pride che non ha mai spiegato ufficialmente il rifiuto (dal sito Facciamo breccia).

4 Così Elfo Bruno, sul suo blog, che, pure, critica l'intervento della polizia.

28 giugno 2008

Pride nazionale 2008 (dal blog Marginalia)

Un Italo da Rottamare

cliccate sull'immagine per ingrandirla.

Cosa ci fa un fascista al Pride?
Leggete il bel post su Marginalia.
Come si fa a essere fascisti e gay? E' come essere cattolici e gay, una contraddizione di termini.

In ogni caso chi vuole avere a che fare coi fascisti?
Sapevo che il movimento gay si sta sempre più imborghesendo ma non credevo arrivasse addirittura a fascistizzarsi...

La mia assenza al pride nazionale (dovuta a motivi contingenti) ha adesso anche un significato politico.

Ecco bell'e rovinato anche il pride di questo anno fascistissimo...

13 ottobre 2009

Bocciata alla camera la proposta CONCIA contro l'omofobia

E pensare che c'è chi non era soddisfatto della legge perchP ribadisce  il paradigma securitario limitandosi a inasprire le pene ed a legittimare il Pacchetto sicurezza. (sic!) (vero facciamo breccia?). Infatti si è visto come è passata la legge.
Questo vizio di dichiararsi puri contro ogni compromesso ha portato già le sinistre fuori dal parlamento eppure c'è chi insiste ancora giocando sulla pelle di tante/i cittadine/i che non la pensano come loro, o che magari non si sentono di sinistra...



La "legge Concia" sull'omofobia è stata affossata alla Camera. La maggioranza ha votato l'incostituzionalità del provvedimento dopo essere stata sconfitta sul tentativo di rinviare tutto in commissione. La pregiudiziale di incostituzionalità, sollevata dall'Udc, ha ricevuto 285 voti favorevoli, 222 contrari e 13 astenuti. Decisione che ha aperto una scia di polemiche tra maggioranza e opposizione, ma anche nello stesso Pd.

Questa la successione dei fatti. Otto deputati del Pdl, in un testo congiunto, avevano espresso la loro disapprovazione per il testo, che vorrebbe introdurre l'aggravante della discriminazione sessuale per le aggressioni personali. Lega, Pdl e Udc avevano chiesto che il testo tornasse in commissione per una serie di "limature al testo". Ma la proposta non ha ottenuto la maggioranza alla Camera, che prosegue così l'esame del provvedimento. Contro il rinvio in Commissione giustizia hanno votato non solo i deputati di Pd e Idv, ma anche numerosi deputati del Pdl.

Poi la svolta. A sorpresa. Basta leggere la dichiarazione della stessa relatrice: "Mi vergogno di far parte di questo Parlamento". Anna Paola Concia esce furibonda dall'aula della Camera, che ha appena bocciato per incostituzionalità la proposta di legge sull'omofobia di cui la deputata Pd era relatrice che ne ha per tutti: il Pdl, che "ha detto bugie", ma anche per il suo gruppo, che "senza avvertirmi ha cambiato idea e ha votato contro la possibilità di tenere in vita questa legge con il suo ritorno in commissione".

In realtà - denunciano i parlamentari Pdl - era stato raggiunto un accordo "per rimediare ai vizi di costituzionalità della norma, rinviandola all'esame della commissione e arrivando in tempi brevissimi a riportare il testo in aula". Violato il patto, "anche noi abbiamo votato contro".

Una ricostruzione contestata dal segretario Pd Franceschini: "Il dato politico è che la destra e
l'Udc hanno affossato il provvedimento contro l'omofobia. Noi abbiamo votato contro il
rinvio perchè non ci è stato garantito dalla maggioranza un impegno su tempi". Polemica cui si aggiunge quella con la deputata Pd Binetti che ha votato insieme alla maggioranza, cosa che Franceschini commenta: "E' un problema, un signor problema".

I nove deputati del Pdl che hanno votato contro la pregiudiziale di costituzionalità sono ex membri di Alleanza Nazionale molto vicini al presidente della Camera Gianfranco Fini. Tra questi Italo Bocchino, Giuseppe Calderisi, Chiara Moroni, e Adolfo Urso. Nel Pdl si sono registrate anche dieci astensioni tra cui quelle dei ministri Elio Vito e Gianfranco Rotondi e della presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno.

