...finalmente dopo innumerevoli rimandi che l'avevano resa una leggenda metropolitana, avrà luogo NUN ciò 'na lira show!
Per motivi di spazio mi disfo di un terzo della mia libreria e invece di donare in libri in beneficenza come si dovrebbe fare, chiedo aiuto a tutti i miei amici, ma proprio tutti tutti, domandando loro di portarsi a casa tre o quattro dei miei ex bambini. E siccome i libri sono libri e non rialzi per non far traballare i tavoli, chiedo una piccola cifra pecuniaria poco più che simbolica come (im)pegno affinché accudiate ai libri con l'amore, la solerzia e l'interesse con cui li ho letti, consultati, studiati e spolverati io per tutti questi anni.
In cucina ci sarà Silvio, ai cocktail i l sottoscritto. Intervenite numerosi (numerose) e generosi (generose)!
Dalle 17 in poi di sabato 8 dicembre 2007 alle ore piccole di domenica 9
La vendita continua anche per tutta la giornata di domenica…
...fu un articolo di una decina di anni fa (abitavo ancora a Monteverde Nuovo) in occasione della giornata mondiale della lotta per l'aids. L'articolista (chiamarlo giornalista mi pare troppo) sciorinava le cifre del contagio aids (si era nella seconda metà degli anni novanta, le cifre erano ancora alte e, nel mondo occidentale, di aids ancora si moriva) con tanto di tabella. Tra i viatici del contagio c'erano anche le pratiche sessuali e nella tabella si distingueva tra coito anale eterosessuale e coito anale omosessuale!!! Come se, scusate la volgarità, il virus, prima di entrare nel pertugio chiedesse: "scusate ma è il sedere di un uomo o quello di una donna?!"...
Non si tratta di una semplificazione indotta da un equivoco lessicale ma di un inganno perpretato dalla stampa come minimo per analfabetismo scientifico (ma anche logico e sintattico...), che per anni, nel decennio precedente, aveva cavalcato l'onda emotiva della peste dei froci condannando le donne, nel decennio successivo, a comparire in cima ala lista della contagiate (non perché loro avessero un comportamento promiscuo ma perché contagiate da compagni e e mariti che, in quanto etero, si sentivano immuni dal contagio).
I dati italiani
Oggi sono circa 4mila le nuove infezioni da Hiv che si registrano ogni anno in Italia il 65% delle quali trasmesse per via sessuale. La mortalità è ancora in diminuzione ma il numero delle infezioni è di nuovo in aumento. Dall'inizio dell'epidemia a oggi in Italia si sono registrati 58.400 casi di Aids, e 35.300 decessi. Il picco dell'epidemia è stato registrato nel 1995 (5.600 casi di aids conclamata), mentre oggi sono 1.200. I malati conclamati che vivono grazie alle nuove cure retrovirali sono 23.000 mentre i sieropositivi sono 120.000, In quanto ai decessi, dopo il picco raggiunto nel '95 (4.581), dal 1997 si inizia a registrare un calo, che continua fino ai 200 morti registrati nel 2007.
Il dato più allarmante è quello sulle modalità del contagio. Se nel 1997 la percentuale di tossicodipendenti era del 58,1%, contro il 20,7% quella per rapporti etero e il 15% per quelli omo-bisessuali, nel 2007 i casi tra i tossicodipendenti sono scesi al 27,4%, mentre quelli tra gli eterosessuali sono saliti al 43,7% e quelli tra omo-bisessuali al 22%.
Un dato che si commenta da sé. Se i gay ancora sanno prendersi cura di sé, l'aids è sempre più percepita come malattia dei gay se i contagi etero rispetto 10 anni fa sono raddoppiati. Forse bisognerebbe smetterla di fare una distinzione sull'orientamento sessuale dei malati di aids (la distinzione infatti ha solo un valore sociologico e non medico) e parlare solo di contagio sessuale e basta... Ricordando che nessuna pratica sessuale è immune dal rischio di contagio, dalla fellatio in su (...on in giù!!!)
Intanto il Ministero della Salute ci prova a fare una campagna di legittimizzazione dell'uso dei profilattici (ma i fatti recenti del preside che li considera volgari la dice lunga sulla nostra società...).
