31 dicembre 2011

31 dicembre 1981

Era ancora il periodo magico in cui c'erano in giro dischi di Mina che non avevo comprato. Era un po' come se uscisse un disco nuovo al mese, o ogni volta che avevo soldi per comprarne.
Quel 31 dicembre di 30 anni fa (!) eravamo andati a piazza Navona, io, mamma, mia sorella e Lucia, il compagno di mia madre. Nonna no, era rimasta a preparare la cena (maschilismo generazionale).
Nella bancarella di dischi (a stessa che conoscevo essere la domenica a Portaportese) trovai un doppio del 1974, originale, non in ristampa cioè, Mina ® e Baby Gate due gioielli immensi nella discografia minesca.
Da Baby Gate ci sono perle come
Flamingo


Non so



Notate la differenza di timbro di voce tra i due brani come fossero Mine d'epoche differenti...

Ancora c'è I Only Have Eyes for You


I'm In the Mood for Love


che Mina stessa inciderà anni dopo nella sua versione in vocalese , Moody's Moods (nel 1988 in Ridi Pagliaccio)
.

Pensate l'effetto che un album con standard anni 50 può fare su un ragazzino di 16 anni.
Ti danno il gusto per la storia, per l'interpretazione, per l'arrangiamento (quando erano ancora di Pino Presti e non Massimiliano Pani). Tornammo a casa un paio d'ore prima della mezzanotte e non mi pareva vero che invece di attardarci davanti una tavola imbandita a la classica, patetica, bottiglia di spumante italiano io fossi in camera mia ad ascoltare questo splendido album di cover.
Una in particolare mi colpì. Una delle rare cover che Mina ha fatto di brani già in precedenza incisi.
LA sua prima versione, a carriera già iniziata, mi faceva orrore, allora, sia per l'arrangiamento che per l'uso impostato della voce di Mina


La versione di Baby Gate, per solo pianoforte (ascoltate lo splendido assolo...), però, mi fece reinnamorare del brano ...e di Mina.
Sentite come allunga i fiati, come usa il sussurrato, come sforza per dare il senso drammatico di un verso, come scende in una nota bassa piena quando dice amorevole...
Un sogno e io, incredulo che vagavo tra l'aria calda della voce di Mina che girava nella mia camera e quella fredda che mi richiamava fuori verso legittime felicità che all'epoca potevo solo osare di sognare e alludere tramite il repertorio della più grande cantante italiana.
E quando si muore lo si fa proprio come nel finale del pezzo: un'ultima nota e via!

Buon anno a tutt* mi** car* lurker.

26 dicembre 2011

Sulla morte di Giorgio Bocca e su Pasolini. Quando capisci che l'omofobia la si estirpa solo con la morte degli omofobi.

Non seguivo più Bocca da decenni. Da quando ero assiduo lettore dell'Espresso (dopo che Panorama era radicalmente cambiato alla fine degli anni 80) e la sua rubrica su quel settimanale mi dava noia. Giornalismo d'assalto, con dichiarazioni trachant e autoreferenziali, senza mai una prova, un esercizio di lettura critica che non fosse basato sulla frase definitiva, universale, quindi sul pregiudizio, sul cliché, sul luogo comune.
Anche ora che è morto ritrovo lo stesso scrittore di allora, esacerbato dall'età (non oso pensare cosa potrò mai diventare io a 90 se mai ci arriverò!).

Grazie al blog di Pasquale Videtta scopro il pensiero recente di Bocca. Non mi sento toccato tanto dalla sua avversione per il meridione e i meridionali io che sono di origini siciliane...

la gente del Sud è orrenda (…)C’era questo contrasto incredibile fra alcune cose meravigliose e un’umanità spesso repellente. (...) a Palermo, c’era una puzza di marcio, con gente mostruosa che usciva dalle catapecchie. Vai a Napoli ed è un cimiciaio, ancora adesso. (...) Sono zone urbane marce, inguaribili

Anzi mi tocca perchè Bocca è stato partigiano e di storia d'Italia sembra comunque a digiuno. Chiunque voglia saperne di più consiglio il sempre ottimo Bronte cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato (Italia/Jugoslavia, 1972) di Florestano Vancini.
Mi tocca però di più il modo con cui Bocca liquida Pasolini

Avevo paura di Pasolini, della sua violenza. Pasolini è morto perché, la rigirino pure come vogliono, era di una violenza spaventosa nei confronti di questi suoi amici puttaneschi. Poi mi dava noia questo: ho un po’ di omofobia, che poi è una cosa militare, come i bei fioeu va a fer il solda’ e i macachi resta a ca’, i macachi restano a casa. Il mio concetto piemontese è che gli uomini veri vanno a fare il soldato. Quindi anche questa faccenda dei suoi rapporti con questi poveretti che manipolava…

