Ecco perché i Manhattan Transfer sono grandi e la vita vale la pena di essere vissuta
23 luglio 2011
21 luglio 2011
SFGate e Giornalettismo: un bel confronto per distinguere il buon giornalismo da quello pessimo
Leggo questa notizia su Giornalettismo dal titolo: "Siete lesbiche? Non potete tenervi per la mano”
Lo leggo e oltre a essere scritto in un italiano stentato, come fosse tradotto da un'altra lingua, contiene molte imprecisioni e considerazioni ridicole.
Firmato da una non meglio specificata "redazione" l'articolo ne cita un altro del San Francisco gate. Leggo quello e oltre a capire molto di più, noto molto meglio gli errori concettuali, strutturali, logico sintattico grammaticali dell'articolo italiano.
Ve li propongo (e li commento) in parallelo...
Insomma, l'articolo italiano copia quello statunitense malamente in almeno due modi:
mal traduce quel che legge, e ignora parti importanti d'informazione (il nome dell'artista sulla quale si faceva la mostra, quello del portavoce del museo, il fatto che le due ragazze si sono difese e non si sono lasciate intimorire, e, last but not least, il fatto che qualcuno le orecchie al guardian... ehm alla guardia giurata gliele ha tirate).
Il tono dei due articoli è diverso. Quello statunitense sottolinea in maniera bonaria l'assurdità della cosa dando per scontato che tutti basiscano per il comportamento omofobico del guardian... ehm della guardia giurata. Il tono dell'articolo italiano invece è tutto incentrato sull'ostilità del guardiano cattivo e sul fatto che le due lesbiche in coppia sono state lasciate da sole...
Ma quand'è che noi italiani oltre a imparare a scrivere bene nella nostra lingua impariamo anche un po' l'inglese?!?!
Lo leggo e oltre a essere scritto in un italiano stentato, come fosse tradotto da un'altra lingua, contiene molte imprecisioni e considerazioni ridicole.
Firmato da una non meglio specificata "redazione" l'articolo ne cita un altro del San Francisco gate. Leggo quello e oltre a capire molto di più, noto molto meglio gli errori concettuali, strutturali, logico sintattico grammaticali dell'articolo italiano.
Ve li propongo (e li commento) in parallelo...
| Giornalettismo | SFGate |
L’omofobia si incontra in ogni città e in ogni luogo, anche nei più insospettabili. Anche a San Francisco, una delle città più progressiste sui diritti della comunità LGBT, luogo di nascita del Gay Pride (Christopher Street Day) veramente il gay Pride nasce a New York...e notoriamente liberale nei confronti degli uomini di ogni colore ed orientamento sessuale, si può incontrare qualcuno che non sopporta gli omosessuali. in realtà tutto questo cappello non solo è inutile ma da implicitamente un giudizio che poteva essere dato in maniera più esplicita magari alla fine dell'articoloE’ quanto capitato ad una coppia di lesbiche, coppia di lesbiche non coppia lesbica che è tutt'altra cosa. La redazione usa lesbiche come sostantivo per cui la due persone della coppia non sono donne ma lesbiche, come fosse una razza a parte. Invece una coppia lesbica (lesbian couple) specifica che le due perosne della coppia sono entrambi donne e stanno insieme.che è stata intimata di non fare il gesto più naturale e tenero del mondo, tenersi per la mano. che giro di parole inutileAltrimenti sarebbero state allontanate dal museo che stavano visitando. UNA VISITA SPIACEVOLE - Jane Levikow, una manager delle pubbliche relazioni, era andata al Museo Ebraico Contemporaneo di San Francisco per guardare un po’ di arte, sì, per comprare due chili di carne. Ma che modo di esprimersi è? Ciao caro vado al msue a vedere un po' d'arte!!!ma ha visto un piccolo caso da manuale dei diritti civili. Di fronte a lei c’era una giovane coppia lesbica vedi che una volta l'azzecca il modo giusto?che discuteva molto animatamente con un guardiano della sicurezza. Un guardiano della sicurezza? Se vabbeh il guardiano del Faro! Una guardia giurata, un addetto alla sicurezza...Le due giovani omosessuali perché ribadire che sono omosessuali?si tenevano la mano mentre guardavano i dipinti, e sono state avvicinate dal guardiano che le ha detto che ha detto loro...di non compiere quel tenero gesto, perchè non era appropriato al luogo. Le due lesbiche aridaje!si sono sentite molto offese, ed hanno iniziato a discutere animatamente con il guardiano, che provava a convincerle ad allontanarsi. La baruffa aveva però suscitato l’attenzione degli altri avventori del museo, visitatori forse non era meglio?e si è formato un