(fonte La Repubblica)


Ma che bel Paese!!!!

19 aprile 2015

Il Circolo Scandinavo al Nordic Film Fest di Roma 2015

Come lo scorso anno abbiamo avuto la fortuna di assistere alla rogrammazione del circolo Scandinavo che ha mostrato i lavori di alcuni artisti e artiste in residenza.

I lavori presentati quest'anno sono stati di caratura forse minore rispetto quelli della scorsa edizione ma, lo stesso ci sono state delle belle sorprese (e qualche video soporifero. Ma come dormi subito quando il cervello non è interessato...!!!)


Il fotografo Petri Nuutinen finlandese ci ha mostrato i suoi lavori parlandone (in inglese) con una modestia e una semplicità che noi italiani ci sogniamo.

Petri è un fotografo di paesaggi ma lui ama definirsi un fotografo di spazi e di luoghi.
partendo dalle foto prese per lo stesso soggetto Petri le unisce con un algoritmo (lo stesso delle foto panoramiche che prendiamo coi nostri smartphone) per ottenere una sola immagine. Cambiando prospettiva però le linee di fuga sono diverse e quindi le immagini devono essere deformate per ottenere una immagine i cui bordi coincidano. A differenza degli algoritmi per le foto panoramiche che ottengono una immagine dal taglio regolare Petri mantiene i bordi delle foto originali ottenendo delle composizioni che hanno questa forma e questo aspetto.


Petri ci ha mostrato le varie fasei per ottenere queste imamgini che poi stampa su lamine di metallo che incolla su tela, niente carta, stampa diretta della foto...


Poi è stata la volta di Janne Tlastad, norvegese, della quale abbiamo visto tre video.

    Hitlers arkitektur 4:10 min
    Mussolinis bunker 3:44 min
    Overvåket/Überwachung #4 3:52 min

    I suoi lavori si distinguono per un dettaglio all'inizo poco comprensibile.
    Janne infatti non lavora con foto anche se dal montaggio delle immagini potrebbe sembrare, bensì lavora con immagini video, cioè immagini in movimento anche se sceglie immagini a camera fissa e senza movimenti nell'immaigne.
    Si tratta di video statici ma sempre di video.
    ce ne accorgiamo da alcuni dettagli "vivi", una luce, un riflesso, un'ombra, o, alla fine, una figura umana, prima ferma immobile, per continuare nell'illusione fotografica (di immagine fissa) e poi , finalmente, in movimento. Purtroppo la rete non ci aiuta non sono riuscito a trovare né video né immagini per cui deve bastarvi purtroppo la mia descrizione...

    Piu tradizionalmente sperimentale KirsiMarja Metsähuone finlendese, della quale abbiamo visto Transition process, 5 min un video nel quale su una partirla sonora complessa e poco leggibile si sviluppa una sovrimpressione di immagini che vengono presentate per il loro gusto visivo, di struttura gestaltica, di froma, di segno astratto più che di significato. Un modo molto contemporaneo di fare video arte che paice molto ma a noi, a me, lascia del tutto indifferente.
    Almeno ha il buon gusto di durare poco...

    Più interessante Known Named Identified, 5:37 che su una partirura sonora della parola nome riptuta da 5 voci femminili in diverse lingue (eslcuso l'italiano...) costruisce una sequenza visiva tra paesaggi floreali e figure femminili. Ipnotico, magico, mistico (e se lo dico io potete credermi...).

    Findadese anche Ilkka Volanen del quale abbiamo visto Room #3, 3:10 min – 3:15 un video nel quale (ri)produce varie immagini e suoni di Roma colti dalla stanza n° 3 del Centro Scadinavo nel quale ha una residenza.

    Poi è stata la volta del soporifero (almeno per il sottoscritto) Il Pastore, 30 min di Danile Hoflund, dalla Svezia, che ha seguito coi tempi interminabili del video verità (questa malsana ide ahce basta riprendere perché ci sia racconto e documentalità) nel quale vedimao un gregge di pecore e il suo pastore. Un omaggio ai Grand Tour sette-ottcenteschi.
    Però che noia!!!!
      Poi è la volta di una italo svedese che ci ha presentato un corto più tradizionale, cioè più corto e meno video d'arte.





