MERCOLEDI 28 MAGGIO
SALA DELUXE ore 9.30-18-30
REGIONE LAZIO
Assessorato Cultura , Spettacolo e Sport
IL LABIRINTO
Progetto Educinema presentano:
IL CINEMA COME LINGUAGGIO
TRA SCUOLA E TERRITORIO
Confronto sulle esperienze regionali e nazionali,
in Francia e in Italia, per la formazione del giovane pubblico
Ore 9.30
Apertura dei lavori
Matteo Zacchetti, Amministratore Programma MEDIA e media literacy - Direzione Generale Società dell'informazione e media Commissione Europea
Giorgio Valente, Responsabile del progetto Educinema
Ore 10.00
Prima sessione
CINEMA E TERRITORIO
Il cinema e l’audiovisivo: linguaggi del contemporaneo.
Intervengono:
Giulia Rodano, Assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport - Regione Lazio
L'istruzione culturale e artistica nella politica territoriale del Ministero francese della Cultura e della Comunicazione
Marc Ceccaldi, Directeur-adjoint, Direction régionale des affaires culturelles Provence Alpes -Côte d'Azur
Seconda sessione
DISPOSITIVI A CONFRONTO
Per un confronto operativo con il modello francese: il progetto di un liceo artistico ad indirizzo cinema e audiovisivo.
Intervengono:
Alessandra Guarino, Coordinatrice didattica Progetto Educinema
Rolando Meconi, Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Alessandra Onofri, Dirigente scolastico ISA Rieti
Silvio Cattani, Dirigente scolastico Istituto Don Milani-Depero Rovereto
Terza sessione
TERRITORI CONDIVISI
Il film come bene culturale. Quale futuro per la diffusione del patrimonio cinematografico fra le giovani generazioni?
Intervengono:
Carlo Lizzani
Ernesto G. Laura
Sergio Toffetti, Conservatore della Cineteca Nazionale
Luciano Sovena, Amministratore delegato Istituto Luce
Enzo Ciarravano, Direttore Regionale Beni e Attività Culturali,
Sport - Regione Lazio
Ore 14.30
Quarta sessione
LUOGHI DELLA SPERIMENTAZIONE
Tra scuola e territorio: investire sulla formazione degli insegnanti.
Intervengono:
Flavio De Bernardinis
Maria Luisa Faccin, Agenzia Scuola ex IRRE Veneto
Angela Gregorini, Agenzia Scuola ex IRRE Marche
Luana Conti, Progetto Cinema e Scuola, Comune di Terni
La sala come museo diffuso: un atlante dell'indimenticabile
Le esperienze de Il Labirinto, del Filmstudio, dell’Apollo 11
Testimonianze di Giorgio Valente, Americo Sbardella, Agostino Ferrente.
Quinta sessione
LA PRODUZIONE DI UN IMMAGINARIO
Il laboratorio di produzione assistita nell'esperienza di Educinema.
Intervengono:
Claudio Tanari, Maria Pia Nacca
Fabrizio Vavuso, Domenico Distilo
Andrea Lodovichetti , Silvia Ferro
Camilla Ruggiero, Claudio Giovannesi
Giuseppe Trepiccione.
Contro la frattura anagrafica: i festival come luoghi di formazione del pubblico giovane
Alice nella città, Arcipelago, EcoFilmFestival, Med Film Festival, Panafricana, RIFF, Tekfestival
Convegno a cura di
Alessandra Guarino, Giorgio Valente
28 maggio 2008
Casa del cinema
"Il Cinema come linguaggio tra Scuola e Territorio"
Momento di massimo godimento?
Ieri, mentre mi recavo all'ultima proiezione organizzata dall'Istituto comprensorio Chiodi ho letto sui monitor di Moby il dispaccio d'agenzia "Governo battuto alla camera". Non faccio in tempo a basire che già mi tocca scendere dall'autobus.
Il governo è stato battuto, leggo sulla rete
Quello che rimane da capire (stamane il manifesto mi evincerà) è cosa diceva il dl e cosa proponeva l'emendamento, insomma, se, al di là del fatto che il governo sia andato sotto (cosa di per sé "buona e giusta"), il fatto sia un bene per il Paese (o almeno per le uova degli uccelli...) oppure no. Appena ho notizie aggiorno questo post.
