6 giugno 2008

Non sentite anche voi le femministe ululare? A proposito di un servizio del gr2 .

Mercoledì 4, mentre ascoltavo, come al solito, il gr2 incappo in questa notizia:

(La giornalista in studio, dopo aver parlato di un videogioco francese contro il tabagismo, continua dicendo):
E sempre in Francia un gruppo di ricercatori si è occupato di smentire la teoria che i videogiochi piacciano solo agli uomini, sentiamo.
(parte il servizio)
In Francia 7 donne su dieci giocano al computer dilettandosi in cruciverba o solitari
ma amano anche i videogiochi, soprattutto quelli di strategia e simulazione.
Allenano la mente, distraggono e, soprattutto, rilassano, dicono le signore.
Il 35% poi dichiara che migliorano la memoria. E, al contrario degli uomini, le
donne hanno più controllo del tempo che trascorrono online senza cadere nella
dipendenza. Ciò che stupisce è che giocare in rete è, secondo questo sondaggio,
l'attività preferita dalle francesi dopo "parlare con gli amici" e "navigare su internet" e "leggere" ma prima di "uscire" e "fare sesso". E per le italiane? Secondo una recente ricerca il 39% dei videogiocatori nel nostro bel paese è donna. Laura
Laurenzi esperta di costume.
(Parla Laura Laurenzi, intervistata al telefono si evince dalla qualità dell'audio) Io non credo che in Italia le donne preferiscano i giochi di strategia al computer che il sesso, per lo meno me lo auguro. Mi immagino che le donne che fanno questo tipo di giochi lo fanno per capire cosa attrae tanto i loro figli i loro fratelli e soprattutto anche i loro partner e non per altri motivi"

Maria Teresa Bisogno per il gr2.


Partiamo dalla notizia. Quale notizia sta cercando di dare il GR2?

Il dispaccio stampa è dell'agenzia 9colonne. Se leggete il comunicato vi rendete conto di quanto il servizio ne ricalchi lo stile e il discorso.

Nel dispaccio però si cita la fonte della ricerca, l'inglese RedShift alla quale è stata commissionata una ricerca dal sito di giochi online Zylom (il link rimanda alla versione francese, ce n'è anche una italiana).

Il servizio del GR2 invece tace sulla fonte e non riporta le considerazioni più interessanti del dispaccio d'agenzia:
Sempre più giochi si rivolgono del resto al pubblico femminile, compresi quelli di strategia e simulazione. Un titolo come Les Sims (The Sims) viene usato al 60% da donne. Console per tutta la famiglia, come Nintendo Wii e DS, hanno favorito lo sviluppo di attività che interessano soprattutto le donne: giochi che allenano la mente, simulazioni di sport e attività fisica, giochi di società. fonte9colonne


Questo perché nel servizio del gr2 si fa una tremenda confusione tra videogiochi e computer ignorando la differenza tra un videogioco online, videogioco al pc e una piattaforma per videogiochi...

Il dispaccio di 9colonne si rifà, a sua volta, a una notizia apparsa sulla rete il 7 maggio 2008 (quasi un mese fa...) sul sito de Le Figaro, dal quale, però, il dispaccio di 9coleonne ha espunto alcune parti (riguardanti troppo da vicino l'universo culturale francese come l'inciso
Dans son roman Corpus Simsi*, Chloé Delaume observe que ce jeu est un moyen, pour les femmes, de rejouer à la poupée. Peu à peu, les jeux évolués viennent concurrencer le casual gaming, c'est-à-dire la pratique occasionnelle de jeux simples. fonte Le Figaro
e altre considerazioni più interessanti come
Et des jeux traditionnellement réservés à un public masculin sont désormais pratiqués avec le même enthousiasme par les dames. D'ailleurs, au Mondial du gaming, qui se déroulera en juillet à Paris, une épreuve de Counter-Strike leur sera réservée. Éditeurs et constructeurs cherchent à recruter le plus tôt possible le public féminin pour assurer leur croissance. On voit ainsi apparaître de nombreux titres pour les filles, et des consoles de jeux qui se déclinent en rose pour les séduire
o, infine,
informazioni più complete
À la différence des hommes, les femmes gardent le contrôle sur le temps qu'elles passent à jouer sans tomber dans la dépendance. Seulement 6% trouvent ces jeux addictifs.

