30 marzo 2012

Come ti manipolo il dato: sulle percentuali di italiani che hanno accesso al web

Leggo su TMNews agenzia giornalistica multicanale una notizia dal titolo

Scienza/ Metà italiani è online, crescita del 9,2% in un anno
il cui sottotitolo recita Dati Audiweb, a febbraio 2012 audience media in crescita del 7,3% 

A parte quel Scienza premesso come categoria alla notizia del tutto improprio (società o, tecnologia sarebbero stati più appropriati) e la sgrammaticatura del titolo (Metà italiani è pessimo italiano per la metà degli italiani o metà popolazione o mezza Italia) quel che si evince dal titolo è che metà degli italiani sono online e che rispetto l'anno scorso c'è stata a una crescita del 9.2%.
I dati sono forniti da Audiweb un
Joint Industry Committee partecipato dalle associazioni di categoria di tutti gli operatori del mercato: Fedoweb (50%), associazione degli editori online, UPA Utenti Pubblicità Associati (25%), che rappresenta le aziende nazionali e multinazionali che investono in pubblicità e Assap Servizi s.r.l., l'azienda servizi di AssoComunicazione (25%), associazione delle agenzie e centri media operanti in Italia.
come si legge sul suo sito. Insomma una affidabilità non così istituzionale come l'Istat, perchè questi dati servono per convincere investitori a usare il web come canale commerciale di vendita, pubblicitario, etc. Certo, direte i dati sono dati. Eppure basta leggere nello specifico il comunicato stampa emesso (che riporta una sintesi dei dati, la cui versione completa è disponibile solo per chi si abbona al sito (come per le agenzie stampa...) come si legge in calce al comunicato stampa
La sintesi mensile del report Audiweb Database è disponibile sul sito www.audiweb.it per gli utenti registrati e in forma completa per tutti gli abbonati attraverso le principali aziende di elaborazione dati per la pianificazione pubblicitaria.
Se leggiamo la sintesi online  scopriamo che i dati si riferiscono all’
utilizzo effettivo di internet da parte degli Italiani dai 2 anni in su che si collegano attraverso un computer da casa, ufficio o altri luoghi.
Quindi anche il collegamento dal mio smart phone per scaricare la posta o twitterare sulla pischella appena rimorchiata o vedere che fanno i miei amici su faccialibro entrano a far parte di questi dati.

Quello che a me interessa invece è l'accesso alla rete d parte degli italiani da casa, per un tempo sufficientemente lungo e ripetuto nel tempo che permette cioè di usare la rete come strumento di informazione comunicazione.
Invece scopriamo che tra Metà italiani sono annoverati anche quelli che
Nel mese di febbraio 2012 sono stati 27,7 milioni gli utenti che si sono collegati a internet almeno una volta da computer, il 50,7% della popolazione dai due anni in su.
I neretti sono miei. Almeno una volta in un mese (Almeno? meno di una volta è zero quindi che significa almeno?) è un po' poco anche per il piazzista più entusiasta della rete. Insomma questi sono dati di potenziali utenti venduti agli inserzionisti. Non sono dati che misurano l'effettivo accesso degli italiani sulla rete.
Un bambino di due anni, su internet, ma davvero?!

Navigo sula rete e trovo un articolo di Panorama (come dire non proprio il massimo della deontologia professionale) che eppure, per onestà intellettuale, riporta, dati più seri, Istat, che dipingono tutt'altra situazione titolando:

Cresce l’uso di Internet in Italia, ma siamo fanalino di coda in Europa
Sull'articolo di Panorama molto meglio argomentato leggiamo che che:

Secondo gli ultimi dati Istat, l’Italia è solo al 22mo posto in Europa tra le famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 74 anni che accede a internet da casa: la media europea è del 73%, quella italiana soltanto del 62% , lo stesso dato della Lituania.
Mentre, meglio ancora,  risalendo alla fonte dell'articolo, come si dovrebbe sempre fare, cioè al report dell'Istat  scopriamo che:

Rispetto al 2010 cresce la quota di famiglie che nell'anno in corso possiede un personal computer (dal 57,6% al 58,8%), l'accesso a Internet (dal 52,4% al 54,5%) e una connessione a banda larga (dal 43,4% al 45,8%).

Le famiglie con almeno un minorenne sono le più tecnologiche: l'84,4% possiede un personal computer, il 78,9% ha accesso a Internet e il 68% utilizza per questo una connessione a banda larga.

All'estremo opposto si collocano le famiglie di soli anziani di 65 anni e più, che presentano livelli modesti di dotazioni tecnologiche.

Tra il 2010 e il 2011 il divario tecnologico relativo al territorio e alle differenze sociali rimane stabile per quasi tutti i beni e servizi considerati.
Le famiglie del Centro-nord che dispongono di un accesso a Internet sono oltre il 56%, mentre circa il 49% dispone di una connessione a banda larga, a fronte di valori pari, rispettivamente, al 48,6% e al 37,5% nel Sud.

Se si confronta la disponibilità di personal computer, di un accesso a Internet e di una connessione a banda larga, il divario tra i nuclei in cui il capofamiglia è un operaio e quelli in cui è un dirigente, un imprenditore o un libero professionista è di circa 24 punti percentuali a favore di questi ultimi.

Il 41,7% delle famiglie dichiara di non possedere l'accesso a Internet perché non ha le competenze per utilizzarlo; il 26,7% considera Internet inutile e non interessante, il 12,7% non ha accesso a Internet da casa perché accede da un altro luogo, l'8,5% perché considera costosi gli strumenti necessari per connettersi e il 9,2% perché ritiene eccessivo il costo del collegamento.
I neretti sono miei.
Insomma una situazione ben diversa anche rispetto il resto d'Europa.

A differenza di Audiweb l'Istat mette a disposizione di tutti i datri completi. Per chi è interessato può scaricarli cliccando qui. Insomma mentre ci fanno tutti credere, sin dai tempi della scuola, che i numeri sono numeri e dunque non mentono in realtà basta presentarli in maniere diverse per far dire loro quasi tutto quello che volgiamo. Come diceva Trilussa in un suo famoso sonetto sulle statistiche...
LA STATISTICA
di Trilussa
Sai ched'è la statistica? È na' cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.

Ma pè me la statistica curiosa
è dove c'entra la percentuale,
pè via che, lì,la media è sempre eguale
puro co' la persona bisognosa.

Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d'adesso
risurta che te tocca un pollo all'anno:

e, se nun entra nelle spese tue,
t'entra ne la statistica lo stesso
perch'è c'è un antro che ne magna due.
Meditate gente, meditate...

