27 novembre 2009

Alfred Van Vogt in edicola ...

Crociera nell'infinito Urania collezione 082, novembre 2009 5,50 euro.
In realtà si tratta di 3 racconti originariamente pubblicati dal Van Vogt fra il luglio 1939 ed il maggio 1943, poi rielaborati completamente con l'aggiunta di una quarta storia, edito nel 1950 in Canada con il titolo The Voyage of the Space Beagle.
I 3 racconti sono
"Black Destroyer", pubblicato nel luglio 1939 sulla rivista di fantascienza Astounding (in italiano col titolo Coerl)
"War of Nerves", pubblicato nel maggio 1950 sulla rivista di fantascienza Other Worlds (il racocnto scritto ad hoc per l'edizione in volume, in italiano col titolo Riim)
"Discord in Scarlet", pubblicato nel dicembre 1939 su Astounding — il secondo racconto di fantascienza in assoluto dato alle stampe da Alfred Elton van Vogt (ora col titolo Ixtl)
"M33 in Andromeda", pubblicato nell'agosto 1943 sempre su Astounding (ora col titolo Anabis),
Le 4 storie sono ambientate sull'astronave astronave Beagle come il brigantino che ospitò Charles Darwin nel suo celebre viaggio naturalistico che svolge una missione pluriennale alla ricerca di mondi sconosciuti e di forme di vita aliene (vi ricorda qualcosa?).
A bordo dell'astronave che ha migliaia di persone per equipaggio c'è anche Grosvenor, capo dipartimento del connettivismo (connexialism) cioè una interdisciplinarità ante litteram). Grosvenor cioè ha competenze in varie discipline e la capacitò di interconnetterle. Nel sistema gerarchico della nave (dove a seconda dell'importanza si ha una diversa priorità per comunicare con gli ufficiali di plancia), Grosvenor ha un livello basso (a significare il poco conto cui è tenuta sua disciplina) eppure è sempre lui a salvare l'astronave da situazioni diversissime di pericolo...

Van Vogt è un genio capace di pensare storie complicatissime con continui compi di scena e ribaltamenti narrativi, forse conosciuto ai più per le sue vicissitudini con Hubbard (sì proprio quello di Dyanetics) cui contribuì, credendo veramente nella scientificità delle premesse, al suo metodo,soprattutto per quanto riguarda una psicologia non aristotelica (una splendida trilogia detta del Non-A si basa propri su questi concetti).

Questa nuova edizione contiene la solita traduzione di Sebastiano Fusco che però presenta qualche differenza rispetto l'edizione Newton Compton del 1994 e quella di Fanucci (che mi regalò mia madre comperandola da Feltrinelli) del 1989 (che non riporta il traduttore ma è sicuramente di Fusco, la collana è a cura di Gianni Pilo che firma insieme a Fusco la collana Newton Compton).

Sul bel blog della Mondadori dedicato al mondo Urania c'è chi si lamenta per questa quinta ristampa in casa Mondadori del romanzo
non posso che constatare che si crea un “pericoloso precedente”: la quinta ristampa!
Crociera nell’infinito era infatti già apparso come Urania 27 (10/11/1953) e 312bis (7/1963), come Classici Urania 22 e nel Millemondi 19 (3/1999), con copie anche piuttosto facilmente reperibili nel mercato dell’usato.

Io sono felice che sia riuscito e vi invito a comperarlo e, soprattutto, a leggerlo!
Se non vi piace vi rimborso la spesa!

Le foto di copertina sono tratte dal sito www.mondourania.com

26 novembre 2009

La legge e la società: Rutelli sul diritto di voto dei migranti

Noi dobbiamo sposare l' Islam moderato e valutare a fondo la larga parte di Islam che esclude laicità e pluralismo, un nucleo sostanzialmente estraneo alla democrazia». Di questo non si parla nelle proposte di legge presentate sulla cittadinanza. «Una nuova legge deve contenere l' obbligo per chi voglia diventare italiano, o voglia ottenere il diritto di voto, di una dichiarazione-giuramento che coinvolga anche la separazione tra religione e Stato. Non basta un riferimento generale ai principi costituzionali». Sarebbe sufficiente? «Sarebbe un momento simbolico alto. Ma so che la cittadinanza deve accompagnare l' integrazione, sulla strada aperta dai ministri Pisanu e Amato. E cittadinanza in Italia deve significare anche uguaglianza tra uomo e donna. La dignità della donna è un punto di diversità fondamentale rispetto all' Islam». (Corriere della sera 23 nov 2009

Chi Parla è Francesco Rutelli che ha la faccia come il culo di dire anche
molti mondi islamici sovrappongono il primato della religione rispetto alle istituzioni e alla vita politica. Si chiama hakimiyya, la sovranità di Dio, alla cui volontà tutto è sottomesso. Altro che le polemiche piccine verso un Vescovo cattolico che si esprime sulla bioetica! Quella è la negazione totale della laicità e della libertà

Sarebbe bello, per coerenza, pensare anche il contrario, cioè che i cittadini che la cittadinanza già ce l'hanno, la perdono se non separano religione dallo stato. Rutelli sarebbe il primo a perderla e con lui molti altri politici.

