14 luglio 2011

DAT: quando lo stato si sostiuisce al cittadino.

Credo che uno stato democratico, laico e civile dovrebbe garantire degli standard di qualità, di parità, di certa accessibilità, in rispetto della Carta Costituzionale e poi ritrarsi lasciando l'ultima parola al cittadino e alla cittadina.
Ma nel paese più talebano d'occidente, il più antidemocratico, il più paternalista e patriarcale, amministrato e governato da dei politici che vivono fuori dal mondo grazie ai soldi dei contribuenti coi quali possono fare quello che vogliono il parlamento più cialtrone d'occidente ha licenziato una legge incostituzionale e da vomitare (possibilmente in faccia a chi l'ha votata).

Ecco la legge nei suoi tratti salienti:

Otto sezioni. Il testo si compone di otto articoli, inizialmente erano nove, ma l'ottavo è stato soppresso da un emendamento del pdl su "autorizzazione giudiziaria".

No allo stop alimentazione e idratazione. Il primo "riconosce e tutela la vita umana, quale diritto inviolabile e indisponibile, garantito anche nella fase terminale dell'esistenza e nell'ipotesi in cui la persona non sia più in grado di intendere e di volere, fino alla morte accertata nei modi di legge", e vieta esplicitamente "ogni forma di eutanasia e ogni forma di assistenza o di aiuto al suicidio, considerando l'attività medica e quella di assistenza alle persone esclusivamente finalizzate alla tutela della vita e della salute nonchè all'alleviamento della sofferenza".

Il secondo articolo
è quello sul 'consenso informato': "Salvo i casi previsti dalla legge, ogni trattamento sanitario è attivato previo consenso informato esplicito ed attuale del paziente prestato in modo libero e consapevole".

Modalità delle Dat. L'articolo 3, il cuore della legge, definisce i limiti e le modalità delle dichiarazioni anticipate di trattamento, nelle quali il dichiarante "esprime orientamenti e informazioni utili per il medico, circa l'attivazione di trattamenti terapeutici purchè in conformità a quanto prescritto dalla presente legge". E' una delle modifiche dell'ultim'ora: la legge prevede in sostanza che il paziente possa dichiarare esplicitamente quali trattamenti ricevere, ma non escludere quelli a cui non desidera essere sottoposto. In ogni caso il testo ribadisce che alimentazione e idratazione "devono essere mantenute fino al termine della vita, ad eccezione del caso in cui le medesime risultino non più efficaci nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo. Esse non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento".

Altra modifica di oggi, tra le polemiche dell'opposizione, la riduzione di fatto della "platea": l'applicazione dei biotestamento scatta solo per chi è "nell'incapacità permanente di comprendere le informazioni circa il trattamento sanitario e le sue conseguenze per accertata assenza di attività cerebrale integrativa cortico-sottocorticale e, pertanto, non può assumere decisioni che lo riguardano". 

Il quarto articolo
stabilisce che le DAT hanno valore per 5 anni e sono rinnovabili.

Assistenza agli stati vegetativi. Il quinto articolo prevede che entro 2 mesi dal varo dela legge vengano istituite dal ministero della Salute "linee guida cui le regioni si conformano" per "assicurare l'assistenza ospedaliera, residenziale e domiciliare per i soggetti in stato vegetativo".

Familiari. Il sesto articolo fissa la figura del fiduciario nominato dal dichiarante, "l'unico soggetto legalmente autorizzato ad interagire con il medico". Se un paziente non dovesse nominare un fiduciario (che può essere sostituito in qualsiasi momento e, se nominato, è l'unico legalmente autorizzato a interagire con il medico sulla dat) i suoi compiti saranno adempiuti dai familiari nell'ordine previsto dal codice civile.

Dat non vincolanti. Il settimo sancisce che il biotestamento non sarà vincolante per il medico: "Gli orientamenti espressi dal soggetto nella sua dichiarazione anticipata di trattamento - si legge infatti nel testo - sono presi in considerazione dal medico curante che, sentito il fiduciario, annota nella cartella clinica le motivazioni per le quali ritiene di seguirle o meno". Soppresso invece il collegio dei medici, inizialmente previsto per dirimere eventuali controversie tra medico e fiduciario.

Registro nazionale. Infine, l'articolo 8 istituisce il registro delle DAT "nell'ambito di un archivio unico nazionale informatico. Il titolare del trattamento dei dati contenuti nel predetto archivio è il Ministero della Salute". 
Una legge la cui sostanza non mi meraviglia visto che è diretta emanazione della fede cattolica cristiana che dice che dio ti ama anche se tu non lo vuoi.
Come ha spiegato bene Binetti la legge approvata dice sì a tutto quello che un paziente vuole tranne il mettere fine alla sua vita. In barba all'articolo 32 della Costituzione che recita:
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
Ora come si può considerare che la legge approvata rispetti la persona umana se nella DAT (la Dichiarazione anticipata di trattamento che ha validità di cinque anni, perchè posso cambiare idea, ma allora perchè non prevedere che se cambio idea cambio dat, altrimenti quello già fatto non ha scadenza?) posso indicare solo i trattamenti che desidero attivare ? La Dat è presa in considerazione solo nel caso di mancata attività celebrale ma non si applica in condizioni di urgenza o quando il soggetto versa in pericolo di vita immediato.
Vi ricordate quel foglio che firmano i pazienti nei telefilm americani  nel quale rinunciano alla rianimazione in caso di arresto cardiaco? Bene in Italia scordatevela. Io posso avere un infarto e venire rianimato rimanendo paralitico o uno scemo cerebrale (perchè il cervello è rimasto senza ossigeno). E sapete  perchè? Perché così è contenta Binetti.
Perché così l'opinione altrui decide sulla mia vita nonostante io abbia espresso un volere diverso. Ma che stato di diritto è questo? Un precedente legislativo, se la legge verrà approvata anche al Senato (e pensare che c'è chi vuole mettere mano al bicameralismo perfetto), dove è tornata per una terza lettura visti gli emendamenti rispetto il primo testo approvato al senato, che permette allo stato di decidere per il cittadino su argomenti che riguardano solamente lui o lei. E, come al solito, nemmeno una piazza che si riempia chiedendo a quei loschi figuri di andarsene a casa

Nessun commento:

bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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