18 marzo 2012

La vocazione censoria di Libero è degna del peggiore fascismo: sulle critiche, proditorie, di Borgonovo a Fisica o Chimica.

Comincia davvero male l'articolo di Francesco Borgonovo pubblicato su Libero   contro la serie tv iberica Fisica o Chimica, trasmessa in Italia da Rai 4.
Comincia con la solita retorica e menzognera constatazione che
la televisione di Stato trasmette, gentilmente finanziata dai soldi del canone.
Borgonovo ci crede tutti fessi e fa finta di ignorare che la televisione privata, anche se non percepisce il canone come la Rai, è finanziata dalla pubblicità il cui costo  è pagato dal consumatore visto che una percentuale di tutti i prodotti pubblicizzati ricade sul prezzo finale d'acquisto.


Un articolo proditorio scritto in un italiano a tratti stentato.

Per Borgonovo Fisica o chimica appare (viene trasmessa? va in onda? La lingua italiana è così precisa nel suo lessico anche per il mondo televisivo ma Borgonovo pare ignorarlo) in una fascia più protetta del panda (nome proprio di animale, non va forse maiuscolo?).

Fisica o chimica va in onda, lo dice Borgonovo stesso, tra le 9.15 e le 10.40 e di nuovo tra le  13.45 e le 15.10. 

Dunque FUORI dalla fascia protetta che nel Codice di autoregolamentazione Tv e minori (punto 3.1) è indicata tra le ore 16.00 e le ore 19.00.

 Borgonovo mente sapendo di mentire. Non solo, ma quando spiega che
L’orario [in cui Fisica o Chimica va in onda], d’altronde, è perfetto per il target di spettatori a cui si rivolge: i ragazzini e gli adolescenti (in gergo questi programmi sono indicati come teen drama)
ignora, e non sappiamo come faccia, che tra le 9.15 e le 10.40 i ragazzini e gli adolescenti normalmente sono a scuola (e il sabato e la domenica il telefilm NON va in onda).
La replica avviene in un orario in cui i liceali sono ritornati sicuramente a casa (le lezioni finiscono mediamente tra le 13 e 30  le 14.30) mentre i più giovani possono restare ancora a scuola (là dove i tagli dell'ex ministro Gelmini non hanno cancellato la scuola prolungata). 

In ogni caso nonostante dalle  13.45 e le 15.10 i ragazzini e gli adolescenti siano (o stiano per arrivare) a casa se l'Agcom non ha reputato quell'orario fascia protetta un motivo ci sarà...

Al di là di queste bugie, cioè di FALSA INFORMAZIONE, per la quale, pure, c'è un codice deontologico..., cos'è che dà tanto fastidio a Borgonovo in Fisica e Chimica?

Gli argomenti trattati dal telefilm cioè il sesso.

Ora non si può certo affermare che il modo in cui Fisica o chimica parla di sesso sia il migliore o l'unico possibile ma è uno dei pochi programmi che, senza tradire una vocazione edificante, fa riflettere (mentre attizza e racconta con malizia naïf,) la vita sessual sentimentale di un gruppo di adolescenti. Già sentimentale, perchè questi adolescenti non si limitano a scopare ma guarda un po' AMANO.

Invece Borgonovo si accorge solo del sesso e già in questo traspare tutta l'ideologia patriarcale e maschilista che si guarda ben dall'esplicitare nascondendola dietro una critica al telefilm in difesa della moralità dei minori (ma che modalità ipocrita e fascista!).
Argomento principale: il sesso. Ce n’è per tutti i gusti: triangoli, scambi di coppia, festini, rapporti etero, omo e bisessuali, ammucchiate, stupri... 

Stupri?  Lo stupro è una violenza grave contro la persona, contro la donna, non un atto sessuale tra due persone consenzienti come in tutti gli altri esempi riportati. Annoverare lo stupro tra le pratiche sessuali è degno del peggior accolito di Forza Nuova.

Il primo lo subisce Yoli, la razza facile della scuola quella che ha avuto più fidanzati delle altre e che, per questo, uno dei compagni di classe pensa bene di continuare a farci l'amore anche dopo che lei gli dice di smettere (perchè lui non vuole usare il profilattico e lei sì).


Il messaggio che passa (oltre a quello che se fai sesso semepre meglio col profilattico) è che lo stupro è stupro appena la donna dice di no e l'uomo continua anche se il rapporto all'inizio era consenziente.

Non mi sembra un messaggio negativo. Anzi! 

Yoli si scopre poi scrupolosa al punto da non voler denunciare il ragazzo per non farlo finire in galera. (Ci penserà suo fratello Berto a massacrarlo di botte e  finire lui in galera al posto dello stupratore, che verrà isolato da tutta la scuola).


Della dinamica dello stupro (che è stato raccontato nella seconda stagione) Borgonovo non fa menzione.


Il secondo stupro è avvenuto all'inizio della stagione quinta, tutt'ora in onda, ai danni di una giovane alunna appena giunta al liceo che viene drogata a sua insaputa e stuprata (tra l'altro perde in quel rapporto, del quale non ricorda nulla, la verginità).


Che lo stupro sia avvenuto a causa dell'alcool con aggiunta di droghe rende evidente i pericoli che si incorrono quando si fa uso dell'uno e delle altre, a saper vedere tra le righe di un discorso che invece di ignorare il consumo di alcool dei giovani (visto che l'alcolismo giovanile e minorile è una piaga europea)  ne riconosce l'esistenza e ne mostra alcuni effetti collaterali terribili (alla fine della quarta stagione uno dei protagonisti finirà in coma etilico, ed è la prima volta che beve...).


Ma anche di questo secondo stupro Borgonovo non spiega i dettagli.


Se Borgonovo menziona gli stupri (al plurale, lo scrive lui) tra le pratiche sessuali che descrive nel telefilm lo fa per esprimere un giudizio negativo sulle pratiche sessuali che menziona:

triangoli, scambi di coppia, festini, rapporti etero, omo e bisessuali, ammucchiate
tutti elementi considerati negativi dalla morale borghese e cattolica. Beh quasi tutti. Infatti nella stessa frase infila anche i rapporti etero, omo e bisessuali.

Peccato che nel riferire di questi rapporti sessuali  Borgonovo eviti di menzionare l'aspetto affettivo che è sempre presnete nei protagonisti della serie.

D'altronde il lessico usato da Borgonovo per criticare quello che per lui forzosamente è solo sesso ne tradisce l'ideologia fascista e maschilista.