L'assenza di laicità è uno dei più gravi problemi di questa italia (e italiani/e) di merda.

Questa dichiarazione non è rivoltante solo per la sua ipocrisia (in pieno stile cattolico) ma anche per l'ingenità politica, legislativa, cultuale.

1)L'ignoranza totale che Rutelli ha dell'Islam dimostra la sua incapacità ad un approccio alla vita davvero multiculturale, giudicando mentalità altre con parametri (badate ho detto parametri non valori) etnocentrici. Infatti come ricorda Adnane Mokran nel suo intervenendo all'Arcidiocesi di Milano presso la Cattedra del Dialogo:
(...)Il secondo ostacolo è l’ambiguità del concetto di laicità legato al concetto della piena cittadinanza. È un problema di definizione e di traduzione concettuale. Dire che “la laicità è la separazione tra Stato e chiesa” non ha senso per una religione che non ha gerarchia. Come dire che “la laicità è la separazione tra Stato e religione” può sembrare blasfemo per una persona che crede che l’etica sia essenzialmente religiosa, è come dire “Stato senza religione” o “Stato senza etica”, in pratica uno Stato corrotto, che i movimenti islamisti cercano di islamizzare e moralizzare. Uno Stato religioso, in questa ottica, è uno Stato onesto e giusto.
(clicca qui per leggere tutto l'intervento)
2) Rutelli ignora del tutto i principi base di qualunque legislazione-  Sono le persone che fanno la società non le leggi. Quelle dirimono e distinguono quel che nella società esiste già di fatto. E in un paese così maschilista, misogino, sessista, trans-omofobo come il nostro con quale onestà intellettuale posiamo andare dai/lle mussulmani/e a dire loro voi quello che facciamo noi non potete farlo ?

Ma questi si rendono conto di quello che dicono?

25 novembre 2009

25 novembre giornata mondiale contro la violenza sulle donne

In Italia una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, nella sua vita è stata vittima della violenza di un uomo. Secondo i dati dell'Istat, sono 6 milioni 743 mila le donne che hanno subito nel corso della propria vita violenza fisica e sessuale. Tre milioni di donne hanno subito aggressioni durante una relazione o dopo averla troncata, quasi mezzo milione nei 12 mesi precedenti all'intervista. Ai danni di mogli e fidanzate i reati gravi: 8 donne su 10 malmenate, ustionate o minacciate con armi hanno subito le aggressioni in casa. Un milione di donne hanno subito uno stupro o un tentato stupro. A ottenere con la forza rapporti sessuali è il partner il 70% delle volte e in questo caso lo stupro è reiterato.
Il 6,6% delle donne ha subito una violenza sessuale prima dei 16 anni, e più della metà di loro (il 53%) non lo ha mai confidato a nessuno. Gli autori sono degli sconosciuti una volta su quattro, nello stesso numero di casi sono parenti (soprattutto zii e padri) e conoscenti. (fonte torniamoinpiazza.it

Vero verissimo. Ma la cultura (Sic!) di questa violenza è incubata, cresciuta, radicata dal sessismo e dal maschilismo di cui media stampa e immaginario collettivo italiano (e non solo) sono pregni ciome questa ignobile pubblicità di calzedonia che DOBBIAMO PUNIRE CON UNA CAMPAGNA DI BOICOTTAGGIO



ANCHE PER QUESTO

SABATO 28 NOVEMBRE A ROMA,
ORE 14 
DA PIAZZA DELLA REPUBBLICA A PIAZZA SAN GIOVANNI

manifestazione nazionale

Contro la violenza maschile sulle donne, per la libertà di scelta sessuale e di identità di genere. Per la civiltà della relazione tra i sessi. Per una informazione libera e non sessista. Contro lo sfruttamento del corpo delle donne a fini politici ed economici. Per una responsabilità condivisa di uomini e donne verso bambine/i, anziane/i e malate/i, nel privato come nel pubblico. Contro ogni forma di discriminazione e razzismo, per una scuola che educhi alla convivenza civile tra i sessi e le culture diverse.

bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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