5 maggio 2011

Se la città dell'altra economia di Roma cambia destinazione d'uso

Mi ricordo quando Silvio mi trascino alla CAE Città dell'Altra Economia, uno spazio di 3500 mq recuperato dall'ex mattatoio di Roma. Per la precisione ha preso dimora nell’edificio delle antiche pese del bestiame (conservate e promosse a spazio espositivo) e sotto le tettoie e le pensiline del Campo Boario. Un bio bar, e due edifici uno che ospita il ristorante e il supermercato e l'altro che ospita varie botteghe di commercio equo, riciclo, riuso, etc. Di fronte lo spiazzo enorme, bellissimo dell'ex mattatoio.

Un'idea del comune di Roma (era Veltroni) col contributo del tavolo Tavolo dell’Altra Economia, che raccoglie (a loro detta) tutte le realtà dell’ altraeconomia romana:

Aiab, Alkemia, Altrevisioni, Amnesty International –gruppo 1 Roma, Anthena, Artecolab, ATTAC, Binario Etico, Carta, Casale Podere Rosa, Cies, Co.En. Coop., Co.in., Comitato di Quartiere Centocelle, Comunità sostenibili, Equobio, Equocosumo, Esse Store, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, FORMIN, Forum ambientalista, Gaos, Historia, L’occhio del Riciclone, La roccia blu, Legambiente Lazio, Linux Club, Linuxshell Italia, Lunaria, Mag Roma, Mani tese Roma, Naufragarmedolce, Officina Etica, Oltre il Giardino, Pangea-Niente troppo, Percorsi, Rees, ReOrient Amici di Xa Me, Rete Lilliput Nodo di Roma, Rete Romana Consumo Critico, Reti di Pace, Retour, SAL, Spacexperience stalker, TAE-progetto Oppidum, T.e.r.r.e., Terre di Mezzo, Terre rosse, Zingari 59.
 
Roma, Città dell'Altra Economia.



La città non ha mai decollato. Ignorata dai mezzi pubblici (bisogna camminare un po', in una zona non proprio invitante e dispersiva), con un ingresso infelice che rispetto l'altro ingresso praticabile, più agevole, sul fronte lungotevere, è sempre chiuso, fa fare un ridicolo giro,  mi è sempre sembrato un atelier di lusso, con prodotti non indispensabili, anzi superflui (improbabili collane e bracciali con pezzi di plastica), dove il riciclo passa per una creatività pavida e riduttiva, oppure quando gli artigiani ottengono prodotti intelligenti (borse, sedie) se li fanno pagare a un prezzo che non è né equo né solidale, borse sui 90 euro sedie sui 300 euro...). Insomma UNA COSA PER RICCHI con degli oggetti cari, e un approccio al consumatore elitario: Loro sono illuminati e tu sei il deficiente. Tra i negozi oltre al supermercato che accanto a prodotti dai prezzi ridicoli (come i detersivi alla spina che si aggirano sui 4 euro al litro) ne propone altri ai prezzi accessibili, l'unico "reparto" che ho trovato che facesse qualcosa di utile e concreto sono i riciclatori di vecchi pc, che ripristinano vecchie macchine e le vendono a prezzi accessibili ma non davvero competitivi.

In realtà l'idea non era quella di aprire al pubblico romano un altro modo di intendere la vita sul Pianeta imparando un altro stile di vita  ma di dare lavoro a giovani che si sono creati cooperative e associazioni culturali. Secondo il sistema capitalistico di dare spazi pubblici in gestione a privati (per quanto illuminati e organizzati in cooperative) senza la presenza coordinante del comune, che gestisce, dirime, organizza.
Il progetto della Città dell'Altra Economia è stato elaborato dal Comune di Roma insieme al Tavolo dell'Altra Economia, un gruppo di lavoro permanente di circa 40 organizzazioni no-profit, rivolto ad avvicinare le istituzioni e i cittadini alle associazioni che propongono modi alternativi di produzione, consumo, risparmio e lavoro. L'ampia partecipazione è un criterio di azione che, applicato con successo in fase di progettazione, viene utilizzato anche nella gestione della Città (dal sito della CAE)


Non mi fraintendete il progetto è encomiabile, gli sforzi fatti moltissimi, il centro di documentazione e lo spazio per conferenze indispensabili, la città produce anche energia col fotovoltaico...