        Si tratta di Midsommer 10 min di Monica Mazzitelli che racconta in maniera stentata e non sempre di immediata comprensione due storie in parallelo, quella di una donna che probabilmente commette suicidio in seguito alla morte per annegamento della figlia adolescente e quella di un uomo che ha visto il cadavere della persona suicida (coperto dal telo nemmeno sapeva se fosse uomo o donna) e del suo figlio gaio...
        Bella fotografia, belle inquadrature, recitazione un po' troppo impostata ma un corto carico di emozione. Quando lio femminile si chiede se il dolore del treno che la ucciderà sarà più forte del dolore che prova in quel momento io mi sono commosso fino alle lacrime e anche adesso mentre ne scrivo...

        Presente in sala dopo la proiezione abbiamo parlato. L'autrice era felice che finalmente qualcuno, il sottoscritto, avesse colto il cotè gaio dei due ragazzi...
          No Man’s Land della norvegese Lowri Rees è un documentario che ci illustra la vita del centro detentivo di Trandum nei pressi dell'areoporto Gardermoen di Oslo un centro detentivo che è stato indagato per abuso dei diritti umani. Rees entra nel centro con una mdp invisibile e nascosta, così come sono nascosti i procedimenti produttivi del documentario ( i permessi per entrare nel centro? COn quali restrizioni? La mdp è stata piazzata dando il tempo alle persone ospiti di abituarvisi ? E' stato loro chiesto il permesso oppure anche la mdp ha leso i loro diritti umani? Su questo il documentario tace. Interrogata dal sottoscritto a fine proiezione la documentarista ci ha detto semplicemente che non voleva fare storie di vita (come se la nostra domanda vertesse su questo e non sui meccanismi narrativi che stanno dietro ogni documentario) ma voleva solo offrire uno sguardo su di un posto sul quale all'epoca (2006) si sapeva poco e niente.

          Non mi piace questo modo di fare documentario, nascondendo la mdp come nei film di fiction, come se la registrazione cinefotografica fosse di per sé garanzia di testimonianza, di verità. Specialmente nei confronti di un centro indagato di violazione dei diritti umani nel quale entri a condizione e secondo le regole di chi lo gestisce...
          Girato bene e con inquadrature a volte estetizzanti. Detto per inciso, Tandrum sembra un hotel a tre stelle in confronto ai nostri cie...


          Hanno concluso la serie di proiezioni tre cortometraggi accomunati dal rapporto e dalla ricerca tra immagini e musica.


            Pellèas et Melisande 28 min Elina Oikari e The Tempest 39:21 di Elina Oikari (Part I) and Lauri Danska (Part II), entrambe finlandesi, raccontano (reinterpretano?) omaggiando il cinema muto e i film di Vigo,  due classici come la tragedia di Maeternlinck e di Shakesperae, con una grande fanatsia visionaria, profluvio di mezzi (tecnica mista, 8 mm e video) grande capacità immaginativa e un montaggio interessante che sa tenere testa alla msuica trovando un rapporto nè di sudditanzanè di preponderanza.
            Ci sarebbe piaciuto chiedere qualche cosa all'autrice ma siamo stati cacciati dalal sala dal perosnale della Casa del cinema famoso per la sua scortesia e maleducazione.
            Gentaglia da licenziare in tronco e dare da lavorare a chi il cienma lo ama lo conosce e lo rispetta rispettando anche il pubblico, anche quello sparuto presnete a vedere uan rassegna che cerca di portare roma in Europa ma i bovari che vi lavorano rendono difficile l'operazione. Con tutto rispetto per i bovari, poco per i coatti che lavorano alla Casa del Cinema. 
            E vi assicuro che sto usando parole gentili.
            Licenziamento in tronco, senza nememno il pagamento dell'ultimo stipendio... 


