31 dicembre 2012

Rita Levi-Montalcini. Gli insulti, in vita, della destra e di Grillo. La sua morte è una grave perdita per tutti.

Ieri il TG5, edizione delle 20, ha dedicato alla morte di Rita Levi-Montalcini un servizio di nemmeno due minuti non certo per mancanza di tempo a fare un servizio di approfondimento dato che la notizia della morte della senatrice è stata diffusa nel primo pomeriggio.
Nello stesso Tg però  è stata proposta un'intervista a Berlusconi di oltre 6 minuti. Una durata anomala rispetto ai tempi standard dei tg nazionali.
La scelta editoriale è chiara: in tempo di campagna elettorale e prima della par condicio, l’editore di riferimento deve avere tutto lo spazio che vuole a discapito di tutto il resto



Rita Levi-Montalcini era stata eletta senatrice a vita nel 2001 dall'allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo scientifico e sociale.

La carica a vita spetta di diritto agli ex Presidenti della Repubblica e viene conferita agli italiani e alle italiane che hanno dato lustro e gloria alla Patria "per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario".
Rita Levi-Montalcini siede dunque al Senato senza essere stata eletta.

Il breve governo Prodi (2006-2008) aveva una maggioranza di pochi voti al Senato e la partecipazione assidua ai dibattiti e alle votazioni di tutti i senatori e le senatrici a vita permise di far approvare alcuni provvedimenti importanti. L'opposizione di destra attaccò duramente questi senatori non eletti dal popolo e di età avanzata, fatti oggetto di scherno e di battute ignobili.

In particolare contro Rita Levi-Montalcini.

Oggi alla notizia della sua morte tutti i politici e le politiche hanno espresso cordoglio e ammirazione per la donna.

Anche quelli che l'hanno insultata nella persona o sollevato critiche spropositate per l'operato dell'avversaria politica.

Voglio ricordare a questi fascisti che purtroppo siedono ancora al parlamento  e al senato, le loro parole di allora, chiedendo un minimo di coerenza,  cercando di ristabilire una memoria storica cui noi italiani e italiane difettiamo massimamente. Nel leggere le loro parole di allora e quelle ipocrite ci cordoglio di oggi Non arrabbiatevi. Piuttosto raccontatele a chi non le ricorda come ha giustamente esortato il mio amico Daniele Brundu nel suo post, al quale devo moltissimo per queste mie righe.


Di mio aggiungo e cerchiamo di mandarli a casa.

Cominciamo questo florilegio da Silvio Berlusconi.
 
Mi unisco a tutti gli italiani che in questo momento rendono il doveroso omaggio a Rita Levi Montalcini. Una scienziata di grande valore, una donna che ha onorato l’Italia ha dichiarato ieri il cavaliere.

Il 19 maggio del 2006, invece, allora all’opposizione, Berlusconi  attaccò pesantemente i senatori a vita, rei di avere votato la fiducia al governo Prodi:  I senatori a vita hanno fatto qualcosa che era profondamente immorale secondo la coscienza della nostra parte politica.
Montalcini rispose con eleganza: E’ la sua opinione. Io non avevo solo il diritto ma anche il dovere di votare.

Lega, tramite il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota dichiara Per noi è un vero onore che sia nata a Torino e che da qui abbia poi fatto tanta strada, dedicando la sua vita alla scienza, raggiungendo altissimi meriti in campo scientifico, fino al Premio Nobel per la medicina nel 1986.
Lo stesso Noi però nei due anni di Governo Prodi si epsresse su Montalcini con ben altre parole.


Roberto Calderoli nel Giugno del 2006 dopo una votazione salva Governo, disse della senatrice a vita:

Quando ieri ho visto la Montalcini votare, ho detto “allora è viva”. L’hanno tolta dal microonde e l’hanno scongelata
.


Castelli e tutta la lega, proposero nel 2007 di eliminare i finanziamenti pubblici in finanziaria per l’EBRI (European Brain Research Institute), un centro un centro di ricerca scientifica internazionale che si occupa del cervello (e dello studio delle sue patologie tra cui l’Alzheimer e Parkinson) che ha sede a Roma, fondato dalla senatrice.
Un modo per valorizzare gli scienziati italiani e favorire il rientro di quanti erano andati all'estero a causa della scarsità di centri di ricerca nel nostro Paese. Un'istituzione di eccellenza, indipendente, che mette al primo posto il merito e non ha referenti o padrini né nella politica né nell'economia.