dato non riportato dal sito italiano.
A sua volta l'articolo de Le Figarò si rifà a un documento della ITR PRESS, un portale di informazione stampa sulle nuove tecnologie, datato 15 aprile 2008, nel quale si rendiconta sulla ricerca, i cui risultati integrali sono a disposizione su richiesta:
Cette étude a permis de dégager 3 types de GameHers (joueuses) :
« Léa Venture », l’aventurière : Une très grande majorité des joueuses françaises se
tournent vers les jeux impliquant des puzzles et des énigmes (52%) et n’hésitent pas à passer du temps pour améliorer leurs scores (pour près de 33%).
« Marlène Toutezène », la joueuse relax : Oubliez les jeux d’action bourrés d’effets
spéciaux. 33% des femmes interrogées jouent d’abord aux jeux vidéo pour se changer
les idées et pour se détendre. Ces joueuses apprécient en particulier les jeux de
plateaux, de cartes (53%).
« Jacynthe Electuelle », l’intellectuelle : Ces joueuses recherchent ce qui peut être
stimulant intellectuellement, et préfèrent le faire en jouant à des jeux de stratégies, ou impliquant des mots croisés – 38% des femmes interrogées jouent pour stimuler leur cerveau, 33% pour améliorer leur mémoire.


Io c'ho ho messo 10 minuti a documentarmi, sulla rete. Evidentemente i redattori del GR2 NON reputano deontologicamente fondamentale informarsi prima di informare e si sono accontentati del dispaccio stampa di 9colonne.

Quello che emerge chiaramente dalle fonti francesi (ma non da quella italiana) è che non solo la donna oggi usa i videogiochi quanto se non più dell'uomo ma che si interessa non solo a giochi considerati di target femminile ma anche a giochi tradizionalmente rivolti a un pubblico maschile. E i siti francesi non ci vedono niente di strano, perché in Francia il problema de sessismo è ben consapevole e nessun giornalista si arrocca sui proprio luoghi comuni (come succede in Italia).

L'annuncio del servizio del GR2 infatti dice che
un gruppo di ricercatori si è occupato di smentire la teoria che
i videogiochi piacciano solo agli uomini.

Più che di teoria si tratta di luogo comune, smentito (come capita sempre) da ricerche statistiche...

Le donne inoltre dimostrano di avere con maggiore controllo sulla propria persona non riscontrando forme di dipendenza dai videogiochi (come accade agli uomini) (solo il 6% ne subisce la dipendenza, ma questo dato non è riportato da 9colonne e dunque dal Gr2). Altro dato rilevante, la donna ha più autocontrollo dell'uomo. Invece 9colonne e il GR2 credono decidono che il punto centrale della notizia sia il fatto che le donne preferiscono i videogiochi al sesso nel loro modo distorto o comunque discutibile di riportare i risultati della ricerca...

Ma il gr2 va oltre.

Cita prima un un sondaggio recente italiano (non ne ho trovato traccia sulla rete, i dati più reenti risalgono al 2006) che attesta il consumo femminile a un modesto 36% (contro il 75% del dato francese, riportato nel servizio con un meno preciso "7 donne su 10") e poi dà la parola a un'esperta... Di videogiochi? No. Di sociologia? No. Di psicologia ? No. Laura Leurenzi esperta di costume. Laurenzi, si legge su internet, è inviata speciale della "Repubblica", dove scrive di attualità e costume. Ha pubblicato per Rizzoli Vita da ricchi (1987), Peccati di gala (1989), Amori e furori. Le grandi passioni del XX secolo tra cronaca e storia (2000, ora in BUR) e Infedele. Grandi amori e grandi tradimenti del Novecento (2002), Liberi di amare. Grandi passioni omosessuali del Novecento (Rizzoli, 2007). Insomma sarà anche esperta ma non certo di consumi sociali di nuovi media.
Infatti Laurenzi cosa fa?
Travisa la notizia (certo, bisogna anche vedere come le è stata riportata, ma, anche nel suo caso, la deontologia professionale le avrebbe dovuto imporre il dovere di informarsi prima di rilasciare una qualunque dichiarazione, soprattutto se in qualità di "esperta" e non a titolo personale...) riducendola al fatto che le donne preferiscono i videogiochi al sesso e se ne rammarica, augurandosi che "non è vero".

Poi, non paga di aver professato la sua visione sul ruolo delle donne, minimizza sul fatto che le donne possano non solo essere interessate a dei videogiochi consoni ai loro interessi (come emerge dalla ricerca) ma anche a quelli normalmente accreditati ai soli uomini, spiegando che se le donne giocano a quei video lo fanno solo perché stanno assolvendo al loro ruolo precipuo di mamme, sorelle o compagne dei loro figli, fratelli, mariti.

In barba a una informazione consapevole, informata, scevra da luoghi comuni, militante delle proprie idee, sempre però onestamente distinguendo il fatto dalla propria Weltanschauung.

Non sentite anche voi le femministe ululare?

Nessun commento:

bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
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