            La vera sopresa della giornata sono state le muscihe e il video di Gisle Martens Meyer dalla Norvegia che col suo Roma 2089 ci regala una partirura costruita sui rumori campionati della città di roma (con tanto di tipologia e proveneinza dei rumori, compresa qualche piccola imperfezione ortografica nei nomi, Villa Sciara , Santa Maria, Trastevere etc.).
            Non lasciatevi distrarre dalla partitura sonora. Le immagni sono altrettanto interessanti nel lavoro splendido fatto nelle varie sezioni del video.
            Stavolta la rete ci aiuta e posso mostravi il video per intero.

            Normalmente Gisle esegue le musiche dal vivo durante la proiezione, qui, come noi ieri lì, lo abbiamo visto con le musiche registrate,


            Roma 2089 from GMM on Vimeo.

            17 ottobre 2013

            Ammazzati da Priebke

            E mentre preparo un post su Priebke riprendo l'iniziativa di Articolo 21 e pubblico i nomi di tutte e 335 le vittime della strage delle Fosse Ardeatine:

            Agnini Ferdinando – Studente di medicina
            Ajroldi Antonio – Maggiore dell’Esercito.
            Albanese Teodato – Avvocato.
            Albertelli Pilo – Professore di filosofia.
            Amoretti Ivanoe – Sottotenente in servizio permanente effettivo.
            Angelai Aldo – Macellaio.
            Angeli Virgilio – Pittore.
            Angelini Paolo – Autista.
            Angelucci Giovanni – Macellaio.
            Annarumi Bruno – Stagnino.
            Anticoli Lazzaro – Venditore ambulante.
            Artale Vito – Tenente Generale d’artiglieria.
            Astrologo Cesare – Lucidatore.
            Aversa Raffaele – Capitano dei Carabinieri.
            Avolio Carlo – Impiegato (S.A.L.B.)
            Azzarita Manfredi – Capitano di cavalleria.
            Baglivo Ugo – Avvocato.
            Ballina Giovanni – Contadino.
            Banzi Aldo – Impiegato.
            Barbieri Silvio – Architetto.
            Benati Nino – Banchista.
            Bendicenti – Avvocato.
            Berardi Lallo – Manovale.
            Bernabei Elio – Ingegnere delle Ferrovie dello Stato.
            Bernardini – Commerciante.
            Bernardini Tito – Magazziniere.
            Berolsheimer Aldo – Commesso.
            Blumstein Giorgio Leone – Banchiere.
            Bolgia Michele – Ferroviere.
            Bonanni Luigi – Autista.
            Bordoni Manlio – Impiegato.
            Bruno Dl Belmonte Luigi – Proprietario.
            Bucchi Marcello – Geometra.
            Bucci Bruno – Disegnatore.
            Bucci Umberto – Impiegato.
            Bucciano Francesco – Impiegato.
            Bussi Armando – Impiegato delle Ferrovie dello Stato.
            Butera Gaetano – Pittore.
            Buttaroni Vittorio – Autista.
            Butticé Leonardo – Meccanico.
            Calderari Giuseppe – Contadino.
            Camisotti Carlo – Asfaltista.
            Campanile Silvio – Commerciante.
            Canacci Ilario – Cameriere.
            Canalis Salvatore – Professore di lettere.
            Cantalamessa Renato – Falegname.
            Capecci Alfredo – Meccanico.
            Capozio Ottavio – Impiegato postale.
            Caputo Ferruccio – Studente.
            Caracciolo Emanuele – Regista e tecnico cinematografico.
            Carioli Francesco – Fruttivendolo.
            Carola Federico – Capitano d’aviazione.
            Carola Mario – Capitano di fanteria.
            Casadei Andrea – Falegname.
            Caviglia Adolfo – Impiegato.
            Celani Giuseppe – Ispettore capo dei servizi annonari.
            Cerroni Oreste – Tipografo.
            Checchi Egidio – Meccanico.
            Chiesa Romualdo – Studente.
            Chiricozzi Aldo Francesco – Impiegato.
            Ciavarella Francesco – Marinaio.
            Cibei Duilio – Falegname.
            Cibei Gino – Meccanico.
            Cinelli Francesco – Impiegato.
            Cinelli Giuseppe – Portatore ai mercati generali.