Per Roberto Castelli i finanziamenti andavano aboliti perchè si trattava di Un immorale mercimonio, un grande spreco.

 
Oggi, sulla sua pagina Facebook, Storace, leader de La destra, scrive


A cosa si riferisce?
Nel settembre del 2007 in occasione di un voto alla finanziaria indispensabile per il governo Prodi Fabio Sabbatani Schiuma esponente de La Destra, la nuova formazione politica fuoruscita da Alleanza Nazionale, capeggiata da Francesco Storace, propone di spedire delle stampelle ai senatori a vita a cominciare da Montalcini. 

Abbiamo scartato mutandoni e pannoloni, meglio le stampelle
, dice Sabbatani Schiuma che, intervistato da Repubblica, insiste: Loro, i senatori a vita, sono le stampelle di questo governo sì o no? E poi se son vecchi se ne stessero a casa.

Quando Repubblica ricorda a Storace che l'idea delle stampelle ha un sapore fascista l'ex governatore della regione Lazio risponde
Ma quale fascista, è un' idea goliardica, so' ragazzi. Io, comunque, non ce l' ho con la Levi Montalcini scienziata, anzi, da connazionale, ne sono orgoglioso. Provo pena, invece, per la sua attività al Senato. E' intollerabile che questi votino tutto, non solo la fiducia al governo, ma anche le mozioni e gli ordini del giorno, com'è successo con il caso Visco.


Storace, coerente, presenta un disegno di legge per l'abolizione della figura del senatore a vita (in realtà prevista dalla Costituzione).

Sul suo sito, in quei giorni, si potevano leggere, non filtrati, i commenti di alcun lettori: Vergognosi a vita, mummie, relitti, cariatidi maleodoranti, parassiti, Barabba senatoriali, siete sclerotici, inutili, dannosi».
Di Montalcini dicono La Montalcini è vecchia, ha i miliardi da parte e rompe pure i cosiddetti. E' irritante, di profilo anche più odiosa».
Di profilo.
Che ci fa al Senato? Le darei un incarico politico nel ghetto
.


Montalcini non si fa intimidire e scrive una lettera al direttore di Repubblica
che conclude con estrema lucidità:
A quanti hanno dimostrato di non possedere le mie stesse "facoltà", mentali e di comportamento, esprimo il più profondo sdegno non per gli attacchi personali, ma perché le loro manifestazioni riconducono a sistemi totalitari di triste memoria. 


Le stampelle de La Destra fecero irritare anche Napolitano che  disse:
Mancare di rispetto, tentare di intimidire la professoressa Rita Levi Montalcini, che ha fatto tanto onore all'Italia, è semplicemente indegno.

Non pago  Storace disse che Napolitano era indegno di una carica usurpata a maggioranza. Napolitano lo denunciò per offesa all’onore e prestigio del Presidente della Repubblica (articolo 278 del Codice Penale), ma purtroppo, per un errore dell'allora guardasigilli Mastella (quello che ha fatto cadere il Governo prodi)  il giudice monocratico Albina Fiordalisi è stata costretta a dichiarare l'illegittimità del decreto con il quale l'allora  Guardasigilli Clemente Mastella il 17 ottobre del 2007 aveva concesso l'autorizzazione a procedere contro Storace perchè Mastella non informando storace di quanto stava avvenendo ha violato la legge 241/90 (l'obbligo di motivazione).
Nonostante la motivazione tecnica e non di merito Storace dirà si essere stato prosciolto.


Lo sport delle offese per l'età  son di casa anche alla lega.


La Padania titolò: “La ricetta di Nonna Rita / Una badante per il governo”.

Gli insulti per l'età non sono nuovi, l'anno prima Feltri alla nomina di Napolitano a Presidente della Repubblica Titolava Comunismo coi pannoloni e poi tornava sull'argomento, dopo le proteste, con un articolo dal titolo La dittatura dei pannoloni.


Ha la memoria corta anche il presidente del Senato Renato Schifani che oggi scrive: Nella sua lunga esistenza, dedicata sino alla fine, con straordinaria lucidità e immutata passione agli studi scientifici, ha illustrato il nostro Paese come pochi altri nel secolo passato.

