5 aprile 2014

Gli animali che mangiamo.

Da qualche giorno le stazioni della metro di Roma (e non solo) sono tappezzate da questi manifesti.




Fanno parte della nuova campagna dell'OIPA che difende gli animali da tutta una serie di absui ed usi umani.

Nel sito dell'OIPA si legge

Ogni anno in Italia sono circa 4 milioni gli agnelli uccisi, cuccioli di circa due mesi di vita, separati forzatamente dalle loro madri, maltrattati, marchiati e trasportati verso una fine crudele e violenta. Circa 800.000 muoiono esclusivamente nel periodo di Pasqua.

Ma perché il cane corre nei prati con il suo compagno umano, il gatto sonnecchia sul divano e risponde alle carezze con le fusa, mentre l’agnello piange perché è stato strappato dalla mamma e si trova appeso a testa in giù e sgozzato?
Si parla tanto di antropocentrismo ma l'antropomorfizzazione degli animali mi pare l'altra faccia della stessa medaglia.

Non sono un vegetariano e non credo nel vegetarianesmo come rinuncia totale alla carne e agli altri derivati animali anche se rispetto chi fa questa scelta.

Credo nel rispetto di ogni froma di vita e là dove non si può non recare danno o dolore credo all'obbligo di dargliene meno possibile.

Un conto è boicottare il consumo delle uova perchè povere le galline cui vengono sottratti i figli, un conto è boicottare le uova che provengono da allevamenti industriali dove le galline sono tenute in stie ccosì piccole che non possono nemmeno dispiegare le ali.

Credo che confondere questi due livelli, il vegetarianesimo duro e puro e la denincia della crudeltà inutile (ciè facilmente evitabile) contro gli animali sia controproducente e ambiguo.


Controproducnte perchè imponendo quella che è a tutti gli effetti una forma di ascetismo si finisce col sostituire con un motivo idealistico il motivo vero per cui, per esempio, non si devono allevare galline nelle stie di cui sopra.

Ambiguo perchè per sostenere la scelta ascetica e idealistica si forniscono prove e dati privi di alcun fondamento scientifico e che sminuiscono questa scelta etica (non quella scetica) alla sua base.
Un po' come se chi crede in dio mi portasse una prova scientifica della sua esistenza in base alla quale devo credere.

Se io non voglio nutrirmi di carne dianimali perchè rispetto ogni forma di vita lo faccio anche se la carne fa bene. Se fa male non lo faccio per altruismo ma per egoismo. 

Se poi leggo su faccialibro di tante persone vegetariane o vegane le loro di chiarazioni di odio omicida per gli esseri umani che usano gli animali nel circo... non è che queste persone si comportano davvero in amniera non violenta.

Tornando a questa pubblicità progresso la trovo grottesca per l'etnocentrismo ingenuo e fuori tempo massimo che la caratterizza.

Intanto quell'equazione animale carne di animale.

Noi non mangiamo l'agnello (cioè con tutto il vello e le interiora) ma solo la sua carne dopo essere stata tratta in un certo modo.

E comunqune la carne di cane la  si mangia in molti posti del mondo e il fatto che le perosne che la mangiano vengano considerate più incivili o crudeli perchè da noi il cane è un animale da compagnia la dice lunga sul razzismo e la xenofobia con cui si approccia la questione.

La carne di gatto la si mangia anche in italia, e non solo durante la guerra, anche se in Europa ci sono leggi di tutela per gli animali d'affezione.

Per cui di che diavolo parlano questi?



31 marzo 2014

L'appello fondamentale di Libertà e giustizia contro la cancellazione del bicameralismo perfetto.

Stiamo assistendo impotenti al progetto di stravolgere la nostra Costituzione da parte di un Parlamento esplicitamente delegittimato dalla sentenza della Corte costituzionale n.1 del 2014, per creare un sistema autoritario che dà al Presidente del Consiglio poteri padronali.

Con la prospettiva di un monocameralismo e la semplificazione accentratrice dell’ordine amministrativo, l’Italia di Matteo Renzi e di Silvio Berlusconi cambia faccia mentre la stampa, i partiti e i cittadini stanno attoniti (o accondiscendenti)  a guardare. La responsabilità del Pd è enorme poiché sta consentendo l’attuazione del piano che era di Berlusconi, un piano persistentemente osteggiato in passato a parole e ora in sordina accolto.