            Cocco Pasquale – Studente.
            Coen Saverio – Commerciante.
            Conti Giorgio – Ingegnere.
            Corsi Orazio – Falegname
            Costanzi Guido – Impiegato.
            Cozzi Alberto – Meccanico.
            D’Amico Cosimo – Amministratore teatrale.
            D’Amico Giuseppe – Impiegato.
            D’Andrea Mario – Ferrovie.
            D’Aspro Arturo – Ragioniere.
            De Angelis Gerardo – Regista cinematografico.
            De Carolis Ugo – Maggiore dei Carabinieri.
            De Giorgio Carlo – Impiegato.
            De Grenet Filippo – Tenente e agente del SIM.
            Della Torre Odoardo – Avvocato.
            Del Monte Giuseppe – Impiegato.
            De Marchi Raoul – Impiegato.
            De Nicolo Gastone – Studente.
            De Simoni Fidardo – Operaio.
            Di Capua Zaccaria – Autista.
            Di Castro Angelo – Commesso.
            Di Consiglio Cesare – Venditore ambulante.
            Di Consiglio Franco – Macellaio.
            Dl Consiglio Marco – Macellaio.
            Di Consiglio Mosè – Commerciante.
            Di Consiglio Salomone – Venditore ambulante.
            Di Consiglio Santoro – Macellaio.
            Di Nepi Alberto – Commerciante.
            Di Nepi Giorgio – Viaggiatore.
            Di Nepi Samuele – Commerciante.
            Di Nola Ugo – Rappresentante di commercio.
            Diociajuti Pier Domenico – Commerciante.
            Di Peppe Otello – Falegname ebanista.
            Di Porto Angelo – Commesso.
            Di Porto Giacomo – Venditore ambulante.
            Di Porto Giacomo – Venditore ambulante.
            Di Salvo Gioacchino – Impiegato.
            Di Segni Armando – Commerciante.
            Di Segni Pacifico – Venditore ambulante.
            Di Veroli Attilio – Commerciante.
            Di Veroli Michele – Collaboratore del padre commerciante.
            Drucker Salomone – Pellicciaio.
            Duranti Lido – Operaio.
            Efrati Marco – Commerciante.
            Elena Fernando – Artista.
            Eluisi Aldo – Pittore.
            Ercolani Giorgio – Tenente Colonnello dell’Esercito e agente del SIM.
            Ercoli Aldo – Pittore.
            Fabri Renato – Commerciante.
            Fabrini Antonio – Stagnino.
            Fano Giorgio – Dottore in scienze commerciali.
            Fantacone Alberto – Dottore in legge.
            Fantini Vittorio – Farmacista.
            Fatucci Sabato Amadio – Venditore ambulante.
            Felicioli Mario – Elettrotecnico.
            Fenulli Dardano – Maggior Generale
            Ferola Enrico – Fabbro.
            Finamonti Loreto – Commerciante.
            Finocchiaro Arnaldo – Elettricista.
            Finzi Aldo – Agricoltore.
            Fiorentini Valerio – Autista meccanico.
            Fiorini Fiorino – Maestro musica.
            Fochetti Angelo – Impiegato.
            Fondi Edmondo – Impiegato commerciante.
            Fontana Genserico –Tenente dei Carabinieri, dottore in giurisprudenza.
            Fornari Raffaele – Commerciante.
            Fornaro Leone – Venditore ambulante.
            Forte Gaetano – Commerciante.
            Foschi Carlo – Commerciante.
            Frasca Celestino – Muratore.
            Frascà Paolo – Impiegato.
            Frascati Angelo – Commerciante.
            Frignani Giovanni – Tenente Colonnello dei Carabinieri
            Funaro Alberto – Commerciante.
            Funaro Mosè – Commerciante.
            Funaro Pacifico – Autista.
            Funaro Settimio – Venditore ambulante.
            Galafati Angelo – Pontarolo.
            Gallarello Antonio – Falegname ebanista.
            Gavioli Luigi – Impiegato.
            Gelsomini Manlio – Medico.
            Gesmundo Gioacchino – Professore di lettere.
            Giacchini Alberto – Assicuratore.
            Giglio Maurizio – Dottore in legge.
            Gigliozzi Romolo – Autista.
            Giordano Calcedonio – Corazziere.