Il 16 giugno del 2006, da capogruppo dei senatori di Forza Italia, si scagliò contro i senatori a vita e in particolare contro Montalcini dicendo:
“Come dimostrano le dichiarazioni odierne di Ciampi e della Levi Montalcini, l’Unione fa scendere in campo i senatori a vita per tentare di spuntarla in tutti i modi, anche nel referendum. Questo dimostra tutto lo stato di profonda difficoltà in cui versa il governo Prodi, obbligato a ricorrere a tutto pur di scongiurare l’inevitabile disfatta. Attendiamo adesso che la maggioranza getti ancora di più nella mischia i senatori a vita nel dibattito politico, così tra poco ce li vedremo anche in trasmissioni radio televisive a fare opinione per la sinistra, senza aver ricevuto alcun mandato dai cittadini”. 

Ma questi uomini  a dir poco fascisti sono in buona compagnia.

Nel 2001 Beppe grillo le diede della Vecchia puttana, perché, secondo lui, il premio Nobel a Montalcini venne comprato da una ditta farmaceutica di cui fu testimonial. L’azienda tirata in ballo dal comico genovese era la Fida, della quale la Levi Montalcini era stata testimonial per il lancio di un prodotto farmaceutico (il Croniassial) dagli effetti neurotossici.

Nell’udienza del marzo 2003 al tribunale di Cuneo, Grillo patteggiò una multa di 4mila euro.
Però fece ricorso in Cassazione per la liquidazione e le spese legali che il pubblico ministero di Cuneo - Guido Bissoni - aveva fissato in seimila e 100 euro. 


Nel 2005 a uno spettacolo a Roma cui sono stato spettatore, celiò sulla denuncia, dicendo che Montalcini se l'era presa non per il puttana ma per il vecchia. E concluse dicendo che lui aspettava con fiducia il processo lasciando intendere che i tempi lunghi della giustizia italiana avrebbero giocato a suo favore.


Infine noi romani e romane alle politiche del 2008 abbiamo fatto una figura da nazisti. Quando Montalcini, allora 99enne, si è recata al seggio nessuno ha voluto cederle il posto, per motivi di età non certo di fama, ma si è sentita dire Faccia la fila come gli altri, anch'io ho fretta di votare. Montalcini ha atteso il proprio turno in piedi, avendo rifiutato la sedia che il presidente di seggio le aveva offerto.


Purtroppo c'è dell'altro.

Insieme al senatore del Pd Ignazio Marino, Rita Levi-Montalcini aveva lanciato un appello a Mario Monti e al suo Governo a proposito del decreto legge su semplificazioni e sviluppo.
Nell’appello, la Montalcini e Marino chiedevano di salvaguardare la meritocrazia nei finanziamenti dei giovani ricercatori italiani.Si legge nell'appello
Il decreto legge su semplificazioni e sviluppo, già approvato alla Camera e ora in discussione al Senato, cancella i principi di trasparenza e merito alla base delle norme che dal 2006 hanno consentito di finanziare i progetti di ricerca dei giovani scienziati under 40. [col nuovo decreto] tale selezione passerà di nuovo attraverso le stanze chiuse dei Ministeri dell’Istruzione e della Salute permettendo l’accesso ai finanziamenti solo a chi ha le giuste amicizie e non la necessaria preparazione acquisita in anni di studio, magari negli scantinati di qualche Facoltà per pochi euro. [la legge del 2006 invece prevedeva] che la valutazione per assegnare i finanziamenti fosse gestita da una commissione composta da ricercatori anch’essi sotto i quarant’anni, di cui almeno la metà operanti in enti di ricerca non italiani. Una metodologia democratica e trasparente, adottata da anni a livello internazionale.
Questi sono criteri (...)  che abbiamo il dovere di sostenere, anche per cercare di invertire la tendenza all’esodo che da troppi anni svuota il nostro paese di risorse preziosissime. La fuga dei cervelli non si combatte certamente rendendo ancora più difficile, se non impossibile, per chi non ha le conoscenze giuste l’accesso ai fondi della ricerca all’interno delle università e degli enti di ricerca italiani..
Profumo ha fatto orecchie da mercante e in commissione Affari costituzionali è stato sancito il ritorno al passato, con il potere decisionale, e discrezionale, in mano ai burocrati del ministero e ai baroni delle università che sceglieranno a chi destinare i fondi sulla base delle parentele e delle amicizie e non con i criteri oggettivi e trasparenti basati sul merito fissati dalle legge del 2007.