piccolo capannello. SCUSE DEL MUSEO – Jane Lenikow è rimasta sconvolta dal caso, anche perchè al museo c’era una retrospettiva su un’artista dichiaratamente lesbica. leggendo l'altro articolo, quello vero, si scopre che l'artista è Gertrude Stein!Ironia del caso a parte, il portavoce del museo di San Francisco si è successivamente scusato per l’accaduto, evidenziando come la struttura sostenga senza se e senza ma i diritti della comunità LGBT. L’addetto stampa ha inoltre evidenziato che il guardiano non era proprio un dipendente del museo, ma un guardiano di una società alla quale erano stati appaltati i servizi di sicurezza. cioè implicitamente l'autore sta dicendo che l'addetto stampa avrebbe detto "colpa sua non colpa nostra" senza commentare questa affermazione. Ma come ha fatto tanti giri di parole, ha ripetuto mille volte che le due donne sono lesbiche e quando si tratta di sottolineare come il datore di lavoro se la prende col lavoratore e non acetita le proprie responsabilità non spende nemmeno una sillaba? | Jane Levikow went to the Contemporary Jewish Museum Sunday afternoon to look at art. Ecco da dove viene quel guardare un po' d'arte... Ma look at non significa semplicemente guardare (quel un po' poi è proprio aggiunto...) va tradotto con altro termine anche perchè noi diciamo guardare un quadro ma diciamo vedere l'arte nel senso di "saperla intendere, fruire, capire" proprio come look at art.She ended up with a refresher course in San Francisco civil rights. che capolavoro di concisione! Ricordate i giri di parole del collega italiano? Levikow was in the gallery with her partner when she noticed a young lesbian couple una giovane coppia lesbica non di lesbiche in heated conversation with a security guard. Security guard=guarda giurata altro che guardiano della sicurezza... "They were holding hands," Levikow said, "and he told them they couldn't hold hands in the museum." The couple did not agree. A small crowd began to form and the guard attempted to shoo the couple out the door to quiet things down. "And they said, 'No we are not leaving and we want to talk to somebody in authority right now," Ah ecco! le due giovani donne non si sono lasciate intimorire e hanno preteso di parlare con un superiore... questo l'articolo italiano non lo dice (altrimenti le due nella mente da gossip del giornalismo italiano erano meno vittime...)Levikow said. "The idea that in 2011, in San Francisco, at the Jewish Museum, this guard could be that out of touch was shocking." Anche questo commento è splendidamente coinciso... Daryl Carr, museum spokesman, il portavoce del museo ha un nome... says museum officials are active in supporting the LBGT community and that they have asked that the guard, who works for a private security company, be reprimanded. Apetta! Ma qui la cosa è completamente diversa. non solo il portavoce non si è lavato le mani dicendo m, quello mica lavora per noi lavora per una ditta esterna, ma ha detto che nonostante lavori per una ditta esterna il museo ha chiesto alla ditta di essere severamente rimproverato. Ma che hanno letto alla redazione di Giornalettimso?! Levikow says she did get a smile out of everyone when it was pointed out that the feature exhibit is devoted to examining the "evolving public personae, lifestyle, and relationships," of Gertrude Stein, the famous lesbian artist. Allora la mostra ospitata dal museo è sull'evolvere della persona pubblica (cioè come artista e mecenate), lo stile di vita e le relazioni interpersonali di Gertrude Stein la famosa artista lesbica "Does anyone see any irony here?" Levikow asked. Bet the museum does now. Chiusa perfetta, witty, pungente. |
Insomma, l'articolo italiano copia quello statunitense malamente in almeno due modi:
mal traduce quel che legge, e ignora parti importanti d'informazione (il nome dell'artista sulla quale si faceva la mostra, quello del portavoce del museo, il fatto che le due ragazze si sono difese e non si sono lasciate intimorire, e, last but not least, il fatto che qualcuno le orecchie al guardian... ehm alla guardia giurata gliele ha tirate).
Il tono dei due articoli è diverso. Quello statunitense sottolinea in maniera bonaria l'assurdità della cosa dando per scontato che tutti basiscano per il comportamento omofobico del guardian... ehm della guardia giurata. Il tono dell'articolo italiano invece è tutto incentrato sull'ostilità del guardiano cattivo e sul fatto che le due lesbiche in coppia sono state lasciate da sole...