Signorina: sostantivo che Borgonovo usa riferendosi a Veronica, giovane professoressa che intesse un Ménage à Trois con Berto ex barista della scuola diventato allenatore della squadra di calcio e Vaquero, professore di ginnastica. 
Signorina, che significa donna non sposata, è termine sessista non più contemplato  nel vocabolario della lingua italiana che considera tutte le donne signore.


Maschioni. I due giovani uomini coinvolti nel Ménage à Trois sono invece maschioni anche se a vedere come Berto e Vaquero sono esitanti e impacciati nel gestire  il rapporto a tre, condotto da Veronica, non verrebbe proprio di chiamarli così.

Evidentemente nella mente maschilista di  Borgonovo se due uomini fanno sesso con una donna lei è la signorina male in arnese e loro sono maschioni.
Peccato che nel telefilm accada il contrario...

Variante di maschioni è ragazzoni 

Allo spettatore risulta chiaro che il contatto ai ragazzoni è piaciuto, e il messaggio è che l’importante è divertirsi, dunque che ci diano sotto.
E non vedo che male ci sia visto che si tratta di un rapporto tra tre adulti consenzienti non perseguibile per legge...

Gli aggettivi che Borgonovo usa non servono mai a descrivere personaggi e situazioni ma a criticare moralmente i medesimi. Così

al giovane gay David  interessa molto il barbuto consulente per l’orientamento...
David è maggiorenne e il consulente non avrà di 5 anni più di lui.

Ecco una foto che li vede insieme.


Il consulente vi sembra forse barbuto
A me pare più capelluto...

Ma vuoi mettere, barbuto fa più maschio adulto che se la fa con un ragazzino, che però è maggiorenne...



Vi risparmio gli altri commenti che Borgonovo fa riportando, male, alcuni elementi delle storie raccontate nel telefilm.

Tute le distorsioni con cui Borognovo irretisce il suo lettore (la sua lettrice) servono solo per potergli permettere l'affondo finale nel quale giudica, discrimina, mente, distorce:

Non sono tanto i nudi o i gemiti o gli atti sessuali che scandalizzano. Piuttosto il messaggio. La serie nasce nella Spagna di Zapatero e ne incarna gli ideali: libertà uguale assenza di regole.
Assumere droghe è normale e concesso.
Non è vero. Anzi ogni volta che i ragazzi assumono droghe che non siano le canne (che fumano solo due ragazzi considerati bulli della scuola, come dire che le canne rimangono connotate non proprio positivamente)  c'è semepre qualcuno che si sente male, va in coma, o rischia l'espulsione dalla scuola.
Bisogna obbedire ai diktat del politicamente corretto gay: il personaggio migliore, quello più onesto, buono e sensibile è l’omosessuale Fer.
Considerazione omofobica. Se Fer  è più onesto, buono e sensibile non è perchè è gay MA PERCHE' E' FER.
Nessun politicamente corretto impone che un gay sia di per sé positivo. Gli stronzi e i delinquenti ci sono dappertutto anche tra i gay proprio come capita agli etero.
E' quello che dice, per esempio, il ... barbuto consulente per l'orientamento al lavoro a David che si basisce che anche a lui che è gay piaccia il calcio.

Quel che dà fastidio a Borgonovo e non ha nemmeno il coraggio di dirlo, è che quando Fer viene preso in giro a scuola i compagni e le compagne lo difendono. E' la solidarietà con i ragazzi gay contro il bullismo omofobico che dà tanto fastidio a Borgonovo e per criticarla arriva a scrivere che
Mentre gli altri rimestano nel torbido, i gay sono puri e vanno trattati come orsi bianchi.
Non è vero. Il primo fidanzato di Fer, è dedito alle droghe, al sesso promiscuo, e Fer  si scontra coi compagni di classe perchè non vuole ammettere che il suo ragazzo non sia adatto a lui. Solo dopo che scova un filmino privato che i due ragazzi avevano registrato in intimità in rete Fer si decide a lasciarlo.

La sfera sessuale è resa pubblica fino alla nausea.
E questa è la più fascista e omofobica delle semplificazioni di Borgonovo. Non è la sfera sessuale ad essere resa pubblica ma quella affettiva, come fanno tutti gli etero. Perchè se ami qualcuno vuoi dirlo al mondo intero, no?

E sentire la madre di David - che quando scopre che suo figlio è gay vuole costringerlo a una terapia riparativa, -   riconsocere a Fer, che sta col figlio, si vede che ci tieni davvero a lui mi ha commosso.
Chiunque esprima idee anche vagamente «conservatrici» è dipinto come un imbecille.
L'imbecille è Borgonovo che non capisce che un conto è esprimere un'idea conservatrice  un conto è quando questa idea conservatrice discrimina qualcuno...
Tutti vanno con tutti, senza posa e senza problemi, le famiglie non esistono,
Non è vero. Anzi.
Oltre alla famiglia di David, c'è la famiglia di Fer che quando il ragazzo (con l'aiuto dell'amico etero Julio) fa coming out tirano un sospiro di sollievo temendo chissà quale confessione Fer dovesse fare loro (temevano ti drogassi) e dicono di saperlo già anche perchè Fer è evidentemente effeminato e questo non è presentato come un problema, mentre David assolutamente no.
C'è la famiglia di Isaac e Paula, quella di Julio che si spezza quando il fratello minore di Julio si sucida (nel finale del pilota), quella di Koba, la cui madre senza lavoro viene assunta come bidella nella scuola.
E non è vero che le famiglie hanno qualcosa di torbido.
L'unica situazione torbida è l'adulterio del padre di David che tradisce la moglie con una delle professoresse della scuola (lei è sua paziente, l'uomo è pediatra e la professoressa, Olimpia, ha un bambino piccolo) e Fer minaccia di dire tutto alla moglie se non si schiera a difesa del figlio contro la madre che vuole rinchiuderlo in un centro di cura per omosessuali.

Eccole le idee conservatrici e tradizionali che piacciono tanto a Borgonovo.


Solo il padre di Julio che ritorna dopo 10 anni di assenza è attratto dalle compagne di classe del figlio. Ma di maschi porci ne esistono, uno è stato anche presidente del consiglio vero Borgonovo?

Che ha la faccia come il culo di chiudere così
Noi certo non chiediamo chiusure o censure, per carità. Ci domandiamo solo se la minuscola strisciolina rossa del «vietato ai minori» basti a sconsigliare la visione ai ragazzini. E ci permettiamo di chiedere, anche a Lorenza Lei,  se questo è il servizio pubblico che la Rai deve fornire ogni giorno in fascia protetta. A noi sembra pornografia intellettuale, e pazienza per i culi.