Inutile dire che di questo non parla nessuno ma tutti cercano di distinguersi per elogiare una morta che in vita hanno insultato e non ascoltato.

Siamo un popolo di merda. 


Per fare due risate a denti stretti ecco una citazione da nonenciclopedia alla voce dedicata ala scienziata.


Quote rosso1.png Sì, mi ricordo bene di quell'asteroide.... Quote rosso2.png
~ Rita Levi Montalcini sull'estinzione dei dinosauri
 


Questo post deve molto a quello di Daniele Brundu che mi ha dato le prime infromazioni chepoi ho integrato con una ricerca sulla rete.

E' ovvio che questo è il mio post e di quanto vi è scritto sono l'unico responsabile, Daniele è stato solo l'ispiratore.

29 dicembre 2012

Repubblica e i provocatori. Una risposta di civiltà al solito commento scemo di Repubblica sulla protesta nella chiesa di Don Corsi.

Nel riportare la notizia di un gruppo di cittadini e cittadine che hanno protestato contro Don Corsi, che nonostante le sue dichiarazioni agghiaccianti continua a dir messa,  Repubblica, proponendo n video di scarsissimo valore documentale, commenta il fatto così:
Alcuni manifestanti che avevano partecipato alla fiaccolata contro il parroco di San Terenzo sono entrati nella chiesa mentre il sacerdote che sostituisce don Piero Corsi celebrava una messa per Enrico Calevo, l'imprenditore rapito qualche giorno fa e di cui non si hanno più avuto notizie. Sono volati insulti: "Vergogna" hanno gridato i manifestanti. "Ecco cosa siete capaci a fare, pagate l'Imu invece di scrivere certe cose sulle donne". E dal pulpito, il sagrestano ha replicato gridando anch'egli "Vergogna" contro le donne e gli uomini che avevano interrotto la funzione e si erano mischiati ai fedeli. Qualche spintone, voci sempre più accese finché sono intervenuti i carabinieri che hanno allontanano i provocatori.

Ecco i commenti splendidi dei lettori e delle lettrici.


Siamo un po' tutte e tutti don Paolo Corsi

Che siamo un paese frustrato lo si capisce anche dalla gogna mediatica della rete nella quale mettiamo ora questo ora quel presunto colpevole. Senza conoscere bene i fatti, fidandosi di quello che qualcuno scrive su faccialibro e allineandosi il pubblico ludibrio senza esercitare un pensiero critico alcuno. Ci sono delle eccezioni ma la maggior parte delle persone si comporta come la più bieca massa del luogo comune.

Così basta che qualcuno apra su facebook una pagina evento contro  Paolo Corsi, che non offre certo spunti critici ma propone una violenza non risolutrice, prendiamolo a randellate sui denti, come di solito è la violenza, che centinaia di persone accettino l'invito (quindi dicono di sì alla randellata) e scrivano i commenti più maschilisti, omofobici sessuofobi e misogini (sì misogini) sul don.

Eccone un florilegio...

Dove si conferma con una sola battuta che
1) dare del frocio a qualcuno è ancora un'offesa;
2) mandare a fare in culo è altrettanto un'offesa
2) che in Italia nessuno conosce la differenza tra fare outing e fare coming out
3) che se don Corsi odia tanto le donne vuol dire che è frocio
4) il culo lo usano solo i froci
5) che ai froci piace il sesso violento (come è evidentemente il sesso anale..)


altro commento sulla stessa linea



Da notare la perplessità di una commentatrice e la sua risposta autoassolutoria.

Molti suggeriscono l'analità come punizione, con puntiglio squisitamente maschilista e patriarcale...








Notare il dettaglio del senza il lubrificante.

...squisitamente distribuita tra i due sessi...

Le donne più degli uomini....


 


Poi, dall'analità come punizione, all'insinuare che la cosa gli piace il passo è breve...



Notare che a suggerire che gli potrebbe piacere è una donna...


Anche qui a insinuare che gli piace è una donna...

