5 agosto 2009

Cornici culturali


Sono andato a vedere Carmen di Bizet, alle terme di Caracalla, sabato scorso.
Tra un atto e l'altro l'imponente scenografia veniva smontata e modificata per passare da uno all'altro dei vari ambienti previsti dall'opera. Un enorme pontile praticabile fungeva da fondale e di volta in volta era un ponte sulla piazza del primo atto, la parete di fondo dell'osteria di Pastias, il rifugio montano degli zingari, la piazza dell'arena con la corrida. Una stessa struttura per tutti gli ambienti, un compromesso elegante tra scende veriste e scene simboliche, astratte.
In alacre lavoro tecnici e operai aggiungevano pezzi smontavano parti non più utili, con un coordinamento simile a quello dei box delle corse automobilistiche.
Francesca, l'amica di Antonio che ha visto l'opera con noi, ha commentato dicendo che una volta le scene a teatro erano più semplici.
Io ho risposto che , al contrario, nel verismo ottocentesco le scene erano molto più realiste, sin nei minimi dettagli (e ho citato il famoso esempio di Tosca, dove la tradizione vuole che, appena ucciso Scarpia, Floria metta due candelabri accesi ai fianchi del suo cadavere e una croce sul suo petto...). Francesca insiste e dice che allora le scene erano più facili da smontare e io ribadisco che, casomai, era più difficile allestirle.
Poi l'opera riprende e la discussione rimane lì, incompresa.
Solo quando sono tornato a casa ho capito che io e Francesca partivamo da presupposti diversi e che avevamo difficoltà comunicative.
Per lei semplice si riferiva alle scene veriste ottocentesche e non ai ponteggi moderni dell'opera che stavamo vedendo.
Per me semplice si riferiva invece alla modernità dei ponteggi moderni, contemporanei.
Il nostro lessico perteneva a diverse cornici mentali a un diverso modo di organizzare la realtà che ci circonda e abbiamo commesso entrambi lo stesso errore, presumere che parlassimo entrambi dalla stessa cornice mentale e, peggio ancora, che esistesse una sola cornice mentale.

Ora capisco più che mai una delle sette regole dell'arte di ascoltare di Marianella Sclavi, Etnografa e antropologa, pubblicate nel suo bellissimo libro Arte di ascoltare e mondi possibili pubblicato per i tipi di Bruno Mondadori nel 2003 (le trovate anche nel suo interessante sito ascolto attivo):
3. Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a capire come e perché.


E' una regola che dimentico troppo spesso. Dovrò chiedere scusa a Francesca.

le regole sono tutte splendide vale la pena di riportarle nella loro interezza.
Le sette regole dell'arte di ascoltare

di Marianella Sclavi

1. Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.

2. Quel che vedi dipende dalla prospettiva in cui ti trovi. Per riuscire a vedere la tua prospettiva, devi cambiare prospettiva.

3. Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a capire come e perché.

4. Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.

5. Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti perché incongruenti con le proprie certezze.

6. Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.

7. Per divenire esperto nell'arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad ascoltare, l'umorismo viene da sè.



E ora, mie cari Lurker, a voi la parola.... Quale delle regole seguite già d'istinto, quali al contrario avete più difficoltà a seguire?


5 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi rendo conto che potrei apparire un pochino presuntuoso :), ma sarà per naturale inclinazione, sarà per l'educazione ricevuta, sarà per le esperienze (dirette ed indirette), ma ritengo di aver assorbito cosciamente od inconsciamente buona parte di questi punti... anzi ne sono un sostenitore/divulgatore tale che spesso quando consiglio ad amici di applicarli mi sento dire che ho l'abitudine di dar loro torto...
Comunque, per non divagare ed annoiare, ammetto che quello che è forse il punto più importante mi manca... ovvero il primo :)
Lo so, sembra che mi stia contraddicendo essendo forse il punto più importante, in realtà è che nella foga di dimostrare a chi mi parla che lo seguo e lo sto capendo (o cerco di capirlo) interrompo il mio interlocutore per dimostrare che ho afferrato ciò che dice e dove vuole arrivare...
Ale, sono contento per te di questa consapevolezza che, lo so sono di nuovo presuntuoso, credo fosse una delle tue più gravi mancanze...
Vabbè... dirai... ma chi k...o credi di essere??? :)
Un abbraccio
Herm

Anonimo ha detto...

Ale,
correggi il link, porta al sito, ma ad una pagina inesistente.
Ciao
Herm

Alessandro Paesano ha detto...

Mi rendo conto che potrei apparire un pochino presuntuoso :), ma sarà per naturale inclinazione, sarà per l'educazione ricevuta, sarà per le esperienze (dirette ed indirette), ma ritengo di aver assorbito cosciamente od inconsciamente buona parte di questi punti...