            Giorgi Giorgio – Ragioniere.
            Giorgini Renzo – Industriale.
            Giustiniani Antonio – Cameriere.
            Gorgolini Giorgio – Ragioniere.
            Gori Gastone – Muratore.
            Govoni Aladino – Capitano dei granatieri.
            Grani Umberto – Tenente Colonnello dell’Aeronautica.
            Grieco Ennio – Elettromeccanico.
            Guidoni Unico – Studente.
            Haipel Mario – Maresciallo dell’Esercito.
            Iaforte Domenico – Calzolaio.
            Ialuna Sebastiano – Agricoltore.
            Imperiali Costantino – Rappresentante di vini.
            Intreccialagli Mario – Calzolaio.
            Kereszti Sandor – Ufficiale.
            Landesman Boris – Commerciante.
            La Vecchia Gaetano – Ebanista.
            Leonardi Ornello – Commesso.
            Leonelli Cesare – Avvocato.
            Liberi Epidemio – Industriale.
            Lioonnici Amedeo – Industriale.
            Limentani Davide – Commerciante.
            Limentani Giovanni – Commerciante.
            Limentani Settimio – Commerciante.
            Lombardi Ezio – Impiegato.
            Lopresti Giuseppe – Dottore in legge.
            Lordi Roberto – Generale dell’Aeronautica.
            Lotti Giuseppe – Stuccatore.
            Lucarelli Armando – Tipografo.
            Luchetti Carlo – Stagnaro.
            Luna Gavino – Impiegato delle Poste.
            Lungaro Pietro Ermelindo – Sottufficiale di Pubblica Sicurezza.
            Lunghi Ambrogio – Asfaltista.
            Lusena Umberto – Maggiore dell’Esercito.
            Luzzi Everardo – Metallurgico.
            Magri Mario – Capitano d’artiglieria.
            Manca Candido – Brigadiere dei Carabinieri.
            Mancini Enrico – Commerciante.
            Marchesi Alberto – Commerciante.
            Marchetti Duilio – Autista.
            Margioni Antonio – Falegname.
            Marimpietri Vittorio – Impiegato.
            Marino Angelo – Piazzista.
            Martella Angelo
            Martelli Castaldi Sabato – Generale dell’Aeronautica.
            Martini Placido – Avvocato.
            Mastrangeli Fulvio – Impiegato.
            Mastrogiacomo Luigi – Custode del ministero delle Finanza.
            Medas Giuseppe – Avvocato.
            Menasci Umberto – Commerciante.
            Micheli Ernesto – Imbianchino.
            Micozzi Emidio – Commerciante.
            Mieli Cesare – Venditore ambulante.
            Mieli Mario – Negoziante.
            Mieli Renato – Negoziante.
            Milano Raffaele – Viaggiatore.
            Milano Tullio – Impiegato.
            Milano Ugo – Impiegato.
            Mocci Sisinnio
            Montezemolo Giuseppe – Colonnello dei Carabinieri e agente del SIM.
            Moretti Augusto
            Moretti Pio – Contadino.
            Morgano Santo – Elettromeccanico.
            Mosca Alfredo – Elettrotecnico.
            Moscati Emanuele – Piazzista.
            Moscati Pace – Venditore ambulante.
            Moscati Vito – Elettricista.
            Mosciatti Carlo – Impiegato.
            Napoleone Agostino – Sottotenente di vascello della Marina.
            Natali Celestino – Commerciante.
            Natili Mariano – Commerciante.
            Navarra Giuseppe – Contadino.
            Ninci Sestilio – Tramviere.
            Nobili Edoardo – Meccanico.
            Norma Fernando – Ebanista.
            Orlandi Posti Orlando – Studente.
            Ottaviano Armando – Dottore in lettere.
            Paliani Attilio – Commerciante.
            Pappagallo Pietro – Sacerdote.
            Pasqualucci Alfredo – Calzolaio.
            Passarella Mario – Falegname.
            Pelliccia Ulderico – Carpentiere.
            Pensuti Renzo – Studente.
            Pepicelli Francesco – Maresciallo dei Carabinieri.
            Perpetua Remo – Rigattiere.
            Perugia Angelo – Venditore ambulante.
            Petocchi Amedeo
            Petrucci Paolo – Professore di lettere.