Insomma capisco che a Borgonovo questo telefilm non piaccia perchè tra le altre cose EDUCA AL RISPETTO DELLE PERSONE OMOSESSUALI ma che per distruggere il telefilm a lui inviso arrivi a scrivere tante menzogne mi fa venire voglia di essere Mao e condannare questo fascista omofobo a zappare la terra.

Una cosa è certa che le parole che Freccero gli ha detto sono state fin troppo gentili.



17 marzo 2012

Dante, Gherush92 e la totale mancanza del senso della storia (e del ridicolo)

Oggi esiste una recrudescenza di antisemitismo e di razzismo. 

Sembra l'inizio di uno dei temi stentati dei miei studenti. Invece è l'incipit di un documento di Gherush92 Comitato per i Diritti Umani  un’organizzazione non governativa no profit che, tra gli innumerevoli titoli, è stata riconosciuta come . consulente speciale del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC).  
Insomma non proprio un gruppo di malinformati, eppure quello che scrivono oltre che risibile e razzista e storicamente imbarazzante. 
Cosa dicono questi coglioni patentati questi cerebrolesi senza preparazione alcuna, senza alcuna competenza in uno scritto non firmato dal titolo VIA LA DIVINA COMMEDIA DALLE SCUOLE?
Oggi esiste una recrudescenza di antisemitismo e di razzismo. Ebrei, Rom, immigrati, mussulmani, omosessuali avvertono e vivono una condizione di pericolo. Il razzismo non è mai stato veramente sradicato e viene trasmesso persino nelle scuole.
Antisemitismo e razzismo ma non omofobia, eppure l'omosessualità non è una razza, ma un orientamento sessuale. Del resto tutto l'impiego lessicale è discutibile, come quel immigrati, termine esso stesso razzista al quale è da preferire la descrizione meno etnocentrica di cittadini stranieri.






In questo scritto delirante e nazista nei metodi e nel merito in sostanza si accusano 

Le scuole, comprese quelle ebraiche ed islamiche, di insegnare testi antisemiti, sia nella forma che nel contenuto, sia nel lessico che nella sostanza. E qual è l'esmepio emblematica? la Divina Commedia. Si. Avete letto bene.
In sostanza si accusa dante di aver inserito nelle tre cantiche commenti antisemiti, antislamici e omofobici. I

E dopo aver sciorinato versi che comproverebbero queste accuse ridicole così avulse dal loro contesto storico si conclude dicendo che 
E’ uno scandalo che i ragazzi, in particolare ebrei e mussulmani, siano costretti a studiare opere razziste come la Divina Commedia, che nell’ invocata arte nasconde ogni nefandezza. Antisemitismo, islamofobia, antiromani, razzismo devono essere combattuti cercando un alleanza fra le vittime storiche del razzismo proprio su temi e argomenti condivisi come la diversità culturale.
Dunque lo scandalo del presunto razzismo,  antisemitismo e islamofobia (l'omofobia ripartisce dall'elenco) non è per tutti i cittadini e le cittadine di qualunque razza e credo religioso, ma in particolare per gli ebrei e musulmani. Come a dire che importa solo ai diretti interessati, ai discriminati, non a TUTTI e TUTTE come questione di civiltà, democrazia e prese di posizione antirazziste come fondamento del rispetto reciproco dell'umanità.

Il linguaggio oltre a essere razzista e corporativista è anche squisitamente maschilista  dove i ragazzi rappresentano tutta la categoria, anche quella delle ragazze, come se la questione del maschilismo della lingua sia scollegato dal razzismo e non abbia invece una matrice comune.


Non vale la pena di entrar nel dettaglio di quel che di cui si accusa Dante, fa solo paura, per la nullità del pensiero che c'è dietro, leggere che alcuni versi del Paradisosono
un’anticipazione delle legge razziali di epoca fascista (Arre), o che Certamente la Divina Commedia ha ispirato i Protocolli dei Savi Anziani di Sion, le leggi razziali e la soluzione finale fa dubitare della sanità mentale dei redattori di questo scritto.

Purtroppo fa dubitare anche delle Nazioni Unite.


E la richiesta al Ministro della Pubblica Istruzione, ai Rabbini e ai Presidi delle scuole ebraiche, islamiche ed altre (e a quelle laiche e pubbliche della Repubblica?) di espungere la Divina Commedia dai programmi scolastici ministeriali o almeno di inserire i necessari commenti e chiarimenti.

Già perchè questi pazzi furiosi hanno l'ardire di denunciare che
esiste una sorta di “negazionismo” che nega i contenuti razzisti nei programmi scolastici: la bellezza, secondo i canoni occidentali, tiranneggia qualsiasi messaggio e opere come la Commedia, acclamata come capolavoro dell’umanità, benché esprima inequivocabilmente contenuti razzisti, viene valutata per il suo valore estetico e simbolico. La Commedia è considerata opera di indiscusso valore universale, con buona pace degli studenti e dei professori ebrei ed islamici e della loro identità violata.
Questo scritto è stato ripreso anche dall'Agenzia Radicale  sito sul quale Florence Ursino arriva a coprirsi di ridicolo con dichiarazioni quali

In quegli endecasillabi, ora è chiaro, per niente a passo coi tempi.
Al passo con quali tempi? Conq uelli nsotri o quelli in cui la divina commedia è stata scritta? Già, ma quando è stata scritta la divina commedia? Florence non sembra saperlo se arriva a scrivere che
non abbiamo bisogno noi, illuminata società moderna, di testi che sembrano venuti fuori direttamente dal Medioevo.
Sembrano? Ma quei versi SONO venuti fuori dal medioevo essendo stati scritti tra il 1304 e il 1321!

Ora capisco che la democrazia significa dare diritto di parola a tutti ma vi prego prima di aprire fiato verificate almeno se il cervello è collegato!

16 marzo 2012

Mara Carfagna è una donna migliore

Non ho masi sopportato le illazioni su Mara Carfagna, sulla sua velocissima carriera politica, che, siccome Carfagna è bella, non può essere per merito ma per altri evidenti motivi. Un modo di pensare maschilista perchè iscrive certi pensieri, certi comportamenti alle donne e non agli uomini che quei comportamenti impongono e dei quali dettano le regole.
Così pur non avendo mai fato sconti alla politica di Carfagna e alle sue dichiarazioni non ho mai confuso i piani e cercato di delegittimare le azioni della ministra   cercando di delegittimare la donna.