Sempre sulla rete sul sito del Corriere leggo la lettera accorata di un signore che scrive a Paolo di Stefano dicendogli

Caro Paolo,
ho letto su Dagospia un'intervista a Giorgio Bocca (da Libero) nella quale il giornalista parla della morte di Pier Paolo Pasolini come di una conseguenza per la "violenza" che l'intellettuale usava nei suoi incontri occasionali. Se fosse vero forse si è "sceneggiata" una morte nel corso degli ultimi 36 anni! (...)

Al che Paolo di Stefano gli risponde, lapidario

Su Pasolini, Bocca vuol dire che la morte se l'è voluta.

Ancora a distanza di quasi 40 anni c'è chi pensa che Pasolini quella morte se la sia cercata, perchè frocio.
Così la pensava Bocca e così la pensa Paolo Di Stefano, senza sentirsi in dovere di aggiungere una riga per prendere le distanze da questo pensiero. Perchè per certe generazioni (Di Stefano è del 56) lo stigma omofobico è scritto nella propria cultura e non lo si può eliminare. Bisogna solo attendere la loro morte, naturale, si capisce!

Per questo però, finché vivrò (anche io presto o tardi leverò il disturbo) dovrò denunciare ogni caso di omofobia nel pensiero, nel comportamento di tutte le persone che mi circondano o di tutte quelle di cui mi capita di leggere il pensiero (sic!).
Perchè ogni volta che qualcuno dice che Pier Paolo quella morte orrenda (mentre la macchina gli passava sopra due volte, il trauma gli faceva esplodere il cuore) se l'è cercata quel qualcuno ammazza Pasolini una volta ancora, legittimando con quella morte ogni forma di discriminazione che ancora oggi a distanza di tanti anni froci e lesbiche soffrono sulla propria pelle.
In barba a tutte quelle persone, etero e non, che criticano chi, come me, fa del proprio orientamento sessuale una battaglia di ostentazione.

Come rispose il capitano Janaway alla borg Sette di Nove che commentava la futilità della resistenza umana alla inevitabile assimilazione dovrete ucciderci tutti.

24 dicembre 2011

River by Joni Mitchell




It’s coming on Christmas
They’re cutting down trees
They’re putting up reindeer
And singing songs of joy and peace
Oh I wish I had a river
I could skate away on
But it don’t snow here
It stays pretty green
I’m going to make a lot of money
Then I’m going to quit this crazy scene
I wish I had a river
I could skate away on
I wish I had a river so long
I would teach my feet to fly
Oh I wish I had a river
I could skate away on
I made my baby cry

He tried hard to help me
You know, he put me at ease
And he loved me so naughty
Made me weak in the knees
Oh I wish I had a river
I could skate away on
I’m so hard to handle
I’m selfish and I’m sad
Now I’ve gone and lost the best baby
That I ever had
Oh I wish I had a river
I could skate away on
I wish I had a river so long
I would teach my feet to fly
Oh I wish I had a river
I made my baby say goodbye

It’s coming on Christmas
They’re cutting down trees
They’re putting up reindeer
And singing songs of joy and peace
I wish I had a river
I could skate away on

(Joni Mitchell, da Blue, 1971)