Uno spot, per la regia di Francesca Archibugi, bellissimo, che vedremo in tv a partire dal 2008 (ma lo vedremo davvero?...).
Ma all'insegnante inglese Gillian Gibbons, 54 anni e due figli, quella incarcerata per 15 giorni (!!!?!?!?) per aver permesso ai suoi alunni (una classe mista di bambini cristiani e musulmani di 6 e 7 anni) di aver chiamato Mohammed (Maometto) il peluche-mascotte della classe, a Gillian dicevo, sarebbe mai venuto in mente di far chiamare lo stesso peluche Gesù? O Maria (o madonna) o con il nome di un qualunque santo?
Non sto parlando della possibilità di farlo, in Inghilterra, come nel resto d'Europa, c'è la democrazia, la libertà di stampa e di parola (ma ricordo le polemiche nemmeno tanti anni fa per una bestemmia presente in un film di Bellocchio...).
In Sudan invece no, c'è una situazione complessa, di guerra, di arretratezza, problemi che risalgono ai tempi della gestione coloniale (inglese...).
Non sto cercando minimamente di giustificare l'incarcerazione della insegnante (fossi l'Inghilterra avrei già dichiarato guerra al Sudan per questo) ma non si può pretendere che i sudanesi reagiscano come un italiano medio al quale della propria religione non frega più niente (e a me la nuova pubblicità della Red Bull dà fastidio...).
Sono ben altri i problemi del Sudan per inorridire ipocritamente come stanno facendo in questi giorni i nostri mezzi di (dis)informazione dicendoci solo che in Sudan non si può scherzare su Maometto ma tacendo sul resto:
alta mortalità infantile,
infibulazione...
ma di questo non frega niente a nessuno, solo quando una donna bianca viene incarcerata (ingiustamente) ci accorgiamo che il Sudan esiste (parlo ovviamente dell'italiano comune perché ci sono fior fiore di organizzazioni internazionali e non, Uniceff in testa, che del Sudan si occupano da tempo...).
La mia osservazione è un'altra.
Siamo talmente imbibiti di cultura cattolica non di rispetto per il Sacro, qualunque forma esso prenda, ma solamente del sacro etnocentrico cristiano da commettere leggerezze come quella commessa dall'insegnante incriminata.
Gillian infatti non stava cercando di denunciare il fanatismo religioso che vige in Sudan stava solo cercando un nome scemo a uno scemo peluche (perché, si sa, i bambini devono fare cose sceme come chiamare con i nomini i peluche e non occuparsi del mondo che li circonda, Mario Lodi dove seiiii????).
E, pur sapendo di trovarsi in uno stato di fanatici religiosi, Gillian non si è resa conto che permettendo di chiamare Maometto un peluche poteva offendere qualcuno. (E siamo cauti nell'accusare il Sudan di fanatismo religioso, l'Italianissima Letizia Moratti nel 2004 tolse dall'insegnamento l'evoluzionismo darwiniano perché contrario alla dottrina cristiana, come afferma ancora Buttiglione).
Nei suoi meccanismi mentali (di Gillian intendo) Maometto è una parola come un'altra a differenza di Gesù et similia. ... E il rispetto e la comprensione per le culture altre va a farsi benedire.
Quale regole di democrazia andiamo a importare in Sudan se lì cuciono ancora la fica (questo è in soldoni l'infibulazione) ma qui ci indigniamo solo se i maschi del paese si incazzano perché una donna ha dato un sembiante al loro dio?
Certo Gillian non dovrebbe fare nemmeno 1 secondo di carcere, ma l'atteggiamento di noi bianchi nei confronti delle culture altre non sembra cambiare.
E, fanatismo a parte, io francamente capisco di più chi si indigna (anche se con mezzi e reazioni sbagliate) perché si dà il nome di un peluche al loro profeta che un paese che se ne frega che gli angeli che svolazzano sopra la capanna dove è nato Gesù volino perché hanno bevuto la Red Bull (come Pietro spiega a una sprovveduta Maria).
Ecco agli autori della pubblicità avrei fatto fare 15 giorni di galera e non per vilipendio alla religione ma per offesa all'intelligenza umana (e un sottile, venato maschilismo) ma questo, come al solito, è un altro discorso...