31 marzo 2013

Ciao Franco! O della moria dei cantautori

E' mattina presto. Sono le sette e trenta circa. Mia sorella è appena arrivata a lavoro. Ospedale vattelappesca.
Prima di timbrare il cartellino ed entrare nei laboratori che cominciano a lavorare prestissimo mia sorella va al bar per fare colazione, tra profumo di caffè e odore di cornetti un profluvio di ciao Silvia la accoglie nella sala gremita di colleghi e medici.
Uno degli avventori del bar non lavora lì. E' forse un paziente. Sta facendo colazione con peroncino e tramezzino e a sentire ripetere il nome di mia sorella , incuriosito dal coro di saluti, si gira e la chiama per nome. Silvia? Chi è Silvia. ? La voglio salutare anche io.
Poi quando vede che è bona, perchè mia sorella a differenza mia, è bona, già le si avvicina e la saluta e mira ai suoi generosi seni, con lo sguardo, ci mancherebbe.

Lui è Franco Califano.

L'incontro è avvenuto davvero un paio di anni fa o giù di lì.

Una delle cose che mi ha sempre sorpreso di Franco è lo scarto tra la sua attitudine greve, fosse anche solo nel ruvido della voce, e l'eleganza dei testi che ha scritto nell'arco della sua carriera per le più grandi cantanti italiane.

Con Mina ha fatto un album intero di parole su musiche di Carlo Pes.

L'album è Amanti di valore, l'anno è il 1973.

Un album di perle, a cominciare dalla title track.


I sogni di un semplice mi ha sempre fatto piangere, proprio come la protagonista della canzone, solo che piangevo in camera mia non nel campo in cui ridevamo. Come potete apprezzare non si tratta solo di canzoni d'amore romantico ma di stati d'animo tangibili, dove il dolore lo tocchi col cuore e con le mani. Oppure di canzoni ironiche come la solita storia d'amore . Mi reputo fortunato ad avere avuto la possibilità di ascoltare questo tipo di musica quando avevo 16 anni. Mi hanno permesso di immaginarmi in stati d'animo che all'epoca ancora non avevo conosciuto. Un lusso inimmaginabile per un ragazzino di 16 anni. E poi c'è chi le chiama ancora canzonette.
Ma la canzone dell'album cui ero più legato allora è Il poeta che non pensa mai tramite la quale parlavo ad Andrea il mio primo grande amore che dopo 3 anni di amore (e sesso) pensò bene di darmi una ridimensionata dicendomi che la nostra storia per lui era stata solo un'amplificazione della masturbazione... e che mi lascerà cambiando sezione (eravamo nella stessa classe...) che vi propongo nella splendida versione live da Milleluci. Naturalmente Califano non è solo Mina. Anzi vi stupirà forse scoprire quante canzoni sono sue.
bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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