Per cui non posso che esprimere la mia stima e la mia simpatia per come Carfagna si è difesa dagli attacchi moralisti e non politici di Luisella Costamagna (he per me era finora una sconosciuta) quando la intervista a un programma (Robinson) che conduce su raitre, che non conosco e non ho visto al di la degli estratti del video che vi propongo.

Se come dice giustamente Costamagna, in Italia non c'è una informazione libera la colpa è anche di Costamagna stessa che non sa fare giornalismo politico e lo corrompe con domande da pettegolezzo (ci dica uno dei difetti di Berlusconi) come le ricorda l'ex Ministra: Una domanda del genere dovrebbe far parte di una trasmissione di gossip. Sono venuta qui pensando si parlasse di approfondimento politico. Fa torto al suo spessore, alla sua intelligenza, alla sua autorevolezza.

Questi moralismi non servono a nessuno perchè confermano quell'ideologia che, come ricorda giustamente Carfagna, hanno toccato anche Costamagna stessa.

Insomma pur non condividendo la donna politica in questa intervista Carfagna mi sta molto più simpatica di Costamagna, carnefice e maschilista voce dell'opposizione che non cerca giustizia politica o verità ma solo una vile rivalsa.

13 marzo 2012

Moebius e Alien

Forse perchè avrà lavorato al film solo per qualche giorno (almeno stando al libro La storia di Alien di Paul Scanlon e Michael Gross, Mursia, MIlano 1979) ma quando si parla di Alien (Usa/GB 1979) di Ridley Scott ci si ricorda dell'ottimo lavoro di GIGER e non di quello di Moebius (Jean Giraud), il più grande fumettista francese, recentemente scomparso, che disegnò le tute spaziali che poi vennero rielaborate da Michael Seymur e John Mollo.


Ecco alcuni dei disegni originali di Moebius e la realizzazione effettiva per il film.




Moebius aveva realizzato disegni anche per l'ottavo passeggero, il pilota d'astronave che l'equipaggio della Nostromo trova sul pianeta dal quale riportano l'Alien. Non saranno però utilizzati i suoi disegni ma quelli organici di Giger. La cosa brutta di quando invecchi e che quelli più grandi di te cominciano a morire, cazzo! E quando intorno a te sono morti tutti te ne vai tu! Merda!

Quando Dalla parlava per me

Sono molte le canzoni di Dalla che sembrano parlare di me, delle mie emozioni, della mia vita... Alcune voglio condividerle con voi... Cominciamo con una che sento particolarmente, ora come allora era il 1997)...

11 marzo 2012

Il profondo, atavico patriarcal-fascismo degli italiani: sul discorso (disgustoso) di Valentino Alfano alla scuola di formazione del Popolo della Libertà

Nel video pubblicato da Repubblica, mentre Valentino Alfano, alla fine di un discorso rivoltante, fascista nella sua volontà di controllo totale della vita (e della morte) delle persone, affonda le sue fauci  (retoriche) sull'aborto dicendo che nella pancia di una mamma c'è un bambino con un cuore che batte e non un essere inanimato (come se la 190 dicesse il contrario...) le camere staccano da Alfano e inquadrano la platea di uditori.
Uomini, per un buon 85% (provate a distinguere le donne presenti).

Si ripete, ancora, e non sarà certo l'ultima volta, un macabro rito (macabro perchè decide del corpo altrui) di uomini che parlano di aborto stabilendo regole e standard che non riguarderanno ma il loro corpo o quello di altri uomini come loro, senza che le donne si facciano sentire, si difendano, intervengano, anche violentemente.

In un lucido e preciso intervento sul suo blog Elfobruno constata come
Alfano è degno figlio di un partito che è, a sua volta, la risultante della depravazione della politica italiana, ovvero il berlusconismo, l’errore storico più grande del nostro paese dopo il fascismo, ma in chiave tragicomica.

Invidio l'ottimismo di Elfobruno che vede nell'attuale sistema di rappresentanza politica italiano una degenerazione.

Io ci vedo la lineare discendenza di un paese che non è mai uscito davvero dal fascismo, non solo perchè ancora oggi, nel 2012 alcune leggi del ventennio sono leggi della Repubblica, ma, più in generale, perchè l'impianto sadico e patriarcale dell'ideologia che sottende al maschio padrone è ancora quello, duro e puro, di mussoliniana memoria. Non è stato scalfito dal 68 che ne è stato connivente e succedaneo, (basta vedere dove sono finiti molti dei suoi esponenti), senza dimenticare le posizioni del movimento sulla donna o sull'omosessualità, che era da condannare in quanto vizio borghese.

Nè dobbiamo dimenticarci dell'espulsione di Pasolini dal PCI, o del totale disinteresse del PCI durante il processo Braibanti. Nè dobbiamo illuderci che alcun partito politico, fatto di maschi, poco importa il loro orientamento sessuale, abbia mai sostenuto davvero la legge contro lo stupro che è diventato reato contro la persona e non la morale solamente nel 1996 (grazie a una donna..) e che ancora oggi la cassazione cerca di erodere nella sua portata etica e dunque politica.

Nemmeno il femminismo è riuscito a cambiare davvero la natura fascista delle italiane la cui emancipazione, che molte donne si sono conquistate a fatica, si è tradotta, per le generazioni successive, in un diritto a essere consumatrici proprio come lo sono i cittadini maschi.
Non soggetti politici  ma acritici consumatori ecco i cittadini di oggi.

Valentino Alfano rappresenta purtroppo il pensiero di molti (e di molte) italiani (italiane) che, per scelta e non per ingenuità o sprovvedutezza abbracciano un pensiero che, come nel medioevo, preferisce la morte alla vita, perché tramite quella controlla questa.

E non c'è nessuno in grado di opporre resistenza perchè non c'è un vero pensiero alternativo al patriarcal-fascismo di cui siamo tutte e tutti imbibiti da sempre.

