30 luglio 2007

Michel Serrault è morto



Grande attore, qui in Italia poco conosciuto, Serrault ha interpretato personaggi indimenticabili, sapendo passare dal comico al drammatico capace di una gamma espressiva che passa per la tavolozza intera delle emozioni.
Michel Serrault è morto ieri notte nella sua casa di Honfleur, in Normandia, a 79 anni. La Francia piange un gigante del suo cinema: Serrault ha vinto tre premi César (e un Donatello italiano), ma soprattutto ha coronato il sogno dei grandi comici, riuscire a passare dalla commedia ai ruoli drammatici nella maturità.

Nato il 24 febbraio 1928 a Brunoy in una famiglia molto cattolica e modesta (il padre faceva il rappresentante di giorno e di notte arrotondava come maschera in teatro), Michel debutta in teatro, sul palco e non in platea come il padre, nei primi anni del dopoguerra, esibendosi nei cabaret della rive gauche di Parigi.
Nel 1954 esordisce al cinema nel film Ah! les belles bacchantes! di Jean Loubignac, con Louis de Funes. 135 in tutto i film da lui interpretati. Serrault ha recitato per Clouzot, Chabrol, Mocky, Lautner, Audiard, Blier e Kassovitz.
Raggiunta la maturità Serraul comincia a esplorare una vena più drammatica in Guardato a vista di Claude Miller (con Lino Ventura e Romy Schneider), che nel 1981 gli procura il suo secondo César, fino a Nelly e Monsieur Arnaud di Claude Sautet (1996, terzo César) con Emmanuelle Béart).
Se ne va un grande da scoprire e ricordare.....

28 luglio 2007

Un anno fa (3): la conclusione


Un anno fa mi accingevo all'arduo rientro in patria dopo una notte (!) di festeggiamenti per la mia partenza. E, dopo aver (appena) visto una Parigi che per un mese avevo ignorato esistesse fatta di locali, discoteche, gente, amici, birra, popper (no, non Karl...) e sigarette (ebbene sì quell'ultima sera ho fumato come un turco...) ecco come Parigi, alle 6 di una domenica mattina, mi dava il suo personale saluto. Io stordito dall'alcool e dalla musica, e lei che mi suggeriva la strada per rientrare a casa (sarà che dopo un mese di bazzicamenti sempre nello stesso quartiere sapevo ritrovare la strada di casa anche brillo).
Certo non sapevo quello che mi aspettava dopo (non sono andato a dormire per tema di non sentire la sveglia e perdere l'aereo; la mia amica Rosa che doveva accompagnarmi all'altro capo della città per prendere il pullman che mi portava all'aeroporto stava peggio di me e quindi non è venuta a prendermi; il taxi che ho prenotato alle 11.30 in sostituzione NON è mai arrivato; appena fuori Parigi si è messo a diluviare e io indossavo infradito e pinocchioetto; le due valigie stracolme + lo zaino mi sono costati all'areoporto 248 euro di tassa per sovrappeso), ma quella mattina nonostante i fumi vari che mi avevano annebbiato la mente non me la dimenticherò tanto facilmente...
bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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