Il capolavoro (di illogicità) è il commento seguente


Dubito (o almeno spero...) che chi scrive sia davvero una donna trans.
In ogni caso trasformare il don in donna e mandarlo in un locale gay non serve a nulla... No?!
Casomai mandiamolo in un locale etero...

Il lapsus la dice lunga sull'accostamento inconscio che ancora facciamo tra omosessualità maschile e l'idea di femmina mancata...

Fantasiosa, al limite del capolavoro, questa punizione

Notare come anche qui si insinua che le pisellate sulle gengive potrebbero piacergli...

La stessa persona che ha scritto il capolavoro ecolalico seguente


In realtà, come pure hanno insinuato altri commenti, don Corsi è tutto tranne uno che la patata non l'ha mai vista.
Anzi, casomai è uno che vede patata in ogni donna, sempre e comunque...



Interessantissimo il florilegio di commenti insani a una constatazione tutto sommato sensata.

1) è impotente
2) se non sa resistere alle tentazioni che vada al polo sud che l' ci trova solo i pinguini bisessuali che covano in gruppo...
3) si fa due ormoni e diventa trans così non rompe più...
4) poi arriva il fascistone di turno e la discussione prende un'altra piega... (il tutto per una falce e martello su una palla di natale...).

A proposito di fascistoni...

Qualcuno non riesce a resistere alla tentazione di dare comunque la colpa alle donne, concrete...


...o metaforiche...


Nonostante si tratti di una pagina\evento in cui si invita a randellare qualcuno, ci sono commenti in cui si cerca di inquadrare le dichiarazioni di Don Corsi in un contesto più ampio.

Se qualcuna ha la consapevolezza che la matrice maschilista patriarcale e misogina da cui Don Corsi ha attinto è insita profondamente nella chiesa stessa...


...molti e molte vedono Don Corsi come un elemento estraneo alla chiesa che andrebbe dunque escluso anche per il cattivo servizio che fa ai preti buoni...
 

Purtroppo così si dà al vaticano un credito di amore e rispetto per la donna che il vaticano non ha mai avuto e non ha nemmeno adesso...


Alla faccia di Cristo, visto che poi San Paolo ha cancellato il suo portato femminista.

Così come è ingenua chi crede che Don Corsi possa essere scacciato dalla chiesa.

Ma se non vengono scacciati nemmeno i pedofili... Se dovessimo cacciare tutti quelli che hanno uscite a dir poco infelici chi ci rimane al Vaticano?
Il custode?

Agghiacciante invece chi proporne di fargli provare cosa sia lo stupro. Se sei contraria\o allo stupro non lo proponi nemmeno ai tuoi nemici...


Dulcis in fundo un commento che da solo riassume tutti gli altri, o quasi.






Insomma mi sembra che al di là di ogni ragionevole dubbio questi commenti (che sono un terzo del totale, gli altri si limitano a confermare le randellate anche con randelli chiodati, o a dissociarsi rifacendosi a una randellata virtuale perchè sono contrari\e alla violenza) denuncino lo stato di abbrutimento misogino, maschista, omofobico e sessuofobico di noi italiani e italiane che, nonostante quel che crediamo, non ci differenziano poi così tanto da don Paolo Corsi.

Siamo tutti fascisti e tutte fasciste. Lo siamo sempre stati e state sempre lo saremo.


Insomma non mi sembrano posizioni così lontane da chi dice che se una donna va in giro succintamente vestita e viene stuprata un po' se l'è cercata.


26 dicembre 2012

The Skin I Live In

The Skin I Live In

I thought I had to deal with the pain
I carry inside since I was born.

The pain of knowing that the world has never had
a place for me
I could say to belong to
where I've could have found someone,
a guy,
telling me I belong to you.

I thought that if I've started
to look at this pain
instead of always dodge it
I might really have let it behind me
and start living.

But now that I'm facing my pain
how can I go beyond myself?

How do I tear the bound
that has always prevented me
from beeing into the world
and reach out to a world that never wanted me?
How can I really believe that there will be someone to belong to
if in my life I've always been alone?

If in my life there has never been anyone that really wanted me ?

Why this terrible despair that removes the air from my lungs
is always leading me to the infamous shame
I carry inside from the very first time
I wanted someone
without ever find in him the pale shadow of the desire I had for him ?

The awful truth
of not being loved
of not being wanted,
 is the skin I  live in.

