LA prima volta che la sentii fu come averla sentita per la prima volta.
Il pezzo mi era noto. Avevo una cassetta della A & M con tutte versioni strumentali fatte da Bacharach stesso, dei suoi brani più famosi (più una splendida A House Is Not a Home da lui stesso interpretata). Ma quella versione così lenta, fino allo sfinimento, di Mina, mi è entrata subito nel sangue e non se ne andrà mai.
Parlo di Walk on by che vi ripropongo alcune delle migliori versioni, di ieri e di oggi.
Mina le batte tutte, tranne forse l'originale.
29 novembre 2009
28 novembre 2009
Mina da 1 a 50 (21)
Oggi vi ripropongo una perla rara, rara nel senso che non è contenuta in un disco di Mina ma in D'improvviso del 2001, un disco da solista di Massimo Moriconi, uno dei più grandi bassisti e contrabassisti sulla scena del jazz europeo e, da 25 (l'album di Mina del 1982), al fianco di Mina in quasi tutte le sue produzioni.
Il pezzo si intitola Così ed è uno standard elegantissimo che Mina canta sufficientemente bene (ho sempre l'impressione che per cose non sue, come per quelle per il mercato estero, Mina non si impegni più di tanto ma si dia un po' via).
Massimo Moriconi è simpaticissimo come potete vedere da questa breve intervista...
fatta al Selinunte Jazz Festival dove alla domanda Chi ti ha dato di più dal punto di vista umano risponde Minona non tanto ovviamente, visto che Massimo ha suonato con Chet Baker, Liza Minelli e tanti altri...
Il pezzo si intitola Così ed è uno standard elegantissimo che Mina canta sufficientemente bene (ho sempre l'impressione che per cose non sue, come per quelle per il mercato estero, Mina non si impegni più di tanto ma si dia un po' via).
Massimo Moriconi è simpaticissimo come potete vedere da questa breve intervista...
fatta al Selinunte Jazz Festival dove alla domanda Chi ti ha dato di più dal punto di vista umano risponde Minona non tanto ovviamente, visto che Massimo ha suonato con Chet Baker, Liza Minelli e tanti altri...
27 novembre 2009
Alfred Van Vogt in edicola ...
Crociera nell'infinito Urania collezione 082, novembre 2009 5,50 euro.
In realtà si tratta di 3 racconti originariamente pubblicati dal Van Vogt fra il luglio 1939 ed il maggio 1943, poi rielaborati completamente con l'aggiunta di una quarta storia, edito nel 1950 in Canada con il titolo The Voyage of the Space Beagle.
I 3 racconti sono
"Black Destroyer", pubblicato nel luglio 1939 sulla rivista di fantascienza Astounding (in italiano col titolo Coerl)
"War of Nerves", pubblicato nel maggio 1950 sulla rivista di fantascienza Other Worlds (il racocnto scritto ad hoc per l'edizione in volume, in italiano col titolo Riim)
"Discord in Scarlet", pubblicato nel dicembre 1939 su Astounding — il secondo racconto di fantascienza in assoluto dato alle stampe da Alfred Elton van Vogt (ora col titolo Ixtl)
"M33 in Andromeda", pubblicato nell'agosto 1943 sempre su Astounding (ora col titolo Anabis),
Le 4 storie sono ambientate sull'astronave astronave Beagle come il brigantino che ospitò Charles Darwin nel suo celebre viaggio naturalistico che svolge una missione pluriennale alla ricerca di mondi sconosciuti e di forme di vita aliene (vi ricorda qualcosa?).
A bordo dell'astronave che ha migliaia di persone per equipaggio c'è anche Grosvenor, capo dipartimento del connettivismo (connexialism) cioè una interdisciplinarità ante litteram). Grosvenor cioè ha competenze in varie discipline e la capacitò di interconnetterle. Nel sistema gerarchico della nave (dove a seconda dell'importanza si ha una diversa priorità per comunicare con gli ufficiali di plancia), Grosvenor ha un livello basso (a significare il poco conto cui è tenuta sua disciplina) eppure è sempre lui a salvare l'astronave da situazioni diversissime di pericolo...
Van Vogt è un genio capace di pensare storie complicatissime con continui compi di scena e ribaltamenti narrativi, forse conosciuto ai più per le sue vicissitudini con Hubbard (sì proprio quello di Dyanetics) cui contribuì, credendo veramente nella scientificità delle premesse, al suo metodo,soprattutto per quanto riguarda una psicologia non aristotelica (una splendida trilogia detta del Non-A si basa propri su questi concetti).
Questa nuova edizione contiene la solita traduzione di Sebastiano Fusco che però presenta qualche differenza rispetto l'edizione Newton Compton del 1994 e quella di Fanucci (che mi regalò mia madre comperandola da Feltrinelli) del 1989 (che non riporta il traduttore ma è sicuramente di Fusco, la collana è a cura di Gianni Pilo che firma insieme a Fusco la collana Newton Compton).
Sul bel blog della Mondadori dedicato al mondo Urania c'è chi si lamenta per questa quinta ristampa in casa Mondadori del romanzo
Io sono felice che sia riuscito e vi invito a comperarlo e, soprattutto, a leggerlo!
Se non vi piace vi rimborso la spesa!
Le foto di copertina sono tratte dal sito www.mondourania.com
I 3 racconti sono
"Black Destroyer", pubblicato nel luglio 1939 sulla rivista di fantascienza Astounding (in italiano col titolo Coerl)
"War of Nerves", pubblicato nel maggio 1950 sulla rivista di fantascienza Other Worlds (il racocnto scritto ad hoc per l'edizione in volume, in italiano col titolo Riim)
"Discord in Scarlet", pubblicato nel dicembre 1939 su Astounding — il secondo racconto di fantascienza in assoluto dato alle stampe da Alfred Elton van Vogt (ora col titolo Ixtl)
Le 4 storie sono ambientate sull'astronave astronave Beagle come il brigantino che ospitò Charles Darwin nel suo celebre viaggio naturalistico che svolge una missione pluriennale alla ricerca di mondi sconosciuti e di forme di vita aliene (vi ricorda qualcosa?).
Van Vogt è un genio capace di pensare storie complicatissime con continui compi di scena e ribaltamenti narrativi, forse conosciuto ai più per le sue vicissitudini con Hubbard (sì proprio quello di Dyanetics) cui contribuì, credendo veramente nella scientificità delle premesse, al suo metodo,soprattutto per quanto riguarda una psicologia non aristotelica (una splendida trilogia detta del Non-A si basa propri su questi concetti).
Sul bel blog della Mondadori dedicato al mondo Urania c'è chi si lamenta per questa quinta ristampa in casa Mondadori del romanzo
non posso che constatare che si crea un “pericoloso precedente”: la quinta ristampa!
Crociera nell’infinito era infatti già apparso come Urania 27 (10/11/1953) e 312bis (7/1963), come Classici Urania 22 e nel Millemondi 19 (3/1999), con copie anche piuttosto facilmente reperibili nel mercato dell’usato.
Io sono felice che sia riuscito e vi invito a comperarlo e, soprattutto, a leggerlo!
Se non vi piace vi rimborso la spesa!
Le foto di copertina sono tratte dal sito www.mondourania.com
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