Tendenzialmente sono un estremista. Se mi piace uno scrittore devo avare TUTTI i suoi libri. Se una cosa non mi piace mal sopporto che amici e amanti se ne circondino o ne usino... Ma proprio perché estremista so anche amare senza condizione e tollero in chi ama cose che altrimenti non perdonerei. Così pur non sopportando l'iconografia e l'iconologia del presepe (le sue immagini e quel che rappresenta) rispettavo Frances che ne faceva di ipertrofici, accompagnavo mia madre a vederli persino in mostra. Ora che entrambe non ci sono più posso essere davvero me stesso e dichiarare che provo orrore a vedere i presepi, che non sopporto più nulla che abbia a che fare col natale e non come presa di posizione politica, non come proclama antipapale, come denuncia del delirio vaticano, ma semplicemente perché mal sopporto questi simboli vuoti e conformisti.
Quest'anno non ho messo nessun addobbo natalizio e mi sembra normale. Per cui non sentitevi offesi se quest'anno non farò gli auguri di Natale a nessuno, a nessuno tranne le persone cui voglio bene ma la poca confidenza non mi permette di ignorare quello che, per educazione, è d'uopo ottemperare.
D'altronde non vedo cosa ci sia di bello nel festeggiare l'immolazione di un bambino al dio mostruoso che speriamo di domare mangiando le carni del figlio...
Io non ho paura della mia morte ma solo di quella della persone cui voglio bene e che stimo.
Ho appena visto Ultimatum alla terra il remake dell'omonimo film di Robert Wise, del 1951 uscito in tutto il mondo oggi, 12 dicembre. Girato con pochi soldi, con una sceneggiatura sceneggiatura che cattura ed è priva di buchi, un film con l'astronave di Klatoo a forma di disco volante e il robot alto due metri con la fessura al posto degli occhi e dentro un punto luminoso When the Earth Stood Still questo il titolo originale del film di Wise è una pietra miliare della fantascienza statunitense, un film pacifista punto di riferimento imprescindibile per tutto gli appassionati del genere e anche di chi studia cinema all'università. Un film pulito e semplice i cui personaggi trasmettevano un più efficace senso di umanità (Helen e suo figlio Jacob).
In quel film l'alieno Klaatu usava la forza per distruggere solo la tecnologia e non gli esseri umani (spariva il carrarmato ma non il soldato che c'era dentro). E, in mondo visione, dopo aver avvertito della dimostrazione di forza che avrebbe fatto, faceva mancare l'elettricità su tutto il pianeta (tranne le situazioni in cui avrebbe messo a repentaglio vite umane, tipo aerei di linea, ospedali, etc.). L'idea era, come spiega Klaatu a una donna (e siamo negli anni 50!!) che, visto che la Terra sta per sperimentare i missili nucleari rischiando quindi di inquinare lo spazio esterno, l'esperimento deve essere fermato. Finché l'essere umano inquinava il proprio pianeta, cazzi nostri, ma lo spazio è di tutti e quindi di qui l'ultimatum o cambiamo rotta o addio genere umano. Poi Klaatu, dopo aver confessato alla donna che morirà, perché non si è salvato dal colpo di fucile ricevuto a inizio film ma ha solo procrastinato la sua morte (beh Dio negli anni 50 era ancora l'unico a poter dispensare vita o morte...) se ne va lasciando sulla Terra una spada di Damocle... O cambiamo o la prossima volta qualcuno tornerà per distruggerci.
Nel film di Scott Derrickson (chi???) le cose sono molto diverse. Intanto Klatoo uccide. Fa collidere elicotteri, schiacciare poliziotti sotto le lamiere di un'automobile, insomma non è molto dissimile da noi. E poi il motivo per cui vole cancellare il genere umano dalla faccia della terra senza darci un ultimatum e senza provare a parlare con i capi del pianeta (desiste appena un capo di stato qualunque (un'altra donna) gli dice che no l'Onu no. Parla con noi...) non è che iniziamo a inquinare anche lo spazio ma che stiamo uccidendo le altre forme di vita sul pianeta (che non è "nostro"). Se viviamo la terra muore, se moriamo noi la Terra vive. Ecco allora che una miriade di piccoli insettini metallici capaci di erodere tutto quel che incontrano inizia a distruggere ogni cosa. Ma poi Klaatu capisce che c'è del buono in noi, richiama a sé gli insettini e se ne va.
Ora, capisco che il confronto con il film di Wise è duro, ma chi è quell'irresponsabile e incompetente che ha approvato questo progetto? Chi ha deciso di sprecare i soldi in un film che ti dimentichi quando sei ancora nella sala appena iniziano i titoli di coda? Ma chi c'è oggi a Hollywood? Una scimmia, un pesce? Un'ameba? A guardare i film prodotti oggi negli States si dubita che si tratti della stessa Hollywood di 20 anni fa.
Paesanini fucilerebbe sulla pubblica piazza regista, sceneggiatore (David Scarpa nomen omen ecco con che cosa ha scritto la sceneggiatura, coi piedi!) e produttori del film (la Fox). Perché questa merda di film, questo vomito, questa scoreggia yankee è un insulto al cinema, alla fantascienza e a Hollywood.
E che Keanu Reeves (espressivo come lo scopino di un water) ne sia il protagonista è un'offesa anche alla sua carriera e ai personaggi precedentemente interpretati (Neo in primis).