And there is no way for me to reach out without succumb to pain.
And, beside that, how can you get out of your own skin?

'cause, in the end, all this pain I breath
is the pain before birth
or is the one before I die?

23 dicembre 2012

Il manifesto non chiude! Evviva il manifesto, sessita, aziendalista, egocentrico e senza idee.

Sul manifesto di oggi c'è un editoriale che ci informa sulle sorti del quotidiano.

Un editoriale in cui tutto è accordato al maschile:

...siamo arrivati al primo porto...

...vogliamo proseguire lungo un itinerario che accomuni quelli di noi ancora qui dai primi anni settanta, ai più giovani, arrivati al manifesto dopo il millennio.

Una retorica aziendalista che fa chiamare il Partito Comunista dal quale i fuorusciti e le fuoruscite fondarono il giornale la casa madre manco fossimo in Fiat...

Un modo di esprimersi che non è affatto indice di massima apertura culturale, pensiero critico, confronto democratico, aperto, franco che l'editoriale riconosce,  evidentemente a torto, al giornale. Un giornale che dà voce agli emarginati, sempre e solo disgustosamente al maschile.

dove si invita a chi ha deciso di lasciarci a ritronare. Rossanda insomma se ne è andata non è stat messa in condizioni di farlo.
Una miopia così presuntuosa non è davvero degna di sopravvivere. Eppure un mondo senza il manifesto sarebbe ancora un mondo più buio, anche se è un giornale abbrutito e impoverito lessicalmente e culturalmente, politicamente l'ombra di quello  che è stato e di cui questa nuova incarnazione sessista aziendalista  non può che essere un indigno successore.

Eppure continuo a comprarlo, anche se date le mie finanze inesistenti solo la domenica.


Buona antivigilia... a tutte!!!

17 dicembre 2012

Antropologia del Berlusconismo: Barbara d'Urso a Silvio Berlsuconi: presidente mi si è fidanzato?




 A Domenica Live, su Canale 5, la conduttrice Barbara d'Urso, istruita durante la pausa per la pubblicità, chiede a Silvio Berlsuconi, ospite in studio, se si sia fidanzato. 

Ma presidente ma mi si è fidanzato? 
Si è fidanzato? E' ufficiale?


risponde Silvio,  è ufficiale.

con una napoletana chiosa Barbara d'Urso
con una napoletana come lei conferma Silvio.

Molto più piccola di me risponde Barbara d'Urso

Così piccola, aggiunge Berlusconi,  che c'è un divario di 49 anni fra me e lei quindi un po' eccessivo.
Si può dire l'età ? chiede innocente Barbara d'Urso
Ha 28 anni. Si chiama Francesca

E' una ragazza bella di fuori ma ancora più bella di dentro. Una ragazza dai principi morali solidissimi con un'allegria continuativa. Mi vuole molto bene e io la ricambio


E' conosciuta dai suoi figli chiede Barbara curiosa, e rincalza

Anche da Marina
E' molto amica di Marina risponde Silvio

ah sì? commenta Barbara soddisfatta nella sua curiosità

E Berlusconi chiosa Finalmente mi sento meno solo

Che a Berlusconi piacciano molo ma molto molto più giovani di lui non solo è assodato ma non è più nemmeno oggetto di ludibrio. Anzi, dall'alto della sua magnanimità è Berlusconi stesso ad ammettere che un divario di 49 anni è un po' eccessivo.

Barbara d'Urso è dipendente di Berlusconi. La fidanzata di Berlusconi era la presidente di un club Silvio ci manchi. Siamo al velinismo d'azienda, invece i toni sono quelli confidenziali e familiari dei vecchi amici.
Ma Barbara d'Urso la notte riesce a dormire?


 

16 dicembre 2012

Il vaticano attenta alla democrazia. Italiane, Italiani dove siete?



Nel messaggio del santo padre Benedetto XVI  per la celebrazione della XLVI giornata mondiale della pace Ratzinger ha detto che

Chi non apprezza a sufficienza il valore della vita umana  sostenendo  per esempio la liberalizzazione dell’aborto, non si rende conto che propone l’inseguimento di una pace illusoria.
Chi favorisce un preteso diritto all’aborto e all’eutanasia, minaccia il diritto fondamentale alla vita.