23 dicembre 2011

Positive feedback and negative ones

Lo so avrei potuto intitolare questo post con un più comprensibile e italiano "il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto" ma vuoi mettere fare il figo parlando l'inglese (perchè io un po' lo parlo - e lo leggo -  davvero, non come molti miei compatrioti che si riempiono la bocca di sostantivi inglesi e altri barbarismi ma poi in inglese non sanno mettere insieme due parole a costruire una frase una).
Come non sapete e non solo perchè di recente ho disertato questo blog ma perchè fondamentalmente non ve ne frega niente (e non vedo perchè dovrebbe), ultimante sto soffrendo di problemi economici non indifferenti e sono dunque alla ricerca di un lavoro (magari non da mac donald come mi ha suggerito mia sorella o il barista come mi ha suggerito una preside, di scuola privata, durante il colloquio, ma la preside parlava al plurale quindi forse si riferiva a se stessa...) che paghi con una certa regolarità.
Durante uno di questi colloqui ho forse (e sottolineo forse) trovato qualcosa. Preso dall'entusiasmo chiamo mia sorella per darle la probabile buona notizia e lei invece di rallegrarsi, magari avvertendomi fraternamente (sororamente?) di non contarci troppo e di continuare a cercare,  non si scompone, non reagisce in nessun modo al concitato entusiasmo con cui le sto parlando e mi risponde a monosillabi. Non solo non si rallegra, ma, senza nemmeno prendere in considerazione che forse (e sottolineo forse) qualcosa ho trovato, si informa subito se ho preso altri appuntamenti per altri colloqui (e gli altri che hanno detto? Perchè... hai preso altri appuntamenti, vero?) dando quasi per scontato che questa possibilità NON possa andare in porto.
Badate non mi lamento di un sano scetticismo, ma di una insopportabile indifferenza per quello che in me suscita entusiasmo e in lei solo la preoccupazione (che, intendiamoci, attesta sicuramente affetto ma dà  anche la misura della considerazione che mia sorella ha di me e delle mie capacità) se ci sia o meno qualcosa d'altro.
C'è di che spegnere gli entusiasmi  di uno scemo ottimista figuriamoci quelli labili e improvvisi di un depresso per circostanza come il sottoscritto eppure durante la conversazione (nella quale dall'entusiasmo iniziale mi attesto a mia volta su un conversare monosillabico) mia sorella chiede dettagli secondari (come si chiama la preside?), dei chiarimenti (non ho capito) sulle dinamiche dell'incontro (ti ha dato un altro appuntamento? Ma non ne avevi già uno?) il tutto con il tono di chi deve capire l'assunto centrale della relatività di Einstein e sta avendo qualche difficoltà.
Adesso vada che io sono per indole permaloso (Permaloso? Io?!?) e che basta uno sbrilluccichio in meno di una stella per temere di non meritarmi quel che ho avuto (il cielo non vuole) ma mia sorella non sa proprio come sostenere il prossimo (non dico suo fratello, ma proprio il prossimo). Molti gli esmepi (recenti) che potrei fare: Sai Silvia - le faccio - mi ha scritto quel regista per complimentarsi sulla mia recensione al suo spettacolo e lei, come unica risposta, e quand'è che iniziano a pagarti le recensioni ? Sai Silvia ho perso altri cinque chili nella dieta e lei ora vedi di non smettere e riprenderli tutti! Ancora a proposito di dieta, il suo unico commento al mio recente viaggio a Napoli (per il festival cinematografico Omovies del quale sono il programmatore=ho scelto io i film da vedere),   Ti pensavo a Napoli col sorcio in bocca (=a mangiare  esageratamente) e pensavo a tutti i sacrifici fatti per la dieta andati in fumo (e non una domanda su come è andato il festival, se è venuta gente, se sono rimasto soddisfatto oppure no, se il laovoro da me proposto è piaciuto...)
Sempre a proposito di Napoli. Mi chiama sabato al cellulare (era arrivata a Napoli col marito per vedere uno dei dibattiti che conducevo al festival? Naaaaaaah, per vedere i presepi napulitani) e mi chiede: Dove sei? Sto andando al cinema le rispondo e lei trasecolando come le avessi risposto sono appena arrivato su Plutone con l'astronave Enterprise del capitano Kirk ripete basita al cinema?!?!?!? (Su plutone?!?!?!). Pescando da un altro bacino semantico aveva capito che stavo andando a vedere un film (cioè a divertirmi invece di essere rimasto a Roma a cercare di farmi assumere in un bar, ah no, quella era la Preside!) senza pensare che, essendo a Napoli per un festival di film, il fatto che andassi al cinema fosse più probabile si riferisse a quello (pensavo ci andassi più tardi, si è giustificata)...
Non so se lo faccia apposta, in fondo non lo credo possibile, ma sembra proprio che per mia sorella sia difficile riconoscere una conquista altrui, per quanto piccola e insignificante, perchè non c'è tempo per rallegrarsi a vedere il bicchiere mezzo pieno, la metà vuota incombe sempre, come la morte sulle nostre vite.
Per fortuna che alla veneranda età di 46 anni, avendo un pochino più di self confidence di prima, riesco a non farmi smorzare troppo gli entusiasmi e ripeto a me stesso (mentre istintivamente vorrei staccarle la testa con un morso) negative feedback! Negative feedback!! She is a negative feedback giver.
Il giorno che mia sorella sosterrà l'entusiasmo che le sto comunicando in una conversazione con un Ma dai?!? Che bello!!! probabilmente morirò.
Ed ecco che mia sorella non è l'unica negative feedback giver della famiglia!

3 dicembre 2011

Un piccolino al giorno toglie la noia di torno: Canzone maledetta



Oramai Mingardi ha inanellato una serie innumerevole di interpretazioni mazziniane, ma questa strabilia e graffia, mentre la voce di minona nostra sale sale sale...

