24 settembre 2012

In quanto a fascismo Repubblica non ha nulla da imparare da Giovane italia: su un articolo di Laura Serloni su Chiara Colosimo.

Chiara Colosimo, da Giovane Italia  a Capogruppo del Pdl alla regione Lazio.

Questo, più o meno, dovrebbe essere il titolo per sottolineare la brillante carriera politica (non c'è alcuna ironia) della giovane consigliera della Regione Lazio, Chiara Colosimo, classe 1986,  già impegnata politicamente ai tempi del liceo, laureanda in Scienze politiche, Presidente Regionale della Giovane Italia (l’organizzazione giovanile del Pdl nata dalla fusione di Azione Giovani e Forza Italia Giovani), la più giovane consigliera eletta nel 2010 nella lista Polverini, e, appunto, appena eletta capogruppo in regione.

Una donna di destra, con delle posizioni precise e criticabili, ma giornali non di destra come Repubblica preferiscono attaccare la donna e non la politica. Così Repubblica oggi titola
Da fascista-cubista a capogruppo L'ascesa di Chiara Colosimo
L'articolo, di  Laura Serloni, apre così

Da fascista-cubista a capogruppo del Pdl. La distanza può sembrare siderale, ma per la nuova guida del gruppo regionale del Lazio, Chiara Colosimo, non è stata poi così incolmabile
Che Colosimo abbia fatto la cubista lo dice lei stessa in un servizio, del 2010, prima delle  elezioni amministrative, nel quale Chiara viene ritratta nella sede di Giovane Italia di via Guendalina Borghese, storica sede dell'MSI poi di An e dunque del PDL.

Non si capisce a cosa si riferisca Serloni quando commenta che La distanza può sembrare siderale, ma per la nuova guida del gruppo regionale del Lazio, Chiara Colosimo, non è stata poi così incolmabile. 
Non certo quella da fascista a capogruppo del Pdl visto che nel Pdl è confluita AN che è l'erede dell'MSI e dunque del fascismo.
La distanza siderale è, naturalmente, paternalisticamente (maternalisticamente?) parlando, il lavoro come cubista.


Dando per scontato che, chissà perchè, una ragazza che fa la cubista non possa fare la politica, come se il lavoro di cubista cancelli l'impegno politico assunto già al liceo, o gli studi universitari.

Insomma è facile criticare un'avversaria politica non in campo, con argomentazioni politiche, ma con inconsistenti rilievi al suo passato lavorativo.

Personalmente non trovo nulla di male nel fare la cubista.
Ma il punto non è questo.
Il punto è quello di vista davvero maschilista e patriarcale dunque fascista di chi per criticare l'operato politico di una avversaria cerca di sminuirne le capacità professionali tout-court.

Se  Laura Serloni vuole criticare Chiara Colosimo perchè fascista lo dovrebbe fare con argomentazioni meno fasciste di questa.
Il bue dice cornuto all'asino.
Tra l'altro, noto en-passant, anche Serloni (vergogna!) usa il maschilista e vituperato articolo la prima del cognome di Chiara, confermandosi dunque figlia di quella stessa cultura che critica a Colosimo.

Perchè il fascismo (ideologico e non di partito) è trasversale nel nostro paese e colpisce chiunque anche una giornalista che non ha niente di meglio per criticare l'operato di una politica che rinfacciare lo scandalo inesistente di un lavoro giovanile come cubista.

Altri giornali, appena più seri di Repubblica, come il Corriere fanno leva sull'altro scandalo del video in questione.

Nella sede dell'ex-MSI mentre Colombo parla si intravede un murales con l’effigie di Corneliu Zelea Codreanu, fondatore della “Guardia di ferro”, movimento legionario rumeno degli anni ’30, antisemita e ultra nazionalista.


Le simpatie dell'ex MSI per il nazifascismo non sono una novità. D'altronde il video è andato in onda più di due anni fa. Eppure ci si accorge del video solo adesso con tanto di esponenti del mondo ebraico che basiscono, adesso, su un video di due anni fa. Un tempismo eccezionale non c'è che dire!


Così  Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica di Roma sul Corsera può dire

Non ho visto quelle immagini (...)  La Colosimo non ha mai avuto atteggiamenti ostili verso di noi, ma su Codreanu non ci sono dubbi: i movimenti a lui ispirati, che stanno prendendo piede in Romania, Ungheria e Grecia rappresentano un serio pericolo per la libertà e l'Europa.
(Il neretto è nel testo).
Dunque l'unica colpa di Colosimo  (la Colosimo anche per Pacifici...) è quella di essersi fatta riprendere davanti quel murales.

Tra l'altro Pacifici ammette pure di non avere visto il video... Insomma siamo al pettegolezzo puro.

Non mi si fraintenda che nella sede di Guendalina borghese si inneggi al nazifascismo per quel che mi riguarda basterebbe a far chiudere quella sede in base alla legge Mancino, ma questa cosa andava fatta quando è andato in onda il servizio non certo adesso...

Per  Serloni invece il problema non sembra essere la simpatia per Codreanu di per sé ma il fatto che Colosimo venga messa al timone della maggioranza.


L'inconsistenza da pettegolezzo di questo articolo la dice lunga sulla mancanza nel nostro paese non solo di una forte tradizione non maschilista, non patriarcale, davvero non fascista, ma sull'inconsistenza di un'alternativa di governo, su una opposizione che possa dirsi tale.



E su Colosimo come politica da questi articoli non so davvero nulla per potermi fare un'idea sul suo operato politico...




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