2 ottobre 2012

La lotta al sessismo nella lingua italiana: una battaglia contro i mulini al vento?

Sarà che lo sciopero degli autobus mi costringe a casa, saranno le mie condizioni economico lavorative che mi rendono più precario che mai, ma in questa battaglia contro il sessismo nella lingua italiana mi sento più solo che mail.

Sono tanti, troppi, gli esempi che noto ogni giorno non solo sui giornali e sulla rete, ma anche nel quotidiano comunicare interpersonale.

Mi hai spaventato! ho Sentito dire ieri a una ragazza.

Quello che mi deprime è che anche quando la gammatica consente entrambe le forme le donne non sentano il bisogno di usare l'accordo che più le identifica e le presenta al mondo.

Ancora più deprimente l'impiego dell'articolo determinativo prima del cognome di donne, La Polverini, che è stato difeso, con argomentazioni inconsistenti (è una tradizione dialettale, un mio amico, militante lgbt) lo impone la grammatica (?!?!) una donna, giornalista, della mia età...
In ogni caso non solo il problema non viene percepito (mi rendo conto che questi sono esempi minimi del sessismo nella lingua c'è ben di peggio) ma io vengo recepito come uno che cerca il pelo nell'uovo, che fa una critica ideologica (come se la loro non lo fosse...).

Dalla mia parte ho solo Edda Billi e Alma Sabatini più di recente Cecilia Robustelli molti siti sulla rete, eppure, i nostri quotidiani producono dei titoli ridicoli come questo:


Oppure oggi quest'altro capolavoro:


Dove LA polverini è indicata come IL presidente.

A parte il fatto che io più che Don Chisciotte posso essere Sancho Panza, ma che fatica andare da solo contro i mulini al vento...

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bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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