Il governo è stato battuto, leggo sulla rete
in Aula alla Camera su un emendamento. Si tratta di un articolo aggiuntivo in materia di caccia e di distruzione di nidi e uova di uccelli di specie protette. L'emendamento e' stato bocciato per due voti: 240 no contro 238 si'. Tre deputati si sono astenuti. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, ha dichiarato che l'incidente parlamentare subito dalla maggioranza "non riveste natura di carattere politico". "Ci sono le condizioni per poter continuare l'esame del decreto", ha detto Vito. Partito democratico e Italia dei Valori, invece, hanno chiesto la sospensione dei lavori e una nuova riunione del Comitato dei nove. "Il problema e' politico", hanno dichiarato Evangelisti (Idv) e Giachetti (Pd), anche considerando "le assenze del Pdl". La richiesta e' stata accolta dal relatore del testo, Marino Zorzato (Pdl). Rosi Bindi, presidente di turno dell'Aula, ha dunque sospeso i lavori che riprenderanno alle 16,30. (Agr)
Quello che rimane da capire (stamane il manifesto mi evincerà) è cosa diceva il dl e cosa proponeva l'emendamento, insomma, se, al di là del fatto che il governo sia andato sotto (cosa di per sé "buona e giusta"), il fatto sia un bene per il Paese (o almeno per le uova degli uccelli...) oppure no. Appena ho notizie aggiorno questo post.
27 maggio 2008
Frocio? Sì, grazie!
17 luglio 2006.
La quinta sezione penale della Suprema Corte presieduta da Bruno Foscarini, nella sentenza 24.513, ha ravvisato
nel termine frocio un chiaro intento di derisione e di scherno, espresso in forma graffiante1
e dunque ci sono gli estremi di reato.
Alla sentenza molti froci (ehm) hanno esultato (Grillini in testa2). Inutile dire che non hanno capito niente.
La sentenza della Corte non ravvisa in chi usa la parola "frocio" come insulto una forma di omofobia o di non rispetto per le minoranze ma un insulto tout court. L'ingiuria, secondo i giudici dell'Alta Corte, non sta nel pensare che essere froci sia una cosa negativa di cui vergognarsi, ma sta nella parola: se ti do del frocio ti sto offendendo davvero.
Dare del ladro, o del mafioso è un'offesa, perché essere ladri e mafiosi è di per sé qualcosa di negativo.
Ma dare del frocio no.
Se mi danno del frocio mi giro verso chi crede di insultarmi e gli rispondo: "Sì, sono frocio e sono fiero di esserlo!".
Chi si incazza se gli danno del frocio è lui il vero omofobo, tanto quanto chi crede di insultarlo con quella parola.
Ma questo Grillini non l'ha capito (e come potrebbe... E' solo un frocio!)
Il reato che si compie, quando per insultare qualcuno gli sì dà del frocio (oppure della puttana a una donna), non sta nella volontà di insultare ma nell'aver scelto per insultare quella parola e non un'altra.
Non così per la corte di Cassazione.
La stessa corte però (un'altra sezione) aveva stabilito nel dicembre del 2005 che l'espressione "sporco negro" non è indice di razzismo, ma solo di ingiuria3 (per poi ripensarci4 l'anno successivo affermando il contrario).
Oggi leggo di Paolo , un ragazzo di Palermo accoltellato dal padre perché, essendo frocio, lo disonora e capisco che nel nostro paese c'è ancora bisogno di tanti gay pride perché è opinione comune, sia tra i cittadini che tra i magistrati, che essere froci è una cosa infamante.
Ecco cosa è che disturba del pride! che si va in giro a testa alta a dire:
Noi siamo froci e lesbiche e siamo fieri di esserlo
(i trans per me rientrano nella problematica etero, ma questo è un altrodiscorso).
Dà fastidio ma ce n'è invece un drammatico bisogno.
Lo dimostra un'altra sentenza, quella del 30 novembre 2004 del Tribunale penale di Roma che ha condannato l'editore Fabio Croce per aver alluso a una relazione omosessuale tra il popolare attore Nino Castelnuovo e Giovanni Battista Montini (Papa Paolo VI). Secondo la sentenza tale affermazione costituirebbe grave offesa, peraltro causa di perdita di lavoro per l'infamia che provoca nell'ambiente di lavoro stesso5.
C'è ancora tanto lavoro da fare...
1 fonte La Repubblica
2 fonte Centro di ascolto
3 fonte sito Peace Link
4 fonte sito Studio Cataldi
5 fonte sito Cinzia Ricci
(rivisto il 28/5/08)
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