Ma quand'è che noi italiani oltre a imparare a scrivere bene nella nostra lingua impariamo anche un po' l'inglese?!?!
20 luglio 2011
HALF DIE FESTIVAL: e per qualche ora non sei più in Italia.
Tutto inizia in Belgio nel 1989. Potrei anche dire che tutto inizia qualche settimana fa quando su Facebook scovo la pagina dell'Half Die Festival. Invece no. Tutto inizia a Bxl
più di vent'anni fa.
Mentre come un bimbo in estasi nel più grande negozio di giocattoli del sistema solare mi perdo tra gli odori i sapori e i colori e gli odori di Bruxelles. E tra le mille scoperte incontro Lei Isabelle Antena, che il mio amico Patrick mi fa ascoltare su cd nella sua casa-locale-esempio di alto design d'interni.
Isabelle è per me una voce e lo rimarrà praticamente fino fino a domenica scorsa. La copertina del disco che ascolto non contiene alcuna sua foto ma poco importa. E' la sua voce e le sue canzoni che mi colpiscono, non il suo viso che non conosco.
Il disco è Jouex le cinque e la canzone che mi colpisce con una marea emotiva è proprio la canzone che dà il titolo all'album che oggi vi propongo in un video mai visto prima, né tanto meno allora.
Come tutti i pezzi di Isabelle sono un mix di funky, jazz, bossa nova e pop cioè basically la musica che io adoro di più.
Un altro brano dell'album Domine toi
mi ricorda da vicino un brano di un'altra cantante belga (fino a domenica ho creduto che anche Isabelle lo fosse, invece è francese) Viktor Lazlo (anche lei di origini francesi ma più conosciuta in Belgio che in Patria) con la sua Premier Rôle che sulla rete trovo solo in versione inglese (l'album uscì in due versioni, una per il mercato francese e una per il mercato internazionale la con gli stessi brani cantati in inglese, io possiedo il vinile originale belga in francese...)
Insomma allora ascoltavo queste cantanti con le loro canzoni che promettevano una felicitò futura ancora da venire...
Nel 1992 esce un altro album di Isabelle Carpe Diem nel quale vedo finalmente come è. In copertina c'è lei con un cappello dalla tesa larghissima, lo sguardo basso e gli occhi truccati.
Le Sydnrome de Peter Pan mi attanaglia il cuore adesso come allora
Prolificissima (tra l'86 e il 92 ha fatto uscire ben 8 album, in sei anni) Isabelle mi ha sempre parlato direttamente come facesse dischi solo per me.
Poi dopo il 92 perdo di vista Patrick e anche Isabelle i cui dischi in Italia, manco a dirlo, non arrivano mai. E' il mio amico Paolo (belga d'adozione) a riportarmi un suo disco diversi anni dopo e scopro che Isabelle ha compiuto una svolta acid jazz in quegli anni assai di moda) che non mi piace, simplement.
Isabelle passa al dimenticatoio dal quale riemerge nel 2005 quando trovo da Revolver, un doppio, sempre in stile acid Jazz e mi rammarico della sua conversione definitiva.
Non che la nuova proposta muisicale non sia interessante, tutt'altro,
Ma è questo lo sitle che preferisco...
Arriviamo finalmente a qualche settimana fa quando su faccialibro leggo di un festival che si tiene in un terrazzo condominiale, provato e accogliente. COme si legge sul profilo myspace
Mi prenoto per un primo concerto ma poi non posso andare. Intanto sono nella mailing list e scopri che il 1 c'è Isabelle Antena?!? Quella Isabelle? Ma sì! E' proprio lei.
Decido di andare forzandomi paurosamente per strane resistenze (non conosco nessuno, sono timido, non mi va) ed entro in un mondo per me sconosciuto. INtanto nessuno mi rompe! Non mi chiedono chi sono perchè sono lì se ho portato da bere. Mi fanno entrare e basta. Mi siedo sul mio cuscino salvachiappe (il pavimento terrazzo resterà bollente fin dopo le 21...) e mi metto a leggere il Manifesto, mentre il sole mi inebria e Isabelle è già lì a fare un sound check.
Il terrazzo è bellissimo posizionato di modo che da fondo fa l'acqueodtto romano, una scenografia che nemmeno a pagarla...
Io ho portato una bottiglia di vino e un the freddo, pensando che il bere sia per tutti. Scopro che, in realtà, ognuno beve per sè così mi accontento dell'acqua che ho portato per me. Intanto Isabelle sparisce...