Il fatto che non sia Berlusconi ma il leader del Pd a prendere in mano il testimone della svolta autoritaria è ancora più grave perché neutralizza l’opinione di opposizione. Bisogna fermare subito questo progetto, e farlo con la stessa determinazione con la quale si riuscì a fermarlo quando Berlusconi lo ispirava. Non è l’appartenenza a un partito che vale a rendere giusto ciò che è sbagliato.

Una democrazia plebiscitaria non è scritta nella nostra Costituzione e non è cosa che nessun cittadino che ha rispetto per la sua libertà politica e civile può desiderare. Quale che sia il leader che la propone.

Primi firmatari:
Nadia Urbinati
Gustavo Zagrebelsky
Sandra Bonsanti
Stefano Rodotà
Lorenza Carlassare
Alessandro Pace
Roberta De Monticelli
Salvatore Settis
Rosetta Loy
Corrado Stajano
Giovanna Borgese
Alberto Vannucci
Elisabetta Rubini
Gaetano Azzariti
Costanza Firrao
Alessandro Bruni
Simona Peverelli
Sergio Materia
Nando dalla Chiesa
Adriano Prosperi
Fabio Evangelisti
Barbara Spinelli
Paul Ginsborg
Maurizio Landini
Marco Revelli

per leggere l'appello sul sito di Libertà e giustizia cliccate qui

19 marzo 2014

Il maschilismo va sempre rifiutato. Sulle discutibili affermazioni di Vladimr Luxuria in riferimento alle indagini per sfruttamento della prostituzione minorile a carico del marito di Alessandra Mussolini.

Il maschilismo io lo rispedisco sempre al mittente, anche se viene da un'amica come Vladimir.

Le sue dichiarazioni riportate da RaiNews se risultassero vere sarebbero inutilmente e inopportunamente paternaliste e maschiliste.

 Vladimir ha ragione nel dire che 
La Mussolini (...) ha sempre sputato insulti contro le famiglie dello stesso sesso, confondendo tra omosessualità e pedofilia.
Però la frase successiva riportata dal sito della Rai
Con quello che è successo al marito adesso faccia una bella riflessione sulla famiglia.
Non ha ragione di essere.

Su quale famiglia deve riflettere Mussolini?

Sulla sua?

O sulla familgia etero in generale?

Di cosa rimprovera Vladimir Alessandra Mussolini?

Di essere stata incauta come moglie?

Oppure che visto che esiste una famiglia con uno sfruttatore della prostituzione minorile non si può portare la famiglia etero come esempio?

Siccome non è la prima volta che un uomo sposato con una donna paga per fare sesso con una minorenne - un nome a caso, Berlusconi - mi chiedo perchè questa considerazione non sia già stata sollevata ad Alessandra Mussolini illo tempore.
Perchè non si è ricordato a Mussolini quando ha difeso Berlusconi dalla sentenza della Cassazione che Berlsuconi andava con le minorenni e le pagava?

Quelli mi sembrano segni effettivi di incoerenza politica.

Sfruttare invece una vicenda personale, dalla quale la politica Mussolini esce indenne perchè non solo Mussolini non ha insabbiato né ha difeso il marito ma è proprio grazie alla legge che ha contributo a ratificare anche lei che il marito verrà condannato, se riconosciuto colpevole, significa solo approfittarsi di una vicenda privata per umiliare non tanto l'avversaria politica quanto la donna.

Ricordo a Vladimir che le discriminazioni per identità di genere riguardano tutte le donne non solo quelle trans o transgender.

E che il marito di Mussolini non è accusato del reato di pedofilia.

Chi non sa resistere a queste becere e facili  tentazioni non mi sembra umanamente tanto migliore di Mussolini.

Sopratutto quando si arriva a sminuire con malcelato cinismo il portato esistenziale di un fatto come questo e a leggerne esclusivamente i vantaggi politici (sempre se quanto riporta Rai News sia vero):
 “Cavalcherà questa cosa come ha fatto Hillary Clinton. Il marito sporcaccione e la donna vittima. Alla fine avrà  anche più consenso. Lei andrà in tv, parlerà di questo e tutti si immedesimeranno in questa povera vittima"


Io continuo a credere che alla donna bisogna portare rispetto anche se si chiama Alessandra Mussolini.

 
bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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