Basta leggere le dichiarazioni sul discorso di Alfano per capire che anche i suoi avversari (sci!) politici sono fatti della stessa pasta. Nessuno mette in discussione i termini in cui Alfano affronta i cosiddetti temi etici, e, rispondendogli per le rime, senza riscrivere la sintassi del ragionamento politico, la grammatica di chi gestisce la cosa pubblica, di fatto avvalla e legittima quello schema mentale senza criticare il quale non si fa politica, non si fa opposizione.
d'altronde sono tutti attori costretti a recitare lo stesso copione, con lo stesso frasario, la stessa ideologia, perchè quel che si tee è di perdere il potere e i privilegi che derivano dalla rappresentanza politica dei cittadini.
Così Debora Serracchiani (pd) può dire
“Con tutto quello che sta succedendo intorno a lui, è un peccato che Alfano non trovi di meglio che usare gli slogan di Giovanardi”. “Alfano dovrebbe aver capito che i tempi sono cambiati e che non sarà per lo spauracchio dei temi etici che si divideranno o compatteranno partiti e coalizioni. Bisogna invece avere il senso delle priorità: questi sono tempi in cui i cittadini chiedono alla politica di tornare seria e concreta, e di risolvere i problemi pressanti del lavoro e del costo della vita”.
Serracchiani non capisce che accettando che aborto, testamento etico, tutela delle coppie di fatto (di cui quelle gay sono una timida percentuale, essendo in italia, dati dell'armai lontano 2006, oltre 500mila le coppie etero e con prole che non possono o non vogliono sposarsi) vengano affrontati con queste modalità e da questo punto di vista, avvalla il discorso ideologico di Alfano, facendolo anche suo. D'altrnde non è per qualunquismo che si dice che il PD pesca dalla stessa ideologa del PDL.
Basta leggere come commenta Anna Finocchiaro (capogruppo al Senato del Pd): 

"Fa parte del peggior repertorio berlusconiano evocare pericoli civili nel caso di vittoria degli avversari alle elezioni. E sinceramente non ci piaceva l’originale, figuriamoci le brutte copie. Invito Alfano, in evidente crisi di leadership e di argomenti, ad affermazioni di più consistente sostanza politica. Dire bugie e offendere gli avversari, e non solo, è uno sport già praticato dalla destra. Ma quello che è ancora più grave è che questa bassa propaganda sia fatta in questa fase in cui ci sarebbe bisogno di maggiore responsabilità. Per questo siamo preoccupati”.
Nnemmeno lei si sofferma sul modo ma solo sulla sostanza, legittimando anche lei, de facto, non solo l'ideologia che sottende il discorso di Alfano ma anche l'uso propagandistico di questi argomenti. Una propaganda atta non a fare ideologia (che quella la fai intavolando certi discorsi) ma a mantenere il proprio potere, unico scopo per cui tutti quelli riportato da Il fatto quotidiano dal quale ho preso le dichiarazioni che cito.

Anche persone di più alta cultura come Ignazio Marino che qualche parola la spende sull'ideologia di Alfano e sul modo di dirlo cade nella più trita retorica propagandistica leccando il culo (sporchissimo) agli italiani che non sono affatto come lui dice (mentendo) che siano altrimenti non si capirebbe Alfano, Giovanardi e gli altri da dove siano usciti fuori.
Le parole di Angelino Alfano sui matrimoni gay non dicono nulla di nuovo.  Semmai ci portano indietro ai periodi più bui del secolo scorso e confermano, se ce ne fosse il bisogno, la visione profondamente maschilista del PdL, facilmente orientata a guardare alla donna come ad un oggetto e agli omossessuali come persone di serie B. Per fortuna, la maggior parte degli italiani non si riconosce in questo punto di vista ma ritiene di far parte a pieno titolo dell’Europa, dove i diritti delle persone sono tutelati a prescindere dal genere, dall’orientamento sessuale, così come dalla nazionalità o dal credo religioso.
Alfano parla ancora a una parte della società conservatrice e minoritaria, non più in sintonia con l’Italia di oggi e con il resto d’Europa. Un paese che possa dirsi civile è un Paese dove tutti hanno pari diritti, non dove ci sono diritti speciali per alcuni. E’ evidente che questa non è l’opinione del segretario del PdL e fa bene a chiarire il suo pensiero così gli italiani potranno scegliere a ragion veduta.
Ecco. Consigli per gli acquisti, si scelga quello che dice le cose che ci suonano meglio.
20 anni di berlusconismo dovrebbero bastare. Perchè se Berlusconi è caduto non è certo grazie all'opposizione, o angli italiani, ma alle banche europee. E in fatto di sensibilità democratica non mi sembra che la cittadinanza europea brilli ultimamente per liberalità e democrazia. Tutt'altro. Quindi Marino, anche tu, ma dove vivi?
L'unica donna tra quelle riportate da Il fatto quotidiano che dice qualcosa di sensato ha un vizio alla base perchè milita in quel che resta di Alleanza Nazionale, cioè il partito che storicamente, tra cambiamenti eclatanti e defezioni, deriva dal Partito Fascista mussoliniano per cui non c'è di che stare allegri e di un'aquila che fa la colomba io diffido smepre.

Flavia Perina (Futuro e Libertà): ”In nessun Paese europeo un leader del centrodestra userebbe sul tema dei gay, della famiglia, del fine vita e della maternità le espressioni e la rozzezza ideologica utilizzata dal segretario del Pdl. In Germania, come in Francia o in Inghilterra questo tipo di posizioni sono tipiche delle formazioni politiche estremiste. E tutti questi Paesi, governati dal centrodestra, hanno buone leggi sulle unioni civili che nè la Merkel, nè Sarkozy, nè Cameron si sognano di mettere in discussione”.
Certo è che l'articolo de Il fatto quotidiano inanella verticisticamente le dichiarazioni di alleati e avversari di Alfano andando dall'opposizione generica (in tutti i sensi) del PD, via via, man mano che si stringono i gironi dell'inferno in cui viviamo in questo paese marcio e prossimo alla morte,  ai rappresentanti di categoria, di quegli omosessuali uomini tirati in ballo da Alfano quando cita i matrimoni tra uomini (e infatti nessuna donna lesbica nemmeno la piddina Paola Concia è stata citata...).
Si comincia da Nichi Vendola che pur rilevando le bugie di Alfano non mette in discussione l'impianto semantico del suo discorso dice di fatto legittimandolo.


