3 luglio 2008

Mina, il sesso e me. Ovvero "dalla rete..."

Poteva essere il 1980 o 1981.
Il sabato prima di cena facevo sempre la doccia tra le 19 e le 19 e trenta. Poi avevo circa 40 minuti tutti per me. me ne restavo in accappatoio e impiegavo tutto quel tempo a cantare. Finché la cena non era pronta. Mettevo su la mia pila di 45 giri ma potevano anche essere lp) sul giradischi di Selezione dal Reader's Digest che permetteva di ascoltare fino a 10 45 giri e 6 lp. Io cantavo, cercavo di star dietro alle cantanti,e ci riuscivo discretamente, almeno mi pareva così... Di solito Mina, ma poteva anche essere Marcella Bella di Rio De Janeiro, Ombretta colli di luna quadrata, Loretta Goggi...

A volte mi immaginavo veri e propri filmati (videoclip ante litteram visto che videomusic arriverà solo nel 1984) come nel caso di Distanze di Mina, mi immaginavo nei panni di Mina (non en travestì, più semplicemente io al suo posto...)
a cantare la canzone volteggiando in una stanza tra tende semi opache mentre nel finale giravo su me stesso fino a scomparire grazie a un effetto dissolvenza...

Distanze sta nell'lp Mina R. anche se allora la conoscevo perché era stata pubblicata anche su Mina Del mio meglio n° 3 che avevo comperato, anche se detesto le compilation, solo perché conteneva la scala buia uno dei primi pezzi di Mina a colpirmi...

Disco fondamentale, che avrebbe suonato di lì a poco per un intero pomeriggio (il giradischi aveva la funzione repeat mentre, per la prima volta in vita mia, facevo l'amore e non del semplice sesso (avevo 15 anni...). Ricordo ancora ogni sensazione, ed emozione, la casa libera, la stanza al buio, tranne la luce rossa della spia del giradischi... il suo odore che ricordo come fosse ieri...

Un album bellissimo di Mina (Mina R. intendo, non Del mio meglio n° 3) sperimentale, colto, complesso, che non ebbe l'eco notoria dei dischi precedenti né di quelli successivi. Insomma un disco da fan non di chi è incappato in una canzone per caso, perché l'ha sentita in hit parade...

E ora scopro sulla rete che un giovanissimo ragazzo conosce quella canzone e ci ha anche fatto un video nel quale, a modo suo, interpreta la canzone in playback, proprio come facevo io...

Chissà se, allora, avendone avuta l'occasione avrei pubblicato sul web le mie performance... Ricordandomi di quanto fossi timido probabilmente no.
Però sapere che ancora oggi c'è chi ascolta quella canzone e la fa sua come fa questo ragazzo beh mi fa sentire ancora giovane, mi fa credere che il mondo non sia poi così vecchio e decaduto, che finché Mina ispirerà ancora qualche mente giovane forse non tutto è perduto...

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro Ale,
"La scala buia" la ricordo bene! Era la sigla finale -credo- di "Gran Varietà", mitico varietà radiofonico della domenica mattina (non mi ricordo l'anno). La canzone era stata scritta da uno dei due fratelli Bracardi, che hanno a che fare con "Alto Gradimento", altro mito radiofonico della domenica mattina!
Come vedi i miei ricordi sono solo radiofonici (ehm...)

Anonimo ha detto...

Ciao Ale,
leggere il tuo articolo mi ha fatto sorridere :)
Sono contento che tu mi abbia "citato".
Mina resta per me la migliore cantante italiana che abbiamo e cerco sempre di omaggiarla al meglio ;)
Non tutti comprendono quello che faccio, visto che nella vita non mi occupo di musica ma di cinema, però so che la Tigre apprezza e resta divertita dai miei video folli ;)
perciò continuo a farli ;)
Un bacio e un abbraccio
Filippo Kulberg

ps: La Scala buia è una delle mie canzoni preferite ;)

Rio Veneno ha detto...

Infatti mi aggiungo anch'io. La scala buina mi sembra un gioiello misconosciuto ma bellisimo. Accanto a "Lamento d'amore" forma parte dei miei tesori privati!

bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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