24 dicembre 2006


Ricordo vagamente la cerimonia funebre di mio padre, morto suicida nel 1984. Mi ricordo che il parroco non voleva officiare la messa funebre perché secondo le leggi cristiane, in quanto suicida, mio padre si era posto al di fuori della legge della chiesa (di dio).

Rispetto questa decisione. Ci sono delle regole e chi sta fuori sta fuori.

Mi ha meravigliato apprendere che la famiglia Welby voleva un funerale religioso quando quella stessa religione, se ne avesse avuto il potere, avrebbe imposto a Piergiorgio una prolungata sofferenza.

Se mio padre si è suicidato non ha forse espresso anche il dispregio per la religione cristiana? Eppure la nostra cultura italiana è talmente priva di una mentalità laica che il funerale resta religioso (e dunque cattolico) anche quando non vuole esserlo.

Perché da un lato la chiesa pretende di avere l’unico appannaggio sulle cose che riguardano la morte e infatti il Vicariato rifiuta il funerale, ma si affretta a pregare per Welby. Non è ipocrisia è l’arroganza di una chiesa che dice che dio ti ama anche se tu non lo vuoi. D’altronde chiesa cattolica (e non solo) e democrazia non hanno nulla in comune. Se fosse per la chiesa dovremmo vivere tutti secondo le convinzioni che qualche essere umano vuole imporre come volere divino, in barba al buon dio che non sicura di queste inezie umane indaffarato com’è a governare un universo ben più vasto e importante delle vite del solo pianeta Terra ….

Dall’altro gli uomini pretendono che la chiesa sia qualcosa di diverso da quel che è.

Gli omosessuali vogliono stare nei presepi, i suicidi vogliono il funerale, i divorziati vorrebbero risposarsi in chiesa.

Come se l’appartenenza alla chiesa fosse un diritto di ogni cittadino. Invece l’appartenenza alla chiesa la si guadagna col pensiero e coi comportamenti, e non posso imporre la mia presenza alla chiesa se questa non mi vuole. Né la chiesa può impormi i suoi modi di vedere e di pensare se sono contrari ai miei. Anche se la chiesa lo ha sempre fatto e continua a farlo e se potesse farebbe molto di più.

Come fanno i gay a voler far parte della chiesa se nella bibbia c’è scritto che quel che loro fanno è abominio?

Come fanno i divorziati a volere far parte della chiesa se mai avrebbero potuto rescindere quel che dio ha unito?

Voler ammodernare la chiesa è una contraddizione di termini.

Non a caso Benedetto decimosesto ha ripristinato la messa in latino.

Se la chiesa è conservatrice, reazionaria, antiscientifica, maschilista, chi non è conservatore, chi non è reazionario, chi dà fiducia alla scienza, chi crede che la donna possa accedere allo stesso potere dell’uomo, come può desiderare di parteciparvi, di farne parte? Avrebbe credibilità un carnivoro che vuole per forza entrare in un club di vegetariani?

Se io avessi deciso di suicidarmi non mi curerei che la chiesa mi rifiuti il funerale perché non potrei sentirmi di appartenervi se una mia decisione sofferta, superficiale, avventata, patetica quanto quella del suicidio (mi riferisco a mio padre non certo a Welby) venisse così duramente criticata dimostrando una mentalità burocratica più pertinente all'esercizio di potere umano che all’amore di dio (che, se c’è, sta sicuramente altrove).

Eppure ci indigniamo se la chiesa rifiuta i funerali a Welby, il cui gesto non ha nulla del suicidio visto che la malattia lo aveva già strappato dalla vita (e questo non lo dico io, lo aveva detto lui…), pensando che se non per lui, che ormai è morto, almeno per i parenti e gli amici, che così borghesemente desiderano un funerale religioso, la chiesa dovrebbe ottemperare, come vuole la madre di Welby, leggo sui giornali (e povera donna ha già sofferto tanto per tutte le disgrazie del figlio….).

Come disse Marx, Groucho però, io non potrei mai far parte di un club che ammettesse tra i soci un tipo come me. Chiedere alla chiesa di essere altro da quello che è vuol dire comportarsi esattamente come lei e cercare di imporre il nostro volere alle sue convinzioni. Perché non è la chiesa a non volere i gay nel suo presepe, ma i gay a non voler stare dentro il presepe.

Almeno così dovrebbe essere se fossimo veramente laici…

Ma chi può veramente affermare di esserlo?


Buon Natale.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Caro Ale,
Forse tutti quanti NON VOGLIONO smettere di far parte di qualcosa, per quanto questo possa essere contro di loro, o forse perchè ritengono che, entrando in qualche modo all'interno della cosa che vuole distruggerli, riescono alla fine di poterla padroneggiare come vogliono, come la creatura di "Alien" (Chi è l'amico? Chi è l'alieno?).Il voler entrare a far parte a tutti i costi di qualcosa credo sia il male terminale della società occidentale,vorrei approfondire il discorso...

bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Etichette

altri blog (41) arte (32) astronomia (1) bollettino ufficiale sullo stato del mio umore (58) capitalismo (1) celentano (1) chez moi (1) chez Tam (3) chez Tam (sans Tam) (1) chiesa (4) cinema (138) classismo (1) co (1) comunicazioni di servizio (26) controinformazione (7) cultura (76) diario (92) dieta (3) diritti (1) dischi di Mina (1) ecologia (30) elezioni (6) eventi (78) femminile dei nomi (1) femminismo (1) festival del film di roma 2009 (3) festival di cinema (1) festival internazionale del fil di Roma 2010 (4) festival internazionale del film di Roma 2009 (9) Festival internazionale del film di Roma 2011 (10) festival internazionale del film di Roma 2012 (2) festival internazionale del film di Roma 2013 (1) Fiction Fest 2009 (2) Fiction Fest 2010 (2) Fiction Fest 2011 (1) Fiction Fest 2012 (1) Ficton Fest 2012 (2) fiilm (2) film (1) foto (5) giornalismo (1) informazione (135) internet (1) kate bush (1) La tigre di Cremona (1) letture (4) libri (12) lingua (1) maschilismo (18) mina (2) Mina Cassiopea (1) mina da 1 a 50 (97) Mina Fan club (1) Mina Mazzini (1) Mina Orione (1) misoginia (5) musica (246) neofascismo (56) netiquette (6) omofobia (6) parigi chez moi (1) patriarcato (2) politica (318) politiche del corpo (202) pregiudizi (1) pubblicità (29) radio (3) razzismo (3) referendum 2011 (1) ricordi (21) ricorrenze (54) sanremo (3) sanremo 2010 (2) scienza (60) scuola (43) sessismo (60) sessismo nella lingua italiana (1) Sony (1) spot (3) star trek (1) storia (126) teatro (36) tecnologia (7) traduzioni (1) transfobia (1) tv (82) video (183) Warner (1) X-factor (1) X-factor 5 (2)