Ultimatum alla terra è un film reazionario, capace di capovolgere il più autentico, ingenuo, naif ma efficace film pacifista in un film malsano perverso, violento, nel quale gli alieni sono mostri e vanno uccisi (detto per bocca di un bambino, nero... ) salvo cambiare idea quando ti salvano la vita (poco importa dei militari morti nella collisione dei due elicotteri...), la diversità è sempre una minaccia per gli unici portatori di normalità cioè gli americani wasp (il piccolo è l'unico nero presente nel film in un ruolo di rilievo). Un film mal prodotto, peggio girato, con effetti speciali da telefilm (da pochi soldi) un product placement sfacciato e irritante (LG, Mc Donalds e Microsoft i più evidenti...) un cancro che distrugge tutto quel che tocca.
E le due ore di tempo perse a vederlo non te le restituisce nessuno...
E poi ci sono andato, al sit in intendo. Dopo aver chiesto ad amici (no non complici né amanti) parenti e conoscenti se venivano al sit in ("vieni al sit-in?" "Quale sit-in?!") dopo aver dato appuntamento a mezza Roma a piazza Pio XII sono andato (anche di Sabato, oltre ad andarci tutti i giorni per lavoro...) a San Pietro (ehm lavoro vicino San Pietro non lì... altrimenti ne avrei già approfittato, non credete?).
Poca gente, eppure la giornata ci aveva graziato, risparmiandoci pioggia e freddo, tra turisti ignari (anche perché l'unico cartello che ho visto inneggiava al gruppo pesce o era la bandiera rainbow che però è anche quella pacifista...) facce incuriosite da quel capannello di persone con fiaccole in mano e tanti turisti. Ho visto facce conosciute "Quello ha un profilo su internet..." "Anche quello") la mia amica Roberta, amica dei tempi di università, che incontro solo in occasioni come questa e ci limitiamo a salutarci ma almeno siamo vivi tutti e due e tutti e due felici. E mentre Vladimir (che non ho visto) si faceva fotografare col cappio collo, mentre Aldo Busi rispondeva alle domande dei tantissimi giornalisti giunti in loco a vedere i froci ho incontrato tanti amici, gay, lesbiche, etero, anche se per il sito del Corsera eravamo tutti gay (la didascalia di una foto dice testualmente: Gay in San Pietro contro le posizioni del Vaticano e di tutti quei paesi che ostacolano in sede Onu la depenalizzazione dell'omosessualità) e tutti ci siamo lanciati sguardi di intesa, "Anche tu qui?" "E come facevo a non venire?" abbracciati, baciati. Ho rivisto Luigi che non vedevo dal suo compleanno (dell'anno scorso) e Antonio (col quale sono andato ierisera a teatro), Paolino (e il suo ragazzo) sempre più rancoroso nei confronti di Binetti (che pena!). Ho incontrato Andrea, scenografo e costumista, che non vedevo da almeno 10 anni, Gloria, attrice, che non vedevo (nemmeno a teatro) da almeno altrettanto, Marco (autore teatrale), Sabrina (assistente di laboratorio d'analisi presso un ospedale pubblico), Anna (maestra) e poi tanti militanti delle varie associazioni gay, lesbiche, trans, bisex ed etero che sono scese in piazza per questo sit in. Insomma un bel pezzo di società che fossimo cittadini di altri paesi saremmo morti o in carcere o lapidati o impiccati o deportati o rieducati o...
Un Sit in più per noi, per chi dissente, per contarci, vedere come stiamo, se siamo invecchiati, ingrassati (e Andrea che stentava a riconoscermi perché 10 anni fa io ero 30 chili di meno...), se siamo spaventati o incazzati o delusi o impauriti...
Un po' meno per quel boia del Papa (con cappuccio nero e ascia) che vorrebbe uccidere tutti quelli che non la pensano come lui (cioè come dio) come la chiesa ha fatto per secoli... Siamo arrivati fin sotto la sua dimora noi cittadini e cittadine italiane per dirgli che non scomodasse dio nessun dio per le sue crociate omofobe cattofasciste, naziste, sadiche e ciniche e che si prendesse la piena responsabilità per l'istigazione all'odio, alla morte, alla lapidazione fisica e morale di tanti gay e lesbiche. La mia amica Sabrina è contenta perché la chiesa ha finalmente mostrato il suo vero volto ed è apparsa per quel che è: il male assoluto il caos totale il delirio dell'ignoranza.
E stasera abbiamo portato noi un po' di amore testimoniando che siamo molto più famiglia noi, uomini e donne diversi, che quel gruppo di ipocriti assassini che scomodano un dio inesistente per puri giochi di potere.
La storia giudica tutti e questo Papa passerà alla storia come l'anticristo, la bestia immonda. Il vero abominio è lui e il suo entourage...
Taccio sull'approssimazione dei giornali nel rilasciare notizie...
un esempio fra i tanti
Oggi a Roma in Piazza Pio XII, al confine tra ll Repubblica Italiana e lo Stato della Città del Vaticano è in corso fiaccolata sit-in "sulla grave posizione decisa dal Vaticano che, non firmando il documento che la Francia ha proposto all'Onu per chiedere la depenalizzazione dell'omosessualita', di fatto, sostiene gli oltre 80 paesi del mondo che perseguitano gli omosessuali" (in 9 di questi è prevista la pena di morte).