1 dicembre 2011

1° dicembre 2011. 30ma giornata della lotta all'aids. Lo spot di Arcigay Roma, ArciLesbica Roma e NPS Network Persone Sieropositive




Alla faccia della campagna governativa!

Lo spot di Arcigay Roma, ArciLesbica Roma e NPS Network Persone Sieropositive è girato da Lucia Pappalardo, con l'aiuto dei Eyes Wild Drag, un gruppo di Drag King.

(fonte Gaycenter.it)

primo dicembre giornata mondiale contro l'aids

Non vi sembri strano che questo post si trovi qui e non sul mio blog frociarolo. L'aids ci riguarda tutti in quanto uomini e donne a prescindere dall'orientamento sessuale. e mentre il Governo italiano continua criminalmente a incentrare la sua campagna sul test e non sulla protezione leggiamo cosa è scritto sul sito del ministero della salute.
Sono circa 64.000 i casi di Aids segnalati dall’inizio dell’epidemia nel 1982 ad oggi e circa 40.000 le persone decedute.
Continuano a diminuire i nuovi casi di Aids e il numero di decessi per anno, principalmente per effetto delle terapie antiretrovirali combinate (introdotte nel nostro Paese nel 1996).
Se nei primi anni ’90 sono state attuate politiche per i tossicodipendenti per via iniettiva, che erano, allora, le persone più colpite dall’infezione in Italia, nell’ultimo decennio si osserva una diminuzione di incidenza di nuove infezioni da Hiv nei soggetti con questo comportamento a rischio.
Nel 2010 la maggioranza delle nuove infezioni è attribuibile a contatti sessuali non protetti, che costituiscono l’80,7% di tutte le segnalazioni.
E’ da sottolineare come molte persone Hiv positive scoprono di essere infette dopo vari anni e, pertanto, non possono usufruire dei benefici delle terapie antiretrovirali prima della diagnosi di Aids: dal 1996 ad oggi ben due terzi delle persone diagnosticate con Aids non ha effettuato alcuna terapia antiretrovirale prima di tale diagnosi.

E’ questa la fotografia attuale riportata dal Centro Operativo Aids dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) nell'ambito della Conferenza stampa del 30 novembre, al Ministero della salute, in occasione della Giornata mondiale contro l'Aids 2011.
Sono intervenuti il Ministro della salute Renato Balduzzi, il Capo dipartimento della sanità pubblica e dell'innovazione del Ministero Fabrizio Oleari, il Direttore delle comunicazioni e delle relazioni istituzionali del Ministero Daniela Rodorigo, il Direttore del dipartimento di malattie infettive dell’ISS Gianni Rezza, il Direttore del CoA dell'ISS Barbara Ensoli, il Direttore del dipartimento di malattie infettive dell’Ospedale Luigi Sacco di Milano Mario Moroni, il Presidente della Consulta delle Associazioni per la lotta contro l'Aids Massimo Oldrini.

Quest'anno la Giornata festeggia un anniversario speciale; sono infatti trascorsi 30 anni da quando il mondo ha visto il manifestarsi dell’infezione da Hiv e, nel dicembre del 1981, sono stati diagnosticati i primi casi di Aids.
La Dott.ssa Rodorigo ha annunciato per l'occasione, una maratona radiofonica su Radio Rai, per ricordare a ognuno: "Non abbassare la guardia. Fai il test".

Domande sull'infezione da Hiv, sull'Aids e sulle Infezioni sessualmente trasmesse possono essere rivolte al Telefono Verde Aids e IST 800 861 061 dell'ISS, che in occasione del 1° dicembre sarà attivo dalle ore 8.00 alle ore 20.00.
Fare il test sicuramente è fondamentale. Ma usare PRECAUZIONI cioè il profilattico PRIMA lo è ancora di più.
Il test non ci protegge dall'infezione. Permete solo di curarci subito se abbiamo contratto il virus. Per non contrarlo il profilattico è l'uno viatico per non rimanere contagiati dall'hiv e dalle malattie a trasmissione sessuale.

Un piccolino al giorno toglie la noia di torno: Compagna di Viaggio



Per l'impiego delle chitarre, una certa calma nell'andamento del brano chissà perchè questa canzone mi ricorda Joni Mitchell.
Purtroppo tutti abbiamo un'amica che non c'è più. E il fatto che Frances sia la mia passeggera non sapete quanto conforto mi dà...

La canzone è elegante, delicata, vera e Mina beh MIna è Mina!

Il bel video che avete visto è fatto da Minafan 51
bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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