3 ottobre 2008

I mie primi imprinting musicali

...dai quali decifrare tutti i miei gusti musicali successivi, furono quattro.

Il primo in assoluto, all'età di 2 anni e mezzo fu A taste of Honey

del quale ho già avuto modo di parlare su queste pagine elettroniche.

Poi fu la volta di Hit the Road Jack di Ray Charles

del quale, pure, ho già parlato. Ritmo, brass, contrappunto, groove, funky,
c'è già tutta la musica che mi piacerà dopo.

Poi, più tardi, alle medie, ci sarà l'incontro con la musica classica, una scoperta sconcertante, le emozioni che provai per La Danse macabre di Camille Saint-Saëns non le proverò per nessun altra musica, intese come un orgasmo, musicale s'intende!

Scritto da Saint-Saëns nel 1874 è un poema sinfonico il cui tema, molto noto, era già stato musicato da altri, tra cui Liszt.

E' mezzanotte. Le tombe si aprono e già scheletri bianchi che ne fuoriescono danzano al suono di un valzer finché all'alba un gallo fa svanire la macabra visione.
Il poema sottolinea i momenti macabri ma anche quelli dolci e romantici.
La composizione è geniale nell'uso del pizzicato e dello xilofono per sottolineare la danza degli scheletri come se questi usassero le proprie ossa per sostenere il ritmo del valzer.

Mi si aprì un mondo ahimè mai dischiuso completamente. Il mio mentore di allora, il professore di musica della prima media, morì quell'estate investito da un'automobile. Fui uno dei pochi della mia classe ad andare al funerale.
Quel po' di conoscenza musicale di classica che ho la devo a lui.
Non potrò dimenticare mai il fratello, grosso e paciocco come il mio prof, che singhiozzava, disperato, al funerale.

L'uso dello xilofono come suono delle ossa percosse verrà ripreso nel cortometraggio di animazione The Skeleton Dance della serie Silly Simphonyes diretto da Ub Iwerks, uscito il 22 agosto1929.


La Danse Macabre ispirò direttamente o indirettamente molti autori di animazione cinema e danza.




D'altronde Saint-Saëns stesso fu uno dei primi a comporre musica per film.

Altro brano che mi colpì con la stessa intensità fu il terzo movimento della quinta di Beethoven,

che il prof ci aveva fatto ascoltare, portando il giradischi in classe...

Beethoven sfondò tutte le cateratte del mio animo e mi sconvolse perché non sapevo che la musica potesse percuotermi con tale intensità. Mi commossi fino alle lacrime e, come un drogato, la mia anima gridava ancora! Ancora! ANCORA!!!.

Giorni dopo mio cugino Giorgio e la sua (allora) fidanzata Rita mi sorprese uscire dall'edicola con due lp della collezione Fabbri storia della musica classica ma, anche con i primi due lp della serie De Agostini della Storia del Jazz.
E rise, divertito, che io, a 12 anni, potessi avere dei gusti così eclettici.
Già da allora, ma probabilmente da un po' prima, avevo capito che il mondo mette degli assurdi confini e che io, essendo portato ad infrangerli ero destinato, per questo, ad essere considerato uno strano...

Poi venne Mina e le altre (Tersa De Sio, Kate Bush) ma la mia iniziazione musicale è in questi quattro punti cardinali.
Mettevi al loro centro e capirete cosa e perché mi piace.

Perché posso rimanere un giorno senza vedere film, sena sentire gli amici, senza fare sesso, senza persino mangiare, ma non posso rimanere un'ora senza la musica!

E' la musica che mi rende libero, che mi fa sentire vivo, che mi permette di respirare.

1 commento:

Tamcra ha detto...

Caro Ale,
Io sono il Tristo Mietitore...Eccezionale il corto muto sulla "Danse Macabre" di Saint-Saens.... (la "Skeleton Dance" è un cardine del'animazione mondiale, comunque). Il mio primo imprinting musicale fu dato da un registratore, il mitico "Geloso" a bobine su cui mia madre riversava le sue canzoni. Il primo pezzo di cui ho assoluta memoria fu "(Welcome)New Lovers", cantata da Pat Boone, seguito da "Perdono" di Caterina Caselli. Non credo di avere dei punti cardinali nell'ascolto, però temo di aver ascoltato più voci dal timbro scuro di chiunque altro. Un altra canzone era "Non mi dire mai goodbye", cantata da Tony Renis con relativa cover di mamma su nastro.Dev'essere anche per questo motivo - oltre che per cause genetiche - che ho la voce bassa.

bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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