...mentre un (bel) ragazzo fa il suo sound chek. E' lui l'altra novità della sera! Si chiama Cascao e si presenta con in repertorio alcuni brani di un suo disco da solista. Sulla rete è presnete come partner di Lady Maru presnete al terrazzo anche se non ha cantato) dei quali in rete si trova un fantastico video

Ecco altri pezzi di questo duo incredibile.
Cascao suona una minitastiera Casio utilizzando solo i suoni campionati in essa contenuti eppure riesce a tirare fuori dei pezzi dal sound personalissimo e accattivante. Di bella presenza (e due!9 con una vece notevolmente alta che usa con coerenza e sicurezza, ci intrattiene per quasi un'ora concludendo il concerto con un salto dallo stativo che regge la mini tastiera (io penso che lui, magro com'è se lo può permettere a me lo stativonon reggerebbe mai).
E' poi la volta di Isabelle, che anta e suona per piò di un'ora, attingendo al repertorio più recente di bossa nova e musica elettrica, un incrocio tra dj e cantante, manovra loop e microfoni e beve birra di tanto in tanto. Suona una musica che fa ballare anche i paralitici. (dopo il ocncerto comprerò ben sette cd sette...).
Intanto penso a dove mi trovo e non mi sembra di stare in Italia. All'estero queste cose avvengono spesso (beh certo qualceh taarro cafone che, nonostante le regole, parla per tutto il tempo del concerto a ricordarmi che lo stivale non l'ho mai lasciato, c'è...), l'unico fastidio sono le sigarette che quasi tutti fumano di continuo (e dunque io con loro).
Ma l'atmosfera è speciale (sigarette a parte) la musica perfetta, il pubblico (italiota) sollecito a suo modo e io ho deciso di tornarci anche domenica prossima!
Intanto ripenso ad Isabelle alle emozioni che mi ha dato illo tempore alla musica che fa oggi e mi coglie un sospiro che mi fa mancare l'aria...
più di vent'anni fa.
Mentre come un bimbo in estasi nel più grande negozio di giocattoli del sistema solare mi perdo tra gli odori i sapori e i colori e gli odori di Bruxelles. E tra le mille scoperte incontro Lei Isabelle Antena, che il mio amico Patrick mi fa ascoltare su cd nella sua casa-locale-esempio di alto design d'interni.
Isabelle è per me una voce e lo rimarrà praticamente fino fino a domenica scorsa. La copertina del disco che ascolto non contiene alcuna sua foto ma poco importa. E' la sua voce e le sue canzoni che mi colpiscono, non il suo viso che non conosco.
Il disco è Jouex le cinque e la canzone che mi colpisce con una marea emotiva è proprio la canzone che dà il titolo all'album che oggi vi propongo in un video mai visto prima, né tanto meno allora.
Come tutti i pezzi di Isabelle sono un mix di funky, jazz, bossa nova e pop cioè basically la musica che io adoro di più.
Un altro brano dell'album Domine toi
mi ricorda da vicino un brano di un'altra cantante belga (fino a domenica ho creduto che anche Isabelle lo fosse, invece è francese) Viktor Lazlo (anche lei di origini francesi ma più conosciuta in Belgio che in Patria) con la sua Premier Rôle che sulla rete trovo solo in versione inglese (l'album uscì in due versioni, una per il mercato francese e una per il mercato internazionale la con gli stessi brani cantati in inglese, io possiedo il vinile originale belga in francese...)
Insomma allora ascoltavo queste cantanti con le loro canzoni che promettevano una felicitò futura ancora da venire...
Nel 1992 esce un altro album di Isabelle Carpe Diem nel quale vedo finalmente come è. In copertina c'è lei con un cappello dalla tesa larghissima, lo sguardo basso e gli occhi truccati.
Le Sydnrome de Peter Pan mi attanaglia il cuore adesso come allora
Prolificissima (tra l'86 e il 92 ha fatto uscire ben 8 album, in sei anni) Isabelle mi ha sempre parlato direttamente come facesse dischi solo per me.
Poi dopo il 92 perdo di vista Patrick e anche Isabelle i cui dischi in Italia, manco a dirlo, non arrivano mai. E' il mio amico Paolo (belga d'adozione) a riportarmi un suo disco diversi anni dopo e scopro che Isabelle ha compiuto una svolta acid jazz in quegli anni assai di moda) che non mi piace, simplement.
Isabelle passa al dimenticatoio dal quale riemerge nel 2005 quando trovo da Revolver, un doppio, sempre in stile acid Jazz e mi rammarico della sua conversione definitiva.