Il matrimonio è l'unione fra un uomo e una donna e chi tenta di renderlo giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione lo danneggia e contribuisce alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale.

Questi principi non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa.
Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità.

L’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa.

Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.

Perciò il diritto all’uso del principio dell’obiezione di coscienza nei confronti di leggi e misure governative che attentano contro la dignità umana, come l’aborto e l’eutanasia, è un modo di contribuire alla pace.

La libertà religiosa è infatti uno dei diritti umani basilari.

Tale diritto va promosso non solo come libertà da – ad esempio, da obblighi e costrizioni circa la libertà di scegliere la propria religione –, ma anche come libertà di:
ad esempio, di testimoniare la propria religione,
di annunciare e comunicare il suo insegnamento;
di compiere attività educative, di beneficenza e di assistenza che permettono di applicare i precetti religiosi;
di esistere e agire come organismi sociali, strutturati secondo i principi dottrinali e i fini istituzionali che sono loro propri.
(fonte vatican.va)
Pretendendo che  i principi della morale cattolica (no all'aborto, no all'eutanasia, no all'equiparazione giuridica del matrimonio a forme radicalmente diverse di unione) non sono verità di fede, ma inscritti nella natura umana stessa, e quindi sono comuni a tutta l’umanità, la chiesa vuole imporre la sua verità all'universo mondo accusando chi la pensa diversamente di compiere una offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.

Si fa come dice la chiesa  E BASTA.

Ora capisco che la sciagurata disinformazione compiuta nelle scorse 48 ore dalla stampa e ripresa a piè pari dalla rete ha lasciato credere alla popolazione che l'attacco della chiesa è contro le persone omosessuali e il loro matrimonio.

Purtroppo quella è solo la punta dell'iceberg.

In realtà siamo tutti e tutte in pericolo.  

Con un'arroganza che non le è mai venuta meno, la chiesa, la più feroce e sadica organizzazione criminale  del Pianeta, sta attentando alla libertà di pensiero, uno dei cardini della democrazia.

E lo Stato italiano in barba a una costituzione sempre più calpestata ,non solo è connivente ma sostiene e difende  queste posizoni.


Così stamattina quando uno sparuto gruppo di cittadini e cittadine italiane, una quindicina in tutto, uomini e donne, omosessuali ed eterosessuali, ha pacificamente manifestato a piazza San Pietro, alzando alcun cartelli di protesta, ecco qual è stata la reazione delle forze dell'ordine.




Alessandro Gilioli, tra i manifestanti, ha scritto su Facebook:
"Al momento siamo trattenuti dalla polizia di Stato in piazza San Pietro dopo pacifico e silenzioso innalzamento cartelli durante l'Angelus. I cartelli in quattro lingue dicevano solo: "Sono le armi e non le unioni gay a minacciare la pace". Ovviamente ce li hanno strappati (non con le buone, diciamo) e ora ci tengono educatamente qui".
Dopo i controlli di rito, il gruppo è stato rilasciato: "Ci hanno fermato per un'ora - ha spiegato successivamente Gilioli - dopo un po' di strattoni per tentato pacifismo. Cartelli strappati, ovviamente. E noi che avevamo rispettosamente aspettato che Sua Santità finisse l'Ave Maria per alzare i cartelli".

Una foto dei cartelli esposti in Vaticano è stata pubblicata anche da Gianfranco Mascia, anche lui tra gli organizzatori della protesta pacifica:




"Il corpo del reato. Questi sono i messaggi che fanno paura al Vaticano. "Gay unions don't harm peace. Weapons do it", "Les armes, pas les unions homosexuelle, menacent la paix.", "Las bodas homosexuales no afectan la paz, las armas si", "Le unioni gay non danneggiano la pace. Le armi sí". Che sovversivi che siamo"
L'attacco della chiesa alla democrazia e al pluralismo di pensiero è totale e riguarda tutte e tutti, anche le stesse persone cattoliche che pur partecipando alla vita cattolica non seguono tutti i precetti di una religione che, non dimentichiamocelo, mangia il corpo e beve il sangue del figlio del proprio dio.

Eppure stamane solo quindici persone si sono sentite in dovere di protestare.