TI CREDO SULLA PAROLA

anzi ne sono un sostenitore/divulgatore tale che spesso quando consiglio ad amici di applicarli mi sento dire che ho l'abitudine di dar loro torto...

qui non ti seguo più...
se segui i sette punti i tuoi amici dovrebbero "accusarti" che dai loro sempre ragione non torto...

Comunque, per non divagare ed annoiare, ammetto che quello che è forse il punto più importante mi manca... ovvero il primo :)
Temo che ti manchino anche altri punti, ahimè, gli stessi che mancano, più o meno a me...

Lo so, sembra che mi stia contraddicendo essendo forse il punto più importante, in realtà è che nella foga di dimostrare a chi mi parla che lo seguo e lo sto capendo (o cerco di capirlo) interrompo il mio interlocutore per dimostrare che ho afferrato ciò che dice e dove vuole arrivare...

questo tuo modo di fare è in contraddizione non solo col punto 1 ma anche coi punti coi punti 3 (Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a capire come e perché. e 5 (Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti perché incongruenti con le proprie certezze. chi interrompe convinto di avere già capito, non solo prevarica, ma riduce sempre tutto al suo punto di vista...

Non credo che tu sia presuntuoso, non più di me almeno, ma ben lontano dall'aver percorso davvero quei sette punti...
Come tutti del resto...

Ben tornato tra i commenti del mio blog!

Anonimo ha detto...

Diciamo che come al solito il tempo tiranno mi toglie il controllo su quanto scrivo e, ahimè, su come lo scrivo :)

Innanzitutto è possibilissimo che mi manchino molti altri punti, però se ce la faccio vorrei spiegare meglio quello che ho scritto prima, magari provo piano piano in più post scritti in momenti diversi...

Da dove parto? Ah, si, quello più incasinato che sembra negare tutto...
Il contesto in cui i miei amici mi accusano di dar loro torto non è quando abbiamo un dialogo diretto tra me e loro in cui partiamo da opinioni diverse su qualcosa, anzi, lì applico davvero la 3 regola e se da solo non mi spiego come possano aver ragione (perchè continuo ad esser legato alla mia idea) chiedo la spiegazione assumendo che sarà quasi una dimostrazione matematica che devo solo arrivare a capire.
Mi sento dire che ho torto nelle occasioni in cui magari mi chiedono consiglio su come relazionarsi con qualcuno in una determinata situazione o su un determinato argomento... (mi rendo conto che non sono forse capace a spiegarmi perchè tra l'altro ho dovuto già interrompere e riprendere)
Ecco, vediamo, è come se tu ci avessi raccontato dell'episodio con Francesca ed invece di arrivare alle bellisime conclusioni cui sei arrivato ti fossi fermato a pensare che fosse una deficiente un pò ignorante della materia... (sto esttremizzando di proposito) e quindi fosse stato uno di noi "ascoltatori" a farti partecipe delle 7 splendide regole dell'ascolto attivo suggerendoti di ripensare al tutto da un altro punto di vista... applicandole...
Ecco... è quello che mi succede quando do questo suggerimento...
Intendiamoci, non è che vada a pontificare in giro dispensando le perle di saggezza sulla testa di ognuno... lo faccio solo quando lo scopo di chi mi fa una confidenza è proprio quello di chiedermi un parere in merito...
Mi sono spiegato meglio?
A dopo
Herm

Alessandro Paesano ha detto...

se da solo non mi spiego come possano aver ragione (perchè continuo ad esser legato alla mia idea) chiedo la spiegazione assumendo che sarà quasi una dimostrazione matematica che devo solo arrivare a capire

Ti ricordo i punti 4 e 5 :
4. Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.

5. Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti perché incongruenti con le proprie certezze.


Altro che dimostrazione matematica...
La "matematica" è sempre il TUO punto di vista...

Ecco, vediamo, è come se tu ci avessi raccontato dell'episodio con Francesca ed invece di arrivare alle bellisime conclusioni cui sei arrivato ti fossi fermato a pensare che fosse una deficiente un pò ignorante della materia... (sto esttremizzando di proposito) e quindi fosse stato uno di noi "ascoltatori" a farti partecipe delle 7 splendide regole dell'ascolto attivo suggerendoti di ripensare al tutto da un altro punto di vista... applicandole...
Ecco... è quello che mi succede quando do questo suggerimento...


Ma allora non sei così "illuminato" dai sette punti di Marianella se sono i tuoi amici a farteli presenti... !!!

Fai degli esempi concreti come ho fatto io...

E poi il fatto che si parli di quanto sei bravo te coi tuoi amici e non di quanto hai capito molto dai tuoi amici grazie alla tua naturale predisposizione ai sette punti di Marianella la dice lunga se non altro sul tuo egotismo...

E te lo dice uno che una quindicina d'anni fa stava esattamente dove credo stia adesso tu (almeno a giudicare da quel che scrivi...).

bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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