Non che la nuova proposta muisicale non sia interessante, tutt'altro,
Ma è questo lo sitle che preferisco...
Arriviamo finalmente a qualche settimana fa quando su faccialibro leggo di un festival che si tiene in un terrazzo condominiale, provato e accogliente. COme si legge sul profilo myspace
L'Half Die (...il nome ha una storia troppo lunga per essere raccontata..) nasce nel 1997 sul "Morpurgo Roof",un improvvisato terrazzo nella zona industriale di Portonaccio,grazie all'intuizione di "Morpurgo Benerecetti" che da quell'anno ogni estate ha organizzato un appuntamento, la domenica pomeriggio, che ha visto alternarsi numerosi musicisti di varia estrazione, rigorosamente dal vivo!Su faccialibro si leggono queste brevi, semplici e condivisibili regole
- non è un party, non è un aperitivo, è un festival di musica, se non siete interessati non venite
- è gradita la prenotazione via e mail
- non parcheggiare e non entrare con macchine e motorini dentro il vicolo di Porta Furba
- non fare schiamazzi e non dare fastidio al vicinato già di per se tollerante
- portare qualcosa da bere e un cuscino salva ustioni sulle chiappe
- rispettare gli orari e osservare un religioso silenzio durante lo svolgimento della performance live
- no scarpe aperte
- Venite con chi vi pare pur che sia edotto delle regole.
Mi prenoto per un primo concerto ma poi non posso andare. Intanto sono nella mailing list e scopri che il 1 c'è Isabelle Antena?!? Quella Isabelle? Ma sì! E' proprio lei.
Decido di andare forzandomi paurosamente per strane resistenze (non conosco nessuno, sono timido, non mi va) ed entro in un mondo per me sconosciuto. INtanto nessuno mi rompe! Non mi chiedono chi sono perchè sono lì se ho portato da bere. Mi fanno entrare e basta. Mi siedo sul mio cuscino salvachiappe (il pavimento terrazzo resterà bollente fin dopo le 21...) e mi metto a leggere il Manifesto, mentre il sole mi inebria e Isabelle è già lì a fare un sound check.Il terrazzo è bellissimo posizionato di modo che da fondo fa l'acqueodtto romano, una scenografia che nemmeno a pagarla...
Io ho portato una bottiglia di vino e un the freddo, pensando che il bere sia per tutti. Scopro che, in realtà, ognuno beve per sè così mi accontento dell'acqua che ho portato per me. Intanto Isabelle sparisce...
...mentre un (bel) ragazzo fa il suo sound chek. E' lui l'altra novità della sera! Si chiama Cascao e si presenta con in repertorio alcuni brani di un suo disco da solista. Sulla rete è presnete come partner di Lady Maru presnete al terrazzo anche se non ha cantato) dei quali in rete si trova un fantastico video
Ecco altri pezzi di questo duo incredibile.
Cascao suona una minitastiera Casio utilizzando solo i suoni campionati in essa contenuti eppure riesce a tirare fuori dei pezzi dal sound personalissimo e accattivante. Di bella presenza (e due!9 con una vece notevolmente alta che usa con coerenza e sicurezza, ci intrattiene per quasi un'ora concludendo il concerto con un salto dallo stativo che regge la mini tastiera (io penso che lui, magro com'è se lo può permettere a me lo stativonon reggerebbe mai).
E' poi la volta di Isabelle, che anta e suona per piò di un'ora, attingendo al repertorio più recente di bossa nova e musica elettrica, un incrocio tra dj e cantante, manovra loop e microfoni e beve birra di tanto in tanto. Suona una musica che fa ballare anche i paralitici. (dopo il ocncerto comprerò ben sette cd sette...).
Intanto penso a dove mi trovo e non mi sembra di stare in Italia. All'estero queste cose avvengono spesso (beh certo qualceh taarro cafone che, nonostante le regole, parla per tutto il tempo del concerto a ricordarmi che lo stivale non l'ho mai lasciato, c'è...), l'unico fastidio sono le sigarette che quasi tutti fumano di continuo (e dunque io con loro).
Ma l'atmosfera è speciale (sigarette a parte) la musica perfetta, il pubblico (italiota) sollecito a suo modo e io ho deciso di tornarci anche domenica prossima!
Intanto ripenso ad Isabelle alle emozioni che mi ha dato illo tempore alla musica che fa oggi e mi coglie un sospiro che mi fa mancare l'aria...
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