“Dalla destra italiana temi delicati come vita e sentimenti, le scelte delle persone vengono trattati come materia elettorale. Con un vocabolario che è un po’ al limite della volgarità”.  “Ricordo sommessamente al segretario del Pdl che le coppie di fatto sono un pezzo della realtà del nostro Paese, ed è paradossale l’idea che si possa usare ancora lo spauracchio dei matrimoni gay nel nome della difesa della famiglia tradizionale proprio da quella destra che ha massacrato le famiglie italiane di ogni tipo, che ha prodotto il più esteso fenomeno di impoverimento delle famiglie italiane”. “Lo sa Alfano che le famiglie che hanno una persona con disabilità a carico fanno i conti con i tagli che ha voluto la destra, che ha definanziato il fondo per la non autosufficienza? Lo sa il segretario del PdL che i Comuni fanno fatica ad immaginare di poter finanziare i sistemi di trasporto per i bambini disabili nelle scuole?”. "Ma di quali valori della famiglia parliamo quando si tagliano gli asili nido, quando si infierisce sul diritto alla salute e allo studio, quando non si è in grado di accogliere la vita. Non con le chiacchere, sperando magari in una benedizione clericale, ma con i servizi sociali. C’è un solo unico modo per rispettare la famiglia: praticare il terreno dei diritti delle persone e delle famiglie”.
Franco Grillini (responsabile diritti civili dell’Italia dei Valori) tradisce le affinità ideologiche con Alfano, affermando che quando lo Stato nega alle persone dello stesso sesso di sposarsi lo stato si sta infilando non nella sfera affettiva dei cittadini ma nel loro letto.

“Non avendo nulla da dire, quindi, il segretario del Pdl si lancia contro i diritti umani per uno Stato etico che si infila nel letto della gente e pretende di insegnare alla persone persino come devono morire. E’ l’immagine penosa del declino del berlusconismo stretto tra bunga bunga e finto moralismo”.  “A questo punto non occorrono grandi analisi ma una sola e fragorosa risata: il presunto segretario del partito delle notti brave che fa lezioni di morale, da morir dal ridere”.
Tra i peggiori froci per mestiere della scena italiana (ma è in buona compagnia) anche per Grillini l'omosessualità è questione di culi rotti come ha recentemente ribadito (senza che nessuno battesse ciglio) Marrazzo che chiude l'articolo de Il fatto quotidiano (bisogna ricosncorgli una capacitò di amicarsi la stampa che non ha pari) 

“Evidentemente ad Alfano manca un quid europeo, visto che in Europa non solo dalla sinistra di Zapatero ma anche dai conservatori di Cameron vengono leggi a favore dei matrimoni gay”.
Mentre Aurelio Mancuso il cui sito di outing è stato il più clamoroso buco nell'acqua dello scorso settembre fa osservazioni pertinenti ma non critica minimamente il modo di parlare di Alfano anche lui legittimandolo.
“Le forze conservatrici che governano la gran parte dei Paesi dell’Unione europea  non hanno modificato le leggi sulle unioni civili, Pacs, matrimoni, approvate dai precedenti governi socialisti, anzi in alcuni casi ne hanno ampliato gli effetti e, come si appresta Cameron in Gran Bretagna, addirittura ne propongono nuove più avanzate”.

Bisogna ripartire dall'abc, dalla pratica politica che parte dalla parola, dal pensiero e dall'ideologia che vi si celano dietro. Una ricerca simile negli anni 70 l'hanno fatta solo le femministe ed è a loro che mi rivolgo in un appello, un vero e proprio sos: aiutateci a pensare bene, aiutateci a rinsaldare quegli strumenti critici che in ogni militanza politica devono precedere la propaganda con un'analisi seria, profonda e nella quale l'ideologia, qualunque essa sia, è chiara, esplicita e anch'essa suscettibile di critica.

Aiutateci a riempire i posti di ogni uditorio di donne, e di persone giovani. Torniamo nelle scuole, nelle università e nei posti di lavoro, nelle fabbriche, nei supermercati (dove un sacco di giovani, campano con 1000 euro al mese), combattiamo questi politici chi manca una percezione vera del mondo, i quali non hanno certo il problema dell'affitto, o di come arrivare a fine mese.

Riprendiamoci la sfera politica, occupiamola, rivendichiamola, colonizziamola, facciamola nostra. Insieme, uomini e donne, trans e biologici, etero e omosessuali, cittadin* italian* e stranier*. Prima che sia troppo tardi. Prima che anche noi finiamo, vecchie cariatidi, tra le fila di quella platea che ascolta Alfano e il suo cripto-nazismo senza battere ciglio.

9 marzo 2012

Ricordando il Quartetto Cetra: la tv pedagogica di una volta.

No non vi propongo questo video perchè mi piace Mina (però godetevi la ricetta della torte coi fragoloni che dà, la verve con cui spiega perchè non si usa il lievito, o per come si congeda da Tata Giacobetti che fa il provolone, addio).
Non ve lo propongo nemmeno per Lucio Dalla (che si vede, ma, purtroppo, nello spezzone non parla né canta).
Non ve lo propongo nemmeno per ricordare il Quartetto Cetra (non solo almeno) visto che proprio mercoledì 7 è morta Lucia Mannucci, ultimo componente dei Cetra ancora in vita, per cui il quartetto cetra 'n c'è più
. No anche se questi sono tutti ottimi motivi non vi propongo il video per la loro presenza. Durante il finale della trasmissione, ("Jolly" 1970) com'era loro solito fare, il Quartetto Cetra saluta gli ospiti cantando. E dopo aver presentato tutti, ricordano se stessi al pubblico a casa cantando: E dopo ci siamo pure noi i Cetra che cercano soltanto di crearvi finalmente un'ora di evasione e di serenità perchè domani come accade sempre questa vita difficile sarà perchè domani come accade sempre questa vita difficile sarà La prima volta che ho visto il video sono rimasto sbalordito. Ma come ?! Invece di augurarci ogni bene ci gufano? ho pensato con mente gretta. E ho capito quanto sia corrotto anche io dall'edonismo consumistico della tv contemporanea. Mentre la tv di Bernabei, quella della dc, moraleggiante ed educativa, si proponeva come una pausa spensierata alla vita che, si sa, è difficile, la tv di oggi si sostituisce alla vita sovrapponendosi e fagocitandola e illudendo tutti (ma sopratutto i giovani e le giovani) con le sue promesse di facile successo, basta vendere il proprio corpo (non solo le ragazze ma anche i ragazzi), in barba a chi si guadagna una posizione solida grazie all'impegno, al lavoro, alla serietà, alla preparazione. La tv di oggi è una iniezione di eroina che mi fa perdere la percezione della realtà, la tv ai tempi dei Cetra un bicchierino, una cannetta, che mi rilassano prima di tornare nella vita che come sempre difficile sarà. Viva la faccia! Aridatece la DC!!!

8 marzo 2012

Cioa Lucio. Meglio che non hai letto certe sozze polemiche...