Insomma un posto d'élite da rendere condivisibile, a quale però è mancato sempre un pubblico sufficientemente numeroso per sostenere il progetto. Il Comune dopo il primo investimento non ha stanziato molti soldi per la cosa più cara ma più indispensabile: LA PUBBLICITÀ.

Ecco come il tavolo stesso riassume i tre anni di gestione avviata: 
 Nel 2007 questi spazi furono assegnati alle imprese attualmente insediate attraverso un bando di evidenza pubblica che dichiarava nel contratto d’insediamento in diversi articoli che   le prospettive di continuità del progetto  prevedevano,  dopo  36  mesi  di  attività,  che  le  realtà  insediate  avrebbero  costituito  un  unico Consorzio, al quale l’amministrazione poteva, attraverso la costruzione di un nuovo progetto, assegnare alla fine dei tre anni gli spazi della Città per la gestione totale.
E'  da  questo  passaggio  in  piena  trasparenza  che  il  Sindaco  Alemanno  è  ripartito  avviando  in  maniera concordata il Tavolo di progettazione per il rilancio del progetto C.A.E. 2.0  (UN BANDO PUBBLICO SBAGLIATO  PER LA CITTA' DELL'ALTRA ECONOMIA L’ Assessore Ghera continua a negare il percorso di rilancio della C.A.E.)
Invece Aledanno, il fascista, che fa? 

Nonostante gli impegni assunti personalmente dal Sindaco – dichiara Riccardo Troisi Presidente
del Consorzio - che qualche mese fa aveva concordato con le realtà dell’economia sociale e solidale un  forte  rilancio  del  progetto  Cae  (diramando  un  apposito  comunicato  alla  stampa  su  questo)  e accolto  pienamente  l’avvio  di  un  tavolo  di  progettazione  cittadina  per  il  futuro  degli  spazi  della Città dell’Altra Economia, ci ritroviamo oggi senza parole nel vedere uscire improvvisamente una bando per l’assegnazione degli stessi spazi”.
Il    consorzio    Città    dell’AltraEconomia giudica    la    scelta    dell’Amministrazione    Comunale (Dipartimento Periferie di Roma Capitale - Autopromozione Sociale) di far uscire un bando per l’assegnazione  per  gli  spazi  della  Città  dell’AltraEconomia  un  atto  grave  e  contrario  rispetto  al percorso  concordato  con  il  Sindaco  qualche  mese  fa,  avviato  con  l'ex  Assessore  Croppi  e riconfermato  il  24  marzo  dalla  segreteria  del  Sindaco  e  dall’Assessore  Gasperini  in  un  apposito nuovo incontro. (Lettera aperta all’On.Gianni Alemanno Sindaco di Roma)
Ma quali associazioni possono partecipare al bando?

ANCHE PER SOCIETA' DI ARMI,
DELLA CHIMICA 
E ALLEVAMENTI DI ANIMALI DA PELLICCIA

facendo scomparire di colpo le attività fondanti dell’altra economia, ossia il riuso e riciclo dei materiali, le energie rinnovabili, il turismo responsabile, il commercio equo e solidale, la finanza etica, il software libero, l’agricoltura biologica.



Per questo oggi GIOVEDÌ 5 MAGGIO andiamo tutti al
sit-in pubblico sotto il Campidoglio a
partire dalle ore 15.30 ,  
in occasione del prossimo Consiglio Comunale. 

INVITIAMO TUTTE LE DONNE, GLI UOMINI, LE ASSOCIAZIONI, LE COOPERATIVE, I MOVIMENTI SOCIALI GLI ESPONENTI DEL MONDO
CULTURALE E DELLA POLITICA CHE HANNO SOSTENUTO E CONTINUANO A SOSTENERE IL PROGETTO CITTA’ DELL’ALTRECONOMIA AD INTERVENIRE A QUESTA INIZIATIVA .




Città dell’Altra Economia
Ingresso: Largo Dino Frisullo
Campo Boario
(Testaccio)
Roma
Da martedì a domenica dalle h. 11,00 alle 20,00
http://www.cittadellaltraeconomia.org/home

1 commento:

Herm ha detto...

Ci sono stato un paio di volte senza visitarla, era sempre troppo tardi perchè in realtà ero lì per mostre al MACRO e non per andarci di proposito. Condivido in pieno le osservazioni sulla logistica e sul percorso poco invitante, da altri amici che ci sono stati ho avuto i tuoi stessi commenti. Spero di riuscire ad andarci per bene.
Naturalmente per il sit in sono in ritardo.
Ti abbraccio
Herm

bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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