8 gennaio 2010

Il viso delle donne

Repubblica annovera sul suo sito internet un altro grande servizio che gli farà sicuramente vincere il primo premio anima da gossip pubblicando foto di attrici (più o meno) famose nella doppia versione "senza trucco" "con trucco", dando un colpo alla botte e uno al cerchio.
Il titolo della gallery infatti recita Hollywood: sotto il make-up la star diventa umana che potrebbe far pensare bene (umana nel senso di viva, naturalmente imperfetta, dunque vera) mentre l'occhiello del titolo recita un meno rassicurante Belle da copertina, impeccabili sul red carpet e regine indiscusse della bellezza. Ma cosa nascondono le dive sotto strati di fondo tinta, ombretto e rimmel? quindi con intenti di smascheramento, non per mostrare il lato umano di donne costrette a un trucco che ne cambia totalmente i connotati in nome di una bellezza artificiale e omologante (sembrano tutte uguali...) ma per mostrarne la "bruttezza naturale". Come a dire "Le dive? Sono patacche! Senza trucco sono brutte come la mia ragazza (moglie, sorella, mamma, me...)".

Cresciuto in una casa dov'ero l'unico uomo in mezzo a tre donne (nonna, mamma e mia sorella in rigoroso ordine anagrafico decrescente) ho sempre apprezzato il lavoro richiesto dal trucco, che per nonna si limitava a un po' di cipria e un tocco di rossetto, per mamma a disinvolte cantate di canzoni (spesso di Mina) davanti allo specchio, mentre mia sorella iniziò a truccarsi quando la mia età mi faceva percepire come un uomo (e quindi non più ammesso come "innocuo" ai riti muliebri del make-up). Trovo altrettanto affascinante il lavoro di ...strucco a base di latte detergente e tonico, che su di me, sin da piccolo, hanno esercitato un misterioso fascino, (tanto che oggi, per pulirmi bene il viso,m pur non utilizzando alcun cosmetico, uso latte detergente e tonico moi meme più crema da notte dopo.
Apprezzavo le donne di casa ma anche le zie mostrarsi con diversi gradi di trucco, da quello semplice e quasi impercettibile di tutti i giorni a quello più impegnativo per le serate ufficiali...
Credo che truccarsi sia non solo legittimo ma un modo per sostenere il proprio viso, per esaltarne le caratteristiche, correggendo qualche tratto peculiare (io mi truccherei gli occhi per correggere la loro naturale tendenza ad andare verso il basso, ho, come diceva mia madre carinamente, gli occhi da a pesce fracico...). Non capisco le donne che, pur ammettendo su loro stesse interventi di cosmesi anche molto consistenti, mal sopportano partner maschili con le sopracciglia pinzettate...
Ho sempre considerato però il trucco in una donna come un accessorio, mal sopportando chi, tra amiche e sorella, non uscisse di casa (magari a 20 30 anni) senza essere truccata di tutto punto.
Ammiravo Frances che era capace di uscire senza un filo di trucco, mentre la adoravo quando si truccava davanti a me (in mia presenza, seduta davanti una piccola toletta, la sedia ricavata dai volumi dell'enciclopedia del cinema De Agostini impilati uno sull'altro, mentre discorrevamo del più e del meno vedendoci attraverso lo stesso specchio).
Non ho mai sopportato invece operazioni come questa di Repubblica che mostrano cioè donne truccate di tutto punto, in immagini più o meno ufficiali, riprese cioè con tutto l'agio del soggetto e del fotografo, paragonate a foto rubate quando le stesse attrici, uscite magari per andare a fare una passeggiata o a prendere i figli a a scuola o a incontrare il fidanzato per un caffè, vengono riprese  a loro insaputa, o comunque senza essere preparate.

Guardando la gallery di Repubblica, a sinistra vedo esseri umani, donne giovani, giovanissime, belle e comuni, a sinistra vedo delle maschere mummificate, donne tutte con la stessa parvenza di un femminino senza età che potrebbero avere indistintamente dai 20 ai 50 anni, tutte con lo stesso trucco, la stessa maschera che serve a cancellare non già i segni dell'età ma le differenze della fisionomia, l'individualità di ognuna,  perchè non si è donne ma donna al singolare.

Guardatele, sono tutte uguali, tutte maschere parodichee di se stesse. Altro che vecchia truccata da giovane di pirandelliana memoria! Sembrano tutte delle travestite come dovessero nascondere sotto quegli stucchi e quei cementi che chiamano make-up una copiosa barba maschile...

D'altronde in una società dell'immagine come la nostra (dove l'immagine non è la fotografia ma l'arte dell'apparire e dell'apparenza) dove attrici sempre più giovani si mettono a fare pubblicità per cosmetici che nascondono segni di stanchezza perchè un volto truccato deve essere fresco come la prima ora anche parecchie ore dopo (come sembrano lontani gli anni di Isabella Rossellini, ormai quarantenne, non più confermata come testimonial di una casa di cosmetici perchè troppo vecchia...) non solo la vecchiaia nella donna è sempre più precoce, si è vecchie già a trenta a venticinque a venti anni, ma il suo essere un essere organico non un robot di porcellana un'onta, una scostumatezza, da coprire dietro chili di fondotinta...

Spot del 2007, quando Mila, classe 1975, ha 32 anni DICO TRENTADUE ANNI. 
La donna è serializzata, omologata, snaturata da un immaginario maschile che ha del femminile un'idea asettica, anorganica, più vicina allìi9mmutata perfezione di un dipinto o di una bambola di porcellana...

Sono 15 coppie di fotografie. Che mi colpiscono perchè i volti senza trucco sono molto più belli, da ogni punto di vista, di quelli truccati.

Ve ne proporrò una al giorno, per 15 giorni, per non dimenticare quello che stiamo facendo a noi stessi, alle nostre donne e ai nostri figli quei ragazzini e ragazzine che guardando queste immagini invece di scendere in piazza e protestare compreranno un fondotinta coprente già a 15 anni...
Ma anche per riabituarci a considerare vere e belle le immagini senza trucco e non quelle facce di porcellana serializzata che molti uomini si stanno a chiamare bellezza femminile.

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bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
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