11 marzo 2014

La nuova pubblicità della Henkel che La Repubblica spaccia per una candid camera.

Sul sito di Repubblica, il peggior giornale italiano, da ieri si legge un commento, mendace e privo di senso, a un video forse una vera candid, forse un fake pubblicitario.


Del video non ci viene detto nulla se no che è una pubblicità di deodoranti per il wc che sta collezionando migliaia di clic al giorno.
 
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In realtà si tratta più semplicemente dell'ultima campagna della tedesca Henkel che Repubblica invece di presentarci come pubblicità di uno dei colossi delle pulizie ce la presenta come uno strano video fatto non si sa da chi...

Allora ci prova paesaniniland che non è una testata giornalistica ma solo un modestissimo blog a fare informazione visto che Repubblica preferisce fare un surrettizio endorsment alla Henkel.

La campagna italiana della Henkel, un colosso tedesco da oltre 13 miliardi di euro, dal comportamento etico non proprio irreprensibile secondo la Guida al consumo critico   (la 5a edizione del 2008),  publicizza Power Activ la nuova tavoletta per wc della Bref (marchio di proprietà della Henkel) per far pubblicità al quale si è pensato di far rappresentare ciascuna delle quattro sfere della nuova tavoletta da uno splendido ragazzo che trasforma il tuo WC in un paradiso come si legge nella sezione Flash to Paradise appositamente dedicata nel sito della Bref.

I quattro ragazzi fanno parte della Bref Balls Dream Band che non è nuova per il pubblico italiano perchè già nel novembre del 2012 era visibile su un canale dedicato di Youtube in  un primo video nel quale i quattro cantano una canzone (su musica di Ferdinando Arnò) Please baby flush-it (t.l. Per favore baby tira la catena)  ammiccando dentro a quattro gabbie che riprendono la forma del prodotto, mentre una  cascata di acqua li fa rimanere in mutande.

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Il sito youmark.it  spiegò in un articolo (dal quale prendo le mie informazioni) del dicembre del 2012 i dettagli della campagna che oltre al video prevedeva cartoline distribuite nei bar, pub e locali di Milano e Roma, e in dieci centri fitness con expo da banco, locandine negli armadietti, vetrofanie e prodotto nei wc (che in gergo pubblicitario si chiama Guerrilla) con tanto di evento dedicato durante il quale un modello riprende il video e si spoglia ad ogni tiro di catena.
Questo primo video è della TBWA\Italia, che ha scritto anche il testo della canzone e ha realizzato il brand channel, le promocard e il pre-roll. Il video è stato distribuito da Goviral. Centro media MEC.
Il video di cui parla ieri Repubblica è dunque il secondo video di questa campagna commerciale nata 14 mesi fa.
Un vero quotidiano ci avrebbe informato e non avrebbe invece contribuito in maniera mendace e surrettizia a sostenere la campagna presentando il video, frutto di una precisa strategia, come un video stravagante e buffo del quale non si sa se è una candid camera o no.


Come per il video precedente anche questo nuovo spot verrà distribuito in più di 20 Paesi contemporaneamente grazie anche a una campagna adv sui principali social network (in particolare con l’hashtag #flushtoparadise) e il coinvolgimento dei più famosi blogger italiani (no non io...).

Sul canale youtube si possono scaricare i wallpaper o mettere il proprio viso in una cartolina con loro quattro. 

 

mentre sito ballsdreamband.bref.it i quattro componenti della band vengono presentati individualmente, in altrettante gif animate e si possono scaricare anche i wallpaper.




Dimitri - The Sparkling

"Facciamo uno schiuma party nel tuo WC"

Il tuo WC non è abbastanza pulito? Un problema del passato! Affidati a Dimitri che, con la sua potente schiuma, renderà brillante il tuo WC come mai prima d'ora.

 

Marcelus - The Granitic"Userò il mio martello per te"

Marcelus personifica la formula anti calcare che rende il tuo WC super splendente. Con il suo enorme martello e la sua incredibile forza spaccherà ogni residuo di calcare in piccolissimi pezzi.
Come puoi vedere, non è solo sexy ma anche utile.
Fidati di lui, la sua forza pulente è davve

Alejandro - The Protective

"Non aver più paura dello sporco"

Germi, sporco e macchie nel tuo WC - davvero un incubo, no? Non preoccuparti: Alejandro respingerà tutti i tipi di sporco con il suo scudo protettivo. Finalmente il tuo WC resterà pulito a lungo.

 

Marcus - The Extrafresh

"La mia firma inconfondibile è la freschezza"

Appena scoprirai l'extra freschezza di Marcus non potrai che innamorartene. Il suo profumo avvolgerà il tuo WC ed il tuo bagno fino a quattro settimane. Puoi scegliere tra l'inebriante profumo di oceano, bosco oppure l'azione igienizzante della candeggina.ro incredibile.





Che a capire che lo spot non sia una vera candid camera  non si richiede l'acume che Virginia Della Sala la giornalista che firma, ahilei, il pezzo su Repubblica non ha, basta guardare il making of del video nel quale si vede che si tratta di un set e non di una candid camera.



