5 novembre 2011

Festival internazionale del film di Roma 2011: li film premiati

I PREMI ASSEGNATI DALLA GIURIA INTERNAZIONALE
Una giuria internazionale presieduta da Ennio Morricone e composta da Susanne Bier, Roberto Bolle, Carmen Chaplin, David Puttnam, Pierre Thoretton, Debra Winger ha giudicato i film in concorso nella Selezione Ufficiale. La giuria internazionale ha assegnato il:
- Premio Marc’Aurelio della Giuria al miglior film: Un cuento chino di Sebastián Borensztein
- Premio Marc’Aurelio della Giuria alla migliore attrice: Noomi Rapace per Babycall
- Premio Marc’Aurelio della Giuria al miglior attore: Guillaume Canet per Une vie meilleure
- Gran Premio della Giuria Marc’Aurelio: Voyez comme ils dansent di Claude Miller
- Premio Speciale della Giuria Marc’Aurelio: The Eye of the Storm di Fred Schepisi
- Premio Speciale alla colonna sonora della Giuria Marc’Aurelio: Ralf Wengenmayr per Hotel Lux

IL PREMIO ASSEGNATO DAL PUBBLICO
Attraverso un sistema elettronico, il Festival ha previsto la partecipazione degli spettatori all’assegnazione del Premio BNL del pubblico al miglior film. I film che hanno partecipato all’assegnazione del premio sono quelli in concorso nella Selezione Ufficiale. Il pubblico ha assegnato il:
-Premio BNL del pubblico al miglior film: Un cuento chino di Sebastián Borensztein

IL PREMIO ASSEGNATO AL MIGLIOR DOCUMENTARIO PER LA SEZIONE L’ALTRO CINEMA | EXTRA
Un’apposita giuria internazionale, diretta da Francesca Comencini e composta da Pietro Marcello, James Marsh, Anne Lai, Meghan Wurtz ha assegnato il:
- Premio Marc’Aurelio al miglior documentario per la sezione L'Altro Cinema | Extra: Girl Model di David Redmon e Ashley Sabin

I PREMI ASSEGNATI DALLE GIURIE DI RAGAZZI
Ai film in concorso nella sezione Alice nella città sono stati attribuiti due premi Marc’Aurelio Alice nella città. Sono stati votati da due giurie, una composta dai ragazzi sotto i 13 anni e una dai ragazzi sopra i 13. Le giurie di ragazzi hanno assegnato il:
- Premio Marc’Aurelio Alice nella città sotto i 13 anni: En el nombre de la hija di Tania Hermida P.
- Premio Marc’Aurelio Alice nella città sopra i 13 anni: Noordzee Texas di Bavo Defurne

IL PREMIO MARC’AURELIO ESORDIENTI
Grazie alla collaborazione con il Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stato assegnato il Premio Marc’Aurelio Esordienti, trasversale a tutte le sezioni del Festival, e destinato al regista della migliore opera prima. La giuria presieduta da Caterina D’Amico e composta da Leonardo Diberti, Anita Kravos, Gianfrancesco Lazotti, Giuseppe Alessio Nuzzo ha assegnato il:
- Premio Marc’Aurelio Esordienti: ex aequo Circumstance di Maryam Keshavarz – La Brindille di Emmanuelle Millet

IL PREMIO MARC’AURELIO ALL’ATTORE
Il riconoscimento è stato assegnato a Richard Gere, il divo di Hollywood da sempre impegnato in battaglie umanitarie, protagonista di film popolari come American Gigolo, Ufficiale e gentiluomo, Pretty Woman e interprete per autori come Robert Altman, Akira Kurosawa, Sidney Lumet, Francis Ford Coppola, Todd Haynes, Terrence Malick.

Ultimo giorno di festival (prima delle premiazioni...).

Zui Ai (Cina, 2011) di Changwei Gu
La cosa che infastidisce di più di questo film è che si dà per scontato che chi dona sangue possa contrarre l'hiv (e non chi lo riceve). seconda cosa data per scontata è che di hiv si muore. Questo non è più vero oggi come non era vero nemmeno all'inizio degli anni 90 (quando il film è ambientato, come ci dice una didascalia a inizio film, a dire il vero un po' persa tra gli altri titoli del film...).
L'hiv è vissuto come una condanna ineluttabile (come se fossimo altrimenti tutti immortali...) ala quale non c'è cura farmacologica da opporre. E non si tratta nemmeno del problema del costo dei farmaci (una scatola con 3 pasticche, il fabbisogno giornaliero, costa 500 euro...) che è proibitivo per l'Africa, e forse, anche per la Cina. No. Nel film cure proprio non ce ne sono.
Anche la reazione dei villains nei confronti degli appestati è irrilevante perchè rimane una pallida versione di quanto le persone in fatto di pregiudizi sanno essere criminali (da quelli politici a quelli etnici a quelli d'orientamento sessuale).
La seconda parte del film, quando due adulteri si innamorano e poi divorziano e si sposano prima di morire l'una sostenendo l'altro non spiega perchè si scomoda una sindrome che, purtroppo, miete molte vittime per disinformazione e interessi economici.
Poi il film è anche bello come storia d'amore. Ma perchè scomodare l'hiv? A quale metafora pensava il regista?



No et Moi (Francia, 2010) di Zabou Breitman tratto dal romanzo omonimo di Delphine de Vigan (pubblicato in italiano dalla mondandori col titolo Gli effetti secondari dei sogni) è un film incredibili, di una tale leggerezza e profondità che descrive le vite di tre adolescenti (Anzi due adolescenti e una giovane ragazza) che si stagliano davanti le vite dei genitori incapaci assenti o che si negano come tali. UN film mai banale ben costruito meglio recitato con un ritmo mai prevedibile e un finale vero che non concede spazio al sentimentalismo. Una delle vere sorprese di questo festival passata quasi inosservata.



Nuit blanche(Francia, 2011) di Frédéric Jardin non ha nulla da invidiare ai film statunitensi. una storia di poliziotti corrotti, spacciatori di coca e figli rapiti, raccontata con ritmo incalzante e una plausibilità sempre al limite ma che, miracolosamente, regge. Per chi crede che il film debba intrattenere e non far pensare. (e non è detto che sia sempre un male).


E anche questa sesta edizione del festival internazionale del film è finita...
bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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