2 ottobre 2012

Fiction Fest gionro primo (2)

Nel pomeriggio/serata  del primo giorno di Fiction Fest  ho visto due serie british e una francese.





 
La prima Top Boy di Ronan Bennet  è una miniserie che non dice davero nula di nuvo ma racconta di guera tra bande rivali di saccaiotori, neri ma a capo cè un biao e di due aolescenti che si troao loro malrado coinvlti nello spacio e lea lotta di potere. Verboso, prevedibie, un po' iutile. Ma girato e iterpretato agistralmente slo come in UK sano fare. Andato in onda l'ano scorso (quasi su Channel for le 4 parti sono sttae programate in qiattro serate di seguito.
Come dire leviamoci subito il dente...











Accused è una serie creata da Jimmy Govern che presenta per ogni episodio un diverso perosnaggio accusato di un qualche crimine.
L'episodio programato, il primo della seconda stagione, vede Simon un professore di Inglese che la sera va nei locali vestito da donna, col nome di Tracy, con scarso sucesso. 
Incontra un Tony uomo sposato col quale intese una relazione finchè scoperto dalla moglie Tony la uccide e accusa Tracy di complicità. Bella a stroia tra i due omini. I cambiamenti di Simon a scuola e le reazioni femmiili quando scopre che la moglie del suo amante è vivsa e vegeta (l'uomo aveva detto di essere vedovo). Però perchè nel 2012 un gay sente di doversi vestire da dona perchè un gay nascosto nell'armadio quando messo alle strette invece di ammettere la propria omosessualità dà di matto e diventa asasino?
Insoma i froci sono tutti psicopatici o donne mancate.
E nonostate la bravura immensa di Sean Bean  la storia è davvero omofobica e too odd


E' poi la volta di Ainsi Soient-Ils  serie francese di Rodolphe Tissot che raconta della vocazione di cinque ragazzi che vanno a fare il semniario nel più prestigioso convento di Francia a Parigi: il Convento dei Capuccini. Tra fede, omertà, giochi di potere tra vescovi, ispezioni vaticane uno spaccato interessante della vocazione e della Chiesa Francese di oggi.

Poi invece di veere un film tv sempre francese soo tornato a casa per via dello sciopero...

Il delirio del giornalismo italiano. Sul sito del messaggero: Taranto, partorisce e si sbarazza del feto Interrogata donna 25enne


Dunque quando una donna abortisce, come scrisse Dreyfus, il ginecologo le estirpa il figlio e lo getta via.

Invece quando una donna ha partorito, il neonato, il bambino, diventa feto!





Siamo alla follia!

Ma che domande fanno a questi quando fanno l'esame di stato per diventare giornalisti?!?! Di che colore era il cavallo bianco di Napoleone?

La lotta al sessismo nella lingua italiana: una battaglia contro i mulini al vento?

Sarà che lo sciopero degli autobus mi costringe a casa, saranno le mie condizioni economico lavorative che mi rendono più precario che mai, ma in questa battaglia contro il sessismo nella lingua italiana mi sento più solo che mail.

Sono tanti, troppi, gli esempi che noto ogni giorno non solo sui giornali e sulla rete, ma anche nel quotidiano comunicare interpersonale.

Mi hai spaventato! ho Sentito dire ieri a una ragazza.

Quello che mi deprime è che anche quando la gammatica consente entrambe le forme le donne non sentano il bisogno di usare l'accordo che più le identifica e le presenta al mondo.

Ancora più deprimente l'impiego dell'articolo determinativo prima del cognome di donne, La Polverini, che è stato difeso, con argomentazioni inconsistenti (è una tradizione dialettale, un mio amico, militante lgbt) lo impone la grammatica (?!?!) una donna, giornalista, della mia età...
In ogni caso non solo il problema non viene percepito (mi rendo conto che questi sono esempi minimi del sessismo nella lingua c'è ben di peggio) ma io vengo recepito come uno che cerca il pelo nell'uovo, che fa una critica ideologica (come se la loro non lo fosse...).

Dalla mia parte ho solo Edda Billi e Alma Sabatini più di recente Cecilia Robustelli molti siti sulla rete, eppure, i nostri quotidiani producono dei titoli ridicoli come questo:


Oppure oggi quest'altro capolavoro:


Dove LA polverini è indicata come IL presidente.

A parte il fatto che io più che Don Chisciotte posso essere Sancho Panza, ma che fatica andare da solo contro i mulini al vento...

bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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