            Pettorini Ambrogio – Agricoltore.
            Piasco Renzo – Ferroviere.
            Piattelli Cesare – Venditore ambulante.
            Piattelli Franco – Commesso.
            Piattelli Giacomo – Piazzista.
            Pierantoni Luigi – Medico.
            Pierleoni Romolo – Fabbro.
            Pignotti Angelo – Negoziante.
            Pignotti Umberto – Impiegato.
            Piperno Claudio – Commerciante.
            Piras Ignazio – Contadino.
            Pirozzi Vincenzo – Ragioniere.
            Pisino Antonio – Ufficiale di marina.
            Pistonesi Antonio – Cameriere.
            Pitrelli Rosario – Meccanico.
            Polli Domenico – Costruttore edile.
            Portieri Alessandro – Meccanico.
            Portinari Erminio – Geometra.
            Primavera Pietro – Impiegato.
            Prosperi Antonio – Impiegato.
            Pula Italo – Fabbro.
            Pula Spartaco – Verniciatore.
            Raffaeli Beniamino – Carpentiere.
            Rampulla Giovanni – Tenente Colonnello.
            Rendina Roberto – Tenente Colonnello d’artiglieria.
            Renzi Egidio – Operaio.
            Renzini Augusto – Carabiniere.
            Ricci Domenico – Impiegato.
            Rindone Nunzio – Pastore.
            Rizzo Ottorino – Maggiore dell’Esercito.
            Roazzi Antonio – Autista.
            Rocchi Filippo – Commerciante.
            Rodella Bruno – Studente.
            Rodriguez Pereira Romeo – Tenente dei Carabinieri.
            Romagnoli Goffredo – Ferroviere.
            Roncacci Giulio – Commerciante.
            Ronconi Ettore – Contadino.
            Saccotelli Vincenzo – Falegname.
            Salemme Felice – Impiegato.
            Salvatori Giovanni – Impiegato.
            Sansolini Adolfo – Commerciante.
            Sansolini Alfredo – Commerciante.
            Savelli Francesco – Ingegnere.
            Scarioli Ivano – Bracciante.
            Scattoni Umberto – Pittore.
            Sciunnach Dattilo – Commerciante.
            Semini Fiorenzo – Sottotenente di vascello della Regia Marina.
            Senesi Giovanni – Esattore istituto di assicurazioni.
            Sepe Gaetano – Sarto.
            Sergi Gerardo – Sottotenente dei Carabinieri Reali.
            Sermoneta Benedetto – Venditore ambulante.
            Silvestri Sebastiano – Agricoltore.
            Simoni Simone – Generale.
            rimosso su cortese richiesta di familiare della Vittima
            Sonnino Gabriele – Commesso.
            Sonnino Mosè – Venditore ambulante.
            rimosso su cortese richiesta di familiare della Vittima
            Spunticchia Antonino – Meccanico.
            Stame Nicola Ugo – Artista lirico.
            Talamo Manfredi – Tenente Colonnello dei Carabinieri Reali.
            Tapparelli Mario – Commerciante.
            Tedesco Cesare – Commesso.
            Terracina Sergio – Commesso.
            Testa Settimio – Contadino.
            Trentini Giulio – Arrotino.
            Troiani Eusebio – Mediatore.
            Troiani Pietro – Venditore ambulante.
            Ugolini Nino – Elettromeccanico.
            Unghetti Antonio – Manovale.
            Valesani Otello – Calzolaio.
            Vercillo Giovanni – Impiegato.
            Villoresi Renato – Capitano dell’Esercito.
            Viotti Pietro – Commerciante
            Vivanti Angelo – Commerciante.
            Vivanti Giacomo – Commerciante.
            Vivenzio Gennaro
            Volponi Guido – Impiegato.
            Wald Pesach Paul
            Wald Schra
            Zaccagnini Carlo – Avvocato.
            Zambelli Ilario – Telegrafista
            Zarfati Alessandro – Commerciante.
            Zicconi Raffaele – Impiegato.
            Zironi Augusto – Sottotenente di vascello della Marina.
            12 Salme non identificate
            bello essere
            quello che si è anche se si è
            poco
            pochissimo
            niente


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