30 agosto 2010

La maledizione della Pre apertura della caccia

La stagione venatoria apre ufficialmente la terza domenica di settembre (il 19) e si chiude il 31 gennaio. Ma le doppiette potranno tornare a sparare già dal primo settembre, grazie alla pre-apertura contro la quale sono già pronti i ricorsi al Tar da parte delle maggiori associazioni ambientaliste, tra cui Wwf e Lipu.

Il wwf sostiene che Ancora una volta a prevalere sono le pressioni del mondo venatorio piuttosto che le esigenze della fauna selvatica, le indicazioni del mondo scientifico e le norme europee ed italiane per la tutela della biodiversità.(...) 


Anticipare di 20 giorni la caccia è dannoso perchè va ad incidere su un periodo in cui tutta la fauna selvatica è in genere messa in difficoltà da condizioni ambientali non facili di fine estate e nel quale non tutti i giovani dell'anno sono ancora completamente indipendenti; non essendo ancora giunti i contingenti migratori dal nord, si concentra sui soggetti che nidificano sul nostro territorio e che sono quindi di particolare importanza per la nostra fauna; per quanto riguarda le anatre, ricade in un periodo in cui parte delle femmine non hanno ancora completato la muta e possono avere difficoltà di volo; comporta un impatto indiretto (disturbo) e anche diretto (possibili atti di bracconaggio) sulle tante specie protette che in questo periodo stanno iniziando il lungo volo migratorio e ancora si trovano sul nostro territorio.


Per ora, con la pre-apertura, si potrà sparare soltanto in due giorni: il primo e il cinque settembre, mentre in Puglia anche il 12. Quasi tutte le Regioni, a parte Piemonte, Emilia-Romagna e Liguria offrono questa possibilità. Ma i calendari veri e propri tardano ad arrivare, così da evitare i ricorsi al Tar degli ambientalisti con delibere che arrivano anche oltre il 28-29 agosto. Per questo alcune Regioni hanno deciso di affidare la pre-apertura alle singole province, come in Toscana, in Emilia-Romagna e in Lombardia (qui ha aderito solo Brescia). Poi, il via ufficiale domenica 19 settembre. 

Purtroppo quest'anno a far danno non c'è solo la pessima legge italiana ma anche la legge comunitaria recepita dal nostro Parlamento - tra le polemiche - pochi mesi fa dall'Aula della Camera, il cui articolo 42 del testo di recepimento della direttiva Ue ha modificato la legge quadro che regola l'attività venatoria, la 157. Tra i punti principali, la possibilità di estendere il periodo di caccia ai primi 10 giorni di febbraio oltre la chiusura del 31 gennaio, i 10 giorni in febbraio, ritardandone però l'inizio in settembre. Un'eventualità alla quale, secondo gli esperti, «starebbe lavorando per ora soltanto la Sardegna». Per contro l'introduzione del «divieto di caccia alle specie in periodo di migrazione, riproduzione e assistenza alla prole, e accoppiamento». Cambiamenti che hanno portato l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) a divulgare un documento per le Regioni con le linee guida per la stesura dei calendari, tenendo conto che - secondo la legge - qualsiasi deroga, sia relativa alle specie cacciabili sia temporale, è legata al parere dei propri dati scientifici. E - secondo gli esperti del settore - all'Ispra per il momento non sembra siano arrivate richieste specifiche. 

fonti per questo post (dai quali ho preso parti rielaborandole e no senza esplicitare le citazioni): Il gazzettino.it  OmniMilano  Ansa



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