E mentre sciacalli e moralisti del cazzo concionano sula vita privata del grande Dalla, dicendo tutti la loro su come Lucio avrebbe dovuto vivere la sua vita (ma vivete la vostra perdio che tanto di voi non parla nessuno nemmeno da vivi di Lucio si parlerà ancora quando sarete tutti crepati) Lucio dalla continuava a fare buona musica anche come produttore. E' il caso del terzo album di Pierdavide Carone cantautore che non eccelle sempre nei nei testi (discutibili, come il camionista puttaniere della canzone sanremese che, poverino, sic!, è solo) ma che azzecca le musiche, la verve, e l'atmosfera, grazie anche a Dalla che produce, suona e arrangia. E' per questo che ancora di più mi rammarico della sua morte perchè Dalla continuava a fare musica. Di tutti i suoi detrattori dico solo che risponderanno alla Storia.
VERGOGNATEVI!!!

non bisogna esser donna per provare certi sentimenti...

4 marzo 2012

Che poi tanto velato Lucio Dalla non era


Grazie al lavoro certosino di Giovanni dall'Orto scopro che nelle sue canzoni (in alcune almeno) Lucio Dalla, abbia parlato di ragazzi che piacciono all'io cantante (si dirà) della canzone.  
Ecco cosa dice Dall'Orto:
1980 - Dalla, Lucio - "Balla balla ballerino" - da - Dalla. (Anche in 45 giri). Ambigua (come al solito nelle canzoni di Dalla) l'invocazione al ballerino ("vieni angelo benedetto / prova a mettere i piedi sul mio petto"), mentre è esplicita l'invocazione di fermare un treno per via di un bel ragazzo: "ferma con quelle tue mani / il treno Palermo-Francoforte, / per la mia commozione / c'è un ragazzo al finestrino, / gli occhi verdi che sembrano di vetro; / corri e ferma quel treno, / fallo tornare indietro". Questo modo svagato di introdurre il tema ha sempre permesso a Dalla veri e propri "coming out" senza chiasso (culminati infine in Luna Matana)
In Luna Matana c'è una canzone, che non conoscevo, con annesso, splendido video originale, ci spiega dall'Orto
2001 - Dalla, Lucio - "Siciliano" - da - Luna Matana. Una canzone d'amore molto particolare, tanto bella che nessuno ha notato il vero e proprio coming out che, quasi "sbadatamente", contiene: "Carmelo è biondo e ha in bocca un orecchino / si sente già europeo, europeo palermitano / e tra le case ancora da finire / noi continuiamo, continuiamo a far l'amore". La canzone si permette addirittura una maliziosa allusione all'erezione che si accende su Carmelo che dorme (evidentemente a fianco dell'io narrante, se costui è in grado di notare il dettaglio): "Carmelo dorme ai piedi del vulcano / (...) / negli occhi ha un sogno metropolitano / e un vulcano piano piano che si accende".
Ora a vedere il video Carmelo sta con una ragazza sul vulcano, ma il doppio sguardo che dà a Lucio quando lo incrocia all'aeroporto allude a qualcosa che a sentire la canzone senza video (come fa Dall'Orto) rende quel testo interpretabile in entrambi i modi. Insomma magari non propri un coming out come dice Giovanni ma sicuramente non l'assoluta velatezza che oggi molti militanti gli rinfacciano alquanto irrispettosamente... Il sito di Giovanni è stracolmo di esempi di altri cantanti.... Ne riparleremo presto..

1 marzo 2012

E anche Lucio non c'è più: sulla morte di Lucio Dalla.

Lucio Dalla mi ha accompagnato dall'adolescenza fino all'età adulta. All'incirca dal 1983, quando uscì il suo album omonimo (ma lo seguivo già da prima, senza comperarne i dischi) fino a Luna Matana del 2001.

Poi, senza un vero perchè, ho smesso di seguirlo, forse non mi è capitato più di ascoltare le sue canzoni.

Così non mi è più successo di rimanere folgorato quando scoprivo che c'era sempre una canzone che sembrava parlare a me, solo a me, nient'altro che a me.
Come mi successe per Latin lover, tanto da farmi singhiozzare sul tram, mentre tornavo a casa...




O una sera che ascoltai mentre andavo a cena da Daniele e mi ritrovai così commosso da dovermi fermare per strada.


Commosso perché Lucio provava sensazioni, nostalgie ed emozioni molto simili a quelle che potevo provare io.


Sentimenti profondi che Dalla descriveva osservando ragazzi e ragazze e che non ha mai apertamente declinato anche ed esclusivamente al maschile o al femminile.
Non appartengo alla schiera di persone che crede che un personaggio pubblico debba a tutti i costi proclamare la propria omosessualità o scrivere canzoni esclusivamente pensate in situazioni sentimentali dove la coppia è dello stesso sesso. L'ho sempre trovato ghettizzante e autoescludente. Però, sapendo dell'omosessualità di Dalla, sentirlo parlare nelle canzone sempre e solo di amore rivolto per le donne, mi rendeva triste perchè lo faceva ipocrita. Perchè ci sta tutto il cantare di amori etero anche se non lo si è, perchè non esiste solo il tuo orientamento sessuale, e che, dopo tutto, l'amore è universale, ma che tristezza se per non escludere l'eterosessualità trascuri l'omosessualità. Se sei un grande cantautore puoi trovare un modo per parlare anche di amori per lo stesso sesso senza farne una canzone di militanza.
Per questo sono in sintonia col mio amico Carlo, dal quale ho appreso della sua morte, che su faccialibro scrive Morire senza svelarsi... è perdere una buona occasione per farsi conoscere fino in fondo.
Svelarsi, anche senza pubblici proclami, anche senza coming out ufficiali, perchè non si è sempre e solo gay o lesbiche lo si è solo anche.
Per cui il senso di vuoto e di mancanza si ammantano anche di questa occasione definitivamente persa.
Poi le polemiche sulla sua velatezza, sulle sue posizioni politiche, inciampano tutte in un doppio equivoco.
Che basti essere gay  per essere politicamente impegnati (e nello schiermaneto giusto), e di come il non esserlo pur essendo gay debba essere un'aggravante, e di come se a morire è un gay non per motivi inerenti la propria omosessualità (non sia cioè vittima di omofobia) debba dispiacere di più che se  a morire sia un non gay.
Forme di omofobia od omocentrismo, che è la stessa cosa, che mi dispiace leggere su faccialibro (vero Riccardo?) e che tutto sommato danno ragione a Lucio se non ha voluto fare coming out.

Almeno tra noi militanti il diritto all'indifferenza deve iniziare ad essere un dovere politico imprescindibile.
Altrimenti non si fa militanza ma solo sterile corporativismo.

bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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