Adesso, a parte la solidarietà di classe, che dovrebbe far muovere le persone anche quando non sono  messi in pericolo i propri diritti in particolare, perchè i diritti o sono di tutti o non sono, io mi chiedo e vi chiedo:

Dove erano le donne, quelle che la chiesa non vorrebbe far abortire, riconsegnandole alle mammane e agli aborti clandestini?

Dove erano le donne che la chiesa non vorrebbe far emancipare costringendole a un matrimonio indissolubile?


Dove sono tutte le persone che, vivendo in maniera diversa da come la chiesa vuole che esse vivano, sono dalla stessa accusate di essere un attentato alla pace e una ferita all'umanità?

Ogni volta che usiamo un preservativo, ogni volta che facciamo l'amore non per procreare, ogni volta che amiamo qualcuno che non è gradito dalla chiesa, ogni volta che compiamo una ricerca scientifica secondo parametri che la chiesa non considera etici (le staminali, la procreazione assistita, etc.) la chiesa ci accusa di essere contro la pace.

E, badate bene, la chiesa non lo dice dall'altro di una convinzione di fede lo impone pretendendo una universalità senza scampo e senza replica.

Il più grande totalitarismo del pianeta è la religione cattolico apostolica.

In passato la chiesa ha ucciso, imposto, sindacato, processato, censurato.

Oggi non può solo perchè non glielo permettono.

Però si permette di svuotare una legge di stato di ogni efficacia cancellando il diritto delle donne all'aborto con la obbiezione di coscienza rivendicando questo diritti come diritto positivo alla religione.

Eppure in piazza San Pietro a protestare ci sono solo 15 persone?!

Dove siete tutti e tutte?

Che cosa dobbiamo aspettare ancora prima di scendere in piazza e cancellare dalla faccia della terra questa feccia di maschi subumani?

Dobbiamo farlo finché siamo in tempo.

Altrimenti presto ci troveremo in casa la polizia che ci chiederà perchè domenica mattina non siamo andati a messa.

E pensare che c'è ancora qualcuno che mi ha rinfiacciato di avere scritto sui miei post delle bestemmie.

Il vaticano e la religione cattolica sono la più grave minaccia alla razionalità e al benessere del genere umano.

FERMIAMOLA FINCHÉ' SIAMO IN TEMPO. 

FERMIAMOLA FINCHÉ' POSSIAMO.


fonti usate per questo post


Non si possono fermare le nuvole

Huffington post

14 dicembre 2012

L'occhio maschilista di Bob Sinclar. Ovvero come massacrare un classico di Rafaella Carrà

Donne petulanti, saffiche, uomini checche, traveste, donnissime.
 Ecco la Milano immaginata da Bob Sinclar nel uso ultimo video nel quale ci presenta il peggior remix di A far l'amore comincia tu di Raffaella Carrà.

Un immaginario collettivo dove gli uomini si accompagnano alle donne altrimenti sono smepre soli, effeminati, travestiti, eccentrici, e le donne da sole si accompagnano spesso in atteggiamenti allusivi al sesso tra donne a uso eocsumo del maschio.
Mentre in Taxi a Sinclar capita di incontrare un tassinaro che non conosce la città e quando la donna con cui si accompagna si incazza lui dà ragione al tassinaro...

Un video misero,  maschilista, patriarcale, omofobo.

Festa in maschera? O stravaganza (omo)sessuale?



Un tocco per se stesse o per gli uomini che le guardano?

intatto i ragazzi truccati non flirtano con nessuno

una bella leccata di lecca lecca, in discoteca ognuno ha il suo no?

Intanto gli uomini si danno da fare con le donne

gli altri sono troppo intenti a socializzare

mentre tutte le altre rimangon sole

Sorprese a flirtare?

da drag a Marylin Manson

i ragazzi son sempre soli

e truccatissimi...

il flirt continua...

ti vuoi unire a noi?

lecca il mio...

un negro che fa sempre colore e video di madonna

l'uomo col cipiglio che non deve chiedere mai...

mai

se non ci son donne non si flirta...

mai

altrimenti....

Sinclar con donna petulante

un po' di colore in mancanza di Raffaella

labbra rosso fuoco

ancora un ragazzo truccato

o trucatissimooo

si dice truccata scema!

ma sì sfrociamo così tra di noi...

aspettiamo solo te caro vieni?

Insomma un video da vomitare. Un altro nome da boicottare...

Di seguito il video.



bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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