Insomma una spudorata pubblicità camuffata...

Vatti a fidare di Repubblica e di chi ci scrive!


E ora veniamo all'analisi dello spot che qualcuno sula rete ha liquidato come sessista.

L'idea di pubblicizzare le tavolette per il wc a in target femminile risente della divisione sessista del ménage familiare, ma rispetto altre pubblicità che vedono le donne adempiere ai lavori donneschi della cucina almeno queste donne escono (anche se vano al centro commerciale mica a divertirsi...) e sono coinvolte in un bisogno fisiologico donnano e il prodotto che viene loro regalato  è pubblicizzato in un ammiccamento sessuale dove, una volta tanto, le donne non sono oggetti ma soggetti. Infatti il paradiso del bagno pulito (preoccupazione donnesca) è abbellito dai quattro ragazzi semivestiti che non le irretiscono ma si offrono loro.
Se la signora di una certa età si spaventa del maschione che spacca il calcare le ragazze più giovani invece si trovano a loro agio a sentire dei maschi che si rivolgono loro in un ammiccare dove non chiedono ma si offrono loro  e interagiscono senza intimidirisi (anzi prendendo l'iniziativa verbale).

Poi lo scherzo finisce la realtà viene ripristinata e queste donne tornano da dove sono venute (e senza vere fatto pipì!!!).
Insomma sessismo sì ma spiritoso e meno pesante di tanti altri spot del genere nonostante qualche commento maschile sulla rete lo liquidi come uno spot viziato dal solito sessismo. Sessismo si, ma solito direi di no!

Pensate piuttosto a riabbassare la tavoletta dopo averla alzata prima di uscire dal bagno!

Almeno che, per evitare di fare schizzi, e inguacchi, non vi sediate, come il sottoscritto, anche per fare pipì, in quel caso  rischiate di essere scambiati per uomini transgender.

Se invece vi piacciono i quattro maschioni dello spot siete se non proprio gay almeno un tantinello bisex...

Io? Io sono all'antica...

10 marzo 2014

Giovanni Bonacci attore e autore.
La foto del martedì in scena al teatro Rumore di Fondo.


Giovanni Bonacci attore, autore e regista.
La foto del martedì  in scena al teatro Rumore di Fondo.


Da solo in scena Giovanni Bonacci ci restituisce il vissuto di un giovane uomo che rivive il ricordo di un amore raccontato al pubblico come in un monologo interiore.

Quasi una personalità multipla quella dell’io narrante in scena che dà voce, oltre al protagonista maschile, anche alla sua ragazza, con la quale intesse una storia altalenante di amore e rifiuto, di frequentazione e di oblio, ai commenti superficiali e giudicanti degli amici, invidiosi della storia d’amore e poi falsi consolatori quando la storia finisce, e a quelli arguti e attenti di un narratore che osserva e descrive.
Un amore che trova un nuovo modo di essere quando il ragazzo per riconquistare la fidanzata, persa il giorno in cui trova un nuovo lavoro, inizia a pubblicare su facebook le foto di quando stavano insieme dando così un nuovo corpo a quell’amore finito.
Un corpo virtuale, raccontato e messo in scena, proprio come il racconto che il pubblico vede a teatro.
Il testo, dello stesso Bonacci, è un tour de force dal quale l’attore esce a testa alta riuscendo a restituire emozioni e intenzioni dei vari personaggi che popolano una storia
che trova il suo vero nucleo nell’affabulazione narrativa, quella del testo teatrale e quella del protagonista che rivive la sua storia d’amore sul social network, un’affabulazione che è la stessa che sostiene  ognuno  e ognuna di noi quando vogliamo dare un senso a quel che ci succede nella vita e che cerchiamo di ri-raccontarci per dare un ordine, una forma, un motivo a un vissuto che la nostra vita non sempre ha.

Lo spettacolo si fa dunque riflessione sul nostro bisogno di raccontarci e raccontare e su come questo racconto, una volta intimo e privato, stia oggi assumendo una dimensione pubblica di rappresentazione che si sostituisce alla vita vera, per cui quel che conta non è più la funzione mediatrice del racconto,  che restituisce un senso al nostro vissuto, ma la rappresentazione sociale di una vita che viene vissuta per essere raccontata. Meglio che esiste è c’è solo quando viene rappresentata.

La foto del martedì si declina dunque anche come un nuovo paradigma in quella costante indagine sui rapporti tra vita e teatro con una cifra elegante di scrittura e di interpretazione.

Avrebbe forse giovato allo spettacolo una regia esterna, non curata cioè dallo stesso interprete e autore, per diversificare sulla scena in maniera più articolata i vari livelli narrativi e di rappresentazione che, così come lo spettacolo è andato in scena, si distinguono solo grazie all’istinto dell’attore e poco per la messa in scena, non sufficientemente pensata.


