2 maggio 2009

Ma Miriam Bartolini fa il gioco del marito.

Questo post deve tutto all'editoriale di Concita de Gregorio su L'Unità di giovedì 30 al quale rimando e che potete leggere qui.
Miriam Bartolini è il vero nome di Veronica Lario. La signora Bartolini in Berlusconi, prima di incontrare il Cavaliere, era un'attrice di teatro e cinema (ecco la scheda a lei dedicata su Internet Movie Database) convolata a nozze con nome d'arte e da dieci anni almeno in procinto di separarsi da un uomo le cui caratteristiche non devono averla sorpresa nel sonno l'altro ieri per usare le stesse parole della direttrice dell'Unità.
Nel suo bell'editoriale Concita De Gregorio osserva come l'esternazione di Miriam/Veronica sia un diversivo per evitare che l'opinione pubblica e la stampa si soffermino su ben altre candidature alle europee: Vito Bonsignore, condannato a due anni di carcere per tentata corruzione nell'appalto per l'ospedale di Asti; Franco Malvano ex questore di Napoli sotto inchiesta per associazione camorristica; Aldo Patriciello imputato in udienza preliminare a Isernia per violazione delle leggi ambientali nel processo Piedi d'argilla, con l’accusa di aver messo sabbia nel cemento armato (come è successo a L'Aquila...) dei piloni della variante, costruttore suo fratello.
Lucio Barani ex socialista, che ha sostituito ad Aulla il busto di Gramsci con quello di Craxi, e primo firmatario della legge su Salò.
Ancora, Mario Mastella detto Clemente (alle precedenti politiche nel governo Prodi) e Antonino Strano detto Nino, il fascista (è di AN) che gridò a Stefano Cusumano (che aveva dichiarato che contrariamente alle indicazioni di Mastella avrebbe dato la fiducia a Prodi) «mafioso e venduto», poi anche «checca squallida». Strano non è il solo: Tommaso Barbato, dell'Udeur, si scaglia contro Cusumano facendo il gesto di sputare e, trattenuto dai commessi, gli urla «pezzo di merda». Cusumano sviene. Marini sospende la seduta.
Strano, che ha la fama di essere omosessuale ma lui chiarisce che «Mi squaglio davanti a una creatura di marmo. Ma non ho avuto mai un rapporto sessuale con una persona del mio stesso genere» (Repubblica, 26 gennaio 2008) dopo che il governo Prodi è caduto viene fotografato mentre mangia della mortadella in aula (mortadella=Prodi).

Non rieletto nell'attuale parlamento, perché Berlusconi dichiarò che non sarebbe stato ricandidato, Strano è indagato insieme all'ex sindaco Umberto Scapagnini per il buco nel bilancio del comune di Catania, condannato a due anni e due mesi per lo scandalo sulla cenere lavica (ha elargito «indebitamente e fraudolentemente» una pioggia di contributi «anti-cenere» a quattromila dipendenti comunali. Rimborsi per oltre 3 milioni di euro. Da 300 a 1.300 euro a testa. Incassati dagli interessati a due giorni dalle amministrative del 15 maggio, alla vigilia del vittorioso match di Scapagnini contro Enzo Bianco (fonte, Corriere della sera 17 novembre 2005). E adesso candidato alle europee ne PDL.
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Fino a qui l'articolo di Concita al quale sono debitore.
Di mio vorrei aggiungere che la faccenda delle veline candidate, oltre a essere uno specchietto per le allodole, per come vine riportata da molti giornali è il segno del maschilismo imperante in un paese più che mai fascista e patriarcale ci sono altrettanti "velini" candidati che però non vengono descritti nello stesso modo, con gli stessi termini. E' un discorso che ho già affrontato a proposito del ministro Carfagna e anche allora in pochi erano sensibili all'argomento.
D'altronde ancora oggi una donna che ha tanti amanti è una mignotta mentre un uomo che ha tante amanti è no che ci sa fare, uno sciupafemmine, mai un mignotto...
E finché questa mentalità diffusa non cambia non cambieranno nemmeno quelli che ci governano....

1 commento:

Tamcra ha detto...

Caro Ale,
ho seguito per sommi capi la faccenda Veronica-Silvio, e mi sono convinta una volta di più della sua teatralità. Sembra ci sia dietro anche una questione di asse ereditario che per la "signora" (come la chiama il Caro Leader)penderebbe un po' troppo dalle parti di Piersilvio e Marina e non da quelle dei tre figli di primo letto...Comunque, quello che mi inquieta - oltre al padre di una delle veline che si voleva dare fuoco perchè non gli avevano mandato al Parlamento Europeo la figlia - , è il manifesto di questo onorevole Strano. Vasto e chiarissimo uso del comando Airbrush dei Tools di Photoshop sotto gli occhi, inoltre accentuazione del rosa (composizione RGB: R 208;G 151;B 134) della carnagione, quasi a voler far diventare l'onorevole un qualsiasi divo hollywoodiano in fase di ialuronaggio e stiraggio preventivo (Rupert Everett, ci senti?). Se è questo il messaggio, ho pensato, figuriamoci il resto. E infatti sul sito di Strano (http://www.ninostrano.it/index.asp) si trova la home page con la canzone di Dalla Futura, solo che i primi versi di questa canzone recitano: Chissà, chissa, domani / Su che cosa / metteremo / le mani ...

bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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