LA FOTO DEL MARTEDI’
di e con Giovanni Bonacci

Aiuto Regia Enrica Nizi e Matteo Quinzi

Ass.ne Culturale
RUMORE DI FONDO TEATRO

Via di Monteverde 57/A Roma

7 e 8  Marzo Ore 20,30

9 marzo ore 17.30




9 marzo 2014

Quando la satira è ferocemente maschilista: sullo sketch irricevibile, discriminatorio e misogino di Virginia Raffaele contro la donna (e non la ministra) Maria Elena Boschi


A Ballarò lo scorso 4 marzo è andato in onda uno sketch  nel quale è stata presa di mira la ministra Maria Elena Boschi, Ministra per le riforme costituzionali e i rapporti con il parlamento, ritratta come una donna priva di qualunque consapevolezza politica che, incalzata da alcune domande del giornalista, maschio, se la cava sgranato gli occhi e sorridendo mentre l'immagine diventa flou e in sottofondo vanno le note di Francis Lai tratte dal film Un uomo e una donna mentre appena accomiatatisi la ministra si trasforma in una gatta.




Non è la prima volta che nel fare satira di un uomo politico si usa un suo aspetto fisico e lo si esagera, basta pensare alla imitazione di Gasparri fatta da Neri Marcorè.




In quel caso però lo sfottò delle caratteristiche fisiche e comportamentali della persona era un dettaglio in più che sia andava ad aggiungere al motivo politico dietro la satira.In questa satira se si dipinge Gasparri come ignorante non è per offendere l'uomo ma per satirizzare sulla legge delle telecomunicazioni da lui scritta a uso e consumo di Berlusconi.

Invece nella imitazione della ministra Boschi da parte di Raffaele non ci sono contenuti politici, critiche all'operato politico della ministra ma solo una critica alla donna che è diventata ministra perchè è bella e irretisce il giornalista con la sua bellezza svagando domande semplici semplici* sul programma di governo di Renzi (come fosse lei il primo ministro).

A vedere la vera ministra intervistata da Lucia Annunziata, mi sembra che Maria Elena Boschi sappia il fatto suo.




Quella di Virginia Raffaele (o chi per lei non so chi le scrive i testi) quindi non fa satira sul personaggio pubblico ma contro la donna bella.

E questa non è satira ma linciaggio morale.

Non una imitazione dunque come scrive Repubblica,  ma  una umiliazione della donna, delle donne, della quale la ministra si è risentita.

Alle parole di protesta del suo partito Michele Anzaldi,  segretario della commissione di Vigilanza Rai, ha scritto una formale lettera di protesta alla presidente della Rai, Anna Maria Tarantola chiedendole se ritenesse opportuno che un ministro giovane, che finora ha dimostrato preparazione e capacita', fosse ritratta come una scaltra ammaliatrice.
Questa difensa della Ministra ha dato fastidio a molti maschi che sui giornali hanno difeso per principio la satira guardandosi bene dall'entrare nel merito dello sketch.

Pregiudizi sessisti? Stucchevoli stereotipi di genere che si usano contro le donne? Quote rosa o pinkwashing , il belletto maschilista? La settimana prima, la Raffaele aveva preso in giro Francesca Pascale, non si possono pretendere da lei imitazioni di uomini, e poi, in studio, quando la finta Boschi scuoteva la chioma, c’era Ale Moretti (Pd) che rideva di gusto.
Non saremo feroci come Jena (Riccardo Barenghi) che su La Stampa aveva cartavetrato la ministra: «Se esistesse il reato di manifesta incapacità la ministra Boschi sarebbe indagata».
Scrive Aldo Grasso sul Corriere che non spiega però che nello sketch non si spiega perchè la ministra sarebbe incompetente, facendo riferimenti a dichiarazioni o scelte politiche della vera ministra come Marcorè faceva con Gasparri, ci si limita a spiegare l'incompetenza della ministra con la sua avvenenza, che, in realtà, non spiega niente.
Se c’è una cosa che Maria Elena non sopporta è di essere dipinta come bella più che come brava. Proprio non la sopporta, sin da quando sfoggiò alla Leopolda un paio di scarpe tacco 12, leopardate. Non sopporta di essere oggetto di sguardi maliziosi e di pettegolezzi da bar di provincia, come se fosse arrivata in Parlamento per grazia ricevuta. Tanto che l’altro giorno un gruppo di parlamentari del Pd, capitanate da Alessandra Moretti, ha messo nero su bianco l’indignazione: “Basta battute sulla bellezza”. 
Scrive Allessandro De Angelis sull'Huffingotn post.

Mi chiedo dove sia la critica all'operato politico.

Mi chiedo perchè se una ministra indossa un tacco 12 questo tacco può esser usato contro la sua competenza professionale senza argomentazione alcuna.

Il maschilismo talmente sfacciato che rasenta la misoginia che è IL male di questo paese.

La ministra Boschi, in un twitter ha dato fatto sapere che allo sketch di Raffaele ci ha riso sopra.






Io, che sono meno signore di lei, invece ci vomito sopra, possibilmente in faccia ai suoi autori e alle sue autrici.




*domande anche ideologiche visto che il giornalista le chiede come mai hanno deciso di andare al governo senza di essere eletti secondo la vulgata ormai passata come vera che il sistema politico italiano sia presidenziale e non parlamentare...)
bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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